BOB DYLAN

 
 
 
 
 
 
 
 
BABY LET ME FOLLOW YOU DOWN
PRETTY PEGGY-O
YOU'RE NO GOOD
IN MY TIME OF DYIN'
MAN OF CONSTANT SORROW
FIXIN' TO DIE BLUES
HIGHWAY 51 BLUES
GOSPEL PLOW
HOUSE OF THE RISIN' SUN
FREIGHT TRAIN BLUES
SEE THAT MY GRAVE IS KEPT CLEAN
TALKIN' NEW YORK BLUES
SONG TO WOODY

 
 
traduzioni di Michele Murino

 
 
Bob Dylan: A Distinctive Folk-Song Stylist"
(“Bob Dylan: un caratteristico cantante folk) dal "New York Times" di venerdì 29 Settembre 1961 di Robert Shelton

Una brillante quanto nuova faccia della musica folk è apparsa al Gerde’s Folk City. Sebbene solo ventenne, Bob Dylan è uno dei più singolari cantanti folk che abbiano suonato nei cabaret di Manhattan da mesi.
Somigliante ad un incrocio tra un ragazzetto da coro ed un giovane beat, Mr. Dylan ha un look da angioletto ed una massa di arruffati capelli che in parte copre con cappello di velluto nero a coste alla Huck Finn. I suoi vestiti avrebbero bisogno di un po’ più di cura, ma quando lui lavora con la sua chitarra, armonica o piano e compone nuove canzoni più veloce di quanto possa ricordarsele, non c’è alcun dubbio che egli stia irrompendo con il suo talento.
La voce di Mr. Dylan è qualunque cosa tranne che bella. Egli sta consapevolmente cercando di catturare la rude bellezza di un manovale del sud che riflette in musica alla sua finestra. Tutta “tosse e abbaio” è lasciata sulle sue note ed una rovente intensità pervade le sue canzoni.
Mr. Dylan è contemporaneamente commedia e tragedia. Come un attore di varietà del circuito rurale, egli offre una varietà di comici monologhi musicali: "Talking Bear Mountain" fa la satira su un eccessivo affollamento di una barca da escursioni, “Talkin’New York” parla satiricamente dei suoi problemi di inserimento e “Talking Havah Nageilah” si fa burla della musica folk di moda e del cantante stesso.
Nella sua vena seria, Mr. Dylan sembra realizzare un film al rallentatore. Frasi elastiche sono disegnate fino a quando sembrano stiano per scoppiare. Scuote la sua testa ed il suo corpo, chiude gli occhi per fantasticare e sembra andare a tentoni alla ricerca di una parola o di uno stato d’animo, poi risolve la tensione positivamente trovandoli entrambi.
Il prossimo avvicinarsi ai canoni della musica folk nel modo più personale possibile di Mr. Dylan è ancora in evoluzione. Egli ha assimilato le varie influenze come una spugna. A volte, il dramma al quale mira è un melodramma fuori bersaglio ed il suo stile minaccia di andare oltre come un eccesso di maniera.
Ma se non per ogni gusto, la sua musica ha la maschera dell’originalità e dell’ispirazione, le più notevoli per la sua età. Mr. Dylan è sicuramente il più notevole autore della sua età. Mr. Dylan è vago sul suo passato e sul suo luogo di nascita, ma è poco importante dove è stato rispetto a dove sta andando, e su questo sembra essere particolarmente franco.


"BOB DYLAN" - Liner notes

Note introduttive dell'album "Bob Dylan"

Prodotto da John Hammond
 

La Columbia records è orgogliosa di introdurre una grande figura nella musica folk americana – Bob Dylan.

L’eccitazione è stata grande quando quel giovane con la chitarra entrò per la prima volta in uno studio della Columbia per due sessions di registrazione nel novembre del 1961. Anche se solo ventenne, Dylan è il più singolare talento emergente nella folk music americana.

Il suo talento si concretizza sotto molte forme. E’ uno dei più convincenti cantanti bianchi di blues che abbiano mai registrato qualcosa. E’ un autore di eccezionale facilità e intelligenza. E’ un suonatore di chitarra ed armonica di non comune bravura.

In meno di un anno di residenza a New York, Bob Dylan si è lanciato nella scena folk con molto fragore. Ardenti fans hanno fatto grandi elogi nei suoi confronti. Fanatici hanno ritrovato in lui la figura del cantante ribelle, un Chaplin musicale e vagabondo, un giovane Woody Guthrie, un composto di alcuni tra i migliori cantanti di country blues.

Gran parte del lavoro musicale di Dylan per la chitarra acustica denota una vena blues, sebbene esso varia tra configurazioni di stile country, il picking alla Merle Travis ed altri metodi. A volte pizzica il suo strumento con il dorso di un coltello da cucina o le blocca con il supporto metallico del rossetto, dandogli il tintinnio virile dei primi country blues man. La sua acuta ed arguta armonica è a volte usata alla maniera di Walter Jacobs, che suonò con la band di Muddy Waters a Chicago, od alla evocativa maniera di Sonny Terry.

Un'altra forte influenza su Bob Dylan non la ebbe un musicista in principio, sebbene egli già scrivesse, ma un attore comico – Charlie Chaplin. Dopo aver visto molti film di Chaplin, Dylan si ritrovò a studiare i gesti di classici film muti. Ora quando egli appare sulla scena con un motivo giocoso, si può vedere Dylan toccarsi nervosamente il cappello, aggiustarlo, usarlo come un sostegno, quasi piegarsi su di esso, come si poteva vedere nei movimenti di Chaplin.

Nonostante la sua predisposizione ironica, Bob Dylan ha, alla luce della sua giovane età, una curiosità preoccupante verso canzoni che trattano la morte. Sebbene abbia raramente difficoltà ad esprimersi, Dylan non riesce a spiegare la sua attrazione verso queste canzoni, al di là della potenza e della scossa emozionale che esse gli producono, e che lui trasmette agli ascoltatori. Forse tre anni fa, quando una seria malattia lo colpì, egli acquistò un indelebile senno della sensazione di morte che questi cantanti trattano.
 

-- La sua vita --

Bob Dylan è nato a Duluth, Minnesota, il 24 maggio 1941. Dopo brevi parentesi a Sioux Falls (South Dakota), ed a Gallup (New Mexico), si è diplomato alla scuola di Hibbing, Minnesota “verso il confine canadese.”

Per 6 travagliati mesi, Bob ha frequentato l’università del Minnesota grazie ad una borsa di studio. Ma, così come tanti inquieti e contestatori studenti della sua generazione, i normali confini scolastici non sarebbero mai riusciti a trattenerlo.

“Io non ero d’accordo con la scuola,” - dice - “Fui bocciato. Ho letto molto, ma non le cose che volevano loro.”

Ricorda di essere stato sveglio per notti intere a studiare la filosofia di Kant invece di leggere “Vivendo con gli uccelli” per un corso di scienze.

“Per la maggior parte,” sintetizza i suoi giorni al college, “non riuscivo a stare nello stesso posto per un tempo sufficiente.”

Bob Dylan venne ad est per la prima volta nel febbraio 1961. La sua destinazione: Il Greystone Hospital nel New Jersey. Il suo proposito: visitare il malato Woody Guthrie, cantante, autore di ballate e poeta. Questo fu l’inizio di una profonda amicizia tra i due. Sebbene fossero separati da trenta anni e due generazioni, erano uniti dall’amore per la musica, un simile senso dell’umorismo ed una comune vista del mondo contemporaneo.

Il giovane provinciale cominciò a fare amicizia molto rapidamente a New York, continuando, come già faceva dall’età di 10 anni, ad assimilare idee musicali da chiunque egli incontrasse, da qualunque registrazione ascoltasse. Egli si trovò d’accordo con Dave Van Ronk e Jack Elliott, due dei più specializzati musicisti che suonavano al Greenwich Village, scambiandosi canzoni, idee e concezioni stilistiche con loro. Suonò al Gaslight Coffee House e nell’aprile 1961 si esibì di fronte a John Lee Hooker, il cantante blues, al Gerde’s Folk City. I commenti sul talento di Dylan incominciavano a crescere, ma in un ambiente sovraccarico di rivalità come quello della comunità folk, portò anche invidia. La sua “Talkin’ New York” è un commento musicale alla sua “accoglienza” a New York.

Ricordando i suoi primi lavori musicali, Bob dice:
“Non avrei mai pensato di potere sparare saette nel cielo del mondo dello spettacolo.”

Nel 1959, a Central City nel Colorado ebbe il suo primo lavoro, in un rozzo e rumoroso locale da striptease.

“Io ero sul palco solo per pochi minuti con le mie canzoni folk. Poi le spogliarelliste facevano il loro numero. La folla gridava per più spogliarello ma loro andavano via, ed io ritornavo con le mie canzoni folk. Più andava avanti la notte, più l’aria era pesante, più il pubblico diventava ubriaco e nauseante, più io diventavo disgustato ed alla fine fui licenziato.”

Bob Dylan ha incominciato a cantare ed a suonare la chitarra all’età di 10 anni. 5 o 6 anni dopo scrisse la sua prima canzone, dedicata a Brigitte Bardot. Tutto il tempo ascoltava -- Hank Williams, l’ultimo Jimmie Rodgers, Jelly Roll Morton, Woody Guthrie, Carl Perkins, il primo Elvis Presley. Un incontro con Mance Lipscomb, cantante texano, lasciò un segno nel suo lavoro, così come le registrazioni blues di Rabbit Brown e Big Joe Williams. Parla con ammirazione del senso del ritmo dei grandi bluesmen, e questo è già divenuto un marchio nel suo lavoro. La sua velocità nell’assimilare nuovi stili e lavorarci sopra è una delle cose più sorprendenti di Bob Dylan.

Il futuro:

“Voglio solo continuare a cantare ed a scrivere canzoni come sto facendo ora. Voglio farlo ancora per molto. Non penso a fare milioni di dollari. Se avessi molti soldi cosa farei?” chiede a se stesso, chiude gli occhi, si toglie il berretto di testa e sorride:
“Comprerei un paio di motociclette, un po’ di condizionatori e 4 o 5 divani

(traduzione di Leonardo Mazzei)


 
 
 
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