Milano, Italia
Forum di Assago

12 Novembre 2005

01. Maggie's Farm
02. Lay lady lay
03. Watching the river flow
04. Cold irons bound
05. Mr. Tambourine Man
06. Highway 61 Revisited
07. Boots of spanish leather
08. Stuck inside of Mobile with the Memphis blues again
09. Ballad of Hollis Brown
10. Down along the cove
11. Just like a woman
12. Tweedle Dee & Tweedle Dum
13. Forever young
14. Summer Days

Bis:

15. Don't think twice it's all right
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Partiamo da Aosta in cinque. Io, Stefano Frison (il cantautore ben noto a tutti i magfarmiani), sua moglie Clara, Simone ed Antonio, veterano di mille concerti (non necessariamente di Bob... da Patti Smith a David Bowie, a Guccini, Vecchioni, Graziani, già nei lontani anni settanta... beato lui!... in macchina ci ha raccontato le sue 'avventure'...).
Arriviamo a Milano quando la coda davanti al Forum è già discretamente lunga ma non tanto da impedirci, una volta entrati, di conquistare un posto nelle primissime file a pochi metri dal palco.
Nel Forum ci congiungiamo - prima durante e dopo lo show - con il gruppone di MF composto da Leonardo "Lion", Elio "Rooster", Carlo "Pig", il cronista :o) Giorgio, Giulia "Rabbit", Roberto "Terrapin", Ilaria "Ladybird" (che però come al solito non è tra noi perchè inviata speciale di MF :o) nel backstage... prossimamente ci racconterà qualcosa del dietro le quinte del concerto), Salvatore "Eagle" e Michela "Lady Hawk", Aurelio Tagliabue, Marco Pavan ed amici. Conosciamo Samantha from Dallas al suo secondo concerto di Bob, alla quale - su sua richiesta - io Marco e soci snoccioliamo una lista di dischi italiani da possedere se vuole conoscere il meglio della nostra produzione (i nostri consigli per gli acquisti? De Andrè, De Gregori, Battisti, Guccini, Battiato... Samantha prende nota e ci dice che farà una visitina a qualche fornito negozio di cd). Ribecco Claudio Panontin con cui ho passato una serata indimenticabile il giorno prima al Ristoshow nella serata dylaniana "Aspettando Dylan"... Incrocio the Big Paolo Vites che definirà il concerto di Milano come il più brutto da lui mai visto (e - mi è parso di capire - in assoluto uno dei concerti più brutti di sempre), con un Dylan ormai "da Las Vegas"... E poi Papa Mario e consorte e molti altri, come sempre troppi da ricordare tutti, quindi chiedo venia...
Passiamo le quasi due ore di attesa prima dell'inizio dello show chiacchierando del più e del meno con la texana Samantha (con la quale scopro di condividere l'amore per Tangled up in blue da entrambi considerata la "numero uno" tra le canzoni di Bob), scommettendo sull'opener di stasera (io dico sicuro che non sarà MF perchè l'ha già fatta a Bologna ed infatti Bob inizierà con... MF!!!!) tra probabili "Drifter's Escape" ed improbabili :o) Lily of the West (il sogno impossibile di Carlo "Pig")... tra canadesi ubriachi, solita manfrina della security che continua a ripetere che non vuole foto (e poi appena inizia il concerto sento un clic ogni 3 minuti) e italiani impazienti che mi chiedono in continuazione a che ora Dylan uscirà (hanno capito che sono un veterano)... Li rassicuro che pochi minuti dopo le 21 Egli si materializzerà sul palco, cosa che avviene puntualmente.
Solito look da caballero messicano attacca Maggie's Farm che mi sembra nè più ne meno che quella di Bologna, buona ma non esaltante. Segue una versione molto rispettosa dell'originale di Lay lady lay: voto 6.5. La terza canzone della serata è la mia prima tra le preferite, Watching the river flow seguita da una consueta Cold irons bound, un altro di quei brani belli che io però attualmente eliminerei.
Dylan sembra in buona forma come a Bologna, canta abbastanza convinto, stavolta non gli tirano sigarette e dunque sembra rilassato :o)
Mr. Tambourine Man non mi convince affatto mentre lo fa anche qui Highway 61 Revisited che è davvero irresistibile secondo me.
Boots of spanish leather è bellissima mentre mi sembra sempre più moscia Stuck inside of Mobile with the Memphis blues again (vedi commento di ieri).
La prima perla della serata è però Ballad of Hollis Brown di incredibile atmosfera, un pezzo che spicca nettamente nel concerto di stasera.
Down along the cove è identica a quella di Bologna ed è sempre molto piacevole e trascinante.
L'assoluto highlight della serata arriva però ora: Just like a woman con Bob che si ferma e fa cantare il ritornello al pubblico. Memorabile. Ad un certo punto ride perchè il pubblico sbaglia e canta "Just like a womaaaan" anche dove non dovrebbe (It was raining from the first...) mentre io cerco disperatamente di zittire almeno quelli vicino a me facendogli notare che non è il punto giusto. Comunque grande interazione con Bob che ad un certo punto dopo un "just like a womaaan" degli spettatori incita il pubblico con un "ohh ohh"... e Garnier che si scompiscia letteralmente dal ridere.
Segue una noiosa Tweedle Dee & Tweedle Dum. La seconda perla della serata è Forever young che mi ha quasi strappato le lacrime. Non che fosse questa versione perfetta o che ma era secondo me carica di intensità, anche qui col pubblico a fare il coro, anche se in maniera meno evidente rispetto a JLAW.
Il set si conclude con Summer Days che Carlo "Pig" mi rivela di non sopportare più (usando termini molto più diretti ed efficaci :o) ) e per i bis stavolta Bob sceglie Don't think twice it's all right al posto di LARS, con disappunto di molti che aspettavano il loro pezzo di Mito, e All Along The Watchtower, sempre potente e bellissima e con l'effetto eco un po' strano della voce di Bob.
In conclusione un concerto di pari livello o forse leggermente superiore a quello di Bologna. Due show non memorabili o eccezionali ma nemmeno così brutti come qualcuno li ha dipinti, secondo me, con un Dylan che in effetti spesso sembra andare in automatico senza sprazzi di inventiva ma che comunque regge bene soprattutto dal punto di vista della voce e dell'attenzione che mette nel cantare. La band anche a Milano conferma le sue note negative in Freeman. Per tutto il concerto non stacca gli occhi di dosso alla tastiera di Bob e ogni tanto parte con degli assoli moscetti e sempre uguali. Kimball fa meglio ma non di molto. Herron che potrebbe essere sfruttato di più perchè decisamente più bravo viene invece tarpato e raramente si mette in luce visto il poco spazio a disposizione. Garnier e Recile più che ok.
Alla fine dello show un Bob che mi è sembrato felice saluta il pubblico roteando più volte gli occhi sulle gradinate del Forum e addirittura mandando plateali baci con la mano sinistra accompagnandoli con il soffio.
Dopo lo show passiamo una bellissima serata in una osteria milanese con tutto il gruppone di MF (prossimamente foto ricordo relative).
All'anno prossimo, Bob!
Michele Murino




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