sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Glasgow, Scozia
Barrowland
24 Giugno 2004

1.  Drifter's Escape

2.  I'll Be Your Baby Tonight

3.  Tweedle Dee & Tweedle Dum

4.  Just Like A Woman

5.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)

6.  Girl Of The North Country

7.  Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)

8.  Ballad Of A Thin Man

9.  Floater (Too Much To Ask)

10.  Highway 61 Revisited

11.  It Ain't Me, Babe

12.  Honest With Me

13.  I Believe In You

14.  Summer Days

Bis:

15.  Don't Think Twice, It's All Right

16.  Like A Rolling Stone

17.  All Along The Watchtower



 

COMMENTO: Oh Yeaaaaaaa! Amiche e amici di Maggie's Farm, siamo ancora a Glasgow per la seconda tappa in Scozia del tour di Bob Dylan e come sempre a narrarvi le gesta del nostro menestrello preferito, c'è il vosto inviato virtuale Salvatore Esposito.
In linea con quanto fatto ieri anche questa sera Bob comincia il concerto con un brano di John Wesley Harding, questa volta però la scelta cade sulla rodatissima Drifter's Escape.
Il risultato non è eccezionale tuttavia da subito si apprezza la voce di Bob ruvida quanto basta per rendere in modo convincente questo brano.
La band comincia con il piede giusto guidata dalla potenza di George alla batteria che spinge davvero alla grande ma sopratutto dal chitarra di Stu. Con il secondo pezzo della serata dal rock si passa al country, è la volta, sempre da John Wesley Harding, di I'll Be Your Baby Tonight, Larry alla pedal steel fa cose davvero geniali, Stu non si concede molto ma si limita a lavorare con cura il brano, lasciando la parte del leone a Bob che non si lascia sfuggire l'occasione sfornando una grande performance vocale.
Una tambureggiante e veloce Tweedle Dee & Tweedle Dum lascia il posto molto presto ad una bella versione di Just Like A Woman, che però sembra soffrire di un arrangiamento troppo lento e liquido, tuttavia ancora una volta ottimi sia Stu sia Larry.
Non impressiona molto nemmeno It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding), considerando la grande performance della scorsa serata, ma va apprezzato molto lo sviluppo dell'arrangiamento di questa canzone sempre più curato nei dettagli.
Un altro concerto comincia poi da Girl From The North Country, prima grande performance della serata, infatti ormai libera dall'arrangiamento barocco che la rendeva troppo pesante soprattutto sopo ascolti ripetuti, questa sera brilla per la semplicità dell'esecuzione ma soprattutto per l'eccellente fraseggio di Bob Dylan, a tratti davvero commovente.
Si prosegue con il blues di Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine) e le cose cominciano davvero ad andare alla grande, infatti mentre la sezione ritmica infonde una potenza eccezionale, la chitarra di Stu è libera di ridisegnare la linea melodica pur conservandone intatto il suo fascino. Bob dal canto suo sfodera la solita voce da lupo mannaro rendendo il brano davvero incredibile.
La prima sorpresa della serata è l'inattesa Ballad Of Thin Man, in cui Bob regala forse una delle migliori performance di questo tour sia al piano sia alla voce così come un ottima prova la forniscono sia Larry che Stu. Quando Larry imbraccia il violino si capisce che sta per arrivare Floater (Too Much To Ask).
E così è.
La canzone parte subito alla grande, Bob canta in modo molto toccante quasi sfiorando i versi, mentre Stu si inserisce con ottime parti di chitarra.
Una lieve flessione si ha poi con Highway 61 Revisited ma è solo un momento perchè l'irrompere della splendida versione acustica di It Ain't Me, Babe fuga ogni dubbio, a dispetto della partenza non eccellente, quello di questa sera è un altro ottimo concerto.
Lo stato di grazia sia di Bob che della band prosegue anche con Honest With Me, in cui il duello chitarristico tra Larry e Stu è assolutamente da incorniciare.
Prima della baraonda dei bis finali arriva la seconda sopresa della serata, ovvero la sempre apprezzatissima I Believe In You, questa volta rivista in un arrangiamento leggermente più rock ma che non scalfisce i toni intimistici della canzone.
Con un'ottima versione di Summer Days si chiude la prima parte del concerto.
I bis praticamente in fotocopia con quelli della scorsa sera non aggiungono nulla di più ad un grande concerto seppur in alcuni punti altalenante.

Salvatore Esposito


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