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Guardai e vidi Bob che mi stava davanti dall'altra parte della strada. Con jeans e occhiali senza montatura e pareva che gli uscisse fumo dalla testa. Mi avvicinai e dissi: " come stai? " e cominciò l'intervista.
Dylan: di che razza sei Alan?
Weberman: razza umana.
D.: e di che razza erano i tuoi genitori?
W.: Credo si considerassero ebrei.
D.: Sei sicuro di non aver scritto mai nulla di offensivo conro la mia razza?
W.: No, non è con la tua razza che ce l'ho; è col tuo stile di vita e le tue idee politiche.
D.: Sapevo che eravamo in disaccordo Al.
W.: Senti Bob che ci fai con tutto il tuo denaro?
D.: Va in gran parte ai Kibbuzin in Israele.
W.: Ma tu sei stato uno dei primi ebrei a criticare Israele?
D.: Dove?
W.: Nelle note sulla copertina di Another Side of Bob Dylan.
D.: Non mi ricordo... sai Al sei stato troppo a lungo in città; la città altera il modo di pensare... so come vanno queste cose.
Così continuando a parlare Dylan disse che non
gli piacevano le pantere per la loro posizione sul Medio-Oriente "piccola
Israele contro tutti quei... ". Attaccai allora a spiegare a Dylan come
tutti avessero il diritto a vivere, ebrei, arabi e profughi palestinesi
e che era Israele a comprimere la libertà altrui.
Continuai e diedi addosso all'imperialismo al razzismo
ed al sessismo (ma non pareva che stesse ascoltando) e poi gli dissi che
Nashville Skyline era melenso mentre Self Portrait era una cazzata dal
momento che un sacco di gente l'aveva comprato sentito una volta e messo
da parte, nessuno dei due dischi era in relazione con la realtà
oggettiva.
Dylan: Ci stavano due buone canzoni in Self Portrait,
Days of 49 e Copper Kettle e senza quei due dischi non ci sarebbe New Morning,
ad ogni modo sto appena ricominciando a rimettermi in sesto per quanto
riguarda la musica...
Al usi anfetamina?
Weberman: No amico, la ragione per cui ho tanta energia è perche sono in sintonia con la forza vitale che sta cercando di affermarsi sulla terra... sono vivo amico.
D.: Perche preoccuparsi tanto della terra quando ci stanno...
W.: E di che cosa vuoi che mi preoccupi dell'invasione dei marziani?
D.: Che droghe usi Al?
W.: Solamente marijuana e caffeina e te?
D.: Niente droghe.
W.: Cazzate! (anche se devo ammettere che gli occhi di Dylan sembravano normali ogni volta che ci siamo incontrati).
D.: Che ne pensi di Timothy Leary?
W.: Credo che sia grande, che abbia sempre capito la rivoluzione
ma che pensasse di poter coinvolgere gran parte della classe media parlandone
in termini mistici; è un eroe nazionale della Woodstock Nation.
E tu che
ne pensi?
D.: Non mi interesso di politica.
W.: Senti un po' come va che ti sei associato a Johnny Cash? quel lacche era così reazionario quando lavoravate insieme che Nixon lo ha invitato a cantare alla casa bianca e Cash si dà da fare per lodare i genocidi ai suoi concerti.
D.: Ho ascoltato Cash da quando sono bambino e gli voglio bene.
W.: Bob sei così reazionario ultimamente che mi sorprende che Nixon non ti abbia invitalo a cantare per lui.
D.: Sorprende anche me!
W.: Senti Bob perche noh fai vedere a tutti che sei dalla parte giusta e non fai un concerto di beneficenza per John Sinclair?
D.: Non ho intenzione di aiutare Sinclair facendo un concerto nè ho intenzione di dare concerti adesso.
W.: Tutto quello che dovresti fare è farti vedere suonare un po' la chitarra e 100.000 persone sbucheranno fuori per venire a sentirti dovunque sarai.
D.: Mi dispiace Al non posso farlo, ma scriverò una canzone sui prigionieri politici e la includerò nel prossimo disco.
W.: Non voglio promesse fra nove mesi voglio risultati adesso...
Parlare a Dylan è stato come parlare ad un fantasma. Il vecchio Dylan pieno di idee e storie se ne era andato sostituito da un guscio... è stato come parlare ad un magliaro che in realtà stava truffando se stesso. So che Dylan non è uscito dalla sua fase attuale e che cercava di calmarmi usando il suo fascino ed offrendomi la sua "amicizia". Cerca di fregare me ed il Fronte di Liberazione Dylan, ma continueremo a combattere fino alla vittoria. Liberate Bob Dylan. Tutto il potere al popolo!
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