parte 87



RISPONDE ALESSANDRO CARRERA:

930) Caro Michele, 
      ho visto su "Maggie's Farm" che avete gentilmente sollecitato un mio 
      parere a proposito di "Renaldo & Clara". Magari ripetero' un po' le 
      cose che ho gia' scritto nel mio libro, comunque questo e' quello che 
      penso del film di Dylan. 

      Innanzitutto, e come tutti, l'ho visto male. In versione abbreviata al 
      cinema, quando era uscito, e in versione integrale su una videocassetta 
      pirata. Penso che solo quando uscira' in DVD, con la possibilita' di 
      vederlo scena per scena e di confrontare le scene tra loro, ce ne 
      potremo fare un'idea piu' precisa. 
      Per essere chiari, non penso affatto che sia un capolavoro, e nemmeno 
      che sia un bel film. Ma e'un film di Dylan, ed e' un film importante. 
      Dylan ci ha dedicato due anni, un enorme impegno e molti soldi di tasca 
      sua. Chiaramente era un progetto che per lui contava molto. Il fatto 
      che spesso sembri un esercizio di megalomania, o di mancanza di 
      autocritica, non deve far dimenticare la necessita' che ha spinto 
      l'autore a realizzarlo. 
      Innanzitutto, "Renaldo & Clara" e' molto piu' complesso di quanto 
      sembri a un primo sguardo, e anche molto piu' costruito. E' fatto di 
      temi e immagini ricorrenti, di storie e microstorie che si sviluppano 
      per come sono montate, di simboli labirintici e che cambiano scena, 
      cambiando di mano, come la famosa lettera rubata del racconto di Poe. 
      E' un film su cosa vuol dire mettersi in maschera e salire su un 
      palcoscenico, su cosa vuol dire nascondersi mentre si e' sotto gli 
      occhi di tutti. Dylan voleva che fosse una riflessione su verita' e 
      bellezza (l'aveva detto in una conversazione con Ginsberg). Voleva 
      anche che fosse la continuazoine e la realizzazione della tecnica 
      narrativa non lineare che aveva perfezionato e utilizzato in molte 
      canzoni di "Blood on the Tracks" e di "Desire". 
      Certo, in "Tangled up in Blue" o in "Idiot Wind" (ma anche in "Isis" e 
      un po' anche in "Black Diamond Bay") il gioco gli era riuscito molto 
      meglio. Quelle sono veramente canzoni che uno ha voglia di ascoltare e 
      di leggere anche per capire esattamente cosa vi succede. "Renaldo & 
      Clara", da questo punto di vista, e' una canzone non narrativa che dura 
      quattro ore, una specie di jam session mentale filmata e montata o, per 
      usare un altro paragone, uno di quei collage che i Grateful Dead 
      costruivano intorno a "Dark Star" e che potevano andare avanti per ore. 
      C'e' un aspetto molto concettuale in "Renaldo & Clara": dati che questi 
      sono gli elementi della narrazione: una rock star di nome Renaldo (che 
      e' Dylan), un personaggio di nome Dylan (che e' Ronnie Hawkins), una 
      donna di nome Clara (che e' Sara Dylan), un personaggio di nome Sara 
      Dylan (che e' Ronnie Blakee), una donna in bianco (che e' Joan Baez), 
      una rosa che passa di mano in mano, Dylan e il suo montagista Howard 
      Alk sono affascinati dalla possibilita' di esaurire tutte o quasi le 
      permutazioni possibili. E' un'opera combinatoria, come i romanzi di 
      Georges Perec o la musica di John Cage. Ma non ne ha la stessa 
      compattezza. E' slabbrato, confuso, incapace di "darsi un taglio" 
      quando sarebbe il caso, e recitato da non-attori che cercano goffamente 
      di fare gli attori (con qualche eccezione, come nei monologhi di David 
      Blue). Manca un'idea di regia e manca un regista. 
      Ma Dylan non era l'unico, in quegli anni, a credere che i film si 
      potessero fare anche cosi', stravolgendo la linearita' temporale della 
      narrazione. Dylan aveva ammesso di essere rimasto affascinato da "Les 
      Enfants du Paradis" di Marcel Carne', perche' era un film capace 
      di "sospendere il tempo". Ma quello e' un film che ha una storia 
      precisa, da romanzo dell'Ottocento, e grandissimi attori (Jean-Luis 
      Barrault, per citarne uno). "Renaldo & Clara" sembra molto piu' 
      influenzato dal modo in cui i film di Jean-Luc Godard erano stati visti 
      in America. Ad esempio: tutti hanno visto "Easy Rider" di Dennis 
      Hopper. Nessuno ha visto il secondo film di Hopper, per il quale i 
      produttori di Hollywood gli avevano dato carta bianca. Si chiama "The 
      Last Cowboy Movie" ed e' un western come avrebbe potuto girarlo Godard 
      (o meglio: come un dilettante velleitario pensa che Godard potrebbe 
      girarlo). E' incoerente, confusionario, malfatto, malrecitato, senza 
      una trama e soprattutto senza una vera ragione d'essere. In altre 
      parole e' molto peggio di "Renaldo & Clara", eppure e' fatto da 
      un "professionista". Il fatto e' che alcuni americani in quegli anni 
      cercavano ancora di scimmiottare l'avanguardia europea senza avere le 
      stesse basi culturali e senza poter contare sullo stesso tipo di 
      pubblico. Lo stesso Godard, per altro, non e' che avesse combinato 
      grandi cose quando si era avvicinato alla musica rock. Il suo film sui 
      Rolling Stones e su "Sympathy for the Devil" non e' uno dei suoi piu' 
      grandi. 
      Tutto questo per dire che "Renaldo & Clara" e' un fallimento, ma e' un 
      fallimento ambizioso, che aveva uno scopo e che cercava di inserirsi in 
      una corrente culturale del momento. E per fortuna c'e' la musica che lo 
      tiene insieme. Le performances della Rolling Thunder Revue non saranno 
      filmate bene, ma musicalmente sono superbe. 

      Bisogna confrontarlo con l'altro film di Dylan, l'incompiuto "Eat the 
      Document" (anche quello si puo' rintracciare solo su cassette pirata). 
      Nessuno aveva capito quello che Dylan voleva fare con "Eat the 
      Document", girato durante la tournee' del 1966. Non lo sapeva bene 
      nemmeno lui. Comunque non era un "documentario". Era un'affermazione di 
      poetica, un autoritratto sghembo e inafferrabile (con una grande 
      ripresa ed esecuzione di "Ballad of a Thin Man"), un dire "non so dove 
      sono ma so che ci sono arrivato". Nessuno l'aveva capito, come nessuno 
      aveva capito "Magical Mystery Tour" dei Beatles o "200 Motels" di 
      Zappa, che non erano cosi' orribili come tutti allora avevano pensato. 
      Erano opere di una strana avanguardia che non riusciva ad essere 
      avanguardia, che voleva essere popolare e che non riusciva ad esserlo 
      abbastanza. Cos'e' piu' invedibile oggi? "Eat the Document" di Dylan 
      o "Nostra signora dei Turchi" di Carmelo Bene? Sono tutti e due 
      invedibili, ma sono altrettanto interessanti, coinvolgenti, impossibili 
      da ignorare. Nessuno, comunque, ha piu' il coraggio di fare queste 
      cose, per cui dobbiamo solo esser contenti che esistano, che qualcuno 
      abbia provato a farle quando era il momento, anche se magari non era 
      del tutto all'altezza, o non aveva le idee chiare, oppure le aveva 
      nella sua testa ma non sapeva come girarle. 
      Solo grazie alla rivoluzione operata dalla videomusic siamo in grado 
      oggi di apprezzare questi proto-video. Il loro limite era che 
      pensavano ancora di essere dei "film", mentre in realta' erano qualcosa 
      che ancora non esisteva e che sarebbe esistita per poco tempo, erano 
      art-video, non erano fatti per vendere nulla, in un mondo in cui il 
      video, che non era ancora nato, sarebbe diventato ben presto solo un 
      lungo spot pubblicitario. 

      Questo e' quello che penso, ma mi permetto un'ultima osservazione, e 
      una raccomandazione agli amici di "Maggie's Farm". E' vero che di 
      mestiere insegno letteratura italiana (attualmente alla University of 
      Houston, in Texas, dopo essere stato sette anni a New York), ma potete 
      anche non chiamarmi "Professore" ("Vorremmo sentire il parere del 
      professor Carrera..." Mi mette i brividi). Quando parlo di Dylan, io 
      sono prima di tutto un appassionato di Dylan. Ciao a tutti. 

      Alessandro Carrera

Ciao Alessandro e grazie. Quando hai parlato di "Eat the document" mi hai fatto venire in mente il cosiddetto outtake di quel "documentario" in cui Dylan è in auto con John Lennon. L'hai mai visto? E' uno spezzone molto lungo (se ricordo bene dura circa venti minuti). La domanda è (sempre che tu lo abbia visto...): Cosa dicono i due in quel lungo dialogo? (nonostante me la cavi abbastanza in inglese non riesco davvero a seguire quel dialogo che mi sembra un pò allucinante... in tutti i sensi visto che dicono che Bob fosse chiaramente sotto l'effetto di stupefacenti o cose simili...). Nel film ufficiale furono lasciati solo alcuni istanti di quel lungo spezzone...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
 



931) ecco la mia classifica

      1-blood on the tracks
      2-oh mercy!
      3-highway 61 revisited
      4-time out of mind
      5-blonde on blonde
      6-pat garrett & billy the kid soundtrack
      7-slow train coming
      8-planet waves
      9-love and theft
      10-desire

      ciao
      andrea

Ciao Andrea, altri dieci punti per Blood on the tracks che prende sempre più il largo e che, a questo punto, dopo mesi di votazioni, credo sia virtualmente inattaccabile (ha quasi venti punti di vantaggio sul secondo).
Napoleon



932) ciao Napoleon volevo solo esprimermi sulla lettera di Luca che ho letto di recente sul
sito...in effetti è incredibile come Bob in Italia sia praticamente sconosciuto o considerato
solo per gli anni 60.....porto la mia esperienza personale:forse per la mia giovane età -ho
16anni- ma direttamente non conosco nessuno che ascolti Dylan e anzi la mia stessa
ragazza ha avuto molto da ridire quando ha scoperto che per me le sue erano LE
canzoni.....ho sentito moltissima gente affermare che con la grande storia della musica non
ha niente a che fare (domanda di Napoleon: ovviamente frequenti normalmente entità
biologiche extraterrestri, giusto?)......non c'è un briciolo di cultura
musicale,purtroppo.Discorso diverso va fatto per la voce:al di là dell'inequivocabile calo
avvenuto nelle ultime opere(io comunque la trovo ancora più intrigante.....preferisco quasi
la voce di Love and Theft a quella di Freewheelin'!) reputo che il tono vocale di Dylan sia
la componente essenziale di tutta la sua opera,forse ancor più importante delle splendide
pagine che ci ha regalato.Per me almeno è stato così:mi sento ammaliato da quella
voce,ancor più oggi che è  posseduta da quella strana nasalità...mi conduce per mano in
luoghi che non saprei descrivere con la parola.Forse fa tutto parte di quell'"emozionalità"
con la quale Dylan canta...certo che un potere di illusione tale,quella nebbia capace di
offuscare le  percezioni sensoriali,quella continua impressione di sognare,risiede solo nelle
sue opere.

saluti Luciano

ps:solo un appunto:leggendo il testo di Things Have Changed notavo come il lago di cui
non conoscevi l'origine potesse essere il Cocito,il lago ghiacciato sito nel girone più basso
degli inferi.Mi pare che entrerebbe a meraviglia nel contesto.

Ciao Luciano, personalmente trovo che Love and Theft sia uno degli album meglio cantati
da Bob se non il migliore. Po' boy è assolutamente eccezionale come Summer days, e come
Mississippi e High Water (l'incipit di quest'ultima mi dà letteralmente i brividi). Ma in tutto
il disco direi che la prestazione vocale di Dylan è eccellente (penso anche a Moonlight e
Bye and bye) e i recenti concerti confermano il trend positivo della sua voce che è ormai
da diversi anni in uno "stato di grazia". Ieri ho avuto finalmente il tempo per ascoltare un
cd che mi ero "fatto in casa" scaricando dalla rete pescando qua e là i vari mp3 che stanno
spuntando come i funghi con le canzoni di Love and Theft degli ultimi concerti (San
Francisco, Columbus, Spokane etc...) e sono rimasto tramortito dalla bellezza delle versioni e dalla voce
di Bob veramente splendida. Ho trovato Tweedle dee and Tweedle dum addirittura
superiore alla versione che compare sul disco ed anche Sugar Baby è ulteriormente
migliorata dal vivo. In una mail che pubblico più sotto Paolo Vites conferma questa mia
idea sulla voce attuale di Bob. Il bello della voce di Dylan è che nel corso degli anni è
cambiata in continuazione, caso assolutamente unico nella storia della musica rock
(e non solo). Pensiamo al primo periodo "folk/blues" in cui aveva una voce da ragazzo che
imitava un vecchio (cercando di ricreare ovviamente il timbro dei vecchi bluesmen). Poi
c'è il periodo "acido" degli album elettrici del '60. Poi quello dei Basement tapes e "dintorni"  con la
voce "strascicata" ed "indolente". Poi nuovo cambio a cavallo dei '60/'70 con voce (quasi)
da cantante confidenziale, profonda, calda, "zuccherosa". Poi c'è il periodo della voce "urlata", quella cattiva e tagliente di
PW, BOOT, Desire e della Rolling Thunder Revue o del video di Hard rain. Poi ancora un
cambio negli anni '80 con voce sempre più nasale e via via arrochita. Fino al periodo
dei primi '90 in cui la voce effettivamente era "latrata" come quella
del famoso "cane ferito" cui fu paragonato Bob dopo il concerto del MSG del '92. Però,
come scrivevo sopra, negli ultimi anni è avvenuto l'ennesimo cambiamento e sembra che
la voce di Bob attuale sia una specie di summa di tutti gli stili precedenti tanto che da un
lato in L&T la troviamo dolce e melodiosa in brani come Moonlight ed altri simili (quasi alla
Nashville Skyline) e dall'altro la troviamo acida come in H61 in brani come Honest with
me o Lonesome day blues, etc. Ed ancora in brani come High Water sembra
miracolosamente simile a quella dei primissimi album (a nessuno ricorda Ballad of Hollis
Brown?). Resta da chiedersi quale sarà il prossimo tassello... oltre a constatare come la
definizione di David Bowie per cui la voce di Dylan è "di sabbia e colla" calzi a pennello,
con la precisazione che di volta in volta Bob ha aggiunto a questi malleabili "ingredienti
base" altri come miele, acido, canditi, veleno, zucchero, lamette e catrame (e chissà
quanti altri...)
Napoleon



933) E, restando in tema, ecco la mail di Paolo Vites di cui parlavo sopra:

Non so se hai avuto modo di sentire Mississippi da Columbus, live su MP3, e
naturalmente Tweedle dee and Tweedle dum live su bobdylan.com;
credo che Dylan non cantasse più così bene dal vivo almeno dai primi anni Ottanta, è
semplicemente fantastico; Mississippi è veramente da brivido; amici americani mi dicono
che si contiene abbastanza negli assolo di chitarra, e che ai lati dei palcoscenici ci sono
sempre microfoni girati verso il pubblico, come si fa quando si registra un disco dal vivo;
potrebbe essere che un disco dal vivo sia previsto per l'anno prossimo: sarebbe l'ora!!!
Un grande disco dal vivo!
Nota cattivella: ma Bob sta cantando così bene perché sa che lo stanno registrando per un
disco dal vivo? Eh, non si fa così Bob, bisogna cantare bene sempre,  anche quando non ti
stanno registrando...  ciao!
Paolo Vites

Ciao Paolo, lo volesse il cielo (il live, intendo!). Io incrocio le dita. Ho ascoltato le canzoni
che citi (in quel disco fatto in casa di cui parlavo nella mail precedente) ed ovviamente
confermo quanto dici.
Napoleon



934) Ciao Napoleon, come và? Spero bene. Voglio essere partecipe della tua gioia per la
presenza di Bob a San Remo.Sono infatti molto contento anche io."Puo' essere una
lanterna tenuta sotto ad un tavolo?". Penso, azzardando, che Bob vada a San Remo perchè è
innamorato del suo mestiere e non può riservare la propria arte ad una setta di
adepti.Questo di Bob mi piace molto,anzi tantissimo.Credo come te che suonerà con
voglia ed ispirato.Spero che attacchi con Moonlight e che prosegua con Summer Days.
L'arte è arte e non teme nulla.Un'occasione unica per farsi vedere da molte persone,per
regalare un poco di musica americana,americana fino in fondo, a tanta gente.Spero che ci
vada.E che si diverta.
Data l'ultima uscita, Love and Theft, non posso non inviarti la mia classifica aggiornata.Anche se le
classifiche lasciano veramente il tempo che trovano.Davvero se faccio mente locale ogni
giorno la posso aggiornare, cambiare, stravolgere.Il repertorio di Bob è sterminato.Come
potere escludere da una top ten alcune canzoni di Infidels che sono vere e proprie
gemme?E Street Legal con la maestosa Senor si può forse dimenticare?Street Legal è
uno dei dischi che ho più amato in assoluto.E New Morning,proprio sicuro che con la
splendida "If not for you" meriti le ultime piazze? Ad ogni modo penso che uno dei tre
album della trilogia "bucolica" (chiamiamola così) non possa non essere preso in
considerazione qualora mai si volesse presentare l'arte di Bob a qualcuno.Sopratutto
Nashville Skyline non può essere relegato come faceva qualcuno a scarto o
divagazione.Nashville Skyline è centrale per capire Bob.Per comprendere le sue radici.E
le canzoni semplici non sono affatto stupide,anzi.C'è gente che ha scritto canzoni
"impegnate" che a distanza di anni appaiono canzoni da rottamare...Inoltre le cose più
belle del Neverending sono gli arrangiamenti di Nashville e dintorni.Ecco mi piacerebbe
sentire tutto Nashville riarrangiato e reinterpretato con quella voce roca, dolce,
maliconica, suadente ed ironica di oggi.
Ti segnalo,ma penso che lo saprai, che l'altro ieri è ritornata in set-list "Every grain of
sand" e che ieri ha cantato la stupenda "Where teardrops fall".Incredibile e leggendario
Bob!Poi ho visto con piacere che John Brown ha sostituito Masters of War.Non sarai
d'accordo ma secondo me John Brown è la più bella canzone di Bob riguardo la
guerra,più di Masters of War (Come sarebbe che non sono d'accordo? E' esattamente quello che
penso anche io).Perchè è una ballata popolare semplice nel suo evolversi e nelle
conclusioni,ma estremamente ironica e cinica.Se la guerra deve proprio esistere, teniamo
sempre gli occhi aperti su che cosa non è.Non sono eroi e non è una passeggiata.Non vi è
nulla di mitico,ma molto di crudo e crudele. Infine anche io come Bertoncelli ho sempre
riscontrato un qualche cosa in Bringing it all Back Home che me lo ha fatto sempre
preferire seppur di poco ad Higway 61 revisited.Ma qui entro nel subconscio e non ho
voglia di tediarti.  Il fatto che Love and theft sia da molti considerato tra i migliori album di
Bob ci ricorda, qualora mai ce ne fosse stato bisogno, che Dylan è vivo e vegeto più che
mai.Personalmente considero il periodo che và dall'ottantanove fino ad arrivare
ad oggi il migliore di tutta la sua carriera.Per la voce e per le interpretazioni.Per la
passione dimostrata.Per il coraggio.Per l'umiltà.Guardando il tuo sito giorni addietro mi
sono fermato a pensare a quell'incontro con Giovanni Paolo II a Bologna.Forse non
abbiamo ancora realizzato del tutto quel che è avvenuto quel giorno.Essere citato da un
Papa, l'inchino, il bacio dell'anello.Sono cose che in una biografia restano in
eterno.Considerando lo straordinario periodo di forma di questi ultimi tre anni e l'ultimo
superbo disco, ad alcuni di noi piace pensare che davvero "Somebody touched
me!".Forse è stato proprio toccato da Qualcuno.Proprio lui:un po' ebreo,un po'
cristiano,un paio di mogli e cinque o sei figli,a tratti una vita un poco sopra le righe.Un po'
alcool ed un poco "maria".D'altra parte il famoso"I pubblicani e le e le prostitute precedederanno
molti" non era un modo di dire.
Ecco dunque la classifica.La quale non può prescindere dalla prima posizione di Blood on
the tracks.Per quel che  riguarda me,non credo sarà mai scalzato da altri.
Ciao,a presto.

MIGLIORI ALBUM

Blood on the tracks
Oh Mercy
Love and theft
Bringing it all back home
Highway 61 revisited

MIGLIORI CANZONI

Shooting star
Simple twist of fate
Mississippi
Desolation Row
Mr. tambourine man
It's all over now,baby blue
Where teardrops fall
Like a rolling stone
Po' boy
Watching the river flow



935) Ho un dubbio. Siamo sicuri che Dylan sia nato il 24 maggio? A nessuno è mai venuto il
sospetto che la data non sia quella?
Salutissssimi Massimo

Ciao Massimo in effetti si era letto da qualche parte che secondo alcune fonti la data
esatta sarebbe un'altra. Sul booklet di Bootleg Series 1/3 appare una foto con la carta di identità di
Bob che riporta come data di nascita l'11 Maggio e non il 24 Maggio del 1941. Perchè questa
domanda ad ogni modo?...
Napoleon

Ecco qui sotto la foto in questione. Si legge chiaramente 11 Maggio 1941

Io sono poi in possesso di un'altra foto di cui riporto sotto un particolare dove alla voce "segni particolari" invece delle tre x che vedete nella foto sopra è riportata, giustamente, la dicitura corretta:

OK, OK, la seconda foto era uno scherzo (tranne per il fatto che Bob, ovviamente, E' un genio!) ...



936) Avevo 17 anni long time ago..leggevo Doppiovvu, Ciao 2001 e cose simili, ero già fan
sfegatato di Bob...finchè un giorno di marzo proprio su ciao 2001 appaiono le date del
tour europeo, quel mitico tour che era da poco iniziato in oriente e da cui si avevano
pochissime notizie (almeno io che vivevo su un'isola). Niente date italiane...ma qualcuna
tedesca. Mia madre è tedesca e mia nonna viveva li'. Si attivano le antenne, guardo
l'atlante per vedere quale delle date è la più vicina a Düsseldorf dove appunto viveva mia
nonna.....eccola DORTMUNDDDD. In pochi giorni riesco a convincere i miei a passare
un mese in Germania per la prossima estate..naturalmente accennando all'Evento....
Comincia un lungo conto alla rovescia..sul mio diario del liceo..Dopo un mese arriva la
notizia da mia nonna (mitica) che era riuscita a trovare la prenotazione per 2 biglietti per la
seconda sera il 27 giugno 1978....sì amici miei 1978. Finalmente arriva la data della
partenza... il 23 giugno. Traghetto per Napoli, treno per Roma dove una lunga
coincidenza mi consente di trovare dei carissimi amici. E poi via si parte per Düsseldorf,
con il cuore  a mille, senza sapere quale Dylan avrei trovato...lui che cambiava sempre.
Dopo pochi giorni sarebbe uscito il suo nuovo Lp, neanche  sapevo il titolo. Arrivo
fianalmente a Dusseldorf a mezzogiorno del giorno dopo, una giornata di sole. Un amico
di famiglia Hanz mi viene a prendere comunicandomi cha sarebbe venuto con me al
concerto. Adocchio l'edicola della stazione..le riviste musicali..sconosciute per me... ne
prendo un paio. Su BRAVO c'è un servizio fotografico del tour australiano..e come forse
già sapevo un Dylan nuovo, senza cappello o bandana..ma sembra proprio in gran forma.
Il giorno dopo   Street Legal è nei negozi, riesco solo a sentire l'inizio di qualche brano
per la gentilezza del negoziante....ahime' mia nonna non ha lo stereo. Mettendo in
controluce il vinile si riesce a capire se si tratta di un pezzo ritmato o lento..e io ho un
debole per i lenti...e la puntina si posa su Stop Crying... e poi sull'altro lato su
Señor...Strepitosoooo...molti non saranno d'accordo ma Hard Rain e Street Legal sono i
dischi che amo di più (insieme a Planet Waves).
E' il 26.....stasera Dylan ha il suo primo concerto alla Westfallen halle...io non ci
sarò...dovò aspettare ancora un giorno.
Inganno l'attesa con la radio..non si parla d'altro. Servizi alla TV. Il ritorno del Profeta.
Verso mezzanotte una radio intervista all'uscita del concerto i fan entusiasti, e poi....una
piccola anteprima di quella sera ..qualche secondo di I'll be your Baby tonight...bellissima
con un suono pieno, potente, ed il ritornello ripetuto...lo ricordo come se fosse ieri.
Finalmente ci siamo dopo una notte insonne dall'emozione. Colazione con mirtilli e panna.
Poi più tardi un pranzo veloce e finalmente verso le 14 suona il campanello... è Hanz che
è venuto a prendermi, gli concedo la torta della nonna ed un caffe' e poi via.......si parte.
Circa 60 km ci separano da Dortmund. Entriamo in città, i muri sono tapezzati di poster
di Bob con la famosa foto mentre tiene con la mano gli occhiali scuri, e qualche manifesto
del Open Air Festival di Norimberga che si sarebbe tenuto qualche giorno dopo.

una piccola curiosità, Luigi: è mica questa la foto di cui parli?...

Arriviamo al piazzale dellla Westfallen halle..è il palazzetto coperto più grande d'Europa
(almeno all'epoca). Troviamo il botteghino dove cambiare i voucher....prendo quei due
tagliandini verdi con una striscia rossa diagonale tra le mani come il bene più prezioso che
potessi avere. Qualche acquisto volante: il bellissimo tour book, ed un libro ciclostilato
con tutti i testi, con una copertina gialla con la foto di hard rain.
Verso le 19 entriamo..i posti sono tutti numerati... purtroppo siamo un po' distanti sul lato
destro del palco. Il palco è pieno di strumenti, tastiere, batteria, almeno 5 chitarre,
microfoni per coriste, congas percussioni. Tutto faceva pensare a qualcosa di nuovo, di
mai sentito prima da Dylan...quello che avevo sentito per qualche minuto ascoltando
Street Legal in negozio. All'epoca già suonavo la chitarra da qualche anno, e l'occhio si
pose sul microfono di Dylan avanti al palco...solo microfono per la voce..niente per la
chitarra quindi ciò lasciava presupporre l'assenza di brani acustici (all'epoca non c'erano le
preamplificate). Sopra il palco appese al soffitto del palazzetto decine di casse altoparlanti
erano proprio alla nostra altezza.
Alle 20 e 2 minuti la gente cominciava a fischiare per il ritardo (siamo in Germania) e
dopo qualche secondo si spengono le luci e migliaia di flash cominciano a
brillare..sembrava un planetario capovolto. Non mi trattenevo dall'emozione.
Nella penobra vedo i musicisti prendere posto. Le luci sul palco si accendono e parte la
band con un brano strumentale, si sene un boato del pubblico, ma Bob non si vede
ancora. Il suono è fortissimo potente graffiante, ma stento a riconoscere il brano..fino al
ritornello... E' Hard Rain's a-gonna fall proprio quello che mi aveva fatto innamorare di
Bob nel video della Rolling Thunder Revue. Assolo di sax, poi il mandolino del mitico
David Mansfield, e dopo due refrain un nuovo boato questa volta ancora più assordante.
ECCOLOOOOOOO minuto su quell'enorme palco, vestito con giacca di pelle nera, i
pantaloni neri con zig zag sui lati, è gioviale, si inchina al pubblico, imbraccia la chitarra
per terminare le ultime battute dello strumentale. I capelli sono una nuvola rossa attorno al
viso spigoloso. Il boato continua fino all'attacco  del prossimo brano. E' un R&b che non
conosco (dopo scopriro' essere She's Love Crazy), immagino sia dell'ultimo disco... La
voce è graffiante, diversa da Desire, da Hard Rain e forse anche più stridula di quella che
ho sentito su Street Legal....ma intensa come non mai.
Non capivo più niente...ero in balìa della musica e di quello spettacolo meraviglioso. Le
luci diventano più intime e parte un arpeggio terzinato... è Stop crying... l'avevo sentita al
negozio, bellissima,  con le coriste che incalzano Bob nel ritornello, e lo splendido assolo
di sax finale...neanche il tempo di applaudire e parte Billy Cross con un riff che scatena
l'entusiasmo....E' Mr Tambourine Man...mamma mia qua mi viene un infarto... Bob sta
con il capo leggermente inclinato immobile battendo il tempo con un piede sussurrando
quella poesia contrappuntata dal flauto forse un tantino invadente. Per la prima volta mi
misuro con la capacità di trasformazione dei brani di Bob. Devo ammettere di essere
impreparato... e accolgo un po' freddamente la versione di Shelter from the Storm... che
da Hard Rain ascoltavo 10 volte al giorno... ma... le emozioni continuano... i brani si
susseguono quasi senza interruzione gli uni dagli altri... Steven Soles comnincia a ritmare
un accordo fisso con l'acustica e Love Minus Zero si diffonde nell'aria e nell'anima
dolcissima poi crescendo sempre di più fino a provocare il secondo boato assordante
della serata... Bob si avvicina con le mani chiuse al microfono e comincia a soffiare come
un forsennato nell'armonica...sembra un suono impazzito che si erge sulla professionale
compostezza della band... è un'emozione unica...Vi dicevo che ero poco preparato ai
cambiamenti...questa volta il cambiamento ha prodotto lacrime...il sax si fa dolcissimo... la
chitarra assume un tono quasi "messicano" e comincia la canzone successiva...mai
sentita... ma... le parole mi dicono qualcosa... non mi sono nuove... cerco di capire gli
accordi... sono invaso da quella bellissima melodia... Bob canta con una passione
incredibile... fino a pronuciare le ultime parole della prima strofa "Tangled up in Blue"... il
silenzio diventa boato.. fino a ridiventare silenzio all'attacco della strofa
successiva...Questa è stata l'emozione più grande che mi ha dato Bob... mamma mia che
versione!!! Quando pronuncia "revolution is in the air" un brivido mi percorre la schiena.
Un silenzio di tomba fino all'applauso finale quasi liberatorio dopo più di 5 minuti di
intensità assoluta. La batteria inizia con un attacco jazzistico e un dolce riff di chitarra
cresce fino allo stop della battuta successiva "You walk in to the room"... e' Ballad of a
thin man... bellissimaaaa... forse uno degli arrangiamenti più belli della serata...
Dimenticavoooo Bob ci concede un "thank you" quasi dopo ogni brano... dopo quello
che avevo sentito dire di lui mi sembra un miracolo. In effetti è molto cordiale col pubblico
soprattutto quando presenta i brani nuovi. Rock duro con Maggie's Farm anche in questo
caso l'arrangiamento non mi convince affatto... anzi... dopo le due perle precedenti non ci
voleva proprio... Ma Bob si fa subito perdonare con I Don't belive you e una travolgente
versione di Like a Rolling Stone... che crea un altro boato assordante... la gente comincia
a ballare e le prime file sembrano impazzite. Rimango colpito dall'arrangiamento... per la
diversità degli accordi che nella prima parte rimangono fermi... sul "didn't you".
L'entusiasmo si placa quando Bob annuncia il prossimo nuovo brano e che per qualche
minuto si riposeranno... True Love tends to Forget... si insinua dolce Dylan canta
appassionatamente col capo sempre inclinato... lascia il palco prima della  band che
conclude la prima parte. Le luci si accendono. Il mio amico Hanz va a prendere due
birre... qui fanno la Dub... ma niente a che vedere con la Alt di Düsseldorf... I commenti
sono favorevoli non senza qualche critica a qualche arrangiamento eccessivo... Maggie's
Farm non è un brano che amo molto ma stasera è stata inascoltabile... ma su molti altri
brani  gli arrangiamenti sono stati supendi... risaltando la melodia... e Bob è davvero in
gran forma... sembra divertirsi.
Pochi minuti di pausa, le luci si spengono... come all'inizio entra la band con un brano
strumentale...questa volta è riconoscibilissimo: Rainy Day Women... ma Hanz non è
ancora tornato con le birre... sono preoccupato... mentre Bob riprende il palco... sembra
ancora più vispo di prima, ammiccando, sorridendo e voltandosi verso la band a mo' di
direttore d'orchestra. Il prossimo brano non è dei miei favoriti ma l'arrangiamento
funziona... Sooner or Later... con le coriste quasi sempre in primo piano... Poi arriva un
brano che ho amato tanto nella versione di Hard Rain (a proposito...sono sorpeso
dall'assenza di questo disco nella classifica dei fan nel sito... non solo è il più bel live di
Dylan... ma il più bel live in assoluto..almeno per me)... You are a big girl now...è
stupenda anche qui... struggente... con la voce di Dylan e il sax che si rincorrono...
all'improvviso Dylan si allontana dal microfono e si china sulla cassa monitor come per
abbracciarla... non capisco cosa stia facendo... ma mi sembra una cosa un po' bizzarra...
non penso che sia per motivi tecnici... One more cup of coffee mi conquista alla
distanza... l'originale è sacro... ma questa non è male... la percussionista si lancia in un
assolo trascinante... è bravissima... come tutti stasera... Il pianoforte inizia ad arpeggiare
mentre le luci diventano più cupe... How many roads... wow boato... e silenzio... e'
intensissima bellissima, oggi forse potrà stancare ma vi assicuro che allora era
un'emozione sentirla cantata dal Nostro... l'arrangiamento è bellissimo... ma come Mr.
tambourine Man il flauto è troppo invadente (o forse è colpa mia che non amo molto
questo strumento) Ritorna il mio amico con le birre e lo rimprovero per quello che si era
perso... Blowin' in the wind cantata da Luiii dal vivo li' davanti a me. Ancora emozioni,
lacrime, brividi, come Tangled up in blue anche I want you ha lo stesso andamento e si
riconosce solo al ritornello dove parte un timido applauso per  non rompere
quell'incantesimo... la voce di Dylan è straordinaria... forse la più bella interpretazione
della serata. E poi ancora un annucio di un nuovo brano... il più applaudito, il più bello,
Señor conquista tutti, l'avevo sentita solo per qualche battuta... è bellissima, Dylan l'ha già
un po' cambiata rispetto alla versione del disco... almeno mi sembra sia cosi'.
L'incantesimo è rotto da una scarica di batteria... e l'ingresso della band su accordi
ossessivi... riesco a vedere le posizioni di Dylan sulla chitarra... si minore - la... è Master
of war... eccezionale... avrei voluto che Pinochet fosse li ad ascoltarla, un turbine violento
di parole e suoni ed un assolo finale di Billy Cross che mi faceva pensare a Hendrix nella
famosa "rilettura" dell'inno americano a Woodstock. L'odio si placa e fa posto all'amore
ed ad una bellissima versione di Just Like a Woman... che mi piace in tutte le salse...
figuriamoci in questa... ma poi arriva il momento più basso della serata, quasi mi incazzo
con Bob (anzi mi incazzo proprio) quando ci propone la sua rilettura di Oh Sister... nooo
cosi' non ci siamo proprio.. non quella e non cosi'... Ma Bob si fa subito perdonare con
una stupenda versione di All along the watchtower... che scatena gli entusiasmi... il palco
si illumina di fuoco come il violino di David... tanto di cappello a Hendrix ma questi qui
non scherzano... a proposito sentitevi la versione di Los angeles su Life Sentence dello
stesso tour... Ci avviamo al gran finale... ho un senso di angoscia... sento che questa
magia sta per finire e quasi non riesco a godermi il concerto. All I really want to do
avanza giocosa mentre il pubblico batte il tempo seguita a ruota da una fulminante
versione di It's all right ma'... una delle cose più belle scritte in questo secolo...
meriterebbe il Nobel solo per questa...President of the United States... provoca il boato...
lo stesso di Before The Flood... sentirlo qui mi dà i brividi, mi emoziona. Bellissima anche
Forever Young con la solita testa inclinata e il piede solo a muoversi e battere il tempo
tra  mille fiaccole. Il country quasi ballabile di I'll be your baby tonight che avevo ascoltato
alla radio il giorno prima... tutti in piedi... Bob lascia il palco lasciando la band a finire...
Boato assordante, le luci rimangono spente... flash urla applausi... un trionfo per Bob, io
ero frastornato... eccolo che ritorna raccogliendo un mazzo di rose annusandolo, inchini,
saluti, sembra davvero felice... come tutti noi i 40.000 di questa stupenda serata... e ci
lascia donandoci l'ultima emozione The  times they are a changin' bellissima anche
questa... il ritmo cadenzato ne amplifica la solennità... Thank you Bob this was my first
time... altre emozioni verranno e dopo 23 anni siamo sempre qui.
Un abbraccio a tutti
Luigi Catuogno



quiz senza premi: chi è la pulzella?


938) Ciao Michele
   Dopo qualche settimana di pausa dalla mia attività dylaniata a causa di un
   esame universitario, riprendo la mia postazione di eagle, nella fattoria,
   comunque sono rimasto sempre on-line per seguire le evoluzioni continue del
   sito, e colgo l'occasione visto che non l'ho mai fatto di farti i
   complimenti per le strip di Zimmy. Adoro i fumetti, ne consumo una marea.
   Ho acquistato il libro di Alessandro Carrera, La Voce di Bob Dylan, e la mia
   lettura è cominciata appena uscito dalla libreria, e devo dire che è un
   libro fantastico, mi piacciono i continui riferimenti alla letteratura
   americana tipo Kerouac e Ginsberg, che tra l'altro sono i miei preferiti a
   livello letterario. La mia recensione su Love And Theft è stata pubblicata
   anche da Jam, e come dire sono felicissimo, spero che sia solo l'inizio di
   qualcosa di costruttivo per la mia passione giornalistica. Sto aspettando
   con ansia che mi arrivino i cd del Dylan Tree, spero si sbrighino ad
   inviarli sono troppo curioso di ascoltarli. I miei acquisti musicali si
   fermano per adesso a Ten New Songs di Cohen, un disco splendido, che secondo
   me ha una gestazione simile all'ultimo di Mr. Zimmerman, che ne pensi tu
   Michele sei d'accordo? In conclusione vorrei sapere come mai non hai
   risposto alla mia ultima e-mail?
   Tanti saluti a tutta la fattoria,
   Salvatore The Eagle

Ciao Eagle, può essere che abbia perso la mail in questione... Se era importante
inviamela nuovamente. Su Cohen: il disco mi è piaciuto molto e nel mio piccolo lo sto pubblicizzando
nella mia trasmissione su Top Italia Radio (piccola pubblicità: ogni mercoledì, ore 17.05,
Top Italia Radio, la trasmissione è "Trax Comics", diffusa nella sola Valle d'Aosta). Finora ho passato
"In my secret life" e conto di far ascoltare Boogie Street, By the rivers dark e That don't make it junk
che sono le mie preferite.  Non saprei dirti se la gestazione dell'album di Cohen possa paragonarsi
a quella dell'album di Dylan. Magari potrebbe intervenire sull'argomento il nostro Carlo Pig , grande
fan del poeta canadese, se ricordo bene... Ci sei Carlo?...
Napoleon



 
 
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