
Così ho voluto scrivere due righe.
Premetto che sono colpevole, colpevolissimo anch'io per non aver fatto verifiche approfondite quando ho parlato di questo brano nel mio libro (Bob Dylan 1962/2002 - 40 anni di canzoni), però forse vale la pena raccontare questo aneddoto che aneddoto non è, visto come tutti ci siamo andati pesanti con William Zanzinger per almeno quarant'anni.
William Zanzinger non ha ucciso nessuno.
Lo racconta benissimo Clinton Heylin nella sua biografia
di Dylan (che
pensavo di conoscere troppo bene ma mi ero evidentemente
dimenticato di quel passaggio) ma discutendo recentemente con l'amico Andy
Muir (l'autore di Razor's Edge) sono andato a rileggere come andarono veramente
le cose.
William Zanzinger era sicuramente uno stronzo, su questo
non ci piove e i continui guai giudiziari dopo quell'episodio fino quasi
ai giorni nostri lo
dimostrano.
Però non ha mai avuto problemi con la gente di
colore, né allora né oggi.
Ai tempi, i suoi guai maggiori li aveva avuti solo con i poliziotti (bianchi). In seguito li avrebbe avuti con alcuni affittuari di suoi immobili (bianchi).
Quella sera in cui la Carroll morì, Zanzinger era
ubriaco. Era anche un prepotente. Aveva già rotto le scatole a tutti
quanti erano presenti a quella festa. Se ne andava in giro per la festa
con un bastone di carnevale
abbastanza innocuo a dare stupidi colpi agli invitati
sulla schiena. La signora Carroll, una cameriera in servizio quella sera,
soffriva già da tempo di problemi di cuore. Quando Zanzinger le
chiede di portargli l'ennesimo drink, lei dice di no. Risponde per le rime
(non aveva paura dei bianchi), gli dice di finirla di infastidire la gente,
che non gli porterà più da bere. I due discutono un po',
ma Zanzinger non le dà nessun violento colpo di bastone sulla testa
come racconta Dylan.
La Carroll torna in cucina e racconta l'episodio a una
collega. Passano circa
dieci minuti e per via dell'agitazione conseguente alla
discussione e per via del suo cuore malandato le viene un infarto e muore.
Questa è la ricostruzione che ha fatto Clinton
Heylin sulla base di precise
documentazioni raccolte nei successivi quarant'anni (a
meno che non si
voglia dire che queste documentazioni furono falsate
dai "bianchi" e dalla
polizia del Maryland, ma non fu così).
Credo che nessuno possa più dire che Zanzinger è un assassino. I sei mesi di condanna e la multa forse furono anche troppo.
E' ovvio che non si discute il clima razzista dell'epoca,
né che la canzone
di Dylan abbia comunque un profondo significato, ma che
Dylan, ancora oggi
nella recente intervista
di Amsterdam del 2003 citi quell'episodio come
esempio di omicidio da parte di un prepotente... be',
sarebbe ora che Dylan
si informasse sui fatti.
Si sa che Dylan abbia ammesso che a quei tempi scriveva canzoni semplicemente dopo aver letto un articolo sul giornale (e si sa le cazzate che scrivono i giornali) però avrebbe dovuto fare qualche ricerca. Oppure negli ultimi quarant'anni ammettere di aver raccontato un falso storico.
Non è il solo caso di falsità storiche nelle
canzoni a contenuto sociale di
Dylan. Da "George Jackson" a "Hurricane" il nostro ne
ha usate moltissime.
Anche Dylan però, forse, ha cominciato ad avere
dei dubbi. A Milano, lo scorso novembre, attaccò "The Lonesome Death
Of Hattie Carroll" con il
memorabile "Hattie Carroll killed poor Hattie Carroll...".
Paolo Vites
| THE LONESOME DEATH OF HATTIE CARROLL
words and music Bob Dylan William Zanzinger killed poor Hattie Carroll
William Zanzinger, who at twenty-four years
Hattie Carroll was a maid of the kitchen.
In the courtroom of honor, the judge pounded his gavel
|
LA TRISTE MORTE DI HATTIE
CARROLL
parole e musica Bob Dylan William Zanzinger uccise la povera Hattie Carroll
William Zanzinger, che a 24 anni
Hattie Carroll era una cameriera della cucina.
Nell'aula giudiziaria, il giudice colpì con il
suo martello
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| "Ho scritto Hattie Carroll in un piccolo taccuino in un ristorante sulla Settima Avenue. C'era un ristorantino dove andavamo sempre semplicemente a bighellonare.....un gruppo di cantanti aveva l'abitudine di andarci. Vi si poteva stare tutto il giorno ed era aperto tutta la notte. A quel tempo si stava molto nei ristoranti. Ora non hanno più quell'aspetto familiare......ad ogni modo, avevo avuto l'informazione in precedenza e la gente ne stava parlando......ho sentito di avere molto in comune con questa situazione e di essere in grado di manifestare i miei sentimenti. Il modello per l'assetto di questa canzone penso si basi su Brecht, The Ship, The Black Freighter". (Bob Dylan) |
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