Milwaukee, Wisconsin
The Rave
Eagles Ballroom
April 9, 2005



 
1.  Maggie's Farm
2.  The Man In Me
3.  Lonesome Day Blues
4.  I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
5.  Ballad Of Hollis Brown (acoustic)
6.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
7.  Girl From The North Country
8.  Honest With Me
9.  Ballad Of A Thin Man
10.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
11.  I Believe In You
12.  Highway 61 Revisited

13.  Like A Rolling Stone
14.  All Along The Watchtower

OH YEAAAAAAAAAAAA!!! Indispensabili amici di What's Going On In Your Show, eccoci per la seconda sera al The Rave di Milwauke, Wisconin, per seguire con la dovuta religiosità il nuovo appuntamento del tour di Bob Dylan. Come sempre a raccontarvi le gesta del nostro c'è il vostro
Salvatore "The First & True" Esposito, che come un segugio non mancherà di darvi sempre notizie calde come il deserto del Sahara in agosto.

L'apertura della serata è come al solito affidata ad Amos Lee prima e a Merle Haggard poi, come al solito entrambi riscuotono un buon successo ma il pubblico vuole Bob e lo si capisce quando il menestrello appare sullo stege.

Un boato accoglie così le prime note di Maggie's Farm, opener-cavallo di battaglia, che come al solito riscalda al massimo la platea che si esalta nel vedere Stu e Danny duellare alla grande nota su
nota e soprattutto nel vedere Bob subito in grande forma.

Il brano successivo è un gradito ritorno, ovvero The Man In Me, in una bella versione rock-blues condita da ottimi inserimenti chitarristici operati da Stu e Danny e da un ottimo assolo di armonica di Bob, eseguito al centro del palco.

Il terzo brano Lonesome Day Blues, è una cavalcata rock-blues condita alla grande dal fraseggio tra il violino di Elana e le chitarre di Danny e Stu ma soprattutto da un travolgente cantato blues di Bob.

Si prosegue su alti livelli con una travolgente resa di I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met), in cui la pedal steel di Don trascina le chitarre di Stu e Danny in una lunga rincorsa
senza sosta spinta dall'incessante druming di George. Ballad Of Hollis Brown, è un saggio di grande capacità evocativa di questa band, la voce di Bob infatti, supportata da uno scarno arrangiamento dove a guidare la melodia troviamo il banjo di Don, arriva infatti a commuovere mentre scorrono le tristi immagini narrate nel testo.

Il rock torna prepotentemente sugli scudi con una travolgente Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again e sul palco risale ancora il livello di elettricità, ottimo il drumming di George che spinge la band lungo i sentieri del miglior rock blues così come la voce di Bob perfetta in ogni sfumatura.

Il primo highlight della serata non tarda ad arrivare con una splendida resa acustica di Girl From The North Country, in cui l'intreccio tra le chitarre di Stu e Danny fa da sfondo ad un ottima prova vocale di Bob e ad una eccellente performance di Don Herron alla pedal steel.

Una potente Honest With Me, ci svela la duttilità di Denny alle prese con grandi assoli così come quella di Stu Kimball davvero perfetto in ogni passaggio, non da meno è anche Bob che sfoggia un fraseggio davvero molto bello.

Il secondo highlight della serata è Ballad Of Thin Man, con Bob che regge al piano la linea melodica
supportato in modo magnifico da Stu e Danny alle chitarre e da un eccellente Don Herron alla pedal steel.

Se Tweedle Dee & Tweedle Dum scorre veloce trascinata dal violino di Elana, non si può dire lo stesso di I Belive in You caratterizzata da una performance vocale di Bob molto toccante ed evocativa ma soprattutto da un ottimo apporto della band davvero eccellente in ogni passaggio.

Subito dopo si torna al rock prepotentemente con una tesa versione di Highway 61 Revisted,
caratterizzata dal classico impatto alla Bo-Diddley degli assoli di Danny e soprattutto dalla sua perfetta sintonia con Bob al piano e Stu all'altra chitarra.

Dopo la classica pausa arriva una poderosa resa di Like A Rolling Stone, con il drumming di George che regge tutto il brano e con Bob che sfoggia un fraseggio molto veloce che a tratti ricorda
quello degl'anni sessanta. All Along The Watchtower chiude un concerto davvero molto bello, con vari brani da antologia.

Salvatore Esposito



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