sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Aberdeen, Maryland
Ripken Stadium
12 Agosto 2004

1.  Drifter's Escape 

2.  I'll Be Your Baby Tonight 

3.  Tweedle Dee & Tweedle Dum 

4.  Milk Cow Blues (con Willie & Lucas Nelson) 

5.  Cold Irons Bound 

6.  Sugar Baby 

7.  Highway 61 Revisited 

8.  Floater (Too Much To Ask) 

9.  A Hard Rain's A-Gonna Fall 

10.  Honest With Me 

11.  Summer Days 

Bis:

12.  Like A Rolling Stone 

13.  All Along The Watchtower 


COMMENTO: YOYOYOYOOOOOOOOOO!!! Indispensabili Amiche (gli amici sono superflui per l'occasione) di Maggie's Farm, ben ritrovati tra le righe della rubrica che l'equipe di scienziati tedeschi del Gran Prof. Cav di Gran Croc. Lup. Man. Grand Uff Ottmar Rottenmayer non ha esitato a definire "inutile" in seguito ad approfonditi studi di settore. Dannati tedeschi, me la pagherete cara!
Pur tuttavia in barba agli studi di settore anche stasera in sella al nostro cavallo bianco (un mulo sardo color latte) e vestiti da cavalieri templari ci dirigiamo al Ripken Stadium di Aberdeen, Maryland, per assistere alla sesta tappa del tour di Bob Dylan & Willie Nelson.
Bob puntualissimo come sempre sale sul palco e dopo pochi secondi si parte con una potentissima Drifter's Escape, in cui le chitarre di Stu e Larry duellano alla grande spargendo ottimi assoli e eccezionali licks chitarristici; la voce di Bob è roca ma attraversa la melodia imprimendo ad ogni verso una forza espressiva incredibile.
Dal rock si passa al dolce country di I'll Be Your Baby Tonight in cui la melodia della pedal steel di Larry si sposa alla grande con i toni morbidi della voce di Bob che accarezza ogni verso.
Il solito tormentone di Tweedle Dee & Tweedle Dum, elettrica e travolgente al punto giusto, introduce alla prima sorpresa della serata, ovvero al tanto sospirato duetto con Willie Nelson che appunto a sorpresa arriva sul palco accompagnato Lucas Nelson per cantare con Bob una splendida versione di Milk Cow Blues.
I due quando sono in forma fanno scintille e questa sera è chiaramente visibile la loro intesa.
Subito dopo Willie Nelson torna nel backstage e Bob e la band ripartono con una rovente Cold Irons Bound aperta dal solito tambureggiare post-rock della batteria di George, a cui subito dopo si aggiungono le chitarre di Stu e Larry che si danno battaglia lungo tutto il brano.
La seconda sorpresa della serata è Sugar Baby, che Bob canta con un particolarissimo tono che mette in evidenza ogni frase del testo emergendo e stagliandosi dalla melodia che forniscono le chitarre di Stu e Larry.
Poi Larry imbraccia la slide ed è tempo di Highway 61 Revisited; il cantato molto blues di Bob è assolutamente impeccabile così come le sue parti di piano che si dipanano tra i riff della chitarra di Stu.
Larry passa al violino e il giro introduttivo ci dice che Floater (Too Much To Ask) è il prossimo brano.
La perfomance è ottima, se non fosse per il violino di Larry leggermente fuori tono ma che nel complesso si sposa benissimo con la linea melodica del brano.
A Hard Rain's A-Gonna Fall è potentissima tanto da ricrodare i fasti della Rolling Thunder Revue; il piano di Bob è in bella evidenza mentre Larry e Stu, assecondati dal basso di Tony, alzano lentamente un muro sonoro eccellente.
Poi arriva Honest With Me quasi a sorpresa e ciò indica che il set di questa sera sarà più breve del solito. La band gira al massimo così come Bob che sembra divertirsi parecchio durante le parti strumentali. Summer Days seguita dalla classica jam chitarristica finale chiude la prima parte del concerto.
Dopo pochi minuti si riparte con i due classici Like A Rolling Stone e All Along The Watchtower, entrambe eseguite alla grande da Bob e band.

Questa recensione è stata redatta sulla base dei commenti dei fan del
Dylan Pool e di The Watchtower Forum, e sulla base dell'ascolto di
alcuni mp3 che vengono postati nei predetti forum. I commenti alle
canzoni sono frutto di traduzioni e solo dove specificato dello
scrivente. 

Salvatore Esposito

ps di Napoleon: voglio precisare che il mulo di cui parlava Sal era in realtà un cavallo da tiro ungherese


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