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BOB DYLAN BLUES LA POSTA DI MAGGIE'S FARM PARTE 82 |
Napoleon in rags. |
DYLAN TRIBUTE
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867) Era nell'anno 1989 lo ricordo bene,quello
dell'esame di maturità.Avevamo appena terminato gli scritti e
non so come avevamo tra le mani due biglietti del concerto di
Bob Dylan in programma a
Milano,presso il fu teatro tenda Lampugnano,da poco Palatrussardi.
Bob Dylan lo conoscevo a grandi linee.A dodici anni ero rimasto folgorato
da Budokan,l'album dal
vivo del grande tour mondiale del 1978.Shelter from the storm,Mr.tambourine
man in quelle versioni
mi piacquero subito.Certo i testi li capivo e non capivo,ma ne coglievo
la straordinarietà,la magia.Mi
piaceva la voce di quell'album,gli arrangiamenti orecchiabili,quell'aria
che emanava da grande tour
mondiale,celebrativo della leggenda di Bob.
Poi per lunghi anni le mie conoscenze dylaniane rimasero le stesse.Ascoltavo
i nuovi
album,Infidels,Empire Burlesque,Down in the groove,Knocked out loaded,ma
francamente la mia
attenzione finiva lì.Capivo in qualche maniera che non era il
meglio che Bob avesse prodotto,non
mancai una breve visitazione dei grandi dischi del passato,ma tant'è,
se ascoltavo qualcosa di Bob
con un certo spirito era sempre il vecchio Budokan e niente più.
C'era poca gente quella sera al Palatrussardi,forse tremila persone.Quel
che sapevo era poco riguardo
quel tour.Si sapeva a grandi linee che era partito un progetto che
qualcuno aveva battezzato
"Neverending tour" e che le prime uscite americane erano state accolte
con entusiasmo.Arrivammo
un'ora prima,chiaramente spargendo voci fasulle sulla nostra destinazione,dal
momento che eravamo
sotto esame.Non tutti qui sanno,ma il Palatrussardi è a poco
più di trenta minuti di
autostrada,diritta,senza una curva ed arrivarci non è proprio
un'impresa.Ma sotto esame si sà,meglio
mantenere un'aurea di austerità.
Davanti al palco stazionava un manipolo di amatori dell'oppio.Fumavano
da una coppa con tuberie
strane,roba da partire per l'altro mondo, direttamente, senza fermate
intermedie.Ci piazzammo,quindi, di
fianco al mixer e decidemmo di stare lì in piedi.La poca gente
si guardava intorno un poco
stranita,forse delusa dal momento che a Milano i concerti spesso si
trasformano in una vera festa e la
gente spesso applaude con vigore e senza pudori.
Attorno alle 21 cominciò a muoversi qualcosa sul palco,le luci
si spensero ed entrò la band e poi
Bob.Gli applausi di rito,sembravano un poco forzati,non convinti,più
doverosi che sinceri.Non c'era
ancora il dischetto,divenuto oggi leggendario ed obbligato, della Columbia
Records.L'attacco fu
deciso.Il sound sembrava già dai primi istanti avere colto tutti
di sorpresa.Un basso ed una batteria
tirati,una chitarra solista austera e splendida.Riconobbi Tangled up
in blue,grazie a reminescenze che
mi arrivavano da chissà dove.Già a metà canzone
pensavo di stare assistendo a qualcosa di
incredibile.Bobby indietreggiava ogni tanto verso una specie di tavolino
e tirava su armoniche le
provava lontano dal microfono ed attaccava con un assolo.Splendidi.Cantava
con una voce
aggressiva,fissava la gente,ma guardava tutti ad uno ad uno,con una
grinta che non avevo mai visto
in nessun altro concerto altrui.Ebbi l'impressione subito di trovarmi
di fronte ad un "animale da
palco",ad un sublime professionista dello show.Sembrava comandare a
bacchetta gli
applausi,sembrava uno arrivato da un altro pianeta."D'altra parte,pensavo
tra me e me,questo ha alle
spalle tour che nemmeno mi immagino e di teste ne avrà viste
a milioni".
Il pubblico era in delirio.La fine di Tangled fu salutata da applausi
convinti e stupiti.
Per chi come me conosceva soprattutto Budokan, Shelter from the storm
rappresentò la capitolazione
finale.Sapevo di quest'arte di Bob di sapere girare e rigirare le sue
canzoni,ma francamente non mi
aspettavo tanto.Sembrava di correre su una strada saltellante con Bob
che alla fine si inventò un
finale di armonica esilarante ed entusiasmante.Scrosciarono gli applausi.
Sedici canzoni e sedici trionfi.L'apice fu Knockin'on.La band se ne
andò via e lui attaccò da
solo.Cantò le due strofe,i due ritornelli.Intanto la band ritornò
sul palco.Tutti pensavano per il
prossimo pezzo.Invece un colpo di batteria secco e ricominciò
il ritornello con la gente che si alzò
dalle gradinate tutta assieme,cantando,gridando,applaudendo.
Sono passati dodici anni da allora e già da molto possiedo tutta
la discografia completa di
Mr.Zimmy.Quanto a Blood on the tracks,beh,ho avuto modo di recuperare
e di ascoltarlo un centinaio
di volte.E' un disco su come vanno qualche volta le cose nella vita...
Due anni dopo quella sera, in un negozio di dischi trovai una specie
di boot intitolato "All the way
down to Italy".Lo presi al volo e vi trovai immortalate sei canzoni
di quel concerto milanese .A parer
mio la Tangled up in blue di quella sera è la più bella
di tutti i tempi,almeno stando alle versioni
disponibili registrate.Ascoltare per credere.Purtroppo la knockin'on
heaven's non è stata inserita.Io
penso che anche quella sia una delle migliori cose mai sentite.Quanto
a Shelter la versione è accattivante ma
la cosa più importante è che alla fine di essa vi sono
io che parlo e che dico al mio amico "Hai sentito
che roba???!!!!!...Divino,incredibile!!!!!!!!!!!!!!!!!".Evidentemente
i due microfoni che uscivano dal
mixer avevano registrato tutto.
L'esame?Beh,quello se interessa andò bene.Il mio amico dice
che rock del genere non si sente più da
nessuna parte.Mi ha rotto la testa con Things Have Changed ripetendomi
all'infinito che canzoni del
genere non le ha mai scritte nessuno.Dice che sono rock-blues perfetto.Gli
ho scritto un' e-mail "Ha
vinto l'Oscar",mi ha risposto che se l'aspettava.Lui non è un
fan,ma sa riconoscere le cose di maggior
valore.E' sempre in giro per il mondo:forse Bob gli ha lasciato qualcosa
di suo...
Il Neverending ad oggi è ancora più vivo che mai.Non credo
che debba stupire più di tanto.Bob sta
ritornando un poco in tutto il mondo.Non penso dipenda da noi,penso
piuttosto dipenda da lui.Da
quello che vuole fare e si sente di fare.Ne sentiremo parlare ancora
a lungo.Questo è fuori di dubbio.
Andrea
Ciao Papa... come sarebbe ritocco ai baffetti...
? Ma se da quando se li è fatti crescere è così sexy
che mi fa rimpiangere di essere eterosessuale?...
Napoleon
871) ciao Michele,
non ci puoi fare questo!
le ultime di Zimmy sono veramente fantastiche e quella della "papera"
è super,sto rotolando
dalle risate.
Ad majora
GI rabbit
Condivido sulla papera...
Napoleon
Ciao Daniele Raven
Ciao Daniele,
io ho spedito un migliaio di mail ai signori
di Stoccolma... Speriamo! Qualcuno dice: ma anche se non glielo danno non
importa perchè Dylan è grande comunque. Non sono d'accordo...
Se uno è grande come lo è Dylan (oggi più che mai)
DEVE ricevere un premio così prestigioso per tutto quello che ha
scritto e sta scrivendo... Facendo un paragone con Dario Fo direi
che Bob lo merita almeno tre/quattro volte di più (facciamo cinque,
và...).
Napoleon
"Un Ultimo Caffe'"
Il tuo respiro e' dolce
i tuoi occhi, due gioielli
le tue gambe ambrate e forti
seta rossa i tuoi capelli
ma io non provo affetto
non ti sono grato o t'amo
alle stelle in cielo porgi
non a me quella tua mano
Un ulimo caffe', poi sulla strada
un ultimo caffe' poi dovro' andare
in una valle lontana
Tuo padre e' un fuorilegge
un ricercato, un criminale
lui ti insegnera' a schivare
e a colpire col pugnale
e non tollera stranieri
nel suo piccolo reame
la sua voce grossa trema
quando chiede da mangiare
Tua sorella e' una veggente
come te, come tua madre
non hai mai imparato a leggere
non hai libri sullo scaffale
ma hai un piacere senza freni
ed un canto melodioso
ma il tuo cuore e' un mare oscuro
nero, freddo e misterioso...
(Chiedo scusa per le licenze poetiche, specialmente nella prima strofa,
nella descrizione della ragazza. In effetti, credo che una "Poetic
Translation" - fatta per essere goduta in qualsiasi modo, cioe', e
non
realizzata a meri fini divulgativi - possa in qualche modo ricevere
qualcosa dell'esperienza personale del traduttore, che puo' dare alle
parole un altro senso rispetto a quello prima pensato. In quest'ottica,
vorrei dedicare la mia traduzione alla cameriera del pub "The Lightouse"
di Calais, in Francia, una ragazza bellissima dai capelli rossi di
cui
non ho mai saputo il nome. Ho steso la traduzione mentre lei mi serviva
caffe' su caffe', e stavo per imbarcarmi per l'Inghilterra. E la
ringrazio)
Tanto per gradire, poi, ti invio anche la mia classifica delle canzoni
e
degli album che preferisco di Mr Dylan...
ALBUM
1) Desire (non posso farci niente: lo adoro!)
2) Subterranan Homesick Blues (non lo chiamero' mai con l'altro
titolo... amo troppo il rock inglese)
3) Blonde on Blonde
4) Blood on the Tracks
5) Selfportrait (gia'!)
6) Hard Rain (s'e' capito che adoro la Rolling Thunder Revue?)
7) Nashville Skyline
8) John Wesley Harding
9) The Times They Are A-Changin'
10) Freewheelin'
CANZONI
1) Shelter from the Storm (da 'Hard rain')
2) It ain't me babe (da 'Renaldo and Clara')
3) Just like a woman (quella del 'Live 1966')
4) I Want You (in studio)
5) Love Minus Zero/No Limit
6) Abandoned Love
7) Visions of Johanna (quella del 'Live 1966' o quella di 'Biograph')
8) Oh, Sister
9) Just like Tom Thumb's Blues ('Live 1966')
10) One too many mornings ('Hard Rain')
Per questa volta e' tutto!
C YA
Fabio
Ciao Fabio ok per tutto. Inserirò la tua
versione nella apposita pagina "Italian Version" appena ho un attimo. Mi
è piaciuta moltissimo e me la sono cantata già un tre/quattro
volte... Se ne hai altre mandamele pure...
Napoleon
Ciao Lorenzo, la tua classifica farà salire
alquanto Desolation Row nel classificone
generale anche se ormai LARS sembra inattaccabile...
Mmm... Series of dreams al
secondo posto... In effetti è strano che
questa stupenda canzone abbia così pochi voti nel
succitato classificone generale... Sono d'accordo
con te sulla precisazione alla canzone
numero dieci che in quella versione reputo anche
io la migliore di Bob (insieme però con
quella stratosferica contenuta nel bootleg "Bathed
in a stream of pure heat"), sia nella
versione televisiva ufficiale con il cantato
di Bob "orribile" (a detta di alcuni infedeli) sia
nella versione della vhs ufficiale con il cantato
di Bob sovrainciso... La precisazione alla
canzone numero cinque direi invece che è
"superflua" visto che l'intero video di "Hard
Rain" contiene forse le migliori versioni di
quelle canzoni mai cantate da Bob...
Alessandro Cavazzuti
ELIO ROOSTER
p.s.: e vabbè, come faccio con i miei figli, dopo la sgridata
gli dò
una bella cosa. Visto che devi inserire, vai pure in (don't) throw
my ticket out the window. Il biglietto è splendido. O no? Saluti
e a
presto.
Grande biglietto, Elio. Lo inserirò quanto
prima...
Mi ero dimenticato del gallo effettivamente...
Ho già provveduto...
Napoleon
Su Love and Theft attendevo di trovare parole che fossero adeguate
all’opera. Ma, mentre
cercavo di sciogliere il senso della definizione “capolavoro” – che
condivido pienamente – in un’analisi più articolata,
Maggie's Farm è stata letteralmente invasa da decine di puntuali
e competenti recensioni che hanno reso praticamente inutile la mia!
Desidero aggiungere soltanto un paio di considerazioni. E’ stato scritto
da più parti che L & T
rappresenta il lato “solare” così come TOOM costituiva il lato
oscuro dell’opera di Dylan. Niente di più vero.
Bisogna però stare attenti a tenere ben distinta la dimensione
“solare” dalla “superficialità”. Non è necessario citare
le Lezioni
americane di Calvino per sottolineare come nell’opera dei migliori
artisti la solarità e la leggerezza vengano raggiunte solo dopo
un lungo percorso che passa attraverso il riconoscimento della “pesantezza”
dell’essere. La superficie in questo caso
non è il primo momento della ricerca, ma la riconquista dialettica
di una dimensione che era stata negata dai toni cupi e
pessimistici di TOOM, e che ritorna questa volta arricchita da una
ricerca che dura da più di quarant’anni. TOOM
costituiva un punto di non ritorno. Non si poteva scendere oltre nella
profondità della terra. Il pessimismo e la negatività erano
assoluti. A volte penso che se non fosse intervenuta la malattia a
mostrare a Dylan un abisso fuori dalla metafora poetica,
TOOM avrebbe potuto restare l’ultimo lavoro del Nostro, tanto non sembrava
offrire via di uscita. Invece l’incontro con
la possibilità reale della morte ha prodotto una vera rinascita
alla vita e uno dei migliori frutti è stato L & T.
E per ritrovare la forza vitale, quello che con una espressione felice
Alessandro Carrera definisce lo
“spirito della terra”, Dylan è tornato indietro nel tempo spezzandone
la linearità per riaffermare la circolarità di
quello dei padri.
Mi piacerebbe conoscere l’opinione di Carrera – che nel suo volume introduce
il tema, a mio parere
fecondissimo, della temporalità nelle canzoni di Dylan - su
Mississippi (quando mi deciderò a compilare la
famosa lista delle top ten – per il momento ho solo un titolo fisso
al primo posto: “Blind Willie McTell” - la inserirò quasi
certamente tra le migliori composizioni di sempre!) e sull’immagine
della tempo che origina. Certamente la metafora
del fiume per alludere alla temporalità non è cosa nuova
nella tradizione filosofica (altro “furto”!!!) ma in questo caso
mi sembra che la musica renda più chiaro il senso della
circolarità cui si intende alludere. La ripetizione del fraseggio
musicale delle strofe ma soprattutto il voler allontanare la chiusura
verso la tonica nel ritornello finiscono per distruggere la
linearità banale del tempo della tradizione occidentale per
creare, assieme al testo (molto ricco di senso e assai curato
nelle rime e nelle assonanze), una vera e propria sospensione della
dimensione temporale.
Passando ad altro, non ho trovato su MF alcuna reazione (almeno mi sembra,
perché
come al solito mi perdo nei ricchissimi links della “fattoria”) alle
dichiarazioni rilasciate da Dylan a Castaldo sul
pubblico delle prime file. Io ho avuto l’impressione che il Nostro,
come in altre occasioni, sia è riuscito a dire nello stesso
tempo una verità e una menzogna. Una menzogna, perché
non è affatto vero che ignora quelli che stanno sotto il palco (MF
ha già raccolto moltissime testimonianze in proposito). Una verità,
perché come tutti coloro che desiderano incessantemente
“crescere” e migliorare, in una sorta di masochistica ricerca delle
attestazioni contrarie, piuttosto che di quelle
favorevoli, non sa che farsene degli osanna di chi – come noi – finisce
per adorare ogni sua composizione.
Comunque sia, io mi auguro che al prossimo concerto i farmiani prendano
alla lettera le dichiarazioni
del Nostro e si dispongano nelle retrovie così io (che sono
piuttosto lenta nello “scatto”) potrò agevolmente
conquistare la prima fila!!!
(Bob puo’ dire pure ciò che vuole tanto, nel vero spirito dylaniano,
ho intenzione di disattendere le sue indicazioni: “Don’t
follow leaders”! )
Ancora infiniti complimenti per il sito (ormai mio costante punto di riferimento)
(La posta ora è decisamente più leggibile!)
“Wallflowers” Elena
Ciao Elena...
Se Alessandro Carrera è in linea e vuole
dire la sua sull'analisi di Elena...
Michele "Napoleon in rags"
L'avevo già detto sopra?... Era per vedere
se eravate stati attenti... Napoleon
Un grande saluto agli amici della fattoria
Salvatore "The Eagle"
Ciao "Aquila"... Ok. Ti piace Battiato? Io l'adoro...
Ciao Papa... Girerò la tua domanda a Bertoncelli
e se vuole chiarirà il suo pensiero... Per le questioni tecniche
spero che qualcuno ti aiuti (non guardare me che sono negato...).
Comunque riguardo alle recensioni di Bertoncelli
(la sua prima è stata una delle poche "negative") se hai notato
già nella sua seconda su Musica ha cambiato idea riconoscendo il
valore di High Water. Tempo un paio di mesi e secondo me arriverà
a scrivere in termini lusinghieri di tutte le altre, anche di Bye and bye
(che aveva considerato una delle peggiori canzoni di Bob)...
Napoleon
881) Ciao Michele
volevo inserirmi sul discorso Love and Theft visto che un paio di recenti
lettere lo hanno
ingiustamente "bocciato" (fortunatamente solo un paio visto che il
99 per cento di quello
che è stato scritto sia a livello di critica che a livello di
pubblico lo ha giustamente
esaltato).
Voglio solo dire che per quello che mi riguarda L&T è SUBLIME.
Uno dei migliori album
non solo di Dylan ma dell'intero panorama musicale degli ultimi 40
anni (non ho scritto 40
tanto per mettere una cifra a caso... eh eh eh). Più ascolto
il disco e più mi rendo conto
che è un capolavoro assoluto... Quanto poi a Bertoncelli che
non mi sento di attaccare
avendo egli una esperienza enorme nel campo e che quindi rispetto,
dico solo che non sono
assolutamente d'accordo su Bye and Bye che è una canzone stupenda,
una delle mie
preferite di Bob (del filone "old-style" per intenderci)... Detto questo
sono contento che
come me la pensino praticamente tutti i critici (visto le recensioni?...
Quando Dylan ha
suscitato un'unanime consenso così evidente?...) e che così
la pensi la maggior parte dei
dylaniani (almeno stando a quelli che ho sentito e di cui ho letto
le impressioni). E stando anche alle classifiche
di vendita superlative... Se poi due o tre vogliono andare controcorrente
beh... ognuno è libero.
L&T anche tra parecchi anni sarà ricordato come il grande
capolavoro del Dylan della maturità
(insieme a TOOM anche se per me L&T gli è superiore di alcune
spanne). E soprattutto sono contento dell'incredibile
successo commerciale di L&T. Che finalmente si stia tornando ad
apprezzare la
GRANDE musica?...
Ciao, Valros
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TALKIN' BOB DYLAN BLUES sarà online Lunedì 15 ottobre |
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