Vuoi discutere di Bob Dylan, 
della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da 
raccontare, emozioni da condividere, sul grande Bob o inerenti la sua musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine.

"We always did feel the same
We just saw it from 
a different point of view"
Bob Dylan, 1974

TALKIN'
BOB DYLAN BLUES
LA POSTA DI MAGGIE'S FARM
PARTE 76
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags.

 

778) Hi Michele,
la rivista mensile anarchica "A" ha pubblicato un numero speciale, con
allegato CD, a Fabrizio De Andrè; tra le varie testimonianze ritengo utile
trascrivere questa versione di "Via della Povertà" che Fabrizio ha eseguito
dal vivo in concerto nel 1975.

Via della Povertà
      Almirante sembra così facile: ogni volta
che sorride ti cattura.../
        Ricorda propio Bette Davis con le mani
appoggiate alla cintura. Arriva Fra' John
trafelato e gli grida: Il mio amore sei
tu..." ma qualcuno gli dice di andar via e
di non riprovarci più./
        E l'unico suono che rimane quando
l'ambulanza se ne va è Almirante che
spazza via il sangue in Via della Povertà./
        Covelli vestito da ubriacone ha
nascosto i suoi appunti in un baule è passato
di qui un'ora fa diretto verso l'ultima
Thule.../
        ...ed a vederlo tu non lo diresti mai ma
era famoso qualche tempo fa per suonare
il violino elettronico alla corte di Sua
Maestà./
        Ci si prepara per il 15 di giugno e c'è
qualcuno che continua ad avere sete./
        Paolo VI ha gettato via la tiara si è
camuffato in abiti da prete, sta ingozzando
a viva forza Berlinguer per punirlo della
sua frugalità lo ucciderà parlandogli d'amore
dopo averlo avvelenato di pietà e
mentre Paolo grida, quattro suore si son
spogliate già: Berlinguer sta per essere
violentato in Via della Povertà./
        E bravo Leone mattacchione: il paese
sta affondando nella merda.../
        Nelle scialuppe i posti letto sono tutti
occupati e gli anarchici tutti annegati, e
Agnelli e Indro Montanelli fanno a pugni
nella torre di comando./
        I suonatori di calipso ridono di loro mentre
il cielo si sta allontanando e affacciati
alle loro finestre nel mare tutti han pescato
voti qua e là e nessuno deve più preoccuparsi
di Via della Povertà./
        A mezzanotte in punto i poliziotti fanno
il loro solito lavoro metton le manette intorno
ai polsi a quelli che ne sanno più di
loro, i prigionieri vengon trascinati su un
calvario improvvisato lì vicino e il caporale
Adolfo li ha avvisati che passeranno dal
solito camino e il vento da solo ride e nessuno
riuscirà a ingannare il suo fottuto
destino in Via della Povertà.

Alcune spiegazioni per chi in quei tempi era più o meno un ragazzo:
Almirante, noto repubblichino diventato poi fondatore e segretario del nuovo
partito fascista chiamato MSI;
Covelli, segretario dell'allora partito monarchico;
Leone presidente della repubblica italiana, più noto per le corna che usava
fare nascondendo la mano dietro la schiena; Paolo VI papa della chiesa
cattolica;
Berlinguer segretario dell'allora partito comunista italiano PCI.
Agnelli e Indro Montanelli è storia dei giorni nostri.
Il caporale Adolfo....purtroppo sappiamo chi è.

Un saluto
"papa" Mario

N.B.
ho cercato di avere il bootleg, niente da fare, peccato.

Ciao Papa e grazie per questa "Via della Povertà Revisited"
Napoleon


Ed ora una lettera che prosegue il discorso iniziato tempo fa sul concerto di Brescia. Daniele aveva spedito una lettera con precise accuse all'organizzazione D'Alessandro & Galli. Qui sotto c'è la replica degli organizzatori ed altri commenti di Daniele. Napoleon
 

779) Visto che vi ho già rotto le scatole una volta, vi
mando anche il seguito della mia polemica per quanto
riguarda il concerto di Brescia di Dylan. Se può
servire...

Grazie mille a chi mi ha ascoltato nel mio sfogo.
(per G.FERRARIS: Bello vedere il mio scritto
pubblicato, ma forse visto la risposta arrivatami,
sarebbe stato meglio non perdere tempo e parlare
subito dei FRATELLI SBERLICCHIO: piacciono anche a
me...)
Ciao      Daniele.
 
 

--- D'Alessandro e Galli <info@dalessandroegalli.com>
wrote:
> Gentile signor Franco Daniele,
>
> dopo aver letto le sue parole alcune riflessioni:
>
> sappiamo in partenza che non è facile accontentare
> tutti abbiamo fatto concerti con solo posti in piedi
> ( e c'è chi si lamenta della mancanza dei posti
> numerati), abbiamo fatto concerti con posti a sedere
> a riempitivo ( e c'è chi si è lamentato perché le
> sedie dovevano esserci per tutti), abbiamo fatto
> concerti con posti numerati a sedere e posti unici
> in piedi ( e c'è chi si è lamentato perché non è
> giusto stare dietro a chi spende qualche lira in più
> per stare seduto). La sera di Dylan, la pubblica
> sicurezza ci ha imposto di aprire le transenne del
> parterre e far riversare la gente dove c'erano le
> seggioline (pressata anche da un presunto gruppo
> antiglobalizzazione che ha aizzato la gente
> strumentalizzando le parole stesse del cantante). Mi
> sembra strano che si sia accorto solo nella pausa (
> che a dire il vero non c'è stata ) ma già alla
> quarta canzone il pubblico ha invaso la zona
> delimitata.
>
> Quello che non capiamo, a questo punto, è perché si
> pensa che lavorare nello spettacolo sia soprattutto
> business, forse perché l'apparenza è quella di un
> mondo superficiale? ma non creda che il lavoro sia
> solo circoscritto alla giornata del concerto, dietro
> ad uno spettacolo c'è il lavoro di mesi, di persone
> che sono magari dietro a scrivanie, o sotto al sole
> a spingere casse, o a controllare che sia montato
> tutto come richiesto, o dietro a telefoni per
> rispondere a domande, o ad etichettare delle sedie,
> o lottare con i documenti, o a preparare buste, o a
> elencare nomi, o a tradurre richieste, o a preparare
> camerini, o a.... no, non sarà certo come stare
> dietro ad una catena di montaggio ma le assicuriamo
> che le ore di lavoro non sono meno. Prima di
> giudicare, dovrebbe provare anche lei, a passare una
> settimana dietro ad concerto e siamo certi che
> capirà che non è oro tutto quello che luccica.
>
> Possiamo fare degli errori , ma mi pare grosso
> tacciare di avidità senza sapere che, pur non
> vivendo d'aria, il prezzo dei biglietti viene
> dettato dal cachet dell'artista, dall'entità della
> produzione, dell'organizzazione locale, della
> promozione, della realizzazione del materiale
> cartaceo.
>
> Non ci pare, a questo punto, che sia una persona
> dalle visuali così positive ma anzi.
>
> Ci scusi per l'arroganza, ma continueremo a lottare
> per migliorare e a dichiararci dalla parte del
> pubblico.
>
>
> Cordialmente
>
> Di and Gi
>
>
 

OK, prendo atto delle vostre risposte, ma mi permetto
di farVi ancora delle domande: nel vostro lavoro non
rientra anche la supervisione del luogo del concerto,
in modo da far sì che il pubblico possa seguire
l'avvenimento in modo, perlomeno, civile?
Ad esempio non vi siete accorti che la piazza è
leggermente in discesa rispetto al palco? E che la
gente che stava all'altezza del mixer non poteva nè
vedere nè sentire?
La sicurezza durante il concerto non dipende anche da
come si decide di "suddividere" il pubblico pagante?
(e sull'argomento vogliamo parlare di quei due
corridoi che avete lasciato a lato dei posti
numerati...)
Ora, ragazzi, lo so che è impossibile accontentare
tutti, ma vi vorrei anche far sapere che molta della
gente presente a Brescia l'ho rincontrata ad altri
concerti della tour di Dylan e tutti quanti (TUTTI
senza distinzione di posti) si sono lamentati.
Concludo dicendoVi che io per primo commetto degli
errori nel mio lavoro, ma di solito me ne prendo la
RESPONSABILITA' senza cercare troppe scuse, e per
Dylan a Brescia penso che Voi dovreste fare
altrettanto.
Poi come Vi ho già scritto, per il concerto di YOUNG
del giorno prima non posso che farVi i complimenti
perchè tutto è filato liscio.
Solo ogni tanto bisognerebbe provere a mettersi nei
panni "dell'altro"; io ho provato a mettermi nei
Vostri, ma non ho trovato scusanti per il modo in cui
sono stato trattato.
Vabbè, adesso basta. Io continuo a pensare che prima o
poi le nostre strade si toccheranno ancora, e il mio
sfogo è stato fatto per evitare in futuro situazioni
simili....
Ai prossimi concerti.
Daniele.

P.S.: La pausa di 5/10 minuti c'è stata se non ricordo
male quando Dylan ha suonato RAINY DAY....
Per qunto rigurda gli ipotetici gruppi di
antiglobalizzazione..... bè, forse a La Spezia quel
tragico Venerdì 20 luglio avrei potuto vederli, ma a
Brescia c'erano solo tanti cristiani incavolati.
Ciao!


780) Ciao Napoleon! Volevo semplicemente dirti che ho da poco avuto gli albi di
Zimmy, come già saprai, e che li ho portati con me in vacanza... che posso
dire? Mi sto divertendo come una pazza,esattamente come prevedevo!
E poi volevo dire ai MFarmiani di mandare qualche pensiero di
incoraggiamento al grande George Harrison, che come saprete ultimamente ha
avuto qualche guaio personale... e non solo perché è un caro amico di Bob,
ma anche perché è un grandissimo cantante e un'ottima persona. (Chi non l'ha
ancora fatto DEVE assolutamente comprare e ascoltare la versione
rimasterizzata, appena uscita, di "All Things Must Pass", il suo primo disco
dopo lo scioglimento dei Beatles... provare per credere!!! Ah, e c'è anche
una versione di If Not For You alla quale credo Bob abbia collaborato, con
un arrangiamento molto bello.. quello che lui stesso usa recentemente in
tournée!).
Forza George!
Un salutone a tutti,
Beni

Ciao Beni, naturalmente noi siamo tutti col grande George. Io consiglierei anche "Somewhere in England" (se ricordo bene il titolo) album di George che adoro.
Michele "Napoleon in rags"
ps grazie per i complimenti a Zimmy... quando ti deciderai a disegnarlo tu?...


Ed ora la risposta al quiz proposto nella strip di Zimmy n. 136 in cui avevo nascosto la citazione di una canzone di Francesco De Gregori. Come prevedevo stravince Mino "Mosquito" che mi ha invitato subito la soluzione e che si aggiudica il cd.
Ecco la mail lampo di Mino:

781) Troppo facile, Professore.
Finestre di dolore.
Mino

Bravo Mino, era proprio una parodia di quel grande pezzo di De Gregori. Ciao, Napoleon
 


782) Ciao Michele, ti mando questo articolo uscito il 9 agosto sulla cronaca
milanese di Repubblica. Spero ti possa interessare.
giampiero

agosto in città/1
Fernanda Pivano "Amo questo deserto"

CARLO BRAMBILLA

"Passo le mie notti d'agosto, fino alle sei, alla scrivania, sommersa dai
libri e dalle carte, a scrivere, e a riordinare, in modo un po' maniacale,
i miei appunti. All'alba, quando finalmente fa meno caldo e il mio impianto
di condizionamento, che funziona così così, comincia a rinfrescare l'aria,
dormo un po'. Poi comincia il tormento del telefono, che non smette di suonare
per tutto il giorno. Una grande compagnia, per chi vive sola come me, ma
qualche volta un po' troppo invadente. La sera esco sempre con gli amici.
Vado a mangiar fuori, adoro la cucina giapponese. L'altro giorno mi hanno
accompagnato al Festival del Cinema di Locarno. In luglio al fantastico
concerto di Bob Dylan".

L'agosto milanese di Fernanda Pivano, 84 anni, grande scrittrice e leggendaria
amicatraduttrice degli autori della Beat Generation, è quasi tutto al lavoro,
nel suo appartamento stracolmo di libri di via Senato, a due passi da piazza
Cavour: "Amanti non ne ho, fidanzati nemmeno, non posso far altro che lavorare...
Alla fine del mese andrò a riposare qualche giorno a Santa Margherita Ligure,
dove andavo da ragazza, coi miei genitori. Un luogo della nostalgia, che
mi evoca estati lontane, felici e spensierate".
Non ci sono collaboratrici domestiche in casa Pivano. Solo una segretaria
dattilografa, a cui tutti i pomeriggi lei detta gli articoli che sta preparando,
le prefazioni ai libri che tutti le chiedono, le memorie della sua mastodontica
autobiografia (1500 pagine fino al '76). "Non so scrivere a macchina, tantomeno
al computer. Mi è indispensabile qualcuno che mi dia una mano. In questi giorni
sto preparando per Bompiani un'appendice da aggiungere alla vecchia biografia
di Hemingway, che uscirà per Natale. E sto curando una ristampa, per Frassinelli,
di "C'era una volta un Beat", in cui racconto come sono riuscita a portare
in Italia gli autori americani".
Le giornate iperattive di questa signora ottantaquattrenne piena di vita
sembrano avere poco da spartire con la drammatica solitudine degli anziani
soli in agosto. "La solitudine è in realtà per me un immenso problema -
confessa la Pivano. - Ma lo è tutto l'anno. Tutti i 12 mesi dell'anno. Non
particolarmente d'estate. I miei amici sono in gran parte americani. E gli
aeroporti sono normalmente aperti in agosto. I negozi chiusi del quartiere
io neanche li vedo, perché non li frequento. Non vado a fare la spesa, mi
faccio portare tutto a casa. Della città deserta praticamente non mi accorgo
neppure. E il mio telefono non smette di squillare".
Se vedrete una finestra con la luce accesa, in via Senato, perfino la notte
di Ferragosto, quando anche le ultime retroguardie dei vacanzieri avranno
svuotato la città, sarà quella della Nanda, come la chiamano gli amici.
Di questa eccezionale "ragazza che ama l'America", come la definisce Laura
Guida in una sua biografia, appena pubblicata dalla RaiEri. La vita densa
di incontri, amori e amicizie incredibili, di un'intellettuale che ha scoperto
personaggi come Hemingway, Faulkner, Fitzgerald, Gertrude Stein, Ginsberg,
Kerouac, Corso, Ferlinghetti. Una vita che ha ispirato addirittura un film,
prodotto da Domenico Procacci, che verrà presentato in novembre.
"Lavoro tanto, anche in estate, perché lavorare, fortunatamente, mi piace
- ammette la Pivano. - A chi non ama il proprio lavoro consiglio di fare
di tutto per cambiarlo. Si può fare molto più spesso di quanto si pensi.
Qualsiasi cosa è meglio che essere vittime del proprio lavoro".


783) Ed ora un intervento di Anna "Duck" in appendice al discorso su "House Carpenter" iniziato la
scorsa volta con la mail di Stefano:

Ho trovato notizie interessantissime sul libro di Carrera a proposito di House Carpenter.
Questo  brano, conosciuto anche come James Harris o The Daemon Lover, ha probabili origini
nel '500 e si trova nella Antology of American Folk Music, nella versione incisa da Clarence
Ashley nel 1930. Smith scrive che "la tematica soprannaturale delle versioni più antiche è quasi
completamente scomparsa in America".
Ti riporto qualche brano del libro di Carrera:
"Un demone torna dopo anni a reclamare l'amore di una donna sposata, accusandola di aver
rotto il fidanzamento. Secondo le leggi inglesi del 18 sec. una reciproca promessa di nozze,
detta spousals de praesenti, aveva lo stesso valore di un giuramento fatto in nome di Dio.....
Rompere il fidanzamento e sposare un altro partner significava commettere spergiuro. Il
revenant che torna a portare via la donna sposata è così un demone, anzi un daemon lover,
che si fa agente di una punizione divina e insieme ristabilisce la legge violata. La donna è
obbligata a seguirlo ma, siccome nessuna morale le permetterebbe di avere due mariti, la nave
su cui entrambi si sono imbarcati non può che affondare. Nella versione incisa ma non utilizzata
da Bob Dylan per il suo primo disco, e che ha visto la luce solo nel 1991, la nave è diretta in
Italia, vista forse come luogo esotico del peccato e della dannazione, ma non vi giunge mai.
'Cosa sono quelle colline bianche come la neve?' chiede la donna. 'Sono le colline del paradiso,
dove noi non andremo' le risponde il demone. 'Cosa sono quelle colline nere come la notte?'
chiede la donna. 'Sono le colline dell'inferno,' le risponde il demone, 'dove noi ci riuniremo'."
"Ma la versione cantata da Dylan è rara, almeno in America. Le più comuni eliminano
precisamente gli elementi ultraterreni ed occorre un certo sforzo di immaginazione per
riconoscerli."
Carrera dice che già alla fine degli anni venti non si prestava più attenzione a questi
elementi ultraterreni e addirittura "Alan Lomax... avrebbe sostenuto che House Carpenter aveva
acquisito nuova vita in America proprio perchè aveva rinunciato al lato demoniaco e si era
adattata a sottolineare la morale calvinista, per la quale la donna che rifiuta un matrimonio
imposto o infelice si rende colpevole di ribellione all'intera società. Divenuto così
incomprensibile il riferimento alla vincolante promessa di nozze, il demone si trasforma così in un
vagabondo al di fuori della società, un avventuriero, un  mystery tramp che batte i villaggi
prendendo di mira l'onestà delle donne e inducendole a seguire quell'amore romantico che le
distruggerà...."
Carrera si chiede allora quale indizio ci mostra il lato demoniaco della canzone, se vengono
meno le parole...
"La voce. Di soprannaturale, nella versione riportata nella Antology di Harry Smith, è rimasta la
voce di Clarence Ashley.... Ashley non ha bisogno di nominare esseri oltreumani. La posa
immobile della sua voce, scolpita in una roccia che non è di questo pianeta, riassume la
categoria del weird, dell'inquietante americano, e insieme cancella l'eventualità che i personaggi  della canzone possano aver mai goduto di una qualche forma di libero arbitrio. E' la voce di  Ashley a farci capire che nelle parole che sta cantando c'è qualcosa che rifiuta ogni morale.
Quando Dylan, intervistato nel 1966 da Nat Hentoff, afferma che nella folk music si trova
'l'unica morte vera e di qualche valore che possa uscire da un giradischi' si richiama
precisamente a ciò che sopravvive alla moralizzazione della storia, a ciò che resiste al passaggio
vichiano che conduce le ere umane dal divino all'eroico fin giù alle rive del domestico.... Dylan
sostiene a proposito delle folk song, quello che Italo Calvino in quegli stessi anni diceva delle
favole italiane......: che sono vere...."
"... Quando Dylan incide House Carpenter negli studi Columbia, il 22 novembre 1961, si sente
in dovere di premettere un'introduzione parlata in cui annuncia che la canzone parla di uno
spettro (' Here's a story about a ghost come from out in the see, come to take his bride away
from the house carpenter ', ' Questa è la storia di uno spettro che torna dal mare, venuto a
portar via la sua sposa dal falegname'), perchè non è affatto sicuro che l'ascoltatore possa
cogliere il passato divino ed eroico della canzone.... Non è un caso, forse, che House
Carpenter non sia stata inserita nell'album. Era insieme troppo classica e troppo weird. Ma da
chi Dylan aveva appreso l'aspetto soprannaturale della canzone, visto che nella versione di
Clarence Ashley, che conosceva benissimo, ogni arcano esplicito era assente?"
Carrera sostiene che forse Dylan aveva ascoltato la canzone in una versione di Almeda Riddle,
in cui si menzionano ancora le colline del paradiso e dell'inferno (Dylan però non usa
l'arrangianento e la melodia usati in questa versione, la sua è probabilmente una elaborazione
originale del brano). La canzone era anche nel repertorio di Joan Baez e di Bob Gibson, "ma
nessuno l'ha mai cantata come Bob Dylan. Nemmeno Dylan. Non ci sono tracce della canzone
nel suo repertorio, nè prima nè dopo la registrazione Columbia, che esce perfetta dalla sua
voce... Il che ci porta a chiederci quale forza spingesse un ragazzo di vent'anni a rimanere
fulminato da una ballata vecchia di cinque secoli, unicamente per il temponecessario a
preservarla per i posteri.
La genealogia di House Carpenter nella mente di Dylan sta oltre i limiti di ogni ricerca. Abbiamo
però la sua voce.... Dylan aggredisce la canzone come fosse un fatto di cronaca, come una
topical song basata su una notizia pubblicata il giorno prima da un giornale popolare. Fa
esplodere le consonanti dure, indulge sinistramente sulle liquide, fa friggere le sibilanti, pronuncia
nello stesso modo shore e sure, canta come se ne andasse qualcosa di importantissimo per lui,
eppure non abbiamo mai l'impressione che stia interpretando il testo, che lo stia forzando per
estrarne una morale. Sta piuttosto cercando di esplorare la tragicità della melodia, occupando la
canzone con tutta la voce che può farci entrare. Il segreto della voce di Dylan è il suo spazio.
Dylan non canta una melodia, la abita...... Gli altri folksinger stanno in riga nelle melodie come
scolaretti in gita. Consegnano canzoni come postini coscienziosi. E vengono a noia. Anche i
migliori...."
"E oltre alla voce abbiamo le tracce testuali. La discendenza di House Carpenter nell'opera
dylaniana ci offre un prezioso spiraglio per capire come funzioni la sua ispirazione, e per quali
vie sotterranee 'quello che è importante' non esca mai dal suo orizzonte. Le canzoni di Bob
Dylan sono sequenze di sogni...."
Be' Michele, mi fermo qui... Carrera prosegue in un viaggio affascinante attraverso le canzoni di
Dylan che si ricollegano in qualche modo a questa antica ballata, ma la cosa sarebbe troppo
lunga...
Concludo con due citazioni riportate da Carrera. In Another kind of songs: 'Non conosco nè
risposte nè verità per nessun'anima viva nel modo più assoluto, non starò ad ascoltare nessuno
che mi parla di morali, non ci sono morali e io sogno parecchio...' E nel 66 a Robert Shelton:
'Credo che le uniche cose naturali stiano nei sogni, dove la natura non le può corrompere.'

E a proposito di sogni (i fumetti sono sogni, vero?).... grandiosa l'ultima strip!!!

Un saluto al Magnifico Fumettista e buone vacanze!!

La papera

Ciao Papera, io aggiungo solo un'altra cosa che il libro di Carrera mi ha rivelato ed alla quale non avevo mai fatto caso (una delle tante cose per cui vale la pena leggere questo libro...). Carrera giustamente fa notare come in Tangled Up in Blue Dylan nella strofa finale canti "Some are mathematicians, some are carpenter's wives...". Mogli di carpentieri, con chiaro riferimento alla canzone di cui parlavamo. Qualcuno ci aveva mai pensato?...
Ciao, anzi quak!
Michele "Napoleon in rags"

nota: tutti gli stralci in verde della mail di Anna sono tratti dal libro di Alessandro Carrera "La Voce di Bob Dylan" (Feltrinelli)


784) Ed ora un racconto  inviatomi dall'amico Gennaro che va ad infoltire il gruppo dei partenopei
dylaniani:

SOFFI NEL VENTO ?!?!!!

Il primo concerto di Dylan sono andato a vederlo a sedici anni. Mi ricordo il viaggio in
macchina con due amici più grandi di me, mi ricordo dell’impazienza di arrivare e la speranza, meglio dire il  sogno, di incontrare per strada e al suo arrivo prima del concerto, il maestro, il fratello,  l’amico,l’uomo nato il 24 maggio, mentre io sono del 28, gemelli zodiacali, affinità nel
cambiamento.
Tutto questo a sedici anni, in piena adolescenza, nel momento critico per l’identità di un
fanciullo.
Questo amore era venuto fuori in un solo giorno, precisamente alla fine della terza media, dopo le
vacanze, quando trovai sottomano il disco Desire. Ero arrivato a questo disco perché in una
chiesa  a mare, a quel tempo andavo a Vasto, in Abruzzo, sentii una canzone che diceva : Quante le strade  che un uomo farà ecc. ecc. l’avrete riconosciuta credo?!! Domandai a mio cugino Giulio che era  con me: “la conosci questa canzone, è bella vero?” Mio cugino annoiato dalla predica del parroco,  tutto snervato mi rispose : “è una canzone di Bob Dailan, si chiama:soffi nel vento. Canzone meteorologica pensai, strano titolo, è da dire che mio cugino era più grande di me, aveva quasi  diciotto anni,quindi qualcosa più di me sapeva. Finite le vacanze e ritornato a casa, corsi subito nel negozio di dischi, unico nella mia piccola città, e al negoziante dissi: “vorrei il disco di Bob Dailan con la canzone soffi nel vento”. Giustamente il negoziante,da persona competente si fece una risata,  e mi disse: “primo, si dice Dilan, secondo, la canzone è Blowin in the wind che tradotta sarebbe: soffia nel vento”. Io pensai: “mio cugino è uno stronzo”. Blowin’ in the wind era nel disco  Freewheelin’ del 1962 che lui non aveva né in cassetta né in cd, “se vuoi” mi disse “ho questo”e mi  mostrò Desire, “lo prendo” dissi, pagai e corsi a casa. Avevamo il giradischi e fino a quel momento  la musica che vi era passata non aveva conosciuto nulla di più potente, inizio di chitarre, sassofono,  e via con Hurricane. Avevo trovato la mia musica preferita, sapevo cosa mi piaceva. I mesi a seguire furono tutta una ricerca di testi tradotti, articoli, notizie, biografie ecc. ecc. Non c’era più nulla da fare, ero stato preso al laccio, era come l’innamoramento, si è schiavi dell’amore e si è felici di esserlo, iniziai ad imparare la chitarra e a scrivere canzoni, cantavo le canzoni di Dylan tradotte in italiano, comprai un’armonica in do, poi una in sol, poi quella in do si stonò e mi restò quella in sol.
Il mio primo concerto fu come la prima volta, fu come la prima notte. Il Palapartenope di
Napoli era pieno di persone che io guardavo meravigliato, non era la solita gente dei concerti, si respirava qualcosa di diverso, incontravo persone con la stessa luce negli occhi, sapevo che se avessi parlato di Isis, se avessi parlato di Sara mi avrebbero ascoltato e capito, non come i miei compagni di  scuola ai quali non interessava niente di tutto questo. Prima del concerto feci conoscenza con un ginecologo pugliese e con sua moglie, Giorgio 49 anni, capelli lunghi e brizzolati, salopetta rossa,baffi, che si dimenò per tutto il concerto gridando alla fine di molte canzoni: “maestro,maestro violentaci”. Marta, anni 42 sessuologa, occhi scuri e capelli lunghi e neri da donna del sud, gonna lunga a fiori camicetta di cotone, occhi verdi. Non avevo mai conosciuto persone così divertenti e  bizzarre, mi offrirono dei panini, ero un loro figlioletto, ma ero anche l’ascoltatore più giovane e bisognava istruirmi su canzoni, testi, e addolcire ancora di più quel momento. Ore 21:00 ecco sul palco Bob accolto da un boato, niente saluti, niente di niente, attacca con Maggie’s farm e va e va  tra canzoni che so ma che riconosco due minuti dopo, come accadde per Mr. Tambourine Man.
Non so descrivere tutte le emozioni e il freddo e lo stordimento che accompagnò
quell’esperienza,  posso dirvi che alla fine era stata una specie di esperienza mistica e così mi è sempre parsa il resto delle volte. A luglio di quest’anno Bob è venuto a Napoli all’Arena Flegrea, ora ho venticinque anni, ho metabolizzato parecchio, ma la bellezza di ritrovarsi fa sempre un certo effetto, i versi  e la musica delle canzoni mi risuonano tra lo sterno e la gola, vibrano nelle gambe e dalle piante dei piedi in un formicolio salgono alla testa. È sempre un abbandonarsi, un restare muti a cercare di capire in silenzio la bellezza e la malinconia di quella voce, che diventa la tua. Non è un concerto, è un dialogo tra ogni spettatore e lui, dove alla fine del concerto, raccogliendo un mazzo di rose lanciatogli sul palco, commosso manda un bacio a me a te a lei a lui a noi. I compagni di strada vanno perché devono, ma se sono amici, e riesci a capirli senza fare troppe domande, ti restano nel cuore per una vita intera.


785) La canzone citata e parafrasata è "Finestre di dolore" di De Gregori.
Luca

Ciao Luca, complimenti risposta esatta... Sei stato battuto di poco da Mino Mosquito...
Comunque bravo (vedo che De Gregori è "pane" per i dylaniani", mi fa piacere)
Napoleon



 

786) Caro Napoleon,
   accolgo il tuo invito a rispondere a Fausto, e colgo l'occasione per altre
   risposte.

   In primo luogo lascia che ti mandi un bacio virtuale, poiche' sottoscrivo
   col
   sangue il "manifesto di M.F." che hai mirabilmente descritto nella risposta
   a Sever.
   Con questo vorrei rassicurare tutti sul mio amore immenso per Bob.

   In secondo luogo faccio ammenda per la mia ignoranza.
   Non sapevo infatti dei nipotini di
   Bob (pero', lo vedi, ecco il motivo per cui Bob s'e' addolcito!!! :-)
   Drifter's Escape, ad Anzio, secondo me, e'
   stata suonata
   in "stile" Jimi Hendrix, cioe' in modo simile a come J.H. suonava All Along
   The Watchtower.
   Puo' darsi che mi sbagli, ma ho avuto questa impressione.
 

   Per questi miei errori rivendico il ruolo di somaro della Farm! e pertanto
   invito Napoleon ad assegnarmi, se disponibile, il nickname di "jackass".

   Sapevo di attirare le ire di molti, pero' vedo che qualcuno ha compreso
   le mie critiche (vedi Arduino "the fly"). Inoltre condivido pienamente con
   Vites
   l'entusiasmo per i concerti del 1998. Quello di Roma fu strepitoso, sotto
   ogni
   aspetto. Non nego che, se ad Anzio avessi assistito da sotto il palco invece
   che da ottanta metri, forse avrei un giudizio diverso.

   Per Fausto: ad Anzio la versione di Trying To Get To Heaven e' jazz.
   A me e' piaciuta moltissimo, mentre non mi aveva entusiasmato l'originale su
   TOOM.
   Non conosco altre versioni perche' non posseggo altre registrazioni live che
   la contengono. La mia conoscenza di Dylan per ora si limita a tutta la
   discografia ufficiale e poco piu', 15 libri, 5 concerti visti dal vivo e
   alcuni video che conoscete tutti. Solo da qualche giorno ho aderito a
   Dylatree.com e cerchero' di studiare per non restare un fan-somaro.

   Che dirti Fausto?
   Se soltanto su Trying To Get To Heaven abbiamo vedute cosi' diverse, cosa
   possiamo farci?
   Gli assoli elettrici di Bob: sono dell'opinione che si faccia prendere la
   mano. A Roma '98 era ugualmente contento di suonarli ma era piu' misurato, piu' conscio dei
   suoi limiti.
   Che dire? Io adoro il modo in cui Bob suona la ritmica, il modo in cui fa
   finger-picking su tanti brani rimasti nella storia. Ma per il solista si e'
   spesso affidato a musicisti eccellenti (Robertson, Knopfler per citare due
   illustri esempi), e ha fatto bene.

   In generale credo che Bob abbia bisogno di qualcuno che produca i suoi
   concerti, cosi' come ha spesso bisogno di qualcuno che produca i suoi dischi. Un Lanois, un
   Dickinson, insomma un qualcuno che in modo competente riesca a tirar fuori dai concerti
   di Bob soltanto il meglio. E' la mia opinione... di fan.

   Saluti
   Bruno "Jackass"

poi Bruno mi inviava una seconda mail in cui precisava:

Caro Michele,
guarda cosa scrive Paul Williams su rec.music.dylan:

Paul Williams, 15/8/01, h 21.29 Subject: 8.14.01 Little Rock
(...)
"A "Drifter's Escape" that seemed to be inspired by the Hendrix version
that originally appeared on the LOOSE ENDS lp really let Larry and Charlie
cut loose. I loved the way they did this one, and thought that it worked"
(...)

Ti dico la verita', io non conosco Loose Ends di Hendrix, ma il suono di
Drfters escape  era abbastanza simile alla Hendrixiana AATW.
Ad ogni modo sono contento di non averlo sognato, quantomeno non da solo :-)

Ciao
Bruno Jackass
 

Ciao Bruno, okay ti inserirò nella fattoria come Jackass (effettivamente non poteva mancare
questo animale in una fattoria che si rispetti...). Ah, a proposito non prendertela a male ma
preferisco girare il tuo bacio virtuale a tutte le dylanianE di MF (io sono notoriamente
conosciuto come uno "sciupafemmine" che in napoletano sta per "playboy" quindi...).
Napoleon
ps: prima di Love and Theft potevo forse essere alquanto d'accordo con te sul Bob produttore di se stesso ma visto che L&T se lo è prodotto lui e visto che imho è un capolavoro di album (superiore al "Lanoisiano" Toom) ho cambiato idea...



 

787) Caro Napoleon in Rags,
   non so se sono il primo a rispondere, ma penso di aver
   capito la dotta citazione che hai infilato nella tua
   strip "foto di gruppo"... E' un verso di Francesco De
   Gregori, mi pare di ricordare dalla canzone "Finestre
   di dolore", contenuta nell'album "Francesco De
   Gregori"; comunque è un pezzo di quel disco...

   Comunque mi presento: mi chiamo Fabio, ho ventiquattro
   anni, e, pur ascoltandolo da molto tempo, ho
   cominciato solo da pochi mesi ad interessarmi e a
   studiare seriamente Bob Dylan. Ho trovato il tuo sito
   molto interessante, e ti avrei comunque scritto in
   breve tempo per inviarti almeno la mia traduzione
   (scritta per essere suonata, io la suono, cioè, e
   funziona) di "One more cup of coffee": mi interessa
   infatti, in maniera particolare, la resa della lingua
   di Dylan nel passaggio dall'inglese all'italiano. E
   visto che si è in tema di musica suonata, cos'è
   esattamente quella manifestazione, "Bob Dylan
   Forever", a cui si può partecipare? Io sono un
   chitarrista (compongo anche, canzoni mie), e suono
   spesso diverse canzoni di Dylan, generalmente con solo
   chitarra ed armonica. Non garantisco nulla, ma mi
   piacerebbe saperne qualcosa di più.
   Grazie in anticipo,

   Fabio

Ciao Fabio, inviami immantinentemente i tuoi testi italiani che inseriamo se vuoi nella sezione apposita di Maggie's Farm (Italian version). Complimenti anche a te per la risposta al questito degregoriano (sei arrivato terzo). Bob Dylan Forever Seconda edizione è una manifestazione dedicata a cover band e cantautori che eseguono canzoni di Dylan. Stiamo lavorando al progetto che si è un pò arenato ma che spero quanto prima si realizzi (la prima edizione si è tenuta l'anno scorso in concomitanza con il giorno del compleanno di Bob). Segui MF per dettagli futuri.
Napoleon in rags



 

788) Ciao Michele,

   Mentre ti stai godendo le meritate vacanze, alcuni improvvidi dylaniani sono rimasti a
   casa dopo aver dilapidato ogni avere all'inseguimento di Bob lungo la penisola (non
   credo di essere la sola: mando un saluto a una fan udinese incontrata a Perugia che ho
   perso di vista nello "scatto" verso il palco all'apertura dei cancelli!) Sia chiaro:
   mai vacanze furono migliori! Se poi, dopo un salto al mare - fortunatamente vicino a
   casa -, si trova anche il tempo di fare una "nuotatina" in "Maggie's Farm", direi
   proprio che non ci si può lamentare.

   Conosco "Maggie's Farm" da circa un paio di mesi [sono partita dal sito ufficiale di
   Dylan della Columbia e sono arrivata al vostro attraverso Bill Pagel (a proposito: ma
   chi è costui? Come fa a conoscere tutte le canzoni eseguite da Bob in ogni concerto?
   Non sarà per caso sempre in tour?)] e ancora non ho percorso tutte le labirintiche
   pagine di cui è composta.

   Che dire? La pagina curata dal "gatto" sui concerti tenuti dal Nostro in Italia è uno
   strumento indispensabile per i dylaniani. Vuoi mettere la soddisfazione di trovare
   conferma che il tale brano era stato veramente eseguito in un certo concerto e non era
   stata la nostra immaginazione a giocarci qualche brutto scherzo? Ma i fogliettini
   sgualciti con la scaletta (spesso lacunosa e non sempre in ordine) scritta
   frettolosamente (perché è troppa la paura di dimenticarsi un brano!) nell'auto al buio
   al ritorno dal concerto (automobile guidata da altri - altrimenti oggi non potrei
   raccontarlo!) non possono essere stracciati!!!

   Ecco, mentre ho tra le mani questi pezzetti di carta e penso ai tre manifesti di un
   concerto tenuto da Bob nella mia città che strappai assieme a un'amica direttamente dai
   muri (era il giorno dopo il concerto, ma forse non era un'azione del tutto legale!)
   trovo conferma a un dubbio risvegliato in me dalla lettura della tua accorata risposta
   a tal Sever (Mail: 768): sono una fan!!!

   Fatta questa premessa (assolutamente necessaria!) vorrei condurre qualche
   considerazione in margine a quello che hai definito - a ragione - una sorta di
   "manifesto" di "Maggie's Farm".

   Ti dico subito che sei riuscito perfettamente a rendere l'idea della passione che anima
   il vero dylaniano. Il testo - che trovo di una sincerità unica (grande merito), è
   incalzante e coinvolgente. Raggiunge la sua acme in quel liberatorio "IO LO AMO!" che
   sottoscrivo pienamente (tu, d'altra parte, hai potuto "gridarlo" senza pericoli di
   fraintendimenti dopo i ripetuti appelli alle giovani "Mfarmiane"…).

   Che cos'altro aggiungere allora? Forse, una questione che sfiori appena meriterebbe di
   essere approfondita.

   Verso la metà della tua risposta al malcapitato Sever, ti chiedi se per caso anche
   Alessandro Carrera, Paolo Vites, Riccardo Bertoncelli e Fernanda Pivano non siano in
   realtà dei fans accaniti. Lungi da me pretendere di leggere nel pensiero degli
   autorevoli personaggi da te citati (a proposito: l'intervista a Nanda Pivano è
   veramente molto interessante. Un vero fiore all'occhiello per "Maggie's Farm"), anche
   se tenderei ad ascriverli senz'altro all'albo dei fans (nella accezione che intendo
   spiegare più avanti). In realtà nel caso di Dylan non credo sia possibile distinguere
   un approccio "intellettuale" o "accademico" rispetto a uno "empatico" o "fanatico";
   pena cadere nel luogo comune della dicotomia Ragione/Cuore.

   Mi spiego meglio.

   Se guardiamo al panorama musicale nazionale e internazionale, periodicamente ci
   troviamo di fronte a fenomeni di fanatismo (solitamente adolescenziale) nei confronti
   di vari individui o gruppi costruiti più o meno artificialmente per ragioni di mercato.
   A fronte di questo delirio (quasi sempre manipolato dall'alto) si ergono i critici e
   gli "intellettuali" che (a ragione) svelano la vacuità di tali personaggi. In questi
   casi possiamo senza dubbio parlare di contrapposizione tra approccio razionale e
   approccio istintuale.

   Ora, se definiamo "fan" colui che adora in maniera acritica un artista, non riusciremo
   a trovare una differenza sostanziale tra il ragazzino o la ragazzina che si mettono a
   piangere di fronte al loro idolo del momento (evito di fare nomi per non offendere
   nessuno) e i Mfarmiani che corrono come fulmini per conquistare il mitico posto sotto
   il palco. Gioia incontenibile, grida, godimento estatico: non si può dire che esista
   una differenza sul piano emotivo tra i sentimenti provati dagli uni e dagli altri. E
   allora? Siamo realmente così uguali?

   La verità è che le emozioni sono presumibilmente le stesse, ma è il percorso compiuto
   dai dylaniani per arrivare a essere "fans" che è completamente diverso.

   La maggior parte di noi (credo di poter generalizzare) si è imbattuta in Dylan un po'
   casualmente, ascoltando un disco (o un CD nel caso dei più giovani) prestato da un
   amico, che a sua volta lo aveva ricevuto da un amico, etc. etc. (Non è stata certo la
   TV o la radio a farci conoscere la sua opera!). Contestualmente è nato il desiderio di
   conoscere i testi delle sue canzoni, approfondirne il significato, studiarne il senso.
   Così, negli anni, sono aumentati i dischi, i CD, i nastri, ma anche i libri e gli
   spartiti (quanti di noi hanno evitato di buttare una chitarra che non riuscivano
   proprio a imparare a suonare, scoprendo che si potevano creare canzoni bellissime con
   pochi semplici accordi!) E' stato un vero e proprio percorso di crescita culturale,
   attraverso le radici della musica popolare americana e oltre quarant'anni di Storia
   mondiale.

   Dylan - come ha acutamente osservato Alessandro Carrera - è "un universo semiotico,
   un'intera cultura concentrata in un singolo performer".

   Se oggi noi fans di Dylan ci dilettiamo a descrivere le emozioni provate a ogni suo
   concerto è perché conosciamo tutta la storia che è dietro alla sua opera. Lo sguardo di
   Dylan provoca in noi uno stato di ebbrezza perché proviene da una "testa pensante" (non
   crediate che siano molte ai nostri giorni!). Quanti sguardi che giungono magari da
   occhi ben più giovani e graziosi ci appaiono vuoti.

   In sostanza, non credo che esista una reale distinzione tra fans e studiosi dell'opera
   di Dylan. Certo, taluni sono dotati di maggiori strumenti conoscitivi (anche se i
   lettori di "Maggie's Farm" sono molto preparati!); ma è comune a tutti la
   consapevolezza di trovarsi di fronte a uno dei maggiori artisti espressi dalla cultura
   contemporanea.

   C'è di più: la conoscenza razionale dell'opera del Nostro non diminuisce affatto
   l'"entusiasmo" nei confronti dell'uomo. Rafforza anzi la convinzione che essere fan di
   Dylan non è la stessa cosa dell'essere fan di un qualsiasi altro personaggio pubblico.

   Ricordo la gioia immensa che provai qualche anno fa nel leggere all'interno di un
   dottissimo testo universitario questa affermazione: "non è detto, o almeno non va dato
   per scontato, che i risultati di Petrarca siano sempre e inevitabilmente migliori, da
   un punto di vista qualitativo di quelli di Bob Dylan" (Franco Brioschi - Costanzo Di
   Girolamo, Elementi di teoria letteraria, Milano, Principato, 1984, p. 210). Potrai
   dire: "Noi fans lo sapevamo già!" Ma se giungono riconoscimenti "accademici" (e io sto
   aspettando che a Bob venga assegnato il Nobel!) possiamo cessare di sentirci folli
   idolatri e attribuirci piuttosto il merito di aver saputo riconoscere la grande arte in
   mezzo a un mare di proposte indecenti.

   Insomma, di Dylan si parlerà ancora per secoli (sempre che il mondo non esploda prima…
   ipse dixit) e noi forse un giorno saremo invidiati come i fortunati spettatori che tra
   la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo assistevano alle rappresentazioni
   shakespeareane al Globe Theatre.

   In conclusione (finalmente, dirai!), "Maggie's Farm" va benissimo così com'è, con i
   suoi appassionati resoconti degli incontri con Dylan, con le fondamentali traduzioni
   dei suoi testi e - perché no? - con le riflessioni più o meno accademiche sulla sua
   opera.

   Per quale motivo allora ho scritto questa lunghissima Mail?

   Perché ogni scusa è buona pur di poter parlare di Dylan!!!

   P.S.

   La battuta di Villaggio sulla Corazzata Potëmkin è divertente perché si prende gioco di
   uno dei riconosciuti capolavori del cinema mondiale. Paragonare Renaldo & Clara al
   suddetto film non è un'offesa, bensì un complimento! Invito i Mfarmiani a rivedere
   senza pregiudizi i film di Ejzenštejn: sono tutt'altro che noiosi. Solo la banalità è
   noiosa (non è forse quello che continua a insegnarci Dylan?)

   Un saluto a tutti i "fan" di Bob!

   "Wallflower" Elena

Ciao Elena e grazie per la tua mail. Aggiungo solo per quei due o tre che non conoscessero ancora la mia opinione su R&C e che ovviamente non possono fare a meno di esserne resi edotti che: RENALDO AND CLARA E' UN CAPOLAVORO! (ah! che noia questa parola che torna come un tormentone... quando ne inventeranno un'altra per rendere molte cose che Bob fa utilizzerò quella...)
Michele "Napoleon in rags"


789) Ciao Michele,
ho scoperto il tuo sito solo ora (purtroppo). Complimenti, è in assoluto il migliore
e il  più completo in cui mi sia imbattuto finora.
Vengo subito alla mia personale classifica:

1) YOU'RE A BIG GIRL NOW (ma solo nella sua originaria versione che si trova su "Biograph"!);
2) SARA;
3) SIMPLE TWIST OF FATE;
4) KNOCKIN' ON HEAVEN'S DOOR;
5) ISIS;
6) BLOWIN' IN THE WIND;
7) A HARD RAIN'S A-GONNA FALL;
8) I SHALL BE RELEASED;
9) MOST OF THE TIME;
10) NOT DARK YET.

Ovviamente, si tratta di una classifica assolutamente provvisoria! Nell'infinito repertorio
dylaniano,  c'è sempre la canzone che sento più mia a seconda del periodo che sto vivendo. Molto  probabilmente qualche mese fa avrei indicato canzoni diverse o in un diverso ordine.
Ho notato che "Desire" non è un album molto amato dai fans di Maggie's Farm, peccato, visto
che,  almeno fino ad adesso, rimane il mio album di Bob preferito, anche se mi rendo conto che, in termini assoluti, non è certo il suo disco più importante. Tu che ne pensi a proposito?
Io sono tra i tanti che non sono riusciti a sentire Bob in concerto quest'estate a causa del mal
tempo. Ero a Udine la sera del 22 luglio, quando si è scatenato l'inferno dal cielo e a molti è
venuto del tutto spontaneo canticchiare "A Hard Rain's A-Gonna Fall"!
E' stato tristissimo quando lo speaker ha annunciato che lo show di Dylan quella sera non si
sarebbe tenuto. E non certo per il pensiero dei chilometri fatti inutilmente da Padova né per il
rischio di aver perso l'intero prezzo del biglietto. E' stato tristissimo perché avevo assoluto bisogno
della sua voce quella sera, come sempre del resto; avevo assoluto bisogno di ricordarmi di essere
ancora capace di emozionarmi veramente ad un concerto, di sentire brividi su tutta la pelle e
quell'irrefrenabile senso di gioia che mi sono sentito esplodere dentro solo ai concerti di Dylan,
anche quando non era in splendida forma.
Devo comunque dire che quelli di "Euritmica", ovvero gli organizzatori del concerto, sono stati
molto corretti sia quella sera sia nel puntuale rimborso del biglietto.
Avete già votato il verso di Bob (poeticamente parlando) preferito? A me piace molto quello
che fa:

"I'd give her my heart but she wanted my soul..." in "Don't Think Twice". Trovo che dica molto
del modo di essere di Bob.
A presto

Alberto "Milkwood" da Padova
 

Ciao Milkwood, presto aggiornerò la paginona delle classifiche... Che ne penso di Desire?... E' un capolav... no, no, per questa pagina della posta ho già superato il tetto... non posso più usare questo termine (che userò anche più sotto)... però mi hai capito, no?
Michele "Napoleon in rags"


790) Voglio davvero complimentarmi per il sito , che giudico semplicemente perfetto.
Ho scoperto Dylan da poco ( ho acquistato la settimana scorsa l' album " The essential Bob
Dylan")  e grazie a voi ho i testi in inglese, le traduzioni in italiano e il significato di molte canzoni , nonchè notizie più generali su Bob.; insomma tutto quanto è necessario per apprezzare ancora di più le sue  canzoni.
Grazie
Nino

Ciao Nino, thanx per i complimenti. Consiglio: il 10 settembre non farti sfuggire "Love and
theft", un capolavoro (aridaje...).



Ed ora alcune impressioni di Leonardo su Love and Theft (appunto...)

791) Come prime impressioni ti confesso che sono rimasto assolutamente di stucco
per la parte musicale, che, in ogni caso, mi entra dentro sempre di più ! E'
notevole, ed è curioso notare la differenza di stile, almeno per queste
prime quattro canzoni ascoltabili, rispetto ai concerti attuali ed a "Things
Have Changed". I testi, invece, mi sembrano assolutamente all'altezza del
precedente "Time Out Of Mind". Dylan dimostra di essere ancora il più grande !
"Non c'è nessuno che sta facendo quello che faccio io" disse Dylan, e
analizzando i lavori degli anni novanta (da "Good As I Been To You" fino ad
oggi) forse si inizia ad intendere quello che diceva ...
Del resto, personalmente, lo amo da impazzire proprio perché è capace sempre
di stupirti, di sovvertire le regole del gioco, e di fare sua quella
bellezza unica che cammina sul filo del rasoio ...
Sono d'accordo con la tua intuizione sul significato del titolo "Love & Theft" ...
Non vorrei sbilanciarmi, ma mi sembra che qui Dylan abbia una delle migliori voci (se non la
migliore) della sua carriera e che tutte le canzoni siano cantate benissimo !
Più la sento e più il testo di "Summer Days", mi ricorda "Foot Of Pride" ... mi sembra lo stesso
tipo di canzone ...

poi Leonardo aggiungeva in una mail successiva:

 Ciao Michele,
dopo una settimana nella quale, come ti sarai accorto, sono stato completamente assorto nella
ricerca delle nuove canzoni su internet (oramai ce le ho tutte), nella ricerca dei testi più affidabili
(anche se alla fine ho dovuto fare da solo ...) e nelle traduzioni di questi, vorrei inviarti alcune
mie impressioni.
Premetto che, causa i ritmi di questa settimana imperniata tutta su L&T, credo di conoscere
abbastanza bene il nuovo disco e solo per questo mi sbilancio ...
Incomincio col dire che io non sono d'accordo con te quando dici che "è un album superiore
rispetto a Time Out Of Mind e non di moltissimo inferiore rispetto ad Oh, Mercy". Non per
L&T ma perché per me TOOM è superiore ad Oh, Mercy e probabilmente anche a
quest'ultimo. L&T è però, IMHO come giustamente ribadisci anche tu, superiore a Oh, Mercy
...

E' evidente che Dylan sta portando avanti il suo progetto di far restare viva la musica
tradizionale, per evitare che vada bruciata (e dispersa) come i vecchi alberi di "Floater" ... forse,
in cuor suo, sa che, tra cento anni, senza questa sua opera, le canzoni tradizionali saranno quelle
degli anni novecento-sessanta, settanta ed ottanta, ma più probabilmente saranno le sue. Ed
invece di "Rose che fioriscono nella testa della gente" ci sarà "il fantasma dell'elettricità che soffia
nelle ossa del suo viso" ... e Dylan è troppo innamorato della musica tradizionale e dei suoi
interpreti (e forse troppo umile) per permettere cha accada.
Iniziò con i due magnifici "Good As I Been To You" e "World Gone Wrong" dedicati al suo
amato folk e continuando con "Time Out Of Mind", ispirato più al (e dal) blues. In questo,
invece, sembrava inizialmente (con "Po' Boy" e "By And By") di ritrovare un pò troppo di
musica leggera fatta di "sugar-coated rhymes" ... ma poi devo dire che viene fuori un album
assolutamente completo. L&T è sicuramente un concept album, a parte forse qualche
variazione tipo "Honest With Me".
Questo è un album, credo, che conferma, DEFINITIVAMENTE Dylan come uno dei più
grandi COMPOSITORI di musica mai esistiti in questo secolo. Credo che sia il suo album più
vario musicalmente, anche se può andare a toccare stili non particolarmente "commerciali" ...
"but I don't care" ...
In ogni caso Dylan dimostra una conoscenza della musica a 360&deg;, riuscendo a scrivere un
piacevole country come "Floater" con un blues "stagionato" come "High Water" e con un
rock come "Honest With Me". Io di musica non mi intendo molto, ma non credo ci sia qualche
altro artista a questi livelli ...
Per me, anche inconsciamente, L&T partiva già in svantaggio per una cosa: il fatto di venire
subito dopo TOOM, che, attualmente è il mio preferito in assoluto. E che è un album
completamente diverso. Le atmosfere sono estremamente più cupe, il suond "notturno" ... e poi
una assolutamente irripetibile "Highlands" di 17 minuti ...
Qui sembra cambiare tutto, un Dylan più leggero, con meno in risalto l'incubo della vecchiaia,
atmosfere più aperte. Ma c'è qualcosa in più, che è la voce, che mi sembra superiore a (quasi)
qualsiasi altro album di Dylan ...
"Tweedle Dee And Tweedle Dum" credo che sia una delle cose migliori dell'album. E'
assolutamente godibile, con la giusta dose di misteriosità e di non-sense, perfettamente in linea
con i due libri di Carrol che sono il regno del non-sense e della filastrocca dove il gioco di
parole conta di più del significato.
Gemelli che vivono (odiandosi) in felice armonia nonostante debbano guardarsi l'uno dall'altro.
Sicuramente una delle più affascinanti storie di Dylan ...
Credo che sarà ottima anche in concerto. Musicalmente, infatti, mi sembra molto briosa ed
adattissima ai concerti attuali. Ottimi gli assolo (quasi sicuramente di Charlie) tra i versi finali
delle strofe.
Poi "Mississipi". Non ho mai ascoltato la versione di Sheryl Crow, ma questa ... credo sia una
cosa grandiosa !!! Il testo del periodo TOOM è grandissimo, uno dei migliori, e solo da Dylan
ci si poteva aspettare di vederlo lasciato fuori dal vecchio album (anche se forse, per la
lunghezza del CD, davvero non ci andava ...).
"Ogni passo del cammino, percorriamo il limite / I tuoi giorni sono contati, e così i miei / Il
tempo si ammassa, ci affanniamo e graffiamo / Siamo tutti inscatolati, senza nessun posto dove
scappare / La città è solo una giungla, con più giochi da giocare / Intrappolato nel profondo,
cercando di fuggire ..." il fantasma di TOOM si fa sentire e come ... e poi ci trovo alcuni tra i
ritornelli migliori di sempre di Dylan con "Tutti le mie capacità di espressione ed i miei pensieri
così sublimi / Non potrebbero mai renderti giustizia, in ragione o in rima", "Beh, sono arrivato
qua seguendo la stella del sud / Ho attraversato quel fiume solo per essere dove sei tu" e "Ora il
vuoto è senza fine, freddo come l’argilla / Puoi sempre tornare indietro, ma non puoi mai
tornare indietro completamente" ed in ogni caso, "Only one thing / I did wrong / Stayed in
Mississipi a day too long". Capolavoro !
La musica è ancora perfetta. Quegli sporadici assolo, lick, di elettrica (ancora Charlie), come
dopo il verso "Don't even have anything for myself anymore" che ricordano quelli poco prima di
"How Does It Feel ..." nelle attuali versioni di LARS, sono assolutamente "sublime" ! Dylan
canta benissimo. E' davvero perfetto, per me. Il primo ritornello acquista grande spessore anche
per come è pronunciato ... ed il mandolino di Larry è ancora azzeccatissimo ! La pronuncia del
verso "Stick with me baby, stick with me anyhow, Things should start to get interesting right
about now" vale da solo i 4/5 anni di attesa.

"Summer Days" è un godibile rock-blues che credo sarà un piacere suonare live. Il testo non ha
alcuna sorpresa, sembra abbastanza "routine", ma "routine" sempre di Dylan ... Musicalmente è
molto buona ed è cantata da Dio !!! Dovrebbe essere ancora Charlie agli assolo. Tutta la strofa

"Everybody get ready, lift up your glasses and sing, Everybody get ready, lift up your glasses
and sing, Well, I’m standin’ on the table, I’m-proposin’-a-toast-to-the-king.
/ Well,-I’m-drivin’-in-the-flats-in-a-Cadillac-car-The-girls-all-say,
“You’re-a-worn-out-star!” My pockets are loaded and I’m spendin’ everyyyy dime. How can
you say you love someone else, You know it’s me all the tiiiiiiiiime !!!" è straordinaria ! Credo
sia una di quelle cantate meglio dell'album.

"By And By" è molto buona, nonostante l'effettiva somiglianza con "Blue Moon". I versi "I’m
walking on briars I’m not even acquainted with my own desires" e "the future for me Is already
a thing of the past" sarebbero state benissimo anche in TOOM ... Sinceramente non mi ha mai
convinto molto il finale ... mi sa un pò troppo di sugar-coated rhyme. Mi sembra l'unica canzone
nella quale c'è in risalto l'organo di Augie Meyers (spero di scriverlo bene) ... dopo "the wild
roses grow" c'è spazio per una parte strumentale e nella prima parte mi sembra di sentire un
accenno di assolo di Dylan, ma non ci giurerei. Dopo mi sembrerebbe Charlie.

Per "Lonesome Day Blues" è un pò lo stesso discorso sul testo di "Summer Days", vengono
fuori, però, le ultime tre strofe. Mi pare la prima volta che vengono menzionati membri della
famiglia ("my pa he died and left me, my brother got killed in the war
My sister she ran off and got married") ...

Musicalmente è un ottimo e potente blues, suonato molto molto bene e con una ottima chiusura,
anche se l'attacco è identico a "'Til I Fell In Love With You".

"Floater" è ottima, mi è subito piaciuta, già al primo ascolto. Mi piace molto il violino ed il fatto
che la musica delle strofe non sia ripetitiva ma vada evolvendosi fino al seguente "intermezzo" di
Campbell. Mi piace anche molto il testo, che ha qualcosa di particolare ... si parla di tradizioni
che vanno perdute, di alberi secolari rimpiazzati da un "new grove of trees", ricorda molto la vita
rurale ... Ancora membri della famiglia ("My old man he’s like some feudal lord ... I’ve never
seen him quarrel with my mother even once" e "My grandfather was a duck trapper He could
do it with just dragnets and ropes My grandmother could sew new dresses out of old cloth, I
don’t know if they had any dreams or hopes").

Questa è un'altra di quelle cantate da Dio !!! E' magnifica dall'inizio alla fine ! Impagabile il
modo in cui è cantata !!! Forse anche per questo mi è piaciuta subito. Mi piace molto quella
batteria "singhiozzante" che dà un'atmosfera da vecchio vinile saltellante ... non so se riesco a
spiegare quello di cui parlo ...

"High Water" è un vecchio blues pieno zeppo di citazioni e rimandi. Credo che il testo non sia
particolarmente significativo (cerca di non mandarmi a quel paese, Michele ...). C'è quell'oscura
strofa su George Lewis, che forse, però, ci verrà spiegata dal nostro amico Antonio ...
Musicalmente è molto ma mooolto, ma mooooooltoooo bello ! Ed è anche cantato con la giusta
voce. Perfetta sia l'intonazione che la "cupezza" (???). Grande lavoro di banjo (credo) di Larry
ed azzeccatissimi i cori appena accennati.

"Moonlight" mi era sembrata abbastanza buona leggendola, ma ascoltandola ... mi spiace ma
non mi piace proprio ! Non è il mio genere, non mi trasmette gran che. Le ultime due strofe
sono comunque a gran livello ... Cantata da Sinatra non sarebbe stata male, però !

"Honest With Me" è buona come testo e sono ancora citati i genitori ("my parents...").
Musicalmente mi piace. E quella nella quale esce molto fuori la batteria di Kemper che mi è
sembrato ottimo in tutto il disco. Ottime, naturalmente, anche le potenti "rasoiate" di Campbell
(quasi sicuramente) alla slide ... mi sembra quasi di vederlo saltare sulla sediolina !!!

Di "Po' Boy" mi piace sia testo che musica. Mi sa tanto di "figliuol prodigo" ... tra l'altro c'è
anche un collegamento a questa parabola nell'ultima frase "feedin' them swine", ma che non ho
approfondito molto. Ancora citati madre, padre e zio. Musicalmente mi sembra molto
particolare. Ed anche questa è cantata benissimo.

"Cry Awhile" mi è piaciuta subito moltissimo !!! Il testo mi piace molto ! Ed è un capolavoro
musicalmente con l'inizio strofa lento, che poi prende improvvisamente quota per poi ritornare
alla normalità ! E' geniale ! E per questo gli si perdona anche l'eccessiva somiglianza con
"Pledging My Time" e qualche reminiscenza (sui finali) di "Leopard Skin ...". Grandissimo blues,
uno dei migliori di sempre di Dylan !!! E prima della strofa "Well the preacher's in the pulpit an’
the babies in the cribs I'm longing for that sweet fat that sticks to your ribs ..." c'è una
grandissima parte musicale, molto blues e molto "Blonde On Blonde" nella quale si sente anche
un breve assolo di acustica in purissimo stile Dylan (sul mio MP3 da 3:35 a 3:40). Capolavoro !

"Sugar Baby" mi piace molto, anche se è effettivamente molto "Not Dark Yet", soprattutto
nell'intro. Musicalmente è comunque molto molto bella ed è cantata bene.

Una differenza da TOOM che io ho notato è la quasi totale assenza di spazi per assolo o strofe
musicali.

In definitiva è un album che vuole consegnare alle nuove generazioni e, soprattutto, alle seguenti
un pò delle atmosfere americane del periodo tra le due guerre, tra il Delta Blues, il folk ed un pò
di musica leggera. L&T (a parte "Mississipi" che è un testo vecchio) è un pò le torte della zia,
gente che invecchia giorno per giorno ma che è determinata ad arrivare fino in fondo, foglie
cadenti, case sulla collina e maiali nel fango (ma con un politicante che già si prepara a rovinare
tutto ...), mulini, radio di provincia, aridi campi, pini che bruciano, campanelle della scuola, fiumi
ribelli, vecchi nonni e vigilie di Natale. Non sono da sottovalutare, sotto questo punto di vista, le
mille visioni di "Moonlight" (che in fondo è ottima ...) con: "Le stagioni, stanno cambiando Ed il
mio triste cuore è desideroso Di sentire ancora il pianto dell’uccellino canoro sotto il suo
trasporto".

Ed ancora fiori, argini, oche in migrazione, benedizioni di pace, tranquillità ed armonia, che,
oramai sembrano irreversibilmente perduti ... e ancora vecchie filastrocche per bambini,
facoltosi fattori, piatti da lavare e maiali da crescere. E l'inizio della finale "Sugar Baby" sembra
un brusco ritorno al presente, ai tempi di oggi, e può sembrare meno meno oscuro: "Non
possiamo tornare indietro, non puoi tornare indietro, a volte ci spingiamo troppo lontano". L&T
è un capolavoro, ma un capolavoro nel suo piccolo ed umile progetto di ricordare i tempi che
furono, ma non come un vecchio che vive solo di ricordi, ma come una condanna dei tempi
moderni.

Inutile dire che sono curiosissimo di ascoltare le versioni live e di vedere cosa diventeranno
sotto la chitarra incontrollata del Dylan "on stage". Chissà cosa si prepara per il Letterman
Show. Spero poi di godermi il CD con un audio perfetto. L'unica cosa che non ho già provato.
In effetti, infatti, come mi diceva Anna, è stato un pò come aprire i regali di Natale una
settimana prima. Ma, vedendo le canzoni disponibili io non ho resistito ... che Bob mi perdoni.

Leonardo "Lion"

Ciao Lion io invece sono pronto a scommettere che tra qualche mese L&T supererà TOOM
nel tuo gradimento... Fammi sapere... Ovviamente il mio confronto era basato sul fatto che per
me Oh Mercy è superiore rispetto a Toom... anche se non di moltissimo. Napoleon


792) "You're gonna need my help sweetheart, you can't make
love all by yourself". Da Lonesome Day Blues.
E' uno dei versi piu' belli e ironici che abbia letto
di queste ultime canzoni. le liriche di love and theft
hanno sempre gli stessi temi di time out of mind, ma
il punto di vista e l' inquadratura sono diversi. Piu'
ironico, bob affronta il tema della fine, della
vecchiaia, della fuga, dello sfacelo intorno, ma lo
sguardo e' quello di che lo osserva e non se ne cura
troppo, anche se lo stesso dylan dice che questo album
non e' un album di concetto io ho trovato nei testi un
filo che lega canzone a canzone. Per quanto riguarda
le 4 canzoni che sono riuscito a carpire grazie a
Expectingrain mi trovo soddisfatto, ora aspetto, non
voglio piu' rubare neiente al momento dell'ascolto
definitivo. Dico solo che Po'Boy mi e' rimasta dentro,
dylan canta in modo languido e dolce, non c'e' quel
filtro usato in time out of mind - pare che Daniel
Lanois abbia usato per la voce di bob il microfono che
si usa per l'armonica - e la voce qui' si lascia
andare. L'atmosfera e' quella di un locale newyorkese
anni 30, in floater il violino di larry da' al tutto
un sapore anacronistico ma speciale, veramente unico,
summer days e' allegra come una To be alone with you.
Grandi richiami blues e jazz ma niente e' banale
perche' e' dylan, secondo me questo album   salira' la
nostra personale classifica dei preferiti. Me lo
auguro. Ciao e a presto. Massimouse

Ciao Massimo, nella mia (di classifica) è già in Top Ten (e corre verso la top five). Napoleon



 

793) Caro Michele,
questa è la mia lista dei pezzi preferiti di Dylan,
per la classifica
1) just like tom thumb's blues
2) Shooting Star
3) One too many mornings
4) When You gonna wake up
5) Sad eyed lady of the lowlands
6) I pity the poor immigrant
7) Billy n.7
8) Forever Young
9) Black Diamond bay
10) man gaves the name to all the animals
nicola

Ciao Nicola, ok. Tutto registrato


794) Ciao Michele
Bentornato …
Oggi è sabato 25 agosto. Preciso la data perché non posso sapere se per lunedì, quando
pubblicherai questa e-mail, verranno messi a disposizione i brani restanti di Love and Theft.
Comunque… le mie impressioni, per quelle che contano,  su Love and Theft … sono positive
ma non entusiasmanti. Dico subito che è la voce che mi ha impressionato più di tutto, ed anche
le liriche sono molte belle quasi straordinarie. Mentre musicalmente non mi ha molto colpito ma
credo che devo aspettare la pubblicazione del album ed ascoltare un suono più pulito …
La “canzone” che mi è piaciuta di più è sicuramente Mississippi (è maledettamente Dylaniana …
tryyyyying to get away…), seguita da Poor Boy. Mentre il testo che più mi ha impressionato è
Moonlight. Una poesia vera è propria secondo me. Pur essendo una canzone d’amore, e che
canzone d’amore!!!, Dylan non cede in versi stucchevoli. Senza fare troppo giri di parole
Moonlight è una canzone d’amore di un uomo di sessant’anni (“And my sad heart is yearning,
To hear again the songbird's weep below his tow”) che non vuol rinunciare ad amare, vivere, e
gustare la vita senza però cadere nel ridicolo giovanilismo che a volte colpisce gli Artisti di una
certa età. Ed è la più profonda differenza rispetto a Time out of Mind dove c’era una
rassegnazione cupa ed un diffuso rimpianto per la giovinezza perduta. A un certo punto Dylan,
in Cry Awhile,  se ne esce con una frase scioccante “… morirò prima di rincoglionirmi …“,
forse ho calcato la mano sulla parole inglese “senile” ma credo di non aver sbagliato di molto.
Tra l’altro qui è possibile riscontrare un legame con uno slogan movimentista della cultura Rock
degli anni sessanta ossia “… I hope I die bifore get old …“ (The Who – My Generation). Nella
cultura rock c’è molta differenza tra essere vecchio fisicamente (che è un dato di fatto) e
vecchio con il cervello (si può essere vecchi anche a vent’anni)… è Dylan lo ha ribadito.
Una circostanza che credo in molti hanno notato è la persistente presenza delle figure della
propria famiglia. Non so il motivo e per dirla tutta non mi pongo la domanda del perché di
questo uso.
Sto scadendo del commento critico analitico … mi fermo …
Due ultime cose … la prima … voglio ricordare i versi, stupendi, di John Donne:
“… Ogni morte d'uomo mi diminuisce, perché io partecipo all'umanità. E così non mandare mai
a chiedere per chi suona la campana: Essa suona per te.”
La seconda… voglio prendermi tutte le responsabilità di un ipotesi azzardosa… ossia di dare un
volto a George Lewis presente nella apocalittica High Water (Well, George Lewis told the
Englishman, the Italian and the Jew, "You can't open up your mind, boys, to any conceivable
point of view, They got Charles Darwin trapped out there on Highway 5").

Ecco i frutti della mia ricerca:

“George Lewis meglio noto come Becke George Lewis ('Louis') (1855-1913), uno dei
maggiori scrittori australiani. La maggior parte del lavoro di Louis Becke parla degli islanders
del Pacifico del sud e la loro interazione con gli Europei, commercianti e missionari.
In generale ha una visione pessimistica delle influenze ‘ della civilizzazione ’ dei settlers (coloni),
degli avventurieri e dei commercianti europei. Molti dei suoi personaggi vivono una vita liberata
delle convenzioni della loro società e spesso si dedicano al crimine, alla crudeltà e all’adulterio.”

La fonte della mia ricerca è Internet e non ad un’auspicabile cultura personale … tengo a
precisarlo.

Infine voglio ribadire la bellezza dei versi …. dopo un primo momento di smarrimento ed
indecisione sono arrivato alla conclusione che sono notevoli sia per espressione creativa che pe
la ricchezza delle parole ….. se mi fossi  domandato “… vediamo di che è capace ancora di
fare il vecchio Bob … sarei stato dubbioso sulla risposta. Oggi mi rispondo: “E’ ancora il
migliore … non c’è ne per nessuno …”. Un Grazie Bob è scontato?. E chi se ne frega!!!!! ….
GRAZIE BOB

Antonio Cat
 
 

“….. We’re all boxed in, nowhere to escape….”
 
 

Ciao Cat, secondo me anche musicalmente L&T è uno dei migliori dischi di Bob. Quando lo sentirai
bene magari dopo ripetuti ascolti forse mi darai ragione (io l'ho ascoltato una trentina di volte e
ad ogni ascolto cresceva il mio giudizio positivo fino a quello finale che ho messo nell'indice di
MF e che preciso canzone per canzone più sotto in risposta a Bruno)


793) Avete letto le nuove strips di Zimmy?
Napoleon
 


794)  Ciao Michele e un saluto a tutta la fattoria,
ti scrivo non a riguardo di Bobby, di cui in Croazia ho trovato immagini e articoli su alcuni numeri di
"RollingStone" usati di cui provvederò a mandarti scannerizzazioni al più presto, ma bensì di una
canzone di Joan.
Si tratta di Geordie che io pensavo fino a pochi minuti fa essere invece di De Andre', volevo perciò
chiederti come Fabrizio sia arrivato ad interpretare  questa splendida ballata.
Cavolo adesso però devo correre a cercare la versione di Joan, non voglio neanche immaginare che cosa sia....

Ti ringrazio anticipatamente per la tua (sicuramente) esaustiva risposta.
Luca "Spider"

P.S. Ho ascoltato 8 brani di
L&T..............................................................................................................................................................
...........................................................................................................................che
dire.......................................................................
.........................................................................ma è
umano?.................................................................................................................
.....................................................................................................................................................................non
credo...........................
una su tutte........................................MISSISSIPPI !!!!

L'ho detto anche io più su... Bob ormai è al di là dell'umano... ha fatto il patto, ripeto... Geordie è un traditional. La versione di Joan la trovi su "JOAN BAEZ IN CONCERT (1962)" Vanguard VSD 2122 . Come sia arrivato Fabrizio ad interpretarla: beh non so che versione possa aver sentito ma evidentemente lo ha colpito e l'ha tradotta (come ha fatto all'epoca con molte canzoni di Brassens, Cohen etc.). Purtroppo non ne so molto su questa canzone... Se qualcuno ha notizie si faccia vivo...
Ciao, Napoleon



Ed ecco una prima votazione per Love and Theft inviatami da Bruno "sempre-di-manica-stretta" Jackass

795) Caro Napoleon,
questi sono i miei voti per LAT.

Summer Days - voto 5
                Non mi piacciono molto questi blues
                stereotipati sulle 12 classiche battute.

Mississippi - voto 9
                grande - trovo che il ritornello e' simile
                a quello di Delia (World Gone Wrong) forse
                per questo non e' stata inclusa in TOOM

Honest With Me - voto 5
                Un onesto rock-blues, ma nulla piu'.
                Spero che sia il tormentone dei prossimi
                concerti...

Moonlight - voto 9
                Deliziosa - questo Dylan jazz mi piace
                sempre di piu'. Avevo gia' trovato stupenda
                la versione jazz di Trying To Get To Heaven
                (in particolare quella cantata ad Anzio)
                ed ora mi pare di capire che fosse una
                specie di anteprima di LAT. Forse per
                questo Dylan l'ha cantata poche volte.

Floater - voto 8
                Fresca e "vecchio stile" allo stesso tempo.
                Proprio come Bob.

Po' Boy  - voto 9
                Stupenda. Che altro dire?

Tweedle Dee & Tweedle Dum - voto 7
                Bella. Non sfigurerebbe su Blonde
                on Blonde.

Lonesome Day Blues  - voto 5
                E' il solito blues che non mi coinvolge...

Cry AWhile - voto 6
                idem c.s.

Highwater - voto 7
                Sembra uscita da una sessione di
                Blood on The Tracks con i Deliverance.

Sugar Baby  - voto  9
                Meravigliosa.
                C'e' anche un evidente tributo al lavoro
                incredibile dei fan che registrano i
                concerti. Non me lo sarei mai aspettato.
                C'e' qualcosa nel carattere di Bob che sta
                cambiando. Mi aspetto parecchie sorprese.

Bye and Bye - voto 8
        Bellissima. Una sorpresa.
 

Bob dimostra ancora una volta di sapere cantare in maniera
eccelsa, ma purtroppo lo fa solo in studio. Forse fa troppi
concerti...
 

Bruno the jackass

Ciao Bruno okay mi hai fatto cadere nella trappola. Voglio fare anche io il professore (io sarò di manica molto più larga però). Quindi metto qui sotto anche i miei voti. Il giochino inizia...
mandatemi i vostri giudizi su L&T...

Summer Days - voto 7.5
Trascinante, estenuante, un rigenerante tuffo nel passato. Non vedo l'ora di ascoltarla dal vivo.

Mississippi - voto 10
Solo perchè di più non si può altrimenti gli mettevo 20. Cosa dire di questo brano?
Semplicemente che ormai è chiaro che Bob è completamente pazzo visto che l'aveva scartato
da Toom. E' a mio avviso uno dei 10 brani di Bob più grandi di tutti i tempi... Lo ascolterei un
centinaio di volte di seguito senza stancarmi...

Honest With Me - voto 8
Grande musica, grandissima versione (ed aspettiamo quelle dal vivo). Rinverdisce i fasti di
Blonde on Blonde ed Highway 61. Al primo ascolto l'avevo sottovalutata quindi consiglio di
ascoltarla almeno una decina di volte prima di giudicarla. E' un grande pezzo.

Moonlight - voto 10
Anche questa entra nel novero dei capolavori di Bob. E' assolutamente deliziosa. Perfetta. Mi fa
venire le lacrime e quando una canzone emoziona così non può non essere un capolavoro.
Voce, musica, arrangiamento, testo: tutto superlativo.

Floater - voto 10
E pensate che al primo ascolto non le avrei dato più di 6... E' proprio vero che certi brani
bisogna "metabolizzarli" lentamente. E' assolutamente strepitoso.

Po' Boy  - voto 10
Qui non ho parole per descriverne la bellezza. Basta il voto.

Tweedle Dee & Tweedle Dum - voto 9
Grande grande grande. Sound e voce di Bob da Oscar.

Lonesome Day Blues  - voto 8
Grandissimo blues di quelli che ormai solo Bob sa fare. Penalizzato forse solo da una lunghezza
un pò eccessiva.

Cry Awhile - voto 8-
Il brano che mi è piaciuto meno (ah ah ah , sono spiritoso vero?...). Forse ha bisogno di tempo per essere valutato appieno (sì, sono proprio spiritoso...).

Highwater - voto 10
Anche qui sarebbe un 20 in realtà... Credevo che non si potessero superare capolavori come
Blind Willie Mc Tell o Man in the long black coat... Bob c'è riuscito con questo brano
assolutamente terrificante. In certi punti nella voce e nel modo di cantare mi ricorda il Dylan di certi brani del 1961/62.
Atmosfera assolutamente suggestiva. Suono strepitoso. Voce da brividi.

Sugar Baby  - voto 10
Non ho parole. I cannot explain that in ...words

Bye and Bye - voto  9
La ciliegina sulla torta di L&T. Assomiglia a Blue Moon? Certo! In meglio però!
 
 

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