
8 Aprile 2006
01. Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
02. Mr. Tambourine Man
03. Down Along The Cove
04. This Wheel's On Fire
05. Absolutely Sweet Marie
06. Masters Of War
07. Watching The River Flow
08. The Lonesome Death Of Hattie Carroll
09. God Knows
10. Don't Think Twice, It's All Right
11. Every Grain Of Sand
12. Rainy Day Women #12 & 35
Bis:
13. Like A Rolling Stone
14. All Along The Watchtower
La band:
Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo,
pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria
Elettori, elettrici ed elettrauti, eccoci alla nuova puntata della nostra
rubrica sugli show americani di Mr. Zimmy...
Visto e considerato che Bob di sole in California non ne ha poi trovato
molto, quale scelta migliore di quella di oggi di tenere uno show nella
Città del Sole, ovvero Sun City, laggiù nell'Arizona, terra
di sogni e di chimere...?
Attendibili exit poll curati dalla Nexus prevedevano per stasera un
"cambio al vertice" con le intere tracklist di Desire e Self Portrait a
prendere il posto delle solite canzoni dei tour recenti, ma si sa che è
difficile il lavoro dei sondaggisti e probabilmente Bob, la sua band ed
il suo staff hanno rilasciato dichiarazioni false in merito alle loro intenzioni
di voto. Fatto sta che ci ritroviamo anche stasera ad assistere ad una
setlist alquanto tipica, ovvero senza vere e proprie sorprese ma con (almeno)
alcune variazioni, come già avvenuto nello show di Vegas di ieri.
Dunque, mentre già certi della vittoria preparavamo la festa
in piazza in attesa delle prime note di Hurricane, siamo stati invece raggiunti
dalle proiezioni delle prime note di Most likely you go your way... e abbiamo
prudentemente deciso di non rilasciare dichiarazioni fino alla fine dello
spoglio di tutte le canzoni della serata.
Anche i giornalisti locali, paffuti signori col cappello da cowboy
e l'aria rubiconda, hanno dovuto preparare dei titoli di giornale alquanto
vaghi, tipo: "Incertezza sulla setlist", "Solo a tarda notte i risultati
definitivi", "Il pubblico spaccato in due come una mela" (c'erano infatti
da una parte i fautori dei classici e dall'altra quelli delle "never played
live songs"), e ancora "Morta, morta, mortadella" (tipica espressione del
Sud dell'Arizona di cui non ci è ancora chiaro il reale significato,
forse un'allusione alla magrezza di Dylan?)...
C'è chi dice che il sistema proporzionale (ovvero scelta delle
canzoni in proporzione agli album incisi) al posto di quello maggioritario
(ovvero scelta della maggioranza delle canzoni sempre dagli stessi
album) sarebbe nettamente preferibile... :o)
Lo show di stasera vede Bob ed i suoi alleati nella coalizione di scena
al The Maricopa Events center, una struttura che una volta si chiamava,
giustamente, The Sundome, sita in RH Johnson road (un nome
appropriato per tenerci concerti rock/blues) in una zona residenziale nei
pressi di Bell Street.
E' un posto molto carino - ci dice Bryan - con un che di spagnolo,
una veranda e bellissime decorazioni "southwest".
Ci fanno notare che le auto nel parcheggio hanno targhe provenienti
dai più svariati Stati, segno che Bob attira gente da tutto il Paese.
La folla entra lentamente nel Maricopa e perde molto tempo a trovare
i propri posti a sedere disturbando così lo show di Merle Haggard
che precede l'entrata di Bob. Tutto il mondo è paese visto che molti
si lamentano dell'inefficenza degli uomini della security.
Tra gli spettatori anche alcuni fortunati che hanno vinto il biglietto
grazie ad un concorso di una stazione radio locale con estrazione mezz'ora
prima dello show di Dylan (senza exit poll, stavolta).
Il set di Merle è veloce ma bello e il sound stupefacente/eccellente
a seconda del posto dal quale vi si assiste. Tra il pubblico, oltre a molti
Deadheads, ci fanno notare anche Bill Walton (nato William Theodore Walton,
a La Mesa, California, il 5 Novembre 1952, è stato un giocatore
statunitense di pallacanestro, campione NBA... ed è la seconda citazione
legata al basket in due puntate consecutive di "What's going on...", un
record difficilmente eguagliabile...).
La gente si comporta in maniera educata con lui e non gli chiede autografi
e Bill, ci dice Bryan, è un "total gentleman" (che starebbe poi
per "vero gentiluomo", Garzanti).
Alla fine del suo numero Merle si lamenta per la brevità: "Beh,
è stato un set cortissimo..." dice, e se ne va forse un po' piccato.
Bob, con il suo look da cowboy che qui nel Southwest è ancor
più adatto del solito, sale sul palco 15 minuti dopo la fine del
set di Merle, alle 21.10, dopo che la consueta "Fanfare for the Common
Man" si è diffusa dagli amplificatori del Maricopa.
Si spengono le luci, la band appare sul palco e sembra che l'intero
edificio sia sul punto di esplodere per gli applausi, le urla e lo... stomping
(come si potrebbe rendere nella lingua di Dante? Sul mio Garzanti non c'è...
:o)
)
Bob, davvero bello tutto vestito di nero con grandi righe argentate
sul vestito ed un cappello nero a tesa larga, si lancia in Most likely
you go your way (and I'll go mine, of course)...: "E' stato un grande brano
di apertura - dice Mr. Doyle - e assolutamente non aspettato!"
Cogliamo alcuni giudizi tra il pubblico (sono 7000 gli spettatori che
riempiono il Maricopa) a proposito del nuovo sound di Bob... C'è
chi lo trova "semplicemente straordinario", come Mr. Bryan Doyle.
Il secondo brano di questa serata in Arizona è una commovente
Mr. Tambourine Man che qualcuno giudica già sufficiente da sola
a giustificare il prezzo del biglietto e del viaggio fino a Sun City.
"La voce di Bob è stata perfetta, sincera e bilanciata - dice
Bryan - e così il gentile suono dell'organo ed il contrabbasso di
Tony..."
Il terzo brano dello show è Down along the Cove che si adatta
moltissimo al nuovo sound. Qualcuno si lamenta che la security non ha permesso
alla gente di alzarsi in piedi per salutarla come meritava (la canzone)
anche se in realtà qualche ragazzina nelle prime file danza al ritmo
del trascinante brano di John Wesley Harding.
This Wheel's on fire è stata cantata con gran cura e qualcuno
a questo punto dice che la voce di Bob è più bella che mai
(è il leit-motiv e, mi si consenta il gioco di parole, anche il
liet-motiv, di questo tour).
Absolutely Sweet Marie è stata caratterizzata dal magico violino
di Herron perfettamente sincronizzato con le liriche.
"E' stata una versione tenera... - ci dice Scott Eisner - una delle
migliori canzoni della serata..."
E' stata poi la volta di Masters of War. "E' una canzone senza tempo"
- dice qualcuno, felice di ascoltare questo classico.
Qualcuno sostiene che Dylan stia provando questo nuovo sound (blues
e country lento con aggiunta di organo) in vista del suo nuovo album. "E'
un sound dolce e pieno e stasera è stato come la Manna nel deserto..."
Seguono Watching the River Flow e The Lonesome Death of Hattie Carroll.
Bob sembra davvero divertirsi in questo inizio concerto, si muove,
quasi danza al ritmo della musica, sembra pieno di energia e chiaramente
eccitato per esser lì. E l'eccitazione nella sala aumenta fino ad
esplodere all'arrivo di Don't think Twice.
Every grain of sand viene segnalata come il vero highlight di questo
concerto. "Every Grain of Sand ha fatto levare lo spirito divino dentro
di lui...", dice ad esempio Mr. Schlafman.
A seguire una alquanto inaspettata Rainy Day Women nos.12 & 35.
E' poi la volta della consueta presentazione della band durante la
quale, ci dice Lani Savage, tutte le donne nella sala che non erano già
innamorate di Dylan se ne sono innamorate immediatamente... :o)
Bob e la band spariscono nel buio senza il consueto schieramento in
stile posa fotografica e ritornano poco dopo per i bis costituiti dalle
ormai "croniche" Like a Rolling Stone e All along the Watchtower.
Durante i bis la folla perde il controllo e si scatena correndo al
palco per ricevere nel finale i baci di Dylan soffiati dalla mano nel suo
tipico gesto, quello che anche in Italia abbiamo talvolta notato.
Tra fans che mostrano felici bellissimi poster di Bob dati in regalo
a fine show (perchè non fanno qualcosa di simile anche da noi? Sarebbe
carina come idea...) usciamo dal Maricopa mentre qualcuno si chiede se
la prossima nuova avventura radiofonica su XM di Bob includerà anche
commenti dei fans dopo i concerti di Dylan, idea suggestiva ma suppongo
poco probabile.
Sentiamo un po' di impressioni: "E' stato uno dei migliori concerti
che io abbia mai visto - ci dice Mike Martin - Il palco era bellissimo,
comprese le luci ed il sipario sul fondo. Il suono è stato meraviglioso
e perfettamente bilanciato e la voce di Bob forte e chiara".
"Avete notato quanti riferimenti all'acqua nelle canzoni di stasera?
- ci dice qualcuno - "E' stato uno show religioso... era l'acqua che divise
Mosè..."
"E' stato un grande show e l'armonica di Bob è meravigliosa
come sempre..."
"Bob e la sua musica sono qualcosa di davvero speciale ed unico, un
dono per noi tutti..."
"Fra trecento anni capiranno cosa sta facendo oggi Bob..."
"Alla fine Bob sembrava allegro come un adolescente... - dice Savage
- Avete visto i baci che ha mandato da un lato all'altro della sala?...
E' stato un momento magico, storico, da mozzare il fiato, quasi incredibile...
Mi spiace per tutti quelli che si sono persi questo show..."
"Se Bob viene dalle vostre parti, andate a vedere il suo concerto perchè
è davvero un must... La voce di Bob è in una forma rara e
la band è solida..."
Nota finale: va segnalato che stranamente stasera Bob non ha cantato
brani da "Love and Theft".
Prossima tappa Tucson!!!
Michele Murino
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