Londra, Inghilterra
Brixton Academy

23 Novembre 2005

01. Rumble (strumentale di Link Wray) (incompleta)
02. Maggie's Farm
03. She Belongs To Me
04. Cry A While
05. Shelter From The Storm
06. Down Along The Cove
07. Positively 4th Street
08. High Water (For Charley Patton)
09. Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
10. Million Miles
11. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
12. A Hard Rain's A-Gonna Fall
13. Honest With Me
14. The Lonesome Death Of Hattie Carroll
15. Summer Days

Bis:

16. Blue Monday (brano di Fats Domino & Dave Bartholomew)
17. Like A Rolling Stone
18. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Bob spopola in Inghilterra in questa specie di mini tour mirato e riservato in esclusiva alla capitale della nebbia e del Big Ben... tanto che addirittura viene citato nei notiziari economici della BBC da Mr. Duncan Bartlett il quale riesce ad infilarlo in un discorso relativo alle... politiche europee sullo zucchero???
Intanto però sulla stampa locale si leggono anche (e come sempre) note alquanto estrose. Ad esempio Ron Ombudsman ci racconta che appena arrivato in volo dagli Stati Uniti ha trovato nella hall del suo hotel una rivista che si pubblicizzava come la "London's Weekly Listings Bible." Nella sezione dedicata agli spettacoli un articoletto parlava dei concerti di Dylan alla Brixton in questi termini: "E' da un sacco di tempo che Dylan ha visto decrescere la sua reputazione in quanto visionario performer dal vivo, ma questo non lo ferma dall'attirare il supporto fervente di uno zoccolo duro di ammiratori ed amici musicisti. C'è da aspettarsi bastardizzazioni delle sue vecchie canzoni o un po' di inzaccherati pezzi, profughi dai suoi recenti dischi". Ron, dopo aver letto queste note pregne di significato e soprattutto di originalità, dichiara che alla sua mente si è affacciato il ricordo della domanda posta da Bob Dylan nel corso di No Direction Home quando rivolto ad un giornalista chiese: "Ha mai ascoltato la mia musica?", aggiungendo che a suo parere l'articolista della alberghiera "Listing's Bible" probabilmente non è mai stato ad un concerto di Dylan, forse non ha mai sentito nemmeno un suo disco... "Il genere di ragazzo - dice sardonico Ron - che probabilmente veniva picchiato alle elementari... Non riesco a pensare a molti altri che possano fare un sold out di cinque sere a Los Angeles, Chicago, Boston, New York, e Londra nello stesso anno dopo aver suonato in quegli stessi posti tutti gli anni..."
Bobby e i suoi scudieri si presentano sul palco in perfetta forma anche stasera e nonostante il tour si avvii alla conclusione sembrano ancora carichi di energia e anche stasera ne daranno prova.
I musicisti sono tornati ai loro completi in marrone chiaro mentre Don Diego De La Vega continua a proporre il suo look zorresco :o) con una camicia bianca stasera e il solito colletto scintillante. Stasera però in camerino Bobby ha allungato la mano verso lo Stetson bianco invece che verso il "black gaucho hat"... :o)
Alle 7.45 con la solita puntualità la band si materializza sul palco e appena si smorza il boato del pubblico Bob e soci si lanciano nell'ormai tradizionale introduzione di Rumble di Link Wray che anche stasera funge da incipit di trenta secondi per una solita versione di Maggie's Farm. "Rollicking" è l'aggettivo più usato per questo brano anche per questa data alla Brixton Academy (leggiamo sul Garzanti: To Rollick = Essere molto allegro, far baldoria. Insomma chiaro il concetto, no?).
Anche stasera c'è chi tesse le lodi della 'venue'. "La Brixton Academy - dice Daniel Marchant - è semplicemente il miglior luogo per fare musica in tutta Londra, grazie all'atmosfera, al sound, alla vicinanza all'artista..."
A costo di diventare noiosi, i nostri entusiasti recensori inglesi - tanto per cambiare - si lanciano anche stasera in sperticate lodi alla voce di His Bobness: "Credo che una delle ragioni per cui mi sto divertendo così tanto questa settimana - dice ad esempio Mr.Cole - è la chiarezza con cui vengono fuori le liriche di Bob grazie ai suoi sforzi nell'enunciazione. Mi sembra che la band operi in maniera molto differente rispetto ai tempi di Sexton, Campbell etc. tanto che il suono lascia molte più opportunità per noi di sentire chiaramente le parole di Bob. Stasera ci sono state volte in cui si poteva quasi sentire cadere uno spillo tanto era il maestoso silenzio in cui Dylan è stato capace di gettare le sue perle liriche..."
La cosa è risultata in particolare evidente su She Belongs To Me che è stata caratterizzata da un bellissimo lavoro alla pedal steel. "Insieme alla successiva Hattie Carroll - dice ancora Cole - è stata la più pulita e chiara performance vocale di un cantante che io abbia ascoltato da molto tempo a questa parte. Ho sempre amato il suono della pedal steel e la performance di Donnie Herron, puro country, ha reso la versione di She Belongs To Me di stasera uno dei vertici del concerto, secondo me".
Sembra che oggi Bob sia abbastanza incerto su che canzoni eseguire perchè viene segnalato che più di una volta se ne va in giro per il palco a parlare con George o con Tony o con Stu per comunicare cambi nella scaletta.
Il quarto brano dello show è stato Cry A While che ha dimostrato secondo alcuni la grande versatilità della band di Bob che passa dal country al blues con estrema disinvoltura: "E' stata una solida versione - leggiamo - con Bob che ha dimostrato grande energia e divertimento mentre continuava a sporgersi avanti e indietro sulla sua tastiera...". "Bella - dice Mr. Marchant - ma non uno dei vertici del concerto di stasera..."
Qualcuno osserva che Bob deliberatamente sembra smorzare i toni più forti e tirati della scaletta con brani soft che creano un'oasi di intimismo. E' il caso ad esempio della successiva Shelter From The Storm che viene definita semplicemente "fabulous" (inutile tradurre no?)
La voce di Bob in questo brano è stata particolarmente eccellente e c'è chi ha notato in essa addirittura un tentativo di ricatturare i toni della versione originale di Blood on the tracks.
"Anche qui Donnie era al suo meglio - osserva Graham - e ha suonato benissimo su un registro basso che ha permesso alle liriche di Dylan di emergere meravigliosamente".
"E' stato uno degli highlights della serata - dice il già citato Daniel - E' stata suonata in maniera molto tranquilla e le parole sono state pronunciate da Bob con profondità e grande significato."
Down Along The Cove non sembra essere stata particolarmente apprezzata stasera mentre la successiva Positively 4th Street viene definita "davvero grande".
"Positively 4th Street, suonata per la seconda sera di fila, - osserva Mr. Jinx - è stata strana poichè il suo tono è stato conciliatorio piuttosto che severo. Strana perchè il tono generale del concerto di stasera era la più cupa rabbia ed il sentimento di rivalsa e Positively 4th Street sembrava essere il veicolo ideale per comunicare tale stato d'animo. Ma Bob naturalmente non fa cose ovvie..." E ancora: "Bob ha enfatizzato l'inizio di ogni singolo verso di Positively 4th Street. 'YOU'VE got a lot of nerve ?' e 'YOU see me on the street ?'  Questa enfasi è parsa una mossa davvero deliberata. Bob sembrava allungarci una mano in mezzo a tutta quell'oscurità. 'A helping hand to lend,' forse?"
A seguire una splendida versione di High Water (For Charley Patton) che ha raccolto recensioni enormemente positive. Ecco ancora Mr. Jinx: "High Water mi ha terrorizzato. Con le luci che mettevano il cappello bianco di Bob nell'ombra che si stagliava sul fondale e con il banjo mesmerizzante di Donnie che suonava in un nero stile del Sud, le bare cadevano, la parola di Dio veniva predicata. Non ho potuto fare a meno di pensare a New Orleans..."
"High Water è stata grande - conferma Geoff - e sono sicuro che Dylan l'ha cantata con Katrina in mente... E' stata così potente da essere spaventosa..."
A seguire Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine). Sentiamo Marchant: "E' stato a quel punto che per me la serata è passata su un altro livello. Fino a quel momento era stata buona ma con Most Likely You go Your Way le cose sono andate su un altro piano. E' stata senza dubbio la sua migliore prova vocale dell'intero concerto, e a volte la sua voce mi ha ricordato il "thin mercury sound" dei bei tempi andati."
Bob stasera sembra di buon umore. Spesso suona la tastiera con una sola mano mentre tiene l'altra tesa a muoversi nell'aria al ritmo delle canzoni.
Million Miles è stata eseguita in una versione dolcemente attenuata. "L'ho davvero amata - dice Cole - Il suono degli strumenti è stato rado e a volte positivamente represso, i brevi assoli emergevano come dal nulla e poi strisciavano di nuovo nel sottobosco in una maniera davvero misteriosa. Davvero bello!"
A seguire una Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again che è stata definita "essenziale e ben costruita" e che ha lasciato posto ad uno degli highlights della serata: A Hard Rain's A-Gonna Fall. "Sia Bob che la band mi sono sembrati ben concentrati su questo brano - è stato osservato - per cercare di trarne tutto quello che era possibile. In particolare Bob mi è sembrato cercare ogni possibile maniera di strizzare qualcosa fuori da ogni nuovo "it's a hard... it's a hard... it's a hard... it's a hard... it's a hard rain's a-gonna fall" L'intera canzone è stata costruita su un magnifico crescendo che è esploso nell'ultimo verso scatenando l'entusiasmo della folla".
"Questa versione ha davvero ipnotizzato il pubblico - dice Ron - grazie alla sua acutezza, al potere della voce di Dylan, al fraseggio..."
Anche Honest With Me è sembrato un brano essenziale e funzionale ma non abbiamo letto frasi entusiasmanti al riguardo.
Con il colore rosso ciliegia delle tende e bellissime stelle azzurre su un cielo blu scuro è partita una squisita The Lonesome Death Of Hattie Carroll che è stata da alcuni definita il brano più tenero sia nel cantato che nel sound di tutta la serata. Belli alcuni passaggi al piano da parte di Bob.
Summer Days ha chiuso il set regolare mentre i bis stasera sono diventati tre con una grossa sorpresa in apertura.
Bob e band, infatti, appena tornati sul palco, si sono lanciati in una assolutamente inaspettata versione di Blue Monday, un brano di Fats Domino & Dave Bartholomew.
La resa di Bob non è stata chiarissima nel cantato però complessivamente il brano è stato sicuramente uno dei vertici del concerto.
Poi i consueti bis: Like A Rolling Stone e All Along The Watchtower.
Michele Murino



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