sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Davis, California
University Of California Davis
The Pavilion
18 Ottobre, 2004    

1.  To Be Alone With You
2.  Señor (Tales Of Yankee Power)
3.  Tweedle Dee & Tweedle Dum
4.  Under The Red Sky
5.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
6.  Moonlight
7.  Cold Irons Bound
8.  Just Like Tom Thumb's Blues
9.  Man In The Long Black Coat
10.  Highway 61 Revisited
11.  Saving Grace
12.  Honest With Me
13.  Don't Think Twice, It's All Right
14.  Summer Days

Bis:

15.  Like A Rolling Stone
16.  All Along The Watchtower



 
COMMENTO: GABBA GABBA HEY HEY!!!! Amici e amiche di Maggie's Farm, con l'urlo dei mitici Ramones vi do il benvenuto al The Pavilion della University Of California di Davis, California.
Come sempre irresistibilmente al commento virtuale c'è il vostro inviato speciale on bayou, on pool and everywhere, Sal "The Ripper Of Pop" Esposito.
Nemmeno il tempo per la classica presentazione e siamo già on stage con Bob e la sua band che dà inizio al concerto con una strepitosa versione di To Be Alone With You.
Le chitarre di Stu e Larry duellano in modo eccellente su ogni nota mentre Bob dal canto suo al piano imprime al sound una forte connotazione rockabilly; splendido il finale con una breve ma intensa jam.
Il secondo brano Señor (Tales Of Yankee Power) è una piccola sorpresa, infatti non veniva eseguita da un po' di tempo da Bob; il pubblico apprezza molto e anche durante il brano non risparmia applausi.
Bob canta con grande cura ogni verso ma sopratutto imprime al ritornello un'anima più soul del solito allungandolo con brevi pause.
Tweedle Dee & Tweedle Dum è veloce e tambureggiante, rispetto alle serate precedenti sembra più coinvolgente dal punto di vista strumentale e anche Bob sembra più nel brano rispetto al solito.
Il brano successivo, Under The Red Sky, è aperto da una bellissima intro chitarristica ad opera di Larry; la performance vocale di Bob è misurata così come la sezione ritmica che fornisce al brano un'atmosfera notturna, tanto che in questa versione starebbe benissimo anche su Oh Mercy.
Notevole anche l'esecuzione di It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding), che come al solito procede in un crescendo ritmico e vocale di grandissimo effetto che sfocia in un finale quasi a sorpresa con Stu e Larry che chiudono il brano con un ottimo assolo.
Se Moonlight è un incursione nel jazz-rock con tanto di interplay perfetto tra piano e chitarre, Cold Irons Bound è una perla di alternative rock sugellata dall'eco aggiunta alla voce di Bob.
Dall'alt rock si passa al blues più puro ed incandescente con Just Like Tom Thumb's Blues, in cui ritroviamo Bob alla prese con il fraseggio originario più veloce e soprattutto con una grandissima prova al piano.
Il brano clou della serata arriva con Man In The Long Black Coat, eseguita da Bob con grandissimo trasporto emotivo; la sua voce si mescola alla musica oscura generata dalla band regalando al pubblico una performance eccezionale.
Il rock potentissimo di Highway 61 Revisited introduce al momento più intimista della serata ovvero a Saving Grace, cantata da Bob con grande pathos e suonata alla grande dalla band che in Larry trova il protagonista assoluto.
Una usuale ma per niente noiosa Honest With Me fa da apripista per una bellissima versione acustica di Don't Think Twice, It's All Right che con Summer Days chiude il set.
I bis sono come da programma.
Insomma un bel concerto con molti brani ben riusciti e con le solite ed immancabili canzoni immobili e stabili che lentamente cominciano ad annoiare.

Questa recensione è stata redatta sulla base dei commenti dei fan del
Dylan Pool e di The Watchtower Forum, e sulla base dell'ascolto di
alcuni mp3 che vengono postati nei predetti forum. I commenti alle
canzoni sono frutto di traduzioni e solo dove specificato dello
scrivente

Salvatore Esposito


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