Tucson, Arizona
Tucson Convention Center
Tucson Arena

10 Aprile 2006

01.  Maggie's Farm
02.  She Belongs To Me
03.  Lonesome Day Blues
04.  Queen Jane Approximately
05.  'Til I Fell In Love With You
06.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
07.  Make You Feel My Love
08.  Highway 61 Revisited
09.  Just Like A Woman
10.  Honest With Me
11.  Girl From The North Country
12.  High Water (For Charley Patton)

Bis:

13.  Like A Rolling Stone
14.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


Il pomeriggio fragrante del South Arizona accoglie i viaggiatori (dylaniani) che da Sun City raggiungono Tucson a sud lungo la Highway 10 costeggiata da uno splendido deserto fatto di cespugli e di cactus (i saguari, alti più di sei metri), e di montagne bruciate dal sole e di sabbia color arancio, punteggiata da splendide macchie gialle di Eschscholzia mexicana (ovvero i Mexican Gold Poppies, fiori della famiglia delle Papaveraceae).
L'aria è tersa a Tucson, la più antica città dell'Arizona, secondo molti ricca di vortici di energia mistica correlati con la storia di antiche popolazioni del luogo, come i mitici Anasazi ("gli Antichi"), il popolo che scomparve misteriosamente nel nulla, secondo alcuni in seguito a contatti con una civiltà extraterrestre.
Bob, che un po' extraterrestre lo è, diciamocelo, insieme ai suoi "Antichi", è di scena stasera alla Tucson Arena del Tucson Convention Center, nei pressi del Santa Cruz River, e ancora una volta Merle Haggard apre lo show, insieme ai suoi Strangers...
Qualcuno si chiede, retoricamente: "Chi è in grado di battere un concerto con Merle e Dylan sullo stesso palco?"
Giungiamo alla "venue" di stasera, gremita di gente... "Fondamentalmente è un liceo-ginnasio sovradimensionato - ci dice Tamarack - Ho sentito che vogliono costruire un nuovo centro convegni... beh esteticamente parlando non mi è difficile capire perchè..."
"E' grigio e cavernoso - prosegue il nostro interlocutore - e non ha nemmeno uno schermo in alto... Cavoli, persino i Motley Crue avevano uno schermo pochi anni fa..."
Entriamo nel complesso (quasi diecimila posti) e tutti sono seduti, e ci resteranno per la maggior parte dello show... Qualcuno si lamenta a tal proposito dei "buttafuori fascisti in maglietta gialla" che in effetti sono dappertutto... "Sono sempre lì a rompere le palle..." dice qualcuno.
Dopo la consueta Fanfara di Copeland, Bob si presenta sul palco con in testa un cappello nero a tesa larga, un redingote nero e una cravatta di seta.
Dopo un paio di date in cui Bob si era alquanto sbizzarrito con le sue canzoni, tirandone fuori di diverse rispetto alle prime date, stasera ritorna ad una scaletta di quelle un po' statiche.
Si parte infatti con la consueta Maggie's Farm che fila via liscia, armoniosa e gradevole. Poi She belongs to me: "She's got no place toooooooooooooo fall..." canta Bob tra gli applausi e infarcisce il brano con bellissimi lampi dell'armonica.
Seguono Lonesome Day Blues ed una elegiaca Queen Jane Approximately.
"Il suono dell'organo è impeccabile - ci dice Robert - ovvio, necessario, essenziale alla creazione..."
E' poi la volta di 'Til I Fell in Love With You, una delle mie preferite in questo tour ed in questa versione. E' un brano che non è mai stato tra i miei preferiti assoluti ma devo dire che attualmente lo trovo davvero strepitoso e credo che Bob abbia trovato la veste definitiva (oddio, con Bob il termine "definitivo" è invero un po' azzardato). "Bob l'ha cantata con tono baritonale - sentiamo - con una passione controllata. L'ha quasi parlata più che cantata."
"Con It's allright ma abbiamo cambiato territorio..." - osserva uno spettatore. "Siamo in quello di Rimbaud, la Stagione all'Inferno... Bob si è trasformato in un ardente predicatore e ci ha randellato con i versi senza tempo di questo classico..."
Qualcuno parla di "apocalisse nell'arena": "E' stata una delle due performance più estatiche della serata..."
A seguire una Make You Feel My Love che qualcuno segnala per un po' di "upsinging", se non che usa il termine "abbellita, adornata", segno che non a tutti sta sulle scatole l' "upsinging" in questione. Da segnalare anche il bel lavoro all'armonica di Bob definita "rumorosa".
Ma sentiamo il già citato Robert sulla performance di Highway 61 revisited: "Bob ha scavato dentro le sue tastiere stasera, "down in the groove". La folla ha iniziato ad agitarsi e a pestare duro, ma non solo i loro piedi bensì l'intero loro "essere" :o) Il pezzo si è evoluto in un R&B alla John Lee Hooker, ma in effetti non saprei quanta della musica di stasera può essere davvero classificata in qualche modo... In fondo non è vero rock and roll nè vero R&B. Si tratta piuttosto di una nuova creatura con un lavoro di uno-due ai fianchi...."
Un piccolo incidente tecnico deve essersi verificato all'inizio di Just like a woman... Vediamo infatti un roadie che sale sul palco dopo che Dylan aveva già attaccato a cantare e si era poi fermato... "No, questo qui..." dice Bob al roadie indicando qualcosa che l'uomo sistema per poi sparire di nuovo nel buio. Bob riprende a cantare ma non è chiaro cosa sia successo (qualcuno lo sa?).
Just like a woman è comunque molto bella e sinceramente delle ultime cose sentite nei recenti concerti di Bob è uno dei brani più belli e riusciti. Durante l'esecuzione del brano notiamo il nostro amico Tamarack che balla un lento con la sua ragazza in un corridoio laterale. Ma subito un'orda di "magliette gialle" li fa tornare immediatamente a sedere...
Il primo set si conclude con Honest with me, con una straordinaria Girl from the North Country ("...qui l'organo è stato pura dinamite!" dice qualcuno... "Un matrimonio tra una dolce melodia in stile Beatles ed un clavicembalo..."), ed infine con High Water. "E' stata incredibilmente migliorata rispetto alla versione in studio... - osserva qualcuno - Ora va definitivamente a nutrirsi della comune ed inconscia iconografia della selvaggia Katrina...".
"Musica da guerriglia - osserva Robert - Dylan non fa prigionieri, dichiara guerra con la potenza della batteria e del basso..."
Si sprecano le definizioni originali per Mr. Zimmy. Ad esempio Mr. Bogle afferma che Bob Dylan ha cinque teste e dodici braccia con le quali sprizza creatività con la sua tastiera e fiamme (cremisi?) dalla sua armonica con le quali illumina la notte.
Lo show si chiude con i consueti bis: Like a Rolling Stone e All Along the Watchtower, immancabilmente salutate dalle ovazioni del pubblico che ancora una volta sembra gradire moltissimo questi due classici ormai inamovibili dalla scaletta di Bob.
"Da qualche parte Jimi Hendrix sta annuendo con la testa..." dice qualcuno.
Qualcuno alza una voce in difesa della band di Dylan: "Un sacco di gente esprime riserve su questa band. Beh, scordateveli. Perchè questo show è stato il miglior concerto di Bob Dylan che abbia mai visto... Se siete ancora vivi non perdetevi le prossime tappe del tour..."
Non mancano le consuete recenti esaltazioni della voce di Bob: "La voce di Dylan è in forma straordinaria, davvero sorprendente.. Il suo fraseggio è migliore di tutti quelli che ho sentito negli ultimi 30 anni" (!!!). "Ancora grazie, Bob!"
Ma stavolta non ci sono solo lodi&encomi per Bob. Ecco un po' di critiche.
Mister Little contesta la scaletta ed il tenore alquanto moscio del concerto. Eccolo ai nostri microfoni: "La setilst è stata uno dei problemi, stasera. Quando è partita Maggie's Farm tutti erano eccitati ma a partire dalla metà di She Belongs to Me mi sembrava di essere al cinema. Quando è arrivata It's Alright Ma eravamo un gruppo annoiato e irritato... Uno dei pochi segni di vita di tutta la serata è stato il verso "Even the president of the United States  sometimes must have to stand naked."
E ancora: "Non credo che la gente vada a vedere un concerto di Bob Dylan per sentire canzoni come Lonesome Day Blues... E abbiamo davvero necessità di sentire Make You Feel My Love ED ANCHE Till I Fell in Love With You?... Sì, High Water è stata una grande canzone ma la particolare combinazione dei brani della setlist mancava di qualsiasi elemento di divertimento, di coraggio e di spirito che almeno una paio di volte a concerto fanno la loro comparsa..."
Cosa doveva fare allora Bob, mister Little?
"Beh, perchè ad esempio non inserire una Blind Willie McTell? Oppure una Subterranean Homesick Blues? O magari anche una Man in the Long Black Coat? Insomma solo qualcosa che potesse realmente interessare al pubblico? Spero vivamente che il nuovo album di Dylan sia più eccitante di quanto lo sia stato questo concerto... sembrava il festival dello sbadiglio..."
Anche da Tucson registriamo noia e disappunto per i nuovi (si fa per dire) chitarristi. Sentiamo commenti del tipo "Ci saranno dozzine di chitarristi talentuosi che potrebbero adattarsi allo show di Dylan e che hanno molto più carisma del gruppo attuale. Basti dire che mi sono divertito di più a sentire l'organo di Bob!!!".
Ancora Mr. Little: "Sì, fanno un suono pulito ma sembra tanto una band da matrimoni nei ristoranti... Bob merita molto più di questo... Highway 61 Revisited è stata fiacchissima... E che fine ha fatto la grande jam durante All along the watchtower?"
Insomma questa band proprio non ti convince?
"Proprio no. E quel che più mi preoccupa è che questa band suonerà sul nuovo disco di Dylan..."
E ora sentiamo una voce femminile, Barbara, anche lei delusa da Bob: "Finalmente ero andata a vedere il mio idolo ed invece è stata una grande delusione..."
Perchè?
"Beh, sapevo che non era lo stesso Bob di un tempo, che non aveva più la stessa voce e persino che non suonava più la chitarra... ma pensavo che ci sarebbe stato qualcosa di buono... qualcosa che mi avrebbe fatto sorridere o che mi avrebbe fatto dire, wow, che show, quand'è il prossimo?"
E ancora: "Io amo Bob, e lo amerò sempre, ma perchè non ha provato a fare almeno un sorriso, a dire "Ciao Tucson"? E poi la band non poteva fare le canzoni in maniera più riconoscibile?... Non vedevo l'ora di assistere a questo show, l'ho aspettato per così tanto tempo, e invece vederlo mi ha fatto solo rimpiangere di non averlo visto anni fa, magari nel '62... Bastava un sorriso da parte di Bob... E' chiedere troppo? E poi la sua voce... non ditemi che è grande perchè non lo è. Io amo "Love And Theft" ma perchè non mi fa sentire Queen Jane come l'ha fatta in studio la prima volta? Ok, forse non è possibile ma che ne dite almeno di un Bob vecchio ma con entusiasmo?... Me ne sono andata via in lacrime..."
Noi invece domani ce ne andiamo in New Mexico, direzione Albuquerque...
Michele Murino



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