Karlstad, Svezia
Löfbergs Lila Arena

20 Ottobre 2005

01.  Maggie's Farm
02.  Tonight I'll Be Staying Here With You
03.  Watching The River Flow
04.  Lay, Lady, Lay
05.  Down Along The Cove
06.  Girl From The North Country
07.  Highway 61 Revisited
08.  Tryin' To Get To Heaven
09.  Cold Irons Bound
10.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
11.  If Dogs Run Free
12.  Down In The Flood
13.  Mr. Tambourine Man
14.  Summer Days

Bis:

15.  Like A Rolling Stone
16.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra solista
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, mandolino elettrico, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria

Ed eccoci al terzo concerto di questo tour europeo di Bob.
Dylan e band sono ancora in Scandinavia, precisamente alla Lofbergs Lila Arena della città di Karlstad, in Svezia.
La prima cosa che salta all'occhio, scorrendo le 16 canzoni della scaletta del concerto di stasera, è il gran numero dei brani eseguiti in maniera costante negli ultimi tempi, con gli album della trilogia elettrica degli anni sessanta (Bringing..., Highway 61 R. e Blonde on Blonde) a farla ancora e sempre da padrone insieme ai brani più country-rock di John Wesley Harding e Nashville Skyline, che sono ormai una costante fissa degli show recenti.
Dylan è comunque anche stasera in una buona forma e sufficientemente ispirato anche se i giudizi sono un po' meno entusiasti rispetto allo show di ieri in Norvegia.
Solo 3000 persone affollano la Lofbergs Lila Arena che ne contiene 10.000.
Qualche giornale locale sottolinea il numero esiguo di spettatori ed il fatto che Bob contorce le sue melodie e "spezza le gambe" ai suoi ritornelli. Soltanto perchè così gli va di fare e perchè sa che lo può fare.
Note positive dalla Maggie's farm eseguita da Bob e band stasera, una versione che è un tirato blues da pub con uno sbalorditivo "groove".
Un altro dei brani clou della serata è All along the watchtower paragonata ad un cavallo da guerra che instilla timore, con il suo incedere imperioso.
Positivo è anche il giudizio per Highway 61 revisited, canzone che a quanto pare è particolarmente apprezzata in questo inizio tour.
Buona anche Lay Lady Lay che però - sostiene la stampa locale - nella attuale versione viene un po' massacrata.
Un concerto dunque complessivamente positivo, se pur meno brillante di quello di Oslo, con un Dylan che - a detta di un giornalista svedese - "suona come quell'ultimo whiskey che non avremmo dovuto bere".
Michele Murino 



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