Santa Rosa, California
Grace Pavilion

4 Aprile 2006

01. Maggie's Farm
02. She Belongs To Me
03. Lonesome Day Blues
04. Queen Jane Approximately
05. 'Til I Fell In Love With You
06. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
07. Make You Feel My Love
08. Highway 61 Revisited
09. Tears Of Rage
10. Honest With Me
11. Boots Of Spanish Leather
12. High Water (For Charley Patton)
13. Don't Think Twice, It's All Right
14. Summer Days

Bis:

15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria


Prosegue il giro della California per Bob Dylan che da Stockton si sposta a Santa Rosa per un concerto fotocopia (o quasi) rispetto ai primi di questo tour.
La scaletta è quasi interamente composta dai brani precedenti, segno che per il momento non c'è da aspettarsi sorprese da un Dylan che dà l'impressione di aver fissato una setlist più o meno rigida da portare in giro senza cambiamenti.
Per restare in tema fumetti, argomento che sta caratterizzando queste prime date di Bob nella nostra rubrica, non possiamo non dire che Santa Rosa è la città in cui ha vissuto il grande Charles Schulz, il cartoonist creatore dei celebri Peanuts (Charlie Brown, Linus, Snoopy, etc. - Qui sopra una statua dei personaggi nel parco di Santa Rosa). In città c'è anche un museo dedicato al fumettista, magari Bob ci è andato a fare una capatina...
Proseguiamo...
Vi ricordate che parlavo di un Bob in cerca del sole della California? Beh, ovviamente può Bob non portarsi dietro un po' di "hard rain" (o di "buckets of rain", se preferite...)? La risposta è ovviamente no, tanto è vero che Mr. Kustel si lamenta della pioggia che ha accompagnato i fans di Bob diretti a Santa Rosa provenienti dalle vicine cittadine californiane sulla affollatissima Highway 101.
Il luogo del concerto di stasera è il Grace Pavilion sito nei Sonoma County Fairgrounds. Con in mano i loro "jumbo dog" e "regular dog" da addentare (supponiamo si tratti di varianti dell'hot dog) i dylaniani californiani hanno affollato il Pavilion entusiasti di poter rivedere Mr. Zimmy in azione, occupando le fredde sedie metalliche di quello che leggiamo somigliare ad un hangar per aerei dal tetto di lamiera che potrebbe essere sfruttato per spettacoli da circo, un posto alquanto freddo, tanto che gli spettatori indossano i loro cappotti pesanti, maledicendo di non essersi portati dietro abiti ancor più caldi.
Ma al di là del discorso legato al freddo ci sono apprezzamenti per il Pavilion, da qualcuno giudicato un posto speciale per uno show speciale e una grande performance da parte di Bob.
Nonostante la conformazione del luogo il sound è stato eccellente. "A differenza di altre volte - dice Robert - ogni singola parola pronunciata da Bob è stata assolutamente chiara e comprensibile, udibile nettamente al di sopra del frastuono degli strumenti."
Bob e i suoi uomini fanno la loro comparsa sul palco dieci minuti dopo le 20. Bob indossa un abito nero (quello solito in stile torero) con tanto di cappello a fare pendant.
Qualcuno lo ha trovato un po' emaciato e dall'aria un po' spettrale ma sostanzialmente in forma discreta.
A proposito di quanto ogni tanto si legge sul fatto che Bob legga o meno i testi delle canzoni sui fogli posti sulle sue "keyboards", leggiamo che stasera sicuramente non ha fatto nulla di tutto questo, cantando ogni singolo verso senza mai guardare sui fogli.
E' rimasto per tutto il tempo dietro le tastiere, suonate ancora una volta in modalità organo come nelle sere precedenti, e qualcuno sostiene che l'abbandono della chitarra è sicuramente dovuto all'artrite che affliggerebbe Bob alle mani.
A proposito dell'organo ecco Mr. Terry Way: "Il nuovo sound di organo di Bob ha delle qualità che mi hanno ricordato il Levon Helm dei Basement Tapes o il Ray Manzarek dei Doors, a volte. In altre occasioni è sembrato più il suono di uno di quegli organini che suonano al circo."
Di tanto in tanto nel corso dello show, Dylan si è messo a gironzolare spalle al pubblico dalle parti del suo Oscar, come sempre fissato al solito amplificatore, ogni tanto accennando una specie di strana danza con la sua tipica ed inconfondibile andatura.
Lo show si apre con la consueta Maggie's Farm e subito dobbiamo registrare lodi & encomi per la voce di Bob definita "outstanding" (che, leggiamo sul dizionario Garzanti, sta per "rilevante, fuori dal comune, eminente"). Niente o quasi ringhio da lupo e una grande capacità di variazioni di tono ed "elasticità" (confermata la scomparsa dell'upsinging).
L'opener di stasera viene definito "versione ballata" ed ha riscosso molto successo tra il pubblico, quasi cinquemila spettatori per un nuovo "tutto esaurito", segno che questo nuovo tour di Bob non sta mancando di attirare l'attenzione degli americani. Il già citato Mr. Kustel annota che il pubblico di Santa Rosa è composto essenzialmente da spettatori dai capelli grigi ai quali si mischiano comunque un bel po' di ragazzi e ragazzini.
Come detto sopra, la setlist di stasera è quanto di più scontato potesse esserci, tuttavia registriamo commenti positivi, come a dire: "Niente sorprese ma canzoni deliziose".
E passiamo agli highlights della serata. High Water è stato uno di questi e come sempre quando si parla di questo brano viene molto apprezzato soprattutto il lavoro al banjo di Herron.
Anche Queen Jane viene definita "sincera di cuore" (immaginiamo che si intenda "cantata con trasporto", o qualcosa del genere). E' un brano che, a quanto sembra, si sta rivelando la "sorpresa" più piacevole di questo inizio tour.
Mitch Meyer dà la palma delle migliori a Lonesome Day Blues, It's Alright, Ma, 'Til I Fell in Love with You (un grande blues paludoso, come lo definisce Mitch), Boots of Spanish Leather, ed una bellissima e sentita Don't Think Twice.
"Abbiamo assistito a bellissime versioni di Don't Think Twice, Boots of Spanish Leather e It's All Right Ma - dice Mr. Colin Selig - Le ballate sono così dolci... e le liriche sono state scandite da Bob con un'accuratezza tale che ogni singolo verso è risultato denso di significato..."
Era un po' che non si sentivano critiche a Stu Kimball e Denny Freeman. Da Santa Rosa invece sentiamo che Stu e Denny non hanno il "tocco" di Larry Campbell e Charlie Sexton nè la loro potenza e continuano a guardare fissi Bob per paura di sbagliare qualcosa. Viene fatto notare che la cosa si evince anche dal fatto che non sorridono mai, a differenza di Charlie e Larry che spesso ridevano insieme a Tony Garnier e dimostravano sempre di divertirsi molto a suonare con Bob.
"Chissà? - si chiede qualcuno - Magari è solo Bob che vuole un sound differente, meno da garage-rock e più R&B".
Parole di apprezzamento sono invece quelle spese per Donnie Herron e per il suo lavoro alla pedal, al violino ed al banjo, un lavoro che lo pone sicuramente come il membro migliore della band, al momento. Tanto che spesso Bob stesso gli dà le imbeccate per i suoi assoli.
A proposito di assoli, solo verso il finale Stu si è prodotto in alcuni di essi, ed è rimasto relegato alla ritmica per il resto dello show.
"Durante Like a Rolling Stone, racconta il già citato Robert, alle mie spalle sento qualcuno che grida euforico "Bobby! Bobby!" Mi volto e scopro con sorpresa che si tratta di un ragazzino di quattordici anni che grida entusiasta all'indirizzo di Dylan, e sono felice della cosa".
Bob, che è rimasto serioso e freddo per tutta la serata, erompe in una risata plateale alla fine di Summer days, rivolto a George Receli. Non è chiaro se la sua reazione sia stata determinata da qualcosa che il batterista ha fatto o se Bob era solo contento per la performance del trascinante brano di "Love and theft". Resta il fatto che il pubblico ha reagito con entusiasmo all'improvvisa ilarità di Dylan.
Il pubblico lascia il Pavilion dopo l'ultima nota della immancabile All along the watchtower con l'impressione di aver assistito ad uno show eccezionale, definito da qualcuno il migliore dato da Bob nel nord della California negli ultimi anni, "...una vera festa".
Michele Murino
ps: per concludere degnamente questa puntata da Santa Rosa ecco una strip dylaniana del grande Schulz...


Traduzione:

LINUS: Bob Dylan compirà trent'anni questo mese...

CHARLIE BROWN: Questa è la cosa più triste che abbia mai sentito!



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