Parigi 3 Novembre - Amneville 4 Novembre - Erfurt 6 Novembre

Parigi, Francia
Le Zenith

3 Novembre 2005

01. Maggie's Farm
02. Tonight I'll Be Staying Here With You
03. Tweedle Dee & Tweedle Dum
04. Just Like Tom Thumb's Blues
05. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
06. Girl From The North Country
07. High Water (For Charley Patton)

Intervallo

08. Drifter's Escape
09. It Ain't Me, Babe
10. Highway 61 Revisited
11. A Hard Rain's A-Gonna Fall
12. I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
13. Desolation Row
14. Summer Days

Bis:

15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

E finalmente Bob ed i suoi complici sono arrivati in Francia tra le fiamme dei disordini sociali, uno stato di quasi guerra civile, guerriglieri, riservisti, dimostranti e saccheggiatori (e riot squads in stile Desolation row... non a caso eseguita stasera).
La tappa di stasera del tour europeo è infatti è una infuocata Parigi ed il luogo è sempre il solito (evidentemente Bob è particolarmente affezionato :o) ), lo Zenith, una "venue" davvero molto bella ed intima.
Alcuni definiscono questo di stasera semplicemente un "grande show" e quella di Bob una "ottima forma" con relativa "buona voce". Anche il pubblico viene definito "molto ricettivo" e qualcuno fa notare un'alta percentuale di giovani (meno male, dico io), cosa che era già stata notata anche per lo show di Brussels (qualcuno più materialisticamente fa notare soprattutto la gran quantità di belle ragazze parigine presenti).
Il primo brano di stasera è di nuovo il consueto opener, Maggie's farm, un incipit rock che sembra sempre più apprezzato. Ho ascoltato la versione di Karlstad e non mi ha esaltato ma nemmeno deluso. Secondo me è un buon numero di apertura ma non sarebbe male se a Bologna e Milano Bob pensasse a qualcosa di diverso.
Anche il secondo brano fa parte della lista "as usual". Si tratta infatti di Tonight I'll be staying here with you. "Grazioso l'arrangiamento musicale - dice Woody Alien - e l'assolo di armonica, il primo della serata, di Bob a centro palco".
A giudicare dai commenti recenti sembra che quello dello spostamento di Bob al centro del palco per i suoi assoli di "harp" sia una sorta di rito che scatena l'entusiasmo del pubblico. Un tempo infatti, quando Bob suonava la chitarra, non c'era niente di più consueto e "banale" che vederlo ovviamente in prima fila al centro del palco. Da quando Zimmy si è posizionato invece alle tastiere, seminascosto e defilato (e addirittura di spalle, per alcune fasce di pubblico laterale), il fatto di rivederlo per qualche secondo al centro del palco in tutta la sua gloria e beltade :o) è diventato un piccolo evento, un episodio straordinario, assolutamente fuori del comune.
A seguire, Tweedle dee and tweedle dum e Just like Tom thumb's blues con il secondo assolo di armonica della serata.
Il quinto brano è una It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) molto ben suonata, con Donnie al violino e Tony Garnier al contrabbasso). "Sono le due parti che più ho apprezzato - dice ancora Alien - il violino ed il contrabbasso di Tony".
Anche la nostra vecchia conoscenza, il quarantenne che usa l'acronimo di Bringing it all back home come sigla, conferma la cosa: "It's Alright, Ma è stata davvero potente e mi è piaciuta un sacco la parte di violino nella parte centrale del brano".
E' stata poi la volta di una acustica Girl From The North Country con il nuovo arrangiamento che in genere - ci sembra - riceve buoni commenti. Pedal steel, assolo di armonica di Bob, Kimball all'acustica e Tony al contrabbasso. Ma sfortunatamente stasera Bob infarcisce il brano degli odiati finali di verso dal tono alto (il vituperato "upsinging") il che rovina parzialmente la canzone.
Poi Don Herron prende il suo banjo e tutti intuiscono che sta per partire High water (For Charley Patton). "E' stato un bel brano molto tirato - dice qualcuno - e Bob ha fatto un ottimo lavoro al piano".
Dopo High Water, che riceve commenti molto positivi anche e soprattutto grazie - appunto - al bel lavoro di Donnie al banjo, Bob interrompe lo show annunciando al microfono una strana pausa di diversi minuti. Durante l'interruzione arriva la security che preleva due persone ubriache in prima fila e le espelle.
Bob torna sul palco con in testa un nuovo cappello e lo show riprende con un nuovo annuncio di benvenuto a "Mr. Bob Dylan".
Il primo brano di questa nuova parte è Drifter's escape con Bob che suona ancora una volta la sua armonica e Donnie va al mandolino elettrico (ed è molto apprezzato dal pubblico).
Secondo molti il primo vertice della serata è una acustica It ain't me, babe. "Ogni elemento di questo numero è stato un vero piacere - dice il citato Woody - e ottima la parte di pedal steel di Donnie Herron".
"E' stata terribilmente bella - rincara la dose biabh65 - con quel bassiiiiiiissimo "babe" finale preceduto da una piccola pausa. L'ho adorata!"
Il pubblico si scatena sulla successiva Highway 61 revisited, seguita da una versione acustica di A hard rain's a-gonna fall che in diversi hanno giudicato lapidariamente "grande!" ma che altri hanno apprezzato solo fino ad un certo punto. Don è ancora al mandolino elettrico e Stu alla chitarra acustica.
Ecco biabh65 al riguardo: "L'arrangiamento è stato uguale alla versione di Wetzlar ma il canto di Bob non è stato altrettanto valido, con troppo "upsinging". Una versione comunque nettamente inferiore a quella che avevo visto tempo fa a Cernobbio, in Italia. Abbastanza buona comunque".
Stasera Bob è evidentemente voglioso di esibirsi all'armonica ed infarcisce con tale strumento anche la successiva I don't believe you (She acts like we never have met).
Il secondo highlight dello show parigino è una acustica Desolation row, una versione definita "killer" con una magica linea melodica contrappuntata alla grande da Garnier al contrabbasso.
Qualcuno si aspettava - come di consueto a Parigi - Visions of Johanna al posto di Desolation Row, sicchè alla fine si è trovato nel dubbio amletico se essere scontento per la mancata VoJ o contento per l'inattesa DR :o)
Qualcuno ha annotato i versi cantati: 1.postcards of the hanging 2.cinderella 3.notre dame 4.ophelia 5.dr. filth 6.Einstein 7.Phantom of the Opera 8.Insurance Men 9.Nero's Neptune 10.door knob... L'intera canzone! Da quanti anni non la faceva completa? si chiedono alcuni esterrefatti e contenti. "This was fucking awesome!", commenta il citato quarantenne.
Bob l'ha cantata davvero bene tranne che nel verso "the phantom shouting to skinny girls, get outta here if you don't know...." dove si è confuso e ha cantato invece il verso dell' "electric violin".
Prima dei bis la consueta Summer days, con grande "swing" ancora di Tony al contrabbasso.
Anche il pubblico parigino riceve il suo pezzo di leggenda come primo bis quando il riff di Like a rolling stone si diffonde nello Zenith provocando l'isteria. Verso la fine della canzone c'è stato un break con Bob che ha cantato il ritornello. "Sontuoso!", dice qualcuno.
Lo show si conclude con la classica All along the watchtower (che stasera ha un'introduzione leggermente differente dal solito) in cui viene sottolineato l'innegabile talento di George Recile alla batteria.
A differenza di altre date, stasera leggiamo commenti molto positivi su Stu Kimball e Denny Freeman, spesso invece criticati. Frank Mayes invece si lamenta del fatto che complessivamente questa band che accompagna Bob è di medio valore, una band "ordinaria che soprattutto nella prima metà dello show non è sembrata in gran forma".
Nota finale per i collezionisti di poster-ricordo del concerto: a Parigi sembra siano andati esauriti subito quindi affrettatevi a comprarli se non volete rischiare di perderli.
Michele Murino


Amneville, Francia
Galaxie

4 Novembre 2005

01. To Be Alone With You
02. The Times They Are A-Changin'
03. Things Have Changed
04. Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
05. If Dogs Run Free
06. Highway 61 Revisited
07. Positively 4th Street
08. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
09. Shelter From The Storm
10. Down Along The Cove
11. Make You Feel My Love
12. Tweedle Dee & Tweedle Dum
13. Chimes Of Freedom
14. Summer Days

Bis:

15. Don't Think Twice, It's All Right
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Dopo la data di Parigi Bob è stasera ad Amneville, un luogo che - leggiamo - è sperduto da qualche parte nel deserto, un posto dimenticato da Dio da raggiungere a dorso di cavallo :o)
Per questo motivo il pubblico ha un'età media nettamente superiore a quello parigino e si va a posizionare nei comodi posti riservati nella sala.
Nonostante tutto - come sempre - appena inizia il concerto, anzi appena si spengono le luci, avviene la solita disordinata stampede verso il palco con ovvio e giustificato disappunto di quelli che avevano pagato per godersi il concerto in santa pace e si vedono coprire dalla masnada di centinaia di abusivi che gli si piazzano davanti (quando la smetteranno gli organizzatori di prevedere zone riservate se poi chiunque va dovunque senza problemi e nessuno è in grado di impedirlo?). Dopo un primo assalto respinto dalla security, dopo qualche minuto l'onda riparte per andare sotto il palco e stavolta per restarci.
Bob è vestito in nero con strisce bianche lungo i pantaloni, una figura mistica, secondo alcuni.
Anche stasera, come a Parigi, sembra che Bob e la sua band siano in buona forma. La voce di Bob è meno rasposa del solito e qualcuno ipotizza una cura intensiva di miele prima dello show.
Il concerto si apre con una grande To Be Alone With You di cui qualcuno apprezza in particolare le "nuove" liriche che Dylan dissemina qua e là nel brano (come ad esempio "The night time is the right time, to dreaaaaaaaaaaam or to sleep").
Dopo una consueta The Times They Are A-Changin' arriva la prima sorpresa della serata: Things Have Changed. "E' stata bella davvero - ha detto biabh65 - E' forse la mia canzone preferita dell'ultimo Dylan e non la suonava da un po'. La parte vocale è stata decente e mi è piaciuta molto l'aggiunta della parte di violino. L'assolo finale di armonica fatto di sole due note è stato alquanto goffo sebbene molto "dylanesco" condito con il divertente balletto di ginocchia".
Almeno cinque le canzoni da ricordare in questa serata secondo alcuni: Positively 4th Street, Girl from the north country, If dogs run free, una brillante Shelter from the storm, ed una maestosa Chimes of freedom.
La gran parte della gente nella sala - però - secondo alcuni non risponde in maniera entusiastica a causa della visuale persa per la stampede di prima e l'entusiasmo è soprattutto quello dei cento abusivi in prima fila sotto il palco.
"Con la silhouette di Bob stagliata contro il fondale rosso scuro di velluto della tenda alle sue spalle - scrive Bob Reddington - inizia la migliore prova della serata, Shelter from the storm, mentre le stelle si accendono sul fondale nero scoperto dalle tende. E' stata suonata e cantata con una resa estremamente limpida e chiara, davvero emozionante".
"E' stata davvero speciale - dice uno spettatore - Preceduta dall'armonica di Bob è stata una versione di quelle "per cui si può morire". E' stata così bella da togliere il fiato, è tutto quello che mai potrei desiderare da un concerto di Bob. Il preludio con l'armonica ha creato una meravigliosa sensazione di attesa che è esplosa quando ha iniziato a cantare. Il cantato di Dylan è stato imperioso, a volte tenero, a volte commovente, bellissimo. Se non sbaglio ha suonato l'intera canzone, ogni singolo verso senza mai sbagliare o mangiarsi qualche parola. Questa è quella che io chiamo una esperienza spirituale".
Anche Highway 61 Revisited è piaciuta molto stasera, "aveva un'andatura ustionante", dice qualcuno. Altri confermano che in effetti questa canzone si sta rivelando come uno degli highlights dell'intero tour europeo.
Bob è sembrato particolarmente allegro durante l'esecuzione di Tweedle Dee & Tweedle Dum.
Ben accolta dal pubblico è stata anche Positively 4th Street, mentre a proposito di Chimes of freedom, si è trattato di una versione partita inizialmente in maniera eccellente e abbastanza forte ma che sfortunatamente si è andata deteriorando dopo un po' con l'odiato "upsinging" che Bob ha utilizzato per la prima parte di molti versi, ma con la seconda parte dei versi (ad es. "flashing for the warrior, whose strength is not to fight...."), cantata in maniera maestosa, davvero meravigliosa, toccante e profonda. Profondità che però si perdeva ad ogni inizio della strofa successiva.
Un altro problema che ha penalizzato fortemente uno dei potenziali vertici del concerto è stato che verso la metà Dylan ha cominciato a dimenticarsi le parole, mischiando i versi di una strofa con quelli di un'altra e talvolta bofonchiando parole incomprensibili.
Mr. Reddington sottolinea la potenza di entrambi i bis, in particolare di All Along The Watchtower, nella quale la band di Bob ha tirato fuori dal brano tutta la sua cruda essenza.
C'è chi fa notare che tra il pubblico ci sono state reazioni di delusione e disappunto per non aver ritrovato nei brani eseguiti l'atmosfera e gli arrangiamenti degli album, senza sapere che Bob raramente canta una canzone nello stesso modo per due volte. E' un po' come andare a vedere la Gioconda e scoprire che il sorriso è stato modificato... ma da sempre Dylan ama reinventarsi.
Complessivamente uno show abbastanza "nella media", se pur buono, e con un grande highlight, Shelter from the storm (Bob ti prego... me la fai anche suo suolo italico?).
Michele Murino


Erfurt, Germania
Messehalle

6 Novembre 2005

01. Maggie's Farm
02. Señor (Tales Of Yankee Power)
03. God Knows
04. The Times They Are A-Changin'
05. Watching The River Flow
06. Ring Them Bells
07. Down Along The Cove
08. Can't Wait
09. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
10. A Hard Rain's A-Gonna Fall
11. You Ain't Goin' Nowhere
12. Highway 61 Revisited
13. Girl From The North Country
14. Summer Days

Bis:

15. Like A Rolling Stone
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Dopo la parentesi francese Bob ed i suoi compagni di viaggio ritornano in Germania in una bella giornata senza nuvole e parcheggiano i loro bus sotto un meraviglioso sole davanti alla Messehalle di Erfurt, una nuova costruzione adibita soprattutto a conventions e che di tanto in tanto viene utilizzata anche per concerti come quello di stasera. Qualcuno fa notare che in realtà si tratta di un posto abbastanza poco indicato per un concerto, un luogo un po' triste e privo di atmosfera.
Dylan appare sul palco con il suo completo alla Zorro con cappello nero e abito dello stesso colore con strisce bianche in cima al bavero. La band in completo grigio scuro.



Bob a Wetzlar
Herr Kehl individua i punti più alti di questo show in una eccitante versione di Down Along The Cove (un brano che insieme ad H61 è quello che sta ricevendo più lodi), una bella Can't wait con il nuovo interessante arrangiamento ed una stupefacente versione di A Hard Rain's A-Gonna Fall che ha strappato letteralmente le lacrime a qualcuno.
Ma la grande sorpresa di stasera, quella che più d'uno ha definito la perla dello show, è stata Ring Them Bells. "E' stata una versione semplicemente maestosa!! Dylan è stato grande al piano e gli altri membri della band istintivamente si sono astenuti dal suonare con troppa decisione i propri strumenti in maniera da lasciare Bob in primo piano. Dylan ha potuto così sfoderare una performance vocale caratterizzata da una pronuncia insolitamente chiara. E' stato quasi un momento religioso con il pubblico che pendeva praticamente dalle labbra di Bob ad ogni sillaba". Proprio ad Erfurt sembra che si trovi la più grande campana europea del Medio Evo. Chissà se Bob lo sapeva?...
Complessivamente le recensioni di questo show parlano di un concerto solido e almeno buono ma c'è chi stigmatizza la scarsa prova vocale di Dylan, rispetto agli show di Amburgo e Berlino.
Herr Mehnert sottolinea invece la voce chiara di Bob in occasione di molte delle canzoni di stasera, intento a dare piena espressività ad ogni singola parola.
Oltre tutto Bob è sembrato di buon umore e ha danzato in continuazione muovendo le gambe dietro la tastiera e talvolta piegandosi al punto da andare sotto il microfono col cappello, insomma un Dylan decisamente nel giusto "mood".
Senor è stata per qualcuno una delle migliori versioni degli ultimi tempi, completamente priva di "upsinging".
Stasera il bellissimo trucco scenografico da molti segnalato, le stelle azzurre nel buio del fondale con le tende scarlatte aperte, ha caratterizzato una bella versione di Girl from the north country rovinata però in parte dal solito "upsinging".
Poco convincente per alcuni la performance di Don Herron definita alquanto "palliduccia" mentre qualcuno ha detto che Dennie Freeman sembra essere rimasto nel museo delle cere di Madame Tussaud per gli ultimi 100 anni, sebbene abbia suonato un assolo killer in Like a Rolling Stone.
Una bella sorpresa ed un momento delizioso è venuto durante una ustionante versione di Highway 61 Revisited quanto Tony Garnier è andato a centro palco ed ha suonato un assolo di basso che è stato davvero impressionante.
Note positive vengono segnalate per la prova vocale di Dylan nel secondo verso di All Along the Watchtower: "E' stato perfettamente teatrale - dice Stefan - e la canzone è stata trasformata in una ballata hard rock raccontata allo stesso tempo da un predicatore pazzo e da uno spettacolare attore teatrale".
Michele Murino 


E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION