Nottingham, Inghilterra
Nottingham Arena

15 Novembre 2005

01. Maggie's Farm
02. The Times They Are A-Changin'
03. Lonesome Day Blues
04. Love Minus Zero/No Limit
05. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
06. Under The Red Sky
07. Tweedle Dee & Tweedle Dum
08. Blind Willie McTell
09. Highway 61 Revisited
10. John Brown
11. Floater (Too Much To Ask)
12. Honest With Me
13. Masters Of War
14. Summer Days

Bis:

15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Inizia stasera il tour britannico di Bob che ha varcato il canale della Manica insieme ai suoi amici per questo primo show a Nottingham , la città natale di Robin Hood, un personaggio da sempre ammirato da Dylan. Insomma, una leggenda che si esibisce nel luogo di un'altra leggenda.
E' la prima volta in assoluto che Bob tiene un concerto in questa città e la Nottingham Arena che dà il benvenuto per la prima volta a Dylan è per l'occasione quasi completamente piena, con pochissimi posti vuoti e con il pubblico di Nottingham che rimane seduto durante lo show. Una grossa fetta del pubblico inglese è costituita stasera da giovani sotto i 25 anni (sulle t-shirt di alcuni dei quali si leggeva la scritta : 'In the beginning God created Dylan,' - 'In principio Dio creò Dylan').
Una nota negativa è relativa alla 'venue' di stasera. Dice Bob Juska: 'La qualità del suono della Nottingham Arena è stata scarsa in maniera inaccettabile tanto che era impossibile distinguere che canzone Bob stesse eseguendo per gran parte del tempo'.
Altre voci di dissenso sul luogo del concerto: 'La Nottingham Ice Arena - dice Matthew Hisbent - si merita davvero questo nome. E' fredda, desolata e cavernosa!'
'Molta gente se n'è andata insoddisfatta dal concerto - dice John Gulzar - a causa della voce di Bob che è stata davvero un problema (e così la sua armonica, stasera). Frasi incomprensibili e un sacco di 'upsinging'
Ma evidentemente a seconda da quale zona dell'Arena si assisteva allo show la qualità mutava: 'La voce di Bob stasera era decisamente in buona forma - dicono infatti altri spettatori - e dai suoi movimenti e dalle sue espressioni facciali è sembrato anche di buon umore dimostrando di divertirsi di come andavano le cose'.
E dice ad esempio ancora Mick Bamford: "Da un punto di vista vocale questo è stato uno dei migliori show cui io abbia mai assistito con un fraseggio ed una pronuncia da parte di Bob risultato di grandi sforzi per essere il più accurato possibile".
E rincara la dose Dave Richardson: 'I timori che la sua voce fosse definitivamente perduta si sono rivelati ancora una volta infondati. Ha tenuto note alte, tali come non ne ho sentite negli anni recenti e la sua pronuncia è stata perfetta, segno che se è nel mood giusto può ancora fare grandi cose.'
Dylan e soci fanno la loro comparsa sul palco alle 19.45 lanciandosi in una rovente Maggie's Farm con Bob che è posizionato leggermente più a centro palco rispetto al solito e tra il pubblico ci sono anche commenti sorpresi nel vederlo alla tastiera e non alla chitarra (evidentemente ci sono ancora molti che mancano da un concerto di Bob da diversi anni). Tanto che Mick, uno degli spettatori, racconta di diverse persone che gli hanno chiesto chi degli uomini sul palco fosse Bob!!!
La sua posizione è però anche oggetto di critiche da parte di qualcuno che fa notare come almeno duemila persone alla sinistra del palco hanno visto per tutto il concerto solo la sua schiena. In effetti è una cosa che viene fatta notare poche volte ma anche in Italia avevo osservato questa situazione estremamente penalizzante per un pubblico colpevole solo di non sapere che adesso Bob si posiziona in quel modo sul palco. Gente che ha mille ragioni per essere infuriata (non esiste concerto al mondo in cui l'artista principale non sia visibile frontalmente da tutto il pubblico).
Uno dei vertici del concerto di stasera è stato Lonesome day blues. "E' stata tempestosa - dice Jimmy Row. "Questa nuova band non assomiglia a nessuna di quelle che hanno accompagnato in passato Bob, dice ancora Row, e la sezione ritmica 'from New Orleans' ha offerto una prova straordinaria, soprattutto con il potente lavoro su Masters of war. Il Bob Dylan attuale è differente da quello che conoscevamo e così la sua band. Certamente però la Honest with me di Cambpell/Sexton o la Summer Days di Campbell/Koella non saranno mai eguagliate da questa band".
Qualcuno si lamenta che lo show è composto essenzialmente da canzoni degli anni '60 e da brani di 'Love & Theft": 'Solo Blind Willie McTell e Under the Red Sky hanno fatto da ponte tra gli anni Sessanta ed il 21mo secolo'. Mentre qualcun altro fa notare che Bob ha eseguito - cosa sicuramente poco usuale - John Brown e Masters of War insieme. 'Che stesse cercando di dirci qualcosa?'
'Dylan ha cantato John Brown come un cantante di jazz - dice G.L.Thomas - It's alright Ma come un predicatore e Under the Red Sky come un padre.'
'La versione di Masters Of War mi ha ricordato quella dei Pearl Jam alla Bobfest nel 1992' dicono altri.
Anche da Nottingham arrivano giudizi poco lusinghieri sui chitarristi. 'Stu Kimball sembra un venditore di assicurazioni fallito - dice il già citato Dave - e Denny Freeman il suo cugino scemo'.
'La band è statica - dice Steve Hastings - Amo Bob ma penso che dovrebbe andare a vedere un concerto di Paul McCartney per rendersi conto di come dovrebbero realmente esser fatte le cose.'
Giudizio positivo invece per Donnie Herron che con disinvoltura è passato dalla pedal steel al banjo al violino. 'Ho apprezzatto particolarmente il violino su It's Alright Ma ed il banjo su Blind Willie McTell' dice Richardson.
Ma qualcuno segnala anche una eccitante varietà di assoli di Freeman (che sinceramente non ho visto da noi) mentre Dylan ha fortunatamente evitato il famigerato upsinging fino a John Brown; ma c'è chi - a differenza della maggioranza della gente - vede in esso addirittura un'arma in più nel bagaglio vocale di Bob e fa notare che è fastidioso solo se utilizzato ripetutamente senza variazioni, cosa che non è avvenuta per questa bellissima John Brown.
Tra gli highlights della serata qualcuno elenca appunto John Brown insieme a Love Minus Zero e Masters of War.
"Blind Willie McTell è stata magnifica - dice Row - e la voce di Bob magistrale così come gli assoli di Stu, Denny e Donnie..." (a testimonianza che i guitar players hanno anche i loro ammiratori).
Una voce in difesa di Tweedle Dee & Tweedle Dum si leva per questo concerto, una canzone, viene osservato, che se pur eseguita troppo regolarmente ha comunque una sua funzione dal punto di vista musicale e la band è chiaramente divertita nell'eseguirla menre Floater è stata eseguita un po' troppo velocemente, sicchè il violino di Herron non è stato valorizzato.
"Ho apprezzato molto la versione lenta di Like a rolling stone di quest sera - dice il già citato Jimmy - così come il nuovo arrangiamento di Love Minus Zero. Mi piace molto vedere come ci sia moltissima concentrazione da parte dei musicisti, ad esempio in questo brano Herron ha osservato come un'aquila ogni singola mossa di Dylan..."
Stranamente il pubblico stasera non ha esultato al verso del 'naked president' in It's Alright Ma mentre molti segnalano a livello di arrangiamento soprattutto The times they are a-changin', Blind Willie McTell e Highway 61 Revisited.
Una nota curiosa: 'Con perfetto sincronismo, durante Highway 61 Revisited, non appena Dylan ha pronunciato il verso '...a thousand telephones that don't ring', un feedback al microfono ha creato uno strano effetto simile proprio allo squillo di un telefono! :o)
In conclusione giudizi molto contrastanti per questo concerto, giudizi che vanno dal "Dylan dovrebbe ritirarsi!" di qualcuno al "Dylan è decisamente ancora vivo!" di altri spettatori.
Michele Murino



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