sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Cardiff, Galles
International Arena
18 Giugno 2004

1.  Seeing The Real You At Last 

2.  It's All Over Now, Baby Blue 

3.  Tweedle Dee & Tweedle Dum 

4.  Just Like A Woman 

5.  Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine) 

6.  Girl Of The North Country

7.  Cold Irons Bound 

8.  If Dogs Run Free 

9.  Highway 61 Revisited 

10.  Shooting Star 

11.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again 

12.  Honest With Me 

13.  It Ain't Me, Babe

14.  Summer Days 

Bis:

15.  Cat's In The Well 

16.  Like A Rolling Stone 

17.  All Along The Watchtower 


COMMENTO: YEAAAAA! Ladies & Gentleman, dopo l'interessante manciata di date negli Stati Uniti per rodare dal vivo la new entry della band, il chitarrista Stu Kimball, sostituto del "grande" Freddy Koella (che ha volontariamente lasciato la band per dedicarsi alla famiglia vista la nascita del secondo figlio e i continui ultimatum della moglie), rieccoci, dopo una settimana di stop, di nuovo alle prese con il tour infinito di Bob Dylan che finalmente approda in Europa e precisamente a Cardiff in Galles.
Come sempre il vostro inviato virtuale Sal "Eagle" vi racconterà minuto per minuto il concerto di questa sera che si tiene presso l'International Arena, una location non adattissima ai concerti ma tuttavia molto accogliente.
Ad aprire il concerto questa sera c'è una bella versione di Seeing The Real You At Last, in sostanza ricorda molto l'esecuzione di una settimana fa al Bonnaroo Festival, ma tuttavia Bob sembra cantare con maggiore passione, e anche gli slanci chitarristici di Stu sembrano più incisivi e ben amalgamati al sound della band.
Poi arriva l'incubo degli Europei, non che non ci piaccia ma insomma lo scorso anno era gettonatissima e parlo di It's All Over Now, Baby Blue;
Larry come al solito si destreggia alla grande alla pedal steel così come Stu che regala ottimi fraseggi chitarristici, tuttavia Bob canta con il pilota automatico e ciò non fa brillare questa versione.
Stesso discorso si può dire di Tweedle Dee & Tweedle Dum, ma questa volta va notato il grande lavoro chitarristico di Larry e Stu davvero impeccabile e sostanzialmente superiore a quello dello scorso anno.
Poi comincia un altro concerto, infatti si riparte con una magnifica versione di Just Like A Woman, in cui Larry e Freddy regalano ancora magie mentre Bob torna a cantare con passione e a comunicare emotivamente con il pubblico.
Il passaggio al blues sembra inevitabile ed infatti arriva una tellurica versione di Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine), con Bob che veste alla grande i panni del bluesman; oltre a fornire infatti un'ottima prova al piano regala una delle migliori performance vocali della serata.
Ottimo il lavoro alle chitarre di Larry e Stu che viaggiano alla grande sulla ritmica eccellente di Tony e George.
Un po' di calma torna con una bella resa acustica di Girl From The North Country, ma è solo un momento, infatti subito dopo partono le note sconnesse dell'intro di Cold Irons Bound e il magma sonoro torna ad invadere l'International Arena.
Il pubblico gradisce moltissimo e regala un lungo applauso a Bob, che si ripete alle prime note di If Dogs Run Free, vera sopresa della serata.
Infatti spogliata del sound troppo gonfio della chitarra di Freddy recupera il suo originario spirito jazzy, facendo emergere in modo davvero particolare il lavoro al piano di Bob, che si produce in passaggi assolutamente non melodici ma di grande effetto sonoro.
Si passa poi ad un altro incubo degli Europei ovvero ad Highway 61 Revisited, in sostanza non aggiunge molto a quanto detto fin ora eccetto l'ottimo lavoro di chitarre di Stu e Larry.
Tuttavia è solo questione di minuti e di lì a poco arriva la seconda sorpresa della serata, una magnifica resa di Shooting Star, di gran lunga superiore a quella ascoltata a Zurigo lo scorso novembre, infatti Bob canta con maggiore convizione ma soprattutto con un fraseggio davvero molto toccante.
Il rock ritorna ancora con Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again, il sound prepotente delle chitarre si sposa alla perfezione con la potenza del drumming di George davvero impeccabile negli stacchi.
Dalla successiva Honest With Me, si comincia a notare come il concerto stia volgendo alla fine, infatti l'esecuzione non rivela grandi soprese ma tuttavia viene appluaditissima dal pubblico.
L'ultimo acuto arriva con la resa acustica di It Ain't Me, Babe, in cui Stu si lascia apprezzare con grandi parti di acustica molto dylaniane mentre Larry sfoggia ancora una grande performance alla pedal steel.
Summer Days chiude il concerto e dopo una breve pausa arrivano i classicissimi e applauditissimi bis.
In sostanza il concerto è stato un po' altalenante alternando momenti eccellenti a momenti meno convincenti, tuttavia ci è senza dubbio consentito riporre grandi speranze per i concerti italiani, Bob non ci deluderà ne sono sicuro.
Non ci ha deluso a Correggio nel 1992.... e ho detto tutto.
Quando si dice Fede!
 
Salvatore Esposito

nota di Napoleon: altro che Highway 61... Il vero incubo degli Europei è  Giovanni Trapattoni Revisited :o)


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