DYLAN COMICS
Le citazioni fumettistiche di Dylan

Settima puntata

WATCHMEN
di Alan Moore e Dave Gibbons




Chi sorveglia i guardiani?
di Michele Murino


"Watchmen" è considerata da molti (sia appassionati che addetti ai lavori) la migliore opera a fumetti di sempre. Ne sono autori lo scrittore inglese Alan Moore ed il disegnatore Dave Gibbons. In Italia l'opera è stata pubblicata a puntate sulle pagine della rivista "Corto Maltese" e poi in un volume unico prima dalla Rizzoli/Milano Libri ed in seguito dalla Play Press (quest'ultima è l'edizione attualmente reperibile). L'opera è zeppa di citazioni, dalla Bibbia o da vari poeti e cantautori, tra cui Bob Dylan, sicuramente il più citato. In questa pagina riportiamo tutte le citazioni legate a Bob Dylan presenti nel fumetto di Moore.
Watchmen è una complessa ed appassionante storia ambientata in un'ipotetica America in cui Richard Nixon è ancora al potere, dove si fronteggiano i blocchi contrapposti USA/URSS, il mondo è sull'orlo di una guerra nucleare ed un gruppo di super eroi del passato, ormai invecchiati e disillusi, si scontrano con la realtà di un mondo molto diverso da quello in cui avevano vissuto i loro giorni di gloria.
La storia si apre con l'omicidio del Comico, uno dei membri del super gruppo e il delitto fa presagire l'ipotesi che qualcuno stia tentando di eliminare tutti i vecchi componenti della squadra. La trama si dipana in dodici capitoli che scavano nell'animo dei personaggi come pochi fumetti sono riusciti a fare e coinvolgendo il lettore nel geniale affresco di Moore, composto da moltissimi tasselli che vanno ad incastrarsi perfettamente in una straordinaria e meticolosa trama tessuta dall'autore in cui si mescolano enigma ed azione, giallo e tematiche supereroistiche, fantascienza ed introspezione psicologica, fino al sorprendente colpo di scena finale.
Ecco qualche nota tratta da:  http://www.ultrazine.org/ultraspeciali/UM014/solinas/solinas.htm
"Sono passati ormai quindici anni dall’ultima vera rivoluzione fumettistica. Nel settembre 1986 la DC Comics pubblicava il primo numero della maxiserie in dodici numeri Watchmen, e da allora nulla è più stato lo stesso. Il momento era propizio: dopo anni di insulsaggini, sospinto da una new wave di artisti desiderosi di innovare finalmente un medium sempre ancorato a clichés vecchi di decenni, il fumetto U.S.A. stava liberandosi di quelle ingenuità che ne avevano frenato lo sviluppo da ormai troppo tempo. Il cosiddetto "Rinascimento Americano" era arrivato. I nomi dei protagonisti sono quelli soliti, che tutti riconoscono: Frank Miller, Chris Claremont, Matt Wagner, Howard Chaykin. E Alan Moore, ovviamente. (...) Con Watchmen lo scrittore inglese inizia l’opera di "archetipizzazione" che, con modalità diverse, continua tutt’oggi (...) L’esistenza, le motivazioni, l’etica e persino l’estetica stessa dei supereroi (in una parola, l’essenza) vengono dissezionate in maniera chirurgica. (...) Il risultato è un miracolo di osservazione critica. I personaggi principali di Watchmen rappresentano ognuno un aspetto importante della mitologia superomistica, anche esteriormente. Si completano a vicenda, mostrando le contraddizioni e le nevrosi della società americana in un periodo in cui il "rambismo" era più che mai di moda. La capacità di Moore di cogliere perfettamente lo Zeitgeist è impressionante, soprattutto a quindici anni di distanza, e la paranoia tatcheriana, di cui il Nostro si è evidentemente abbondantemente nutrito, si adatta perfettamente alla frantumazione del sogno americano. Ma la grandezza di Watchmen è data anche dal fatto che Moore non si limita ad una sterile critica, ma ci mostra concretamente che cosa sia diventato (se mai è esistito) il sogno americano: non Libertà, Giustizia, Dio e la Patria, bensì la violenza del Comico, la mediocrità di Night Owl, i demoni interiori di Rorschach, le ambiguità di Ozymandias, le nevrosi di Silk Spectre e l’alterità del Dr. Manhattan. Anche il contraltare non supereroistico ci fa riflettere: dai drogati Knots, alla coppia lesbica, allo psicologo del carcere, fino all’edicolante, i poliziotti e i fascisti del New Frontiersman, tutti sono annichiliti (come le figurine simil-Hiroshima della Settima Strada) di fronte ad una verità che nessuno, nemmeno Adrian Veidt, l’uomo più intelligente del mondo, può capire. Solo Rorschach ha aperto gli occhi, e non può più tornare indietro. Siamo soli. Non c’è nient’altro. (...)
La tecnica narrativa di Moore, poi, è straordinaria: la cura nel montaggio e nella caratterizzazione dei personaggi, tutti in qualche modo negativi ed allo stesso tempo così umani da generare simpatia (sì, anche il Comico), sono assolutamente impareggiabili.
Watchmen segna al contempo l’inizio e la fine di un’epoca, la (ri)nascita del fumetto americano e la morte dell’innocenza dei comics".

Michele Murino


La copertina del volume



Tavola numero 6 del primo capitolo - Titolo originale inglese: At midnight, all the agents...
La citazione è tratta dalla canzone di Bob Dylan "Desolation Row" dall'album "Highway 61 Revisited"
Tavola numero 26 del primo capitolo. La citazione dell'ultima vignetta è tratta ancora da "Desolation Row" - Nell'originale inglese: "At midnight all the agents/And the superhuman crew/Come out and round up everyone/That knows more than they do"


Tavola numero 1 del decimo capitolo. Titolo originale inglese: Two riders were approaching...
La citazione è tratta dalla canzone di Bob Dylan "All along the watchtower" dall'album "John Wesley Harding"

Tavola numero 28 del decimo capitolo. La citazione dell'ultima vignetta è tratta ancora da "All along the watchtower"
Nell'originale inglese: "Outside in the distance/a wildcat did growl/Two riders were approaching/the wind began to howl"
Illustrazione finale dell'inserto dell'undicesimo capitolo
La scritta originale inglese recitava: "The Times They Are A-Changin' - Nostalgia by Veidt"

Gli autori


Alan Moore:
E' entrato nel mondo del fumetto nel 1980, lavorando sul Doctor Who Weekly e su 2000 AD. A questi seguirono la serie supereroistica Marvelman (pubblicata in America come Miracleman) e V For Vendetta, che gli fecere vincere l'Eagle Award come miglior scrittore nel 1982 e nel 1983. Successivamente scrisse la serie Swamp Thing che vinse numerosi altri premi. Nel 1987 Moore vinse il premio Kirby per Watchmen, opera che ebbe persino una candidatura per il premio Hugo. Ultimamente ha creato una propria linea di fumetti, la America's Best Comics, per la DC comics.

Dave Gibbons:
Inizia a disegnare fumetti nel 1973. Ha lavorato moltissimo per 2000 AD, sulle serie Harlem Heroes, Dan Dare e Rogue Trooper. Nel 1982 Gibbons iniziò a lavorare per la DC Comics, su storie di Lanterna Verde. Nel 1987 vinse un premio speciale Jack Kirby assieme ad Alan Moore, come miglior esempio di collaborazione tra sceneggiatore e disegnatore, proprio per Watchmen.
 
 


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