Gothenburg, Svezia
Scandinavium

21 Ottobre 2005

01. Maggie's Farm
02. Tell Me That It Isn't True
03. I'll Be Your Baby Tonight
04. Lay, Lady, Lay
05. Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
06. Just Like A Woman
07. Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
08. Cry A While
09. Make You Feel My Love
10. Highway 61 Revisited
11. Love Sick
12. I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
13. Desolation Row
14. Summer Days

Bis:

15. Don't Think Twice, It's All Right
16. All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Quarta ed ultima data scandinava per il tour europeo di Dylan. Questa sera Bob & friends sono ancora in Svezia, e precisamente allo Scandinavium di Gothenburg.
"Ma che ci andiamo a fare, a suonare nello scantinato?..." diceva un perplesso Totò rivolto al Maestro Pastetta che lo invitava appunto in tournèe nelle terre nordiche, nell'immortale e scarpettiana opera "Il medico dei pazzi"... Bob, invece, sembra ben contento di suonarci eccome, nello Scandinavium :o) , e dopo un iniziale acclimatamento (è il caso di dirlo parlando di terre scandinave ed essendo prossimi all'inverno), sembra cominciare a "riscaldarsi", stando almeno alle reviews positive degli spettatori che hanno assistito a questo concerto: "La maggioranza dei fans scandinavi che hanno seguito questi primi concerti europei di Dylan concordano nel dire che questo show è stato il migliore, finora!" - parola di Steiner Daler.
E sembra che anche la stampa svedese si sia prodigata in encomi tipo "Dylan è tagliente come una lama!" oppure "Pura magia!", commentando pressochè universalmente lo show in maniera più che positiva.
Dopo la pioggia di critiche iniziali non possiamo che essere contenti che le cose si stiano raddrizzando e siamo speranzosi per le date italiane sempre più imminenti.
La scaletta riserva anche stavolta più o meno i soliti brani "come da copione" ed il Roving Gambler fa notare che stasera Bob deve essere in vena di canzoni d'amore (o non amore), chè - in effetti - esse affollano la setlist in numero di almeno dieci.
Per quanto riguarda la voce di Bob leggiamo ancora giudizi poco esaltanti, per lo più, con qualche voce (scusate il bisticcio) fuori dal coro che sottolinea un bellissimo cantato su Make you feel my love.
Le canzoni migliori dello show (non a caso tutte pescate nell'ambito romantico, sia pur venato di amarezza) sono: Just like a woman, Cry a while, Make you feel my love, Love sick e I don`t believe you.
Ma la perla della serata è stata una versione (a quanto sembra) incredibilmente integrale di Desolation row, che - appunto - sembra non aver subito tagli (come di consueto avviene), compresa la strofa di "Ezra Pound e T.S. Eliot che lottano nella torre di comando" (per citare De Gregori e De Andrè e la loro Via della Povertà). Gli mp3 (che speriamo comincino a fluire ben presto copiosi) confermeranno o smentiranno la cosa. Ad ogni modo, una versione "che meglio non si può". Sic dicitur.
Dopo le note negative per Don't think twice lette in precedenza, la versione di questa sera è decisamente migliore, con un Dylan che riesce ad evitare il da molti paventato-et-stigmatizzato "up-singing", che sembra essere ormai diventato un incubo per i dylaniani che assistono ai concerti.
Il già citato Mr. Steiner racconta che allo show c'era in sua compagnia anche un entusiasta Mr. Paul, da San Diego. Primo concerto visto: 1964!!! E' uno di coloro che hanno contribuito allo Scrapbook fornendo ai curatori dell'opera un biglietto di quei tempi lontani, biglietto che ha conservato gelosamente (ed opportunamente) e che è stato riprodotto nel volume in questione.
Michele Murino 



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