Seattle, Washington
Paramount Theatre
March 7, 2005


1.  Drifter's Escape

2.  The Man In Me

3.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again

4.  Moonlight

5.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)

6.  I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)

7.  Queen Jane Approximately

8.  Cat's In The Well

9.  Sugar Baby

10.  Watching The River Flow

11.  Mr. Tambourine Man (new arrangement)

12.  Honest With Me
  


13.  Like A Rolling Stone

14.  All Along The Watchtower  


15.  Sing Me Back Home (song by Merle Haggard)



 

Commento: OH YEAAAAAAAAAAAA!!! Indispensabili amici di What's Going On
In Your Show, eccoci on the road again con Bob Dylan, dopo una meritata
pausa, dove si dice abbia inciso il suo nuovo disco, il nostro
menestrello è ritornato in tour negli States con una band completamente
rinnovata. Come sempre a raccontarvi le sue gesta sulle strade del rock
n' roll c'è il vostro Salvatore "The First & True" Esposito, che come un
segugio non mancherà di darvi sempre notizie calde come le paludi della
Birmania. Già una settimana fa avevamo appreso, con non poco dispiacere,
che il mitico Larry Campbell aveva lasciato la band per dedicarsi alla
sua carriera come solista (attenzione è in uscita il suo primo album che
conterrà una versione del tradizionale House Carpenter) e parallelamente
dell'inserimento al suo posto di Danny Freeman, altre voci non
confermate inoltre davano per certe le presenze di Don Herron alla pedal
steel e di Elana Fremerman al violino. Restavano da confermare la
sezione ritmica e Stu Kimball all'altra chitarra. Tutto ciò ha fatto si
che questo concerto di debutto al Paramount Theatre di Seattle fosse
assolutamente attesissimo da parte sia dei fan sia della stampa, come
dimostra un articolo su un quotidiano di Seattle che dava per certe
anche la presenza in scaletta di due composizioni nuove di Bob Dylan. In
preda a tutti questi interrogativi e con fare molto sospettoso ci
accingiamo a seguire questa prima data del tour di Bob Dylan con Merle
Haggard & The Strangers e Amos Lee come opener.

Ad aprire le danze è
proprio Amos Lee che intorno alle 19 sale sul palco e si lancia in un
bel set di 40 minuti circa, a metà tra soul e folk, in cui ha eseguito
insieme alla sua band buona parte del suo nuovo album.

Arriva poi il
momento di Merle Haggard che accompagnato dalla sua band di veterani del
country, i mitici Strangers, si lancia in un set di quasi un ora in cui
passa in rassegna alcuni dei suoi brani più famosi come Mama Tried
(famosa nelle versioni live dei Grateful Dead) Silver Wings, White Line
Fever e The Ballad of Martha Stewart fino a toccare il repertorio di
Bill Monroe e di Jimmi Rodgers. Una nota di colore, durante l'esecuzione
di That's the Way Love Goes, Haggard non ha mancato una frecciata a Bush
cantando un inedito verso (Honey, don't worry what George Bush does).

Verso le 21 e 10, introdotto dalla presentazione vecchio stile,
finalmente sale sul palco Bob Dylan seguito dalla sua nuova band.
Trovano così conferma tutte le voci che davano per certo l'innesto di
Danny Freeman alla chitarra, Don Herron alla pedal steel e di Elana
Fremerman al violino che vanno ad aggiungersi alla solidissima sezione
ritmica composta da Tony e George e a Stu Kimball. Tutti i musicisti
indossano un completo nero così come Bob, che però invece della giacca
normale veste una la classica "black riverboat-gambler suit" (la giacca
a tre quarti).

Si parte con uno degli opener-cavallo di battaglia,
Drifter's Escape, in una versione country-rock dai toni vibranti, che
vede protagonista sin da subito Elana Fremerman al violino e Bob che
sfodera una voce ben calibrata.

Il brano successivo è subito una
grandissima sopresa, ovvero The Man In Me, che si candida come uno
degli highlight della serata. Bob sfoggia un fraseggio perfetto mentre
la band dimostra di avere già macinato bene la sterzata stilistica,
posizionando il sound a metà tra rock-blues e country. Assolutamente
imperdibile è l'assolo di armonica che Bob ha eseguito al microfono al
centro del palco a metà brano.

Il brano successivo Stuck Inside of Mobile With the Memphis Blues Again
è ancora su altissimi livelli con
Don Herron che regala magie alla pedal-steel e Stu Kimball che si
inserisce nella melodia con ottimi licks chitarrisitici dagli accenti
country.

Moonlight è un piccolo saggio del sound "work in progress" di
questa band, infatti le trame chitarristiche di Danny Freeman e Stu
Kimball fanno da sfondo perfetto al violino di Elana Fremerman che tesse
una linea melodica eccezionale su cui la voce di Bob regala magie verso
dopo verso.

Ancora grandi sorprese le riserva It's Alright, Ma (I'm
Only Bleeding) eseguita con ben due violini (quello di Elana e quello di
Don Herron) e caratterizzata da un sound assolutamente travolgente
spinto dall'ottimo drumming di George e dal contrabasso di Tony.

I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met) è un altro segnale che le
cose in questa band girano alla grande infatti il fraseggio
chitarristico tra Kimball e Freeman appare quasi perfetto sin da subito,
mentre Elana Fremerman al violino compatta il sound generando una linea
melodica in crescendo davvero eccellente.

Queen Jane Approximately è il
secondo highlight della serata infatti il violino di Elana disegna un
ottima linea melodica su cui le chitarre di Kimball e Freeman si muovono
in modo eccellente dando la possibilità a Bob di costruire un fraseggio
molto particolare e di sfoggiare una prova vocale eccellente.

Se Cat's In The Well è travolgente con le chitarre di Kimball e Freeman che si
danno battaglia nota su nota, Sugar Baby è una perla country
intimistica, con tanto di perfetti interventi al violino di Elana
Fremerman.

Il brano successivo Watching The River Flow, è in una
versione quasi swamp rock con le chitarre ancora in prima linea spinte
dal drumming potentissimo di George e dalla pedal steel di Don Herron.

Il terzo brano clou della serata è la nuova versione di Mr. Tambourine
Man, che si muove su una nuovissima linea melodica dall'impianto
acustico con le percussioni lievemente sfiorate da George e con la pedal
steel di Don Herron che disegna la linea melodica, eccellente Bob che
regala una performance vocale incredibile.

Honest With Me, che chiude il
primo set è il brano più simile al vecchio stile, e forse risente della
mancanza della mano magica di Larry, tuttavia nel complesso l'esecuzione
risulta soddisfacente.

Dopo una breve pausa Bob e la band tornano sul
palco per i bis che immancabili vedono Like A Rolling Stone, in una
particolarissima versione Nashville Sound con Don Herron alla pedal
steel, e una granitica All Along The Watchtower come degna conclusione
di questo ottimo concerto.

Quando tutto sembra finito la band (per altro
nemmeno presentata da Bob) ritorna sul palco ed esegue una eccellente
versione di Sing Me Back Home di Merle Haggard. Dispiace per il duetto
mancato proprio con Merle, ma non disperiamo per il prossimo futuro, il
concerto è stato veramente molto bello e ora non ci resta che aspettare
di vedere il seguito del tour come sarà.
 
Salvatore Esposito



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