parte 94
Lunedì 7 Gennaio 2002
| Vuoi
discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?...
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere, sul grande Bob o inerenti la sua musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì. |
| Il
curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o
in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai
contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere
frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags |
1001) Ciao a tutti sono Davide!
Volevo inanzitutto ringraziare Massimouse per l'esauriente
risposta data a proposito di David Kemper !
Poi volevo avvertire Napoleon che chiamando lo
0041848800800 per prenotare i biglietti per lo show di Zurigo mi sono imbattuto
in un operatore che parlava uno stentato italiano il quale mi ha comunicato
che anche sotto il palco ci dovrebbero essere posti a sedere riservati;
anche se a dire il vero la sua spiegazione non è stata molto esauriente
in quanto non mi ha saputo dire l'esatta divisione dei posti. Quindi pregherei
tutti i dylaniani che sono interessati ad andare a questo concerto di indagare
riguardo all'organizzazione di questo show per evitare spiacevoli inconvenienti
tipo quelli di Brescia e cercare di ottenere i posti migliori all'interno
di una determinata categoria di prezzo prenotando con largo anticipo (SPERANDO
COMUNQUE CHE SOTTO IL PALCO CI SIA POSTO UNICO X PREMIARE I FAN PIU' FEDELI
E NON QUELLI PIU' RICCHI!).
Ciao
Davide
Ciao Davide. Ok. Grazie per le informazioni.
Ci vediamo TUTTI a Zurigo...
Michele "Napoleon in rags"
1002) Ciao Michele,
scusa la latitanza, io tutto bene e tu?
Per quanto riguarda le date europee, ci vedremo senz'altro
a Zurigo (ormai
sono un veterano di Zurigo, tre volte in quattro anni!),
e sabato mi compro
il biglietto.
Come Davide anch'io sono un po' spiazzato dalla divisione
dei biglietti (ben
cinque taglie: 50, 60, 70, 80 e 90 franchi). Se dove
acquisto il biglietto
sono in grado di darmi la mappa delle divisioni, provvederò
ad informare
tutti.
E attendo con ansia la conferma della data di Milano.
Quand'è che fai una pagina dedicata ai bootlegs?
Così ognuno consiglia agli
altri i propri favoriti, e ci possiamo tutti orientare
meglio.
Saluti e grande 2002.
Paolo M
Ciao Paolo,
la pagina sui boot è in
preparazione e la stanno curando un pò di animaletti alquanto lenti
che spero si decidano a darmi la buona notizia che sono pronti a partire
con la pagina in questione... Stai sintonizzato e spero nelle prossime
settimane di partire con questa nuova sezione effettivamente indispensabile
su MF... Ci vedremo naturalmente a Zurigo,
ciao (se non sbaglio eri tu che
facevi una gara con il tuo amico Nino, giusto?... Continua?)
Michele "Napoleon in rags"
1003) Ciao Michele!
Spero proprio che la data di Treviso venga al più
presto confermata. Non me
la perderei per nulla al mondo.
Per me, il 2001 è stato l'anno della riscoperta
di "Street Legal", complice
la versione ottimamente rimasterizzata (sia quella in
CD, che, specialmente,
quella in LP).
Ho sempre amato questo album, anche se la registrazione
lasciava francamente
a desiderare. Ora, nella "nuova" versione, non credo
possano più sussistere
dubbi sul fatto che si tratti di uno dei capolavori assoluti
di Bob.
Leggendo delle vicende di Dylan negli anni 1977-78 (anni
non molto felici
per lui), mi sono accorto di una mia grave lacuna: non
ho mai visto né
tantomeno sono mai riuscito trovare la cassetta del film
"Renaldo & Clara".
Mi sapresti dare qualche utile indicazione al riguardo?
Grazie ancora e a presto!
Alberto "Milkwood" Calogero
P.S.: BUON ANNO!!!
Ciao Alberto,
su Street Legal non posso che essere
d'accordo. Effettivamente è un album secondo me ingiustamente sottovalutato.
Nella nostra superclassifica di Maggie's Farm è addirittura ultimo
con un solo punto. Mistero...!
Anche io ho ascoltato la versione
rimasterizzata e devo dire che in effetti il disco risulta molto superiore
all'originale...
Su "Renaldo and Clara" cercherò
di procurarti una duplicazione dal momento che il film è naturalmente
introvabile ufficialmente. Ti farò sapere.
Ciao, Michele "Napoleon in rags"
1004) Sono Daniele, e ti
confermo che
secondo me su Idiot Wind il nostro amico deve avere
fatto delle sovraincisioni del "cantato" in una
seconda fase.
Aggiungo che il mio svezzamento ai concerti di Bob è
avvenuto
proprio ad Aosta nel '93 (giusta la data?)....
Ciao Ciao
D.
Ciao Daniele, '92. Otto luglio.
Ok per "Idiot wind"...
Michele "Napoleon in rags"
1005) Caro Michele, avrei
voluto scrivere qualcosa per George
Harrison, però certe sensazioni sono davvero difficili
da esprimere... Più
passa il tempo e più ci si rende conto che il
mondo pezzetto per pezzetto
sta cambiando e forse non in meglio. L'ultimo disco di
Bob mi affascina e mi
intriga. A Natale ho ricevuto in regalo il DIZIONARIO
DEL POP ROCK della
Baldini & Castoldi, molto interessante non tanto
per quello che dice su
Dylan, ma perché essendo uno degli autori Enzo
Gentile, per ogni artista
menzionato si specifica se ci sono legami con Dylan:
collaborazioni,
cover... Dall'indice dei nomi si vede chiaramente che
è l'autore più
citato, anche più dei Beatles. Utile per la consultazione.
Ultima cosa:
nella colonna sonora del film Bandits è presente
TWEEDLE DEE & TWEEDLE DUM.
Ciao, a presto.
Aurelio
Ciao Aurelio, grazie per le segnalazioni.
Artisti che hanno legami con Dylan?
Credo che ormai manchino solo Mario Merola e Natalino Otto e poi ci sono
tutti...
Ciao, Michele "Napoleon in rags"
1006) Vuoi scambiare materiale
su Bob? Scrivimi a qusto indirizzo : infidels@tiscalinet.it
Ciao. Stefano.
1007) Ciao Michele
Dopo i concerti dello scorso Luglio non mi sono più
fatto vivo. Purtroppo il computer fuori uso per circa tre mesi e la mancanza
di tempo per ripararlo mi hanno impedito di scrivere prima.
Solo da pochi giorni ho ricominciato a seguire le pagine
del sito e devo dire di essere un po' spiazzato dal clamore suscitato dal
nuovo album di Bob. Io, infatti, appartengo al piccolissimo gruppo di persone
che non considera L&T un capolavoro (sicuramente un buon album ma non
di più). Ho il sospetto che una parte del successo di L&T sia
legato alla contemporaneità della sua uscita con i tragici eventi
dell'11 settembre visto che, come ha scritto qualcuno, si tratta di un
"musical a stelle e strisce" (contiene infatti canzoni che affrontano generi
musicali tipicamente americani come il vaudeville, il country, il blues
e il rockabilly)
In ogni caso, al di là del giudizio su L&T,
quello che più mi fa riflettere è l'attenzione che da qualche
anno a questa parte viene rivolta a Dylan, ed è su questo aspetto
che volevo fare qualche considerazione. Sono d'accordo con quanti sostengono
che, dopo la malattia del 1997, i critici ed il mondo musicale si
siano accorti di aver corso il rischio di dire addio al più grande
cantautore di tutti i tempi ed abbiano cercato in tutti i modi di porre
rimedio alle mancate attenzioni del passato. Ecco che in questo modo sono
arrivate in successione, l'esibizione per il Papa, il premio per il miglior
album dell'anno (TOOM), l'oscar per la migliore colonna sonora, diversi
riconoscimenti minori, prime pagine, una serie di recensioni entusiaste
sui suoi ultimi due album e sulle esibizioni dal vivo e, notizia dell'ultima
ora, le tre nomination di L&T per l'assegnazione dei Grammy Awards.
Ai tempi di Oh Mercy (quello si che è un
capolavoro), ci fu lo stesso clamore? Ed ancora, le esibizioni dal vivo
della scorsa estate sono state forse migliori rispetto a quelle di otto-nove
anni fa? Io addirittura, con l'eccezione del concerto di La Spezia, le
ritengo le meno entusiasmanti tra quelle a cui ho assistito. Il concerto
di Pescara, in particolare, è stato un mezzo disastro (un Dylan
assai poco motivato, accompagnato da un bassista e da un batterista che
ogni tanto andavano ognuno per conto proprio). E che cosa dire del gruppo
che da qualche anno lo accompagna in giro per il mondo? Secondo me non
regge il confronto con quello dei primi anni 90 (in cui c'erano John Jackson
e Bucky Baxter) e scompare completamente se paragonato alla Band di Robbie
Robertson, alla Rolling Thunder Revue, agli Heartbreaks di Tom Petty o
ai Greateful Dead. Eppure da qualche parte ho letto che si tratta del miglior
gruppo che abbia mai suonato con Dylan.
Vi sono poi altre due osservazioni sui motivi di questo
rinnovato interesse verso la musica di Dylan.
La prima riguarda la mediocrità dell'attuale
panorama musicale, incapace di esprimere personaggi che possano reggere
il confronto con lo stesso Dylan e con altri mostri sacri degli anni sessanta
e settanta (J. Lennon e i Beatles, Simon & Garfunkel, Neil Young, C.S.&N.
, Rolling Stones, Doors, J. Hendrix, per citarne solo qualcuno).
Qualunque cosa compongano i superstiti di quella straordinaria generazione
viene, comunque, guardato con un occhio di riguardo.
La seconda è di natura commerciale. Rispetto a
quanto fatto in passato, la Columbia, attraverso una serie di attività
promozionali, ha curato con più attenzione l'uscita degli ultimi
due album di Dylan, sfruttando nel migliore dei modi il clima di grande
attesa venutosi a creare dopo la malattia e dopo il silenzio artistico
di sette anni, seguente all'uscita di Under the red sky.
La verità è che coloro i quali detengono
il potere dell'informazione possono orientare l'opinione pubblica a loro
piacimento. Dylan è un grandissimo e lo è sempre stato anche
se i media lo avevano momentaneamente messo da parte per occuparsi di personaggi
emergenti come Springsteen o gli U2. Per accorgersi della grandezza di
Bob Dylan non c'era certo bisogno dell'Istoplasmosi, degli ultimi due album
o di una canzone lenta e monotona (soprattutto dal vivo) come Things have
changed che scompare di fronte alla bellezza di Knockin'on heaven's door.
La conseguenza di questo rinnovato interesse è
che i fan di Dylan, se da un lato possono gioire perché finalmente
vengono riconosciuti i giusti meriti dell'artista, dall'altro devono fare
i conti con promoter come D'Alessandro e Galli che organizzano concerti
come quelli di Brescia.
Vedremo cosa succederà ad Aprile quando
il nuovo tour dovrebbe toccare l'Italia per un paio di date. Temo, però,
che trattandosi di due sole date (e per giunta, una delle due in un posto
piccolo come il palaverde di Villorba) ci saranno nuovamente speculazioni
commerciali. Ti saluto inviandoti la classifica dei miei dieci album preferiti:
1) Blood on the tracks
2) Unplugged
3) Oh Mercy
4) Highway 61 revisited
5) Desire
6) Blonde on blonde
7) Under the red sky
8) Time out of mind
9) Street legal
10) Love and Theft
Ciao. Giulio
Ciao Giulio,
dico la mia :
secondo me il fatto che in passato
l'establishment musicale sia stato alquanto avaro di riconoscimenti per
Bob è indubbio, soprattutto se parliamo degli anni '60.
E' fuori discussione che dischi
come quelli della prima e della seconda "trilogia" degli anni '60 meritassero
ben altri riconoscimenti. E lo stesso dicasi per capolavori come Blood
on the tracks, Slow Train coming e qualche altro negli anni '70.
Tuttavia, il fatto che oggi Bob
sia incensato in questo modo non credo sia affatto una sorta di compensazione.
Secondo me la verità è
molto più semplice. Dopo i preoccupanti periodi oscuri degli anni
'80, ormai da parecchi anni Bob sta sfornando grandi dischi uno dietro
l'altro, grandi canzoni come non ne scriveva più da anni, sia a
livello musicale che di testi.
I concerti sono molto più
belli di un tempo, la voce è anni luce superiore a quella di qualche
tempo fa, Bob ha molte più motivazioni di prima, sembra completamente
rinato e ringiovanito e Love and Theft di soli 4 mesi fa ne è secondo
me la prova più evidente ed ha confermato il trend più che
positivo degli ultimi anni.
Secondo me la compensazione non
c'entra.
A partire dal '92 (ultimi dieci
anni, quindi) è iniziata infatti l'escalation dei premi e dei riconoscimenti
e finalmente la critica e gli "organi ufficiali" hanno cominciato a far
piovere oro su Bob dopo tre decenni di "vade retro Dylan".
Facciamo un pò di conti
appunto degli ultimi dieci anni: quattro Grammy Awards, quattro nomination
ai Grammy Awards (quindi altri 4 grammies potenziali), un Golden Globe,
un Premio Oscar, un Polar Prize (definito "il premio Nobel per la Musica"),
numerose candidature al Premio Nobel per la Letteratura, e poi i riconoscimenti
della Hall of Fame e del Kennedy Center Honors e chi più ne ha più
ne metta...
Bene! Andiamo ad analizzare allora
quello che Dylan ha fatto da quella data ad oggi per meritarsi questo ben
di Dio.
Bob ha realizzato, nell'ordine,
quanto segue:
1992 Good as I been to you (acclamato
dalla critica e amatissimo dai fans)
1993 World gone wrong (acclamato
dalla critica e amatissimo dai fans e con in + il Grammy Award)
1995 MTV unplugged (acclamato da
tutti come un disco splendido. "Un trionfale ritorno per un artista eminente"
recitava People. "Dylan ha rivendicato il suo posto di grande musicista
americano" ribatteva il New York Times)
1997 Time Out Of Mind (capolavoro
per critica e pubblico + Grammy tra cui quello più prestigioso di
Album dell'anno)
2000 Things have changed (Golden
Globe e Premio Oscar)
2001 Love and Theft (capolavoro
per critica e pubblico con l'aggiunta stavolta di un enorme successo commerciale
+ Grammy)
Sei dischi uno più bello
dell'altro.
Ora prova ad immaginare invece
cosa sarebbe successo se al posto di questi sei dischi (per citare una
sequenza di altri sei lavori immediatamente precedenti) Bob avesse realizzato
le seguenti opere (che tra l'altro sono speculari alla sequenza che ho
riportato sopra dal momento che annoverano pari pari anch'esse una colonna
sonora per film, un disco dal vivo e quattro dischi in studio anche qui
con materiale di covers d'epoca rielaborate):
Empire Burlesque, Knocked-out loaded,
Hearts of fire, Dylan and the Dead, Down in the groove e Under the red
sky. Calcisticamente parlando è una specie di Argentina/San Marino,
giusto?
In questo caso, dunque, compensazione
o non compensazione, promozione o non promozione, l'establishment avrebbe
continuato ad ignorarlo, giustamente, e così avrebbe fatto il pubblico
che non si lascia certo condizionare più di tanto da premi e riconoscimenti
vari se poi i dischi non sono veramente meritevoli (prova a dare la nomination
di disco dell'anno a Knocked out loaded e vedi se la gente lo compra...
Sarebbe troppo facile...).
Inoltre, alla fine dei conti, i
recensori, i critici, i premiatori ed i giurati vari sono poi sempre gli
stessi e se avessero voluto semplicemente fare un discorso di "compensazione"
per i premi ed i riconoscimenti negati a Bob negli anni '60 e '70, beh,
avrebbero premiato Down in the groove, Knocked out loaded, Empire Burlesque
e avrebbero dato l'Oscar alla colonna sonora di Hearts of fire... Tanto,
se era solo un discorso di compensazione andava bene qualsiasi cosa.
Viceversa il fatto è, secondo
me, che giustamente i vari Down in the groove, Hearts of Fire etc. non
erano grandi lavori (e sono stati massacrati dalla critica ed ignorati
dal pubblico) mentre quelli di questi ultimi anni lo sono e giustamente
vengono acclamati e premiati.
L'unico vero neo secondo me è
quello di Oh Mercy che effettivamente avrebbe meritato i Grammy come Time
out of mind e Love and Theft.
Poi non direi che la critica è
benevola nei confronti dei reduci dei mitici anni '60... Guarda gli ultimi
Paul McCartney e Mick Jagger bocciati su tutti i fronti. Eppure parliamo
di artisti che come Bob sono stati in quegli anni dei pezzi da 90 (Beatles
e Rolling Stones, mica pizza e fichi...) eppure i loro ultimi dischi sono
stati un flop.
Quindi io onestamente non mi lamenterei
se ora Bob è sulla cresta dell'onda e credo che piuttosto si debba
riconoscere semplicemente il fatto che questo avviene perchè sta
facendo grandi dischi e grandi concerti ed ha una grande band (senza nulla
togliere alle ottime band del passato)... Secondo me è tutto qui.
Che ne pensano gli altri dylaniani?...
Ciao Giulio e per i video che citi
nel tuo ps privato: sì mi servono. Se me il trovi sei grande (dimmi
cosa vuoi in cambio naturalmente)! Ci si vede in primavera davanti a Bob,
ok?, così magari visto che ci siamo gli consegnamo l'ennesimo premio,
la "Fattoria d'Oro" una riproduzione della Farm con tutti gli animaletti
in carta stagnola dorata (non possiamo permetterci di più...).
Michele "Napoleon in rags"
Ciao Domenico... Sai che non me
lo ricordo? Cioè mi ricordo di averlo letto ma non mi ricordo se
l'ho pubblicato. Per sicurezza dunque lo riporto qui sotto. Si tratta di
una intervista ad Alessandro Carrera, autore del volume "La voce di Bob
Dylan"...
Ciao e grazie,
Michele "Napoleon in rags"
Bob Dylan, indagatore delle relazioni di coppia
Di Duepiu.net
Nel libro hai
fatto un'analisi accuratissima, al microscopio della lingua
dylaniana tanto
da poter osservare sottili differenze linguistiche che
testimoniano
di altrettanti differenti stati d'animo. Come
riassumeresti
la condizione interiore di Bob Dylan rispetto all'amore?
Avverti delle
contraddizioni o il suo percorso è stato lineare?
È vero che Dylan ha scritto
anche canzoni di amore felice, soprattutto nei
primi anni di vita familiare, ma le
più originali sono le prime e quelle che ha
scritto negli anni settanta, quando
il matrimonio cominciava a entrare in crisi.
Tutto l'album Blood on the Tracks,
uscito nel gennaio del 1975, è una
dissezione impietosissima e insieme
commovente di una situazione
insostenibile, dove una ricerca d'amore
assolutamente ossessiva, degna di un
trovatore medievale o di un poeta
del dolce stil novo si scontra con la
radicale impossibilità di mantenere
un rapporto nel tempo. Anche molte
canzoni di Desire, sempre del 1975,
e quasi tutto Street-Legal del 1978,
non fanno altro che chiedersi cosa
c'è che non va e che non può andare
nell'amore, e perché la stessa
libertà - che ci siamo conquistati - di cercare
l'amore al di là delle convenzioni
sociali non ci serve a niente nel momento in
cui lo troviamo. Ultimamente Dylan
è approdato a un territorio più
tradizionale, perché a sessant'anni
magari uno pensa più alle occasioni
mancate che a mettersi ancora una
volta il sacco in spalla. Le canzoni di
Time Out Of Mind, del 1997, sono in
gran parte di amore perduto e di
rimpianto per la giovinezza, ma lo
fanno anche in modo più impersonale, piu
"classico".
C'è però una cosa da
dire. Dylan ha affermato in un'intervista del 1991 che
lui non scrive "canzoni d'amore".
Che cosa vuol dire, visto che ne ha scritte a centinaia?
Dylan spiega che l'amore è un
frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e
del Male. Ma lui, che è ebreo
(anche se a suo modo crede a Gesù Cristo),
preferisce rifarsi alla nozione ebraica
di Albero della Vita. Sull'Albero della
Vita l'amore (hesed in ebraico, ma
non corrisponde alla filìa greca o all'amor
latino) è una forza cosmica,
è l'amore di Dio per il mondo, non è l'amore di
coppia. A suo parere, l'amore di cui
parlano le canzoni popolari (che sono
sempre il suo punto di riferimento)
è assoluto e impersonale, è l'amore
dell'Albero della Vita, non quello
dell'Albero della Conoscenza. Certamente
non è l'amore di cui parlano
le canzoni della musica leggera, con la quale
Dylan non vuole essere confuso.
Secondo te su
quale generazione ha avuto maggiore influenza e in che
modo da un punto
di vista psicologico?
Su più di una generazione, e
credo proprio che il suo approccio così radicale
alle questioni di coppia, alla morale
e alla religione abbia lasciato il segno.
Certo, Dylan è un artista estremo,
che per anni ha cercato di spingere se
stesso al limite di quello che poteva
fare e che poteva pensare. Ma
certamente, chiunque abbia vissuto
o viva un processo di separazione
dolorosa e ascolti le canzoni di Blood
on the Tracks (soprattutto quella
durissima, allucinata requisitoria
che è Idiot Wind, che termina con le parole:
"Siamo degli idioti, amore mio, non
so neanche come facciamo a respirare"),
trova una dose di amara medicina,
qualcosa che gli toglie per sempre, se mai
l'avesse, ogni illusione new age.
La canzone italiana
è nota soprattutto per il suo sentimentalismo; tra
gli ultimi cantautori
in Italia c'è qualcuno a tuo parere che riesce a
scrivere canzoni
di non amore?
Ci sono stati soprattutto negli anni
sessanta e settanta, quando l'influenza di
Dylan era più forte. Basta
citarle: Uno di questi giorni ti sposerò di Luigi
Tenco, Vedi cara, Eskimo e Canzone
quasi d'amore di Francesco Guccini,
Giugno '73 di Fabrizio De Andrè,
Dio mio no e Pensieri e parole di
Battisti e Mogol, a suo modo anche
Non c'è niente da capire di Francesco
De Gregori; sono tutte canzoni di
non amore. Ultimamente credo che questa
tematica si sia affievolita, perché
non c'è più la stessa urgenza di stabilire quel
tipo di barriere nel rapporto di coppia
(o la coppia è più tradizionale, o le dà
maggiormente per scontate). Il problema
è che nessuno, mi sembra, riesce a
scrivere delle canzoni che siano veramente
d'amore, che vengano da
qualcuno e parlino a qualcuno, dove
si possa percepire una storia, una
verità, e non semplicemente
l'eco di un genere letterario/musicale.
Quella di lavorare
in America è stata da parte tua una scelta molto
ponderata. Che
cosa ti ha spinto a questa scelta che si rinnova
nonostante tu
sia profondamente legato all'Italia?
Ci sono stati tanti motivi: il desiderio
di cambiare orizzonti, una sorda e anche
un po' inspiegabile sensazione di
mancanza di radici. Inspiegabile anche a me
stesso, perché in realtà,
come tu dici, sono legatissimo all'Italia, a Milano e
alla Bassa Padana da dove provengo.
Forse è perché sono cresciuto in una
periferia dove tutto sembrava precario
e costruito solo per essere sostituito
da qualcosa di più definitivo
che però non veniva mai. Il risultato è che ho
passato lunghi periodi in Germania
e infine mi sono trasferito negli Stati Uniti.
L'Italia, è chiaro, mi manca,
anche perché scrivo soprattutto in italiano e
soprattutto per un pubblico italiano,
però il fatto di stare in America mi dà
una doppia prospettiva anche sulle
cose italiane un po' come la sensazione di
appartenere a due tribù e di
poter parlare all'una dell'altra e viceversa un
ibridismo culturale ed esistenziale
che trovo molto fecondo e al quale non
saprei più rinunciare.
C'è continuità
in questi tuoi interessi così diversi? Al di là delle
spiegazioni
razionali, credi ci sia qualche altro motivo?
È vero, mi sono occupato di
cose molto diverse tra loro. Ho corso e corro il
rischio di essere dispersivo, però,
anche se scrivo racconti o poesie, saggi di
filosofia, di letteratura, di musica
classica o di musica popolare, cerco di fare
tutto nello stesso modo, cioè
con lo stesso tipo di impegno, prendendo tutto
molto sul serio (la scommessa nello
scrivere un saggio su Dylan consisteva
proprio in questo: nel prenderlo assolutamente
sul serio come artista e figura
della cultura contemporanea, cosa
che raramente si fa e si può fare con le
rock star ma Dylan è molto
più di una rock star). Forse alla base della
molteplicità del mio lavoro
sta una mancanza irrimediabile: la mancanza della
"musica", con tutto quello che di
simbolico e reale la musica può significare.
Potrei spiegarmi meglio con il racconto
di un sogno. All'età di otto anni, più o
meno in coincidenza con la nascita
di mia sorella, ho sognato che a scuola era
arrivata una bambina che mi portava
via il posto di primo della classe perché
lei sapeva cantare e io no. Allora,
nel sogno, pensavo che dovevo trovare
qualcosa che io sapevo fare e lei
no. Così, sempre nel sogno, immaginavo
una poesia. Quando mi sono svegliato
l'avevo ancora tutta in mente, e l'ho
scritta. L'argomento della poesia,
però, era il suono delle campane. Una
musica, dunque, che avevo cercato
di trasferire in parole. Ma non si può
trasferire una musica in parole. Questo
è il problema.
Fine
Le altre due nomination invece sono sacrosante, e forse
quella per la performance vocale e' ancora piu importante
della prima, visto che i detrattori di Bob insistono
spesso
sulla critica delle sue capacita' canore.
Ciao!
Bruno Jackass
Ciao Bruno,
se non va a Bob quello di "Disco
dell'anno" spero vada almeno agli U2 anche se Bono, come discepolo di Bob,
dovrebbe lasciare spazio al Maestro. Poi direi che loro hanno una caterva
di nomination (mi sembra 8...) per cui Mr. Bono può lasciare al
suo "Dio Dylan" quello che gli spetta (Dio nel senso che il leader degli
U2 ha dichiarato che per lui Bob è una religione). Secondo me quella
per Honest with me è la vittoria sicura. Non si può non dare
un grammy ad una performance vocale strepitosa come quella!!!
Incrociamo le dita.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
1010) WOW WOW WOW!!! Altri
Grammy in arrivo? Non sai quanto sarei felice... Bob se li meriterebbe
proprio perchè ha fatto un disco che è uno sballo totale...
Sai che è il primo disco di Bob di cui adoro tutte le canzoni? Di
ogni altro trovavo sempre almeno un pezzo debole o che non mi piaceva.
Ma di Love and Theft adoro pure gli spazi tra una canzone e l'altra...
Un plauso alla Academy...
Giovanni "clean cut kid" Pratolini
Ciao Giovanni,
beh, però scusa di Blood
on the tracks cos'è che non ti piace?... Giusto la foderina interna,
forse... giusto?
Napoleon
Ciao Gianfranco,
non sarebbe male come idea in effetti...
O che almeno li inseriscano nella Hall of Fame (dei quattro che citi è
inserito solo Blonde on Blonde)...
Diamo tempo al tempo.
Ciao, Michele "Napoleon in rags"
1012) Ciao Michele,
ho visto che stai traducendo molti testi di questi
tempi e ti volevo solo dire che ti sei dimenticato di
tradurre Rainy Day Women da Blonde on Blonde, l'unica
canzone non tradotta in quell'album. Poi un favore:
potresti tradurmi le liner notes di Another side of
Bob Dylan?
Ciao.
Francesco.
Ciao Francesco,
ok prossimamente sarà la
volta dei testi che citi. Resta in linea.
1013) Ciao Michele,
mi è piaciuto molto il pezzo di Tito Schipa Jr.
sulle difficoltà di tradurre Dylan in italiano (chi
non lo ha letto vada qui).
Ho letto che Schipa ha anche
fatto un disco su Dylan. E' vero? Puoi darmi delle indicazioni in merito?
Grazie,
Valerio
Allora ecco tutto quello che riguarda Schipa Jr.
DYLANIATO
di Tito Schipa Jr.
Produzione Roberto Righini per la It.
Arrangiamenti Roberto Righini e Tito Schipa Jr.
LE CANZONI:
CENTOQUINDICESIMO SOGNO DI BOB DYLAN (BOB DYLAN'S 115TH
DREAM)*
TI VOGLIO (I WANT YOU)**
TU COL TAMBURINO (MR. TAMBOURINE MAN)**
APPARTIENE A ME (SHE BELONGS TO ME)***
LUNGO I MERLI DI VEDETTA (ALL ALONG THE WATCHTOWER)**
AMORE VIA ZERO/ILLIMITATO (LOVE MINUS ZERO/NO LIMIT)*
RAGAZZA DEL NORD (GIRL FROM THE NORTH COUNTRY)***
SIGNORI DELLA GUERRA (MASTERS OF WAR)*
Tutti i testi in italiano sono di Tito Schipa Jr.
* Brani registrati nello studio Master, Grottaferrata (RM)
Basso, tastiere e programmazione Massimo Idà
Chitarra elettrica Nicola Di Staso
Fonico Massimo Idà
** Brani registrati nello studio Pollicinoi, Roma
Chitarra midi e programmazione Carlo Pennisi
Chitarra acustica Roberto Righini
Emulator Tito Schipa Jr.
Pianoforte Riccardo Mazzamauro
Fonico Marco Lecci
Assistente Franco Patimo
*** Brani registrati in home-recording
Chitarra acustica, basso e programmazione Roberto Righini
Tastiere e emulator Enrico Cosimi
Ed ecco delle notizie su Schipa:
![]()
Compositore, produttore, attore, nato a Lisbona, figlio del grande
L'anno dopo debutta in proprio al Piper, noto club della Capitale, con
Produce musiche per i drammi di Dacia Maraini (La vita è gioco,
Viva
Nel 1998 pubblica DYLANIATO, album con otto canzoni di BOB
Successivamente traduce in italiano le poesie inedite di Jim Morrison e
DISCOGRAFIA
1972 Orfeo 9
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di Jon Bream Da "Star Tribune" del 30 Dicembre 2001 Clicca qui |
![]() |
"wonderful panel" di Massimouse THEY'LL STONE YOU WHEN YOU'RE PLAYING YOUR GUITAR
|
MOLTE TRADUZIONI clicca qui |
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Bob Dylan racconta se stesso in 40 anni di interviste, dichiarazioni, etc... Clicca qui |
Come iniziare meglio il nuovo anno se non con una strip di Zimmy? (Chi ha detto "suicidandosi"?...) BLONDE ON BLONDE
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UFO CONNECTION Per la serie FANTARACCONTI DYLANIANI ho tradotto questo pezzo di Sean Casteel Clicca qui |
GRAMMY Grandi notizie per Bob Dylan dalla Recording Academy che ha annunciato che Love and Theft ha ricevuto ben tre nomination per l'assegnazione dei prossimi Grammy Awards clicca qui |
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Nella sezione TESTI IN ITALIANO ho inserito la traduzione delle liner notes di John Wesley Harding - Clicca qui |
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