Dublino, Irlanda
The Point Depot Theatre

26 Novembre 2005

01. Maggie's Farm
02. Tell Me That It Isn't True
03. Watching The River Flow
04. Lay, Lady, Lay
05. Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
06. I Dreamed I Saw St. Augustine
07. Cold Irons Bound
08. Shelter From The Storm
09. Floater (Too Much To Ask)
10. Highway 61 Revisited
11. Ballad Of Hollis Brown
12. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
13. The Lonesome Death Of Hattie Carroll
14. Summer Days

Bis:

15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower

Secondo bis::

17. Forever Young

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Bob e i suoi tigrotti di Mompracem hanno lasciato l'Inghilterra dopo i trionfi della Brixton Academy e sono sbarcati in Irlanda per il primo di due concerti a Dublino (entrambi sold out, che per chi non sa l'inglese sta per "tutto esaurito"), nel vento pungente del tardo novembre irlandese.
Il luogo del concerto è il classico The Point Depot che si trova lungo la riva nord del fiume Liffey.
Dylan fa la propria comparsa sul palco intorno alle 8.10 (in Irlanda evidentemente i concerti iniziano più tardi rispetto all'Inghilterra) subito dopo le note della Fanfare for the Common Man di Aaron Copland diffusa dagli altoparlanti. Bob ha addosso un vestito marrone con stelle diagonali sulle maniche e sui pantaloni ed un cappello color crema. La band è in grigio con camicie nere. Circa novemila gli spettatori presenti stasera.
Si parte anche qui a Dublino con Maggie's Farm senza l'appendice di Rumble, l'omaggio a Link Wray dei giorni scorsi: "E' stata sorprendentemente chiara" - dice Kieran Flood.
"E' stato uno show potente fin dalla prima canzone - dice Trish Slattery - e la voce di Bob era veramente buona. Dylan mi è sembrato in ottima forma. Anche la band è davvero eccellente, si adattano perfettamente allo stile di Bob e non affondano il suo canto in un muro di suono..."
Tell Me That It Isn't True "è stata una vera gemma", dice qualcuno, "cantata nell'arrangiamento originale..." - "E' stata uno dei vertici dello show - dice Darragh Mulhall al suo primo concerto di Bob - con un grande assolo di armonica di Dylan al centro del palco...!"
Irradiato completamente di luce rossa Bob ha - secondo alcuni - persino accennato ad una danza irlandese!!!
Dopo una bella Watching The River Flow, il quarto brano della serata è stato una "sexy" Lay, Lady, Lay (questo il termine con cui vari spettatori si sono riferiti a questa versione)
"E' stata bellissima - dice Darragh - come bellissimi sono stati gli effetti di luce che hanno ben accompagnato l'atmosfera sentimentale della canzone..."
"Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine) è stata una delle canzoni più riconoscibili della serata - dice ancora Darragh - se comparate con la versione in studio. L'inconfondibile riff è stato canticchiato da tutti quelli attorno a me. Performance potente, comincio a credere che non possa essere migliorata..."
Poi la prima sorpresa della serata, una rara e sempre attesa I Dreamed I Saw St. Augustine... "E stata gloriosa", dice Kieran.
Dopo una Cold Irons Bound un po' in ombra è stata la volta di un altro brano che è sempre una sorpresa ben accolta: Shelter From The Storm. "E' stato uno dei due vertici assoluti del concerto - dice Darragh - insieme a I dreamed I saw St. Augustine..." - "E' stato uno degli highlights della serata - conferama Trish - è stata davvero squisita!"
Molti gli elogi per Donnie Herron e il suo violino nella successiva Floater (Too Much To Ask) mentre ad un certo punto Bob si è messo a fare una breve danza con passo strascicato... "Balla come mio nonno!", ha detto ridendo uno spettatore... :o) Il pubblico sembra essersi davvero divertito stasera.
Highway 61 Revisited è stata potente e travolgente come sempre e ha lasciato posto ad un'altra delle perle della serata, una intimista e commovente Ballad Of Hollis Brown.
"Bob l'ha cantata benissimo - leggiamo - senza dimenticare neanche una parola..." - "E' stato davvero un momento magico..."
"Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again aveva stasera un arrangiamento davvero grande - dice Slattery - così ho chiamato al cellulare un mio amico per fargliene sentire un pezzo..."
Non così la pensa Darragh Mulhall che sostiene che "Stuck Inside Of Mobile... è probabilmente la più frustrante canzone che Bob possa cantare in questi giorni a causa di come riarrangia il modo in cui canta il ritornello "Oh, Mama......"
Qualcuno segnala anche un fastidioso accenno di upsinging su questo brano.
Il quarto highlight di questo primo concerto irlandese è stato senza dubbio The Lonesome Death Of Hattie Carroll. "Bob l'ha cantata - dice Flood - come se in prima fila ci fosse seduto William Zanzinger..."
"Sembrava che Dylan ce l'avesse davvero con il giudice - conferma Ian S. Blagbrough - Ci sono stati applausi del pubblico ad ogni verso... Sembrava di essere in un folk club..."
Dopo la consueta tiratissima Summer Days e il saluto al pubblico con Bob che teneva in mano le due armoniche a forma di V come ormai fa ogni sera, la band ha lasciato il palco per tornarvi dopo cinque minuti per i due bis consueti: Like a rolling stone e All along the watchtower.
Like A Rolling Stone ha visto tutto il pubblico cantare con Bob il ritornello anche se leggermente controtempo per il solito vizio di Bob di anticipare o ritardare l'entrata, mentre sullo sfondo campeggiava un purpureo occhio di Horus...
Per chi si lamenta delle troppe volte che Bob esegue questo brano ecco una frase dell'esordiente Darragh Mulhall che mette tutto in una prospettiva semplice ed incontestabile: "Aspettavo con ansia i bis e non sono rimasto deluso! Like A Rolling Stone. Cantata da Bob Dylan. E io c'ero. La vita è bella!"
Poi la presentazione della band in cui Bob dopo il consueto "Thank You Friends" ha presentato "Stu, che viene da Boston..." e dopo un sonoro urlo di gioia del pubblico, ha aggiunto ridendo: "C'è qualcuno di Boston tra voi?" :o)
Il concerto si è concluso (o sarebbe meglio dire "si sarebbe dovuto concludere") con una stupenda All Along The Watchtower che ha scatentato l'entusiasmo del pubblico di Dublino.
Incredibilmente dopo essere uscito, e mentre molti stavano già sfollando ben consapevoli che dopo LARS e AATW non c'è da aspettarsi altro, Bob è invece ritornato a sorpresa sul palco con la band per un ulteriore inaspettato bis: Forever Young con tanto di lungo ed applauditissimo assolo di armonica, che ha deliziato il pubblico irlandese contentissimo per questo extra bonus. Un brano che Tiernan Henry definisce "leggiadro e pio". "Sono sicuro - sostiene Gary Galbraith - che Bob ha eseguito questa canzone come personale tributo alla memoria del calciatore George Best, nato a Belfast, e morto ieri all'età di 59 anni. Visto che ha trascorso i giorni scorsi a Londra ed in Irlanda, Dylan non può non aver notato che grande impatto questa morte ha avuto qui da noi... Non si spiega altrimenti un secondo bis assolutamente inaspettato... Un'icona degli anni sessanta che ha pagato tributo ad un'altra. Un momento indimenticabile..."
Michele Murino



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