parte 85

903) Caro Napoleon,
un piccolo intervento su "Love and Theft": io ho comprato il disco
(ovviamente! Sono stato il primo al negozio!) l'ho ascoltato, diverse
volte, con cura... Ed e' solo per questo che mi permetto di parlarne
solo adesso. Il paragone con "Selfportrait", che mi pare qualcuno avesse
avanzato, non e' del tutto vuoto di senso: a parte il fatto che
Selfportrait e' un disco che a me piace, ci vedo quella stessa influenza
di fondo, esercitata su Dylan dalla musica anni '50, che fa da sfondo a
molti episodi di quell'album - ad esempio, oltre a "Blue Moon", "Let it
be me", cover, se non erro, degli Everly Brothers. E' innegabile che
un'influenza del genere sia stata sempre presente, almeno
sotterraneamente, in Dylan: Carrera ricordava i legami fra "That's all
right Mama" e la (quasi) omonima canzone di Elvis; nell'aborrito "Dylan"
compare una cover di "I can't help fallin' in love with you"... Oltre a
Chuck Berry e a Little Richard, Dylan s'e' ascoltato bene anche la
musica piu' - diciamo - "commerciale" di quegli anni, e questo e' un
dato di fatto, che quell'apophrades - ritorno dei morti - che sono le
melodie di una "Floater" o di una "Po' Boy" ne sono la prova piu'
evidente, a distanza di piu' di trent'anni da quell'esperimento
meraviglioso che Selfportrait e' stato. Esperimento, si': com'era un
esperimento il country in piena "summer of love", o quella
psichedelia-punk ante litteram portata sui palchi di mezza Europa in
faccia ad un pubblico che s'aspettava folk. E non perche' Dylan ami
spiazzare, o compiere gesti platealmente  sconvolgenti - segue un
progetto, e questo e' tutto. Il fatto che "Love and Theft" sia pieno di
citazioni da vecchi bluesmen conferma la continuita' di questo progetto,
e la forma straniata - perche' e' straniata - in cui questa mescolanza
di influenze ci viene offerta e' una prova evidente di come cio' che
Dylan scrive e compone non sia mai fatto ad uso e consumo di un pubblico
(pensate al rapporto che col blues ha un Eric Clapton), ma sia sempre il
frutto di una scelta individuale.
Spero di essermi fatto capire: "Love and Theft" puo' piacere o non
piacere, e questa e' una prova anzitutto della sua sincerita' e
dell'onesta' dell'artista che lo ha prodotto; personalmente, credo che
inserirlo in un'ipotetica classifica degli album di Dylan non sia il
modo migliore per rendergli giustizia, perche' una classifica del genere
ha un valore al massimo ludico: noi non siamo nessuno per dire - poniamo
- che "Highway 61" e' meglio di "Oh Mercy", e Dylan - come Platone, del
resto - non puo' essere fruito "a pezzi", ma va ascoltata, letta,
compresa tutta la sua opera in progress (il risultato finale e' che
bisognerebbe ascoltare anche TUTTI i concerti, le sessions, etc.: se
c'e' un artista per cui i bootleg hanno valore e' Dylan, anzi,
rapportandosi a lui i bootleg hanno un valore essenziale, pari o
superiore a quello degli album in studio).
Io, personalmente, ascolto piu' un "Blonde on Blonde" che "love and
Tehft": ma so di sbagliare, e confido che un giorno saro' illuminato
dalla Grazia. Di Dylan o si accetta tutto in blocco, o nulla: antologie
non sono possibili. E' la cosa piu' vicina alla religione che conosco, e
forse e' per questo che lo amo.

Fabio Camilletti

P.S. Sono contento che Dylan non abbia preso il Nobel, e per due motivi.
Primo, prche' se lo avesse preso si sarebbe scatenato sulla stampa il
solito, umiliante dibattito: e' arte? non e' arte? Dylan e' passato per
queste idiozie milioni di volte, e' ora di lasciarlo in pace, perche'
nessuno puo' veramente parlare di lui (no, neanche Greil Marcus: il
fatto che ora stia scrivendo in prima persona e' la prova che l'ha
compreso lui per primo). Secondo, perche' immaginate i fiumi di retorica
in questo momento, con God on our side e tutto il resto? Non che non ci
abbia pensato anch'io, quando ho visto quello che era successo l'11
settembre, ma penso che per questa overdose di melassa sia meglio Springsteen,
che potra' per l'occasione produrre un'altra "41 shots" (canzone di protesta, la chiamano...
ma sanno che significa?)
P.P.S. C'e' posto in Farm per un "Toad" (rospo)? La foto seguira'.

Sì. Toad sia. Aspetto foto.
Michele



904) Ciao Napoleon,
mi sembra che alcuni amanti dell'arte di Dylan siano fermi
agli anni delle prime due grandi
trilogie,misurando tutto il resto in base a quel periodo.Mi sembra
ingiusto e sminuente.Primo perchè la
produzione successiva ha consentito di capire meglio anche quella
precedente e poi perchè per certi versi ha
raggiunto livelli più alti.Sono sotto gli occhi di tutti,e le
orecchie,Blood on the tracks ed Oh mercy per citare due
album da tutti riconosciuti come eccellenti.
Poi mi pare che alcuni leghino addirittura Dylan agli anni della propria
adolescenza,vincolandolo a proprie
aspirazioni o sogni dell'epoca e pur comprendendo, questo mi trova in
totale disaccordo.Si rischia di far dire alle
canzoni di Dylan cose che nemmeno Dylan avrebbe voluto dire,storpiandolo
ed asservendolo ad una propria
età,ad una propria visione del mondo.
A tal proposito mi sembra che una delle canzoni più bistrattate sia
Bloowin' in the wind.Canzone che ci pone
molte domande,domande che ogni uomo penso si sia posto,ma che non ci dà
risposte.Non so con che spirito
abbiano cantato alla marcia di Assisi questa canzone.Se era per porre un
invito alla riflessione,giù il cappello.Se
era cantata per dare una risposta,beh:la risposta proprio non c'è.
Ecco è forse proprio Blowin' che ci dà visione completa di quello che è
capitato a Dylan.Tutti volevano che la
risposta fosse la propria:il partito per alcuni,la lotta per altri,la
rivoluzione per altri ancora.E' che Dylan la risposta
prorpio non l'ha data.Certamente si può dire a suo onore ed ad onore di
tanti ragazzi poi diventati uomini di ieri
oggi e di domani di avere cercato una risposta.E la sua parabola, credo
straordinaria,ci ha mostrato varie
svolte,vari tentativi.Dylan è ben lontano da certezze e ancor più
lontano dal volere vendere certezze.Vi è una
grande capacità riflessiva,molto umorismo nelle sue canzoni ma anche
molta, molta malinconia.A volte
disperazione.Mr. Tambourine Man in alcune versioni è lancinante.
Riguardo Love and theft prendendo spunto dalla eccellente ed invidiabile
recensine di Elena vorrei aggiungere e
completare dicendo che il raccontino,il quadrettino,il ritrattino quando
capitano tra mani sapienti diventano a
parer mio la più grande forma d'arte.E' una mia predilezione ma che
penso possa trovare anche riscontri positivi
tra le persone più intelligenti.Invito tutti coloro che amano la
letteratura a riprendere in mano i libri di Twain e
sentire quali sensazioni possono dare.Prendono spunto dalla vita
popolare e dai racconti popolari e assurgono a
opera d'arte assoluta,capibile per tutti,strordinariamente
divertenti,invitandoci pur tuttavia, a riflessioni profonde
ed ultime.E' quanto a parer mio avviene ascoltando Love and theft,già a
partire da Tweedle Dee e Tweedle Dum la
storia di due che hanno fatto fortuna assieme,non possono separarsi,ma
non ne possono più di vedersi.Un
piccolo quadro di vita che personalmente mi ha fatto e mi fa pensare a
lungo.
Dylan dice spesso riguardo alcune sue canzoni "è una canzone su come
vanno qualche volta le cose nella
vita".Ama osservare,trarre morali spesso fuori dallo scontato,ama
riflettere.Questo disco è una riflessione
semplice su come vanno qualche volta le cose nella vita.Vi sono piccole
considerazioni ma profonde.Vi sono
piccoli racconti come Floater che sono saggezza,racconto e morale del
delta del Missisipi allo stato puro.
Invito a provare ad uscire dai paradigmi scontati entro
cui abbiamo rinchiuso Dylan per farne un
eroe a nostro uso e consumo.A servizio di un partito od un movimento che
sia.Paradigmi e preconcetti contro cui
ha lottato tutta una vita ed a cui ha pagato un prezzo altissimo.Dylan
apre la mente,invita a camminare con le
proprie gambe,senza bisogno di santoni che ci spieghino cosa fare o
peggio che cosa pensare.E' uno spirito
libero,ribelle e refrattario.Mai sazio cerca nuove strade.
Mi piace molto Love and theft,come mi piacciono i raccontini,spesso
pieni di verità imbarazzanti,di ironie spietate
ed a volte crudeli."...Mi zio ha fatto molte cose per me e non lo
dimenticherò",viene da ridere ascoltando quella
strofa di Po' boy,ma subito dopo il riso diventa sorriso
malinconico,forse amaro.
Cavatela da solo,ma quanto è dura cavarsela da soli!Questo viaggio
immenso di questi anni giù nelle radici è non
solo un tuffo musicale nel passato.E' anche tuffo tra la gente,e le
storie di gente che popolavano gli Stati Uniti
quando le canzoni si tramandavano di chitarra in chitarra.E' lì che Bob
in questi anni ha voluto cercare la risposta.
Ce n'era bisogno.In un mondo di plastica,che brucia gli eventi senza
riflettere,attingere a piene mani a quei tempi
immemorabili di Blind Willie Mc Tell è già di per se stesso un messaggio
forte e profondo.E' invito a guardarsi
indietro e a scoprire che la vita c'è sempre stata,ha coinvolto uomini e
genti,creando saggezze e piccole verità che
noi uomini del duemila spesso arroganti e presuntuosi abbiamo cancellato
dai nostri possibili tour.Dylan sterza a
trecentosessanta gradi e ci riporta a sonorità pure,spesso amene,a
riflessioni semplici e profondissime.Come
erano semplici e profondissimi i nostri nonni,segnati dagli eventi della
natura o quant'altro,ma non per questo
meno uomini di noi.Anzi,ci sembra dire Dylan:che tempi quelli!

Concludo,caro Napoleon,e penso che sarai d'accordo con me che altri
discorsi riguardo arrangiatori o
batteristi,non mi riguardano più di tanto.Dylan si è preso 'sti tre o
quattro qui e se li è portati in giro per il
mondo.Alla fine è venuto fuori un disco che penso unanimemente si possa
dire suonato in maniera
apprezzabile.Non credo manchi di "tiro" e di cose interessanti.Va in
giro per il mondo e se ci fai caso arriva nei
posti giusti nelle stagioni più indicate.A La Spezia quando è
consigliato esserci,a Boston quando una gita fuori
porta è straconsigliata ecc. ecc.A sessant'anni è forse anche giunto il
tempo di non rompergli più le scatole.Suoni
con chi ha voglia!Ti piace?Vai a vedere.Non ti piace?Stai a casa.A
Milano l'anno scorso si sono divertiti tutti
come dei matti.Garantisco per certo:ero in ultima fila in piccionaia,non
è volata una mosca per due
ore.Applausi,accendini e battimani.
Il rischio è di diventare come le news group dell'Inter:non va mai bene
niente.E tu sai,io so,tu sai che non è
questo il destino di Maggie's Farm.

Ciao Andrea  la tua mail è assolutamente perfetta a mio avviso e ad un certo punto mi sono chiesto se l'avevi scritta tu o se avevi rubato dal mio computer gli appunti per una mia mail. Hai detto esattamente le cose che volevo dire io e che dunque non dirò più perchè lo hai già fatto tu quindi idealmente aggiungo la mia firma alla tua alla fine della mail.
Michele


906) Ciao Michele,
sono riuscito finalmente ad avere "Renaldo & Clara"(un grazie ad
Arduino).
E proprio non ti so dire cosa ne penso ... Non credo di avere la
capacità di giudicarlo ...
Ma, dato che i mezzi di internet sono potentissimi e che siamo
fortunatamente in contatto con un'autorevole Professore come Alessandro
Carrera, il quale dimostra sempre di essere gentilissimo e disponibile
nei nostri confronti, ho pensato che magari potevi chiedergli un suo
giudizio sul film ...
Spero che la mia richiesta sia presa in considerazione ...
Un grazie in anticipo ed un saluto agli amici della fattoria,
Leonardo "Lion"

Ciao Leonardo. Beh l'appello è lanciato. Anche a me piacerebbe sentire il parere di Carrera dopo tanti anni su quel film.
Michele



907) Hi Michele,
In questi giorni mi sono soffermato sulle notizie riportate sulla stampa
italiana relativamente al prossimo "festival di san remo" (il minuscolo
è voluto). Spero che la compagnia che organizza le serate di His Bobness
abbia chiaro che detto festival non è uno dei festival a cui il Nostro è
abituato, ma è un "contest" fra cantanti (sic) più o meno falliti e/o
sfiatati, che usano questa vetrina per guadagnare quattro Euro. Il
presentatore o forse organizzatore è quanto di più vetero democristiano
esista in Italia, e questo la dice lunga riguardo ai tempi in cui
viviamo.
Mi ha fatto sorridere lo strillo di Repubblica: Morandi..etc etc.
Morandi chi? il pittore o quello che: "fatti mandare dalla mamma a
prendere il latte".
Basta per piacere  mescolare il sacro e il profano, questa aria da
restaurazione mi sta opprimendo.
Da parte mia, e qui devo buttarla sul ridere, ho iniziato una serie di
novene affinchè Mr. Bob rinunci a un super lauto cachè, eviti
(ricordando quello che è successo al grande Louis Amstrong tanti anni
fa, non sapeva dove era e quasi di forza lo riaccompagnarono dietro le
quinte) di salire sul palco delle vittorie (altro minuscolo voluto) e
per un cachè magari inferiore canti per noi il suo solito set list,
negli stessi giorni magari.
Immaginate Bob Dylan intervistato dal Baudo di turno, che tristezza!!
Un abbraccio e un saluto a tutti
"papa Mario"

Ciao Papa io invece mi auguro che Bob vada a San Remo si faccia pagare un paio di miliardi di lire o equivalente in euro o meglio in dollari che canti "Moonlight" e "Bye and Bye" mentre gli tributano una standing ovation di ventitrè minuti e se ne voli subito in U.S.A. con le tasche gonfie di bigliettoni. Sarebbe la mia più grande soddisfazione nei confronti di alcuni autorevoli/idioti pennivendoli italiani fin dai gloriosi tempi del Congresso Eucaristico di fronte al Pontefice. Prego Dio perchè ciò avvenga.
Michele



908) ciao michele, dopo lunghe nottate passate ad ammazzare le zanzare e a
pensare al mio "animale della fattoria" ho finalmente trovato la
soluzione. ho deciso che da ora in poi sarò la vostra coccinella. il
problema è che ho un lapsus e non mi viene in mente il nome inglese
(ladyqualcosa) e purtroppo non ho a disposizione nessun vocabolario qui
in aula informatica, quindi se a te non dispiace tradurlo...
un mio amico infatti mi ha appena regalato una coccinella di vetro, e
quello stesso giorno ho scoperto che anche lui è un fan di bobbie.
questa è la motivazione per cui ho scelto di nominare... ops, questa
frase sembra un po' troppo grande fratello. in realtà non c'è un motivo
in particolare, avendo potuto scegliere sarei stata il vostro gatto, ma
c'è già qualcuno così e la coccinella mi ha sempre ispirato simpatia.
bè, non ti rubo più tempo con queste sciocchezzuole. :)
grazie!
a presto
ila

Ciao Ila. Ladybird. Così sia. Appena ho un attimo ti inserisco nella fattoria
Michele



909) Ciao Michele, concordo pienamente con quanto hai aggiunto alla mia mail (MF 84 -
n.899):  spero sia chiaro che, quello che era stato scritto sul Mucchio, a me aveva
all'epoca a dir poco nauseato, e che ho tentato solo, e contemporaneamente, di
rispondere ad una tua richiesta, e motivare, a 4 anni di distanza, le cause che,
forse, portarono qualcuno a superare, certamente, il limite di rispetto altrui.
Tra l'altro manca il mio finale, ritengo casualmente o per qualche imprevisto nella
trasmissione; te lo ripropongo giusto per chiudere l'argomento (a ripensarci, nemmeno
mi interessa di trasmettere la mail al giornale), e perchè abbastanza chiaramente
ribadisce come l'essere fan di Dylan viene, per quanto mi riguarda, prima di molte
altre cose, compreso sicuramente l'essere un vecchissimo lettore del Mucchio.
 

Mi fa piacere che ti piaccia la foto di Anzio, ti mando le sole altre due che riuscii a
fare, forse sono solo un po' meno belle. Forse. Che ne pensi della scritta sulla chitarra?

A presto

ELIO ROOSTER

Ciao Elio ti farò sapere per il discorso vhs. Per il pezzo tagliato della tua mail nessun errore di trasmissione. L'ho volutamente tagliato io perchè secondo me simili idiozie non meritano nemmeno di essere pubblicate. Secondo me o sul Mucchio stanno cominciando a scrivere soggetti perennemente in stato di ebbrezza o stanno cercando di entrare nel guinness dei primati per la "notizia più demenziale mai stampata dai tempi di Gutenberg"... Non diamogli soddisfazione! Io fortunatamente questo tipo di cose me le sto perdendo perchè ribadisco che non acquisto più la rivista da quell'articolo relativo alla questione Bob/Papa.  Del resto ognuno può scrivere quello che vuole ma naturalmente ne paga le conseguenze (leggasi: un lettore in meno, cioè io/me).
Michele



Estrapolo un pezzo da una mail privata di Beni che non riesco a trattenermi dal pubblicare visto l'alto contenuto.
910) Ciao Michele!!! (...) A proposito, ho una grande notizia: visto che mi chiamo
Beni Hamster (e hai avuto un tempismo fantastico con la tua lettera a ricordarmelo!), ti
comunico con gioia che sono diventata padrona di un bellissimissimissimo cricetino a pelo
lungo (scarmigliato e ciuffoso come chi sai tu) e che l'ho chiamato... ZIMMY! Ti manderò
prestissimo una sua foto, appena riesco... ti andrebbe come mascotte del sito? Gli ho già
messo su i dischi del papi a manetta e gli piacciono un sacco!
Salutissimi,
stammi bene e a prestissimo
Beni

Grande. Manda foto. Non vedo l'ora di vederlo dal vivo (ed ora aspetto un soggetto della papera per le nostre strips...).
Un abbraccione ed un "ghiri ghiri" sul testino dell'animalucolo... Michele



911) Rispondo a Giorgio sul significato di VD: vuol dire VENEREAL DISEASE (malattia venerea). Ne sono certo perchè l'ho chiesto a Ramblin Jack Elliott.
Firmato ??? (ho perso la firma... ehm)

Il riferimento è alle canzoni tipo VD Blues, VD Waltz etc. cantate da Bob...
Michele



912) caro michele,
ti scrivo perche' in affannosa ricerca del bootleg del concerto di taormina dello scorso luglio : qui a palermo non c'e` modo di trovarlo. per caso conosci qualcuno che lo possiede e potrebbe in qualche modo farmene una copia alle solite condizioni o comunque dirmi come fare a trovarlo ? ti ringrazio in anticipo
jorg da palermo

Chi ce l'ha?...


913) Ciao Michele,  immagino che tu lo sappia ma ti ricordo che il Rolling Stone ha dedicato la copertina a Dylan, dopo diversi anni, puoi prelevarla dal sito ufficiale con l'intervista. Buon lavoro. Ciao, Massimo.

OK



914) Possiedo tutta la discografia dylaniana e innumerevoli bootleg, fatevi vivi per scambi ed altro a questo indirizzo:

loveminuszero@virgilio.it




 


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