Birmingham, Inghilterra
NEC

18 Novembre 2005

01. Maggie's Farm
02. Tell Me That It Isn't True
03. Watching The River Flow
04. Just Like Tom Thumb's Blues
05. Ballad Of A Thin Man
06. Highway 61 Revisited
07. Mr. Tambourine Man
08. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
09. Chimes Of Freedom
10. 'Til I Fell In Love With You
11. Visions Of Johanna
12. Honest With Me
13. The Lonesome Death Of Hattie Carroll
14. Summer Days

Bis:

15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower
 

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Uno show "Celestiale". Ecco una delle definizioni per questo concerto di stasera che vede Bob Dylan ed i suoi compari in una freddissima Birmingham, di ritorno su suolo inglese.
"Proprio così - dice Jimmy Row - se lo show di Nottingham è stato ottimo questo è stato proprio celestiale!".
"Non esistono parole per descrivere quello che Dylan ha fatto stasera alla NEC di Birmingham!", dice addirittura Mr. Jinx (anche se ci proverà lo stesso e qualcosa leggeremo sotto).
Dylan e band appaiono sul palco del NEC di Birmingham in perfetto orario (7.35 !!!!). La 'venue' di stasera è un grosso hangar aeronautico nero (con la sala praticamente piena in ogni 'ordine di posti', 12000 spettatori circa) che qualcuno trova freddo e poco confortevole (qualcuno definisce il luogo "la grande bestia cavernosa").
Ian S. Blagbrough ci racconta che i biglietti costavano anche 40 sterline e si chiede a proposito della onnipresente fan italiana Federica, puntuale anche a Birmingham: "Did Miss "Please, I need a free-ticket" get in?". Io scommetto di sì :o)
Appena Dylan arriva sul palco la folla si precipita in piedi sotto di lui, quello stesso pubblico che dopo due ore gli tributerà una lunghissima standing ovation alla fine dello show, un pubblico - ci segnalano - composto da moltissimi over 50 e molti over 60. Anche se arriva una stoccata cattiva nei confronti della stampa locale da parte di Mr. Michael Morgan: "Mrs Ritchie ha dato un concerto di 35 minuti a Londra Giovedì e ha avuto mezza pagina sui giornali. Bob e la sua band ci hanno intrattenuto per due ore e non hanno avuto nemmeno una menzione" (domanda di Napoleon: chi è Mrs. Ritchie? :o) ).
Bob indossa il suo cappello nero da Gaucho e completo nero con una camicia di lustrini turchese che di tanto in tanto brillava talmente nella luce dei riflettori che qualcuno ha pensato fosse fosforesente tipo i giubbetti che si mettono sull'autostrada. Saltellando si va a posizionare dietro la sua postazione alle keyboards, davanti alla statuetta dell'Oscar. La band in completo grigio e camicie blu scuro con George che aveva in testa l'immancabile basco nero.
Anche da Birmingham registriamo la solenne e giustissima incazzatura di alcuni spettatori: "Ben 2000 tra coloro che hanno assistito al concerto sulla sinistra - dice John Colbert - hanno visto per tutto il tempo la schiena di Bob Dylan e niente altro. E' una vergogna!".
Secondo me sarebbe corretto da parte di chi di dovere, vista l'attuale sistemazione dei musicisti sul palco, fare in modo che alla vendita del biglietto venisse specificato che il settore tal dei tali presenta quell'inconveniente. E' veramente assurdo che Dylan non si renda conto di come rovina il concerto a tantissime persone con la sua scelta assolutamente folle ed irritante.
Lodi - abbastanza  consuete - vengono intessute anche stasera per Don Herron in particolare sul suo intervento al mandolino durante Visions of Johanna  ed Hattie Carroll.
Ma anche Denny stavolta riceve la sua dose di belle parole: "La band stasera è stata libera da qualsiasi inibizione - dice Row - e Denny Freeman ha contribuito con alcuni magnifici assolo."
Lo show si apre con Maggie's Farm. "Un promettente inizio - dice Andrew Edgington - che è stato ben accolto da un pubblico felice. La voce di Bob mi è sembrata buona e forte. Io non sono più in grado di cantare come facevo trenta anni fa dunque perchè dovrei aspettarmi che lo faccia lui? L'unico problema è l'enunciazione, con molte frasi poco comprensibili".
"Il cantato di Bob - dice invece Derek Mankelow - è stato alto e forte ancora una volta." Loud and strong, good and strong, sono espressioni ormai ricorrenti nelle recensioni degli spettatori.
Ecco qualche altro commento sulla voce di Bob da parte di Mr. Morgan: "Bob ha usato la voce ringhiante con grande effetto in alcuni versi come in Tom Thumb - man, they expect the same - e Ballad of a Thin Man - there ought to be a law against you coming around. Le melodie dei vari brani a volte sono state da Bob eliminate a favore di una sorta di story-telling, quasi poesia parlata, ma ovviamente Dylan era pienamente impegnato a farci ascoltare le sue parole. Ancora una volta ti senti male per il triste fato della povera Hattie Carroll, con il mood che è stato bene sintetizzato dalla sottile chitarra di Denny. L'unica canzone in cui le cose non hanno funzionato è stata per me Mr. Tambourine Man dove l'upsinging è diventato irritante".
Il secondo brano della serata è stato Tell me that it isn't true con un bell'assolo di armonica che Bob ha suonato a centro palco è una amabile lap steel. Donnie è sembrato particolarmente attento stasera a non togliere mai gli occhi di dosso a Bob (cosa che del resto se avete notato fa soprattutto Freeman nel corso di tutto lo show, in genere).
Watching the River Flow è stata buona con una bella intro e con Donnie che ancora una volta è stata una figura preminente. Altro bell'assolo di armonica di Bob su questo brano.
Ecco Jeremy Stone: "Watching the river flow è stato un'altro numero davvero forte e ho visto una band molto più affiatata di quanto mi aspettassi. Molti degli assolo sono meramente funzionali ma come ensemble ora funzionano piuttosto bene. In particolare Donnie è bravo e aggiunge delle amabili pennate di pedal-steel".
Ad esso ha fatto seguito Just Like Tom Thumb's Blues in cui Stu Kimball è sembrato avere qualche problema con la sua chitarra. "E' stata una versione molto studiata" - osserva Mr. Mankelow.
A seguire Ballad of a thin man: "E' stato grande vedere ed ascoltare Bob al piano su questa canzone", dice un entusiasta Row anche se Mr. Edgington fa notare che qui si sono rilevati i primi segni di upsinging e di versi un po' ululati. In diversi fanno notare la chitarra pulita e perfetta di Denny su questo brano.
Il già citato Derek la definisce invece "veramente epica" mentre Stone aggiunge: "Bob è sembrato metterci un sacco nella prova vocale. Potevi sentire il vetriolo nelle sue parole".
"Bob l'ha cantata in maniera tanto acida quanto faceva quando l'ha scritta", confermano altri.
Highway 61 Revisited ha visto il pubblico battere le mani a tempo e divertirsi per tutta la durata del pezzo così come Bob e la sua band. Molti hanno apprezzato in particolare la parte centrale con una sorta di ritmo 'stop and start'. Stavolta però finalmente :o) anche una piccola critica per questo brano iperlodato: "E' partita benissimo poi però verso la fine si è un po' persa - osserva il citato Stone - e ho avuto l'impressione che non sapessero bene come portarla a conclusione." (anche il citato Morgan conferma la cosa...)
A seguire una versione definita "abbastanza riconoscibile" di Mr. Tambourine man (ricordo di averla sentita nel 2001 a Nashville ed un mio amico dylaniano di lunga data mi chiese: "Ma che canzone è questa?" - dice il gia citato Andrew).
E' stata una versione quasi declamata. "L'ha fatta come una poesia... Davvero una cosa meravigliosa...", osserva ancora Derek. "Peccato per un po' di upsinging", dice Martin Gayford.
"Memphis Blues Again è stata stellare - stasera - dice ancora Jimmy - Ho sempre desiderato ascoltare questa canzone, un paradigma dell'arte di Dylan o meglio di una delle sue molte facce."
"Il vertice di questo brano è stato un limpido assolo di Denny" - dice Andrew.
Poi si sono aperte le bellissime tende scarlatte alle spalle di Bob e band ed è partita una melodiosa e bellissima Chimes of Freedom con una piacevole pedal steel.
"Stasera ci sono state due grandi gemme tra le più grandi canzoni mai scritte da Dylan che le ha eseguite in maniera superba: Chimes of Freedom con la steel guitar di Herron e Visions of Johanna con gli inventivi assoli di Freeman."
Ecco Mr. Jinx: "E' stato il miglior show che io abbia mai visto (e ne ho visti venticinque a tutt'oggi) La performance di Dylan è stata assolutamente mesmerizzante!". E prosegue: "Se vi dicessi che Bob ha eseguito le più grandi versioni di Ballad of a Thin Man, Visions of Johanna e Chimes of Freedom fin dagli anni '60 mi credereste? Naturalmente no. Direste che sto esagerando. Che sono isterico. Ma in realtà sbagliereste. Se esistono versioni più belle di quelle di stasera allora io non le ho ancora sentite. Bob ha preso queste canzoni e le ha portate tutte verso nuove destinazioni, completamente. Ha impiegato una gamma di voci e di tonalità vocali da una sottile ad una supplichevole ad una dal tocco soft fino ad una terrificante e declamatoria. Dovete proprio ascoltare il disco quando circolerà. Vi prego, mettetelo tra le priorità. Vedrete che non sto scherzando."
Ancora a proposito di Chimes of freedom ecco Derek: "Certo non è stata totalmente inaspettata come poteva esserlo una Caribbean Wind ma è stata una versione 'wild ripping hail' che ci ha lasciati completamente sul lato degli 'abandoned, luckless, strung-out ones and worse'... Forse Bob ha saltato un verso ma che importa?"
'Til I fell in Love with You ha un po' smorzato gli entusiasmi essendo da molti giudicata un po' troppo lenta.
E' stata poi la volta di Visions of Johanna che anche Mr. Edgington trova stupenda: "Penso che sia stato il punto più alto. Una canzone suprema, una performance eccellente. Un grandissimo lavoro di Donnie."
Dice simpaticamente al riguardo Derek Mankelow con un efficace metafora: "E' stata una versione 'sono-morto-e-sono-andato-in-paradiso'..."
Honest with Me ha visto un grande George Recile, definito virtuoso dello strumento.
Il primo set è proseguito con una meditabonda quanto bella versione con un tocco di jazz di The Lonesome Death of Hattie Carroll che è stato il brano di stasera che ha beneficiato della scenografia stellata che tanto successo sta riscuotendo tra gli spettatori
"E' stata uno degli highlights della serata - dice Jeremy - Dylan l'ha cantata veramente dandole un significato e la canzone è sembrata rilevante oggi come lo era nel 1964. E' stata talmente bella che ha persino messo in ombra Visions of Johanna".
Il set si è concluso con la consueta Summer Days. Come già in passato durante questo tour europeo, anche qui a Birmingham in molti fanno notare che questa attuale versione è buona ma lontana anni luce dalle versioni con Koella e Sexton.
Anche stasera i due bis sono stati i soliti: Like a Rolling Stone che ha avuto il solito grande riscontro tra il pubblico inglese e All Along the Watchtower che sembra il brano che mette sempre tutti d'accordo e che tutti giudicano eccezionale (certo che però se Bob ogni tanto trovasse un altro finale, tanto per cambiare, non sarebbe un male secondo me).
"E' vero - osserva qualcuno - i 'summer days' e le 'summer nights' di Bob forse sono andate ma non è certo una 'worn out star' quella che vediamo oggi. Nemmeno un po'..."
Michele Murino



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