Manchester, Inghilterra
Manchester Arena

16 Novembre 2005

01. Maggie's Farm
02. She Belongs To Me
03. Cry A While
04. Lay, Lady, Lay
05. Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
06. Million Miles
07. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
08. I'll Be Your Baby Tonight
09. Man In The Long Black Coat
10. Down Along The Cove
11. Girl From The North Country
12. Highway 61 Revisited
13. A Hard Rain's A-Gonna Fall
14. Summer Days

Bis:

15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Prosegue il tour britannico di Bob, che promette molte sorprese. Stasera Bob ed i suoi associati sono a Manchester, città fondamentale nella Mitologia dylaniana...
Abbiamo raccolto commenti a tratti entusiastici per questo show per cui il termine più ricorrente è "grande": "E' stato un concerto memorabile - ha detto ad esempio Paul Clarke - L'arena era piena, ci aspettavamo una grande serata e non siamo rimasti delusi per un singolo momento". Qualcuno si lamenta però del fatto che l'arena è troppo grande e la musica rimbomba alquanto.
"Mentre lente volute di fumo si spandevano nell'aria della gigantesca arena ed una strana musica classica risuonava nella sala - racconta Tom Ashworth -  improvvisamente sono calate le tenebre ed una voce ci ha raccontato la storia di Dylan in 50 secondi. Poi in un lampo Bob - vestito completamente di nero -  si è messo come un ragazzino eccitato dietro le tastiere e si è lanciato in una versione bluesy di Maggie's Farm degna del Newport Folk Festival".
Una canzone che in più d'uno anche stasera ha definito un "grande brano di apertura in una grande versione". Come spesso osservato durante questo tour, anche da Manchester giungono voci del tipo: "Bob aveva una voce molto più potente delle ultime volte che l'ho visto". E qualcuno aggiunge: "E poi nessuno si aspetta che canti come Sinatra".
Il secondo brano è stato She Belongs To Me: "E' stata totalmente sublime - ha detto Paul - e l'aggiunta della steel guitar ha reso bellissimo il sound. Bob l'ha cantata benissimo e mi è sembrato totalmente preso dalla musica."
Il terzo brano dello show è stato invece Cry A While a proposito del quale qualcuno ha osservato: "QUESTO è blues!", sebbene vi sia stato anche qualcuno che l'ha trovata un po' confusa.
A seguire una versione di Lay Lady Lay a proposito della quale qualcuno ha detto: "Non è mai stata una delle mie preferite tra le canzoni di Bob, ma questo fino a stasera. A Manchester Bob l'ha cantata con la stessa passione che deve avergli ispirato la canzone a suo tempo. Mi ha davvero colpito".
"E stata una versione davvero deliziosa" - conferma Mr. Corbridge anche se qualcuno lamenta un po' di upsinging nella prima strofa. "Fortunatamente dalla seconda Bob ha cambiato stile e le cose sono andate bene".
Most likely you go your way (and I'll go mine) è stata generalmente apprezzata ma ha ricevuto anche diverse critiche in relazione alla prova di Stu Kimball alla chitarra.
E' stata poi la volta di un brano di Time out of mind, Million Miles: "Non è mai stata una delle mie canzoni preferite di Dylan - dice Tom Ashworth - ma stasera mentre Bob saltellava dietro la tastiera io ero assolutamente in trance".
"E' stata una versione incredibile!" - conferma Richard August entusiasta.
A seguire una versione di Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again con la band che ha suonato un'intera strofa solo strumentale come introduzione. Bob è sembrato in forma in particolare su questo brano, con ogni singolo verso cantato con chiarezza. "E' stata una grande versione rock!"
"E' stata una delle migliori performance musicali della serata - dice qualcuno estasiato - e mi ha fatto convincere che Donnie Herron è degno del cavalierato".
Bob è uscito dalla sua postazione dietro le tastiere solo due volte stasera per i suoi assoli di armonica: "Non sembrava la persona a disagio che talvolta abbiamo visto in tempi recenti - dice ancora Clarke - è sembrato invece totalmente a proprio agio con uno scintillio negli occhi. Scambiava sorrisi con gli altri della band e dimostrava chiaramente di divertirsi."
"Bob è sembrato in grande forma - dice Mr.Corbridge - e di buon umore, fronteggiando la folla molto di più di quanto gli abbia visto fare in tanti anni ed esplodendo anche in una plateale risata ad un certo punto!"
I'll be your baby tonight è stata definita da qualcuno assolutamente sensazionale. "Ha davvero fatto venir giù la sala!". "Si è meritata una standing ovation", rincara la dose il già citato Tom. "Che Bob sia innamorato?", si chiede Richard August.
A seguire una Man in the long black coat che è sembrata a più d'uno andare un po' alla deriva e su cui la band è sembrata avere qualche difficoltà senza un motivo apparente.
"A tratti è stata un po' incoerente - dice ancora August - ma la sensazione di minaccia incombente è rimasta".
Down along the cove è stata ben cantata e molto blues. Un'altra delle canzoni principali di stasera secondo molti.
A proposito di Girl From The North Country ha detto ancora Paul Clarke: "E' stata un'altra sensuale ricostruzione di una melodia conosciuta. Mi ha fatto venire un groppo in gola. E' stata davvero magica."
"E' vero, è stata riscritta - dice Ian - ma probabilmente è la miglior versione che abbia sentito dal vivo".
E' stata poi la volta di quello che è ormai un highlight costante di questo tour, una versione potente di Highway 61 Revisited con Bob che finalmente ha alquanto esteso la propria voce in alcuni passaggi e si è divertito a jammare con Tony Garnier. "Ha cantato in maniera espressiva ogni singolo verso", sottolineano anche a proposito di questo brano. "La miglior canzone della serata - dice Tom - assolutamente fantastica con gli amplificatori che sono letteralmente esplosi!"
Il primo set si è concluso con una rocciosa Hard Rain (con la gente che ad un certo punto ha iniziato a cantare insieme a Bob in una irresistibile atmosfera. "E' stato uno degli highlights della serata - ha detto Michael Eakin - con Dylan che ha cantato quei versi vecchi di 43 anni con un'incredibile potenza (quante volte deve averli cantati?)" ), seguita da una vivace Summer Days alquanto jazzata.
In controtendenza rispetto ai commenti che stanno accompagnando questo tour, Ian Corbridge afferma che si è reso conto che la band attuale è la migliore che abbia accompagnato Bob negli anni recenti. "Le chitarre fanno da perfetto complemento alle canzoni e la pedal steel è stata fantastica".
Dopo una pausa stranamente molto lunga, Like A Rolling Stone ha aperto i bis mandando letteralmente in delirio la Manchester Arena. "Semplicemente IMMENSA!" dice ancora Corbridge ma c'è chi critica il lavoro di Kimball e segnala una prova vocale di Bob non perfetta.
"E' evidente che questo brano oltre che ad essere uno dei più attesi dal pubblico è anche un piacere per Bob", osservano molti. "L'ha cantata con una grande voce, è stato come tornare indietro di venti anni."
A concludere la consueta All along the watchtower suonata alla Hendrix con note positive - una volta tanto - per i chitarristi. "Kimball non mi è piaciuto per tutto lo show - dice Ashworth - ma su All along the watchower mi sono ricreduto".
E a proposito di ricredersi: "Avevo promesso di non andare più a un concerto di Bob - dice Michael Eakin - dopo le delusioni di Wembley 2000 e Liverpool 2001. Poi ho deciso di andarci, più per omaggio che aspettandomi chissà che. E che io sia dannato se il vecchio Bob non ha provato che avevo torto. E' stato un concerto davvero piacevole con una band affiatata ed una performance disciplinata da parte di Dylan", anche se tra il pubblico c'è chi coglie questa frase pronunciata da una donna "Meglio Joan Baez!".
Vi ricordate la Lynda Andersen di cui parlammo all'inizio di questa serie di What's going on... in occasione della data di Aalborg? Quella che voleva vendere il suo biglietto per Manchester su ebay dopo la delusione del concerto danese? Ci ha ripensato ed era tra il pubblico di Manchester: "E' stata una cosa completamente differente. E' stato un concerto eccellente con una She belongs to me veramente speciale. Niente o quasi upsinging ed una voce potente, la maggior parte dei versi ricordati correttamente e un grande sound. La mia fede è ritornata e ne sono felice!".
In conclusione una notte decisamente indimenticabile per tutti quelli che hanno assistito allo show.
Michele Murino



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