BALLAD IN PLAIN D
da "Another side of Bob Dylan"

 


BALLATA IN SEMPLICE RE
parole e musica Bob Dylan

Una volta ho amato una ragazza, la sua pelle era di bronzo.
Con l'innocenza di un agnello, era gentile come un cerbiatto.
L'ho corteggiata orgogliosamente ma adesso è andata via,
andata come le stagioni, portata via.

Nella brezza di una giovane estate, l'allontanai
Dalla madre e dalla sorella, sebbene molto vicine esse fossero.
Ciascuna nella sofferenza degli insuccessi del loro giorno,
con le redini della colpa cercarono a lungo di guidarci.

Delle due sorelle, amai la più giovane.
Con la sua istintiva sensibilità, era la più creativa.
Costantemente il capro espiatorio, fu presto distrutta
Dalla gelosia di coloro i quali stavano intorno a lei.

Per la sorella parassita, non avevo alcun rispetto,
costretta dalla noia, a proteggere il suo orgoglio.
Infinite immagini dell'altra rifletteva
Come sostegno per il suo mondo e la sua società.
 

Io stesso, per quello che ho fatto, non posso essere scusato,
I cambiamenti che attraversavo non possono essere addotti come scusa
per le bugie che ho detto nella speranza di non perdere
l'amore, forse, di tutta la mia vita.

Con inconsapevole coscienza, possedevo stretto in pugno
Un magnifico oggetto, sebbene il suo cuore fosse incrinato,
senza rendermi conto che ero già scivolato
nella presunzione della falsa sicurezza d'amore.

Da ira preesistente a pace fabbricata,
risposte di vuoto, vuoti di voce,
finché sul sepolcro del danno non si lesse che una domanda,
"Ti prego, cosa c'è di sbagliato, qual è esattamente il problema?"

E così successe come si sarebbe potuto prevedere,
l'esplosione senza tempo di un sogno della fantasia.
Nel cuore della notte, il re e la regina
Precipitarono in pezzi.

"Tragico figuro!" sua sorella gridò,
"Lasciala sola, Dio ti danni, vattene !"
Ed io nella mia armatura, mi voltai
inchiodandola alle rovine della sua meschinità.

Sotto una nuda lampadina l'intonaco tremava
La sorella ed io in una battaglia di urla.
E lei nel mezzo, vittima del frastuono,
presto frantumata come un bambino nelle ombre.

Tutto è perduto, tutto è perduto, ammettilo, fuggi lontano.
Io imbavagliato in lacrime di contraddizione che mi accecavano la vista.
Il cervello lacerato, corsi nella notte
Lasciando tutte le ceneri dell'amore dietro di me.

Il vento picchia alla finestra, la stanza è umida.
Le parole per dire mi dispiace, non le ho ancora trovate.
Penso spesso a lei e spero che chiunque abbia incontrato
Sappia ben riconoscere quanto sia preziosa.

Ah, i miei amici dalle prigione, mi domandano,
"Come è, come è sentirsi liberi?"
ed io rispondo loro misteriosamente,
"Sono liberi gli uccelli dalle catene del cielo?"


BALLAD IN PLAIN D
words and music Bob Dylan

I once loved a girl, her skin it was bronze.
With the innocence of a lamb, she was gentle like a fawn.
I courted her proudly but now she is gone,
Gone as the season she's taken.

Through young summer's breeze, I stole her away
From her mother and sister, though close did they stay.
Each one of them suffering from the failures of their day,
With strings of guilt they tried hard to guide us.

Of the two sisters, I loved the young.
With sensitive instincts, she was the creative one.
The constant scapegoat, she was easily undone
By the jealousy of others around her.

For her parasite sister, I had no respect,
Bound by her boredom, her pride to protect.
Countless visions of the other she'd reflect
As a crutch for her scenes and her society.

Myself, for what I did, I cannot be excused,
The changes I was going through can't even be used,
For the lies that I told her in hopes not to lose
The could-be dream-lover of my lifetime.

With unknown consciousness, I possessed in my grip
A magnificent mantelpiece, though its heart being chipped,
Noticing not that I'd already slipped
To a sin of love's false security.

From silhouetted anger to manufactured peace,
Answers of emptiness, voice vacancies,
Till the tombstones of damage read me no questions but, "Please,
What's wrong and what's exactly the matter?"

And so it did happen like it could have been foreseen,
The timeless explosion of fantasy's dream.
At the peak of the night, the king and the queen
Tumbled all down into pieces.

"The tragic figure!" her sister did shout,
"Leave her alone, God damn you, get out!"
And I in my armor, turning about
And nailing her to the ruins of her pettiness.

Beneath a bare light bulb the plaster did pound
Her sister and I in a screaming battleground.
And she in between, the victim of sound,
Soon shattered as a child 'neath her shadows.

All is gone, all is gone, admit it, take flight.
I gagged twice, doubled, tears blinding my sight.
My mind it was mangled, I ran into the night
Leaving all of love's ashes behind me.

The wind knocks my window, the room it is wet.
The words to say I'm sorry, I haven't found yet.
I think of her often and hope whoever she's met
Will be fully aware of how precious she is.

Ah, my friends from the prison, they ask unto me,
"How good, how good does it feel to be free?"
And I answer them most mysteriously,
"Are birds free from the chains of the skyway?"

Copyright © 1964; renewed 1992 Special Rider Music