Las Vegas, Nevada
Aladdin Hotel and Casino
Aladdin Theatre for the Performing Arts

7 Aprile 2006

01. Things Have Changed
02. The Times They Are A-Changin'
03. Tweedle Dee & Tweedle Dum
04. It Ain't Me, Babe
05. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
06. Love Sick
07. I'll Be Your Baby Tonight
08. Ballad Of A Thin Man
09. I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
10. Cold Irons Bound
11. Lay, Lady, Lay
12. Cat's In The Well

Bis:

13. Like A Rolling Stone
14. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria



Bob lascia la California e ritorna in Nevada, da dove è partito questo nuovo tour (ricordate la data iniziale a Reno?).
Visto che qualcuno sostiene che ormai il suo è uno "show da Las Vegas", Bobby sceglie proprio la città dei casino e dei matrimoni per il suo quinto concerto. Il luogo dello show è il The Aladdin Theatre, un posto davvero bello con un piccolo negozio subito fuori dal teatro in cui sono in vendita memorabilia musicali dylaniane e non (tra cui ad esempio una copia autografata di Blood on the tracks).
Bob e i suoi caballeros si presentano sul palco dell'Aladdin Theatre for the Performing Arts con Dylan che è vestito con un completo nero dai bottoni d'argento, una camicia turchese ed uno strano cappello che qualcuno descrive come un incrocio tra quello di un Matador e quello di un ragazzo delle consegne hassidico.
Mr. Howard Weiner si immagina per questo show un alternate-announcement (ovvero una presentazione alternativa per l'entrata di Bob). Vale la pena ascoltarla: "Signore e signori, salutate il ragazzo dalla faccia di cherubino che ha cambiato l'orbita terrestre nel '65 a Newport, che ha cantato per i profughi del Bangladesh nei primi anni '70, che si è scelto il nomignolo di Lucky, che si è riunito a George Harrison alla fine degli anni '80 e che se n'è andato in tour intorno al globo con Tony Garnier negli anni '90, che stasera indossa una giacca di pelle nera, un cappello nero da cowboy, una camicia azzurra, che è l'artista più venerato del 20mo e del 21mo secolo... Vogliate dare il vostro benvenuto all'artista della Columbia... Bob Dylan!!!"
Complimenti Howie, telefoneremo a Bob proponendogli questa versione alternativa che mi sembra anche più bella di quella ufficiale...
Stasera il piano (o a questo punto dovremmo dire l'organo?) di Bob è posizionato al centro palco. Bob è di fronte a Denny e Tony, con Stu alla destra di Bob e Donnie sul fondo di fianco alla batteria di Recile.
Nel corso della serata Bob appare in buona forma e soprattutto di buon umore ammiccando spesso verso i musicisti della sua band e dimostrando di divertirsi, anche se quasi mai guardando il pubblico.
Inizia lo show. Quando tutti si aspettano la consueta Maggie's Farm ecco che invece partono le inconfondibili note di Things have changed (che sia un'allusione di Bob al fatto che finalmente la setlist comincia a cambiare?).
Bob si produce in una bella resa del brano premio Oscar mentre la statuetta risplende alle sue spalle illuminata da una luce strategicamente posta nei pressi.
"E' stato un opener emozionante ed inaspettato - ci dice Mr. Howard - Gesù, mi ha messo in ginocchio!". "Awesome performance!", ci dice invece Matt (ovvero "esibizione che incute timore", la fonte è sempre Garzanti). Detto che è la prima volta che Bob esegue la canzone-Oscar come opener dello show, qualcuno segnala che stranamente stasera oltre ai riflettori che illuminano il palco ce ne sono anche alcuni che illuminano il pubblico.
Dopo la scaletta quasi fissa dei giorni scorsi finalmente Bob sfodera stasera un bel po' di canzoni "nuove" (si fa per dire ovviamente, ma almeno differenti rispetto a quelle di questo inizio tour).
Anche da Vegas arrivano lamentele per la nuova band e rimpianto per i "bei tempi andati" quando Larry Campbell e Charlie Sexton calcavano le assi del palco insieme a Bob.
Proviamo a sentire al riguardo Mr. Phil Levine: "Non è che questa band attuale manchi di bravura ma il vuoto musicale lasciato da Larry e Charlie e dal loro lavoro straordinariamente bello si fa sentire per quelli come noi che hanno segnato molte tacche sulla loro cintura..."
Sagge parole, Phil, a presto...
Proseguiamo... Lo show di stasera evidentemente mette appetito se notiamo gente tra il pubblico che pasteggia ad angurie, broccoli, cialde, gamberetti, caffè, pompelmi rosa e bottiglie di champagne!
In genere segnaliamo i cosiddetti highlights del concerto, ovvero le canzoni migliori, ma stasera abbiamo anche una segnalazione per il low-point, ovvero il brano peggiore dello show e dunque il suo punto più basso. Secondo Mr. Levine la maglia nera spetta a Lay lady lay: "E' stata gracidante, e pensare che è la più grande ballata di Mr. D. Il fatto è che il contrasto tra la voce eccezionale che Bob sfoggiava nella versione originale e questa versione attuale rimaneggiata che Bob canta come se facesse i gargarismi è semplicemente troppo evidente. La bellezza della canzone attualmente viene decimata..."
Mr. Weiner invece la definisce così: "Bob l'ha cantata con la spavalda sicurezza di un uomo che 'ha fatto più canestri' con le donne di quanti ne abbia fatti Wilt Chamberlain" (era un leggendario giocatore di pallacanestro della National Basketball Association (NBA) considerato tra i migliori di sempre.)
Uno dei brani migliori della serata è senza dubbio The Times They Are A-Changin', definita sorprendentemente convincente e eseguita con sentimento.
"Spirittrail" segnala in particolare l'assolo di armonica di Bob, un minuto e mezzo di grande musica!!! Ed una grande performance vocale.
Qualcuno fa notare che la versione attuale di It ain't me babe è così potente che Bob fa fatica a far sentire la propria voce durante i ritornelli.
Ecco ancora Phil: "Mi è piaciuta molto anche una malinconica Love Sick, anche se Bob l'ha quasi ringhiata...". "L'organo su questo brano è stato davvero bello - dice Matt - e molto più udibile rispetto alle registrazioni fin qui emerse".
Altra segnalazione per stasera riguarda una vivace versione di Cat's in the well caratterizzata da una voce particolarmente roca da parte di Bob.
Una voce si leva a favore della spesso (sempre?) iper-criticata Tweedle Dee & Tweedle Dum: "Non riesco a capire perchè alcuni fanno la faccia scura quando Bob canta questo pezzo. E' una canzone fantastica e diventa sempre migliore ogni volta che la ascolto. E' stata davvero scintillante stasera!".
Il già citato Matt conferma: "Quando è partita ho detto "Ahi!" ma poi ho cambiato subito parere dopo i primi versi... La migliore versione di TD&TD che io abbia mai sentito!"
E' da parecchio che continuiamo a lamentarci perchè i bis che Bob propone sono sempre gli stessi, ovvero All along the watchtower e Like a rolling stone, ma è anche vero che è parecchio che continuiamo a sentire commenti entusiastici da parte del pubblico che assiste agli show di Bob. La cosa si ripete anche qui a Vegas dove il pubblico reagisce in maniera energica ai due brani scatenandosi in un entusiasmante finale (appena parte LARS tutti si alzano in piedi e cominciano a ballare). Chiaro che poi Bob non le cambia mai.
Ed ora... ARIZONA!!!
Michele Murino


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