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della sua musica, della sua storia?... 
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TALKIN'
BOB DYLAN BLUES
LA POSTA DI MAGGIE'S FARM
PARTE 74
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags.

 
737) Ciao Michele, ti scrivo per dirti cosa mi è successo un attimo fa... Ero intento a lavorare ad un progetto grafico sul mio fedele PC, alle cuffie The Essential Bob Dylan, ad un certo punto... canzone n. 14 "Rainy Day Women # 12 & 35" minuto 4 e 2
secondi, sento distintamente la voce di sottofondo urlare "MA SEI SCEMO"!!!!
Quindi sottoscrivo pienamente quello che aveva fatto notare qualcuno (purtroppo non ricordo chi...) che indicava la suddetta frase. 
Allora, la frase si sente bene e chiara al 4.02". A questo punto direi che è l'ascolto in cuffia che la fa risaltare mentre da stereo con casse risulta più difficile. Se non sbaglio anche tu Michele avevi provato ad individuarla senza risultato. Ora, può darsi che si tratti di una frase in inglese pronunciata
velocemente o di alcune sonorità che si sovrappongono... ma la "frase" si sente bene e
distintamente quindi invito all'ascolto per altre opinioni. Io sono convinto che la voce la
pronunci in perfetto italiano e anche con una certa ironia. 
Un saluto Luca "Spider" 

Ciao Luca, ho riascoltato anche io attentamente il brano ed effettivamente stavolta, con le cuffie, ho captato la frase. O si tratta di una frase inglese che per una strana coincidenza ha la stessa pronuncia di "Ma sei scemo?" oppure è davvero una frase
italiana...C'erano italiani presenti a quelle sessions?... Chi lo sa?... 
Ciao, Michele "Napoleon in rags " 



738) Ed ora una rapida precisazione di Paolo Vites:

"Nella mia recensione Down In The Flood  dico chiaramente che più che l'organizzazione del concerto di Brescia (sicuramente carente) è stato penoso il comportamento di quei cosiddetti fans che si sono alzati in piedi ancor prima che il concerto cominciasse; infatti nella recensione Down in the flood dico chiaramente che  Dylan era nervoso e incazzato per via del casino scatenato dai 'suoi' fans, e solo due giorni dopo aver litigato a Montreux proprio con uno di loro nel bel mezzo del
concerto! In più, mi dicono alcune persone che Dylan in quei giorni era piuttosto nervoso anche per le brutte notizie relative alle condizioni di salute del suo caro amico George Harrison. 
Ciao! 
Paolo Vites 


739) Beh, visto che si parla di De Gregori e di Bob forse vale la pena raccontare brevemente un curioso episodio a cui ho assistito personalmente tanti anni fa. 
Veramente non ricordo nemmeno che anno fosse, forse 10-15 anni fa, Dylan stava per tenere a Roma un concerto sulla Scalinata del Palazzo della Civilta' e del Lavoro (EUR - il colosseo quadrato per intenderci). 
Prima di Eddy Brickell (mi pare) apri' la serata Alessandro Bono (ve lo ricordate? Era un giovane cantante italiano biondino, bravo, purtroppo morto precocemente... Bono aveva appena finito il suo breve concerto e in quel momento apparve sulla scalinata Francesco De Gregori in veste di spettatore che mi passo' accanto e si diresse verso il
palco... Sotto al palco c'era Alessandro Bono che si stava sganasciando, tutto eccitato e sudato, per chiamarlo a gran voce, invitandolo a scendere giu' per salutare Bob Dylan, il quale stava probabilmente tranquillo nel suo camper a riposarsi prima del concerto. 
Assistei cosi' incuriosito alla scena di Bono e De Gregori che scendono giu' dietro al palco per salutare Bob. Dopo pochi minuti, pero', vedo De Gregori risalire le scale della platea nerissimo in volto... Vi giuro: era nero come uno a cui avessero appena incendiato l'automobile. 
Li' per li' pensai che non gliel'avessero fatto incontrare, o che Bob non avesse  voluto essere disturbato. 
Invece, settimane dopo, lessi su un settimanale un'intervista a De Gregori in cui egli parlava del suo strano incontro con Dylan... Disse che dopo essersi presentato gli porse la cassetta del suo ultimo disco (Scacchi e Tarocchi?) e che Bob Dylan, dopo averla presa, lo congedo' frettolosamente... Insomma, per quanto mi riguarda, fu il classico incubo da Bob-maniaco. 
Mi fa piacere invece constatare che col tempo Bob si stia addolcendo, chissa'... forse... se quel Jakob, invece di fare dischi, gli facesse un bel nipotino... 
Saluti Bruno 


740) Ciao Napoleon, 
stavolta mi è venuto un colpo quando hai messo in lista la mia mail. Diciamo che stavo scherzando ed utilizzando un linguaggio confidenziale. Era per ridere come si dice.
Anche se un fondo di verità vi è sempre. Sono fatto un poco così, i rapporti estatici da block notes e biro in mano non mi piacciono. Penso che Bob sia diventato molto più dolce negli ultimi anni. 
Sai che molti anni fa sono stato a casa di Guccini? Due ore a chiaccherare in via Paolo Fabbri,con la figlia Teresa che è venuta a dare una sbirciatina. Era molto giovane anche se avevo dodici anni di meno. Sai se Bob ha qualche figlia tra i venticinque ed i trenta? A parte gli scherzi,volevo far rilevare che se capita di trovare Bob gentile e disponibile forse si può osare di più di un autografo. Un bacino è comunque meglio di un segno su un foglio! 
Ciao buona notte. 
P.s. Mio fratello conosce Dori Ghezzi e Nanda Pivano... Ma sai che otto anni fà ero a Genova che aspettavo il traghetto e mi vedo Fabrizio De Andrè e amici che arrivano verso la nostra direzione. Guarda e riguarda e chiedo ad un mio amico se ho visto bene. Lui dice: sì, sì. Erano le undici di sera gli diciamo: "CCCiao Fabrizio ", lui ci vede un poco agitati e ci dice "Ciao ragazzi " con la sua parlata. Aveva fretta e ogni tanto penso a come siamo stati pirla, dal momento che forse si poteva scambiare qualche chiacchiera. 
Porca miseria! Quattro passi tra i vecchi moli gonfi di odori con Fabrizio sarebbero stati una lezione di storia e poesia. Una lezione di vita! 
Qualche giorno me ne parto per gli States e vado a cercare Bobby. Mio fratello non mancherà di sottolinearti che qualora mai lo facessi avrei bisogno di un corso intensivo di inglese. 
Ciao,  Andrea 

Ciao Andrea,
ok!
Ciao, Michele "Napoleon in rags"



741) Ciao Michele 

Ti segnalo questo articolo da Expectingrain...  purtroppo non so tradurre perfettamente dall'inglese 
Ciao, 
Antonio Cat 

http://www.expectingrain.com/dok/
cd/2001/loveandtheftpreview.html 
 

Ciao Cat,
ok, allora provo a tradurla io (più sotto riporto comunque anche l'originale in inglese)

"Love and theft" - Anteprima

Il "Nashville Skyline" del Terzo Millennio: dovete pensare a quello che Eric Clapton una volta disse circa Nashville Skyline, cioè che in quel particolare album Dylan stava cercando di essere Hank Williams, ma nessuno lo capì.
Solo i musicisti potevano capire quello che Dylan stava cercando di fare. Ora io penso che Clapton avesse ragione. 30 anni dopo Nashville Skyline e con 30 anni in più di ascolto da Dylan ad Hank Williams ed al country & western anteguerra, credo che Dylan sia assolutamente in quello stato d'animo, perciò parte di Love and theft secondo me suona davvero come un Nashville Skyline parte seconda, da parte di un musicista di 60 anni con un bel pò di (duro) cammino nel mezzo.
Love and theft è come un viaggio da Nashville al Delta del Mississippi e ritorno, ambientato negli anni '30, con Bob Dylan che viaggia con attorno (i fantasmi?) di Jimmie Rodgers, Hank Williams e Robert Johnson (o forse Charlie Patton). In questo modo quello che Miss Edna ha detto circa la "primitiva musica americana" ha perfettamente senso secondo me.

Questo album, fatta eccezione per due canzoni (le hard rock Lonesome Day Blues e Cry Awhile) che secondo me sono fuori tema, è una sorta di concept album. Un viaggio attraverso i paesaggi immaginari americani anteguerra, nell'era pre-rock'n'roll.
La musica, come lo stesso Dylan ha dichiarato, non è nient'altro che la solita dodici-battute, perchè il country ed il blues erano nello stesso contesto in quei tempi.

C'è un grande lavoro da parte dei musicisti e Sexton e Campbell hanno dovuto lavorare duro per ricreare quel tipo di atmosfere, ed il suono jazz delle loro chitarre è dannatamente buono. C'è una grande ricchezza (da un punto di vista musicale) in queste canzoni e sono sicuto che molte, molte cose eventualmente verranno fuori in futuro. Ma sono sicuro che i fans di Dylan non saranno delusi affatto da questo album

Tweedle Dum 
Una delle mie canzoni preferite. Un grande pezzo rockabilly in perfetto stile Sun Records (più volte in passato Dylan ha dichiarato di amare moltissimo quel sound). Tutto è grande qui, e c'è una grande parte ritmica, di batteria e persino di percussioni, fatto molto inconsueto per Dylan (ma... ricordate le congas in Hurricane?). Il cantato è grande, Dylan lascia andare la sua voce nel modo migliore per tutta la canzone e sono veramente curioso di saperne di più circa le parole.

Mississippi
Nulla, assolutamente nulla a che fare con la versione di Sheryl Crow. La domanda interessante ora è: si tratta dell'esatta versione che Dylan ha registrato durante le sessions di Time out of mind? Se così fosse allora vorrebbe dire che la Crow ha fatto un grande lavoro trovando un nuovo motivo, ma dubito che lei lo abbia fatto. Probabilmente Dylan ha registrato la prima versione così come l'ha cantata la Crow ed ora ha completamente riscritto la melodia. Un'altra delle mie canzoni preferite. Il modo di cantare di Dylan è grande, è veramente nella canzone, c'è un grande mandolino (Larry, suppongo), il sound è simile a quello di Oh Mercy.
 

Summer Days

Ancora rockabilly. Ed è ancora grande! Grandi assoli di chitarra, in stile jazz (Charlie?). Assomiglia ad un motivo dimenticato pre-Elvis.

By And By
O, se volete, potete chiamarla Blue Moon Revisited, dal momento che la melodia proviene da quella canzone (che Dylan ha registrato nell'album Self Portrait). Questo è l'altro lato di Love and theft, il lato country. Ma, di nuovo, si tratta di country dei tempi antichi, stile anteguerra. Il tempo è quasi uno "shuffle" (???), molto jazz. 

Lonesome Days Blues
Il terzo lato dell'album. Un potente rock blues nello stile di canzoni come Cold Irons Bound. Grande riff di chitarra probabilmente ad opera di Charlie.

Floater 
Bel violino all'inizio del brano (Larry) ed anche dopo ogni singolo verso. E' una parte di violino veramente originale, non country, piuttosto europea. Di nuovo country vecchio stile simile a quello di Hank Williams. Dylan canta molto bene. Mi piace quando canta "Romeo and Juliet", che sono i personaggi della canzone. Quando canta a quel modo mi fa venire in mente Romeo Had Juliette, la canzone di Lou Reed.

High Water 
Probabilmente uno dei capolavori di Dylan di tutti i tempi. Chitarre acustiche, dobro, banjo (Larry). Incredibile voce, un vecchio country blues con Dylan che è davvero nello spirito della canzone. E' difficile da descrivere, bisogna ascoltarla.
 

Moonlight 
Questa mi annoia. Dylan come un cantante confidenziale degli anni 40. Una melodia per niente originale.
 

Honest With Me
Un altro rock blues molto potente con un grande lavoro di slide. Il suono, soprattutto per quanto riguarda la slide, è un blues anteguerra, molto nervoso e tenebroso. Questo brano, a differenza di Lonesome day blues o di Cry awhile, calza a pennello nel contesto di questo concept album. 
 

Poor Boy 
Un'altra canzone che non mi piace granchè (almeno per ora). Un altra pacata country ballad. Troppo zucchero... 
 

Cry Awhile
Rock blues, non così da brividi. Sembra un pò di routine.

Sugar Baby
Grande, grande canzone acustica sul tipo di brani come Shooting star o Man in the long black coat.
Ancora una volta bisogna ascoltare la magia della melodia di Dylan.

The Third Millennium Nashville Skyline: you have to think of what Eric Clapton once said about Nashville Skyline, that on that particular album Dylan was tryin' to be Hank Williams, but nobody understood a  thing. Only musicians could understand what Dylan was tryin' to do. I now think that Clapton was right. 30 years after Nashville Skyline, and 30 years more into listening (from Dylan) to Hank Williams and to pre-war country & western, I think Dylan is absolutely in that mood, 
so part of Love And Theft, to me, really sounds like a Nashville Skyline take two, from a 60 year old musician with a lot of (hard) travellin' in between. 

Love And Theft is like a trip from Nashville to the Delta and back, happening in the 30s, with Bob Dylan ridin' around with (the ghosts?) of Jimmie Rodgers, Hank Williams and Robert Johnson (or maybe Charlie Patton). This way, what Miss Edna said about 'early american music'makes perfect sense to me.
This album, except for two tracks (the hard rockin' Lonesome Day Blues and Cry Awhile) which, to me, are out of context, is kind of a concept album. A trip in the imaginary american landscape of the pre-war, pre-rock'n'roll era. 

Also, as Dylan himself said, the music is nothing but the same 12 bar kind of thing, 'cause country and blues were so much the same context  back in those days.

There's a great job from the musicians, too, 'cause Sexton and Campbell had a very hard job tryin' to recreate those moods, and the jazz licks from their guitars are so damn good, 

There's an enormous richness (musically) in these songs, I'm sure many, many things would eventually come out in the future. But I'm 
sure that the Dylan fans will be not disappointed at all from this album. 
 

Tweedle Dum 

One of my favourite tracks. Great rockabilly song, in the perfect Sun Records style (many times in the past Dylan said how much he loves that sound). Everything is great here, and there's a great rhythm 
part, drums and even percussion, very unusual for Dylan (but... remember the congas in Hurricane?).
The singin' is great, Dylan lets  his voice roll in his best way all along the track, and I'm damn curious to know more about the lyrics. 
Mississippi 

Nothing, absolutely nothing to do with the Sheryl Crow version. The interesting question now is: is this the way Dylan recorded the song during the TOOM sessions? If so Crow did a great job finding a new 
tune, but I doubt she did. Probably Dylan recorded the first version as Crow did it, and now he completely rewrote the melody. Another favorite. Dylan's singin is great, he is really into the song, there's a great mandolin (Larry, I do believe), the sound is close to Oh Mercy. 

Summer Days 

More rockabilly! And is great, again. Great guitar solos, very jazzy style (Charlie?). Sounds like a pre-Elvis, forgotten tune. 

By And By 

Or, if you want, call it Blue Moon Revisited, since the melody comes  from that song (which Dylan recorded on Self Portrait). This is the other side of Love and Theft, the country side. But, again, it's old 
time country, pre-war style. The tempo is almost a shuffle, very jazzy. 

Lonesome Days Blues 

The third side of the album. Powerful rock blues, 
in the style of stuff like Cold Irons Bound. Great guitar riff, probably Charlie. 
 

Floater 

Nice fiddle at the beginning (Larry) and as interplay between each verses. It's a very original violin part, not country, more European. Again, old time country, close to some Hank Williams stuff. 
Nice singin' from Dylan. I like it when he sings 'Romeo and Juliet', which are the characters of the song. When he sings it the way he does, it makes me think of Romeo Had Juliette, the Lou Reed song.

High Water 

Possibly, one of Dylan's masterpieces ever. Acoustic guitars, dobro, banjo (Larry?). Terrific singin', an old country blues, with Dylan really in the song. Hard to describe, need to be listened to. 

Moonlight 

This one is kinda boring to me. Dylan like a 40s crooner. Not a very original melody. 

Honest With Me 

Another powerful rock blues with a great job from the slide. The sound, expecially for the slide, is of a pre-war blues, very nervous and scaring. This one, not like Lonesome Day Blues or Cry Awhile, fits perfectly in the context of this concept album. 

Poor Boy 

Another one that I don't like that much (for now...). Another mellow country ballad. Too much sugar...

Cry Awhile 

Rock blues, not so thrilling. Sounds like routine.

Sugar Baby 

Great, great acoustic song, in the vein of stuff like Shooting Star or Man In The Long Black Coat. Again, you have to listen to the magic in Dylan's melody. 



742) Hi Michele, ringrazio gli amici, che con attenzione ti hanno inviato rassegne stampa sui
concerti del Nostro. In questo periodo feriale tutti i telegiornali, a reti unificate, ci
informano sulle vacanze degli italiani, 10 milioni oggi, 12 milioni domani,  l'altro ieri 40
morti. Ogni anno da sempre, o meglio da quando c'è la pluralità di informazione la
stessa solfa. Con i commenti ai concerti di Bob, siamo alle solite: la voce, il set list,  il
messaggio, l'età, harp=arpa, 50=60 anni, io lo conosco e qualcuno continua ad insistere
che non è vero, i vip entrano dall'altra porta, i posti in piedi e i posti a sedere, ah che
brutto stadio, ah che bella l'Arena, chissà quando rimborsano i biglietti e via astrologando. 
Proposta indecente: dal prossimo anno suggerisco che sia fatta un'unica  recensione alla fine del tour, ricopiando a caso una di quest'anno, aggiornando nomi e località tanto i commenti andranno bene lo stesso, come appunto le notizie sul traffico e sulle vacanze degli italiani. 
Piaciuta la copertina del nuovo disco di BOB? 
a presto 
"Papa" Mario 

Ciao "Papa"... e soprattutto si inventano canzoni che Bob non ha eseguito (Jokerman
e License to kill a Napoli?). La copertina del nuovo disco mi sembra BELLISSIMA! 
Michele "Napoleon in rags" 



743) Ciao Michele, chi ha visto concerti di Bob potrebbe mettere accanto alla scaletta il
voto a ogni singola canzone, concerto per concerto. Si può fare,  secondo te? 
Paolo M 

Ciao Paolo, l'idea mi sembra ottima. Se volete mandatemi le vostre votazioni concerto
per concerto ed alla fine facciamo una scheda generale sui sette concerti italiani con
una media per ogni canzone (per quello che mi riguarda so già la mia canzone vincente:
Highway 61 Revisited di La Spezia) ... 
Michele "Napoleon in rags"



744) Ciao Michele,riesco a malapena a centrare i tasti giusti per scriverti questa e-mail, perchè il tuo racconto di La Spezia mi sta facendo ammazzare dalle risate.Oggi sarei andato a Napoli, se a Roma non ci fosse stato Paco De Lucia... ma attendiamo
cosa ci dicono i felini. Una sola correzione: non è vero che mi avete "riaccompagnato nei pressi della stazione"... L' ho dovuta fare tutta a piedi, begli amici! :-)) 
Comunque andando verso la stazione ho visto realizzarsi il nostro presagio: 
al Jolly Hotel ci andavano i tecnici, e al massimo avremmo rimediato un autografo dell'
attaccatore di spine. 
Sei grande, 
Carlo "Pig"

Mail che potevo tranquillamente non pubblicare visto che è semiprivata. Lo faccio solo
per due motivi: primo, perchè non potevo perdere l'occasione di pubblicare tutti questi
elogi a me rivolti e, secondo, perchè così ho l'occasione di mettere anche il tuo
simboletto (porcellino). Vi piacciono questi disegnini animati?... Se qualcuno trova i gif degli altri animaletti che mancano me li manda? Ad esempio il criceto, l'albatros (mi sa che è dura... io ho trovato un gabbiano... potrei spacciare quello...), il pidocchio (qui è durissima), etc... 

Ciao, Michele 

ps: ...E poi eri stato tu a dire che la stazione era vicina al posto in cui ti abbiamo lasciato... o ricordo male?... Piuttosto mi racconti che hai fatto dall'una di notte alle sette (orario del treno)?... 



745) Hi Michele, 
ho appena letto il RACCONTO DAL NEVERENDING TOUR di Emanuele di Venezia. Puoi dirgli di mettersi in contatto con me? Ho tralasciato di raccontare di aver sgridato BOB affermando che mai in 40 anni ha cantato a Venezia, dandogli appuntamento per il prossimo anno. 
Questo forse è il motivo per cui Bob ha rimarcato il nome "Venetzia". Che bello il concerto di Udine!!!!! 
ciao a tutti 
"papa" Mario 

Allora caro Emanuele mettiti in contatto con Mario (email:mmazzi@katamail.com ). 



Ed ora due mail di Leonardo che ho accorpato (io mi inserisco in rosso in risposta a Leo):

746) Ciao Michele, 
ti scrivo per rispondere a quanto espresso da Bruno (una recensione negativa sul concerto di Anzio ed in genere sul recente Bob live - vedi Racconti dal Neverending Tour parte 18), che mi ha fatto molto pensare ... pensare che forse non ci capisco niente di musica ... Già dalle prime righe, però, non la pensiamo certamente allo stesso modo ... Bruno scrive infatti: "nientedimeno che Santana gli (a Bob) faceva da "gruppo spalla" ... Bhà ! In "Real Live", so che non saranno d'accordo in molti, preferisco di gran lunga la chitarra di Mick Taylor, che quella di Santana in "Tombstone Blues" ... 
Posso però parlare della mia esperienza di Napoli. Ero davanti, direttamente DAVANTI a lui, in PRIMISSIMA FILA, a quella che mi sembra che Bruno consideri una  "mezza cartuccia"... ovvero Larry Campbell. Ero in primissima fila e Larry mi è
sembrato abbastanza "capace", per usare un eufemismo. Ha caratterizzato in modo
INDIMENTICABILE: "Desolation Row", "I Don't Believe You", "Masters Of War", "Don't Think Twice, It's All Right", "Everything Is Broken". Riflettendoci
però qualcosa in più ha aggiunto al sound di Bob ... Da quando è arrivato "Tangled Up In Blue" ha avuto nuova vita, e poi cosa sarebbero le indimenticabili "Pretty Peggy-Oh", "You Ain't Goin' Nowhere" e "My Back Pages" da "Bathed In A Stream Of Pure Heat" senza  Campbell ? ... Spero che Bruno non consideri anche quelle come prove in garage di classici del rock...
- Apro una "parente": A Napoli i "Black Block" non ci sono serviti (non so altrove) dato che il pubblico è stato semplicemente GRANDIOSO, assolutamente
CORRETTO ed ORDINATO ! Certo, mi rendo conto che, se ci fossimo presentati con bastoni ed estintori da lanciare, sarebbe stato diverso ... Chiusa la "parente" - 
Bruno considera brutto "l'80% delle nuove interpretazioni " ...Naturalmente è la sua opinione ma  se era brutta quella lenta versione di "Shelter From The Storm" che abbiamo avuto la fortuna di  ascoltare a Napoli ... 
Per quanto riguarda l'improvvisazione, io credo che Dylan la faccia, ma NON la band che secondo me in maniera ingiustificata Bruno paragona solo a "dei quindicenni" ... Ok Bruno, a tuo avviso "l'improvvisazione necessita di musicisti dalle spalle molto più larghe". Va bene, ma citane qualcuno. In ogni caso c'è qualche gruppo che ti soddisfa pienamente ?
Bruno scrive che "ciò che manca sono proprio le chitarre" ... Sarei voluto essere ad Anzio solo per capire che casini hanno combinato Larry e Charlie ... A Napoli mi sembravano "più che onesti". 
Sugli assolo di Dylan le pagine della Talkin' sono già state riempite, quindi non mi esprimo (avendolo già fatto) ... e poi "scale pentatoniche", "monotoniche", "dominante" sono parole troppo complicate per il sottoscritto ... Tutti d'accordo (ne sono certo) sulla possibilità di Dylan di fare un
intero giro del Neverending Tour da solo con chitarra ed armonica. 

Saluti e baci (ugualmente ripartiti) a tutti quelli che hanno assistito con me al concerto di Napoli...  Domenico Dichiarante e i 2 amici (dei quali non conosco il nome ...), le due ragazze di Bari con rassegnato marito al seguito (spero che scrivano anche loro), il lanciatore del "Leopard Skin Pill-Box Hat", Nicola di Modena ed il ragazzo di Avellino che era con me anche a Firenze 2000 e del quale, colpevolmente, non ricordo il nome ! (Fatti sentire e ricordati che devo farti avere
"Norimberga 78" ...).

Per quanto riguarda il racconto dal concerto di Napoli di Leo e Antonio: 

Bè, effettivamente, dobbiamo dirlo siamo stati grandi !!! (Io ed Antonio). 
Per il signore dai 2000 bootleg, definito giustamente da Antonio "figura mitologica"(metà portiere e metà sedia ... per delucidazioni su questa ineffabile battuta pensaci tu Michè ...) (Luciano De Crescenzo in Così parlò Bellavista a proposito di un portiere di stabile che a memoria d'uomo nessuno ricordava di avere mai visto in piedi) ci è stato semplicemente segnalato da qualcuno (non ricordo chi, però ...).
Comunque per una sezione bootleg, nel nostro piccolo, ci stiamo facendo un pensierino noi del
condominio (Anna Duck, Antonio Cat, Carlo Pig e me medesimo di persona Lion) ... poi sarai, naturalmente, il primo a sapere di eventuali sviluppi ... 
Per le "sofisticate apparecchiature che permettono di imprimere su un supporto di acetato di cellulosa le immagini" eravamo informati, ma forse tu non eri informato della presenza di (cito Antonio) "Una specie di essere sottonaturale, un’incredibile
Hulk alla napoletana" che faceva parte 
della security e che, con mirabile genialità, mi voleva sequestrare anche il LETTORE CD, perché "non si possono fare registrazioni !" (???) e poi si è preso il tappo della mia misera bottiglia di The pseudo-freddo per paura che lo usassi per colpire Dylan se non eseguiva "Highlands" ! Un ragazzo che cercava di fare una foto durante il concerto con la sua macchina fotografica al collo è stato 
appeso al microfono di Sexton tipo "cappio" ! Ahimè, quello del troppo controllo è uno
scotto che deve pagare chi vuole assistere in primissima fila ad un concerto ... 

(Scuse... Scuse, Leo... Queste sono solo misere scuse... Un vero agente di Maggie's Farm supera questi ostacoli come bere un bicchier d'acqua).

E poi ne vogliamo parlare della "foto" che hai fatto tu a La Spezia ? Ma che era una fotografia o un quadro astratto ? Quello somigliava più a te / che a Garnier ! (E ho fatto anche la rima ! Tiè !) 

PREGO!!! Non offendiamo. Voi non avete scattato nemmeno un francobollo!

Poi: Abbiamo telefonato ad Anna poiché lei si è preoccupata di contattare Antonio e di lasciarci il 
suo numero ... Il tuo dove cavolo lo prendevamo ? E poi vuoi mettere una papera con un pulcino ? Ma dai ! 

AH,  BUGIARDONI, MENZOGNERI, SPUDORATI, MENTITORI!!! AH, FACCE DI BRONZO, RIGIRATORI DI FRITTATE, IPOCRITI, FACCE FALSE!!! AH, SVERGOGNATI MISTIFICATORI, GIUDA ISCARIOTI CHE NON SIETE ALTRO!!! AH, CAINI, INFINGARDI, VOLTAGABBANA, SPARTACUS DEI POVERI!!!...
Ma come sarebbe a dire che non avevate il mio numero???????

1) In  primis: il mio numero di telefono con tanto di prefisso, indirizzo di casa, del negozio, codice fiscale, partita iva, numero di tessera della bocciofila, esenzione dal servizio di leva,gruppo sasnguigno e segni particolari (bellissimo)  etc. l'ho messo solo 3245 volte nel sito...

2) In secundis: se anche voi siete completamente orbi e non lo avete mai visto potevate chiedere alla papera che lo sapeva (e sapevate che la paperotta lo conosceva perchè ho scritto nei miei racconti che siamo andati a vedere tutti gli ultimi concerti insieme quindi figurarsi se non aveva il mio numero (fregàti!!!)

3) In terzis, eziandìo: forse non siete informati che quei geniali gestori dei Telefoni hanno inventato un sistema per cui chiamando un numero (il  12 per l'esattezza) e dicendo una frase semplice semplice tipo: "Buongiorno, vorrei cortesemente conoscere il numero telefonico della libreria "Il Fumetto" di Aosta" incredibile ma vero!!! VE LO DANNO!!!
Certo l'unico rischio è di addormentarsi mentre "va in onda" la musichetta in attesa che il primo operatore libero risponda...

Diciamo pane al pane e vino al vino senza accampare scuse: il fatto è che voi napoletani come al solito non avete voglia di fare nulla... Sapete solo vivere alle spalle di noi del Nord che vi manteniamo da secoli ormai... Questa atavica forma di parassitismo tipica di tutti i meridionali che sanno solo suonare il mandolino, mangiare gli spaghetti col baffonero e che...Come? Che dite? Che sono anch'io napoletano?... Ah! Già! Ehm... Me n'ero dimenticato... Ehm... Allora ritiro tutto!

Per il pubblico devo dire che per me era una bella immagine. Eravamo tutti in piedi noi nella "fossa" a fare casino e poi tutti sugli spalti erano, per la maggior parte del tempo, seduti, a parte qualche sporadica e sempre benvenuta standing ovation ! Infine una constatazione: I nostri racconti dal NET, quello mio e quello di Antonio, erano d'accordo solo su una cosa ... sulla grande performance di Dylan ? ... Nooo !!! ... sulla riuscita della serata ?... Nooo !!! ... Sulla bellezza della figlia del "leopard skin pill-box hat" !!! Ci perdoni ma qui si scherza! (si scherza ?) 
Ciao e alla prossima, Leonardo 

P.s. 
Guarda che abbiamo fatto un bel pò di pubblicità al sito ... poi ci mettiamo d'accordo sulla nostra provvigione in rapporto all'aumento dei visitatori ... 
Ciao, Leonardo 












Ed ora una mail di Andrea che mi risponde circa l'articolo sugli Eagles che non avevo trovato (ne parlavo nella scorsa talkin')

747) Arrivano gli Eagles e fanno ispezionare le cucine dell'albergo in cui alloggeranno.Temono la nostra sporcizia.I figli si fermano davanti ad una vetrina di strumenti sportivi e si lasciano andare a commenti sarcastici evidenziando la nostra
arretratezza.Una valigia cade sul piede di un passante il quale non solo viene ignorato,ma alla richiesta di spiegazioni viene trattato come fosse stato un lampione.
Era un articolo divertente e sarcastico. 
Finiva dicendo più o meno:"Sono arrivati i vitelli". 
Ciao.A presto. 
Andrea

E nella scorsa mail Andrea commentava l'argomento  in chiusura:

Il nostro Bob è di tutt'altra pasta,se ne và in giro in taxi come uno qualunque.
La classe non è acqua.


748) Caro Michele, 

Prima di tutto vorrei rivolgere i miei complimenti a te e a tutti coloro che collaborano alla realizzazione di "Maggie’s Farm". Il tuo sito ha molti punti in comune con  il modo di essere del soggetto a cui fa riferimento:  dietro una grafica priva di inutili fronzoli o ricercati effetti speciali (beh qualcuno piccolo l'ho messo proprio oggi), possiamo reperire una ricchissima  quantità di informazioni, documenti, commenti di lettori 
(quasi sempre più competenti dei giornalisti addetti ai  lavori!). 

E’ appena terminato il tour italiano di Dylan, e se 
stavolta sono riuscita a seguirne due tappe (La Spezia e Perugia) è stato anche grazie all’entusiasmo che ho ritrovato leggendo i racconti dal "neverending tour"  pubblicati su Maggie’s Farm. In verità, come tutti coloro  che amano Dylan, da molto tempo coltivo il sogno di 
seguire almeno tutti gli shows in Italia; ma poi 
inevitabilmente ogni anno (dal 1989 in poi) si 
frappongono ostacoli di ogni tipo (lavoro, mancanza di denaro, etc.) che mi costringono ad assistere a un solo concerto italiano. Quest’anno, per una serie di coincidenze favorevoli, avrei potuto realizzare il mio progetto ma la mancata condivisione della mia passione 
dylaniana da parte dei miei amici si è trasformata in un micidiale deterrente ("Sei pazza? "Che senso ha andare a vedere più di un concerto?", etc.). Non so se questa esperienza di "isolamento" sia condivisa anche dai lettori di "Maggie’s Farm". Di fatto, gli "eroici furori" che ho incontrato su questo sito mi hanno permesso di partire alla volta del mio secondo concerto dell’estate 2001 senza troppi rimorsi ("ma come, una persona adulta e 
assennata come te si comporta come una ragazzina che insegue il suo idolo?"). 

Non entro nel merito dei due concerti che ho seguito, anche perché non credo di possedere una sufficiente competenza (a proposito: si potranno vedere su Maggie’s Farm le "scalette" della tournée italiana? Ho qualche "buco" da riempire…), e soprattutto il necessario distacco critico per fornire una valutazione obiettiva (ho amato anche gli errori e le imperfezioni di La Spezia che hanno poi spinto Bob a cercare con orgoglio un 
riscatto nell’esecuzione sublime di Tangled up in blue). 
Quello che è certo è che quest’anno, avendo seguito due shows, ho provato con maggiore lacerazione l’esperienza del "distacco" da Dylan. Non c’è bisogno di citare noti studi di psicologia per verificare anche nell’esperienza 
quotidiana quanto sia più "doloroso" l’allontanamento di una persona con la quale abbiamo vissuto più di incontro 
occasionale. E se quest’anno per me è molto più difficile tornare alla realtà di ogni giorno – soprattutto dopo che gli ideali e le utopie che si ritrovano anche nelle canzoni di Dylan sono stati abbattuti a Genova a colpi di pistola e di manganelli - immagino quale possa essere lo 
stato d'animo di coloro che hanno seguito gran parte del "neverending tour" europeo. 

Vorrei concludere soltanto con qualche considerazione sull’opera di Dylan e sull’importanza di assistere alle sue performances. 

Da tempo stiamo attendendo che venga assegnato a Dylan il Nobel per la letteratura. E’ universalmente riconosciuto il valore letterario delle composizioni di Dylan (è sufficiente in proposito dare uno sguardo alla sterminata 
bibliografia riportata da Alessandro Carrera (Id., La 
voce di Bob Dylan. Una spiegazione dell’america, Milano, Feltrinelli, 2001)). Ma Dylan è anche altro. E’ voce e musica che si uniscono ai suoi versi in un modo del tutto originale. La "teoria dei generi" oggi ci insegna che non esistono "generi minori". La "canzone" musicata è altro dalla poesia scritta e Dylan (assieme a pochi altri: in questo momento sto pensando a Fabrizio de André) ha dato 
nobiltà a questo particolare genere. E la "canzone" vive nel momento in cui viene eseguita (con tutte le variazioni estemporanee che i cantastorie hanno sempre inteso dare alle loro composizioni). Questo vale soprattutto per un autore come Dylan che da sempre è abituato a rielaborare continuamente la sua opera. 

Nelle sue performances si realizza inoltre una fusione unica tra elementi apollinei (il rigore razionale dei testi) e dionisiaci (la voce sensuale che evoca istinti primordiali, la musica dai ritmi cadenzati e circolari che rievocano la piacevolezza della ripetizione fanciullesca). Tutto questo senza che voce (à parole) e musica siano banalmente sincronizzate (come siamo 
abituati a sentire e siamo soliti cantare anche (ahimé) negli stessi concerti di Dylan). Sembra quasi che Dylan abbia fatto proprie, all’interno del genere "canzone", le istanze del Manifesto dell’asincronismo di Ejzenštejn, Pudovkin e Aleksandrov, (Sergei M. Ejzenštejn – Vsevolod 
Pudovkin – Grigori Aleksandrov, Il manifesto 
dell’asincronismo, in Colonna sonora, a cura di Glauco Pellegrini e Mario Verdone, Roma, Edizioni Bianco e Nero, 1967, pp. 89-91) che i cineasti invocavano nella realizzazione del montaggio audiovisivo. 

Avrei molte altre cose da aggiungere, ma mi rendo conto di aver abusato della tua pazienza. Con amicizia 

"Wallflower" Elena
 



 

749) Credo che sia arrivato il momento per raccontare quello che mi è successo, anche se capisco che molti stenteranno a crederlo. liberi di 
farlo o meno, voglio condividere con tutti la mia esperienza fantastica, che è piovuta dal cielo proprio come scendevano pioggia e fulmini a udine. 
sarebbe stata quella la città in cui avrei visto per la prima volta bob dylan dal vivo, un'occasione che non potevo lasciarmi sfuggire data la 
precedente esperienza fortunatissima dell'anno scorso, quando ero riuscita ad incontrare joan baez... 
io e alex, la mia compagna di appartamento, siamo arrivate eccitatissime in piazza 1mo maggio molto presto nel pomeriggio e ci 
siamo messe a gironzolare davanti al palco, osservando i tecnici che stavano sistemando tutte le attrezzature per il concerto della sera. 
senza una ragione in particolare abbiamo sorriso ad alcune delle persone che c'erano sul palco, mentre fantasticavamo sul modo di poter 
conquistare la prima fila una volta aperti i cancelli, e all'improvviso una di quelle persone ci ha salutato e ci ha fatto segno di 
raggiungerlo... non potevamo crederci, ma indicava proprio noi due e così abbiamo oltrepassato le transenne e siamo salite sul palco, mentre tutti lavoravano per sistemare al meglio strumenti ecc... 
incredule ci siamo aggirate sul palco tutto il pomeriggio, ad osservare jules (l'addetto al mixaggio), tommy (l'addetto alle chitarre di bob, 
larry e charlie) e chris (un altro tecnico) che facevano il loro lavoro e ci spiegavano pazientemente tutto quanto. io non ci potevo 
assolutamente credere: avevo nelle mani le chitarre di bob. due acustiche e tre elettriche (fender stratocaster, di cui una della fine 
degli anni '60, tutte con il nome bob dylan scritto in madreperla sul manico...). più in là sul palco c'erano le varie chitarre mandolini violini batteria e set di armoniche che sarebbero serviti per il 
concerto, e che credo di aver rimirato per decine e decine di minuti ciascuno strumento. 
jules ci ha procurato dei pass per il backstage e così potevamo andare e venire dove ci pareva, nelle tende dietro al palco, sul palco, 
dappertutto, ed abbiamo assistito al soundcheck, quando ormai tutte le altre persone che erano venute a curiosare erano state buttate fuori 
per poi farle rientrare con il biglietto alla mano all'apertura dei cancelli. 
poi sono arrivati i musicisti, senza bob, e sono saliti sul palco per il soundcheck, mentre io e alex li osservavamo proprio dal palco, di fianco a loro, mentre provavano. 
ho incontrato larry e ho parlato con lui: è una persona stupenda ed era felicissimo di potersi esercitare un po' con l'italiano. a vederlo con 
i suoi capelli lunghi e il pizzetto, gli stivali da cow boy e le chitarre in mano incute molto timore, ma vi assicuro che è la persona più dolce e modesta del mondo, oltre che essere un musicista fantastico 
(gli ho chiesto quanti strumenti suonava e lui li elencava con le dita: almeno sei strumenti diversi). ho conosciuto il batterista e il manager di bob, grazie a jules che mi presentava a tutti quelli che capitavano sopra al palco, e tommy e chris mi hanno fatto cenare con loro in una tenda nel backstage, insieme agli altri tecnici e a larry. mi ha persino regalato le corde della chitarra acustica di bob con cui aveva suonato la sera prima in germania, oltre a quelle delle chitarre di larry e charlie (ho assistito a tutto il rito di sostituzione delle 
corde di tutte le chitarre... un'operazione pressochè infinita!) purtroppo aveva incominciato a piovere, anzi a diluviare, e mi sentivo profondamente in colpa nei riguardi di tutti i fan che, inzuppati, 
iniziavano ad accalcarsi davanti al palco, mentre io al riparo guardavo giù verso di loro... 
finalmente bob dylan è arrivato, col  suo cappello nero e gli stivali, anche se non potevo credere che fosse proprio lui a tre metri di distanza da me, mentre si fumava una sigaretta immerso nei suoi 
pensieri e nelle sue preoccupazioni dettate non tanto dalla pioggia insistente quanto dai fulmini che minacciavano l'incolumità del pubblico, sua e di tutte le persone sul palco. gli ho camminato davanti su una passerella infangata, sfiorandolo e costringelo a farmi spazio per lasciarmi passare, ma non ho osato guardarlo negli occhi... ho 
pensato che avrei potuto farlo più tardi, durante il concerto, quando lui si sarebbe avvicinato a me e tommy per cambiare chitarra. ma il concerto è stato cancellato, nonostante tutti (da bob dylan, al suo manager, dagli organizzatori del concerto al pubblico) avessero sperato fino all'ultimo che il temporale finisse, ed è stato proprio così 
perchè ho seguito le decisioni proprio mentre venivano prese, grazie a una radio che aveva chris in cui si sentivano i produttori discutere 
sull'opportunità o meno di rischiare una tragedia. 
quello che avevo avuto era già fin troppo ma non posso nascondere la delusione all'idea che non avrei avuto la possibilità di sentire un concerto del grande menestrello. così, mentre il palco veniva liberato dagli strumenti e dalle attrezzature, sono andata in una delle tende del backstage con una faccia molto delusa e triste, convinta di aver 
perso la chance di sentire una canzone di bob dal vivo. jules, tommy, chris e gli altri (a quel punto tutti mi conoscevano, ero un po' la loro mascotte) mi hanno invitato sul loro pullman all'asciutto (ebbene sì, la copertura del palco non aveva tenuto e quindi mi ero inzuppata anche io) e abbiamo parlato e scherzato un po'. hanno fatto il loro 
meglio per farmi sentire una di loro, benvenuta, e non hanno esitato a rinnovare l'invito per un altro concerto di bob. 
non potevo lasciarmi sfuggire quest'occasione, e ho fatto di tutto per trovare qualcuno che mi sostituisse al lavoro per raggiungerli in 
qualche altra data. dopo sei giorni ero a perugia, senza biglietto (ma con il biglietto ancora intero di udine, che a dire la verità non mi era neanche servito) e senza alex, la mia compagna di appartamento che nel frattempo era tornata in inghilterra dai suoi genitori. 
dopo aver strillato per farmi sentire da tommy e dai miei nuovi amici che avevo avvisato del mio arrivo ma non sapevano dove e quando venirmi 
incontro (l'arena di santa giuliana era impenetrabile nonostante fosse pomeriggio) sono riuscita a farmi sentire e a farmi venire a prendere 
da tommy che per la seconda volta mi ha fatto entrare e salire sul palco, procurandomi un nuovo pass. questa volta tutto era molto più calmo, senza preoccupazioni per la pioggia essendo una bella giornata, e ho assistito nuovamente al rituale pre - concerto. tutti quelli che mi vedevano mi riconoscevano dicendo "ilaria, you're back here!" e si stupivano che fossi venuta fino a lì da venezia, da sola, avendo dovuto cambiare tre treni diversi e dopo aver subito 7 ore di viaggio. 
incredibile come ognuno si ricordasse del mio nome, persino alcuni che non ricordavo di aver incontrato venivano a salutarmi. quando la band è arrivata per il soundcheck larry mi è venuto incontro e mi ha detto che 
era felice di rivedermi, ed abbiamo fatto progressi con il suo italiano. arrivata l'ora di cena, sono andata insieme a lui, a charlie e ad alcuni tecnici negli spogliatoi dove erano stati allestiti dei 
tavoli con la cena, e ci siamo seduti tutti vicini per mangiare. poco dopo ho rivisto lo stesso cappello nero e gli stessi stivali che mi avevano fatto sussultare la settimana prima, ed era proprio bob che entrava nella "sala da pranzo", si prendeva un caffè e si avvicinava al nostro tavolo. c'era un posto libero proprio davanti a me e più si avvicinava più mi rendevo conto che aveva proprio intenzione di sedersi lì. e così è stato. io non potevo assolutamente crederci ma era proprio lì, bastava che allungassi la mano per toccarlo, e non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso... cercavo disperatamente un argomento di cui parlare mentre lui borbottava qualcosa riguardo a una specie di dopo concerto insieme a charlie e ad un altra persona, e fumava l'ennesima sigaretta. avrei voluto poter dire qualcosa per attaccare 
bottone, ma ogni parola sembrava stupida con uno così bravo con le parole, quindi mi sono limitata a guardarlo: lui mi ha sorriso e mi ha 
detto "hello", mentre io gli facevo il sorriso migliore che mi potesse venire in quello stato di semi incoscienza in cui mi trovavo. avrei voluto dirgli molte cose, avrei voluto raccontargli di tutto quello che avevo fatto per poter venire fino a perugia dopo il mancato concerto di udine ma mi bastava essere lì venti centimetri da lui per mettermi 
addosso un'agitazione tale da non poter ragionare. 
dopo un periodo che mi è sembrato interminabile (circa 20 minuti) tommy mi ha fatto uscire dalle mie fantasticherie dicendo che era meglio 
tornare sul palco ad accordare le chitarre ancora una volta, e così mi sono alzata. quando ho rivisto chris, uno dei tecnici che lavora per bob dylan da due anni, la prima cosa che mi ha detto è stata: "ho lavorato per lui tutto questo tempo e non ho mai avuto l'onore di cenare al suo stesso tavolo, e guarda un po' quanto sei stata fortunata 
tu a avercelo proprio di fronte!" 
la serata non avrebbe potuto chiudersi meglio: il concerto è sato strepitoso, e stupendo è stato seguirlo dalla postazione del mixer, sul 
palco, esattamente 2 metri a sinistra di bob e della band, insieme a tutti i miei nuovi amici a cui devo una delle esperienze più incredibili della mia vita. ho chiesto più volte cosa avessi fatto per 
meritare tutto questo, e loro hanno detto che ho regalato loro i miei sorrisi ed era più che sufficiente. ringrazio dio per avermi dato la possibilità di incontrare delle persone così speciali che mi hanno fatto sentire perfettamente a mio agio tra di loro, facendomi respirare un clima di festa e serenità e dandomi tutte queste possibilità di 
incontrare uno degli artisti che stimo di più e tutte le persone che lo circondano. 
quando dopo blowin' in the wind il concerto è finito, sono corsa da larry ad abbracciarlo e ringraziarlo per la sua musica, la sua gentilezza e la sua semplicità, e a malincuore ho dovuto salutare tutti i miei nuovi amici perchè dovevo rientrare all'ostello o sarei dovuta restare per strada tutta la notte... 
inutile dire come mi sento ancora adesso, dopo qualche giorno, e come mi sentirò per molto tempo... non vedo l'ora di incrociare di nuovo bob 
lungo la mia strada. 

ilaria 

ps. vi manderò un email con le foto dei due pass che mi sono serviti per udine e perugia, e se riesco scannerizzo anche le varie corde di chitarra che mi hanno regalato. 

Sì, pronto?... Clinica "Hermaphrodite" di Casablanca?... Sì, ho parlato prima con l'"Accettazione"... Sì, sì, sono io...! Era per quell'operazione di cambiamento di sesso!... Lunedì prossimo? Alle 8.00? Va bene, la ringrazio... Parto oggi stesso!..."Allah u akhbar,""Inshallah"... Grazie, arrivederci!

O forse c'è un'altra soluzione:
Ciao Ilaria (a proposito sei la stessa Ilaria amica del Mighty Andygi Garutti?...). Non dirmi che sei sposata... Non dirmi che sei fidanzata... Non dirmi che convivi con qualcuno... Benissimo! Allora: io sono single, liberissimo ed in più dylaniano... Vuoi sposarmi? Fammi sapere... Così dal prossimo concerto di Bob sarò tua inseparabile metà e non mi perderò queste occasioni... (anche se non vuoi sposarmi possiamo anche solo fidanzarci senza impegno, eh...)


750) Avete letto le nuove strips di Zimmy?
Napoleon



Ed ora una lettera di Tommaso alla quale rispondo inserendomi tra le sue domande

751) Caro Napoleon,
i complimenti saranno scontati ma immagino anche graditi, quindi te li faccio sentitamente.
Più volte tentato di scriverti sono sempre stato sabotato dalla mia pigrizia. Lo faccio ora a valanga, accumulando tutte le domande e le risposte  nate scorrendo le Talkin':
1. Finalmente un sito competente ed equilibrato come Maggie's Farm!
Purtroppo in rete sembrano trovare spazio solo i burini ignoranti o i saccenti frustrati. Questi ultimi in particolare infestano quasi la totalità dei siti dei Fans, di cui spesso sono gli ideatori e curatori.
E' surreale trovare siti dedicati ad un cantante, un attore, un fumetto o che altro contenenti solo stroncature, critiche e insulti. Ma si sa in 
Italia siamo tutti depositari della nostra verità assoluta. Il guaio è che finchè questo atteggiamento riguardava le scelte tecniche dell'allenatore della nazionale e si esprimeva con gli amici al bar era un conto, ma ora vengono i brividi pensando a tutti gli sprovveduti che, scorazzando in internet, si bevono come verbo rivelato le critiche, spesso campate in aria, 
dettate da poco sopiti livori e da mal di pancia mal curati, di queste teste di... uovo.
2. Tempo fa qualcuno chiedeva notizie su un video musicale che aveva come protagonista un tizio che, per attirare l'attenzione di una ragazza fans di 
Bob Dylan, si vestiva come il medesimo in "Blonde On Blonde" e in cui il dialogo era visualizzato attraverso i titoli delle sue canzoni. La canzone 
del video era "Wrong Girl" dei "Belle And Sebastianne". Aggiungo che la canzone in sè non ha nulla di dylaniano (molto stile Lennon invece) e che pur essendo molto carina non è all'altezza di altri gioielli melodiciprodotti da questa band di culto inglese.
Tu avevi domandato in quale film si vede un personaggio che entra in un locale e trova Dylan (impersonato da un attore) che canta "The Times They Are A-Changin'". Dovrebbe trattarsi di "The Wanderes" di Philip Kaufman, anche se giurerei che non è stato l'unico film ad usare un espediente simile per mettere di fronte un personaggio al nuovo spirito dei tempi di quegl'anni. Mi sembra di ricordare una scena simile anche nel bel telefilm 
"Blue Jeans", ma potrei sbagliare.
Lo sapete che nella versione approvata dal regista Sam Peckinpah di "Pat Garrett e Billy The Kid" (venti minuti più lunga e più bella di quella ufficiale doppiata) manca proprio "Knockin' On Heaven's Door"?
Il grande "Bloody" Sam stimava molto Dylan, ma probabilmente riteneva la canzone troppo soave e ingombrante per essere associata al suo stile sporco e anti-romantico.
4. Bellissime le traduzioni dei testi, ma siccome sono incontentabile vorrei farti alcune domande:
perchè non sono inseriti quelli di Basement Tapes, che in definitiva si può considerare come un disco ufficiale?

Ci saranno anche i Basement Tapes naturalmente... Tempo permettendo...

E le covers?

Idem

Correggimi se sbaglio: il termine rolling stone non è una metafora ma un espressione gergale che significa vagabondo. Perchè non tradurla così, 
quindi? A  questo proposito, i Rolling Stones sarebbero allora "I Vagabondi" (o "I Nomadi"!!!).

Potrebbe essere un buon sistema per tradurlo... Un mio amico diceva che per lui il migliore era addirittura "mina vagante". Mah! Comunque mi sembra che anche la traduzione letterale di "pietra che rotola" renda l'idea di qualcosa che va a picco o di qualcuno che viaggia senza meta, in maniera disperata, senza prospettive per il futuro... Credo.

5. Daccordo, siamo tutti fans, ma arrampicarsi sugli specchi per parlare di album come "Infields", "Street Legal", "Shot Of Love" come dei capolavori mi sembra un po' controproducente. Diciamo che sono dei buoni album e basta, i veri capolavori sono altri (non c'è credo bisogno di citarli). Non discuto i gusti personali ma l'uso che si fa di certe termini. Se parliamo di "Infields" come di un capolavoro che parola si può usare per definire opere come "Blonde On Blonde" o "Oh, Mercy"?
Se poi bisogna per forza rivalutare perchè non farlo con gli album di covers? Non ho mai compreso perchè trattandosi di dischi composti da 
materiale non originale bisogna considerarli automaticamente come lavori secondari. "Bob Dylan" è una gran cosa e anche i due cover-album dei '90 sono splendidi.
 

6. Ho letto recentemente un articolo che parlava (con la consueta superficialità delle pagine degli spettacoli dei quotidiani) dei cosìdetti 
Dinosauri del Rock, cioè tutti quegli artisti che pur avendo superato i fatidici 'Anta continuano imperterriti a rockeggiare in barba agli acciacchi 
della vecchiaia, riscuotendo immutato successo.
Inutile dire che tra questi era citato anche il Nostro.
Ebbene, non sono daccordo! Il fenomeno dei Dinosauri sottende infatti il concetto che questi artisti, ancorchè in gamba, vivano comunque nel riflesso del loro più o meno glorioso passato.
A mio parere i Dinosauri sono divisibili in tre categorie:
- I finti grandi. Quelli la cui grandezza è esistita solo nella fessaggine delle masse stile Festivalbar e nella furbizia dei loro promotori e produttori. Vedi alla voce Elton John, Tom Jones, Cher, Madonna ecc.
- Gli ex. Quelli che vivono di rendita, che da decenni non hanno più niente da dire e se lo dicono lo dicono male, rischiando di diventare e spesso diventando la propria autoparodia. Vedi alla voce Rolling Stones, Pink Floyd, Eric Clapton (come molti possano ancora vedere in questo yuppie annoiato un autentico blues-man per me resta un mistero), David Crosby, David Bowie ecc.
- I sopravissuti. Cioè coloro che negl'anni sono riusciti a conservare il proprio stile riuscendo a rinnovarsi coerentemente con il loro passato, ma 
che, comunque, sono solo l'ombra di ciò che sono stati nei loro periodi migliori. Vedi alla voce Neil Young, Van Morrison, Bruce Springsteen, Lou 
Reed, i "fu" Greateful Dead, Joan Baez ecc.
Bene, Bob Dylan non appartiene a nessuna di queste categorie.I Dinosauri sono appunto dei fossili, interessanti, forse anche belli ma inesorabilmente inerti e fermi su se stessi. Dylan invece è vivo e sopratutto è viva la sua 
musica e la sua arte. Come pochissimi altri e ognuno a modo suo (vedi Leonard Cohen, Wille De Ville, Robert Wyatt, Sonic Youth), Dylan è riuscito, 
non a mantenersi "forever young" (patetica utopia), ma a lasciarsi invecchiare e a trarre le sue conclusioni creative da ciò. Il grandioso 
"Time Out of Mind" è indiscutibilmente il disco di un ultra-cinquantenne degli anni novanta, solo dieci anni prima gli sarebbe stato impossibile scrivere quei testi, cantarli con quel tono, quella voce, con quei suoni e con quegli arrangiamenti. Si può essere attuali e "contemporanei" non solo 
seguendo le mode ma anche negandole orgogliosamente. Lo dimostrano ampiamente opere come "Time Out of Mind", "The Future" di Cohen, "Shleep" di Wyatt, "Backstreet Of Desire" di Willie De Ville, "Forever Blue" di Chris Isaak.
7. Portafoglio permettendo mi sto costruendo pian, piano la discografia ufficiale di Dylan. Devo dire che non amo i bootleg e le versioni alternative, che mi hanno sempre dato la sensazione di spiare un artista dal buco della serratura (parere personale, sorry).
Ti sarei mille volte grato se mi compilassi la scaletta di un ipotetico doppio Cd contenente quelle che secondo te sono le migliori e più importanti 
canzoni pubblicate da Dylan al di fuori degli album, e che coprisse l'intero arco della sua carriera.

Bella domanda. Ci penso su e ti rispondo tra un pò. Anzi se qualcun altro vuole provarci... Si potrebbe fare una sorta di scaletta... Però tu intendi canzoni non pubblicate o "versioni" non pubblicate? Esempio: Idiot wind versione New York Sessions non vale perchè comunque Dylan ne ha pubblicato una versione (se pur differente) su BOTT?... Ho capito bene? Tu intendi solo ed esclusivamente canzoni non apparse in nessun album ufficiale nemmeno in versioni differenti?...

8. Come è andato il concerto a La Spezia? Dovevo esserci anch'io ma poi ho preferito andare a Genova. Devo dire che quando mi sono trovato in mezzo ai Black Block incazzati, schiacciato dalla folla, soffocato dai lacrimogeni, con i blindati della polizia alle spalle che avanzavano, con centinaia di persone che vomitavano, con macchie di sangue dappertutto, i miei amici arrestati e picchiati, un po' ho invidiato chi a poche decine di chilometri di distanza stava seguendo sua Zimmerità Bob. Mah!
 

Con  grande  affetto ed  ammirazione,  Tommaso.....

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752) Caro Michele, sono Francesco Moroni e ti scrivo per complimentarmi per l'ottimo sito
dedicato al mitico Bob. Il 25 ero a Perugia ed ho visto per la prima volta Dylan in concerto. L'assessore alla cultura di Perugia e il rettore dell'Università degli stranieri (presso la quale ha studiato la mitica Suzie Ruotolo, che ora è sposata
con un perugino ed abita negli States) hanno proposto a Dylan il conferimento di una
laurea honoris causa. Lui ha risposto "perché no?". Voglio proprio vedere His Bobness con la toga mentre tiene una lezione sul rapporto tra poesia e canzone. Chissà se un giorno accadrà veramente, con Bob non si può mai sapere. Ti invio un mio
articolo pubblicato su Caffè Europa; nulla di particolare, solo una doverosa segnalazione del libro di Carrera, bellissimo. 
Ciao e ancora complimenti, Francesco Moroni 

Ciao Francesco e grazie per i complimenti. Ho già inserito il tuo articolo in una recente rassegna stampa e lo riporto di seguito per coloro ai quali fosse sfuggito. Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 

La voce di Bob Dylan

Francesco Moroni
 

La voce di Bob Dylan - Una spiegazione
dell'America, Feltrinelli, pagg.300, £ 28000

                      "Wordsworth e Shelley sono poeti. Ginsberg è un
                      poeta. Io non sono un poeta". Forse non basterà
                      questa dichiarazione rilasciata a Newsweek nel 1997
                      per troncare l'antica disputa sulla reale collocazione di
                      Bob Dylan nel panorama della cultura mondiale. Ma
                      chiedersi oggi se l'uomo di Duluth sia un poeta o un
                      semplice cantautore è veramente un esercizio sterile ed
                      ozioso, perché "Dylan ha cessato da tempo di essere
                      un semplice artista. Ormai è una geografia, un
                      universo semiotico, un'intera cultura concentrata in un
                      singolo performer (...), un'infinita partita a scacchi tra
                      la parola e la voce", scrive Alessandro Carrera nel
                      bellissimo libro La voce di Bob Dylan - Una
                      spiegazione dell'America (Feltrinelli). Una biografia
                      intellettuale che offre molteplici chiavi di lettura per
                      approfondire lo studio di un personaggio tanto geniale
                      quanto impossibile da classificare.
 
 

                      Carrera analizza la figura di Dylan e le sue molte
                      identità nel contesto della cultura americana, tra le
                      suggestioni della poesia e il costante richiamo alla
                      tradizione musicale folk e blues. Non è il caso, dopo la
                      lettura di questo libro, di insistere sull'usurata
                      immagine del Dylan politico, cantore del movimento
                      dei diritti civili, perché con It ain't me, babe (1964) già
                      si era affrancato dal rischio di rimanere prigioniero di
                      un cliché. Non si è mai considerato un attivista,
                      neppure quando ha scritto Hurricane o Masters of
                      war, delle quali ha costantemente negato la politicità.
                      Ha avuto contatti con sette ebraiche ultraortodosse, è
                      stato per tre anni cattolico fondamentalista, ma la sua
                      vera, autentica militanza resta la musica, reinventata
                      concerto dopo concerto, con quella voce metamorfica
                      che trasforma le sue canzoni in qualcosa di sempre
                      diverso.

                      Si contano seicento interpretazioni differenti di Just
                      like a woman e 23 versioni del testo di Tangled up in
                      blue, a testimonianza del fatto che in Dylan non c'è
                      mai nulla di definitivo. Dopo quarant'anni passati ad
                      osteggiare il suo stesso mito e a rimettersi in
                      discussione, lasciandosi alle spalle le mille etichette che
                      abbiamo provato ad affibbiargli (elettrico, acustico,
                      rivoluzionario, conservatore, apocalittico,
                      sentimentale), resta sullo sfondo di un'irripetibile
                      esperienza artistica un elemento su cui pochi hanno
                      saputo o voluto riflettere: la voce. Per Robert Ray "E'
                      stato il suono della voce di Dylan a cambiare la testa
                      alla gente, più del suo messaggio politico".

                      L'analisi dei testi di Dylan non può prescindere dal
                      ruolo della sua voce, essenziale nel continuo e costante
                      rinnovamento delle canzoni del menestrello di Duluth.
                      Può essere divertente, per gli aspiranti filologi,
                      ritrovare echi di Keats, Eliot o Ginsberg nelle canzoni
                      dylaniane, ma è certamente più utile analizzare
                      l'evoluzione di una vocalità che, nelle sue multiformi
                      espressioni, ha attraversato la recente storia
                      americana, rispecchiandone - se vogliamo - le mille
                      contraddizioni.

                      Nota giustamente Carrera che il modo feroce e quasi
                      isterico con cui Dylan, nel 1974, declama la celebre
                      "strofa del presidente" di It's Alright, Ma ("Talvolta
                      anche il presidente degli Stati Uniti deve apparire nudo
                      davanti al suo popolo") riflette il senso di stupore
                      dell'opinione pubblica americana di fronte al montare
                      dello scandalo Watergate. "Quando la esegue a
                      Rotterdam il 27 settembre 2000 (...), il modo quasi
                      sorpreso con cui pronuncia la parola naked e la
                      reazione divertita del pubblico fanno capire che ci
                      siamo capiti". Da Nixon a Clinton, il cerchio si chiude.
                      Due diverse intonazioni di un medesimo verso
                      racchiudono in sé il senso di due eventi della politica
                      degli Stati Uniti.

                      Questa voce si rivela funzionalmente indissolubile dai
                      versi e dalle musiche del canzoniere dylaniano e - con
                      la mediazione dell'informatissimo Carrera - ci guida nel
                      labirinto poetico e linguistico di un artista che, secondo
                      Springsteen, ci ha insegnato ad usare la mente, così
                      come Elvis Presley ci ha insegnato a muovere il corpo.
                      Qualcuno ha paragonato la sua influenza sulla cultura
                      popolare all'influsso della luna sulle maree. La lettura
                      del saggio di Alessandro Carrera è un'ottima occasione
                      per verificare la bontà di questa affermazione, che non
                      possiamo non condividere.

                      Copyright © Caffe' Europa 2001


 
 
 
 
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