DYLAN: UN DOTTORE DI MIDDLETOWN
APRI' LA CASA ALLA LEGGENDA
FINALMENTE NOTIZIE SULL'INCIDENTE DI BOB DYLAN
The Sunday Record


Uno dei più durevoli misteri della musica pop è stato risolto. E' successo 38 anni fa ma ora sappiamo cosa è realmente accaduto a Bob Dylan dopo il suo incidente con la motocicletta nel 1966.
Dopo essere caduto dalla sua moto nei pressi della sua casa di Woodstock cominciarono a circolare voci sul cantante/compositore che allora era una superstar e la cui canzone "Blowin' in the wind" era diventata in quei giorni un inno nazionale del Movimento per i Diritti Civili che si opponeva alla guerra del Viet-Nam. Migliaia di fans in tutto il mondo erano in apprensione. Alcuni giornali dichiararono Dylan morto. Altri riportarono che egli era rimasto talmente seriamente ferito che non sarebbe più stato in grado di camminare. Altri giornali ancora riportarono che Dylan era un tossicodipendente all'ultimo stadio e che era stato ricoverato per disintossicarsi. Trapelarono notizie che Dylan era vivo e si trovava a casa del Dottor Ed Thaler al numero 15 di Highland Avenue a Middletwon e che Thaler aveva trasformato la propria casa in un ospedale per prendersi cura di Dylan. Dylan non ha mai parlato del mese trascorso a Middletown. Thaler, un medico molto popolare nell'ambito artistico, non ha mai rivelato alcun dettaglio. Declinava sempre le domande con un sorriso. Martedì, nel giorno della pubblicazione di "Chronicles", la vedova di Thaler, Selma, ha raccontato di quei giorni d'estate in cui Dylan visse a casa loro. "Chronicles" è il primo di tre volumi della progettata autobiografia di Dylan. Una bella donna alla metà dei suoi settanta anni, Selma continua a lavorare come avvocato. Non ha ancora letto la biografia. Lei e suo marito incontrarono Dylan grazie alla cantante Odetta. La loro "profonda amicizia" con Odetta iniziò nel 1955 quando Ed lavorava a San Francisco. Ed, che era un cantante e chitarrista folk, faceva parte della nascente scena musicale. Dopo che i Thaler si trasferirono ad Est, l'amicizia continuò e quando Selma rimase incinta del suo secondo figlio, Odetta si prese una pausa nel tour per restarle vicino. Odetta era amica di Dylan. "Il mio primo ricordo di un incontro con Bob Dylan fu nel backstage di un suo concerto", ricorda Selma. Odetta ci aveva portati a vederlo. Pensavo che Dylan fosse molto riservato". Dopo che Thaler cominciò a praticare la propria professione a Middletown Dylan si recò da lui per fargli visita e per parlargli dei Freedom Riders che stavano andando in Mississippi per aiutare i neri ad ottenere il diritto di voto. I Thaler erano impegnati con le istanze di pace e di giustizia come Dylan. Dylan soffriva per un bruttissimo raffreddore durante quella prima visita ad Ed, così Thaler si prese cura di lui mentre Selma preparava il pranzo. Poco tempo dopo Dylan ebbe l'incidente motociclistico. Albert Grossman, il leggendario produttore, chiamò subito Thaler e gli disse che Dylan aveva chiesto di vederlo.


"Egli (Grossman) si offrì di andare a prendere Ed e portarlo lì", ricorda Selma. "Ed disse di avere un ufficio pieno di pazienti ma che si sarebbe preso cura di Bob se lo avessero portato da lui". Dylan venne trasportato a Middletown. Le sue ferite non erano così gravi da costituire una minaccia per la propria vita. "Ci chiese se potevamo ospitarlo per un po' e noi dicemmo di sì. Avevamo sempre una casa piena di amici". Misero a disposizione di Dylan il terzo piano. "Dylan aveva un fenomenale senso dell'umorismo ma era anche tranquillo e rispettoso", ricorda Selma. "Decisamente non era uno che si comportava come Bob Dylan. Era una delle persone più famose del mondo ed era invece solo un ragazzo riservato, gentile, esile. Siccome io ero un po' timida, parlavamo solo in cucina. Bob era stato preso in un vortice ma ora viveva in una famiglia. Poteva essere se stesso e non Bob Dylan e questa cosa gli dava un po' di pace". In "Chronicles" Dylan ricorda che a Woodstock era braccato da fans e turisti, da ragazze che sembravano gargolle, intrusi che camminavano sopra il tetto di casa sua. L'esperienza di essere famoso era per lui come "portarsi dietro un sacco di carne andata a male". La moglie di Dylan, Sara, e sua figlia Maria andavano frequentemente a trovarlo. "Bob diceva sempre alla figlia di lavarsi le mani prima di mangiare", ricorda Selma. "Bob mangiava quando mangiavamo noi. Gli piaceva mangiare yogurt a pranzo. Amava mangiare il pane di Bruni ed il cibo italiano di Piccolo. Sara ed io andavamo a fare la spesa per lui. Pensava che tutto avesse un profumo meraviglioso". Durante il mese trascorso a Middletown, "Dylan ascoltò un sacco di musica", racconta Selma. "Avevamo centinaia di dischi di tutti i tipi. Dylan ne era affascinato. Quando trapelò la notizia che Bob era a Middletown i fans cominciarono a nascondersi nei boschi per riuscire a vederlo. Qualcuno teneva delle piccole veglie alla luce di candele. Dylan cominciò ad andare in città di tanto in tanto e si fermava in un bar per una bevuta. Dopo un mese fece ritorno a Woodstock. "Lo rivedemmo molte volte dopo quella", ricorda Selma. "Andavamo a trovarlo o veniva lui da noi". Un giorno che era la Festa della Mamma portò un regalo a Selma. "Fu così dolce", dice Selma.
Chris Farlekas
traduzione di Michele Murino

"Era mattina presto, molto presto, e mi trovavo in cima a una collina, a Woodstock. Non ricordo come accadde. Rimasi accecato dal sole... Stavo guidando controsole, e guardai in alto, anche se, ricordo, da piccolo qualcuno mi aveva detto di non farlo mai... Rimasi accecato per qualche secondo, o mi feci prendere dal panico, o qualcosa del genere, non so. Fatto sta che frenai bruscamente, la ruota posteriore si bloccò ed io volai per aria... Sara mi seguiva in auto, e così potè raccogliermi. Passai una settimana all'ospedale, poi venni trasferito a casa di questo dottore, nel suo attico. C'era un letto in quell'attico, e una finestra che dava sull'esterno. Sara rimase con me tutto il tempo"

"Quando ebbi l'incidente... fu come se mi fossi svegliato e fossi rientrato nei miei retti sensi, rendendomi conto di stare lavorando per un branco di sanguisughe. Ovviamente non volevo più farlo; inoltre avevo una famiglia, e volevo stare accanto a mia moglie e mio figlio"

"Il punto di svolta fu a Woodstock, poco dopo l'incidente. Una sera di luna piena, mentre me ne stavo seduto all'aperto, fissai in direzione del bosco e mi dissi: "Qualcosa deve cambiare". C'era qualcosa della quale mi dovevo occupare"

"Ciò che ho fatto è consistito essenzialmente nel frequentare qualche caro amico, leggere un pò quel che accade nel mondo, leggere attentamente i libri di autori che di solito neanche si sono mai sentiti nominare, pensare a dove sto andando e a perchè sto correndo, a ciò che sto dando e a ciò che sto prendendo... Nella mia testa ci sono delle canzoni come ci sono sempre state, solo che non le scriverò finchè non avrò aggiustato le mie cose. Non finchè qualcuno non si farà avanti e compenserà alcune delle cose che sono accadute"

"Non mi resi conto dell'importanza di quell'incidente motociclistico se non dopo un anno che era avvenuto... Fu allora che capii che si era trattato di un vero incidente. Voglio dire, pensavo che sarei stato capace, semplicemente, di alzarmi e tornare a fare ciò che avevo sempre fatto... ma scoprii che non ero più in grado di farlo"


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