sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Bonn, Germany
Museumsplatz
29 Giugno 2004  

1.  Rainy Day Women #12 & 35 

2.  The Times They Are A-Changin' 

3.  Lonesome Day Blues 

4.  Under The Red Sky 

5.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) 

6.  Love Minus Zero/No Limit 

7.  Tweedle Dee & Tweedle Dum 

8.  This Wheel's On Fire 

9.  Floater (Too Much To Ask) 

10.  I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met) 

11.  Masters Of War (acoustic) 

12.  Honest With Me 

13.  It Ain't Me, Babe (acoustic) 

14.  Summer Days 

Bis:

15.  Don't Think Twice, It's All Right (acoustic) 

16.  Like A Rolling Stone 

17.  All Along The Watchtower 


COMMENTO: YEAAA!! Amici e amiche, siamo a Bonn in Germania, per seguire la penultima tappa del tour di Bob Dylan prima del suo arrivo in Italia.
Mentre comincia a riempirsi la Museumsplatz, scorgiamo su un giornale la
notizia che Bob a Belfast ha fatto visita ad un ospedale pediatrico e ha
regalato la sua armonica ad un bambino. La notizia non può che renderci
felici. L'inizio è identico a quello della sera precedente a Galway
ovvero Rainy Day Women #12 & 35, se sulla carta può sembrare un buon
inizio, tuttavia dal vivo non è stato un granchè, infatti la voce di Bob
non era al massimo, ma anzi lui sembrava sforzarsi quasi ad urlare. Le
cose cambiano almeno dal punto di vista vocale con The Times They Are
A-Changin', in cui questa volta a essere fuori fase è Stu, che
nonostante l'ottimo lavoro di Larry, è rimasto nell'ombra durante tutta
l'esecuzione facendo perdere alla performance il suo fascino.
L'elettricità del rock-blues Lonesome Day Blues è una scossa per la
band, che si propone con un ottimo tappeto sonoro, tuttavia Bob non
sembra essere ancora della partita limitandosi alla classica
performance-pilota-automatico. Non migliorano le cose con Under The Red
Sky, dove tuttavia la band fa un ottimo lavoro, in particolare Stu e
Larry che si dannano per creare una linea melodica, tuttavia Bob spreca
tutto con l'ennesima performance incolore dal punto di vista vocale.
Larry imbraccia il cittern e si riparte con It's Alright, Ma (I'm Only
Bleeding), il risultato è eccellente e anche Bob sembra aver recuperato
lo smalto cantando con più sicurezza ma è solo un impressione perchè la
successiva Love Minus Zero/No Limit, è un altra performance svogliata e
incolore. Il concerto prende il volo da Tweedle Dee & Tweedle Dum, in
cui si apprezza la grande potenza della sezione ritmica con George che
offre stacchi e ripartenza assolutamente travolgenti. Ottima anche la
successiva This Wheel's On Fire, che può essere considerata la perla
della serata, infatti Bob canta in modo toccante ogni verso ma
sopratutto Stu, regala alla chitarra una perfomance stratosferica. Larry
passa al violino e subito si capisce che sta per arrivare Floater (Too
Much To Ask). La performance di Larry è ottima sopratutto in relazione a
quella di Stu e di Bob, infatti l'uno alla chitarra l'altro al piano
sostengono alla perfezione la linea melodica della canzone. Secondo
highlight della serata è I Don't Believe You (She Acts Like We Never
Have Met), supportata da un vero e proprio muro sonoro in cui di Bob si
inserisce con ottime parti di piano ma che sopratutto cesella con un
ottima performance vocale. Abbastanza incolore è parsa la successiva
Masters Of War considerandola in relazione alle performance delle sere
precedenti, la voce monocorde di Bob la penalizza sopratutto sul finale
e non basta l'ottimo Larry a salvarla. Una poderosa resa di Honest With
Me, con Stu in gran spolvero alla chitarra introduce ad una versione
acustica di It Ain't Me, Babe a dire il vero molto deludente sopratutto
per il fraseggio di Bob completamente fuori fase. La solita Summer Days
chiude il set e dopo la classica breve pausa si riparte con Don't Think
Twice, It's All Right, questa sera particolarmente ispirata. Sul finale
ottimi gli altri classici due bis Like A Rolling Stone e All Along The
Watchtower. Insomma non è stato un grande concerto tuttavia ci sono
stati alcuni picchi interessanti non ci resta che aspettare ancora
qualche serata per giudicarlo qui in Italia.

Salvatore Esposito


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