Berlino, Germania
Arena Treptow

25 Ottobre, 2005

1.  Maggie's Farm
2.  Tonight I'll Be Staying Here With You
3.  Watching The River Flow
4.  Lay, Lady, Lay
5.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
6.  Under The Red Sky
7.  Cold Irons Bound
8.  Just Like A Woman
9.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
10.  John Brown
11.  Down Along The Cove
12.  Floater (Too Much To Ask)
13.  Masters Of War
14.  Highway 61 Revisited

Bis:

15.  Like A Rolling Stone
16.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Nuova data tedesca per Bob & band che stasera sono a Berlino. Anche qui si segnalano molti disagi nell'ingresso ai varchi con una procedura dilettantesca da parte degli addetti che hanno provocato scontri e caos (tutto il mondo è paese, a quanto sembra).
Il luogo del concerto è la Treptow Arena, niente a che vedere con la sala della data precedente, pulita,  perfetta ed asettica. Questa invece è stata ricavata da un vecchio deposito di autobus ed è un complesso che evidentemente Dylan deve amare particolarmente visto che è la quarta volta che suona qui in cinque anni.
Con estrema puntualità, cinque minuti dopo le venti, per la gioia degli spettatori impazienti, grosse nuvole di fumo si levano sul palco, le luci si spengono e lo show ha inizio. Bob si dirige di filato dietro la sua tastiera per un concerto che alla fine si rivelerà decisamente buono, stando ai commenti e all'entusiasmo degli spettatori, un concerto che - forse perchè ispirato dalla struttura - risulterà più rock-oriented rispetto ai precedenti show, spesso venati soprattutto di country, eccezion fatta per alcuni brani molto teneri come Tonight I'll Be Standing Here With You e Just Like A Woman.
Oltre cinquemila spettatori affollano l'Arena davanti ad un Dylan in completo interamente nero, giacca con colletto rosso, cappello rotondo nero e baffi alla Zorro. Il pubblico ha apprezzato molto il sound rock molto anni sessanta di questo show con un Dylan allegro per la maggior parte del tempo mentre cantava ma del tutto distaccato dal pubblico. Nemmeno uno sguardo concesso agli spettatori tranne nei ringraziamenti finali e nel discorso di presentazione della band di cui parleremo più giù.
L'apertura è stata come di consueto per Maggie´s Farm.
Per quanto riguarda la setlist qualcuno si lamenta dell'attuale (e ormai continuativa) tendenza di Bob di rifarsi spesso alla scaletta del concerto per Amazon che, a leggere le reviews, non è esattamente il sogno dei fans, soprattutto in relazione alla prevedibilità.
Vanno segnalati comunque in MF alcuni versi particolarmente riusciti a Bob nel cantato con l'allungamento delle vocali che hanno insaporito questa versione ("ain´t gonna work for Maggie´s maaaaaaaaa no more!").
Tonight I´ll Be Staying Here with You ha ricevuto note generalmente positive e Stefan Flach osserva che - come era avvenuto per una recente Lay lady lay - Dylan ricattura perfettamente il senso di sensualità che la versione originale di questo brano trasmetteva. Verso la fine della canzone Dylan ha preso la sua armonica e, come di consueto, si è spostato a centro palco per un bell'assolo a "ginocchia piegate".
Watching the River Flow si segnala per una resa vocale da parte di Bob fatta di parole sputate fuori in maniera magnificamente "oscena". Notevoli gli assolo chitarristici di Denny Freeman e Stu Kimball. "Penso davvero che questa canzone non possa essere eseguita meglio", afferma il già citato Stefan.
Lay, Lady, Lay è sempre più perfetta nell'esecuzione e qualcuno fa osservare che se da un lato la ripetitività delle canzoni sera dopo sera può non essere esaltante per il pubblico (soprattutto per chi magari vede diversi concerti di fila) dall'altro consente a Dylan di acquisire sempre maggior familiarità con i brani in questione, tanto da perfezionarli di sera in sera sempre di più. "E' stata una versione divertente", ha detto invece herr Schulz.
It´s Alright, Ma (I´m Only Bleeding) spezza la continuità in stile amazon-show ed ipnotizza il pubblico grazie anche al bel violino di Don Herron. Potente ed imperiosa questa versione con Bob definito come una sorta di "conquistatore".
"And if my thought-dreams could be seen, they´d probably put my head in a guillotine" - ha detto qualcuno - è un verso che stasera ha risuonato come una vera e propria dichiarazione di intenti . Si poteva cogliere la reale condizione nella quale si trovava Dylan quando ha scritto questa frase". "E' stata una versione ustionante!", ha detto Werner Kehl.
E' stata poi la volta di Under the Red Sky. "Una versione unica, quella di stasera!", commenta qualcuno. Curiosamente c'è chi sostiene che sembra quasi che Dylan fosse improvvisamente sotto l'effetto di droghe con una notevole estensione della propria creatività in questo brano e con le parole che si attorcigliavano intorno alla sua lingua in una maniera assurdamente giocosa, tale da far rizzare i capelli. "Sembrava niente altro che divertito stasera mentre cantava questa canzone. Lo si poteva vedere e sentire", ha detto ancora Flach.
Spettrali luci sul palco hanno colorato una Cold Irons Bound intensa e tagliente seguita invece da una Just Like a Woman che è risultata particolarmente tenera nell'interpretazione di Bob di questa sera, molto di più rispetto alle recenti esecuzioni.
In diversi hanno sottolineato i deliziosi duelli chitarristici di Stu e Denny su Tweedle Dee & Tweedle Dum e c'è chi ha rilevato una minore standardizzazione del cantato di Dylan per questo brano, oltre che un arrangiamento particolarmente riuscito (uno degli highlights dello show, secondo alcuni).
Una sorta di ritmo da marcia militare dovuto al lavoro alla batteria di George Recile ha caratterizzato una John Brown in cui il cantato di Bob è apparso sufficientemente curato con Dylan che si sforzava di rendere intellegibile ogni singola parola. Qualche spettatore si è sbilanciato definendola "la versione definitiva di questa canzone".
"Si è trattato di un'autentica sorpresa - ha detto Frank Schulz - e uno dei due highlights della serata insieme a Masters of War".
"Per me è stato il pezzo migliore del concerto - ha detto Reinald Purmann - con un Dylan che ha cantato con enfasi queste liriche degne del premio Nobel".
Down Along the Cove è stata un'altra canzone particolarmente gioiosa stasera. Il finale del brano ha riproposto l'intero primo verso, un'idea da molti apprezzata.
Floater (Too Much to Ask) non è apparsa all'altezza del resto del concerto con un Dylan alquanto poco impegnato nell'esecuzione, sebbene il pubblico abbia tributato un applauso sfrenato ad un assolo di chitarra di Freeman. Una nota curiosa: all'inizio del brano dalla postazione di Dylan cade un pezzo di carta e Tony Garnier corre immediatamente a raccoglierlo. Dylan è sembrato particolarmente seccato dal gesto tanto che ha smesso di cantare e ha gridato qualcosa a Tony che è si è immediatamente dileguato.
Masters of War è stato uno degli highlights della serata. "Se esiste una versione di questo brano alla quale io ho mai assistito - ha detto ancora Stefan - ed in cui ognuno dei musicisti coinvolti era letteralmente "on fire", è stata questa. Ogni secondo di questa versione è stata una delizia". Entusiasta la reazione del pubblico alla fine del brano.
Dylan si è poi scatenato su Highway 61 Revisited che però qualcuno ha trovato inferiore rispetto alla versione di Amburgo.
Alla fine del brano Denny si è prodotto in quello che è stato definito una sorta di "gangster riff". Quattro note ascendenti e quattro discendenti che sembravano venire da un film di gangster degli anni '60 dando al brano un'atmosfera comica ed oscura allo stesso tempo. Lo stesso aveva fatto Freeman ad Amburgo.
Una piacevole versione di Like a Rolling Stone ha aperto i bis: "Dylan stasera è sembrato davvero amare questa canzone (è sempre Stefan a parlare) ed il suo cantato è stato forte ed in perfetto accordo con l'originale impatto della canzone. Una versione adamantina!".
Una nota particolare: durante la presentazione della band Dylan ha detto in relazione a Receli: "George Receli alla batteria... George è di New Orleans... ed anche Tony è di New Orleans..." suscitando applausi dal pubblico che ha ovviamente pensato alla recente tragedia che ha colpito la città della Louisiana.
Una selvaggia e rovente All Along the Watchtower ha chiuso il concerto che molti hanno trovato complessivamente superiore alla data precedente (ma è come paragonare mele ed arance... ha osservato qualcuno :o) )
Michele Murino



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