parte 97
Lunedì 28 Gennaio
2002
| Vuoi
discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?...
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere, sul grande Bob o inerenti la sua musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì. |
| Il
curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o
in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai
contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere
frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags |
1046) Ciao Michele e un mega
ciao a tutta la Fattoria
scusa se non mi sono fatto più sentire ma lo studio
e le vacanze di Natale
mi hanno un pò ingolfato la vita e quindi, pur
di non rinuciare all'ascolto
di Bob, ho rinunciato - Ahimè - a scrivere, per
mancanza di tempo si intende,
alla mitica FARM. Devo dirti che in tutto questo tempo
non sono stato fermo
ma ho messo in moto il mio fiuto dylaniano e ho trovato
un bel pò di file
mp3 e vari cd che ho comprato...
Album
Oh Mercy (Eccellente sotto ogni aspetto, un capolavoro
assoluto)
New Morning (Lo trovo splendido un disco da rivalutare)
Nashvile Skyline
Unplugged (a cui ho aggiunto sette outtakes in un cd
a parte, davvero
eccellente)
Desire
Wold Gone Wrong
Good As Been To You
Time Out Of Mind (Contiene dei testi splendidi, le poesie
che avrei voluto
sempre scrivere...)
Insomma sono a buon punto....ti pare? (Mi dirai che mancano,
JWH e Blood On
Tracks, li ho prenotati insieme ad Another Side e Dylan).
Bootleg, li ho messi insieme io con i vari mp3 scaricati
Live con Paul Simon
Live con Tom Petty, qualità sonora eccellente
splendido davvero
Pathway to The Star
Un live con vari pezzi dal 99 al 2000
in più ho in preparazione un raccolta di inediti
e outtakes, una di 45giri e
pezzi usciti su greatest hits, più vari altri
boot. Intanto aspetto i cd dei
tree, due sono in arrivo sicuro, x altri aspetterò.
Stasera ho trovato l'introvabile, la biografia di Dylan
di Scaduto al prezzo
di 10 e la settimana scorsa
ho Comprato anche Pat Garrett
dall'Espresso.
Insomma mi sono dato da fare....
Sono dispiaciuto di non poter vedere Dylan, ma scende
nel periodo in cui
ho esami e quindi non posso raggiungervi. Spero davvero
che per l'estate
torni in Italia, non sono più contento dei Boot,
devo vederlo dal vivo.
Come da te richiesto eccoti un piccolo saggio su Empire
Burlesque, spero sia
Ok.
Cari Saluti
Salvatore Esposito "The EAGLE"
Ciao "Aquila della notte" (lo leggi
Tex?),
il tuo articolo su Empire Burelsque
è già nel luogo deputato, ovvero la pagina "Come
writers and critics..." (se non
la conoscete cliccate qui). Grazie per avermelo
spedito.
Aspetto altri lavori simili, e
questo vale per tutti coloro che vogliano mandarmi saggi ed
approfondimenti ed arricchire così
quella pagina di MF...
Vedo che hai voluto attenerti al
detto latino "dulcis in fundo" per quanto riguarda Blood
on the tracks, tenendotelo per
ultimo... quando ci arrivi occhio alla sindrome di Stendhal...
Ciao e a presto,
Michele "Napoleon in rags"
Ed ora una lettera di cui ho purtroppo
perso il mittente (mi sembra fosse di Bruno
"Jackass"). Ad ogni modo riguarda
il quesito che ci si poneva nella scorsa pagina di
Talkin' a proposito del fantomatico
Mr. Goldsmith citato in Sugar Baby... L'ipotesi è che
si potesse trattare dello stesso
Goldsmith citato in un articolo come curatore degli interessi
di Bob per quanto riguarda i concerti
(all'epoca del tour europeo 1978).
1047) La pagina qui sotto
sembra confermare.
Ho visto che H.Goldsmith e' anche uno dei produttori
del Disco 30th
Anniversary (MSG, NY).
Nel 1978 Goldsmith, come riportato dal nostro articolo,
era giovane ma probabilmente molto intraprendente.
http://www.republika.pl/bobdylan/lat/Cry.htm
Comunque se si tratta dello stesso
Goldsmith, visto come Bob lo descrive in Sugar Baby,
dubito che il loro rapporto sia
stato idilliaco...
Michele "Napoleon in rags"
1048) Complimenti per il
lavoro ma devo associarmi alla critica di altri: ci sono vere ciofeche
nella produzione di Bob valutate con tre o addirittura
quattro pallini. Amo Oh Mercy ma vi
sembra possibile che tutte le canzoni siano capolavori?
Quando ne centri uno in una vita è già un
miracolo, per Bob posso arrivare a una decina. Infine
chi ha ascoltato Love and Theft sa che non si
tratta di un gran disco, trovo più sincera la
recensione sul sito Idiot Wind in merito. Scrivo queste
cose antipatiche primo perché di lodi ce ne sono
già abbastanza e secondo perché se un
neofita vede catalogate come ottime certe canzoni che
in realtà non lo sono, ascoltandole può pensare
che il miglior Dylan sia scarsino.
Roberto
Ciao Roberto
grazie per i complimenti per il
nostro lavoro.
Quanto alle critiche a Bob ben
vengano. Onestamente cominciava ad essere monocorde
l'esaltazione planetaria di Love
and Theft, ma del resto è colpa di Bob che avrebbe
potuto fare qualcosa di più
scarso che dunque non avrebbe suscitato l'entusiasmo del 90 per cento
dei critici e dei fans.
A parte scherzi, de gustibus non
disputandum est, dicevano i latini. Quello che invece
sinceramente non condivido è
quando scrivi "trovo più sincera la recensione sul sito Idiot
Wind in merito" nel senso che qui
non c'entra la sincerità.
Credo che chiunque abbia espresso
un giudizio su Love and Theft lo abbia fatto
con sincerità. Sia noi su
Maggie's Farm, sia Idiot Wind, sia tutti gli altri, dai critici sui
giornali ai fans disseminati nelle
decine di siti dylaniani della Rete, da Expecting rain all'ultimo dei siti
su
Bob. Mi sembra assolutamente fuori
dal mondo l'idea che qualcuno esprima un parere su un disco
pensando esattamente il contrario
di quello che dichiara.
Dunque parlerei solo di gusti ed
opinioni diverse ma non tirerei in ballo la sincerità.
Quindi, secondo me, puoi al limite
scrivere "trovo più in linea con quello che penso io di L&T
la recensione sul sito Idiot Wind" ma ritengo che non si possa parlare
assolutamente di sincerità o di non
sincerità.
Se io ho scritto che L&T è
secondo me un capolavoro l'ho scritto perchè ne sono
convinto e dunque sono sincero,
mica ho mentito sapendo di mentire solo per "far piacere a Bob"... Ti
voglio rassicurare su questo...
E come me sono stati sinceri tutti quelli che hanno scritto a MF
esaltando L&T, e, voglio sperare,
i critici ed i fans in generale di ogni latitudine... Inoltre scrivi
che
"chi ha ascoltato Love and Theft
sa che non si tratta di un gran disco"... Beh, direi che i dati di
fatto dimostrano esattamente il
contrario, nel senso che tutte le critiche positive, anzi direi
entusiastiche al di là di
ogni previsione, le hanno espresse persone che hanno sicuramente ascoltato
il
disco (in caso contrario ci troveremmo
di fronte al più gran numero di bugiardi della Storia), e parliamo
di un numero incalcolabile di persone
su un numero incalcolabile di giornali di tutto il mondo,
compreso (anzi primo tra tutti)
il gotha della critica musicale internazionale che è stata assolutamente
compatta nell'unirsi all'entusiasmo
dei fans che avevano decretato il successo commerciale del disco
(e non sempre avviene che critica
e pubblico siano d'accordo...). Ed allo stesso modo tutti quelli
che hanno acquistato il disco,
facendolo schizzare in testa alle classifiche di tutto il mondo, non credo
che avessero voglia di buttare
dalle 39000 alle 44000 lire (o equivalente in dollari, franchi,
marchi, etc.).
Anzi, visto che le canzoni erano
già disponibili praticamente dovunque gratis già mesi
prima dell'uscita del disco, se
L&T ha avuto il successo commerciale che ha avuto significa che
ha davvero entusiasmato a meno
di non credere che, pur delusi dall'ascolto in anteprima, si
siano tutti precipitati ugualmente
a comprare il disco per spirito masochistico o per fare della
beneficenza a Bob.
Inoltre voglio ricordare che una
delle primissime recensioni di Maggie's Farm su Love and Theft è
stata quella che ci inviò
Riccardo Bertoncelli e che non era propriamente entusiastica, anzi.
La trovi qui.
Quindi semmai MF è stata la prima a non esaltare L&T.
Se poi, dopo quella di Bertoncelli,
hanno fatto seguito un centinaio di recensioni
entusiastiche (le trovi qui)
dai critici di tutto il mondo non è mica colpa nostra. Noi abbiamo
riportato
quello che si scriveva di L&T.
Ed allo stesso modo, se sulla posta di MF le lettere che lodavano il
disco sono state la stragrande
maggioranza rispetto a quelle dubbiose o scettiche, anche in questo
caso non vedo cosa avremmo potuto
farci... Io ho pubblicato tutte le mail che mi sono arrivate e
dunque contro la matematica poco
si può fare.
Ripeto, secondo me è solo
questione di gusti e nel caso di L&T non c'è proprio lotta:
in un ipotetico match di tennis tra gli entusiasti ed i delusi è
una vittoria schiacciante 6/1, 6/1,
6/1 a favore dei primi. Fermo restando
che i secondi hanno il diritto di rimanere sulle loro posizioni,
purchè prendano atto di
essere una minoranza. Non c'è nulla di male in questo.
Non sei d'accordo con me Roberto?
Fammi sapere...
Ciao Roberto e alla prossima e
non preoccuparti... su MF leggi solo opinioni sincere...
Bob non ci manda nessun assegno
in dollari o euro... o yen!
Michele "Napoleon in rags"
...quando poi anche la minoranza cambia idea... Sentite Tommaso qui sotto...
1049) caro Michele, sono
Tommaso
Maggie's Farm me l'ha fatta, accidenti !
Forse ricorderai un paio di miei messaggi in cui nervosamente
mi dichiaravo seccato per
l'esaltazione mediatica di Love and Theft, tanto da beccarmi,
quale onore, una striscia di
Zimmy sul naso.
Beh, da allora la situazione era addirittura peggiorata.
Avevo messo Love and Theft in
castigo nell'angolo, mi era diventato profondamente antipatico,
non ne volevo più sapere, la mia
fede in Dylan addirittura vacillava, ascoltavo solo Cohen
(ah, lui sì che è una persona seria).
Poi un giorno scopro su MF le traduzioni dei testi.
Le guardo storto. Inizio a leggerle. Distrattamente concedo
a LAT di uscire dall'angolo e
di infilarsi nello stereo, facendosi posto tra "Ten New
Song" di Cohen e una raccolta di Tenco.
Leggo e ascolto. Scocca quella scintilla che il mio inglese
da prima elementare e la
pronuncia non proprio oxfordiana di Dylan non avevano
permesso che prima scoccasse . E' un incendio.
LAT ha atteso come un paziente ragno di campagna e infine
ha preso anche me nella sua
ragnatela.
Un Huckelberry Finn imbolsito ma ostinato, Tennesse William
e Beckett con il capello da
cowboy, uno zio Tom incarognito, la sgangherata compagnia
shakespiriana del paese e il fantasma
di Charlie Patton mi vengono finalmente incontro, un
po' scorbutici ma simpatici e tutti con una loro
storia da raccontare.
Insomma mi sono convertito: LAT è un gran disco.
Non troppo lucido e strascica i piedi,
ma ha il fascino stralunato di un ubriaco che biascica
storie seduto al tavolino.
Ora, con LAT ci esco volentieri insieme la sera, anche
se cerco di non farmi vedere da
"Time Out Of Mind" che ogni tanto mi guarda corrucciato,
impensierito da questo nuovo strampalato
compagno di sbornie musicali.
A proposito di frequentazioni dylaniane poco raccomandabili,
ultimamente mi faccio
vedere in giro anche con quello sfigato di "Under The
Red Sky", talmente sfigato che nemmeno i più
accesi sostenitori di "Bye and Bye" se lo filano.
Ma oggi mi sento così buono che voglio
spendere qualche parolina anche a suo favore (fermo restando
che i miei giudizi e le mie interpretazioni
valgono solo a titolo personale).
Dunque, siamo tutti d'accordo che il suo fratellone maggiore
"Oh Mercy" è un disco alto ,
bruno e fascinoso e UTRS è invece un album rossiccio
e lentigginoso, ma io sostengo che è anche
intelligente, si applica, ed ha i suoi perché.
Molti insistono col dire che è stato vestito
male, che gli arrangiamenti gli stanno larghi e
che la voce di Dylan gli sta stretta ai piedi, ma (Gesù!)
basta dargli modo di farsi conoscere per accorgersi che
sono solo antipatici pregiudizi.
Cosa c'é che non va in "Wiggle Wiggle" ? E' un
boogie-woogie che salta sul fuoco,
minacciosamente sexy, un perfetto biglietto da visita
dell'album che quasi nessuno ha
voluto leggere.
"Unbelievable" storce il naso allo yuppismo allora (e
adesso) imperante, opponendo
all'ottimismo con i fucili puntati un perfetto hard blues,
sanamente bacchettone.
Con "TV Talkin' Song" Dylan torna all'antico amore per
i talkin'blues, non alle fluviali
visioni dei primi album ma, ancora più indietro,
alle semplici e micidiali parabole di "Man On The
Street" o "Hard Times in New York". E' una barzelletta
angosciata, che da sopra uno svelto
tappeto rhytm'n'blues ti punzecchia malevola.
"10000 Men" è un piccolo gioiello di pacato surrealismo
blues, che si adagia sornione tra
chitarre taglienti e schernisce pensoso ancora gli Yuppies,
i nuovi padroni del mondo, che
possono vantare sette mogli a testa ma sono stati tutti
in galera.
"2x2" è l'altra faccia della medaglia: i perdenti
, gli sconfitti, che al suono dolce e deciso di
questa ballata bussano alle porte del paradiso e si mettono
in fila davanti all'arca, in attesa del
nuovo diluvio.
Ed ad attenderli c'è il Dio invocato e temuto
in "God Knows", una elettrica preghiera che
si innalza un po' irriguardosa al cielo. Il capolavoro
dell'album, se mi posso permettere.
Ma Dylan non si sottrae a questo scenario svagatamente
apocalittico, così con "Handy
Dandy" si dipinge un autoritratto divertito e proprio
per questo stranamente impietoso, dove
l'arrangiamento alla "Blonde On Blonde" fa delicatamente
comunella con la leggerezza anni cinquanta della melodia.
"Cat's In The Well" è la degna chiusa, un blues
con il surf, lanciato sulle onde di una nera
filastrocca, desolata e inquietante (perché, a
qualcuno fa sorridere l'idea di un micio finito in fondo ad
un pozzo?).
Ho volutamente lasciato di commentare "Under The Red
Sky" e "Born In Time" alla fine,
perché, pur essendo paradossalmente le canzoni
migliori dell'album a livello di melodia ("Under
The Red Sky") e di testi ("Born In Time"), sono effettivamente
le uniche mal servite, cromate e
tirate a lucido con una irritante verniciatura pop, a
base di tastierine da pianobar e chitarrine degne
giusto di Baywatch. Ma anche così addobbate riescono
comunque a comunicare una certo
fascino, e se non altro, a mio parere, possono dare l'idea
di come avrebbero potuto suonare le canzoni di
Dylan nella "trilogia maledetta" degli anni ottanta,
se solo fossero state arrangiate con quel minimo
indispensabile di cervello.
Concluderei così: se "Oh Mercy" è un oscuro
e mirabolante "lato A", "Under The Red
Sky" è un dignitosissimo e divertente "lato B".
Per finire vorrei farti qualche domanda:
A che versioni ti attieni per i testi delle canzoni che
traduci, dato che, un esempio per tutti,
la traduzione di "I Shall Be Free" ha diversi versi che
poi Dylan non canta, almeno nella
versione di "Freewheelin" ?
Una piccola curiosità: nella versione in vinile
di "Planet Waves" come erano suddivise le
canzoni sui due lati ?
Grazie e ciao.
Tommaso
P.S. Cavolo, mi sono accorto adesso che sull'ultima post
qualcuno mi ha preceduto nel
prendere le difese di "Under The Red Sky", chissà
che non sia il segno dell'inizio di una piccola
riscossa presso i Dylanofili di quel bistrattatissimo
dischetto
Ciao Tommaso
mi fa piacere che le traduzioni
di L&T che ho da poco aggiornato su MF abbiano
contribuito a farti apprezzare
l'ultimo disco di Bob. Anche io che già lo adoravo, dopo
aver fatto un lavoraccio di revisione
in seguito alla pubblicazione dei testi ufficiali da parte
di bobdylan.com, ho ulteriormente
visto accrescere il mio amore per questo disco e per
questi testi assolutamente straordinari,
secondo me, di un Dylan ispiratissimo. Per quei
pochi che non abbiano ancora visto
la versione definitiva dei testi e delle traduzioni
ricordo che le ho messe qui.
Vale la pena darci un'occhiata secondo me perchè rispetto ai
testi che erano circolati all'inizio,
zeppi di imprecisioni dovute al fatto che nessuno riusciva
a capire esattamente cosa cantasse
Bob in alcuni punti (la pronuncia chiara non è
propriamente il forte di Dylan),
ora si colgono a pieno molte sfumature che ne esaltano la
bellezza.
Per rispondere alla tua domanda
su quali testi prendo in considerazione per le traduzioni
su Maggie's Farm ti dico che nel
99,9 per cento dei casi riporto esattamente i testi
ufficiali, quelli pubblicati da
bobdylan.com. E' capitato rarissimamente che così non
avvenisse, come nel caso della
I shall be free che citi, ma credo che sia stato un caso più
unico che raro...
Ciao Tommaso e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
ps: il tuo minisaggio su UTRS mi
è piaciuto al punto che finisce di diritto anche nella
pagina "Come Writers and Critics...".
L'amico Paolo mi segnala a proposito del prossimo concerto di Bob a Milano:
1050) Hai saputo i prezzi di milano?
primo anello numerato 31 euro
secondo anello numerato 20 euro
parterre (in piedi) 20,70
più prevendita
ciao
Non proprio regalati, insomma...
o no?
Napoleon
1051) Ciao Michele,
nell'ultima talkin' mi chiedevi se potevo scannerizzare
qualche poster.
La cosa è molto problematica.
Il fatto è che oltre le dimensioni ho un problema
relativo all'uso dello
scanner..
Perciò poster sarà difficile, ma ho deciso
di farti avere comunque qualcosa
dei miei reperti dylaniani.
Come prima cosa ti mando un numero di Ciao 2001 con in
coperina Dylan del
1978 e relativo articolino.
Alla prossima Luca "Spider


![]() |
Ciao Luca
grazie per le pagine che inserirò
quanto prima anche nella sezione "Stories in the press"...
Michele "Napoleon in rags"
Ed ora un'osservazione di Andrea sulla frase “Non ho mai imparato a bere quel sangue e chiamarlo vino” dal brano "Tight connection to my heart"
1052) Per conto mio Dylan,
non allude necessariamente al Cristianesimo,egli utilizza un'immagine
forte,mistica se vogliamo.Afferma un concetto trascendente,utilizzando
un'immagine della passione di
Gesù,centrale nella religione Cristiana,per esprimere
fortemente la durezza,la sofferenza e la misteriosità
della vita.
Un po' come dire "Non ho mai imparato a vivere alla leggera.Mi
sono sempre chiesto il
senso profondo delle cose.La solitudine,l'effimerità
dell'amore,la morte,mi hanno scavato nel
profondo.Non riesco a guardare le cose come se fossero
un gioco."
Dylan è affascinato dal Cristianesimo,dalla figura
di Gesù.Ha capito bene cos'è il
Cristianesimo e gli piacciono le immagini,i significati
profondi del Vangelo.Poi sono d'accordo:non si è mai
convertito del tutto al Cristianesimo e sostanzialmente
era, rimane e forse resterà sempre legato alla
sua religione di origine.
Non dunque una rinuncia al Cristianesimo,ma l'utilizzo
di una immagine tra le più strabilianti,drammatiche e misteriose
della storia-Gesù che trasforma il vino nel suo sangue-per affermare
la "durezza" della vita.
Ciao.A presto.
Andrea
Ciao Andrea...
Vogliamo aprire un dibattito su
uno dei testi più affascinanti del Dylan anni '80?...
Fatevi sentire...
1053) Ciao ragazzi
volevo sapere se era possibile in qualche modo avere qualche
numero
della fanzine Rolling Thunder...
ciao
Dylan Springsteen
Ciao "Dylan" (o devo chiamarti Mr.
Springsteen?),
non credo sia più facilissimo
reperirle... Se qualcuno ne ha o può procurarne al nostro
"Dylan" si faccia vivo...
Non conoscete Rolling Thunder?
Allora andate qui.
Michele "Napoleon in rags"
1054) Che succede, dopo la
pottermania è scoppiata la postermania? Se un
dylaniato non possiede un poster di Dylan,
significa che è (beato lui) molto giovane. Negli
anni 70 quella dei
poster era una vera e propria mania, non c'era
ragazzo che non ne avesse la stanza tappezzata: erano
un biglietto da
visita, dai poster si conoscevano i gusti
cinematografici, musicali e sportivi di chi li esponeva.
Un anno al
liceo riempimmo l'aula con i poster più svariati
e gli insegnanti apprezzarono; una contribuì con
delle foto di paesaggi.
Ciao 2001 (copertina di Hard rain) e
Popster pubblicarono un poster di Dylan, ma anche Corrier
boy e Skorpio,
lo giuro, li ho tutti. Poi ne ho un altro
che vendevano nei negozi della Ricordi (versione '78).
Addirittura c'era
la rivista Posterstory, che era un poster
con stampati sul retro foto e articoli sul cantante,
il numero 2 (marzo
78) è dedicato a Dylan. Infine ho qualche
chicca: il manifesto del film Concerto per il Bangladesh,
quello del
concerto di Modena dell'87, che però è
generico senza il riferimento al giorno e al luogo dell'evento,
e quello
del concerto di Milano dell'84, rubato con
la complicità di un amico nell'atrio dell'Università
Statale qualche
giorno prima del concerto (non
denunciatemi!). Forse ne ho altri, ma dovrei cercarli.
C'è qualcuno
interessato a questi cimeli?
Aurelio
Ciao Aurelio credo che il tuo furto
sia caduto in prescrizione e poi ricordati che in questo
caso siamo giustificati, lo ha
persino scritto controfirmato e vidimato Bob himself: Amore
e Furto. Il fatto non costituisce
reato.
Grazie per le segnalazioni e alla
prossima,
Michele "Napoleon in rags"
1055) Ciao Michele!
Complimenti a te ed a Leonardo Mazzei per le traduzioni
di "Love &
Theft" e per le dotte note in calce alle singole canzoni
(il
merito
è interamente di Leonardo.
Io le ho solo revisionate modificando
i versi sulla base dei nuovi testi
ufficiali).
Tuttavia, dal basso delle mie scarsissime conoscenze
di inglese
(quel poco che so lo devo non certo ai 5 anni di scuola,
ma alle
lyrics di Bob!), mi permetto il lusso e la presunzione
di non
condividere pienamente la vostra traduzione del primo
verso di
"Mississippi", "Every step of the way we walk the line",
che voi
traducete: "Ogni passo del cammino percorriamo il limite".
Penso infatti che l'idea che vuole rendere Bob sia quella
della vita
come una linea, letteralmente, una linea già tracciata
(anche se noi
non ne possiamo conoscere la lunghezza), lungo la quale
avanziamo passo dopo passo, avvicinandoci sempre più
alla sua
fine (il "limite", appunto). In altre parole, credo che
Dylan usi la
parola "line" nel duplice significato di linea, metafora
dell'intera nostra vita, e di limite inteso come fine
o confine al di là
del quale non possiamo assolutamente spingerci.
"Your days are numbered, so are mine", ci dice Bob al
verso
successivo. Abbiamo i giorni contati, ogni giorno che
passa ci
avviciniamo alla fine. Il numero dei nostri giorni è
già scritto,
ineluttabilmente prestabilito. Nonostante ogni nostro
strenuo
tentativo di ribellione, di lotta per liberarci dal nostro
destino ("We
struggle", dice Bob molto più sinteticamente ed
efficacemente!),
siamo inscatolati, senza via di fuga.
Nelle parole di "Mississippi" c'è proprio questo
senso, a tratti
soffocante, dell'ineluttabile avanzare dell'uomo, giorno
dopo giorno,
lungo la linea della propria vita, tracciata come il
binario di un treno
(magari di uno "Slow Train"!), senza grandi possibilità
di deviare
dalla via o di ripercorrerla interamente da capo ("You
can always
come back, but you can't come back all the way").
Azzardo un'ulteriore ipotesi interpretativa (oggi mi
sento
particolarmente in vena!): potrebbe esserci anche un
parallelismo
tra la suddetta linea della vita dell'uomo e quella tracciata
dalle
acque del fiume, il quale è destinato a "morire",
ad estinguersi come
tale, sfociando nel mare (anche se è vero che
un fiume può sempre
straripare...).
Quel che è certo è che l'unica speranza,
l'unica possibilità che resta
all'uomo di dare un senso alla propria esistenza, è
quella
di percorrere il cammino mano nella mano della persona
amata ("Stick with me baby, stick with me anyhow", "So
give me
your hand and say you'll be mine").
Concludo rapidamente l'angolo dell'ovvietà in
cui mi sono cacciato:
a mio avviso, traducendo "line" come "limite", si perde
l'ambivalenza di significato che, seppur in minor misura,
la parola
"linea" ha anche nel nostro vocabolario: linea come espressione
della lunghezza, della durata della vita, costituita
da tanti punti (non
infiniti) quanti sono i passi che vi potremo percorrere,
e linea come
limite, confine invalicabile.
Alla luce di tutto ciò, credo che sia preferibile
la seguente
traduzione: "Ogni passo del cammino, avanziamo lungo
la linea
(della nostra vita)". I successivi versi ci aiuteranno
a comprendere
che tale linea è anche il limite dei nostri giorni.
Comunque, qualsiasi cosa abbia voluto dirci Dylan, resta
il fatto che
"Mississippi" è una canzone meravigliosa, per
me la migliore di
L&T, assieme a "Moonlight".
Un saluto a te e a tutti i Dylaniati in circolazione!
Albert "Milkwood"
Ciao Albert,
mi sembra che la tua tesi non faccia
una grinza.
Anche se tutto sommato anche la
prima frase potrebbe avere una sua funzionalità. "Ogni
passo del cammino percorriamo il
limite" esprime quel senso di precarietà che Dylan
credo voglia sottolineare. Percorriamo
il limite ad ogni istante finchè arriverà il momento in
cui lo supereremo perchè
i nostri giorni sono contati e dunque prima o poi dovremo farlo
(dovremo morire, o, in senso più
ampio e non necessariamente legato alla mortalità, dovrà
finire qualcosa). Come se il "limite"
fosse l'orlo di un baratro, insomma...
Con l'aggiunta di quel "Ogni passo
del cammino" che rafforza tale
precarietà come se Dylan
dicesse: "Non solo i nostri giorni sono contati ma possono finire
ad ogni istante, senza preavviso
(ad ogni passo del cammino, appunto) e non si è sicuri
che il limite che stiamo pericolosamente
costeggiando lo oltrepasseremo oggi o domani o
tra un anno..."
Comunque la tua traduzione mi sembra
anch'essa assolutamente funzionale...
Cosa ne pensano gli altri dylaniani
in ascolto?...
Michele "Napoleon in rags"
1056) Ciao Michele
in questi giorni sono stato impegnato con i tree, devo
dire che sono
eccezionali, sono rimasto un po' deluso da quello di
Brescia, ma per il
resto sono tutti bellissimi. A Proposito volevo chiederti
se puoi mettere
sul sito le cover di Firenze 2000, non riesco a trovarle
da nessuna parte su
internet. Ti ringrazio in anticipo. Vengo al dunque della
mia lettera:
Leggendo La voce di Bob Dylan di Alessandro Carrera,
al cap.1 pag 21 si
parla di Tangled Up in Blue, dove una donna mostra a
Bob un libro di un poeta
italiano del 15 secolo, nelle lyrics ufficiali però
è scritto 13mo secolo e in
alcune versioni dal vivo ho sentito anche 14mo o "versi
dalla Bibbia" nel
periodo religioso, confrontando questo dato con la canzone
I Dreamed I Saw
Saint Augustine (Sembra un po' balorda questa cosa) e
recuperando alcuni
ricordi del mio buon liceo classico, sono giunto alla
conclusione che il
poeta in questione è probabilmente Petrarca, che
in uno dei suoi scritti
immagina un dialogo con Sant'Agostino. Tuttavia i dati
storici non
coincidono perfettamente ma credo che Dylan riguardo
a questo abbia commesso
un piccolo errore. Nei prossimi giorni cercherò
il testo di Petrarca e
proverò a fare un confronto con la canzone del
Nostro.
Tu che ne pensi?
Un saluto a tutti
Salvatore The Eagle
Ciao Salvatore
quel verso è stato modificato
più volte da Bob... In passato si è detto che il poeta in
questione potesse essere Dante
Alighieri. Però è probabile che sia il Petrarca stando alle
parole di Bob che riporto più sotto dopo un paio di citazioni di
versioni con il testo modificato:
Il 15 Novembre 1978 al Forum di Inglewood, California, il poeta è Baudelaire. Bob infatti cantò:
Then she opened up a book of poems
And she started quotin' it to me
It was either written by Charles
Baudelaire
Or some poem from the 13 century
Il 2 Dicembre 1978 al Municipal Auditorium di Nashville, Tennessee, il libro di poesie diventa la Bibbia ed il "poeta" è in realtà il profeta Geremia. Bob cantò:
Then she opened up the Bible
And she started quotin' it to me
Jeremiah, Chapters 1 & 33
Nell'intervista rilasciata a Craig McGregor alla Brisbane Festival Hall di Brisbane, Australia, il 12 Marzo 1978 e pubblicata in New Musical Express il 22 Aprile 1978 Bob ci dice la verità (forse) sul poeta in questione:
(discutendo su "Tangled Up In Blue")
Dylan: Mi piace quella canzone. Già, quel poeta del 13mo secolo.
McGregor: Chi era?
Dylan: Plutarch. E' il nome giusto, no?
McGregor: Sì
Quindi Bob dice che il nome del
poeta è Plutarco anche se egli non è sicuro che sia il nome
giusto tanto da chiedere conferma all'intervistatore. E naturalmente non
può essere Plutarco che visse in Grecia dal 46 circa al 127 circa.
Quindi è chiaro che Bob si sbaglia "per assonanza" facendo confusione
tra due nomi simili in inglese e voleva dire invece "Petrarch", quindi
Petrarca.
Che ne pensa la nostra papera esperta
di Sant'Agostino oltre che superesperta dei poeti italiani del '200 '300
'400 etc.?... Fatti sentire Anna!
Michele "Napoleon in rags"
1057) ed ora alcune mail sullo stesso tema cui rispondo alla fine cumulativamente
CIAO MICHELE VOLEVO SEGNALARE CHE IL 19 APRILE SEMBRA
CONFERMATA LA DATA A RAVENNA E NON TREVISO!!
PECCATO ...
CIAO A PRESTO.
Emanuele
ciao Michele,
il Ravenna festival ha annunciato ufficialmente l'esibizione
di bob
per il 19 aprile,addirittura c'è già la
data per poter acquistare i
biglietti, ma anche repubblica di oggi aveva il trafiletto
con la stessa
notizia.
tu dici di scommettere, ma io credo proprio che per bob
l'ubiquità non
sia così impossibile, lui è un santo!
riciao
GI rabbit
ps
....ma perchè qualche volta non organizzate il
pranzo di MF
diciamo in centroitalia........?
Hi Michele,
allora è confermato, Bob sarà a Ravenna
e non a Treviso.
Per Ravenna i biglietti andranno in vendita a metà
febbraio.
Stai bene
Mario
Ciao Michele, innanzitutto un grandissimo complimento
per il tuo sito. La
prima volta che sono entrato mi sembrava di essere nel
mondo dei balocchi:
testi tradotti, interviste, forum, aggiornamenti, bootleg,
una marea di foto
di Bob. Fra tutti i siti di Dylan amatoriali che ho visitato
è sicuramente
il migliore in assoluto.
Riguardo al mistero del concerto del 19 aprile, sul sito
www.rockol.it ho
trovato le informazioni che puoi leggere sotto.
Anche qui non si capisce nulla: nelle news si parla del
concerto di Ravenna
con una certa precisione (inserito nella manifestazione,
ecc ecc.). Poi
nella pagina dei concerti compare quello di Treviso.
Io tendo a credere alla
news (concerto a Ravenna), però quello che mi
stupisce è il fatto che nella
segnalazione della data di Treviso compare il prezzo
del biglietto! Mah!
P.S.: io proporrei una soluzione che sicuramente farebbe contenti tutti:
19 aprile: Ravenna
20 aprile: Milano
21 aprile: Zurigo
22 aprile: Treviso
tu che ne dici?
Ciao,
Sandro
http://www.rockol.it/news.asp?idartista=2133
Bob Dylan, apertura d’onore per il Ravenna Festival
Sarà Bob Dylan ad aprire
il Ravenna Festival il prossimo 19 aprile. La rassegna musicale, intitolata
“New York: undici settembre” intende fornire momenti di riflessione sui
recenti tragici avvenimenti accaduti negli Stati Uniti. Il menestrello
di Duluth darà il via ad una serie di appuntamenti, compreso un
festival rock riservato alle giovani band romagnole, dedicati agli Stati
Uniti d’America ed in particolare alla città di New York. Tra gli
ospiti ci saranno inoltre il coro gospel di Joan Orleans, il contributo
del Dance Theatre of Harlem e il popolare gruppo vocale dei Manhattan Transfer.
Ennio Morricone, invece, sarà presente con un’opera inedita commissionatagli
dal Festival ed eseguita dall’Orchestra Filarmonica e dal coro della Scala
diretti da Riccardo Muti.
http://www.rockol.it/concerti.asp?idartista=2133
Data Luogo Pr. Location Prevendite Prezzo
19-04-2002 Villorba TV Palaverde
34,10€
20-04-2002 Assago MI Filaforum
23,25/20,70/31€
Ciao Michele,
ti segnalo questo link: http://www.milanoconcerti.it/
Ciao Luca "Spider"
Ciao boys,
come ho segnalato ieri effetivamente
è rispuntata la data di Ravenna, prima annunciata e
poi smentita da D'Alessandro &
Galli. Stavolta sembra confermata anche se i giornali
italiani e bobdylan.com continuano
a dare per confermata anche Treviso... Vedremo (alla
festa dylaniana milanese di ieri
le Maggie's girls azzardavano l'ipotesi che Bob andrà a
suonare a Ravenna e manderà
a Treviso il suo alter-ego Zimmy).
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
p.s. per Gi: speriamo di riuscire
ad organizzare qualche incontro di MF più a sud...
Ed ora qualche parola sul nuovo
disco live di De Gregori, "Fuoco amico" (sì lo so che
siamo sul sito di Dylan ma MF avrà
sempre uno spazietto per il Principe).
Ecco Mino Mosquito:
1058) So che esce domani,
e contiene anche la canzone popolare " L'attentato a
Togliatti ", che ha cantato in un concerto a Salerno.
Lo comprerò, anche se è un bel salasso.
Ti avrei scritto oggi di alcune mie impressioni su Oh
Mercy, e per farti i
complimenti per il continuo aggiornamento del sito, tanto
nei contenuti
quanto nella grafica. Ho perso un po' di allenamento
con Zimmy, spero di
avere un po' di tempo per inventarmi qualcosa. Sono molto
contento del nuovo
Tree con i concerti italiani, non vedo l'ora di averlo.
E chiaramente molto
emozionato per l'inatteso ritorno in Italia del Jokerman.
Certo, finchè non mi metti una zanzara nella pagina
della fattoria......
Un saluto, Mino
Giusto... Chi mi procura il gif
di una zanzara?... E' uno dei pochi che manca ormai...
Ciao Mino,
Michele "Napoleon in rags"
Sempre su De Gregori e "Fuoco amico":
Carlo mi segnala che "L'attentato a Togliatti" è ascoltabile a questo indirizzo
http://www.sonymusic.it/degregori/discografia/index.html
Ed ecco il testo de "L' attentato
a Togliatti" preceduto da qualche nota sull'episodio per i più giovani
che potrebbero non conoscerlo:
Palmiro Togliatti nacque a Genova
nel 1893. Fin da giovane espresse la propria simpatia per il movimento
operaio socialista e, probabilmente, si iscrisse al PSI nel 1914 per uscirne
l’anno successivo per una diversa valutazione data a riguardo della Grande
Guerra. Togliatti si avvicina al gruppo torinese di “Ordine Nuovo” il cui
fondatore fu Antonio Gtramsci e, al congresso del PSI di Livorno del 1921,
fonda, con lo stesso Gramsci, Angelo Tasca, Umberto Terraccini, Camilla
Ravera ed Amadeo Bordiga il Partito Comunista d’Italia sposando le tesi
leniniste che avevano ispirato la Rivoluzione d’Ottobre del 1917.
Il 14 luglio 1948 Lo studente universitario
venticinquenne Antonio Pallante gli sparò contro quattro colpi di
pistola mentre Togliatti usciva da Montecitorio insieme all'on. Nilde Jotti.
Tre colpi ferirono Togliatti che entrò in coma ma venne salvato
dopo un intervento chirurgico.
Ecco il testo della canzone di De Gregori:
L'attentato a Togliatti
di Marino Piazza - Anonimo - rielaborazione
di Giovanna Salviucci Marini
ed. musicali Ala Bianca/Bella
Le ore undici del quattordici luglio
dalla Camera usciva Togliatti
quattro colpi gli furon sparati
da uno studente vile e senza cuor
L'assassino è stato arrestato
dai carabinieri di Montecitorio
e davanti a l'interrogatorio
ha confessato dicendo così
già da tempo io meditavo
di commettere questo delitto
sono iscritto a nessun partito
è uno scopo mio personal
Rita Montagnana che era al Senato
coi dottori e tutto il personale
ha portato il marito all'ospedale
sottoposto alla operazion
l'onorato chirurgo Valdoni
con i ferri che sa adoperare
ha saputo la pallottola levare
e la vita potergli salvar
l'Onorevole Togliatti auguriamo
che ritorni ben presto al suo posto
a difendere al paese nostro
l'interesse di noi lavorator
Tra l'altro proprio ieri De Gregori
è stato protagonista di uno special di Taratatà su Raiuno
in cui ha
eseguito parecchie canzoni tra
cui anche "L'attentato a Togliatti".
1059) Ciao Michele, è
un pò che non ci sentiamo ma, come ti dissi prima di
Natale, va tutto come sempre; non mi manca
mai o quasi la quotidiana puntata in Maggie's Farm, diventato
più bello
ancora. Le modifiche che stai apportando
sono perfette e ancora una volta mi complimento con te.
A Milano il 20/4 dovremmo proprio vederci, spero che
ne saremo in tanti,
della fattoria e non. Mi sa che tra Grammy, tour europeo,
e forse Sanremo
e il nuovo live, ci aspetta un nuovo ricco periodo di
buone nuove.
Spero che troverai un rooster da poter inserire in fattoria,
io ci ho
provato ma non sono come quelli, fortissimi, che stai
mettendo tu degli altri animaletti...
Mi piacerebbe pure se riuscissi a rimettere in ordine
cronologico i
biglietti dei concerti, il mio Avignone 81 sarebbe il
primo.....almeno sinora.....
A proposito di quanto dicevi di recente sui posters di
Bob, te ne allego
in foto uno molto bello, inserito in un
giornale, credo ROCKSTAR, un pò di anni fa. Mi
piace molto anche una
delle foto sul retro, e allora ti spedisco
pure quella. La qualità delle immagini è
quella di una piccola DIGICAM
che mio figlio ha comprato di recente, che
può essere una soluzione per il problema della
scannerizzazione di cose
troppo grosse.
A presto
ELIO ROOSTER
Ciao Elio
e grazie per le foto che riproduco
qui sotto ed inserirò appena ho un attimo nella nostra
sezione "Memorabilia".
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Sabato 26 gennaio dalle ore 16.00, in viale Vicopisano,
si terrà la
manifestazione per l'inaugurazione della nuova piazza
del quartiere della
Magliana dedicata a FABRIZIO DE ANDRÈ
Alla cerimonia interverranno:
- il Sindaco di Roma Walter Veltroni
- l'Assessore alla Cultura Gianni Borgna
- l'Assessore alle Periferie Luigi Nieri
Parteciperanno all'inaugurazione:
- Dori Ghezzi
- Fernanda Pivano
- Sergio Endrigo
- Fabio Fazio
Nel corso della cerimonia si terrà un concerto
del gruppo musicale "Andhira"
che eseguirà alcune delle più famose canzoni
di Fabrizio De Andrè.
Mercoledì sera ore 22.00
Gambrinus pub
Before hendrix in concert

ok boys, ma... la città?
(comunque complimenti per la foto
scelta: STRE-PI-TO-SA)
Ed in conclusione di questa puntata
di Talkin' una sezione poetico/surreale tra il serio ed il faceto con alcune
versioni napoletane di brani di Bob (opera del napoletanissimo Gennaro
Sangermano), una versione romanesca (del romanissimo Carlo Pig) e le versioni
in "Paolantonese" di due brani napoletani di Gennaro ad opera del parte
napoletano e parte nopeo Napoleon in rags
...E che Bob ci perdoni!
Iniziamo con:
Core mio
(Heart of mine)
Traduzione di Gennaro Sangermano
Core mio nun t’affannà
Vuo’ pazzià co ffuoco
Ma po’ ‘o cunto l’ ha pavà
Nun fa sapè
Nun fa sapè c’a vuo’ bbene
Nun fa ‘o pazzo nun t’accecà
Core mio
Core mio tornatenne a casa
Nun c’è motivo e cuntinuà
A perde tiempo ncoppa a chesta via
Nun da a vedè
Nun da a vedè ca essa te manca
Chisto lemmeto nun o passà
Core mio
Core mio torna llà addò si stato
Ca suffrarraje si essa torna a te
Nun fa sentì
Nun fa sentì c’ a vuò ancora
Nun farle sapè ca è accussì bella
Core mio
Core mio tu sai ca nun sarrà sincera
Essa da all’ate l’ammore ca le dato tu
Nun fa sapè
Nun fa sapè addò vai
Nun asciogliere nurechi ca t’attaccarranno
Core mio
Core mio maliziuso e smaliziato
Te pigli tutto o braccio si te danno a mano
Nun ce cadè ancora
Nun nciampà
Nun fa pazzie si po’ nun può scuntà
Core mio
A massaria e Margarita
( Maggie’s farm)
Traduzione di Gennaro Sangermano
‘a massarìa ‘e Margarita nun ce voglio faticà
no, ‘a massaria e Margarita nun ce voglio faticà
me sceto a la matina ncrocio e bbraccia ma nun chiove
tengo ‘na capa chiena chièna ‘e penzieri d’ ascì
pazzo
chella me mette ‘a scopa mmano e vò c’aggia pulezzà
‘a massarìa e Margarita nun ce voglio faticà
po frato ‘e Margarita nun ce voglio faticà
no, po frato ‘e Margarita nun ce voglio faticà
te pava dduje centesimi nun appara ‘a mezza lira
t’addomanda po’ sgregnanno comme staje comme te siento
e si me ncazzo e sbatta à porta me fa pure richiamà
po frato e Margarita nun ce voglio faticà
po padre e Margarita nun ce voglio faticà
no, po padre ‘e Margarita nun ce voglio faticà
s’appiccia nu sicàrio e votta ‘o fummo ‘nfaccia
a me
‘a finestra da stanza e lietto se l’è fatta fa’
e mattuni
e ‘na guardia nazionale stà fora ‘a porta a surviglià
po padre ‘e Margarità nun ce voglio faticà
pa mamma ‘e Margarita nun ce voglio faticà
no, pa mamma ‘e Margarita nun ce voglio faticà
fa comizi ca servitù riguardo ‘a legge e ‘o Pataterno
tutti quanti ‘o sanno ca da cumanno pur’o marito
dice ca è giuvinuttella ma sissanta anni mo addà
fa
pa mamma ‘e Margarita nun ce voglio faticà
‘a massaria ‘e Margarita nun ce voglio faticà
no, ‘a massaria ‘e Margarita nun ce voglio faticà
je faccio ogni cosa pe’ restà commo songo
je
ma tutti quanti vonno ca a lloro je assumigliasse
tu te sfacchini e chiste cantano, me accummincio a sfasterià
‘a massaria ‘e Margarita chi cazzo n’ce vo faticà!
A massaria e Margarita
(L'azienda agricola della signorina
Margherita)
di Napoleon in rags
‘a massarìa ‘e Margarita nun ce voglio
faticà
(Desidero esternare il mio convincimento
di non prestare ulteriormente la mia opera nell'azienda agricola della
signorina Margherita)
no, ‘a massaria e Margarita nun ce voglio faticà
(sì, desidero esternare
il mio convincimento di non prestare ulteriormente la mia opera nell'azienda
agricola della signorina Margherita)
me sceto a la matina ncrocio e bbraccia ma nun
chiove
(Mi desto alle prime luci dell'alba,
pongo conserti i miei arti superiori sulla mia cassa toracica ed impetro
al Signore Domineddio di far sì che abbiano a manifestarsi rovesci
temporaleschi e piovaschi)
tengo ‘na capa chiena chièna ‘e penzieri
d’ ascì pazzo
(Nella mia scatola cranica è
tale l'affastellarsi delle più svariate congetture e preoccupazioni
che v'è il rischio tangibile ch'io smarrisca il senno)
chella me mette ‘a scopa mmano e vò c’aggia
pulezzà
(Lei pone nel mio arto superiore
prensile destro una ramazza con la quale, in maniera ignobile mi sia consentito
dire, pretende ch'io lustri e netti in ogni dove)
‘a massarìa e Margarita nun ce voglio
faticà
(per i motivi sopra citati, adunque,
desidero esternare il mio convincimento di non prestare ulteriormente la
mia opera nell'azienda agricola della signorina Margherita)
***
po frato ‘e Margarita nun ce voglio faticà
(Desidero altresì palesare
la mia decisione di sospendere alla data odierna la mia prestazione d'opera
per il fratello della succitata signorina Margherita)
no, po frato ‘e Margarita nun ce voglio faticà
(sì, desidero altresì
palesare la mia decisione di sospendere alla data odierna la mia prestazione
d'opera per il fratello della succitata signorina Margherita)
te pava dduje centesimi nun appara ‘a mezza
lira
(Egli, infatti, è aduso
retribuire i servigi dal sottoscritto prestati con la irrisoria cifra di
pochi centesimi, tale che raramente, quando non addirittura in niuna occasione,
tale cifra raggiunge l'ammontare della metà di un diciannovesimo
di centesimo di euro)
t’addomanda po’ sgregnanno comme staje comme
te siento
(Inoltre è sua deprecabile
consuetudine quella di porti quesiti inerenti il tuo stato di salute e
la tua condizione esistenziale, il tutto accompagnato da una insopportabile
quanto poco elegante espressione ottenuta dal movimento sincronizzato delle
proprie parti anatomiche labiali e dentali)
e si me ncazzo e sbatta à porta me fa
pure richiamà
(e, cosa non meno grave, qualora
io dovessi manifestare una sia pur minima parvenza di disagio mostrandomi
lievemente adirato e rinserrando la porta alle mie spalle con energia,
egli non esita a farmi esternare rimproveri e rimbrotti)
po frato e Margarita nun ce voglio faticà
(preso atto di questa situazione
desidero dunque comunicare la mia decisione di sospendere alla data odierna
la mia prestazione d'opera per il fratello della succitata signorina Margherita)
***
po padre e Margarita nun ce voglio faticà
(In egual modo è mia ferma
proposizione quella di non effettuare qualsivoglia mansione a beneficio
dell'egregio genitore della succitata signorina Margherita)
no, po padre ‘e Margarita nun ce voglio
faticà
(Già, in egual modo è
mia ferma proposizione quella di non effettuare qualsivoglia mansione a
beneficio dell'egregio genitore della succitata signorina Margherita)
s’appiccia nu sicàrio e votta ‘o fummo
‘nfaccia a me
(Sua stigmatizzabile costumanza
è, infatti, quella di accendere sigari o altro elemento equipollente
e di direzionare il risultato della consunzione ignea dello stesso, previa
aspirazione, sul viso della persona a lui antistante, nella fattispecie
il sottoscritto)
‘a finestra da stanza e lietto se l’è
fatta fa’ e mattuni
(Curiosa caratteristica architettonica
è poi quella che inerisce il vano da lui adibito a camera da letto
e che presenta la desueta peculiarità di avere la propria finestra
costituita da un'insolita disposizione di mattoni)
e ‘na guardia nazionale stà fora ‘a porta
a surviglià
(per tacere poi del fatto, che
nell'area prospiciente l'ingresso del suddetto vano, egli ha dislocato
la Guardia Nazionale con mansioni di sorveglianza, ronda e non improbabili
funzioni deterrenti)
po padre ‘e Margarità nun ce voglio
faticà
(Risulta a questo punto inevitabile
la mia irrevocabile decisione di non effettuare qualsivoglia mansione a
beneficio dell'egregio genitore della succitata signorina Margherita)
***
pa mamma ‘e Margarita nun ce voglio faticà
(Non sembri a questo punto irragionevole
la mia volontà di non svolgere più alcun compito nè
di accettare incarico di qualsivoglia natura per conto della rispettabile
genitrice della signorina Margherita)
no, pa mamma ‘e Margarita nun ce voglio faticà
(e dunque ribadisco che è
mia precisa ed irrinunciabile volontà quella di non svolgere più
alcun compito nè di accettare incarico di qualsivoglia natura per
conto della rispettabile genitrice della signorina Margherita)
fa comizi ca servitù riguardo ‘a legge
e ‘o Pataterno
(E' solita tenere sermoni nei confronti
dei prestatori d'opera al suo servizio, e concioni il cui argomento spazia
nelle più disparate materie, come la giurisprudenza o la teologia)
tutti quanti ‘o sanno ca dà cumanno pur’o
marito
(E' notorio, inoltre, che sia nella
fattispecie proprio la suddetta genitrice quella che ha imperio sul consorte)
dice ca è giuvinuttella ma sittanta anni
mo addà fa
(Va sostenendo, a mio avviso in
maniera quantomeno singolare, che ella avrebbe da poco terminato l'età
dell'adolescenza quando a tutti risulta invece evidente che non è
lungi dal diventare settuagenaria)
pa mamma ‘e Margarita nun ce voglio faticà
(In conformità a quanto
sopra esposto voglio qui ribadire la mia inoppugnabile volontà di
non svolgere più alcun compito nè di accettare incarico di
qualsivoglia natura per conto della rispettabile genitrice della signorina
Margherita)
***
‘a massaria ‘e Margarita nun ce voglio faticà
(Ciò detto concludo esponendo
la mia scelta vieppiù rafforzata che non intendo prestare ulteriormente
la mia opera nell'azienda agricola della signorina Margherita)
no, ‘a massaria ‘e Margarita nun ce voglio faticà
(No, non intendo prestare
ulteriormente la mia opera nell'azienda agricola della signorina Margherita)
je faccio ogni cosa pe’ restà commo
songo je
(Personalmente dirigo tutti i miei
sforzi nel tentativo di mantenere una mia precisa identità)
ma tutti quanti vonno ca a lloro je assumigliasse
(ed invece sembra che tutti non
anelino ad altro se non fare in modo che le mie sembianze si modellino
in conformità alle loro)
tu te sfacchini e chiste cantano, me accummincio
a sfasterià
(Io svolgo gravosi incarichi ed
espleto faticose mansioni e codest'altri esercitano piacevoli e corroboranti
attività canore ottenendo il risultato di fare in modo che il sottoscritto
abbia un leggero principio di malessere non disgiunto da una sensazione
di fastidio e di mal sopportazione)
‘a massaria ‘e Margarita chi cazzo n’ce vo faticà!
(facendo sì che mi sorga
spontaneo un quesito: ma nell'azienda agricola della signorina Margherita,
chi mai vorrà prestare la propria opera, cribbio?)
e andiamo avanti con:
Ncopp’ a torra do rilorgio
(All along the Watchtower)
Tradotta da Gennaro Sangermano
Aggià truvà ‘na via p’ascì
Dicetto ‘o buffone a ‘o mariuolo
Cca nce stà troppo casino
Nu poco ‘e pace nun se trova
E cummerciante ‘o vino mio se vevono
E cafune me zappano ‘a terra
Ma nisciuno ‘e chisti sape
Qual’azione sta facenno
“amicu mio nun ce penzà”
dicetto quieto ‘o mariuolo
paricchie comme a nnuie sanno
ca ‘sta vita è sulo nu sfuttò
ma io e te simme ‘e n’ata pasta
‘sta cosa a nuie nun ce ne fotte
mo nun parlammo assaje
sinnò facimme notte
ncopp’ a torra do rilorgio
e rignante se nquitavano
femmene jevano e femmene turnavano
cu appresso schiavuttielli scauzati
nu micio furesteco alluccaje assai luntano
dduje cavalieri stavano pe’ s’avvicinà
mente ‘o viento da tempesta
accumminciaje già a sciuscià
Ed ecco, per i non partenopei, la
traduzione in italiano di Ncopp’ a torra do rilorgio
(All along the Watchtower) ad opera
di Napoleon in rags ancora una volta in puro stile Francesco
Paolantoni:
SULLO ZIGURRAT DELLA MERIDIANA
di Napoleon in rags
V'è necessità che
da parte mia si rinvenga una strada atta a consentire la mia estromissione
asserì il buffone rivolto
al conglobatore dell'altrui proprietà
in questi paraggi troppo è
lo schiamazzo tale che non è dato di farsi padroni di una sia pur
minima briciola di tranquillità
Gli esercenti delle svariate attività
merceologiche sorseggiano il mio distillato d'uva
e nel contempo i miei possedimenti
terrieri sono oggetto di attività aratorie da parte del volgo
E tuttavia nessuno degli appartenenti
al sunnominato ceto ha la cognizione
della natura esatta del gesto manuale
che essi stessi testè stanno compiendo
"Creatura che condividi meco gioie
e dolori, gaiezze ed ambasce della vita, orsù non lasciare che di
tali assilli sia fatta preda la materia cerebrale contenuta nella tua scatola
cranica"
asserì con atteggiamento
pacato e scevro da qualsivoglia emozione il conglobatore dell'altrui proprietà
"Non è arduo annoverare
tra le schiere dei nostri simili una moltitudine di creature le quali
sono consapevoli, palesando in
questo perfetta similitudine con le nostre persone, del fatto che
questa nostra esistenza altra parvenza
non ha se non quella di una misera celia
Altra è la schiatta cui
noi apparteniamo, altra la pasta di cui siam fatti noi due e di tale assunto
ad entrambi poco ne cale
Invero cessiamo di favellare a
partir da questo momento elargendo inutilmente vana loquela,
nell'eventualità contraria
si darà il caso che si manifesti il rischio che cali la tenebra"
Sull'erta sommità dello zigurrat
sede preposta alla collocazione della meridiana
i nobili rampolli della progenie
di sangue regale andavano manifestando moti di inquietudine
nel mentre che, imprecisate nel
numero e nella casta, le rappresentanti del gentil sesso si rendevano
partecipi di un'andirivieni
con al séguito frotte di
zelanti dispensatori di servigi privi di vestimenta o di calzari atti a
coprire e
dar ricovero alle estremità
dei propri arti inferiori
Un felino appartenente ad una specie
dall'uomo non ancora resa domestica emise un ruggito in
lontananza
due uomini che montavano non più
selvatici esemplari equini andavano appropinquandosi
e nella contemporaneità
di questi accadimenti un vento foriero di tempesta ventura
cominciò a dare segni del
suo prossimo manifestarsi
ed è la volta di Carlo Pig con una versione romanesca di One more cup of coffee:
Porteme n' antro vino
(Dylan/Er Porcello)
E' dorce 'r tu respiro
l' occhi tui ner celo sò du giojelli,
la schina è dritta e sur cuscino
come sò lisci li capelli,
ma nun te posso amà
e tante cose belle
perchè nun zei promessa a me
ma ar celo e a le su stelle
porteme n' antro vino pe 'r cammino
porteme n' antro vino prima de scenne
giù da Marino
Tu padre è 'n delinguente
er vagabbonno lo fa' pe arte
te 'nzegnerà li cortelli
e li giochi co' le carte.
Lui abbada che l' intruso
nun tocchi er zu' quartiere
la su vosce è 'n teremoto
quanno chiama er cammeriere
porteme n' antro vino pe' r cammino
porteme n' antro vino prima de scenne
giù da Marino
Tu sorella ce 'ndovina
come te e come tu' zzia
anche si n' zei bbona a legge
e nun c'hai libbri su la scanzia.
La grazzia tua è 'nfinita
e la tu vosce è n' usignolo
er core tuo è bujio e misterioso
come 'r mare ortre er molo.
...e, dulcis in fundo (???), una versione ancora in romanesco di Like a rolling stone (con tutte le rime rispettate!!!! m'è costata 'na faticaccia) ad opera di Napoleon in rags:
COME 'N SASSO PRESO A CARCI
(Like a rolling stone)
di Napoleon in rags
'Na vorta annavi vestita
tutta acchittata,
a li pezzenti glie tiravi 'na moneta,
lo voi nega'?
" A' regazzì " te diceva la gente
"A finì co' le pezze ar' culo nun ce vò
gnente"
Glie dicevi: "Ma che ve và da scherzà"
E te divertivi un monno
a' ride de quelli che annavano a fonno
Mo' nun parli più co' quella spocchia
mò te metti puro tu su le ginocchia
e devi anna' a ruba',
si quarcosa voi magnà...
Come se stà?
Come se stà?
Senza 'n posto p'abitarci
senza amici pe' parlarci
come 'n sasso preso a carci?
Annavi a le mejo scole,
"misse puzza sott'ar naso",
ma si dà er caso
che te scolavi 'n fracco de bottije
e nisuno t'ha mai detto
come vive' senza 'n tetto
e mo' so' cazzi tua, parlanno co' rispetto
"Cor vagabonno misterioso nun ce scenno a compromesso"
ma te cominci a rende' conto adesso
che n'alibi in vendita quello nun ce l'ha messo
e glie guardi dentro l'occhi de pesce lesso
e glie dici: "Ma st'affare
o' volemo fà?..."
Come se stà?
Come se stà?
Senza 'n posto p'abitarci
senza amici pe' parlarci
come 'n sasso preso a carci?
Nun te sei mai vortata attorno pe' sentì li "A
li mortacci..."
de li sartimbanchi e li pajiacci
quanno 'sti poveracci
t'apparecchiavano trucchi come gnente
Nun t'è mai passato pe' le cervella
che nun è 'na cosa bella
pijà per culo l'artra gente
Te n'annavi sur Kawasaki der tu' diplomato
cor gatto siamese sur groppone appollaiato
mò te rode a vede' 'sto disgraziato
che come 'n guanto t'ha rivortato
e tutto quanto s'è pijato
de quello che te poteva rubà
Come se stà?
Come se stà?
Senza 'n posto p'abitarci
senza amici pe' parlarci
come 'n sasso preso a carci?
A' principessa sur campanile
e tutta 'sta gente carina e gentile
beveno e festeggieno
ch' hanno sfonnato in società
e se scambieno regali e presenti
ma tu pija er tu' brillocco de diamanti
e portelo ar Monte de Pietà
Te divertivi a sfotte'
Napoleone co' le giacche rotte
che coll'italiano ce faceva a botte
mò te stà a chiamà
e tu nun te poi rifiutà
si nun c'hai manco de che magnà
nun ce sta gnente che te ponno levà
manco te se vede più
nun c'hai più segreti da mascherà
Come se stà?
Come se stà?
Senza 'n posto p'abitarci
senza amici pe' parlarci
come 'n sasso preso a carci?
(tratto dall'album: "Grande Raccordo Anulare rivisitato")
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