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Vuoi discutere di Bob Dylan, 
della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da 
raccontare, emozioni da condividere, sul grande Bob o inerenti la sua musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine
TALKIN'
BOB DYLAN BLUES
LA POSTA DI MAGGIE'S FARM
PARTE 75
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags.

 
 
 
753) Ciao Michele,
leggendo il testo di Alessandro Carrera, "La voce di Bob Dylan", mi ha incuriosito la parte dedicata alla song "House Carpenter" esclusa nel secondo album, e poi tirata fuori in "The Bootleg
Series Vol. 1/3". Essendo un traditional, sembra addirittura risalire ai tempi "antichi ", e non trovando alcun testo e traduzione nei vari libri di Dylan che ho, qualcuno di voi o Michele stesso, ha la traduzione e il testo che appare nel "Bootleg series"?

Ringrazio anticipatamente.

Stefano

p.s. non sono sicuro, non vorrei far girare una voce inutile, ma ho sentito che Dylan ritorna in Europa verso l'autunno o l'inverno. E' vero?

Ciao Stefano, per quanto riguarda la possibile tournèe europea autunnale una voce diceva Francia in autunno, o comunque, Europa in autunno, ma c'è ancora il tour estivo negli USA,.
Bisogna dire che il disco esce in anteprima mondiale un giorno prima in Europa, e solo dopo negli States, però è un po' presto, stiamo a vedere.
Speriamo!
 

Per quanto riguarda House Carpenter provo a tradurla io qui sotto con le note di "Bootleg Series":

HOUSE CARPENTER

Well met, well met, my own true love
Well met, well met, cried she
I've just returned from the salt, salt sea
And it's all for the love of thee

I could have married a King's daughter there
She would have married me
But I have forsaken my King's daughter there
It's all for the love of thee

Well, if you could have married a King's daughter there
I'm sure you're the one to blame
For I am married to a house carpenter
And I'm sure he's a fine young man

Forsake, forsake your house carpenter
And come away with me
I'll take you where the green grass grows
On the shores of sunny Italy

So up she picked her babies three
And gave them kisses, one, two, three
Saying "take good care of your daddy while I'm gone
And keep him good company."

Well, they were sailin' about two weeks
I'm sure it was not three
When the younger of the girls, she came on deck
Sayin' she wants company

"Well, are you weepin' for your house and home?
Or are you weepin' for your babies three?"
"Well, I'm not weepin' for my house carpenter
I'm weepin' for my babies three."

Oh what are those hills yonder, my love
They look as white as snow
Those are the hills of heaven, my love
You and I'll never know

Oh what are those hills yonder, my love
They look as dark as night
Those are the hills of hell-fire my love
Where you and I will unite

Oh twice around went the gallant ship
I'm sure it was not three
When the ship all of a sudden, it sprung a leak
And it drifted to the bottom of the sea
 

Ben ritrovata, ben ritrovata, mio vero amore 
Ben ritrovato, ben ritrovato, gridò lei 
Sono appena ritornato dall'oceano 
e l'ho fatto per il tuo amore 

Avrei potuto sposare la figlia del Re laggiù 
E lei mi avrebbe sposato 
Ma ho rinunciato alla mia figlia del Re 
e l'ho fatto per il tuo amore 

Ebbene, se tu avresti potuto sposare la figlia di un Re laggiù 
Certo la colpa è solo tua 
Poichè io sono sposata ad un carpentiere 
ed è sicuro che egli è un bel giovane 

Abbandona, abbandona il tuo carpentiere 
e vieni via con me 
Ti porterò dove l'erba cresce verde 
sulle spiagge dell'assolata Italia 

Così lei prese in braccio i suoi tre bimbi 
e diede loro uno, due, tre baci 
e disse "Prendetevi cura del vostro papà mentre io sono lontana 
e fategli compagnia" 

Navigavano da circa due settimane 
sono sicuro non fossero tre 
quando la più giovane delle ragazze venne sul ponte 
dicendo che cercava compagnia 

"Stai piangendo al pensiero di casa tua? 
O stai piangendo per i tuoi tre bimbi? 
"Non piango per il mio carpentiere, 
sto piangendo per i miei tre bimbi" 

Oh cosa sono quelle colline laggiù, amor mio 
Sembrano bianche come la neve 
Quelle sono le colline del paradiso, amor mio 
che tu ed io non conosceremo mai 

Oh cosa sono quelle colline laggiù, amor mio 
Sembrano scure come la notte 
Quelle sono le colline dell'inferno, amor mio 
dove tu ed io saremo uniti 

Oh per due volte la bella nave girò intorno 
sono sicuro che non furono tre 
Quando la nave all'improvviso fece acqua da una falla 
e piombò in fondo all'oceano

"House Carpenter" è una delle canzoni registrate nel Marzo 1962 per il secondo album di Dylan, "The Freewheelin' Bob Dylan". E' una delle più antiche canzoni che Dylan abbia mai cantato. Si tratta di Child Ballad (n.243), una delle tante canzoni riunite dal Professore di Harvard James Childs nella sua collezione di Ballate Popolari Inglesi e Scozzesi.
Varianti comuni negli Stati Uniti di questa canzone sono le mountain ballads del Sud "James Harris" e "The Daemon Lover". La più antica versione conosciuta di questa canzone, intitolata "A Warning For Married Women" è datata 1685 ma probabilmente risale ad un'epoca ancora precedente. Dylan potrebbe averla imparata dovunque anche se Joan Baez e Bob Gibson - tra gli altri - la cantavano regolarmente nelle coffehouses del Greenwich Village.

Ciao Stefano e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"


 
754) Ciao,
   mica ti sarai dimenticato delle traduzioni dei testi
   di Blonde on Blonde?
   Ciao.
   The Jack of Hearts

   P. S. Io aspetto fiducioso... capito?

Ciao Fante di cuori, non mi sono dimenticato... Questione di tempo (che non ho). Ora che è finita la tourneè di Bob forse riuscirò a completarli.
Ciao, Michele


 
755) Ciao, sono ancora Tommaso
   accidenti! che velocità di risposta!
   Sì, per la scaletta di quell'ipotetico doppio (ma potrebbe essere anche
   triplo o quadruplo, immagino) intendevo proprio le canzoni inedite su gli
   album ufficiali, tipo "Man On the Street", "Talkin' John Birch Paranoid
   Blues", "Positively 4Th Street", "Things Have Changed" ecc.
   Non voglio però porre dei limiti, e se tu (o chiunque altro vorrà
   consigliarmi in tal senso) pensi che esista una versione live o alternativa
   di un brano regolarmente edito su album a cui un dylaniano non può
   assolutamente rinunciare, aggiungi pure.
   A risentirci e grazie.

Ciao, allora facciamo un bel triplo. Ecco le mie preferenze che sicuramente non piaceranno a tutti comunque hai chiesto il mio parere, quindi, beccati queste... Se qualcun altro vuole compilare la sua lista me la mandi pure... Ho considerato però solo le canzoni non presenti sugli
album  della discografia ufficiale di Bob Dylan lasciando da parte le versioni alternative o live di brani già apparsi su album altrimenti non se ne esce vivi... 

Disc One 

Jesus met the woman at the well 
Ballad of Donald White 
Cocaine blues 
Hero Blues 
Playboys and playgirls 
Bob Dylan's New Orleans rag 
I'm not there 
Young but daily growing 
Rock salt and nails 
Yesterday

Disc Two

George Jackson 
Rita May 
Sign language (con Eric Clapton) 
Never let me go (con Joan Baez da Renaldo and Clara) 
People get ready 
Deportees (con Joan Baez video Hard rain) 
Railroad Boy (con Joan Baez video Hard rain) 
You treat me like a stepchild 
Stop Now 
Legionnaire's disease 
 

Disc Three

Magic 
Ain't gonna go to Hell for anybody 
Band of the hand 
This old man 
Nobody's child (con i Traveling Wilburys) 
Tweeter and the monkey man (con i Traveling Wilburys) 
Woogie boogie country girl 
You belong to me 
Blue-eyed Jane 


 
756) E' davvero incredibile cosa possa suscitare una canzone ascoltata per la prima volta.
   E' quanto successo a me ascoltando "Diamonds and Rust" di Joan!!!
   L'ho trovata semplicemente struggente!
   Meravigliosa, dì pure a AndyGi che Joan ha trovato un'altro incantato ammiratore.
   Luca "Spider"

Ok Luca. Quella canzone è una delle mie preferite in assoluto (ne ho persino scritto una versione cantabile in italiano pubblicata su Farewell Angelina, il sito baeziano di Andygi... L'hai letta?...).
Per quei pochi che non lo sanno si tratta di una canzone scritta da Joan Baez e dedicata alla sua storia d'amore con Bob.
Ciao, Michele "Napoleon in rags"


 
 
757) Ciao Michele.
   Ora, questa mail forse non piacerà a nessuno, forse esprimo opinioni personali che non troveranno grandi proseliti, ma l'importante è sottolineare che non intendo giudicare nessuno.
   Ho letto tutti i resoconti dei vari incontri ravvicinati con Bob da parte degli amici della Farm, alcuni casuali, alcuni voluti.
   Bene, io non mi ritrovo granchè in questa ricerca volitiva di incontro diretto con Dylan. Questo appostarsi, questo fiutare, questo ricercare. Ho sempre vissuto la passione per un artista nel trasporto di un concerto o nell'ascolto di un disco. Mi
   sono sempre fermato lì. Non dico che non mi è mai interessato conoscerli di persona, ma dico che il tipo di conoscenza che avrei potuto farne sarebbe stata assolutamente fuggevole, quasi impalpabile, in 2 secondi 2. Anche la ricerca di feticci o cimeli mi ha sempre interessato poco. Considero l'autografo una delle cose più inutili e insensate che esistono
   in natura. A seguire sciarpe, cappelli, capelli, fiammiferi e quant'altro. Scusate, forse sembro bacchettone, in realtà voglio solo dire che io vivo la mia passione per Dylan senza ricercare questi momenti di contatto che non mi emozionerebbero
   più di tanto. Se io avessi Dylan a disposizione per un pomeriggio, sarebbe senz'altro stimolante parlarci. Ma così, francamente, sarà il cinismo che mi scorre nelle vene, non mi interessa e preferisco dedicare il tempo dell'attesa nel fare altro.
   Quando ho visto De Gregori a Brescia mi ha fatto un grande effetto vederlo lì ad ascoltare Dylan. Non mi ha fatto effetto in sè vederlo. Dopo il concerto, quando me lo sono trovato di fronte, mi sono limitato a salutarlo di sfuggita e me ne sono
   andato. Credo che Michele abbia intuito cosa abbia rappresentato De Gregori per me, molto più di Dylan. Eppure non avevo voglia di perdere tempo in momenti imbarazzanti e incolori, con il rischio per di più di sembrare invadente.
   Anni fa' mi trovai ad una cena post-concerto con De Andrè. Grazie ad amici comuni, mi trovavo in una tavolata ristretta.
   Ci scambiai 5 minuti di parole, parlando delle sue traduzioni di canzoni e della sua conoscenza del latino e di Cicerone in particolare, per via di una sua citazione durante il concerto. Fu disponibile ed avvolgente ed io capii che avremmo potuto
   parlare di cose non banali per un po'. Ecco, quel tipo di incontro è per me l'unico che abbia senso. Il resto, paradosso dei paradossi, mi annoierebbe...
   Non me ne vogliano assolutamente coloro che hanno incontrato Dylan e vivono così le loro emozioni e se ne lasciano trasportare. Io ho semplicemente un modo diverso e non migliore per viverle.
   Saludos, Mino

Ciao Mino, semplicemente, secondo me, tu non sei un fan. 
Nel senso estremo del termine.
Sei uno che ama la musica di questo o quell'artista.
Punto. E non ti lasci coinvolgere emotivamente più di tanto dall'artista in sè.
Personalmente a me, parlando esclusivamente di Dylan ovvio, interessano invece entrambi gli aspetti, cioè sia quello "fanatico" che quello che tu sottolinei (conoscere l'artista, parlargli, passare del tempo con lui, etc.). 
In egual misura, come leggerai in una mia risposta più sotto su un tema simile.
E' un fatto di emozioni che probabilmente tu non provi (non in quel senso almeno) ma che invece io e moltissimi altri sì.
Probabilmente fa parte del carattere di ognuno di noi.
Col limite che la mia educazione ed il mio senso del rispetto per gli altri mi fanno fermare dove ci si deve fermare. 
Esempio: se mi ritrovo in un ascensore da solo con Dylan posso naturalmente provare ad essere il fan più estremo che mai artista abbia avuto ma se Egli mi sussurra: "Non voglio essere disturbato" io non lo guardo nemmeno. Cosa che purtroppo a differenza di quanto farei io altri probabilmente non fanno...
Come raccontavo nel mio resoconto spezzino io e Gio eravamo a pochi metri da Tony Garnier ma non abbiamo osato avvicinarci dal momento che lui non ci ha autorizzati esplicitamente. Lo avesse fatto naturalmente saremmo corsi da lui.
E la stessa cosa avrei fatto se al posto di Tony ci fosse stato Bob.
Quanto al discorso dell'autografo io non sono assolutamente d'accordo con te. E' chiaro che lo scarabocchio in sè non ha alcun valore ma quello che ce l'ha, ed immenso, è il ricordo che susciterà quello scarabocchio quando anni dopo lo si guarderà e si riavrà davanti agli occhi la scena dell'incontro con la persona che tanto si ama ed ammira e si ripenserà con tenerezza e struggente nostalgia a quel momento. Si tratta di emozioni. Che non hanno prezzo. Lo stesso discorso vale per le fotografie fatte con l'artista o i cimeli vari che tu citi.
Ciao, Michele "Napoleon in rags"


 
758) Hi Michele,
   la frase di cui all'oggetto, (come sono burocratico) mi ha veramente incuriosito. Ho fatto perciò un viaggio a ritroso nel tempo; mi sono
   ascoltato "Rainy Day Women # 12 & 35" in cuffia e con molta attenzione nelle varie edizioni in CD in cui la canzone è apparsa, una decina di CD tra
   Blonde on Blonde, Best, Very Best, etc. etc. poi nell'edizione in minidisc, infine nel vinile in mono stampato in Italia l'altro giorno cioè il
   10-11-1966 dalla CBS Sugar:
   risultato la frase incriminata è sempre costantemente presente, nel vinile è ancora più chiara sembra quasi qualcuno del coro, chiamiamolo così, infatti sono chiare altre frasi del genere in inglese ma meno comprensibili.
   Agli studiosi e a quelli ancora più competenti la spiegazione del perchè è stata detta la frase e chi è l'intruso.
   Saluti a tutti.
   "papa" Mario

Il mistero continua...


 
 
 
759) Avete letto le nuove strips di Zimmy?
Napoleon

 
760) Ciao Michele,
splendide le nuove strip !! ma come la mettiamo con i colori?! ...e sì che Zimmy ti aveva
intimato di non riprovarci, almeno fino alla strip 200!! conoscendo il tipo, sento che si vendicherà
in una delle prossime strip...
 

Ciao Papera. Quella strip (Fried mosquitos...) l'ho fatta a colori per adeguare le vignette a quella finale con la foto di Bob a colori ed anche per evidenziare le punture rosse delle zanzare... Temo la vendetta di Zimmy... Resto in attesa di conoscere la mia sorte.

Non puoi prendertela con Antonio e Leonardo se non hanno telefonato a te...è ingiusto,
perchè c'è una ragione precisa, oggettiva, logica, inconfutabile e ineffabile se hanno chiamato me... sembra infatti che il mio telefonino abbia proprietà soprannaturali e taumaturgiche che non potevano
sfuggire a due napoletani veraci e quindi molto attenti e sensibili nei confronti di tutti i
fenomeni e/o oggetti che possano influenzare positivamente i vari accadimenti ed eventi della
vita terrena... (facevo prima a dire che Antonio e Leonardo sono terribilmente superstiziosi...)
Insomma, devi sapere, caro Michele, che porta molta fortuna avere un qualsivoglia contatto con
il mio cellulare, un po' come toccare il corno di corallo... e infatti i nostri amici hanno poi
assistito ad un concerto memorabile... (Antonio me lo ha confermato: il merito della riuscita dello spettacolo non è stato di Dylan ma della combinazione numerica 348...... ecc. ecc.
che lui e Leonardo hanno composto prima dell'evento, recitando nel frattempo formule
cabalistiche...).
Ovviamente queste sono sottigliezze che possono sfuggire ad un partenopeo che abita ad
Aosta....

Il tuo raccontino di La Spezia: avevo avuto delle semi-convulsioni quando ho letto l'anteprima...
figurati il resto... ti hanno già contattato per collaborare ai testi della nuova serie comica di
X-files ?

Anna "Duck"

Come fai a saperlo?... Doveva essere un segreto... Mi farai avere grane con la Twentieth Century Fox...


 
761) Venerdì 27 u.s., nella pagine Napoli di Repubblica, tre articoli
commentavano la riapertura, dopo 25 anni, dell'Arena Flegrea, in
occasione del concerto di Bob Dylan. Uno dei tre articoli (l'unico non
firmato), dal titolo "Le canzoni - Un viaggio negli anni '60 fino a
License to kill", riferiva che Dylan aveva iniziato il concerto con
Rovin Gambler, per poi iniziare un viaggio da mozzare il fiato nei '60 e
nei '70 con Memphis Blues Again, Just Like a Woman, Forever Young; poi
gli '80 con Jokerman e License to Kill e i '90 con Love Sick, e al
momento dei bis, Things Have Changed. Chi scriveva ammetteva che i brani non sempre erano riconoscibili dall'attacco...
Sarebbe stato interessante sapere questi brani da cosa erano stati
riconosciuti, meglio ancora in quale mozzafiato di concerto erano stati
ascoltati, perchè almeno a Napoli, all'Arena Flegrea, Dylan non li ha
eseguiti proprio. Va detto che gli altri quattro brani che il cronista
(?) indicava sono stati regolarmente cantati da Bob: per Desolation Row
e Blowin' in the Wind complimenti perchè sono stati esattamente, così
come riportato nella sequenza del quotidiano, il terzo e l'ultimo (su un
totale di 21, però, non di 12) mentre All Along the Watchtower e
Knockin' on Heaven's Door, riportati nel gruppo grandi successi '60 e
'70 post-apertura, sono stati in realtà proposti nel lungo bis di sette
brani, che Repubblica riduce a due.
Nella migliore tradizione della commedia napoletana, l'episodio è a metà tra il comico e l'imbarazzante: dico la verità, non me ne importerebbe proprio se non riguardasse Dylan, il mio unico grande mito.
E poi, per ipotesi, voglio illudermi ma penso alla mancanza totale di
rispetto verso un ipotetico spettatore rimasto particolarmente colpito
dallo straordinario spettacolo, che si rifà a quanto scritto dal
giornale per avviare magari un avvicinamento alla figura musicale più
importante mai esistita.
E poi il concerto di Dylan a Napoli aveva già proposto situazioni
strane: biglietti assolutamente introvabili da tempo anche perchè 2000
distribuiti omaggio ad autorità di ogni tipo, molte delle quali hanno
poi disertato l'appuntamento, i loro posti erano vuoti o i loro
biglietti omaggio erano quelli che venivano venduti al doppio-triplo
fuori l'Arena; molti vip purtroppo presenti, abbronzatissimi,
accompagnatissimi, e abbigliati più da night che da concerto di Dylan;
il primo posto in prima fila dell'area riservata, destinato a chissà
quale vip dei vip, vuoto per i primi cinque brani, fino a quando il
sottoscritto non lo ha occupato godendosi lo spettacolo alla grande, ma
con il sacrificio della audiocassetta walkman in registrazione,
stupidamente sequestrata dall'addetto di turno.
Essendomi abbastanza rotto di tutte queste cose, ritengo giusto
segnalarle, ripeto per riderci sopra ma anche per rifletterci un attimo,
al giornale stesso, al sito italiano di Dylan, alla rivista  musicale
che preferisco, e a un paio di amici.

ELIO

Ciao Elio, io ho la sensazione che molti giornalisti che redigono le cronache dei concerti non assistano effettivamente al concerto (ma no?). Credo che si facciano mandare una scaletta ufficiale dallo staff di Dylan (che serve a poco visto che la scaletta è soggetta nel caso di Bob molto spesso all'improvvisazione del momento) e per loro è normale che l'artista esegua quelle canzoni senza cambiarne nemmeno una. Probabilmente Dylan che ha un gran senso dell'umorismo mette in scaletta anche canzoni come appunto Jokerman o License to kill e poi sono cavoli di chi deve fare l'articolo che se non assiste effettivamente al concerto deve tirare ad indovinare. Naturalmente da tutto questo si evince che in molti casi a chi scrive l'articolo in questione di Dylan non gliene può fregare di meno. Se questo sia giusto o meno visto che (credo) percepiscono dei soldi per l'articolo è un altro paio di maniche.
Ciao, Michele "Napoleon in rags"


 
762) Ed ora una piccola sezione Racconti dal Neverending Tour all'interno della posta con i commenti ancora di Elio e di Giampiero su Anzio e Napoli

Caro Michele, rieccomi dopo le considerazioni che ti ho inviato ieri, per conoscenza, in merito ad
alcuni singolari episodi a margine del concerto di Napoli (che, ti ricordo, è la mia città, anche se
vivo a Roma dal 95). Anche ad Anzio questa storia dei biglietti omaggio è pesata, sotto certi
aspetti ancora di più in quanto i posti erano numerati e sino alle 22 circa questa gente non c'era,
le prime file erano vuote, contrariamente al solito Bob ha dovuto iniziare in ritardo, mentre molti
di questi entravano; fortuna che parecchi altri non sono proprio venuti e che alcuni dopo un pò,
vista la situazione per loro poco pertinente, se ne sono proprio andati. Certo che strana
sensazione essere accolto, ad un concerto di Dylan, all'ingresso del settore numerato, da un
gruppo di belle ragazze in rigorosa divisa nera ed essere accompagnato, da una di loro,
direttamente al posto numerato in quinta fila.
Ad Anzio ho conosciuto il maggiesfarmiano Antonio G. e la moglie, all'annuncio che mi avevi
pubblicato mercoledì 18 Antonio mi aveva risposto assicurandomi tre biglietti per Napoli che lui si
ritrovava causa rinuncia di amici che gliene avevano fatto richiesta; è stata una fortuna
considerando quanto detto (quello che va aggiunto è che l'altro biglietto che cercavo per Napoli è stato acquistato, dall'amico rimanente, da un bagarino a 50.000 lire, ma solo a desolation row in corso, ovvero a concerto iniziato da un quarto d'ora, ed era un biglietto omaggio per il quale
venivano chieste 150.000 alle 19.30, e 100.000 alle 20.30!).
Grazie ancora ad Antonio, che mi ha risolto i problemi dovuti al ritardo con il quale mi ero mosso
per i biglietti, ritardo giustificato dalla tranquillità suggeritami dal precedente del '93 - un grande
concerto di Bob al Teatro Tenda semivuoto - ma, principalmente, da un problema fisico che
aveva messo in discussione la mia presenza ai concerti di questo tour. E sarebbe stato troppo,
considerando che, causa forze maggiori, avevo dovuto rinunciare, per motivi particolari, a Roma
91, Roma 98 e Firenze 2000.
Invece ho festeggiato alla grande il ventesimo anniversario del mio primo concerto di Dylan
(Avignone 25/07/81), seguendo Bob nei due spettacoli STRA-OR-DI-NA-RI che ha proposto a sole
48 ore l'uno dall'altro (infilandoci di mezzo pure una serata a Perugia!): una esperienza nuova per
me, un bis nell'ambito dello stesso tour, peraltro a distanza così ravvicinata, una cosa piacevolissima.
21 brani per ciascuna serata, di cui solo 10 in comune, e a Napoli, sino al 17° brano, i pezzi già
proposti due giorni prima erano solo 6, un vero e proprio altro concerto prima del classico
quartetto finale All along, Knockin', Highway 61, Blowin'. In due serate 32 canzoni differenti tra le
quali per me, come per tutte le cose di Dylan, è quasi inutile fare distinzioni: c'è stato di tutto e
di più, e tutto assolutamente stupendo. La sorpresa di Anzio probabilmente è stata immediata
con l'iniziale Humming Bird, quasi inedita, quella di Napoli una meravigliosa Lay lady lay, con
Larry che ha cominciato ad incantarmi alla steel con un suono a dir poco affascinante; se
consideriamo che a inizio bis Bob ha fatto Country pie, che ad Anzio con mia somma gioia aveva
improvvisamente tirato fuori Tell me that it isn't true (nel momento in cui la serata aveva
appena svoltato con un monumentale uno-due Absolutely sweet Marie-God knows), e che in
questo tour Bob ha proposto, una volta uno, un'altra l'altro, altri tre-quattro pezzi da Nashville
skyline (che mi auguro di ascoltare a breve), che per me significa pur sempre il mio primo ascolto
di Dylan nel 1974.....
Ho trovato anche altri abbinamenti assolutamente perfetti, nei due show: è una sensazione
difficile da spiegare, parlo tra l'altro di brani non tra i più ricorrenti, ma che mi sono parsi
esageratamente precisi nell'esecuzione successiva: ad Anzio Tryin' to get to heaven, in stile
jazzy, seguita da una favolosa Drifter's escape, dove davvero si è visto a che livello di intesa
siamo tra Bob e gli altri del gruppo; a Napoli Gotta serve somebody, molto rabbiosa, e Shelter
from the storm, che non sarà quella di Blood on the tracks, non sarà quella di Hard rain, non sarà
quella di Jerry Maguire, ma questa canzone Bob la può fare come gli pare, è bellissima!
Fatico a trovare aggettivi per altri momenti diversi ma confrontabili dei concerti: le gemme da
Blonde on blonde prese a chiusura delle prime fasi (Leopard-skin e Rainy day women), eseguite in maniera impeccabile e culminate nella presentazione della band al ritmo dei brani; le acustiche Forever young e One too many mornings, magnifiche, inserite nelle due serate nei bis, dopo Like a rolling stone e prima del già citato quartetto finale. Ecco, se io dovessi proprio dare mezzo punto in meno a qualcosa, lo darei a queste comuni cinque esecuzioni qui e a quelle iniziali di Mr. Tamburine e di Desolation row, solo perchè hanno un qualcosa in meno in quanto a effetto sorpresa, sono quelle che una buona parte del pubblico vuole assolutamente; cosa che non mi sento di dire per altri due classici quali Don't think twice e Masters of war, capaci anche stavolta di sembrare diversi, con altri significati, con nuove sonorità, addirittura tra una serata e l'altra.
L'ultimo pezzo eseguito in tutti e due i concerti è stato Everything is broken, qui
altra sensazione faticosa da rendere, quella di coinvolgimento totale nel sound che veniva
prodotto, quasi come se fossi stato sul palco e non tra il pubblico.
A chiudere il cerchio, ad Anzio la sempre dolcissima Love minus zero,  una aggressiva Maggie's
farm ed una emozionante Love sick; a Napoli la festosa iniziale Hallelujah, I'm ready to go,
una rara e intensissima I don't believe you, la magica It's all over now, la superlativa Make you
feel my love,  definita da qualcuno banale ma che io ho addirittura messo nella mia top ten, e
una potente Cold irons bound.
Non ero presente ad un concerto di Bob da Pistoia 96, dove avevo assistito ad un concerto che,
tra gli otto che ho seguito, rimane il top per quanto riguarda il suono molto rock e i
terrificanti assoli d'armonica.  A distanza di cinque anni ho trovato Dylan invecchiato fisicamente
ma in splendida forma, fisica ma ritengo anche psicologica; l'armonica, che a me piace molto, mi è un pò mancata, il suono è più orientato al blues, a seguito anche di una maturazione degli
elementi della band e di una intesa ormai collaudatissima. A costo di apparire assurdo, so che è
impossibile ma rinuncerei volentieri a quei 5/6 brani fissi, in modo particolare quando nelle
setlists recenti vedo Simple twist of fate, Man in the long black coat, Positively 4th street, I
threw it all away, Down in the flood, Watching the river flow, e sogno un quadruplo dal vivo, un
neverending box,  testimonianza di questa lunga splendida fase di concerti, nel quale questi brani ci siano tutti con una grande resa qualitativa. Non so perchè, invece,  viene pubblicato un disco dal vivo così caotico come quello uscito di recente, che poteva essere un  qualcosa da utilizzare per un altro sogno, dei nuovi volumi di bootleg series live, con tutti inediti in ordine cronologico, un po' come per i volumi 1-2-3.
So che tra 40 giorni compro Love and Theft, che sarà un gran disco.

                                                                                                    ELIO


 
763) Il concerto di Anzio è stato emozionante. Bob si è divertito tantissimo,
   anche se non ha profferito parola si vedeva che era contento di suonare. Ha
   fatto tantissimi assoli di chitarra elettrica, molti anche buoni, ma è la mia
   modesta opinione. Poco prima di chiudere ogni pezzo si voltava verso David
   Kemper e gli dava il la per la chiusura. Larry, un grande. Bob lo guarda poco, e
   credo non in modo cattivo come qualcuno aveva accennato. Credo si fidi molto di
   lui e non ha bisogno di dirgli alcunchè. Con Charlie ho notato anche io un po'
   di atteggiamento paterno, in senso positivo intendo. Pezzi forti. Una grande
   versione di God Knows, veramente forte, rock duro suonato fortissimo. Trying to
   get heaven cantata quasi da crooner. Una sfavillante versione di Highway 61,
   vedessi come promunciava 61 da brividi, prima sixty e poi strascicata, come solo
   lui sa fare one a tutta bocca. E poi una magnifica versione di Drifter's escape
   o Wicked messenger, devo controllare le scalette, fenomenale. Su JWH non gli
   davo due lire. Grandissima versione. Comunque tutto il concerto Dylan ha cantato
   e suonato come deve fare uno come lui, e non come altre volte in passo,
   svogliato, stonato e senza mordente. Unica eccezione, non mi è piaciuta tanto la
   versione di Lars, un po' fuori tono, anche se il pubblico non aspettava altro e
   ha quasi costretto Dylan a cantarla nel verso giusto. Ah dimenticavo grande
   versione di Leopard e Love minus.

giampiero


 
 
764) Quanto sono importanti tempo e spazio, una vita in un secondo un istante interminabile..."ci vieni con me a fare una corsa,fino al porto e poi ritorniamo" perchè non ci sono andato, perchè la chiamata...un sentimento...non si può tornare indietro...e Nanni Moretti lo ha espresso nel "migliore
dei modi"..."mauro ha telefonato, ha detto che li ha trovati in sesta fila, è praticamente vicino al palco"...non ci credevo, avrei visto Bob Dylan...io e Martino eravamo pronti, nessuno ci capiva..."che significa Bob Dylan"...mio padre inizia ad ascoltarlo, e l'amore con cui io curo i cd di Dylan lo sorprendeva...cosa c'era dietro si chiedeva...perchè quando lo ascoltavo potevo stare in silenzio pensieroso ore e ore, perchè leggevo un libro a settimana che aveva a che fare con Dylan..."però sarei voluto venire, ormai"...Martino è al giro d'Italia a vela, non può più venire...ci
andiamo io e mio padre...sapevo che l'avrebbe fatta non poteva deludermi, all'inizio del primo verso non l'avevo ancora capita ma vedevo due ragazze vicino me che piangevano, un uomo che diceva la
sta facendo..."cosa?"...il mio sangue era musica, la sua melodia erano i battiti del mio
cuore...lenta, mai ascoltata non riuscivo a credere a quello che stava succedendo...vedevo mio padre seduto con gli occhi fissi su Dylan, era stato trafitto anche lui...io ero li, sotto il palco ad un
metro da Bob, il suo nome scintillava sulla tastiera della chitarra, ne sapevo ogni parola, ho chiuso gli occhi e ho cantato, riuscivo ad ascoltare il tamburino suonare...capivo quello che dovevo
capire...pensavo che Martino sarebbe scoppiato a piangere, che mio padre si stava innamorando della musica di Dylan, che non avrei dimenticato mai quel momento ma soprattutto pensai alla
ragazza di cui sono innamorato...come Morpheus in Matrix, Mr. Tamburino mi indicava la porta...so che solo io la posso aprire ma grazie Dylan...un caso?!...subito dopo ci fu it ain't me babe..."perchè" proprio allora...non credo al destino e così anche allora decisi solo di ascoltare... imparare... vivere.
Alcune volte mi chiedo perchè sono nato qui nell' 83...perchè l'ho conosciuta...perchè ho voglia di scrivere...perchè alcuni qui mi considerano un poeta...perchè ho perso molti anni a non leggere, osservare, ascoltare...perchè dovrò soffrire ancora... perchè non si può tornare indietro...la risposta a tutto è: "è così".
Vivo perchè soffro, perchè amo, perchè mi emoziono...perchè ho conosciuto la parola vivere, perchè ho conosciuto Dylan.
Mi farò sentire presto...Mauro

P.S. il concerto a Pescara è stata una della cose più emozionanti della mia vita...è stato fantastico e scusate se l'ho raccontato solo in minima parte.


 
 
 
765) Ciao Michele,
era da così tanto tempo che avevo intenzione di scriverti che non ho
neanche iniziato e già mi rendo conto che dimenticherò qualcosa di
importante.
Il fatto è che in questi mesi si sono verificate così tante cose che
rimettere insieme i pensieri frantumati dagli accadimenti risulta
alquanto complesso. Tra gli avvenimenti più piacevoli c’è stato
senz’altro l’innalzamento qualitativo e quantitativo del tuo sito. In
fondo Bob è già ripartito dall’Italia, ma il sito resta qui con noi con
tutte le testimonianze raccolte dagli animaletti della farm.
A proposito, mi candido a “THE FLY” se non c’è nessun altro.
Dicevamo del sito. Ormai giornalmente prima della posta personale vi
accedo per controllare se qualche succulenta informazione è stata
inserita. Per quanto mi riguarda hai fagocitato tutti gli
indirizzi “favorites” del web che riguardano BOB. Non manca nulla, anzi…
veste grafica sempre più accattivante, traduzioni nient’affatto
scontate, i Fantastici Quattro (mi riferisco ai Dylan Tree finora
prodotti), rassegne stampa più che complete che tra l’altro mi hanno
evitato vane ricerche in questi giorni (immagina la scenetta: Bari, io
che vado dal mio fido giornalaio sotto casa e chiedo quotidiani
tipo “Il giornale di Brescia”, o “Il quotidiano che si legge a La
Spezia” e lui che sorridendo mi fa “Immagino che Dylan è in tourneè da
quelle parti, ma ‘sti giornali a Bari non li legge nessuno” facendomi
ritornare con le pive nel sacco) e magari ti offre anche la possibilità
di entrare in contatto con altri animaletti davvero simpatici. Ad
esempio posso dire che il “Lion” (Leonardo) a dispetto del suo
appellativo è stato sin troppo buono, proponendomi uno scambio tra i
più vantaggiosi che la storia ricordi.

Ma andiamo avanti. Il sito, dicevo, è ormai un punto di riferimento
anche perché ogni tanto ci offri delle chicche non indifferenti che
secondo me lo contraddistinguono da tutti gli altri siti. Una su tutte:
la sinossi su Renaldo e Clara. E te ne spiego il motivo.
Non puoi immaginare la mia felicità quando circa 12 anni fa una
mia “ex” conobbe Paolo Vites il quale mi procurò una copia di tale
video. Ero raggiante, la tipa sapeva che avrei fatto qualsiasi cosa pur
di averla, la “copia” intendo (ora che ci penso mi auguro che il buon
Paolo non ne abbia approfittato. Scherzo ovviamente, anzi non avendolo
mai ringraziato personalmente, ne approfitto a distanza di anni anche
perché la sua fanzine “Rolling Thunder” era veramente ben fatta, un po’
il sostitutivo del tuo sito “quando qui era tutta campagna e internet
non esisteva”); ebbene, man mano che i minuti passavano la mia
sensazione si avvicinava sempre più allo stereotipo fantozziano
della “Corazzata Poteomkin”: una CAGATA PAZZESCA, altro che il
MASTERPIECE che il “nostro” cercava. In tal senso la sinossi mi è stata
oltremodo utile per rivedere un po’ la mia posizione.
A tal proposito ti chiedo se per caso sei in possesso della copia in
italiano del film o almeno di una versione sottotitolata. Ho visto che
te l’ha già chiesto uno della Farm (Giovanni #701 se non sbaglio) e ti
confermo di aver visto anni fa uno spezzone in italiano sulla RAI.
Dicevo della “cagata pazzesca”. Mi scuso per il termine usato verso il
nostro Bob (puoi bippare se vuoi, giusto per tornare alla polemica di
un po’ di tempo fa. Se non puoi neanche decidere cosa far entrare nel
tuo sito siamo all’anarchia più totale, se poi lo si fa con il tatto e
il buon gusto di cui hai sempre dimostrato di essere capace, ben
vengano tutte le tue “ripuliture”), ma questo era il mio pensiero ed
anche ora mi è impossibile pensare ad un capolavoro.

Personalmente non amo molto l’idolatria, soprattutto quando ciò
comporta una perdita di obiettività. Ben vengano quindi tutte le
critiche su ciascun prodotto del nostro eroe, soprattutto se
argomentate o rivolte da chi lo ama. Certo ad esempio a me Red
Ronnie ogni volta che parla di Dylan mi fa incazzare, ma probabilmente
le sue argomentazioni possono essere ritenute valide anche da altri
amanti della Musica con la ‘M’ maiuscola. Saper valutare posizioni
differenti dalle nostre può anche essere il primo passo per apprezzare
maggiormente capolavori del nostro Bob, rivalutare pezzi magari
trascurati e per instaurare un confronto con tutti gli appassionati. Ti
faccio un esempio.
Dylan: Milano1987. Ero al mio primo concerto ed ero anche in prima fila
(o meglio ero in seconda quando un ragazzo guardandomi negli occhi mi
fa: “Dillo, per te è la prima volta” gli faccio: “Si vede?”, e
lui: “Allora ti tocca la prima fila” e scala in seconda per farmi
passare avanti. Incredibile. Anzi ora che ci penso ne approfitto. Ehi!,
se sei uno della farm, un altro grazie dopo 14 anni…….. e chiudiamola
qui con quest’aria da “Carramba che sorpresa”!). Nelle ore che
precedevano il concerto parlando con altri fan, uno mi fa: “il mio LP
preferito è Slow Train Coming”, un altro mi fa: “Speriamo che
canti ‘Dirge’”. Io che ero lì per ben altri pezzi dopo breve e animato
confronto con il tipo ho incominciato a capire quanto fosse ancora da
indagare con attenzione il variegato mondo dylaniano; non a caso oggi
ti dico che tra i pezzi da me preferiti c’è proprio ‘Dirge’. Tutto
questo per spiegare che io sono per il confronto aperto a 360 gradi,
per cui se Bruno nell’ultima Talkin' Blues critica gli attuali concerti
di Bob ti dico che forse riesco anche a capire le sue valutazioni.
Ti esprimo il mio pensiero. Secondo me dopo infiniti concerti e a
seguito del ripetersi degli stessi pezzi, Bob si sente più musicista
che cantante. Non vorrei essere frainteso, ma riascoltando vari live
più datati (1966, 76-78) si avverte come in quegli anni Bob senta
maggiormente il gusto della parola, la musicalità delle vocali, la
voglia di raccontare canzoni senza per questo trascurare la musica.
Penso sia questo che a me è mancato durante i concerti a cui ho
assistito. Certo esistono le eccezioni e lo dico sia per evitare un
mare di mail da parte di tutti i MFarmiani sia perché lo credo
veramente.
Purtroppo non mi accontento delle eccezioni quali “Tell me that isn't
true” ad Anzio, anche perché ritengo i dylaniati una razza esigente e
penso fortemente che ognuno di noi sia arrivato a Dylan attraverso una
ricerca di emozioni, pensieri e musica che può essere stata breve o
tortuosa, ma che comunque c’è stata. Insomma è difficile che ci si
sbatta contro la musica di Dylan, e se ciò accade non è detto che ci si
renda conto della fortuna capitata.
In tal senso mio figlio sarà avvantaggiato. Ha quattro mesi ( a
proposito del sondaggio per il fan più anziano, candido mio figlio per
il fan più giovane……...”Ha vinto quaccheccosa??????”) e si addormenta
con le canzoni del vecchio (?) e caro Bob con una piccola eccezione: le
canzoni gliele canto io in italiano. Mi auguro che quando diventi più
grande, ascoltando un CD trovato per casa non mi venga a dire: “Papà
chi è questo signore che ha tradotto le tue canzoni?”.

Cambiamo argomento e passiamo alla discesa in Italia del nostro Bob.
Come accennato sono stato ad Anzio dove purtroppo avevo il biglietto
dei poveri (66.000 lire). Che dire! Una porcheria inimmaginabile dal
punto di vista organizzativo. Una distesa di sedie all’interno di uno
stadio senza la possibilità di assistere al concerto in piedi. Una
vigilanza che risentiva dell’eco del G8, ma solo per i più poveri.
Immagina la scena. Un prato di sedie divise in due zone: i ricchi
davanti in piedi tutti sotto il palco che ballavano e cantavano, i
poveri dietro costretti a star seduti da sottospecie di SS (Super
Security) che posti lungo le transenne che dividevano le due aree
davano le spalle alla zona ricca controllando che i poveretti
rimanessero seduti. Chi tentava di alzarsi era preda delle torce degli
omoni che ti ributtavano sulla seggiola. Certo il concerto può anche
essere stato splendido, ero anche in compagnia (5 colleghi trascinati
da me dopo che avevo mostrato loro la foto di De Gregori scattata da te
a Brescia. Pensa un po’ hai fatto tutto questo ed anche di più in
cambio di un “cerino”; potevano almeno darti quello di Baby Blue!), ma
non si può ascoltare Bob dal vivo a distanze così improbabili. Inoltre
l’atteggiamento della sicurezza è riuscito anche a spezzare quella mia
personale sensazione “Under your spell” che provo ai suoi concerti,
innervosendomi alquanto e rovinandomi la seconda parte dello show. Non
ero il solo a lamentarmi, difatti ho sottoscritto una lettera aperta
predisposta durante la notte da un dylaniato scontento come me.
Gli ho inviato l’indirizzo del tuo sito per comunicare lo scontento;
nel caso in cui non l’abbia fatto ti allego tale lettera in calce a
questa mia mail. MICHELE…. MICHELE….. MICHE’!!!!!! SVEGLIATI!! NON HO
ANCORA FINITO.
Scherzo, volevo solo che fossi sveglio mentre auguravo a te e a tutti
gli animaletti della fattoria una splendida e luminosa estate ben
sapendo cosa ci aspetta l’11 settembre.
Ora faccio un po’ di pausa al lavoro. Me la merito e non mi possono
dire nulla; mi vedono scrivere da più di un’ora con un atteggiamento
molto professionale per cui una pausa mi è più che concessa.
Scusa per il tempo che ti ho fatto perdere, per tutte le parentesi
aperte, e per la fiumana di parola che ti ho riversato contro. La
prossima volta sarò più breve. Giuro!
Un saluto,
Arduino “the fly”
 

P.S. Ai sensi della legge 675/96 comma …… ti autorizzo ad utilizzare il
mio nomignolo the fly quale dato personale

P.S.P.S. So che la lunghezza di questa mail è tale che addormenterebbe
l’intera fattoria, per cui taglia tutto ciò che vuoi. Puoi anche non
pubblicarla, l’importante e che tu non l’abbia cestinata fino ad ora.

P.S.P.S.P.S. dimenticavo la lettera aperta. Eccola di seguito:
“Sarebbe bello poter parlare del concerto di Bob Dylan che si è tenuto
ieri ad Anzio, purtroppo è invece necessario scriverne per parlare
dell'agghiacciante organizzazione di un evento che doveva essere un
concerto rock e che si è trasformato invece in una dimostrazione del
modo di fare approssimativo e dilettantesco degli organizzatori e della
sicurezza interna.

Già la scena all'ingresso dello stadio del baseball di Anzio era
paradossale: una sterminata fila di sedie con delle transenne a separare
la zona dei "ricchi" (quelli che hanno sborsato le 100.000 lire del
biglietto a prezzo più alto) da quella dei "poveri" che spendevano
"solo" 66.000 lire per un posto arretrato.

Le file di sedie erano disposte in modo tale da incasellare il pubblico
come si potrebbe fare con i soldati in una parata militare, ed infatti
proprio questo deve essere stato il modello al quale si sono ispirati
gli organizzatori nel dare le disposizioni al proprio personale addetto
alla sicurezza; a chiunque non stesse seduto, infatti, veniva intimato
di farlo immediatamente per inspiegabili "motivi di sicurezza", non era
quindi consentito neanche alzarsi durante i brani, pena essere
immediatamente redarguiti da parte dei maleducati addetti alla
sicurezza, coi quali non era neanche possibile cercare di discutere nel
tentativo di spiegare cosa fosse un concerto rock, in primo luogo
perchè, evidentemente, non lo capivano, in secondo luogo perchè erano
troppo impegnati a pattugliare il prato con delle torce come ho visto
solo durante la scena del concerto di Pink in "The Wall", con la
differenza che in quel momento sul palco c'era Dylan che cantava
"Masters of War".... è stata una sensazione davvero incredibile.

L'incubo peggiore si è però avverato quando questi dilettanti allo
sbaraglio hanno puntato alcuni ragazzi - evidentemente dei pericolosi
sediziosi - che si permettevano di ballare ai margini del campo,
accerchiandoli e puntandoli con delle torce che ricordavano molto dei
manganelli (erano delle torce lunghe almeno 50 cm, ed a giudicare dalla
scarsa luce che producevano, quella di illuminare non doveva essere la
loro funzione principale).

Ancora alla fine, quando finalmente sulle note di "Like a Rolling Stone"
il pubblico ha cominciato (!!!) ad alzarsi in piedi in modo più
compatto, il cordone di sicurezza si è posto sulla barriera di
separazione tra la zona "ricca" e quella "povera" nel timore di
sfondamenti, il tutto accompagnato dalle note di "Blowin' in the Wind".

Alla fine dl concerto si è avuta l'ultima dimostrazione della scarsa
professionalità di quella gente che, alla richiesta di conoscere il nome
del responsabile per la sicurezza, asserivano di non conoscerlo.

Trovo scandaloso che una cosa del genere sia potuta succedere, e
soprattutto mi chiedo se sia opportuno continuare a dare i nostri soldi a
gente che evidentemente non capisce la differenza tra un concerto rock
ed uno di musica da camera e che invece è - evidentemente - solo
interessata a speculare sulle passioni delle persone. Temo che comunque
queste siano le mani in cui ci troviamo”

Ciao Arduino. Ok vada per The Fly. Sono anche io alla disperata ricerca di Renaldo and Clara in italiano. Finora la ricerca è ovviamente stata infruttuosa. Ho solo uno spezzone in italiano, credo sia quello che citi tu, con varie scene tra cui Bob e Ginsberg sulla tomba di Kerouac. L'ha mandato in onda Rete4 per cui si evince che Mediaset probabilmente ha tutto il film in italiano. Chi dovesse conoscere qualcuno importante provi a chiedere se, pagando, riescono a duplicarne una copia per noi poveri mfarmiani assetati di conoscere lo splendidol lavoro di doppiaggio che sicuramente è stato fatto su questo fim... Ah, dimenticavo, naturalmente R&C è un CAPOLAVORO, altro che Corazzata Potemkin. Riguardalo altre tre o quattro volte e pian piano te ne convincerai (spero)
Ciao, Napoleon


 
766) Ciao ragazzi,
volevo augurare a tutti voi buone vacanze, visto che domani partirò per la Croazia
un po' per il sole, per il mare, ma anche per vedere com'è l'attenzione per il "Nostro" sull'altra sponda!

Perciò vi saluto in trepidante attesa dell' 11 settembre!!!
Ciao Michele prenditi anche tu un po' di pausa altrimenti se ti viene un attaco di "Zimmyte" acuta
chi ce lo aggiorna il sito?

Bye Bye Luca "Spider"

Ciao Luca, grazie per gli auguri. Maggie's farm chiuderà all'incirca dall 11 al 23/24 agosto. Lo comunicherò con esattezza a tempo debito.
Ciao, Napoleon
ps: ricordati che da noi il disco esce un giorno prima che in USA. Il 10 settembre.


 
 
767) Ho aggiornato la pagina dei testi (album Desire)

 
 
 
768) Beccàti in castagna: "Tomorrow is a long time" l'ha eseguita anche la Baez!
Complimenti x il sito, a parte qualche scadimento nel maniacale idolatrico. Bye, Sever
 

Ciao Sever
grazie per la segnalazione della cover di Joan Baez che inserirò quanto prima nella apposita
pagina. 

Grazie anche per i complimenti al sito anche se per quanto riguarda la parte finale della tua mail devo dichiarare che non sono d'accordo nella maniera più assoluta con quanto da te scritto, anzi la tua frase mi fornisce l'occasione per fare un discorso che forse potrebbe non essere risultato chiarissimo a tutti e che mi sembra quindi sia giunto il momento di precisare a chiare lettere una volta per tutte... (ci tengo a precisare che non mi riferisco a te in particolare ma a quelli che mi "accusano" di esser troppo di parte)

Iniziamo...

Di recente Maggie's farm è stata citata da alcuni importantissimi e prestigiosissimi giornali (da Repubblica al Corriere della Sera) ricevendo una sorta di "patina di autorevolezza ", una specie di promozione ad un livello più alto, ad un grado superiore.
Una specie di "imprimatur"  che potrebbe aver fatto credere ad una sorta di "debutto in
società ", di "affiliazione " alla schiera di coloro che fanno tendenza, che fanno opinione su Dylan.

Diciamo in pratica che l'establishment si è accorto che esiste un sito in italiano dedicato a Bob Dylan e che questo sito è abbastanza ricco di materiale da essere citato come punto di riferimento per coloro i quali fossero interessati all'artista in questione. La qual cosa può avere indotto qualcuno a pensare che Maggie's Farm sia un sito "serio ", di quelli "grossi ", di quelli "importanti ", di quelli "autorevoli ".

Cioè esattamente quello che io NON VOGLIO nella maniera più categorica, e mai vorrò finchè
esisterà MF.

Il mio voler celebrare in maniera enfatica nell'indice del sito queste prestigiose citazioni giornalistiche ricevute da "Maggie's Farm" fa parte esclusivamente di una sorta di mio infantile autocompiacimento per qualcosa che stiamo realizzando e che viene appunto menzionato dagli "organi ufficiali ". 
Io sono come il bambino di 8 anni che canta la canzoncina al suo compleanno o recita la poesia per la mamma e, pur se stonato o incerto nell'enunciazione, riceve i complimenti e gli applausi dei presenti e sente il suo petto gonfiarsi di (falso) orgoglio (che fosse falso lo scoprirà crescendo).

Maggie's Farm è solo un  sito da "straccioni",  "fatto in casa", raffazzonato alla bell'e meglio da uno che non sapeva fino a qualche mese fa nemmeno come si metteva un testo in una tabella. Un sito realizzato da un semplice fan (che sarei io) con la collaborazione di altri fans (che sarebbero coloro i quali scrivono e mandano materiale) destinato ad altri fans.

Fans. 

FANS.

Dalla radice inglese del termine "fanatic" che nella lingua di Dante sta per "fanatici".

Io sono quindi un fan. Sono un fanatico. Sono un pazzo, praticamente.

Non ho alcuna autorità, alcuna credibilità, alcun nome, alcuna importanza, alcuna autorevolezza e tutto quello che dico su Dylan vale come il due di coppe a briscola, anzi meno. 

Prima precisazione.

Seconda precisazione.

Dylan è il mio IDOLO. 

E' il nostro idolo (credo, almeno, di parlare a nome di molti che scrivono a MF... ma se così non fosse scrivetemi pure per smentire... eventualmente se tutti si dissociano vorrà dire che parlerò solo a nome mio). Però una preghiera: non mi scrivete chilometriche mail in cui mi contestate. Scrivete soltanto: mi dissocio, firmato xxx

Dylan è il mio IDOLO, scrivevo... Quindi io lo idolatro... Maggie's farm, per quello che riguarda strettamente me ovviamente, serve fondamentalmente ed unicamente ad idolatrare Bob Dylan, la sua musica, e qualsiasi cosa egli decida di fare...

Idolatrarlo senza discussioni. 

Magari con qualche piccola critica qua e là ma celebrandone la grandezza, la statura, la rilevanza, il GENIO.

Io sono pazzo di quell'uomo e potrei fare appunto pazzie per incontrarlo, per conoscerlo, per scambiare qualche idea con lui, per conversare ambilmente di tutto quello che egli desideri, per
avere una foto con lui... un suo autografo... per potergli stringere la mano... per poter passare
un pò di tempo con lui... per farmi raccontare la sua vita dalla nascita ad oggi, anno per anno,
mese per mese, giorno per giorno, fin nei minimi particolari. IO LO AMO! Amo ogni singola
parola che proferisce, ogni singolo gesto che compie, ogni singolo sorriso che abbozza, ogni
singola foto che lo abbia mai ritratto, ogni singolo respiro che emette, ogni singolo passo che muove sulle assi del palco, ogni singolo sguardo che lancia,ogni canzone che abbia
mai cantato o composto, anche quelle più brutte (ammesso che esistano). Per me Down in the
groove e Self Portrait sono album superiori a qualsiasi album mai pubblicato da qualsiasi altro
artista da che esiste la musica. Amo ogni singola nota che egli abbia mai suonato o suoni sia in
studio che dal vivo, anche quelle sbagliate... Amo ogni singola risposta che egli abbia mai dato
in un'intervista... Amo tutti gli ideali che ha propugnato (sia che lo abbia fatto per scelta sia che
lo abbia fatto per calcolo). E se anche per assurdo non avesse mai creduto in quello che ha cantato lo amo lo stesso.
Amo ogni singolo disegnino, quadro, arazzo che egli abbia mai realizzato... Amo più di qualsiasi
altro film che abbia mai visto nella mia vita ogni singolo film, documentario, videoclip di questo
uomo. Da Renaldo and Clara ad Eat the document, da Don't look back a Pat Garrett, fino ad
Hearts of Fire che per me sarà superiore a qualsiasi film mai prodotto nella storia del cinema,
dalla "Locomotiva" dei fratelli Lumiere a "Ben Hur" perchè in quelli Dylan non c'è mentre in
Hearts of fire sì! Amo ogni singolo ululato che egli abbia mai emesso sul palco, amo ogni singola
inflessione della sua voce, anche di quella da "cane ferito" che per me sarà sempre più bella
della più melodiosa voce che mai si sia sentita negli ultimi duemila anni... Amo ogni singola
versione che egli abbia mai cantato dal vivo, anche quelle terribili, anche quelle irriconoscibili, anche quelle che giudicherò mediocri per i suoi standard ma che saranno sempre di gran lunga
superiori al 99 per cento delle versioni altrui. Per me All along the watchtower nella versione di Dylan da John Wesley Harding è superiore anni luce alla versione di Hendrix... Per me Dylan è esattamente quello che è per il grande Bono degli U2 il quale ha giustamente affermato: "Dylan per me è una religione".

Personalmente tutto quello che scrivo sul sito a proposito di Dylan non ha ALCUN valore.
NESSUNA valenza critico-culturale-storico-politica. Sono solo futili parole spesso (forse
sempre) prive di qualsiasi capacità analitica e critica dette da uno che è solo l'ultimo dei milioni di fans che fortunatamente Bob ancora ha e che percorrerebbero chilometri a piedi pur di vederlo anche solo di sfuggita, per toccarlo, per baciarlo, per stringerlo, per abbracciarlo, per vivere qualche ora della sua vita, per raccontargli il proprio dolore, la propria gioia, quanto la sua esistenza ha inciso sulla propria, quanto quello che ha detto e fatto nella sua vita gli sia stato di conforto e di sostegno, quanto vorrebbe ringraziarlo di esistere, quanto vorrebbe riuscire a dirgli qualcosa per spiegare tutto questo ma ovviamente non ci riuscirebbe nemmeno in dieci vite.

Maggie's Farm è un sito che non ha ALCUNA pretesa, alcuna aspirazione,  alcuna VELLEITA', alcuna IMPORTANZA (se non quella affettiva per noi appartenenti alla fattoria). Non intendo far
assumere al sito alcuna ufficialità, alcuna patina "accademica", alcun riconoscimento da parte di nessuno (salvo ovviamente il mio Idolo Bob che se domani mi scrivesse chiedendomi di
chiuderlo lo farei seduta stante). 

Maggie's Farm è una cosina molto piccola, molto terra terra, una specie di giornalino scolastico (delle scuole elementari), una sorta di divertimento tutto nostro che non ambisce a NULLA se non all'apprezzamento dei veri fans di Dylan, dei true believers, di quelli che lo amano visceralmente come me, non certo quelli che si atteggiano a suoi estimatori per tornaconto personali come i vip che si fanno vedere in prima fila ai suoi concerti senza magari sapere nemmeno chi egli sia. 

Questo sia ben chiaro una volta per sempre.

Questo almeno per quello che mi riguarda. Questo per quanto riguarda le MIE intenzioni. Per
quello che io personalmente scrivo. Per tutto quello che metto di mio sul sito. E' stato sempre così e sempre così sarà. Di fare un sito autorevole, "ufficiale", serio o serioso, accademico,  non mi interessa minimamente nè mai mi sarei sognato di farlo se non fosse stato che Bob è il mio IDOLO. Questo è l'unico motivo per cui faccio le tre di notte con gli occhi che mi bruciano pur di mettere sul sito gli aggiornamenti delle pagine. Non lo farei per nessun altro al mondo nemmeno dietro lauta retribuzione.

Altra cosa, ovviamente, sono gli interventi di personaggi autorevoli come Alessandro Carrera, o
Paolo Vites o Riccardo Bertoncelli o Fernanda Pivano, o Stefano Rizzo e via discorrendo, personaggi che non mi stancherò di ringraziare per prestarsi ad apporre il proprio nome su queste paginette telematiche per niente prestigiose. 
Nel caso dei nomi citati, infatti, parliamo di studiosi, di critici, di giornalisti, di intellettuali, di
persone che hanno scritto libri su Dylan ed il cui approccio alla sua opera è un approccio colto,
sorretto da una capacità critica e da una preparazione storico-sociale-musicale di altissimo livello (poi magari mi scriveranno smentendomi ed affermando il loro ruolo di fans all'ultimo stadio... vabbè, ben venga).
Questi interventi, che spero di continuare a proporre se le persone in questione - bontà loro -
lo vorranno, sono ovviamente il fiore all'occhiello di MF che però resta fondamentalmente un sito
di fans che dissertano anche sul colore della cravatta di Bob all'ultimo concerto (oddio, ad
essere onesti anche in questo caso ci sono le eccezioni con le molte erudite lettere inviate a MF
da persone che redigono attente disamine dell'opera di Dylan). 

Un sito di fans, dicevo... Fans che raccontano dei loro appostamenti davanti all'albergo di Dylan nella speranza di vederlo, che mandano racconti su come sono riusciti a strappare un autografo al nostro MITO. Di come stavano svenendo quando l'hanno incontrato in autogrill. Di come sono riusciti ad intravederlo nell'auto che lo portava allo stadio. INFANTILE? Beh, se c'è una sola cosa buona nella triste vita che gli esseri umani vivono è proprio l'infanzia. Quindi se questi "scadimenti idolatrici" sono infantili che Dio (o chi ne fa le veci) mai ce ne liberi!

Personalmente i momenti più belli della mia trasferta a La Spezia insieme agli altri dylaniani non
sono stati certo quelli del concerto vero e proprio (che sono stati comunque ovviamente
esaltanti) quanto tutto quello che c'è stato prima e dopo. Intanto il fatto di essere in compagnia
di tanti amici che come me condividono l'amore per questo ragazzo del Minnesota che ci ha
cambiato la vita. E poi la corsa dietro il pullman di Dylan nella speranza di vedere qualcuno
della band, le battute con Anna su Bob, su Zimmy, sul triangolo amoroso Bob/Sara/Joan, i piani per trovare l'albergo di Bob e l'appostamento con Carlo ed Anna davanti allo stesso all'una di notte, le indecisioni al mercato di La Spezia su che tipo di fiori comprare per il Nostro Bobby, rose, orchidee, carciofi, angurie?... Tutte le risate ed i momenti di gioia irripetibili che fanno di giornate come quella le migliori della nostra vita (della mia sicuramente).

Il giorno in cui non mi divertirò più a correre dietro al pullman di Dylan, o quello in cui non avrò
più voglia di aspettare seduto due ore davanti al suo albergo nella speranza di vederlo, o non mi
emozionerò fino alle lacrime se in concerto Bob mi guarderà negli occhi, quello sarà il giorno in
cui per me Dylan non avrà più senso e sarà anche il giorno in cui, ovviamente, chiuderò
Maggie's Farm.

Personalmente se un giorno incontrerò Dylan e questi mi chiederà se preferisco dissertare con
lui sul mistero della vita e sulle implicazioni filosofiche delle sue canzoni promettendomi
rivelazioni al riguardo o se piuttosto non preferisco invece fare quattro chiacchiere, bermi una birra con lui, farmi una foto a lui abbracciato e ricevere un suo autografo ed un plettro di quelli che usa per suonare la chitarra io non avrò dubbio alcuno e sicuramente sceglierò la seconda opzione.

Dunque non si cerchi nel mio/nostro sito nulla che non sia questo. Semplicemente la gioia di
essere fans del più grande artista, cantante, autore, compositore, musicista mai apparso sulla faccia della terra. Non si cerchino inutilmente chissà quali illuminazioni tese a spiegarne l'opera (se non eventualmente negli scritti che ospiteremo firmati dai nomi deputati a farlo, quelli "autorizzati", come i sopracitati).

Per far comprendere meglio il concetto farò una parafrasi rubando al mio Idolo quella che reputo la più grande, importante e geniale frase da lui mai pronunciata in tutta la sua vita e che credo serva bene a far capire il valore nullo di quanto da me scritto su di lui nell'ambito di MF, ridimensionando ai minimi termini il sito come è giusto che sia.

Ad un giornalista che gli chiedeva: "Pensi di aver avuto una qualche funzione nel cambiamento
della musica popolare negli ultimi anni?...", Bob rispose: "Spero proprio di no...".

Sostituite i fattori inserendo la mia "opera" su MF al posto di quella di Dylan ed avrete
sintetizzato il mio pensiero.

Naturalmente non dico che questo discorso debba essere alla base dell'approccio di tutti quelli
a cui piace Dylan. Se a moltissimi, come credo, è un discorso che non tange minimamente... beh ovviamente ognuno è libero di agire secondo la propria sensibilità, il proprio carattere, la propria indole, i propri convincimenti (come giustamente sottolineava Mino "Mosquito" più sopra). Purchè chi la pensa in maniera opposta, cioè io (noi??), rispetto a queste persone sia libero di esercitare il proprio diritto ad agire in maniera differente (nel rispetto della privacy e della vita del nostro Idolo Dylan, naturalmente).

A tutti coloro i quali dovessero invece credere che Maggie's farm ha l'ambizione di diventare
qualcosa di più del giornalino scolastico di cui sopra... beh, rispondo rubando un'altra
superlativa frase al mio Idolo: "IT AIN'T ME, BABE!!!!".

It ain't me you're lookin' for...
You're in the wrong place, my friends... You'd better leave...
Non sono io quello che state cercando... Cercate altrove. 

Siti dedicati a Dylan brulicano in ogni parte del Web. Questo sito non fa per voi. Maggie's Farm è una sorta di Altare pagano che serve a rendere onore al più grande rappresentante della creatività umana mai vissuto su questo pianeta (ok se volete ci posso mettere anche Leonardo da Vinci, Lucio Battisti e qualcun'altro...).

In sostanza, dunque, non è che Maggie's Farm sia:

"Un sito "prestigioso" che ha purtroppo dei momenti di "scadimento maniacale idolatrico" 

bensì è esattamente l'opposto. E', cioè:

"Un sito "idolatrico" che talvolta ha dei momenti di "prestigio " (non grazie a me ma grazie ad altri). 

Ciao Sever e scusa la prolissità ma ci tenevo ad evitare equivoci. Naturalmente il tuo pensiero probabilmente non cambierà circa gli "scadimenti idolatrici" (tutti siamo liberi di pensarla in un certo modo, fortunatamente) ma mi sembrava giusto dire onestamente cosa è Maggie's Farm.
Michele "Napoleon in rags"


 
 
 
769) ciao Michele  vorrei dire una cosa a Bruno premettendo che ad Anzio non c'ero.
io non ho ancora ascoltato  Humming Bird ma se mi dici che è country bluegrass (per me il country folk bluegrass e la tradizione musicale americana sono cose sacre) e non lega col concerto,  il folk è quello da cui la musica, bada bene musica-suono, non le parole, di Dylan deriva.
inutili, spezzettati assoli di Dylan (se ci sono infiniti bootleg di Dylan è perche gli  assoli che fa sono ogni volta diversi) e poi sono gli assoli di uno che non è un Clapton, che non sbaglia niente, sono assoli imprevedibili. tu dici "di troppo".
don't think twice: decide lui come suonarla e sicuramente non ha voglia di farla come sull'album
armonica e assoli di drifter's escape fuori luogo perchè?
assoli frantumati di knockin'.
eccessiva lunghezza degli assoli in H61.
potresti obbiettare che io ad anzio non c'ero però so come suona Dylan ( a meno che lui decida di stravolgere a sorpresa le cose come di solito fa :-) )
ancora una cosa: ma Trying to get... la fa come l'autunno scorso, cioè nella versione molto diversa dall'album oppure è tornato a farla simile agli accordi e alla melodia di Time out of Mind? (l'anno scorso a Parigi e sulla cassetta di Londra sembravano accordi jazz e la cantava anche diversamente e non mi era piaciuta, de gustibus)

ciao, Fausto

Ciao Fausto. Dunque se Bruno vuole replicare...
Per quanto riguarda Tryin' credo la faccia ancora jazz, giusto?


 
 
 
770) Hi Michele,
e così i nostri amici maggiesfarmiani cominciano a dare i numeri anzi i voti.
Bisognerà chiamare il Nostro a dare i numeri, anzi i voti ai nostri amici maggiesfarmiani.
Sono d'accordo con Anna, speriamo che il Maestro vedendo quei segni meno, si
consideri rimandato a settembre-ottobre e per riparare ritorni per un'altro giro di concerti.
Amici miei Vi prego, non deprimete His Bobness con giudizi troppo cattivi!!!! potrebbe restare male.
Forse non si è capito, ma dissento. Bob Dylan è Bob Dylan. O lo si accetta e non lo si discute, oppure......!
Con amicizia
"papa" Mario.

Condivido, Papa. Se torna a fare concerti in autunno vicino a noi io gli metto pure tutti 3 in pagella. Speriamo.


 
 
 
771) Purtroppo non mi ricordo chi mi ha mandato la mail seguente... Vabbè, grazie comunque.

Ti mando un curioso aneddoto sui posti riservati ai
VIP del concerto di Napoli, l'articolo è tratto
dall'Espresso di questa settimana
(P.S. a napoli ci distinguiamo sempre, vado in vacanza
un saluto a te e a tutta la fattoria):

Zuffe alla napoletana
DIVISI DAL BIGLIETTO OMAGGIO
Baruffe in Consiglio comunale a Napoli per i biglietti
omaggio per il concerto di Bob Dylan. Sinistra e
destra si sono unite contro lo strapotere di sindaco
ed assessori, che hanno deciso di invitare alla serata
solo se stessi ed i capigruppo. La tensione è salita
ulteriormente quando si è saputo che il sindaco Rosa
Russo Iervolino era in platea con la figlia Francesca
e il Governatore Antonio Bassolino con il figlio
Gaetano.


 
772) AL MAGNIFICO REGGENTE DELLA VENERABILE “MAGGIE’S FARM”

In merito alle deficienze logistiche mostrate, dal sottoscritto, in occasione del concerto
di Napoli vorrei, umilmente, porre alla sua attenzione e a mia, parziale, discolpa le
seguenti argomentazioni. Pur ammettendo gli addebiti da Lei espressi, chiedo,
umilmente, che Lei tenga in considerazione le circostanze ambientali in cui ero
costretto ad operare. C’erano, in loco, strani omuncoli dalle fattezze poco
raccomandabili che non avrebbero deposto a favore della mia integrità fisica, se
avessi avuto atteggiamenti e comportamenti tali da urtare la loro legittima integrità
morale. Inoltre, su costoro, si era sparsa la voce che erano tutti ammiratori di un
cantante locale, tale Gigi D’Alessio, prerogativa che non li rendeva
particolarmente felici, entusiasti e collaborativi nei nostri confronti, per motivi che
onestamente mi sfuggono. Si narra che all’ingresso, uno di loro abbia asserito
quanto segue: “cinquantamila lire!!! pe' vere' Bobbo Dìlan … ma io cu 'sti sordi me
veco a Gigi D’Alessio e c’a esce pur' na pizza ca' uagliona” (trad.: Cinquantamila lire
per vedere Bob Dylan!, non vi sembra esagerato!!. Con lo stesso importo si può non
solo andare al concerto di Gigi D’Alessio ma anche passare una discreta serata in
pizzeria con le vostre fidanzate).

Nonostante le succitate avversità, altri esponenti della sezione napoletana,
provvedevano, tra mille difficoltà ed impedimenti e a rischio della loro permanenza
in vita, a procacciarsi preziosi materiali, come numero 1 (uno) autografo ed una
accurata documentazione fotografica  composta numero 8 (otto) fotografie. A loro
porgo un ammirato e stimato saluto.

Lei obietterà che il sottoscritto, invece, non ha adempiuto a quanto si aspettasse ma,
oh mio signore delle valli dalle rupi scoscese, lei dovrebbe tenere in giusta
considerazione lo stato confusionale nel quale mi sono ritrovato a seguito della
prima visione materialistica del Sommo Poeta, a cui sono stato sottoposto per circa
due ore, con l’aggravante che uno di quegli strani omuncoli su descritti si era posto
nelle mie vicinanze ed esattamente di fronte alla mia persona. Il mio fisico si
presentava esile se confrontato al suo,  in quanto esso era particolarmente alto e ben
fornito sia di tessuto adiposo che muscolare, di conseguenza il sottoscritto si è
ritenuto, immediatamente, inidoneo a sostenere qualsiasi discussione “sopra alle
righe” con il suddetto soggetto. Lei deve sapere che in quegli istanti io ho pensato:
”il destino è stato proprio beffardo con me!”.

Per cui, anche se mi fossi munito d’idonea macchina fotografica, al fine di
utilizzarla per i noti scopi prefissati, essa sarebbe stata da lui ingurgitata nel giro di
pochissimi istanti e senza che io potessi in qualsiasi modo interrompere quell’atto
che avrei definito cannibalesco, se ciò si fosse accaduto. E quindi, addirittura, è
stato una fortuna che io non abbia portato meco l’unica macchina fotografica in
dotazione, peraltro  prezioso regalo di compleanno offertomi da una mia zia zitella,
in quanto sarebbe stata perduta per sempre, con gran dispiacere della mia persona e
della mia cara zietta. Non vorrà mica mettere in dubbio i sentimenti della mia cara
zia zitella?

Per ciò che riguarda la telefonata… purtroppo qui vi è stato un malinteso ed un
innocente fraintendimento. Deve sapere che, il sottoscritto, era munito di un
apposito foglietto con su annotato sia il recapito telefonico di Sua Grazia e Eleganza
Anna Duck e sia della Sua Eccellentissima persona. Di quest’ultimo particolare,
l’amico Leonardo, non ne è mai stato al corrente. Comunque, mentre non ebbi
nessuna remora a contattare la predetta “Sua Eleganza e Grazia”, in quanto vi erano
stati preventivi accordi che avevano rimosso qualsiasi dubbio sulla inopportunità di
un contatto telefonico, nel caso della Sua Eccellentissima persona, invece, mi sorse
lo scrupolo personale di non disturbarla poiché, probabilmente, era intento a
svolgere la sua onorabile attività lavorativa e, quindi, mi doleva profondamente
infastidirla o porla in condizione di lecito imbarazzo con un atto, che non essendo
stato in alcun modo concordato, poteva apparire, nel momento stesso in cui si fosse
avverato, “invadente”. Pertanto, se manchevolezza vi è stata essa è dovuta ad un
eccesso di umiltà e rispetto da parte mia e non per un mia oltraggiosa
sottovalutazione del suo prestigio e della sua rispettabilità. Anzi, il mio atteggiamento
denota, oserei dire con rispetto e umiltà, il contrario.

Oh mio signore delle valli dalle rupi a volte innevate,  per tanto esposto,  Le chiedo
la Grazia ed il Perdono e conseguentemente la possibilità di ritornare a frequentare,
anche con la condizionale, le onorabili pagine della Venerabile Fattoria della quale
Lei regge l’immortale sorte. In caso contrario chiedo di poter assolvere alle giuste
penitenze, quelle che Lei riterrà opportune, al fine di espiare le colpe addebitatemi e
conseguentemente essere riammesso nella Venerabile Fattoria per fornire con
fervore la mia umile opera per la grande Causa.

Addì 05 agosto del sessantesimo anno di Grazia di His Bobness

Antonio Cat

Adunque già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Maestro al numero pervenuti di 60, quando nella egregia città di Neapoli,  pervenne la  rappresentanza de lo sito Maggie's Farm la quale era stata a correzion degl'infedeli mandata sopra i mortali a nome della predetta Fattoria (alquanti anni davanti nelle parti nord occidentali incominciata, nella cittade di Augusta Praetoria)... quando...

Atto primo - Scena prima
 

Gran Baccelliere rediga lo responso da consegnare al messo et da inoltrare al Gran Mandarino delle Antiche Province Nobili Meridionali dell'Impero per il proscritto messer Antonio da Napoli, reo di inadempimento de lo proprio dovere, diserzione sul campo et ignominiosa fuga dinanze a lo nemico... Scriva.

"Noi, Napoleon in rags I, Altezza Imperiale, Figlio del Cielo, Principe dell'Equilibrio e della Quiete Galattica, "Tigre sul trono", Migliore della Stirpe, Vicario in Terra de lo Signore nostro Robert Zimmerman (Unus Deus et Pater omnium, qui est super omnes, et per omnia, et in omnibus nobis), preso atto de lo tristo accadimento perpetrato nell'Antica Provincia Neapolitana , nella cittade Partenopea, così come riferito dal Commissario Censore Gran Commodoro, ultimo relatore all'orecchio del Trono, disponiamo secondo la costumanza  del canonico "Liber Dylanianum" quanto segue:

- quale magister militum il proscritto Antonio da Napoli era gravato dell'onere di sovrintendere alla dislocazione strategico/tattica de la Guardia Imperiale laonde addivenire al compimento dell'impresa, ovvero la introductio ad hoc in loco di una "machina immortalatrix" ut imprimere "in peliculam" la Sacra Imago acciochè essa fosse locata ne lo sito deputato, che nòmasi Maggie's Farm (extra quam nec salus est),  per la venerazione, l'omaggio et la divozione dei Fedeli. All'uopo era stato locato a lo fianco suo messer Leonardo De' Mazzei, valoroso pretoriano, rinomato membro de la Guardia Nobile et universalmente cognito con lo nomine di BrancaLeone Partenopeis.  Habendo illo, Antonio da Napoli, palesato manifesta incapacitas at conseguire tale destinatum et abducendo illo miserrima excusatio a sua discolpa, venga ad interim sospeso a divinis

- Messer Antonio da Napoli habe altresì compiuto anco reato di diserzione dinanze a lo nemico inveroche illo habe mancato di onorare la nostra iusta causa per mezzo de la eliminatio fisica di taluni rappresentanti della ereticissima et perniciosissima schiatta de lo - cito le parole de lo proscritto - "homunculus  partenopei", adusi a venerare il falso dio pagano che nòmasi Gigi D'Alessio (vaderetrosatàn, vaderetrosatàn, vaderetrosatàn). Eliminatio che i precetti del "Liber Dylanianum" ordinano ai Veri Credenti, doveumque et comeumque

- ad ulteriore infamia et onta de lo suddetto messer Antonio necesse est illustrare il comportamento di Messer Domenico Declarante lo quale, sanza tema et cum spregium periculi habe inviato alla Santa Sede numerum octo simulacri raffiguranti la Sacra Imago de lo Nostro Signore et de li suoi quattuor discepoli

- poco ce ne cale de la Sua Clarissima Zia Zitella

- assolvo viceversa Messer Antonio da Napoli da lo peccato di mancata communicatio verbalis telefonica habendo illo preferito, non per nequizia sed ut forma reverentiae nei confronti de la nostra clarissima persona, e seguendo la via gerarchica, facere riferimentum all'Attendente al Soglio Imperiale, Madamigella Anna de' Paperis

- permane sub iudice la posizione di Messer Leonardo perloche, pur habendo illo mancato in egual misura a lo suo dovere, habe quanto menum obtenuto dal Supremo Magister la transcriptio supra cartam del suo augusto nomen

- Lo mio iudicio est:
Messer Antonio da Napoli ut mondare peccata sua est confinato per lo intero mese di augustum entro la cerchia muraria de la sua magione ut ascoltare ad libitum dal sorgere dell'astro solare all'occaso dello stesso sine solutio continuitatis una delle ivi elencate parabole del Maestro:
1) Isle of Wight '69
2) Hearts of fire out-takes
3) Self Portrait

- Inoltre lo proscritto Messer Antonio ut fare ammenda  per lo suo grave peccato dovrà altresì inviare numerum 100 dischi del miserrimo Messer Gigi D'Alessio opportunamente resi inutilizzabili quale prova di sabotaggio et danneggiamento de lo nemico comune.

Il fascicolo riguardante Messer Antonio da Napoli viene collocato ad interim negli archivi delle profondità del Palazzo.

Addì, sesto die de lo octavo mese de lo sessantesimo anno di Grazia dopo Dylan
Napoleon in Rags I


 
 
 
... ma, Messer Antonio mi inviava anche una lettera seria...
 

773) Ciao Michele …

La talking 74 si apre con la splendida notizia, per me, di un altro (cinque) parziale riscontro alle
mie allucinazioni uditive in merito alle questione “Ma sei scemo!” in rainy day woman. Spero in
altri avvistamenti. Comunque di italiani in quella session non ve n’erano … sono andato a
spulciare nei siti appositi … per cui … il dublo dubbion resta …

Poi volevo fare alcune postille al mio racconto sul concerto.

1) Nessun tipo di problema con Larry.

2) Non ho trovato che Dylan sia scorbutico.

3) E’ dimagrito notevolmente.

4) Splendida e raffinata presenza scenica.

5) Ho trovato, complessivamente, il set elettrico più bello di quello acustico.

6) Menzione speciale per I don’t Believe, oltre che Don't Think Twice e Highway 61 mentre
l’ascolto di Mr. Tambourine Man, Desolation Row mi hanno confermato un mio vecchio
sospetto (anche dopo aver ascoltato diversi bootleg e album ufficiali dal vivo) che le versioni da
studio sono insuperabili.

7) Voce di Dylan … è …. bellissima… semmai avessi dovuto trovare conferma …

8) Dylan chitarrista?… Per me è l’ideale per il Rock che piace a me, che non è quel Rock che
ha la presunzione d’imitare certi preziosismi da Musica Classica. A me i Rocker tarantolati che
vogliono diventare dei Paganini della Chitarra non mi sono mai andati a genio … sono
terribilmente noiosi … ad esclusione, ovviamente, della chitarra più anarchica (ossia lo spirito
del Rock) che sia esistita ossia di sua immensità Hendrix …

9) Una cosa non c’entra nulla con il concerto ma con il Tour nel suo complesso.  Mi metto
anche io, come Luca Spider,  in lista d’attesa per toccare Lisa Fox (… il suo racconto di
Brescia … era perfetto … e come se fossi stato lì)  … e quindi bisogna organizzare
urgentemente happening … il massimo sarebbe se venissero tutte le miracolate, i miracolati
restino pure a casa, … ma si!!! … che importa!!! … che vengano anche le non miracolate …

Spero che Lisa Fox sia provvista di una buona dose d’ironia, se no come si fa a contenere una
Dylaniana offesa… è umanamente impossibile …

10) Non solo i neofiti come me vanno in trance, ma anche i giornalisti professionisti, guarda
cosa scrisse Paolo Vites nella sua bellissima recensione di Torino 98:

“…i primi due brani di un concerto di Dylan sono sempre uno shock, almeno per il sottoscritto:
"LSD allo stato puro" come diceva Phil Ochs. Sara' per la combinazione di vederlo ancora una
volta in carne e ossa a pochi metri, sara' per quel "magma di lava rovente" che spara dagli
altoparlanti, ma i primi due brani di un suo concerto per me sono sempre estasi pura…”.
Condivido in pieno ….
 
 

Infine ti auguro buone vacanze … e ed un altrettanto augurio anche a tutti i maggiesfarmiami …

Ciao

Antonio Cat
 
 

P.s: Segue versione integrale dell’articolo di Vites che ho citato.

Ciao Antonio, allora quanto alle dylaniane (miracolate e non) devo dire sinceramente che la tua non mi sembra una buona idea...
bensì un OOOOOOOOOOTTIMA IDEA, con la differenza che eventualmente passerebbero PRIMA alla sede centrale di Maggie's Farm (cioè CASA MIA!!!) e POOOOOOOOI eventualmente in un secondo o terzo o al massimo quarto momento  verrebbero inviate nelle lontane Province dell'Impero (Napoli, San Sebastiano al Vesuvio et cetera). Allora ragazze io aspetto... valgono anche solo quelle che lo hanno visto da lontano, Bob... anzi valgono anche quelle che hanno visto solo una sua foto (massì, adbundandis in adbundandum...)
Grazie per il pezzo di Vites qui sotto che avevo letto tempo fa ma non trovavo più... Grazie a te l'ho recuperato...
Ciao gatto
ps: Ragazze, qui si scherza eh?... ("Uè, Michè, ma quale si scherza?... Io dicevo sul serio, oh!", "Zitto Antò, zitto! Nun famo la figura dei peracottari... Nun ce famo riconosce...)

http://www.interferenza.com/bcs/torino98.htm

GREAT TO BE BACK IN THE MOST BEAUTIFUL COUNTRY IN THE WORLD
di Paolo Vites

"E' bello essere di nuovo nel piu' bel paese del mondo" dice Bob Dylan al pubblico di Torino
dopo aver terminato il primo brano della serata, pubblico che risponde con un boato di
meravigliata sorpresa: non solo Dylan parla, ma se ne esce con questa frase di dolcissima
dedica all'Italia che nessuno si sarebbe mai aspettato. E' solo l'inizio di quella che sara' una
favolosa serata. Devo ammettere che sono andato a Torino senza aspettarmi niente di cosi
sconvolgente, forse perche' da qualche anno le performance di Dylan mi lasciano non piu'
estasiato come una volta. Devo dire pero' che il vecchio detto, cioe' che vedere Dylan on stage
piuttosto che sentirlo su qualche buon bootleg o qualche buon nastro e' sempre una cosa
differente e' sempre vero, poi, come mi avevano confidato amici che continuano a vederlo dal
vivo al ritmo di dieci quindici serate all'anno, che dal '97, cioe' dopo il ricovero, ha ripreso una
forma smagliante, credo paragonabile solo a quella del tour con Tom Petty del 1986. E' stato il
Dylan piu' professionale e piu' rigoroso che abbia mai visto: nulla fuori posto, ne una nota di
chitarra ne una nota di voce; la voce poi e' meravigliosamente okay, come non accadeva dai
primi concerti del neverending tour, 1988. Evidentemente aver smesso di fumare ha fatto
proprio bene! Il concerto comincia con una serratissima e favolosa Gotta Serve Somebody;
credo di avergliela sentita fare dal vivo per l'ultima volta nel '91, ma non c'e' paragone: e' un
rock blues tiratissimo con duelli di chitarre pregevolissimi (complimenti a Larry Campbell: e' un
chitarrista coi fiocchi; ottimo anche il nuovo batterista, mi spiace per John Jackson e Winston
Watson che avevo molto amato ma qui siamo su altri livelli). I Want You e' delicatissima e
poetica: i primi due brani di un concerto di Dylan sono sempre uno shock, almeno per il
sottoscritto: "LSD allo stato puro" come diceva Phil Ochs. Sara' per la combinazione di vederlo
ancora una volta in carne e ossa a pochi metri, sara' per quel "magma di lava rovente" che spara
dagli altoparlanti, ma i primi due brani di un suo concerto per me sono sempre estasi pura. Cold
Irons Bound e' molto buona, quasi psichedelica e anch'essa tirata; mi spiace pero' (anche se so
che molti non sono d'accordo) per l'esclusione da questo tour di All along the watchtower, mi
era sempre piaciuta anche nei periodi piu' neri di Dylan (leggasi '91-'92). Just Like A Woman e'
anch'essa dolcissima ma un po' di routine; serve a riportarmi sul pianeta terra dopo "l'estasi
iniziale". Can't Wait e' a tempo di reggae: e' splendida, Dylan la canta benissimo, anche se io
amo da pazzi la versione in studio. Silvio e' il solito grandissimo rock'n'roll che i Rolling Stones
non riescono piu' a fare da vent'anni: Dylan si. I brani acustici sono sorprendenti: It's all over
now baby blue e' completamente riscritta, ed e' per la prima volta anche superiore all'incisione
originale; come diavolo fa a scovare tali nuove linee melodiche, solo lui lo sa; e' affascinante,
coinvolgente e sentimentale. Masters of war ha un up-tempo piu' veloce delle recenti versioni,
sputa le parole come un mitra ed e' dannatamente bella. Tangled up in blue si riavvicina alla
versione originale di Blood on the tracks, con una autentica sventagliata di liriche sputate in
faccia all'audience. L'unico momento che trovo un po' poco riuscito e' l'assolo di armonica, fatto
senza chitarra, con la mano destra che regge il filo; Dylan sembra quasi prendersi in giro da
solo, farsi una auto parodia, e anche l'assolo mi sembra un po' sconclusionato, ma il pubblico
sembra gradire; Non lo so, ma mi sembra un po' "Elvis a Las Vegas" ...Knockin' on heaven's
door e' riletta secondo le linee melodiche originali; molto bello il coro di sottofondo fatto da
Campbell e Buxter. Make you feel my love e' strepitosa, superiore alla versione in studio; rende
molto di piu' con chitarre e batteria e Dylan la canta benissimo. Poi si avvera il mio piccolo
sogno di una vita: finalmente lo sento fare Blind willie McTell dal vivo: una versione da favola,
semplicemente favolosa: cupa, ossessiva, quasi demoniaca, il piu' grande tributo mai eseguito su
di un palcoscenico al blues, con un grandissimo lavoro di chitarre e slide. Sono tornato sotto
effetto di LSD...Highway 61 e' potentissima, al solito: un'autentica furia della natura.Love sick e'
anch'essa superiore alla versione in studio: Dylan potrebbe tranquillamente reincidere Time out
of mind e vincere altri due Grammy ...Rainy day women e' il solito carnevale finale, con tutte le
luci accese e grande festa sul palco e tra il pubblico, mentre Blowin' in the wind (nuova rilettura
melodica, con i cori nel ritornello) e' davvero efficace e la miglior resa di questo brano dai tempi
della Rolling Thunder Revue del '76. In conclusione: Dylan ha vinto ancora una volta. Tutto
quello che e' sempre stato detto di lui torna con incredibile puntualita': e' il migliore, ogni volta
che si ripresenta trova nuovi stimoli e nuove idee, sa riscrivere sempre il suo repertorio con
freschezza come se si trovasse davanti a brani mai fatti in precedenza. Anche fisicamente stava
bene: Dylan '98, uno dei suoi tour migliori di sempre.

Paolo Vites


 
 
774) Ho aggiornato la pagina delle foto
Napoleon

 
 
775) Dai tempi della Grande Depressione i clochard in cerca di fortuna hanno ispirato scrittori come Steinbeck e musicisti come Woody Guthrie

Il ritorno degli hobos, poeti della vita sulla strada

Una convention nazionale per i senza fissa dimora abituati ad attraversare in treno gli Usa. «Ma ora siamo costretti a fare l'autostop»
 

DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK - « Clochard di tutto il mondo (o perlomeno di tutta l'America), unitevi!». L'esortazione che romanticamente Marx nell'800 rivolgeva al proletariato mondiale, nell'America postindustriale che ha sì il pieno impiego, ma anche il 14% della popolazione senza assicurazione sociale, si rinnova da un secolo, senza fini ideologici ma in fondo con lo stesso romanticismo.
A Britt, nello Iowa, Stato agricolo di praterie che si estendono a perdita d'occhio, si riunisce quest'anno dal 9 al 12 agosto la grande Convention nazionale degli hobos , il popolo dei senza fissa dimora che dormono per la strada dentro i cartoni e si spostano da uno Stato all'altro, spesso saltando al volo sui vagoni dei treni merci per non pagare il biglietto, in cerca talvolta di un lavoro precario e, più spesso, di un'avventura.
Il problema oggi però per gli hobos , parola di gergo dalle origini incerte, che qualcuno forse lavorando di fantasia fa risalire alle parole Haw, beau ovvero «ciao bello», che i romantici viaggiatori si scambierebbero riconoscendosi da un vagone all'altro come saluto, è che nell'America che ha smantellato le ferrovie spesso non si trovano i treni. Per la Convention 2001 perciò, lo hobo , anche se il merci rimane il suo mezzo di trasporto ideale, è disposto a trasformarsi in autostoppista.
Prendere la Interstate 35 da Minneapolis o da Des Moines e poi voltare sulla statale 18, suggerisce il programma spedito addirittura per fax che comprende, fra le altre attrazioni, una cerimonia di incoronazione del re e della regina dei barboni, un museo dei barboni viaggiante, una Messa con accompagnamento musicale di polka , una corsa podistica con, come premi, una saponetta, un barattolo di pomodori e tre giornate di lavoro pagate, e perfino una improbabile riunione di «suore fuggiasche».
Scrittori che militarono con orgoglio nelle file di questo popolo vagabondo come Jack Kerouac, Carl Sandburg e Jack London, almeno per le suore fuggiasche, avrebbero senz'altro approvato. Ma chi sono veramente gli hobos ? Kerouac, che della vita «On the road», sulla strada, fu il grande cantore, ne ha lasciato una definizione bellissima: «Lo hobo ha due orologi che non si possono comprare da Tiffany; su un polso ha il sole e sull'altro la luna, e tutti e due i cinturini sono fatti di cielo». La poesia, come la musica popolare, nella vita priva di regole di questa tribù dagli incerti confini, occupa un posto importante. «Sole e pazienza, fede e gentilezza, una tazzina di amore e un cucchiaio di compassione, un cucchiaino di capacità di perdonare, una goccia di tolleranza e poi amicizia, polvere di stelle, immaginazione». Così uno di loro rivela la sua personale ricetta della felicità. Chi non ha vena poetica propria si lascia trasportare dalle ballate di Woody Guthrie. Una vita on the road dove valgono due soli comandamenti, «non uccidere né ferire» e «non rubare».
Anche il cinema agli hobos si è ispirato spesso. Per esempio nel film «L'imperatore del Nord» di Robert Aldrich con Ernest Borgnine e in «1929, Sterminateli senza pietà» tratto dal libro «Boxcar Bertha». Oggi, se la figura dello hobo diciamo così a tempo pieno tende a diminuire, si assiste invece a una discreta crescita del cosiddetto wannabe hobo , l'aspirante hobo, sottospecie di vagabondo part-time che, come succede anche per il punk della domenica, entra nel personaggio solo di tanto in tanto. A lui è dedicato il corso di addestramento per aspiranti hobos che in California organizza lo Hobo Times (non poteva mancare anche il giornale della categoria), al fine di spiegare come si salta senza farsi male su e giù dai treni e come ci si comporta con la polizia ferroviaria.
Rispetto ai normali barboni, gli hobos hanno una loro filosofia che si riflette anche nei nomi come Oklahoma Slim, lo smilzo dell'Oklahoma, e Cinderbox Cindy ovvero Cinzia la polveriera.
Chi fa parte del clan, inoltre, tiene a sottolineare la distinzione che passa fra lo hobo , che quando ha bisogno di denaro non rifiuta il lavoro, e il tramp , cioè il vagabondo alla Charlie Chaplin, magari anche un po' alcolizzato, che passa le giornate chiedendo l'elemosina e non fa nulla, limitandosi tutt'al più a collezionare lattine o bottiglie vuote.
Lo hobo , al contrario, possiede una sua particolare etica del lavoro che si riassume nella massima: «Lavorare per vivere, non per essere schiavi».
Un modello per tutti è El Paso Kid, che ha sessant'anni e al nomadismo si dedica da una vita, e viaggia sempre con la valigetta dove tiene un cambio di vestiti perfettamente stirati e puliti, per essere pronto a lavorare a giornata come cameriere, ma solo in caso di necessità. In fondo anche Diogene, il filosofo greco che stava chiuso dentro la botte, era a suo modo uno hobo . Ma non lo sapeva.

Renzo Cianfanelli
Dal "Corriere della sera" di giovedì 2 agosto


 
776) Ciao, sono Francesco, ho appena scoperto il sito e mi accingo a mandarti la lista delle mie preferite.

1 Blowin' in the wind
2 Knockin' on heaven's door
3 Like a Rolling Stone
4 All along the watchtower
5 Idiot wind
6 Forever young

Ciao Francesco, aggiornerò tra un paio di settimane la classificona generale. Perchè solo sei canzoni e non 10, però?...
Ciao, Michele "Napoleon in rags"


 
 
777) Potreste indicarmi un negozio dove posso trovare bootleg di Bob?

Complimenti per il sito - è stupendo-

Luca

Ciao Luca... Mmm io non saprei proprio se esistono negozi che vendono bootleg... Nella mia città (Aosta) sicuramente no. Se qualcuno ha qualche indirizzo ce lo dica... Comunque per il momento per ottenere gratis boot dylaniani ti consiglio di partecipare ai dylan tree di Maggie's Farm contattando Carlo "Pig"che ti spiegherà il meccanismo
po.eta@inwind.it


 
 
 
Ed ora una lettera di Andrea Cerutti che egli ha spedito a Massimo Gramellini, che se non sbaglio è un giornalista de La Stampa (fammi sapere se è lui, Andrea), e che poi ha spedito anche a me e di cui pubblico la seconda parte relativa a Bob (solo una domanda Andrea: cos'è il Bungiorno? Non credo sia un errore di battitura per "buongiorno" perchè nella tua mail lo scrivevi per due volte con questa grafia...):

Egr. Sig. Gramellini,
(...)
La seconda cosa che manca al suo Bungiorno è Robert Allen Zimmerman in arte Bob 
Dylan. 
Innanzitutto perchè è l'ultimo dei "Grandi Americani", un uomo che si è fatto attraverso 
una gavetta che non  prevedeva provini presso studi televisivi, o selezione in concorsi canori.
Uomo da palco che si è fatto le ossa  attraverso le glorie e le umiliazioni che un grande artista
inevitabilmente deve attraversare.Uomo che ha seguito la sua strada facendo correre in sè tutta
la sua nazione, vivendone le angoscie e gli slanci, le passioni  e le abitudini. 
Servono due atti di giustizia. 
Il primo è la stampa di cui gode. Ben lontano da quegli anni ascolto le sue canzoni senza 
minimamente sentire il peso di non "esserci stato". Dylan è un classico, un classico americano,
come Mark Twain, Melville o Edgar Lee Master, si pone interrogativi eterni, si pone questioni
comuni a tutte le generazioni. I nostri vecchi frequentatori di circolini rivoluzionari è probabile
che carichino di significati a noi sconosciuti due o tre  canzoni di Dylan,a tal punto che venga il
sospetto che si siano persi almeno una quarantina di dischi del nostro. La Bibbia per esempio
scorre a fiumi: Antico e Nuovo testamento sono centrali in molti pezzi tra i più noti.Vi sono pezzi
straordinari che appartengono alla poesia  senza esprimere nessun concetto particolare come
"Country Pie" una rivisitazione di una fiaba americana in chiave ovviamente country. In Dylan
infatti passa tutta la musica americana nobile: il Country ed il Folk, il Rock ed il Blues. 
Il secondo prescinde dalla sua arte e può essere motivo di riflessione per tutti. Il "nostro" 
infatti pur essendo ormai da tempo entrato nella storia di diritto, ogni anno da tredici anni a
questa parte si concede in centotrenta, centocinquanta concerti all'anno, andando alla ricerca
delle sue radici musicali (sembra una banda di paese americana viaggiante) ed artistiche. Mi
sembra che in un mondo in cui chiunque arrivi da qualche parte nel successo, si produca in tutto
fuorchè in quello che l'ha reso famoso, sia testimonianza grande di Amore e di Passione. Non si
sà di nessun artista che abbia fatto quello che Dylan sta facendo in questi anni. Testimonianza
certo di un genio grande forse unico in questo secolo ma anche di umiltà e determinazione. E'
stato fedele a ciò che dichiarò quasi quarant'anni fa in una intervista:"Probabilmente quando
avrò ottant'anni mi troverai da qualche parte su un palco a suonare". 
Dylan è condanna vivente per la sua generazione. Giacchè per tempo aveva preso distanze 
decise da movimenti che pensavano oltre che di cambiare il mondo, di possedere la verità.
Giacchè ha  voluto proseguire da solo senza l'appoggio di nessuna stampella. Giacchè ora che i suoi coetanei si avviano alla pensione senza aver combinato molto di più di quello che avevano fatto i loro predecessori, continua a tenere vivo il suo spirito e le sue domande. 
Servono inchini di fronte a queste cose belle del mondo, gli stessi che ogni sera Bobby 
offre al suo pubblico. Certo il Neverending Tour ha vissuto periodi di crisi dura, con Bob a
volte non  proprio lucido e concentrato,ma quasi per miracolo non si è mai interrotto. A noi piace pensare che Dio abbia voluto concedere ancora vita a questo ragazzo ebreo del Minnesota andatosene adolescente di casa per inseguire un sogno, per dare testimonianza in un'epoca sciatta e priva di uomini veri che se c'è passione e coraggio c'è possibilità di scrivere pagine memorabili. 
Penso sia sufficiente così. E aspetto con molta speranza sue considerazioni al riguardo. 
Serve una sterzata forte, alla ricerca delle origini, serve uscire da un grigiore che ha coinvolto
tutti  quanti, cosicchè preferiamo nascondere i nostri talenti al prossimo piuttosto che porli in
evidenza.Un mondo dove sia posto l'accento sul Fare, piuttosto che sul protestare. 
Sicuro che avrà posto attenzione a queste mie righe saluto, inviando immagine di un qualcosa
che sarà probabilmente  indimenticabile. 

Andrea. 


 
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dopo le vacanze
(non so ancora di preciso quando torno... sorry!)



 
 
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