VIAGGI E INTEMPERIE
1) Firenze (Canzone triste)
2) Isabella sul treno
3) Olanda
4) Tutto questo cosa c'entra con il R. & R.?
5) Dada
6) Radio Londra
7) Siracusa
8) Angelina
Testi e musiche di Ivan Graziani
Arrangiamenti: Giovanni Tommaso
5,7,8: Giovanni Tommaso e Ivan Graziani
Prodotto da D. Benneth e Ivan Graziani
Numero Uno - 1980 - BMG RICORDI
Le Canzoni:
Firenze (Canzone triste)
Uno dei grandi capolavori di Ivan Graziani apre uno dei suoi album
migliori. Il brano è nostalgicamente struggente nella rievocazione
di un passato amore sullo sfondo di una Firenze di arte dove "gli occhi
di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano". Due uomini e la
stessa donna amata. "Una donna da amare in due in comune tra te e me...
Tu tornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia... ma io che farò
in questa città... fottuto di malinconia e di lei...".
Il testo è molto ispirato, ben costruito ed estremamente lirico.
Musicalmente la canzone è sorretta da una splendida melodia di piano
e chitarre che trasmette egregiamente l'atmosfera di una Firenze classica
di arte, sculture, quadri e scorci paesaggistici.
"Firenze lo sai, non è servita a cambiarla, la cosa che ha amato
di più è stata l’aria... lei ha disegnato, ha riempito cartelle
di sogni, ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano.
Caro il mio barbarossa, studente in filosofia, con il tuo italiano insicuro
certe cose le sapevi dire. Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so...
una donna da amare in due in comune fra te e me. Ma di tempo ce n’è
in questa città fottuti di malinconia e di lei..."
Isabella sul treno
Un potente rock dal bel ritmo incalzante con tanto di sirena di treno
iniziale simulata e un testo ironico. "77 vergini ne avessi mai incontrato
una...". Ritratto di una donna misteriosa "capelli color grano, occhi blu
stoviglia", incontrata su un treno, una spogliarellista che ha studiato
danza a Reggio Emilia e che "si spoglia nei locali tra le facce da maiali".
Ha un conte che la ama, che viene dalle Marche ed è un po' particolare...
"Mi lega sulla sedia e mi cosparge di miele...". Ma dopo una galleria lei
non c'è più... ed è sparito anche il portafogli del
malcapitato compagno di scompartimento...
Musicalmente rockeggiante si inserisce nel filone ironico alquanto
ricco nella produzione di Ivan (da Motocross a La Bella Gina, alla "mitica"
Poppe poppe poppe fino a Il Chitarrista). Isabella sul treno è ispirata
ad una storia realmente accaduta ad Ivan.
Olanda
Un brano musicalmente poco convincente ed un testo poco ispirato con
il racconto di un viaggio in treno per l'Olanda alla ricerca di un mondo
nuovo, sognato ma non realizzato.
A proposito di "Viaggi e intemperie" Ivan dichiarò: Quest'anno
amo il boogie. Ascolto le orchestre degli anni quaranta, mi fanno impazzire.
Naturalmente intendo questa musica con gli strumenti che abbiamo a disposizione.
In questo senso sono reazionario; più inventano cose nuove e più
me ne torno indietro. Comunque quando scrivo so che non devo ascoltare
musica; mi è capitato, ad esempio, che mentre stavo scrivendo il
testo di "Olanda" ho sentito i Police e sono entrato un po' in crisi, mi
sono posto il problema di stare sbagliando. Invece è stato proprio
questo ad aiutarmi, perché il bello è fare il "bastian contrario",
altrimenti non si riesce a creare nulla".
Tutto questo cosa c'entra con il R. & R.?
Uno dei brani migliori del disco, con un bel ritmo ed un grande lavoro
di chitarre elettriche. Una storia di violenza con un testo interessante
nel suo ermetismo. "Vieni al chiar di luna a far l’amore con me? Ehi, porta
la tua amica noi saremo in tre. Un boschetto fuori mano la violenza e poi...
Sì ma, sì ma... tutto questo cosa c’entra con il Rock &
Roll?"
Dada
Violenta e disperata canzone di droga, sesso e criminalità.
Una storia morbosa con due protagoniste femminili, Dada (Dada è
buona... fianchi teneri per giocare... Dada ti butta, giù ti tira
su...) ed Yvette senza tette (Yvette, smetti di bucarti hai solo 15 anni),
"un rapporto torbido tra cugine strette".
Un bel testo, violento e teso, molto cinematografico, che ben descrive
la disperazione e lo squallore della storia di provincia.
Musicalmente il brano più ricco dell'album con grandissime chitarre,
talvolta vagamente spagnoleggianti. Uno dei classici di Ivan. "Mi ricordo
il suo viso scuro come un temporale, viso tondo da cherubino in un Giudizio
Universale, bionda come una svedese e fianchi teneri per giocare... un
metro e sessanta di dolcezza ma nata anche per comandare. E fu così
che si innamorò di Ivette senza tette fu un rapporto torbido fra
cugine strette. "Oh Ivette, smetti di bucarti, hai solo quindici anni.
Non andare più da loro, la tua vita è importante... questa
volta, te lo giuro andrò io al posto tuo". E andò così
all'appuntamento si presentarono due balordi spalle larghe da facchini
e naso becco come corvi... la presero nel mezzo la chiusero a chiave in
una stanza e poi giù botte come se piovesse e droga in abbondanza.
Dada è buona, Dada è buona, Dada è buona sai... Dada
ti butta giù, ti tira su, ti cava fuori dai guai..."
Radio Londra
Un altro tiratissimo brano rock con grandi chitarre elettriche e un
bel piano per un testo immerso in uno scenario di guerra con vaghe reminescenze
della "Guerra di Piero" di De Andrè.
"Continuo a seguire le tracce... le tracce della volpe bianca... il
vento mi taglia la faccia ma la fame è più forte e poi finalmente
la vedo... curva sulle tre zampe, trascinare una lepre ancora viva serrata
fra i denti e poi vedo anche lui, l’elmetto come un sesso maschile, guardare
me, la volpe e la lepre, imbracciando un fucile..."
Siracusa
Un uomo viaggia da Milano a Siracusa per incontrare una donna che ama,
ma che è anche la donna di un mafioso...
"Dalla finestra l’ho visto mangiare con le posate d’argento, gustava
il suo vino, il tuo giustiziere, come un vero uomo di panza. E mentre mangiava
facevamo all’amore nel cuore di Siracusa... poi lei mi disse "Lui lo sa,
adesso tu devi scappà...". ...Prendo la moto la tenda e i miei anni
e porto con me la tua spina nel cuore, ci sono troppi picciotti, c’è
troppo rumore...addio Siracusa e vai"
Angelina
La grande metropoli, Milano, fa da sfondo al dramma di Angelina (IBM
al nono piano il cielo è gonfio sopra Milano... in mezzo a questa
logica assassina nessuno vede che tu stai piangendo... Angelina non soffrire,
Angelina... quel bastardo tornerà... ritornerà, ritornerà).
Musicalmente molto ricco con grandi assoli di chitarra elettrica.
Michele Murino
