Seattle, Washington
Paramount Theatre
March 8, 2005


1.  Drifter's Escape

2.  You Ain't Goin' Nowhere

3.  Tweedle Dee & Tweedle Dum

4.  High Water (For Charley Patton)

5.  Highway 61 Revisited

6.  It's All Over Now, Baby Blue

7.  Down Along The Cove

8.  This Wheel's On Fire

9.  Masters Of War

10.  Forever Young

11.  Summer Days

12.  Sing Me Back Home (song by Merle Haggard)


13.  Rainy Day Women #12 & 35

14.  Like A Rolling Stone



 

COMMENTO: YE YE YEEEEEEEEEEE!!!!! Amiche e Amici di Maggie's Farm, come
sempre il vostro inviato "On The Pool & In The Bayou" Salvatore Esposito
vi da' un lieto benvenuto alla nuova puntata di What's Going On In Your
Show. Questa sera siamo per la seconda sera al Paramout Theatre di
Seattle, per seguire la seconda data del tour di Bob Dylan al fianco di
Amos Lee e Merle Haggard. Ad aprire le danze è Amos Lee, che delizia il
pubblico con la sua band durante tutto il suo set sfoderando un appeal
soulful davvero interessante. A seguire arrivano sul palco Merle e i
suoi The Strangers che si lanciano subito in un set emozionante dai
tratti marcatamente country. Da notare la simpatica storiella
introduttiva che ha raccontato Merle al pubblico: "Ci stavamo facendo
una birra e Bob ci ha chiamato e ci ha chiesto di aprire questo
concerto... per riscaldare un po' il pubblico". Merle ha sfoderato il
meglio del suo repertorio non risparmiando accenni polemici contro
Georgie B: "Non preoccupatevi di Bush, pensate al concerto!".

Al termine del set di Merle è salito sul palco Bobby seguito dalla sua band
e soprattutto introdotto dalla presentazione lunga, che nella serata di
apertura era mancata.

Il primo brano della serata è Drifter's Escape,
stesso opener della scorsa sera e unico brano ripetuto, non molto
convincente dal punto di vista tecnico ma incisiva e solida dal punto di
vista energetico. Bob canta con voce precisa e concentrata mentre la
band, senza dubbio ancora in fase di ambientamento, da il meglio di se
nelle parti strumentali.

Il brano successivo You Ain't Goin' Nowhere
gira sin da subito alla grande con il bel violino di Elana Fremerman e
la pedal steel di Don Herron in bella evidenza, ottimo il trascinante
cantato di Bob davvero molto incisivo dall'inizio alla fine del brano.

Tweedle Dee & Tweedle Dum, nel nuovo arrangiamento sembra regalare
qualche spunto di soddisfazione in più rispetto alla noia delle ripetute
ed abusate versioni dello scorso anno. In questo senso va segnalata
l'ottima prova di Danny Freeman e Stu Kimball alle chitarre e di Bob che
sfoggia un cantato davvero travolgente.

High Water (For Charley Patton)
è eseguita con grandissima intensità da Bob e nell'arrangiamento ricalca
lo stile country-folk dell'originale, ottima in questo senso la prova di
Stu Kimball che si lancia in una cavalcata chitarristica davvero
notevole.

Se il brano successivo Highway 61 Revisited scorre veloce,
nella confusione elettrica degli strumenti, It's All Over Now, Baby Blue
è il primo highlight della serata, infatti il nuovo arrangiamento, dove
brilla l'intreccio chitarristico tra le due chitarre e la pedal steel
suonata da Don Herron, risulta estremamente riuscito rispetto alle varie
versioni dello scorso anno.

Down Along The Cove è una sferragliante
corsa sulle strade del rock n' roll 50s con il violino di Elana
Fremerman che fa da padrone nella linea melodica del refrain.

Il secondo highlight della serata è This Wheel's On Fire, in una versione del tutto
nuova con un fraseggio perfetto e un arrangiamento davvero riuscito dove
si apprezzano i duelli chitarristici tra Stu e Danny mentre sullo sfondo
si muovono il violino di Elana e la pedal steel di Don. Ottimo è anche
l'assolo di armonica di Bob eseguito al microfono posto al centro del
palco.

Il concerto si mantiene su livelli alti con una eccellente
versione di Masters Of War, in cui Bob sfoggia una voce estremamente
evocativa mentre la band si lancia in un crescendo musicale intenissimo.

Forever Young sin da subito appare incolore, un po' per la confusione
nell'arrangiamento, in cui i tempi assolo/refrain-verso saltano del
tutto per mancanza di comunicazione tra Bob e la band, un po' per il
cantato stanco del menestrello.

Summer Days scorre veloce evidenziando
ancora una volta la flebile amalgama che lega questa band, che solo a
tratti risulta compatta.

Le cose migliorano con Sing Me Back Home di
Merle Haggard, ma siamo già all'ultimo brano della serata prima dei bis.

Infatti dopo una breve pausa Bob e la sua band tornano sul palco e si
lanciano in una tambureggiante Rainy Day Women #12 & 35 con Danny e Stu
che di divertono a scambiarsi assoli mentre Tony e George spingono al
massimo.

Like A Rolling Stone chiude secondo programma la serata.

Insomma un concerto altalenante, tuttavia non privo di spunti
interessanti, certo la band necessita ancora un rodaggio lungo ma la
qualità dei singoli arriva dove finisce l'amalgama. Bob dal canto suo è
apparso davvero contento della sua band e del suo pubblico, anche quando
le cose non giravano perfettamente ma sopratutto sembrava divertirsi
parecchio durante l'esecuzione dei brani più movimentati, sfoggiando
tutto il suo repertorio chapliniano.
 
Salvatore Esposito



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