sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Glasgow, Scozia
SECC
Hall 4
23 Giugno 2004

1.  The Wicked Messenger

2.  The Times They Are A-Changin'

3.  Cry A While

4.  Tryin' To Get To Heaven

5.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)

6.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again

7.  Man In The Long Black Coat

8.  Tweedle Dee & Tweedle Dum

9.  Boots Of Spanish Leather

10.  I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)

11.  Forever Young

12.  Honest With Me

13.  Every Grain Of Sand

14.  Summer Days

Bis:

15.  Don't Think Twice, It's All Right

16.  Like A Rolling Stone

17.  All Along The Watchtower


COMMENTO: WOOWOWOWOWOWWO!!!! Amiche e amici della Fattoria di Maggie's, voi che avete pianto di fronte alle gesta eroiche dei nostri prodi presi a calci nel culo in terra portoghese, consolatevi con un altro grande concerto di Mr. Boooob Dylaaaaaan!
Sede del concerto di questa sera è la SECC Hall 4 di Glasgow, Scozia. Dopo le classiche introduzioni sceniche, si parte con una elettricissima The Wicked Messenger, con Bob Dylan che canta con grinta e convinzione, la band è subito della partita con l'ottimo Stu all'elettrica che regala assoli di ottima fattura supportando alla grande il lavoro di Campbell.
La seconda canzone della serata è una sorpresa, infatti un po' inattesa arriva The Times They Are A-Changin' di cui si apprezza l'ottimo fraseggio di Bob abbanstanza fedele all'originale ma soprattutto l'intreccio chitarristico di Stu e Campbell che le regala un fascino del tutto nuovo.
Se Cry A While risulta abbastanza usuale con le solite elettriche scintillanti, Tryin' To Get To Heaven è magnifica nel suo incedere notturno ma sopratutto brilla per l'interpretazione vocale di Bob Dylan.
Segue il terremoto di It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding), dove Bob Dylan sfoggia tutte le sue qualità di performer eseguendola in un crescendo di grande potenza, ottimo in questo senso il drumming di George.
Si prosegue ancora con il rock ed arriva Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again, Bob sparacchia note al piano mentre la canzone parte poi si adegua per un po' alla melodia, poi torna a suonare in modo stranissimo, tuttavia l'effetto è davvero particolare considerando la performance in rapporto con la band davvero impeccabile.
Bob finalmente decide di tornare a suonare il piano seriamente e infatti su Man In The Long Black Coat, regala i brividi, tagliando la linea melodica di Stu, ottima anche la performance di Tony che riempie il brano di groove sopratutto nelle parti strumentali.
Buona è Tweedle Dee & Tweedle Dum, considerando le performance incolori delle serate precedenti, particolarmente riuscita sembra la parte ritmica che la rende più trascinante e allo stesso tempo meno confusionaria del solito.
Poi arrivano tre capolavori uno dietro l'altro, sia dal punto di vista dell'esecuzione, sia per quanto concerne le performance vocali di Bob, la sfilza di quelli che sono i tre grandi highlights della serata parte con una magica Boots Of Spanish Leather, in cui pedal steel e acustica si intrecciano magicamente creando ottime parti melodiche dove si inseriscono gli accordi di piano di Bob.
La performance vocale del menestrello è da brividi dal primo all'ultimo verso.
Assolutamente travolgente è poi I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met) con Bob che sembra essere tornato al 66, la potenza sonora della band è tale da riportarci indietro in quell'epoca indimenticabile. Segue Forever Young, in un arrangiamento molto vicino a quello di Live At Budokan, ma con molta più qualità sonora e una grande performance vocale di Bob per una volta assolutamente incredibile nei ritornelli. Grandiosa è anche Honest With Me ma vista in relazione ai tre brani precedenti è un riempitivo di lusso.
Segue Every Grain Of Sand, il primo verso promette di replicare il trittico precedente ma Bob inspiegabilmente cala di tono nell'interpretazione, per riprendersi solo nel finale di Summer Days, in cui comincia a ballare e a dimenarsi.
Subito dopo le luci si spengono e la band torna nel backstage per una pausa. Bob entra in scena con la classica camminata che non sai mai se zoppica o se è ubriaco (ma forse è molto più sobrio di noi) e subito si parte, seguendo lo schema della serata precente, con un brano diverso da Cat's In The Well ovvero con una bella versione acustic di Don't Think Twice, It's All Right a cui seguono i due classici bis finali Like A Rolling Stone e All Along The Watchtower.

Salvatore Esposito


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