Amburgo, Germania
CCH (Saal 1)

24 Ottobre 2005

01.  Maggie's Farm
02.  Tell Me That It Isn't True
03.  I'll Be Your Baby Tonight
04.  Lay, Lady, Lay
05.  I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
06.  Blind Willie McTell
07.  Watching The River Flow
08.  Ballad Of A Thin Man
09.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
10.  Tears Of Rage
11.  You Ain't Goin' Nowhere
12.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
13.  Simple Twist Of Fate
14.  Highway 61 Revisited
 
Bis:

15.  Don't Think Twice, It's All Right
16.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Il tour europeo di Bob ha raggiunto la Germania. La prima data tedesca è quella della anseatica Amburgo, alla Saal 1 del CCH, in una giornata grigia con un clima di piogge torrenziali che non sono inusuali quando Bob si sposta :o) (qualcuno si augura una Hard Rain stasera, che però non ci sarà).
Con il suo classico e grosso cappello Stetson bianco e completo nero su camicia azzurra, Bob ha offerto una buona prova, stasera, a giudicare dalle recensioni generalmente più che soddisfacenti, in un auditorium della capacità di circa tremila spettatori, una sala generalmente destinata a convention politiche o a meeting di azionisti. Eccellente l'acustica della sala, fino alle ultime file (tutti comodissimi posti esclusivamente a sedere). Altre lamentele, però, per il prezzo eccessivamente salato dei biglietti.
Bob e la sua band fanno la loro comparsa sul palco pochi minuti dopo le 20 (il concerto dura un paio di ore). Il piano di Bob è posizionato più centralmente rispetto a tempo fa. Stu Kimball sul lato sinistro e Donnie Herron vicino a George Recile.
Una prima nota da segnalare riguarda il fatto che finalmente Dylan ha suonato qualcosa di diverso dalla solita tastiera, ovvero la pedal steel, sia pure solo per un mezzo minuto circa, all'inizio di "Highway 61" (sebbene sembra che sia stato quasi impossibile sentire il suono dello strumento nel rumore circostante provocato dagli altri strumenti). Va detto però che sembra che il contributo di Dylan alla pedal steel sia stato assolutamente improvvisato e non preventivato.
L'apertura è come di consueto destinata a Maggie's Farm, una versione solida e ben suonata che, stando alle reviews finora lette, sembra essere un brano particolarmente gradito dai fans nordeuropei.
E' stato osservato come Dylan sembri più a proprio agio con le canzoni che sta eseguendo regolarmente (ed anche stasera, come in tutte le date ultime, ce ne sono state molte) piuttosto che con quelle un po' più inusuali (per dire...).
In questo senso non sono state particolarmente apprezzate nè Tears of rage nè una ritrovata Simple twist of fate, che mancava da Francoforte 2003, con un Dylan a volte titubante e non molto sicuro. E' stata una versione piuttosto strana, ha osservato qualcuno, con urla di protesta in stile 1966 da parte del pubblico, non contento della performance.
Tra i vertici di questa prima setlist germanica, alquanto country-oriented, in molti hanno segnalato una versione molto intima di "Ballad of a Thin Man". "E stato un momento davvero magico - ha detto uno degli spettatori - soprattutto nell'assolo di armonica finale che è durato quasi un minuto e che ha visto Dylan concentrato ed appassionato".
"E' stata la grande sorpresa della serata - ha osservato un altro spettatore - e la mia canzone favorita. Il pubblico ha risposto in maniera davvero entusiasta e la performance vocale di Dylan è stata grande".
"E' stato uno degli highlights della serata - ha detto un altro fan - con la tenda rossa sul fondo del palco che si è sollevata lasciando poi il fondale illuminato di stelle".
"Sono rimasto completamente "knocked" (ma non "loaded") - dice Med Venlig Hilsen - per questa versione killer di questo brano. Ero sulla luna ed il pubblico ha tributato una standing ovation alla fine. Superba!"
Un altro degli momenti magici del concerto è stata Lay, Lady, Lay. "E' stata bellissima per intensità - ha detto Stefan - e credibile. Il desiderio sensuale che caratterizzava l'originale è stato perfettamente trasferito in questa versione attuale".
"Lay lady lay è stata semplicemente perfetta!", dice un altro spettatore. "E' stata suonata meravigliosamente bene - dice H. Dohrn - Uno dei miei personali highlights del concerto".
Carsten Klemann osserva però che ad un certo punto Bob ha avuto problemi con il testo e solo dopo un intermezzo strumentale le cose sono andate bene ed anche la voce si è fatta più forte e sicura.
Altri notevoli brani segnalati per questo concerto sono stati You Ain't Goin' Nowhere e Blind Willie McTell (con un banjo al "mercurio" di Donnie Herron).
Un'altra nota anche per "Simple Twist of Fate" che in qualche modo è sembrata riarrangiata soprattutto in relazione al modo di suonare di George Recile. Qualcuno l'ha paragonata ad una sorta di pezzo "jazz-lounge" cosa che avrebbe alquanto danneggiato l'atmosfera intima del brano.
Tra le note negative del concerto, una sciatta "Tears of Rage" con Bob che è sembrato non ricordare in più di una occasione le parole creando una situazione di incertezza con la band che non sapeva che pesci prendere.
Tra l'altro viene segnalata una piccola variazione nel testo della canzone con Bob che ha cantato alla fine dei ritornelli "And life is short... and brief!".
Un'altra canzone "no" di stasera è stata Stuck inside of Mobile..., definita "noiosa" da qualcuno.
A proposito del famigerato "upsinging" nel cantato di Bob di cui parlavamo ieri, è stato osservato che stasera fortunatamente è stato quasi assente per l'intero concerto tranne che parzialmente in "Tears of Rage","Tweedle Dee & Tweedle Dum" e "Don´t Think Twice".
Per quanto riguarda la band, viene segnalato l'ottimo lavoro - soprattutto negli splendidi assolo - di Denny Freeman in "Watching the River Flow".
Su Freeman ha detto il già citato Stefan: "L'intuito di Freeman su quasi ogni canzone mi ha fatto una grande impressione. Ha la capacità di esplorare i fattori e le possibilità melodiche di una canzone in un modo stellare".
Come già osservato in alcune date precedenti di questo tour europeo, anche stasera c'è chi assicura che è assolutamente non corrispondente alla realtà l'opinione che la band sia pessima. Anzi stasera è sembrata eccezionale - dice qualcuno - forse addirittura troppo buona viste le capacità vocali del Dylan di questo periodo. Qualcuno sostiene che la band sembra perfino più affiatata sulle canzoni più dure che non sulle altre. Sebbene altri facciano osservare come sia soprattutto una eccellente band alla "Nashville Skyline"
Diverse le canzoni in cui stasera Bob si è prodotto all'armonica: I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met), Watching The River Flow, Ballad Of A Thin Man, Dont think twice, it's all right.
Qualcuno fa notare che il fatto che Dylan ogni tanto lasci le tastiere e vada a centro palco per suonare l'armonica è una sorta di compensazione per il fatto che non suona più la chitarra. "Così possiamo vederlo bene almeno ogni tanto durante il concerto!, dice qualcuno. "Vista meravigliosa per me!", aggiunge qualcun altro.
Dylan è sembrato particolarmente rilassato e di buon umore stasera soprattutto sui ritornelli di "You Ain´t Goin' Nowhere" con una risata gioiosa alla fine del secondo ritornello: "Ye-he-he-he-heah! Are we gonna fly down into the easy chair!". Per Reinald Purmann si è trattato dell'assoluto highlight della serata.
Dopo due scatenati rock and roll carichi di energia, Highway 61 ed All along the watchtower, inframmezzati da una splendida Don't think twice, lo show si è concluso alle 22 tra le standing ovations del pubblico.
Complessivamente dunque un'ottima performance e addirittura qualcuno si sbilancia: "Non ho idea di come l'Uomo e la sua Band potranno migliorare l'esibizione nelle prossime date. E' stato un incredibile e notevole inizio del 'Germany Tour' 2005".
Michele Murino 



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