Chicago, Illinois
Auditorium Theatre
April 6, 2005


1.  Drifter's Escape
2.  Tonight I'll Be Staying Here With You
3.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
4.  Lay, Lady, Lay
5.  Cold Irons Bound
6.  Just Like A Woman
7.  You Ain't Goin' Nowhere
8.  Ballad Of A Thin Man
9.  Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
10.  Man In The Long Black Coat
11.  Honest With Me
12.  It Ain't Me, Babe


13.  Every Grain Of Sand
14.  All Along The Watchtower

WOOOWOOWOWOWOWOWOOW!!!!! Indispensabili amiche e trascurabili amici di
Maggie's Farm, come sempre il vostro inviato Salvatore Esposito vi da' un
lieto benvenuto alla nuova puntata di What's Going On In Your Show. Siamo
per la quinta sera presso l'Auditorium Theatre di Chicago, Illinois per
seguire questa nuova ed entusiasmante tappa del tour di Bob Dylan.

Dopo esserci goduti gli ottimi opener Amos Lee e Merle Haggard, Bob sale sul
palco puntualissimo e si parte con una tesa versione di Drifter's Escape
con Bob che sfoggia un cantato cavernoso che si adatta perfettamente
all'ottimo l'apporto delle due chitarre di Stu e Danny.

Dal rock si
passa al country con una godibile versione di Tell Me That It Isn't
True, cantata da Bob con voce assai romantica e supportata in modo
eccellente dall'intreccio tra il violino di Elana e la pedal steel di
Donnie.

Tanto per chiarire che questa band è eccellente su tutti i
fronti arriva anche il rock blues con Stuck Inside Of Mobile With The
Memphis Blues Again con Don Herron che con la sua pedal steel regge
tutta la linea melodica e Stu e Danny che alle chitarre eseguono il loro
classico botta e risposta chitarristico.

Ancora il country protagonista
con il brano successivo Lady, Lay, Lay, e sostanzialmente si conferma
quanto di buono detto con Tell Me That Isn't True, con la piccola
eccezione che il cantato di Bob sembra più sofferto.

Il rock torna sugli
scudi con Cold Irons Bound che solleva un'ondata elettrica potentissima,
spinta dal preciso e incessante drumming di George e dal travolgente
apporto delle chitarre, Bob dal canto suo esegue il brano in modo
eccellente sfoggiando un cantato blues rauco e sofferto.

Seguendo un
alternanza di brani potenti e brani più soft arriva il primo highlight
della serata, Just Like A Woman eseguita con maggiore sicurezza
rispetto alle precedenti e sempre ottime performance, immenso Don
Herron alla pedal steel che offre un eccellente tappeto sonoro dove le
chitarre di Stu e Danny e la voce di Bob si muovono in perfetta armonia.

Subito dopo arriva una travolgente versione di You Ain't Goin' Nowhere
con Elana Fremerman che regala qua e là magie al violino pur combattendo
con un impianto mixer che la penalizza in modo eccessivo tenendola in
secondo piano durante tutto il brano.

Il secondo highlight della serata
è Ballad Of Thin Man, con Bob che regge al piano le sorti della band e
soprattutto di tanto in tanto regala qualche ottimo assolo di armonica.

Eccellente l'apporto delle chitarre di Stue e Danny che puntuale si
ripete anche con la successiva e travolgente Most Likely You Go Your Way
(And I'll Go Mine) in cui tutta la band è impegnata in una sferragliante
scorribanda elettrica guidata dalla pedal steel di Don Herron.

Man In Long Black Coat mantiene altissimo il livello del concerto e si candida
sin dalle prime note come terzo brano clou della serata, eccellente il
sound notturno impresso al brano dalla pedal steel di Don così come
ottime sono le parti chitarristiche ad opera di Stu e Danny.

Honest With Me, come sempre travolgente, alza il livello elettrico sul palco ma è
solo un momento perché subito dopo arriva una magnifica It Ain't Me,
Babe, riletta in un arrangiamento eccellente guidato dal violino di
Elana e dalla pedal steel di Donnie, che chiude il concerto.

Dopo la
classica pausa si riparte con una bella versione di Every Grain Of
Sand, per la verità più in ombra rispetto alle serate precedenti,
probabilmente a causa di un po' di stanchezza nel cantato di Bob.

All Along The Watchtower chiude il concerto in un tripudio rock, il pubblico
all'uscita sembra molto soddisfatto, e soprattutto non risparmia commenti
positivi su questa nuova band, che ormai sta lentamente trovando la sua
dimensione.

Salvatore Esposito



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