Detroit, Michigan
Masonic Temple Theatre
April 12, 2005
COMMENTO: YE YE YEEEEEEEEEEE!!!!!
Amiche e Amici di Maggie's Farm, come
sempre il vostro inviato "On The Pool & In The Bayou"
Salvatore 'The
Great Master Of Rust Lodge' Esposito vi dà un
lieto benvenuto alla nuova
puntata di What's Going On In Your Show, questa sera
da un posto davvero
speciale ovvero dal Teatro del Tempio Massonico di Detroit
Michigan.
Mentre mi dirigo verso il luogo del concerto, mi torna
in mente, il mio
lavoro da tempo abbandonato sul rapporto che intercorre
tra la
massoneria e Bob Dylan. Non voglio aggiungere altro,
ma l'evento di
questa sera mi ha invogliato a riprendere in mano il
carteggio. Vedremo
cosa ne uscirà fuori.
Il teatro del Tempio Massonico è una splendida
cornice per un concerto rock, infatti oltre ad essere
davvero molto
bello esteticamente offre numerosi servizi per i partecipanti.
Dopo i
classici set introduttivi di Amos Lee e Merle Haggard,
arriva il momento
di Bob.
Si parte con una bellissima resa di Tombstone Blues nella
nuova
versione che ne ha praticamente riscritto l'arrangiamento
mantenendo in
piedi solamente il fraseggio originario, in questo senso
va segnalato
l'ottimo apporto delle chitarre di Stu e Don ma sopratutto
quello del
violino di Elana che imprime al brano una potenza sonora
incredibile.
Il secondo brano della serata I'll Remember You è
il primo highlight, Bob
infatti sfoggia un cantato dai toni nostalgici mentre
la band imprime al
brano un sound tenue in cui a farla da padrone è
sicuramente la pedal
steel di Don.
Il brano successivo Lonesome Day Blues è come sempre
l'occasione per rianimare il pubblico dopo un brano intimistico,
anche
questa sera non si smentisce con il classico scorribanda
chitarristico
ad opera di Stu e Danny e con un ottimo cantato di Bob.
Il secondo highlight arriva con This Wheel's On Fire,
anche questo è uno dei brani
cardine di questo tour e senza dubbio anche la performance
di questa
sera è da considerarsi superba, un po' per l'approccio
vocale di Bob un
po' per l'ottima performance della band che vede in Don
Herron il perno
fondamentale sempre pronto con la pedal steel ad intervenire
nella linea
melodica impreziosendola con passaggi davvero sublimi.
Tweedle Dee gira alla grande, spinta dall'intreccio del
violino di Elana con
le chitarre di Stu e Danny ed è un perfetto antipasto
per il rock blues
cocente di Watching The River Flow, in cui il piano traballante
di Bob
crea imprime al brano un sound particolarissimo.
Arriva poi John Brown e
il pubblico ammutolisce, tutti seguono il brano in religioso
silenzio e
quasi a ripagarli Bob regala un'altra grandissima performance
vocale che
vista in relazione all'ottimo lavoro di Don al banjo
e delle chitarre fa
di questo brano un altro punto forte del concerto.
Under The Red Sky
abbassa leggermente la qualità del concerto, a
causa del tono stanco con
cui Bob approccia il brano ma è solo un momento
perchè subito dopo
Highway 61 Revisited ci riporta un Bob in forma scintillante
sempre
pronto con la sua armonica a supportare gli assoli di
Danny.
Si passa la
jazz con una splendida resa di Bye & Bye dove a farla
da padrone sono il
violino di Elana e Bob che con il suo inossidabile crooning
si lancia in
una esecuzione da jazz man consumato.
Absolutely Sweet Marie è eseguita
in un arrangiamento quasi swing con Elana ancora sugli
scudi con il suo
violino pronto a dar man forte alle chitarre di Stu e
Danny e alla pedal
steel di Don.
Ultimo brano della prima parte è Masters Of War
eseguita
da Bob con grande passione in un crescendo potentissimo
che sfocia in un
finale quasi urlato, ottimo l'apporto ritmico di George
e quello di
Danny alla chitarra.
Dopo la classica pausa si ripate con Don't Think
Twice, It's All Right in una versione semi acustica che
ci riconduce
dritto ai fasti dell'originale, Bob affronta il brano
con grande
sicurezza ma sopratutto offre un ottima prova al piano
seguendo alla
perfezione tutta la melodia senza impantanarsi in passaggi
suonati a
caso.
All Along The Watchtower chiude un buon concerto, ricco
di grandi
brani ma macchiato da qualche performance vocale non
perfetta di Bob.
Salvatore Esposito
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