Los Angeles, California
Pantages Theatre
March 21, 2005


 
1.  Drifter's Escape

2.  The Times They Are A-Changin'

3.  Tweedle Dee & Tweedle Dum

4.  Just Like A Woman

5.  High Water (For Charley Patton) (Donnie on banjo)

6.  Down Along The Cove

7.  Moonlight

8.  Highway 61 Revisited

9.  Love Sick

10.  Honest With Me

11.  Girl From The North Country (acoustic)

12.  Summer Days


13.  Sing Me Back Home (song by Merle Haggard)

14.  All Along The Watchtower



 
COMMENTO: YEEEESSSSS!!!!!! Amiche e amici di Maggie's Farm benvenuti
alla scintillantemente nuova puntata di What's Going On In Your Show, come
sempre a raccontarvi tutto ma proprio tutto di questo giorno on the road
con Bob Dylan c'è il vostro inviato on the pool Sal "Heartbreaker Kid"
Esposito.

Questa sera siamo nella bella cornice del Patages Theatre di
Los Angeles, California per seguire la prima serata di questo piccolo
residency di Bob Dylan nella Città Degli Angeli. In platea scoviamo qua
e là alcune rock star famose come Elvis Costello, i Motley Crue al
completo!!! (I Motley per la cronaca sono una band hard rock), Paul
Rodriguez e Steven Tyler (degli Aerosmith), segno che Bob è da seguire a
tutti i costi anche a costo di mimetizzarsi tra la gente.

L'apertura
della serata è come da programma infatti prima Amos Lee e poi Merle
Haggard riscaldano alla grande il pubblico per Bob che puntualissimo
sale sul palco intorno alle 21.

Il concerto si apre con l'ormai classico
opener di questo tour ovvero con Drifter's Escape, questa sera
particolarmente coinvolgente per quello che concerne la parte ritmica e
per il forte impatto chitarristico che ben si amalgama con la voce
tagliente come rasoio di Bob.

The Times They Are A-Changin' , secondo
brano della serata, è un salto nel passato infatti l'arrangiamento
elettroacustico, dove brillano il violino di Elana e la pedal steel di
Don, fa sì che la voce di Bob sia completamente padrona di questo
brano, ottimo in questo senso anche il fraseggio di Bob che imprime al
brano un crescendo lirico davvero molto sentito.

Dal passato si torna
direttamente al presente con una tiratissima Tweedle Dee & Tweedle Dum
dove Danny e Stu hanno modo di tornare sugli scudi con le loro chitarre
per regalare al pubblico un ondata di grande rock n' roll, in effetti il
risultato finale è abbastanza buono ma questo brano sembra davvero poco
adatto per questa band dato che spesso e volentieri manca quel guizzo
geniale che rendebbe un brano abusatissimo come questo sicuramente più
godibile.

Le cose vanno in modo del tutto differente in Just Like A
Woman, infatti la band sembra sfoggiare più compattezza del solito e ciò
rende l'arrangiamento di questo brano molto più solido dato che è
possibile ascoltare indistintamente tutti gli strumenti. Bob dal canto
suo offre una prova vocale molto coinvolgente supportato in modo
eccellente dal tappeto di chitarre steso da Stu e Danny e soprattutto
dalla pedal steel (fondamentale ormai in questo brano) di Don.

Il brano
clou della serata non tarda ad arrivare infatti Don dalla pedal steel
passa al banjo ed è tempo di una strabordante High Water (For Charley
Patton) in una versione che sarebbe giusto definire hard-bluegrass,
infatti le chitarre elettriche quasi grattugiate spezzano la melodia
ipnotica del banjo creando una sorta di muro sonoro che cresce sempre di
più guidato dal drumming preciso ed instancabile di George.

L'elettricità non scema con il brano successivo, Down Along The Cove ci
riporta direttamente nei 50s con le chitarre di Stu e Danny in primo
piano supportate dal violino volante di Elana Fremerman.

Dal rock si
passa al jazz con una splendida versione di Moonlight, con Elana che
tesse una linea melodica assolutamente deliziosa intrecciandosi alla
perfezione con le trame chitarristiche di Stu e Don.

Il tasso elettrico
sul palco torna di nuovo altissimo con una travolgente Highway 61
Revisited in cui Bob sfoggia un cantato blues perfetto e soprattutto una
performance al piano incredibile dettando tempi e duettando con le
chitarre di Stu e Danny.

Il secondo highlight della sera è però la
successiva Love Sick, caratterizzata dal grande lavoro di Stu e
soprattutto da un'altra grandissima prova vocale di Bob che imprime al
brano un senso di languido intimismo.

Honest With Me scorre velocissima
trascinata dal drumming di George e spinta dalla slide perfetta di Danny
che duella su ogni nota con Stu. La calma torna con la cristallina
versione acustica di Girl From The North Country in cui Don offre una
incredibile prova alla pedal steel disegnando una melodia molto dolce in
supporto alle chitarre di Danny e Stu e al piano di Bob.

Summer Days
chiude tra gli applausi la prima parte.

Dopo la pausa Bob e la sua band
tornano sul palco e si riparte con Sing Me Back Home di Merle Haggard
guidata dalla pedal steel di Don, seguita da una rombante All Along The
Watchtower in cui Danny e Stu fanno letteralmente scintille sul palco.

Salvatore Esposito



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