WOODY, BOB ED IO

19/02/2005

Chi insegnò a Bob Dylan come cantare alla maniera di Woody Guthrie? Rambling Jack Elliott.
John May lo ha incontrato.

Rambling Jack Elliott possiede una figura inconfondibile. Nella hall dell'albergo londinese in cui lo incontro indossa stivali e cappello da cowboy, camicia e giacca a scacchi, bandana ed occhialini. All'età di 73 anni forse si sente meno attivo e scattante rispetto agli anni della propria giovinezza ("L'inverno mi fa sentire come un cadavere. Pronto per il becchino", dice) ma i suoi occhi brillano e le canzoni e le storie scorrono come un tempo. Lunedì scorso Elliott ha ricevuto un premio alla carriera ai Radio 2's Folk Awards e domani inizierà un breve tour del Regno Unito. Il mondo finalmente sta per ascoltare il più leggendario ed elusivo dei poeti-cowboy.
 
La recente autobiografia best-seller di Bob Dylan, l'eccellente ed ellittico libro intitolato "Chronicles", ha raccontato come, quando era adolescente a Minneapolis, Dylan scoprì per la prima volta Woody Guthrie ("Fu come se si aprisse la terra"). Poco dopo egli incontrò Rambling Jack, che era arrivato prima di lui a Woody. Egli aveva già lo stile di Guthrie e stava iniziando a portare la propria musica al di là della semplice imitazione. "Venni scaraventato in un improvviso inferno", scrive Dylan.

Il racconto di Guthrie, il padre, e dei suoi figli spirituali sembra tratto da un romanzo di Steinbeck. E' la storia di due ragazzi Ebrei, Elliott Adnopoz e Bob Zimmerman, entrambi della classe media, che cambiarono i propri nomi in Jack Elliott e Bob Dylan e lasciarono casa per seguire le radici e lo spirito della musica Americana. E che si incontrarono per la prima volta di fianco al letto di Guthrie.

Fin da bambino Elliott era affascinato dai cowboys. Quando era adolescente era scappato via di casa per unirsi ad un rodeo per tre mesi, e lì incontrò un clown del rodeo di nome Brahma Rodgers il quale lo introdusse alla musica cowboy ed hillbilly.

Adeguatamente ispirato, e dopo aver ascoltato il suo primo disco di Woody Guthrie, Elliott cercò di rintracciare il suo eroe al numero 3520 di Mermaid Avenue, Coney Island, solo per scoprire che Guthrie era in ospedale, dopo essere quasi morto per una appendicite acuta. Ricoverato e curato, Guthrie non era nella condizione migliore per ricevere qualcuno, dice il biografo di Elliott, Hank Reineke, "tanto meno uno strano ragazzino diciannovenne con un viso sconosciuto e con in testa un cappello da cowboy ed una custodia di chitarra in mano".

Elliott finì per recarsi a casa della famiglia di Guthrie ed iniziò con loro un'amicizia di cinque anni: "Ci alzavamo ogni giorno alle cinque del mattino. Suo figlio Arlo mi svegliava gettandomi addosso i suoi giocattoli. Mangiavamo la colazione con i ragazzini e Woody preparava un bicchiere di whisky abbastanza alto ed anche io ne bevevo un po'. Suonavamo, raccontavamo storie e bevevamo fino alle 12, quando cominciava a non stare tanto bene e doveva stendersi e dormire un po'".

Nel 1955, Elliott andò con sua moglie June in Europa, dove passò sei anni suonando la chitarra per strada e chiedendo soldi ai passanti, prima di ritornare a New York, nel Gennaio del 1961. Andò subito a trovare Guthrie al Greystone Hospital nel New Jersey, dove Woody giaceva in un letto a causa del morbo detto "corea di Huntington", una malattia ereditaria che aveva già ucciso sua madre, e che lo avrebbe portato alla morte nell'Ottobre del 1967.

In una spettrale eco del suo primo incontro con Woody, Elliott scoprì che Guthrie aveva già un vistatore: "...un ragazzo che indossava un buffo cappello. Pensavo che fosse un tipo strano, ma davvero interessante, con una barba dalla rada peluria". Era il diciannovenne Bob Dylan. Era arrivato, disse Jack in seguito, "a tempo giusto".

Non la trovò inquietante questa coincidenza?

"E' fantastico. E' come in un film. Le cose succedono in questo modo solo nei film. Si suppone che non accadano così anche nella vita reale" .

Ricorda quel momento?

"Bob era lì che stava facendo visita a Woody con la sua grande aura di giovane uomo che era pieno di rispetto e di ammirazione per quest'uomo triste, tragico, che muoveva a compassione. Woody stava davvero per iniziare a mostrare gli effetti della sua malattia, al punto che quasi non era più in grado di suonare la chitarra. Era ancora in grado di camminare e di parlare ma quasi non si capiva quello che diceva. Si trovava in questo posto orribile che era come una specie di ospedale per malati di mente".

"Dopo un ora io e Dylan prendemmo un autobus diretto verso East Orange, nel New Jersey, e lungo il tragitto Bob mi disse (qui Elliot imita la voce assassina di Dylan): "Ho ascoltato alcuni dei tuoi dischi. Ne ho sei, Jack. Mi piace come canti e mi piace il tuo stile".

"Era molto timido e borbottava e biascicava le parole, cosa che fa ancora adesso. Dylan ha reso perfetta l'arte del biascicare".

"Pensavo che il suo stile chitarristico fosse davvero interessante. Era terribilmente ruvido ma eccellente ed io sentivo dal suo modo di cantare e dal suo stile che sarebbe diventato grande. Altre persone capirono che stava imitando me ma io all'inizio non me ne accorsi. Io imitavo Woody e stavo aiutando Bob ad imparare a fare altrettanto" .

Jack e Bob se ne andarono in giro insieme per un anno o due, vissero persino sullo stesso pavimento dello stesso albergo insieme ad un cowboy di rodeo, Peter La Farge, per un certo periodo di tempo. "Eravamo grandissimi amici e potrei andare avanti ore a raccontare i bei tempi del Gaslight e del Gerde's Folk City [club del Greenwich Village], dove la gente era sempre rude, rumorosa e distratta".

Inevitabilmente i loro sentieri e le loro carriere si divisero. Jack perse di vista Dylan quando Bob si trasferì a Woodstock, ma nel 1975 Dylan invitò Jack nel primo tour anarchico della Rolling Thunder Review. Elliott l'abbandonò invece ai tempi del secondo tour nei grandi stadi l'anno successivo.

Ma l'affetto di Jack per Dylan non si è affievolito con il tempo e lo spirito di Guthrie ancora è vivo in entrambi. "Penso che mi abbia tributato un complimento davvero bello nel suo libro. Sia a me che a molte altre persone", dice Elliott.
"Mi ha spedito un telegramma con gli auguri di buon compleanno quando ho compiuto 70 anni, un telegramma che ho ricevuto durante una festa a casa del mio manager Roy Roger. Diceva: 'Happy Birthday Jack. This Land Is Your Land. Bob'. (1)
"E' un plagio, ma chi se ne frega".


traduzione di Michele Murino
 

Note:
(1) "Buon Compleanno Jack. Questa Terra E' La Tua Terra". Con riferimento al celebre brano di Woody Guhtrie "This land is your land".

da arts.telegraph - telegraph.co.uk
 



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