Jann Wenner intervista
BOB DYLAN
da Rolling Stone - 2007

In blu Jann. In rosso Bob.

BEATLES

"Parliamo dei Beatles, Bob. Dimmi di George Harrison..." - "George è stato bloccato dal fatto di essere uno dei Beatles. Doveva combattere per riuscire a mettere delle canzoni su quegli album, per via di Lennon e McCartney. E chi non sarebbe rimasto bloccato con autori come Lennon e McCartney? Se George avesse avuto un gruppo suo ed avesse scritto le canzoni a quei tempi, probabilmente sarebbe stato grande come gli altri. George aveva un'incredibile abilità a suonare degli accordi che proprio non sembravano connessi in alcun modo e se ne veniva fuori con una melodia ed una canzone. Non conosco nessun altro che sia in grado di fare lo stesso. Cosa posso dirti, Jann? Faceva parte della
vecchia scuola in cui ogni singola nota contava." - "Eravate molto intimi, vero?" - "Sì." - "Qual era la natura della vostra amicizia?" - "Ci conoscevamo fin dai vecchi tempi. Ho conosciuto tutti e quattro i Beatles fin dagli inizi." - "Com'era il tuo rapporto con John Lennon? C'era competizione, in qualche modo?" - "Sì. Solo entro un certo limite, ma in realtà non eravamo davvero in competizione. Lui e McCartney erano degli straordinari cantanti. E' dura trovare ai giorni nostri un cantante migliore di quanto lo fosse Lennon, o di quanto lo fosse McCartney ed ancora lo sia oggi..."

"Bob, perchè credi che quel periodo di tempo negli anni Sessanta sia stato così considerevolmente creativo?" - "E' stato un periodo molto singolare. L'esplosione della prima bomba atomica negli anni quaranta è stata una cosa esplosiva che ha dato l'inizio al sorgere di un tipo differente di personalità. Ad un certo punto vedevi gente pronta a prendere fuoco, mentre in epoche precedenti era tutto più nascosto, tutto più riservato. Le stesse cose succedevano anche in quelle epoche in realtà, solo che erano più isolate oppure avevano luogo nella stanza al piano di sopra. Questo è quello che penso io, comunque. Non saprei dire perchè gli anni Sessanta siano stati un periodo di tempo più ricco di energia. Non penso che fosse meno disagevole di oggi." - "Come descriveresti l'influenza che hai avuto sugli altri quando sei venuto alla ribalta?" - "Forse allo stesso modo in cui la descrivono i libri, cioè che le cose che facevo io hanno permesso ad altra gente di scrivere ed eseguire cose che avevano voglia di cantare e che non erano mai state ascoltate prima. Ma non ritengo poi questa cosa una così grande influenza." - "Hai solo dato loro la possibilità di allargare il loro modo di pensare?" - "Sì, ma io non ho mai allargato il mio modo di pensare. Quello che cantavo non riguardava mai me stesso, in sè, per cui chiunque sia venuto dopo e abbia pensato che quel materiale parlava di me, in sè, o che riguardava loro, in sè, si sbagliavano" - "Pensi di avere ancora una qualche influenza sulle cose, oggi?" - "Beh, quanti artisti esistono che facciano quel che facciamo noi sera dopo sera? Quanti concerti vai a vedere? Noi suoniamo in alcuni di questi festival ed io e la mia band siamo i soli artisti che facciano qualcosa che anche solo lontanamente si avvicina al tipo di musica che facciamo. E' quasi come Tony Bennett o qualcosa del genere. E' qualcosa di arcaico. Bisogna essere grati di avere ancora un pubblico folto."

BONO

"Bob, quando vedi Bono fare la sua opera in soccorso dell'Africa oppure Bruce Springsteen andare in concerto e proporre il suo tour "Vote for change" ("Vota per cambiare", ndt), pensi che la musica rock possa avere una funzione di cambiamento?" - "Forse per alcune persone sì. Una persona si sente meglio se fa un'opera di carità. Quello che fa Bono è una cosa buona. Bruce ha un certo grado di potere e può usare quel potere in qualsivoglia maniera egli desideri. Bisogna fargli un plauso per questo. Non è un traditore, e sa quel che dice." - "Ma tu pensi che la musica rock sia una voce per il cambiamento?" - "Forse un cambiamento nello stile di vita. Non saprei. E' una cosa che non mi ha mai riguardato, quindi non saprei, davvero..." - "Ma quando tu eri ragazzino ed ascoltavi musica hai avuto una vocazione al tuo talento, ma non hai avuto anche una vocazione del tipo 'La mia vita può essere diversa'"? - "Sì, ma quella era una vocazione. La gente che ha una vocazione a suonare è differente da quelli che suonano solo per vanità, persone che hanno... le cui motivazioni non sono sincere. Se parli di musicisti, forse uno su mille vale la pena di essere ascoltato. In base a quel che hanno da dire, in base a quel che propongono, in base al mondo in cui sono coinvolti, in base alla loro capacità di farti muovere da qui a lì. Non ci sono molti musicisti capaci di farlo."

NEIL YOUNG

"Bob, che ne pensi di Neil Young?" - "Neil è molto sincero, se non altro. E' sincero e ha un talento dato da Dio, con quella sua voce, e con quello stile melodico che attraversa assolutamente tutto quello che fa. Potrebbe essere al massimo del suo "thrashy" ma sarebbe comunque elevato da una qualche melodia. Neil è l'unico che faccia qualcosa del genere. Non c'è nessuno come lui nella sua categoria"

LIVE

"Bob, l'altra sera hai scelto di chiudere il tuo concerto con All along the watchtower, che ora è diventato uno dei tuoi inni..." - "Chi l'avrebbe detto?" - "Hai riscoperto questa canzone grazie ad Hendrix?" - "Può essere" - "Avevi mai sentito prima nella tua mente quella canzone nel modo in cui l'ha fatta lui?" - "No. Quel disco comunque per me resta un mistero. Quando lui ha fatto All along the watchtower mi ha costretto a sedermi e a prestare attenzione a quell'album. Del tipo: 'Oh, potrebbe esserci dentro più di quel che avevo sognato'..." - "Perchè l'altra sera hai scelto di fare, da "Highway 61 Revisited", "Just like Tom Thumb's Blues"? Perchè hai scelto quella? Amo il nuovo arrangiamento..." - "Beh, sai, in realtà non è un nuovo arrangiamento. Si tratta solo di una dinamica differente. La dinamica in tutte quelle canzoni può variare da sera a sera per via dello stile di musica con il quale io sono cresciuto ed al quale sono avvezzo. E' che non si riesce a fare tutto, non si riesce a mostrarlo tutto in una sola volta..."

MODERN TIMES

"Hai appena pubblicato questo fantastico nuovo album, "Modern Times", che sembra essere una dichiarazione di intenti molto deliberata."
"Beh, non saprei. Riesci a pensare a un titolo migliore?"
"Highway 61 Revisited". Come hai deciso di dare quel titolo?"
"I titoli sono qualcosa che arriva dopo che hai fatto qualsiasi cosa tu abbia fatto. Non è che io mi ci metta a pensare ai titoli. Fu qualcosa che probabilmente mi passò per la testa in quel momento. Perchè? Ha un qualche impatto?"
"A me sembra che tu in qualche modo voglia fissare l'immagine dell'America in questo nuovo disco... C'è un tema di fondo in questo nuovo lavoro?"
"Dovresti chiedere ad ogni singolo individuo che l'abbia ascoltato, cosa significa per lui... Probabilmente significa molte cose a molti livelli per molte e differenti categorie di persone..."
"A me sembra che parli di morte e corruzione..."
"Beh, tutti i miei dischi, ad un certo livello, sono così. E' quella la loro natura."
"I tuoi dischi parlano di potere, conoscenza, salvezza..."
"Non è così facile per me rapportarmi a quel che un disco significa. E' una dichiarazione, è la sua propria dichiarazione, la sua propria entità, piuttosto che essere qualcosa a proposito di qualcos'altro. Se io fossi un pittore... non dipingerei una sedia, ma le sensazioni a proposito di quella sedia..."

MODERN TIMES 2/ANNI SESSANTA

"Bob, sei sorpreso di aver realizzato un album come Modern Times? Un album che è così vitale, rilevante e creativo come quelli che hai realizzato in passato negli anni '60?" - "No. No, ero consapevole del fatto che lo stavo realizzando. Sono sorpreso che abbia venduto un numero così alto di copie, questo sì. E così un sacco di gente deve aver provato una sensazione simile." - "Perchè credi che la gente abbia reagito in maniera così forte verso di te negli anni Sessanta? Che cosa avevi toccato nelle persone? Cosa aveva avuto una risonanza così profonda?" - "Perchè avevo - e forse ancora ho oggi - quell'originalità che altri non hanno. Perchè provenivo da un'epoca in cui dovevi essere originale, in cui dovevi avere una sorta di talento donatoti da Dio con il quale iniziare. Non potevi costruirtelo. Quasi tutti quelli che c'erano negli anni Cinquanta e Sessanta avevano un certo grado di originalità. Era l'unico modo per poter entrare dalla porta. Era semplicemente una parte necessaria che bisognava possedere. Le cose che io facevo non erano mai state sentite o viste prima, ma non è che venissero fuori dal nulla. Esiste una diretta correlazione tra qualcosa come "Highway 61 Revisited" ed il "Blue Yodel N. 9 " di Jimmie Rodgers. Non era qualcosa che spuntava fuori dalla terra di punto in bianco." - "Nessuno aveva sentito prima cose dette in quel modo." - "Ma nessuno aveva sentito le cose che avevamo sentito noi. Anche tu sei cresciuto negli anni Cinquanta. Allora c'era più libertà di pensiero, non c'era così tanto conformismo di massa come c'è oggi. Oggi una persona con libertà di pensiero viene ridicolizzata. All'epoca erano in un certo senso ostracizzati o evitati. Il consenso popolare, a quell'epoca, ai tempi di cui stiamo parlando, era una forma molto leggera di divertimento; era noioso e poco interessante. Sotto quella superficie, però, c'era un mondo intero completamente differente." - "E tu sei penetrato in quel mondo?" - "Tutti noi l'abbiamo fatto. Alcuni di noi hanno deciso che potevano vivere in quel mondo. Altri decisero, beh, che potevano visitarlo una volta ogni tanto, ma che non era necessariamente il loro mondo." - "Tu invece hai vissuto dentro quel mondo?" - "E' così." - "E tutti gli altri facevano solo una visita?" - "Sì, come dei turisti, come andare ad un 'sock hop'" - "Dunque la gente entrava nel tuo mondo e ne era soggiogata ma non poteva viverci?" - "No. Non credo che qualcuno avrebbe potuto farlo. Non più di quanto... hai presente Little Richard quando si esibiva? Tu potevi essere soggiogato da quella esibizione ma non potevi diventare parte di quella cosa. A meno che naturalmente tu non volessi diventarne parte. Allora era aperta per te." ("Sock Hop": feste da ballo sponsorizzate diffuse nei licei Americani dopo l'avvento del r'n'r negli anni '50)

CHRONICLES

"Bob, hai resistito per anni e anni senza parlare del tuo passato. In "Chronicles" e "No direction home", invece, hai finalmente parlato del tuo retaggio. Perchè ti sei deciso a farlo ora?"- "Beh, probabilmente è successo perchè molte cose si sono risolte da sole ed ho trovato un editor che è stato anche un buon alleato. Probabilmente l'avrei fatto prima ma semplicemente non ero stato incoraggiato a farlo."
"Ti sei divertito?" - "Mentre lo facevo sì, mi sono divertito. Ma quello che non mi piaceva era la costante rilettura e correzione di quel che scrivevo perchè non sono abituato a farlo. Una canzone non è niente se paragonata ad un'opera letteraria di un qualche tipo. Una canzone te la puoi portare dietro anche quando sei via da casa in giro per il mondo, la puoi canticchiare fra te e te, la puoi ripetere a memoria. E' piccola. Invece con un libro non puoi farlo. Se lo vuoi controllare, allora devi rileggertelo, rivedere ciò che hai scritto. E' una cosa che ti porta via un sacco di tempo. E' questa la parte che non mi è piaciuta del lavoro. Se non ero ispirato a farlo, allora in quei momenti non lo facevo. Mi arrivavano questi lampi davvero grandi. Queste ondate di ricordi mi venivano in mente e allora o le buttavo giù in appunti dovunque mi trovassi oppure tornavo qua e là dove potevo avere a disposizione una macchina da scrivere. Ma è stato piacevole perchè lo facevo solo quando ero ispirato e non ho mai messo mano a niente se non lo ero. Non ho mai provato a costruire l'ispirazione." - "Sono rimasto colpito dal tuo racconto di quando sei arrivato a New York quando eri giovane e ti sei recato alla biblioteca pubblica. E dal modo molto deliberato e metodico con il quale hai imparato la tua arte e ti sei costruito la tua conoscenza." - "Ma io imparavo tutto quello di cui avevo bisogno dalla gente reale che realmente viveva in quel periodo, per cui era una cosa che imparavo direttamente in prima persona. Credo che sia da lì che vengono i miei sentimenti, per quanto riguarda tutte quelle prime canzoni. E anche le canzoni successive sono del tipo: "Com'è davvero la natura umana?". Non del tipo: "Come sono io? Cosa mi piace? Cosa non mi piace?" Non si trattava di quel genere di cose ma di: "Cosa sono tutti questi spiriti invisibili?" Credo che sia da lì che vengono canzoni come "Blowin' in the wind"... E' una lotta più antica di quel che comunemente può esser visto come il fulcro da cui derivano quelle liriche."

"Bob, mi sembra che in Modern Times tu parli del fio da pagare..."
"Il fio? Intendi che ogni giorno è un giudizio? Tutto questo è una cosa che è instillata dentro di me. Non saprei proprio come fare a farne a meno..."
"Com'è che si è instillata dentro di te?"
"Si è instillata dentro di me per il modo in cui sono cresciuto, dal luogo in cui sono cresciuto, da quei primi antichi sentimenti, da quelle sensazioni che provavo..."
"E' un qualcosa che tu ritieni arriverà in futuro o qualcosa che sta già succedendo in questi giorni?"
"Non ne sappiamo molto davvero del grande Giorno del Giudizio che sta per arrivare perchè nessuno è mai tornato dalla morte per dircelo. Possiamo solo dedurre delle cose sulla base di quello che ci è stato insegnato..."
"E tu cosa deduci che stia avvenendo nel mondo intorno a noi mentre cammini nel 'mystical garden'"?
"(Correggendolo) Mystic garden."
"Vedi i nostri giorni che stanno arrivando al termine? Vedi la tenebra che sta arrivando?"
"Avrei potuto scrivere quel verso (da "Ain't talkin'", ndt) già trent'anni fa. Si tratta delle stesse cose viste da angolazioni differenti."
"E' come il paesaggio di 'Desolation Row', solo che tu sei passato dall'offesa all'accettazione?"
"Penso che diventando vecchi tutti noi arriviamo a provare quella sensazione, in un modo o nell'altro. Ne abbiamo viste succedere troppe per non capire che le cose vanno in un certo modo, e anche se vengono cambiate, vanno comunque sempre in quel modo."
"Dunque dobbiamo limitarci ad accettarle?"
"Io le ho sempre accettate. Non credo di aver mai pensato alle cose in maniera differente da quando sono al mondo, davvero."

CULTURA AMERICANA

"Bob, quando parli della cultura Americana che hai nel sangue ti riferisci agli anni '20 e '30?" - "Non avrebbe avuto senso parlare con qualcuno che a quell'epoca avesse una cinquantina d'anni chiedendogli com'era vivere alla fine dell'800 o nei primi del 900. Non avrebbe interessato nessuno. Ma per qualche ragione invece gli anni '50 e '60 del 900 sono di interesse per la gente ora. Una parte del motivo, se non il motivo principale, è la bomba atomica. La bomba atomica ha alimentato l'intero mondo che è venuto dopo di essa. Ha dimostrato che erano possibili uccisioni indiscriminate di massa, mentre se tu guardi le guerre avvenute fino a quel periodo, dovevi arrivare a vedere qualcuno per potergli sparare o per poterlo mutilare. Dovevi guardare queste persone. Ora invece non ce n'era più bisogno." - "Con la bomba atomica l'uomo, improvvisamente e per la prima volta, aveva il potere di distruggere totalmente il genere umano..." - "La penso così. Credo che questa cosa abbia alimentato tutti gli aspetti della società. So che ha dato origine alla musica che suonavamo. Se guardi tutti quei primi artisti erano tutti alimentati dalla bomba atomica. Jerry Lee, Carl Perkins, Buddy Holly, Elvis, Gene Vincent, Eddie Cochran..." - "Com'erano alimentati dalla bomba atomica?" - "Erano pieni di velocità e di furia e le loro canzoni erano tutte sul filo del rasoio. La musica non era mai stata così prima. Dal punto di vista dei testi c'erano stati i cantanti blues ma Ma Rainey non cantava quella roba che cantava Carl Perkins, o Jerry Lee. Nessuno cantava quel tipo di fuoco e di distruzione. E hanno pagato un prezzo altissimo per tutto ciò, perchè naturalmente le generazioni più vecchie cercarono di sbarazzarsi di loro il più in fretta possibile. Jerry Lee fu ostracizzato, Chuck Berry finì in galera, Elvis - beh - naturalmente sappiamo tutti cosa gli successe. Buddy Holly in un incidente aereo, Little Richard, e tutto il resto..." - "Dunque in questo tuo nuovo disco, Modern Times, hai ancora a che fare con gli effetti culturali della bomba atomica?" - "La vedo così." - "Ma, parlando da un punto di vista musicale, rifacendoti agli stili delle prime generazioni? A me non sembra di vedere molto rock in Modern Times..."- "Non senti rock in questo disco perchè non è una forma musicale a me familiare. Non è qualcosa che io ho assimilato. E' troppo spaziale, contiene troppo spazio, non arriva abbastanza velocemente al nocciolo, se un nocciolo c'è. Io non so come mettercelo l'elemento del rock'n'roll nelle canzoni. O ti arriva o non ti arriva. Io preferisco le canzoni più vecchie." - "Che ne pensi del momento storico che stiamo vivendo? Sembra che siamo diretti alla distruzione. Ti preoccupa il surriscaldamento del pianeta?" - "E dov'è? Qui fa freddo." - "Si tratta di una prospettiva molto terrorizzante" - "So dove vuoi arrivare, che aspettiamo che i politici risolvano tutti i nostri problemi. Io non mi aspetto che i politici risolvano i problemi di qualcuno." -  "E chi deve risolverli?" - "Noi da soli. Dobbiamo prendere il mondo per le corna e risolvere i nostri problemi da soli. Il mondo non ci deve niente, a nessuno di noi, il mondo non ci deve una singola cosa. Nè i politici nè chiunque altro." - "Pensi che l'America sia una forza per il bene nel mondo di oggi?" - "In linea teorica sì." - "Ma in pratica..."- "La pratica è sempre differente dalla teoria." - "E quale credi che sia la pratica oggi?" - "Dici in base a quello che accade nel mondo? La natura umana non è davvero cambiata in 3000 anni. Forse cambiano gli ostacoli, le realtà e le abitudini quotidiane, ma non la natura umana. Non può cambiare. Non è fatta per cambiare."

ON THE ROAD/MONDO ATTUALE

"Bob, sei stato sulla strada quasi in continuazione per quarant'anni."
"Mi piace l'originalità di essere sulla strada. E' vita reale, in tempo reale."
"Cosa c'è di così piacevole?"
"Le groupie, le bevute e le feste dietro le quinte... (Ride) Perchè chiunque fa qualsiasi cosa? Gli artisti sono artisti. Tu perchè pubblichi la tua rivista, Jann?"
"Perchè è qualcosa che faccio bene. E uno trae piacere da qualcosa che fa bene."
"Esatto. E' la sola cosa nella vita che scopri di poter fare bene."
"Hai detto che andare sulla strada ti fa scrivere di più."
"Sì. Può essere vero da un certo punto di vista. Ma se non devi scrivere canzoni, allora perchè scriverle? Specialmente se ne hai già così tante che non riesci a cantarle. Non ci sarebbe abbastanza tempo per suonarle tutte, in ogni caso. Ne ho già abbastanza per cui davvero non sento la necessità di scrivere qualcosa in più."
"Tu sei uno studioso di Storia. Se tu dovessi prendere il momento attuale e collocarlo in un contesto storico, dove pensi che ci troviamo?"
"E' difficile dirlo, a meno di non riuscire a proiettarci dieci anni nel futuro. Non è la natura di una canzone ad implicare quel che sta succedendo sulla base di qualsivoglia filosofia del momento, non più di quanto... come posso spiegare? Come tutta la musica che è venuta fuori dalla Prima Guerra Mondiale, o dalla Seconda Guerra Mondiale. Hai mai fatto caso a quanto fosse spensierata? Se ascolti le canzoni di quel periodo, sei portato a pensare che non ci fosse niente di tenebroso alle viste."
"E pensi che ora ci sia qualcosa di tenebroso alle viste?"
"In che senso?"
"(Spazientito bonariamente, ammiccante) Bob, suvvia!"
"(Serio ed intransigente) No, tu suvvia! In che senso? Se intendi in senso politico..."
"(Serio, interrompendo bruscamente) In un senso generale, politico, spirituale, storico. Tu parli della fine dei tempi in Modern Times. Hai una visione molto tenebrosa del mondo. Dici "Sto guardando la fine della mia vita e nel guardare tutto ciò...?"
"E non lo facciamo tutti?"
"(Secco) No, alcune persone cercano di eluderlo. Ma io sto cercando di intervistarti, e tu non sei molto collaborativo."
"Jann, quando mai sono stato collaborativo?"
"In passato lo sei stato. Hai dato diverse grandi interviste negli scorsi anni."
"Già, ma allora non ero in tour. Potevo essere pienamente presente. Ma ora il mio pensiero sono gli amplificatori che non funzionano e..."
"E non hai gente che se ne interessa al posto tuo?"
"Speraci."
"Non riesci a trovare un buon road manager, è quello il problema?"
"Già! (Ride)"
"Che posso fare perchè tu faccia la persona seria?"
"Ma io sono serio!"
"No, non lo sei."
"Sì, lo sono, senza dubbio. Tu sei l'unico qui in questa stanza che debba essere celebrato. Quarant'anni... Quarant'anni di una rivista che ovviamente ora ha anche un riconoscimento intellettuale. Quando hai iniziato avresti mai pensato che saresti arrivato fin qui?"
"Stavo cercando di essere serio."
"(Continuando senza ascoltarlo) Guarda quanto sei andato lontano. Sei l'unico che dovrebbe essere intervistato. Io voglio sapere di te altrettante cose di quante ne vuoi sapere tu di me. Mi piacerebbe averti ospite nel mio spettacolo radiofonico ed intervistarti per un'ora."
"Va bene, lo farò appena abbiamo finito con questa. Invertiremo le parti e la faremo."
"Jann, tu hai visto più cambiamenti musicali di quanti ne abbia visti io."
"(Spazientito/bonario)Ma per favore!"
"(Serio) No, no, niente per favore. Tu per favore! Tu hai visto tutto dalla vetta. Io l'ho visto forse... quasi da vicino alla vetta."

L'AMERICA DI UN TEMPO

"Che visione hai del mondo oggi? Modern Times non è un album da prendere a cuor leggero. E sembra che tu sia preoccupato a proposito dei tempi che stiamo vivendo e a proposito di quel che possiamo o non possiamo avere imparato come Paese. Non sembra una visione poi così distante da "Highway 61" o dai tuoi primi dischi in cui descrivi una situazione molto difficile del Paese; ma niente in questo nuovo
disco indica che qualcosa è migliorato - anzi forse è peggiorato..."
"Beh, l'America è un posto differente rispetto a quello che era quando quei vecchi dischi sono usciti. Assomigliava più a quella che un tempo era l'Europa, dove ogni territorio era differente, ogni Paese era differente, ogni stato era differente. Una diversa cultura, una diversa architettura, cibo differente. Potevi attravesare l'America per centinaia di miglia ed era come andare da Stalingrado a Parigi o qualcosa del genere. Oggi non è più così. Oggi tutto è omogeneizzato. La gente indossa gli stessi vestiti, mangia lo stesso cibo, pensa le stesse cose. Questo stile di musica, lo stile che punteggia la mia musica, proviene da epoche più antiche, da un'epoca che io ho vissuto in prima persona. E dunque per me è molto accessibile. Mentre non è così accessibile per coloro che non hanno vissuto quei tempi. Per queste persone dunque si potrà trattare più che altro di un fatto revivalistico o storico. Anche tu provieni da quell'epoca, Jann. Sono sicuro che anche tu le conosci tutte queste cose che sto dicendo. La prima volta che io sono andato a Londra, ed erano i primi anni Sessanta, il '61, avevano ancora le macerie ed i palazzi sventrati dalle bombe di Hitler. Ecco com'è che la completa distruzione dell'Europa era così vicina al periodo in cui io sono cresciuto. Robert Johnson era appena morto, tre anni prima che io nascessi. Tutti i grandi ed originali artisti erano ancora lì per essere ascoltati e per essere visti. Una volta che ti entrava nel sangue non era facile liberartene."
"Cosa, ti entrava nel sangue?"
"Quella cultura, quell'epoca, quella vecchia America."

RELIGIONE

"Senti di essere diventato una persona più religiosa, oggi?"
"Una persona religiosa? Si suppone che la religione sia una forza che serva per fare del bene. E dov'è che, se guardi al mondo, puoi trovare una religione che sia stata una forza che sia servita per fare del bene? Dov'è che, se guardi alla storia dell'umanità, puoi dire: 'L'umanità è stata elevata dal collegamento con un potere divino?'"
"Intendi, una religione organizzata?"
"Le corporazioni sono religioni. Dipende da cosa intendi tu quando parli di religione. Qualsiasi cosa è religione."
"Ad un certo punto hai seguito il Cristianesimo in maniera molto seria, e poi l'Ebraismo. Qual è la tua posizione oggi?"
"La religione è qualcosa che è per lo più apparenza esteriore. La fede è qualcosa di differente. Quante religioni esistono al mondo? Un bel numero, direi."
"E qual è la tua fede oggi come oggi.?"
"La fede non ha un nome. Non rientra in una categoria. E' qualcosa di obliquo. E' qualcosa di inesprimibile. La degradiamo la fede, se parliamo di religione..."
"Quando scrivi canzoni in cui dici di camminare 'in the mystical garden', c'è molto dell'immaginario religioso."
"(Correggendolo nuovamente) 'In the mystic garden'. Quel tipo di linguaggio figurato mi viene naturale come respirare. Perchè il mondo delle canzoni folk mi ha avviluppato da sempre. La mia terminologia viene tutta dalle canzoni folk. Non viene dalla radio, nè dalla TV, nei dai computer, nè da niente del genere. E' incastrata nella musica folk di lingua inglese."
"Gran parte della quale viene dalla Bibbia."
"Sì, molta di quella musica viene dalla Bibbia, molta è trobadorica, molta è musica che Uncle Dave Macon avrebbe cantato a memoria."
"Da cosa trai la fede?"
"Dalla natura. Solo dagli elementi naturali. Ancora oggi faccio passeggiate a piedi nella foresta, davvero, faccio escursioni ogni giorno. La natura non cambia e se c'è una guerra oggi, ad un alto livello, è quella contro la natura."

VECCHIAIA

"Cosa provi diventando più vecchio? Ti senti più saggio? Più felice? Più cigolante nelle ossa?"
"Cominciano a succedere cose che prima non avevi mai considerato. Ti rendi conto di quanto sia fragile un essere umano, e di quanto sia insignificante, tipo "cosa è successo alle dita delle tue mani, o a quelle dei tuoi piedi?" o cose del genere... Il che può essere davvero sufficiente a farti sedere per un po'... E' certo che io ho problemi da questo punto di vista... Mentre vai avanti nella vita, ti rendi conto che quest'ultima va ad un'andatura molto veloce; e allora tu devi rallentare un po' tutto quanto, perchè tutto quanto va troppo veloce per te... Credo che tutti noi ci rendiamo conto di come tutto vada troppo veloce e non siamo più agili come lo eravamo un tempo..."
"Senti di essere più saggio?..."
"Più saggio? Non necessariamente..."
"Più felice?..."
"Più felice non credo... Per me la felicità è essere capaci di respirare..."
"A me sembra che tu sia più felice, meno arrabbiato ed annoiato..."
"Dipende a che ora del giorno mi trovi. Va meglio per poi andare peggio..."

PUBBLICO

"Cerchi ancora di raggiungere il tuo pubblico ogni sera? Ogni singola persona presente?"
"Nella stessa maniera in cui potevano farlo gli Stanley Brothers o Chuck Berry: cercare di mostrare talento in una maniera che possa essere concepibile..."
"Pensi alla persona in ultima fila. O magari a quella sulla balconata?"
"No, non lo faccio. Conosco un sacco di artisti che dicono di farlo ma non so quanto sia vero. Per me il rapporto tra un artista che si esibisce sul palco ed il pubblico è decisamente qualsiasi cosa tranne che una cosa tra amici, non più di quanto io possa andare ad ammirare un quadro di Van Gogh e pensare che lui ed io siamo allo stesso livello solo perchè mi piace il suo quadro..."
"Quindi tu sei lì solo per fare la tua arte e loro sono lì per apprezzarla tentando di capirla e basta?"
"Spero di sì, penso di sì.."

PAUL McCARTNEY, IL PIU' GRANDE

"Ho conosciuto i Beatles davvero agli inizi... Li ho conosciuti tutti e quattro...  Oggigiorno è dura trovare un cantante migliore di quanto lo fosse Paul McCartney, e di quanto ancora lo sia oggi... Provo un timore riverenziale nei confronti di McCartney. E' forse l'unico nei confronti del quale provo timore riverenziale. Paul è in grado di fare tutto. E non è mai calato... Ha il dono innato della melodia, ha quello del ritmo, è in grado di suonare qualsiasi strumento. Può fare brani urlati o ballate, le sue melodie gli vengono facilmente... A Paul viene tutto così dannatamente facile... Vorrei quasi che avesse lasciato la scena (ride). Tutto quel che esce dalla sua bocca è melodia..."

CANZONI MODIFICATE

(Parlando del modo differente in cui esegue le sue canzoni sera dopo sera)"Il fatto è che ho scritto così tanti e differenti tipi di canzoni, parlando da un punto di vista musicale... Ballate veloci, ballate lente, canzoni in dodici battute in chiave minore, canzoni in dodici battute in chiave maggiore, pezzi in dodici battute che differiscono notevolmente in quanto a dinamica del ritmo. Tutto questo ha conseguenze sul testo, sul modo in cui canto le liriche, sul fatto che le cambio sera dopo sera. Tutto è basato su un sistema infinito in cui non è che uno debba necessariamente stare bene per suonarlo, ma basta che segua le regole e può fare cose differenti ogni sera..."
"Prendiamo It's All Over Now Baby Blue, per esempio, che tu hai suonato la sera scorsa... Non credi che la gente venga al concerto e voglia ascoltare la versione originale, quella molto triste...?"
"Non so chi lo vorrebbe... A meno che non si tratti di qualcuno che ha comprato quel disco nel sessanta e quel che era. Ma si tratta sempre della stessa canzone, ed io sono sempre la stessa persona. Quelle prime canzoni le ho scritte e cantate solo con la chitarra acustica. In un certo senso sono solo dei demo, delle prove, perchè è quello che fanno gli artisti quando incidono dei demo di una canzone... Semplicemente vanno e suonano la canzone con la chitarra acustica, e questo è quanto. La canzone, poi, la sviluppano in un secondo tempo..."
"Pensi che eseguire la canzone in questo modo le dia un differente significato? In origine era una canzone dannata e triste... Ora invece è assertiva..."
"Sì, da un punto di vista astrologico ogni giorno tu hai a che fare con un giorno differente della settimana. Ogni giorno ha un colore differente, ogni giorno viene governato da un pianeta differente. Potresti dire la stessa cosa, scrivere la stessa cosa, sentire la stessa cosa, ma se è Martedì allora sarà differente da come verrà fuori Venerdì. E' un dato di fatto. Chiedilo a qualunque astrologo.."


traduzione di Michele Murino