sera per sera Bob in concerto
a cura di Salvatore "Eagle"

 
Manchester, Tennessee
Bonnaroo 2004 Music Festival
11 Giugno 2004

1.Down Along The Cove
2.Tell Me That It Isn't True
3.Samson and Delilah
4.Watching The River Flow
5.You Win Again (canzone di Hank Williams)
6.Cold Irons Bound
7.Sing Me Back Home (canzone di Merle Haggard)
8.Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
9.Highway 61 Revisited
10.Pancho & Lefty (canzone di Townes Van Zandt)
11.Seeing The Real You At Last
12.Blind Willie McTell
13.Honest With Me
14.Don't Think Twice, It's All Right
15.Summer Days

Bis:

16.Cat's In The Well
17.Like A Rolling Stone


COMMENTO: OH YEAAAAAAAAA!!! Amiche e amici di MF, tornare dal Tennesse via internet non è semplice sopratutto quando c'è di mezzo un disastro del Dylanpool e un concerto strepitoso, tuttavia rieccomi sulle pagine della vostra Fattoria preferita.
Il resoconto che segue ha avuto una gestazione che dire complessa è poco, studiato nei dettagli e rinviato più volte nel corso di questi giorni finalmente vede la luce; come sempre a raccontarvi le gesta di Bob sul palco c'è il vostro reporter vituale Sal Esposito.
Siamo a Manchester, Tennessee per seguire la tappa conclusiva del leg americano del Tour Estivo di Bob Dylan; Bob questa sera è ospite dell'ormai famoso Bonnaroo Festival.
Dylan entra in scena, seguito dalla sua band,  con una mezz'ora di ritardo, indossa un vestito nero, in testa il classico cappello bianco da cowboy e occhiali da sole in stile Ray Charles simili a quelli indossati lo scorso anno
a New Orleans.
La band parte subito con il piede sull'acceleratore con una resa potentissima di Down Along The Cove. Dylan canta con grande attenzione ma allo stesso tempo in modo travolgente aggredendo ogni verso con grande passione.
Si passa poi a Tell Me That It Isn't True, Larry da subito regala magie alla pedal steel e anche sul finale quando la band sfuma in una jam quasi improvvisata a fare la parte del leone è sempre lui.
Tuttavia anche Bob fa la sua parte cantandola alla grande e inserendosi nella
melodia con ottime parti di piano.
Poi, Bob comincia a cantare: "Well Delilah, she was a woman fine and fair... She had good looks, God knows and coal black hair...".
Per chi è fan dei Grateful Dead è sicuramente una sorpresa immensa, infatti questo traditional spesso venne eseguito in concerto da Jerry Garcia & soci. La scelta sembra subito perfetta, infatti sin dalle prime note il risultato è a dir poco eccezionale con Stu che regala una grande performance alla chitarra. Prima che si riparta con Watching The River Flow, Tony ha qualche problema con il basso cosicchè Bob si avvicina al microfono e dice alla platea di pazientare perchè ci sono problemi tecnici.
Tony però imbraccia il contrabbasso e si parte finalmente con una grande resa di Watching The River Flow; Stu è su alti livelli da subito con ottimi lick chitarrisitici e qualche assolo davvero intrigante.
Poi arriva una nuova sopresa: You Win Again di Hank Williams, già eseguita in modo deludente qualche tempo fa al fianco di Willie Nelson. Questa sera le cose vanno in modo differente, infatti Bob canta alla grande supportato in modo eccezionale dalla sua band che propone un arrangiamento rallentato ma non privo di grande fascino e questo grazie alle ottime parti di pedal steel di Larry.
Il classico intro rumoristico di batteria introduce una torrida versione di Cold Irons Bound, dove George ha modo di scatenarsi in una sorta di duello con Stu; infatti ad un certo punto comincia una sorta di rincorsa tra chitarra e batteria.
Ancora storditi da Cold Irons Bound, si passa alla terza sopresa della serata, ancora una cover ovvero Sing Me Back Home di Merle Haggard; Larry alla pedel steel e Stu all'acustica regalano un'ottima performance in puro stile country. Bob non è da meno con un ottima performance vocale.
Dal country si passa inevitabilmente al blues con un uno-due di altissima potenza energetica, infatti arrivano in successione Most Likely You Go
Your Way (And I'll Go Mine) ed Highway 61 Revisited.
In entrambe Bob dà il meglio di sè sia al piano che alla voce ma sopratutto è l'occasione sia per Larry sia per Stu per far scintillare le loro chitarre.
Le sorprese non sono ancora finite, infatti la canzone successiva è la stupenda Pancho & Lefty del compianto Townes Van Zandt; da sempre questa è canzone è stata considerata una delle migliori cover di Bob, in particolare quella in duetto con Willie Nelson, ma questa sera l'esecuzione seppur leggermente rallentata nel ritmo è assolutamente commovente.
Bob canta infatti con grande passione evocando alla perfezione ogni immagine del testo attraverso le sfumature dalla voce.
Quando si comicia ad avere la cognizione di essere ad un concerto memorabile arriva una versione del tutto nuova di Seeing The Real You At Last, con Stu che regala una delle migliori performance chitarristiche della serata e con Bob in gran spolvero alle prese con un fraseggio nuovo.
Sul finale Bob scambia sorrisi sia con la band sia con il pubblico e comincia a riscaldarsi per un finale grandioso; infatti si riparte con una eccezionale resa di Blind Willie McTell in cui Stu riesce a costruire una linea chitarristica di altissimo livello e Bob a sfoderare l'ennesima grande perfomance vocale della serata.
Il rock torna poi sugli scudi con Honest With Me e così cominciano le danze sul palco, infatti Bob seguendo il suo mito di sempre Jerry Lee Lewis, comincia a scatenarsi al piano e a sorridere ancora al pubblico.
Un attimo di calma arriva con la resa acustica di Don't Think Twice,
It's All Right ma è solo un momento prima dell'esplosione sonora di  Summer Days.
Si arriva dunque alla pausa, davvero molto breve, poi c'è tempo solo per Cat's In The Well e Like A Rolling Stone, entrambe rese in modo eccezionale di fronte ad un pubblico quasi in delirio.
Insomma questo concerto sancisce l'ottimo stato della band e di Bob, non ci resta che aspettare che arrivino qui in Europa e ne vedremo delle belle, ne sono sicuro.

Salvatore Esposito 


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