| 705) 6/07/01
Ciao
Michele,
un
saluto a tutti gli amici della fattoria.
Mi
trovo qui a scrivere una mail un po' strana, il mio stato d'animo combatte
tra l'euforia più sfrenata per l'imminente concerto di Brescia del
Nostro e una vena di forte malinconia che da qualche tempo non mi dà
pace.
Ora
mi spiego...
E'
un periodo che oserei definire di "divulgazione del verbo dylaniano"
(nel
mio piccolo, si intende, essendo un
piccolo
Adepto non certo come Michele
Sacerdote-Supremo-Della-Cerchia-
Inarrivabile-Degli-Eletti-Prescelti)
sull'onda
dell'Oscar per THC del film Wonder Boys che dalle mie parti
qualche
effetto l'ha pur lasciato.
Divulgazione
che si traduce in diverse cassette con scalette di tutto
rispetto
(che neanche la Columbia...) da far girare tra i miei amici che incredibile
ma vero finalmente sembrano
essersi
accorti di LUI!
Scalette
che ovviamente tengono conto del fatto che chi le ascolta è un
(speriamo)
NeoDylaniano, e quindi mi
sono
impegnato a scegliere un insieme di canzoni che traducano al meglio
la
sua forza espressiva e visionaria, cosa che tutti voi avrete già
fatto e converrete con me che non è affatto semplice.
E
così, ascoltando e parlando di Dylan con amici è inevitabile
scontrarsi con i nostri grandi cantautori che chi più
chi
meno ne sono stati influenzati o chissà un filino hanno influenzato
anche Dylan.
In
particolare un paio di settimane fa' parlando con un' amica mi dice
di
aver ascoltao Avventura a Durango di
Fabrizio
De Andrè che gli avevo consigliato dicendomi di averla trovata
stupenda.
Così
gli spiego che questa canzone altro non è che la traduzione di un
capolavoro di Dylan (anche se personalmente trovo che la rivisitazione
di Fabrizio sia superba e le metto sullo stesso piano) e gli prometto
di
fargli sentire Romance in Durango. Ma è qui che nasce il fattaccio
perchè gli spiego che deve assolutamente
approfondire
anche l'opera di Fabrizio e quindi scatta il famoso detto:
due
cassette con una fava!
Non
l'avessi mai fatto, questo tuffo improvviso tra i capolavori di Fabrizio
ha creato nella mia stanza di "registrazione" un'alone di malinconia sottolineata
da sue alcune struggenti composizioni.
Non
posso fare a meno di sentire la sua mancanza, il suo ricordo è ancora
fortissimo e spero non svanirà mai.
Non
posso fare a meno di rimpiangere di non essere riuscito a vedere un suo
concerto o di essere in Sardegna nel '99 a pochi chilometri dal suo agriturismo
all'Agnata e di non essere passato a salutarlo.
Ho
una certezza però, che qualcosa di grande, di veramente grande è
stato prodotto anche in Italia.
Va
beh, scusatemi per questa divagazione che sa un po' di tristezza ma
soprattutto
vi assicuro di grande
ammirazione
e rispetto per un grande poeta.
Penso
siano momenti, situazioni..... a volte capita di sentire la mancanza di
una determinata persona che sia una ragazza, un amico o una grande persona,
con ricordi che affiorano d'improvviso come è successo abbastanza
casualmente a me.
Per
fortuna il Menestrello suonerà per noi tra pochi giorni, io ricomincerò
a respirare il suo vento a pieni polmoni e la mia mente avrà spazio
solo per lui non c'è dubbio.
Luca
"Spider"
P.S.
Ho comprato ad una festa organizzata dalla rivista anarchica "A" un
CD
di De Andrè dal titolo "Avevamo gli
occhi
troppo belli" contenente alcuni discorsi di Fabrizio di introduzione alle
canzoni oltre 2 brani tra cui "Se ti tagliassero a pezzetti" in versione
live.
Non
so se sarà in vendita nei negozi anche se non penso, è cmq
molto interessante con bellissime foto.
P.SS.
"Brescia stiamo arrivando, stiamo arrivandoooooooooo"
Ciao Luca, io ho
avuto la fortuna di vedere De Andrè ad Aosta e concordo con te nel
ritenerlo uno dei più grandi
( non solo tra
gli italiani )
Michele
706)Ciao Michele
Leggendo
le traduzioni di alcune recensioni dei newsgroup mi sono un po’ preoccupato.
Perché ho scoperto che
l’elite
dei dylaniani divide i concerti in “out” e “in” per cui mi è sorta
l’ansia da prestazione … di Dylan ovviamente
…
Visto che Napoli è il mio primo concerto, mi sono chiesto come si
fa a capire se un concerto è “out” o “in”.
Mi
sono rivolto a un certo Prof. Karl Hainz Von Webermaister uno sconosciuto
Dylaniano tedesco il quale mi è
venuto
incontro stilando una lista, in puro stile Luttazzi, delle dieci circostanze
comportamentali di Dylan dalle quali è
possibile
capire se un concerto è “out”.
Te li riporto sperando
di non dimenticare troppi dettagli e di fare un utile servizio a
tutti
coloro che andranno la prima volta al concerto. Ecco la lista:
1)
Dylan ha dimenticato la chitarra nella roulotte e nessuno se ne accorge,
compreso Lui.
2)
Dylan si presenta sul palco con un telefonino appiccicato all’orecchio,
cammina incrociando i passi e con il volto
rivolto
a terra; poi si appoggia ad un amplificatore, guarda verso i riflettori
come se li contasse, contorce nervosamente le gambe e, cosa più
preoccupante, ha stampato sul viso un sorriso che assomiglia ad una paresi
…
Insomma non ci
vuole molto a capire che sta al telefono con la sua nuova fidanzata/compagna/amante/ragazza
… e quindi ha voglia di finire al più presto il concerto.
3) Dylan si presenta
sul palco con un telefonino leggermente appoggiato all’orecchio, ha un
comportamento sbrigativo e sbuffa in continuazione … Anche in questo caso
non ci vuole molto a capire che sta al telefono con la vecchia
fidanzata/compagna/amante/ragazza
… e gli girano un po’ ….
4) Dylan alla fine
della terza canzone racconta una squallida barzelletta texana contenente
orribili doppi sensi.
5) Dylan in puro
dialetto del Minnesota apre il concerto con un traditional .. che
pressappoco fa così:
A me mi piace o’
Blues e tutte e juorne aggia canta
pecchè m’abbrucio
a' fronte e 'na manera aggia sfugà
(traduzione di
Napoleon per i non parte-nopei dalla canzone di Pino Daniele:
A me piace il Blues
e devo cantare tutti i giorni
perchè la
fronte mi scotta ed in qualche modo devo sfogarmi)
6) Dylan, insieme
al fidato bassista, inscena una gag di un famoso cult-movie del cinema
post-modernista italiano:
Garnier:
“Ma tu come te chiami?”
Dylan:
“AAATTILA”
Garnier:
“Comeeee????”
Dylan:
“AAATTILA”
Garnier:
“Comeeeeeeee????”
Dylan:
“UFFAAAA!!!! … AAAATTILA …. che sei sordo??!!! … A come Atrocita’ … doppia
T come Terremoto e Tragedia … I come Ira ti dio … L come Lago di sangue
… e A come Adesso vengo e ti sfascio le corna”
7)
Dylan annuncia di aver appena assistito ad un convegno universitario, presso
la locale facoltà di Architettura, dal
titolo
“L’IMMAGINE E LE FORME NELLO SPAZIO E NELLA MEMORIA. QUALI LE PROSPETTIVE
PER IL TERZO MILLENNIO?”. Il suo stato confusionale appare subito evidente.
8)
Dylan s’improvvisa mago e si esibisce nel numero del coniglio che scompare
nel cappello a cilindro. A chi gli chiede come faccia, lui risponde: “In
verità non lo so neanche io. E’ il coniglio che è bravo”
(nota: la battuta del mago è di Stefano Benni)
9)
Dylan durante un assolo di armonica manda un SMS in risposta ad un messaggino
della persona di cui al punto 2.
Ecco
i dettagli. SMS in arrivo “Da 1 a 10 quanto mi ami?”; Risposta di Dylan
“9,9 periodico”... tanto per non dare
troppa
soddisfazione …
10)
Dylan, improvvisamente svolge le seguenti azioni contemporaneamente:
a)
Suona la parte strumentale di Starway to Heaven dei Led Zeppelin
b)
Risolve cruciverba iniziato all’altezza dell’uscita di San Vittore dell’A1
c)
Chiama il bar per ordinare tre caffè di cui uno con poco zucchero,
un thè alla pesca, una lemonsoda, un chinotto
senza
scorza di limone, sei pizzette, due cornetti di cui una alla crema e l’altro
al cioccolato e il resto da cinquanta dollari.
Scherzo
… naturalmente … e uno stratagemma per chiederti cosa ne pensi di questa
storia di concerti “out” e “in” e
se
hai qualche consiglio per chi come è alla prima volta di un concerto
di Dylan.
Ciao
e alla prossima.
Antonio
Cat
Ciao Antonio, sei
grande. Mi hai fatto veramente sbellicare e la citazione da quel capolavoro
di "Attila" con Abatantuono è da Oscar (anche a testa in giù)
come il mitico film dei Vanzina.
Per il resto è
semplice: se Bob è "in" te ne accorgi subito alle prime canzoni...
non ci sono avvertenze o modalità d'uso... te ne accorgi semplicemente
ascoltandolo.
Ciao, Napoleon
Antonio mi inviava
poi anche i seguenti articoli:
Il
primo proviene dal sito ilnuovo.it di cui non so se sia un giornale stampato
o un giornale della rete. Comunque, è un
editoriale
uscito il 17 maggio. E' molto simpatico come articolo. E devi sapere che
nello stesso sito all’indirizzo
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/
0,1007,48933,00.html
c’è un articolo
sulla festa di Alba e tra i collegamenti posti al margine della pagina
web vi sono alcuni collegamenti tra i quali uno indirizzato alla pagina
delle cover del tuo sito.
Il
secondo è di Andrea Scanzi ed è la recensione del concerto
di Lucca di qualche anno fa' apparsa su Mucchio
Selvaggio.
Il
terzo è la recensione del sito di cultura Pickwick del libro di
Alessandro Carrera "La voce di Bob Dylan".
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/
0,1007,48960,00.html
Dylan,
un destino da leggenda
di Paolo Pagani
Detto
fra noi: prima o poi sarebbe anche carino pensare a un Nobel della Letteratura
per Mr.Tambourine Man, in arte Bob Dylan, se anziché premiare ignoti
autori di opere semiclandestine uzbeke o nigeriane qualcuno a Stoccolma
tenesse
nella ovvia considerazione
quella pregevole forma di letteratura di massa ad altissima tiratura che
è la canzone d’autore.
Robert Allen Zimmermann,
nato nello zero geografico di Duluth (Minnesota), dunque, ha quasi l’età
di Silvio Berlusconi,
60 anni suonati
(e suonati con una chitarra da sogno), ma non si sogna di candidarsi a
nulla, tantomeno alla melassa
delle celebrazioni,
essendo il suo luogo naturale la Leggenda. Probabilmente assieme
a John Lennon, tanto per restare
tra colleghi di
ugola, nessuno ha mai incarnato il Novecento con tanta capacità
di rappresentare gli stati d’animo delle
generazioni. Giovani
e non. Buon compleanno, allora, “vecchio” Bob, malmostosa rockstar dalla
inconfondibile vocina lamentosa e struggente e magnetica. Tanti auguri
a te e a tutti noi, dylaniati da un sincero trasporto estetico-emotivo
per la faccia stropicciata e i testi angelici di Dylan.
Dall’ormai paleozoico
1963 del Festival di Newport, quando l’allora implume menestrello yankee
consegnò al mondo un’immortale nenia titolata Blowin’ in the wind
gorgheggiata con la morosa Joan Baez e con Pete Seeger, di acqua
sporca ne è
scivolata sotto ai ponti del pop-rock. Ma bastò attendere tre annetti
soltanto per capire che Bob, con l’album
Highway 61 revisited
e un paio di hits come Like a rolling stone e Desolation Row
doveva essere ascritto ai più grandi di
sempre e di ogni
campo. Come un Mohammed Ali nella boxe, altro campionissimo dell’anti-conformismo,
o Maradona nel gioco della palla.
Qua, adesso, è
perfettamente inutile ripercorrere le tappe di una carriera senza paragoni
nel circondario. E milioni di
pagine son state
scritte su Bob, la sua arte, le sue metamorfosi, la sua unicità.
Vale solo la pena di tornare a ragionare
sul destino che
lo abita, da sempre. Un destino emblematico da icona, da simbolo. Disse,
un giorno: “Sono nato
circondato dalla
morte, in una cittadina morente. Me ne andai perché sentivo che,
altrove, c’era qualcosa in più di Walt
Disney”.
Per uno che sapeva di non saper cantare, aspirare alla purezza era già
un bel programmino. Ce l’ha fatta e
adesso gli facciamo
festa per quarant’anni di onorata militanza artistica. Tanto da farne un
Classico, ancorché sui
generis, per nulla
accademico, per nulla baronale.
Idolo degli adolescenti,
stella del folk, mente rivoluzionaria del rock. Sono solo canzonette? Niente
affatto. In una ballata
che si intitola
Forever Young, traversata dalla furente malinconia di una vita che scappa
fra le dita, questo splendido
cherubino dalla
testa riccia e zeppa di ideuzze originali canta: “Possa
il tuo cuore essere sempre pieno di gioia, possa la
tua canzone essere
sempre cantata, possa tu restare per sempre giovane”.
Non sarà Omero, ma ammetterete che le
Spice Girls sono
un’altra cosa. Sessanta di questi giorni, vecchio Bob, sempreverde
dei nostri giardinetti acustici.
(17 MAGGIO 2001,
ORE 13:00)
http://andreascanzi.freeweb.supereva.it/
DylanLucca.html
Pubblicato su Il
Mucchio Selvaggio
Simple Twist Of
Fate. Semplici discontinuità del destino, gli infiniti alti e bassi
di Bob Dylan, approdato a Lucca dopo
infinito peregrinare
col suo NeverEnding Tour. E’ grazie alla prima edizione del Summer Festival
che 4.000 persone hanno
potuto assistere
a centodieci minuti di incanti suonati in uno scenario stupendo, Piazza
Napoleone. L’arte apre le porte
alla musica: gran
cosa,
soprattutto se il "veggente" – per dirla con Rimbaud – si chiama
Bob Dylan ed ha avuto in sorte
destino pesante.
Il menestrello di Duluth ha le rughe grandi, il Tempo ha sfondato i lineamenti
originari. La morte l’ha
tentato in mille
modi. Con scatti vertigine di moto impazzite sulla via della protesta,
infezioni al nucleo pulsante, pensieri
immanenti. Il
Cantore della Rivolta per molti ha smesso di suonare il 26 agosto 1963,
di fronte a 400.000 teste arringate
da Martin Luther
King. Più facile credere che un uomo si sia fermato, piuttosto che
addentrarsi nei suoi cambiamenti.
Recentemente Bob
Dylan ha detto che degli anni ’60 non gliene frega niente, che con questa
storia Dylan=protesta la
dovremmo smettere,
che a lui piace di più ricordare gli anni ’50 con la radio che trasmetteva
Hank Williams e Woody
Guthrie. Lo ripete
da decenni, ma l’iconografia persiste. Ostico percepire la parabola opposta
ad alcuni nostri ermetici,che dopo l’aura poetica scoprirono il mondo postbellico,
ritenendo inevitabile il contagio artistico con l’attualità. Vedi
Salvatore Quasimodo, Premio Nobel. Con il poeta di Modica Dylan condivide
la statura letteraria ma non la parabola, inversa. Dall’impegno militante
ad un’arte che perennemente si interroga sul comune male di vivere, cartina
al tornasole del proprio termometro interno.
A Lucca Dylan si
è presentato con stivali bianchi e giacca western di identico colore.
Line up: due chitarre-steel
guitar-basso-batteria.
Blues. Quel blues che – canto della tristezza - funse da ninna nanna per
l’imberbe Dylan. Ritorno
alle radici quindi,
esplicantesi in torrenziali code chilometriche, duetti di chitarra ed assoli
d’armonica durante i quali era
lecito piangere.
Signore e signori, ecco a voi il bluesman Bob Dylan, cantore di amori e
disillusioni, scrosci di pioggia e
venti idioti,
paradisi agognati e perdenti che perdono. Per quel che si è potuto
vedere durante la serata lucchese Dylan
gode di ottima
salute, stupisce per il livello tecnico con cui esalta la chitarra e sfoggia
una voce tornata "di sabbia e di
colla", come ebbe
a dire David Bowie. La serata si è aperta con Gotta Serve Somebody,
felicemente depurata da quelle infatuazioni gospel a cui soggiaceva Dylan
nel 1978, anno della "Rinascita in Cristo". Di immenso significato che
il brano iniziale sia stato proprio questo, santificato a suo tempo dal
Grammy. Sono passati venti anni, ma la labile dialettica con il trascendente
è ancora di estrema attualità nell’universo dylaniano. A
seguire, Senor (Tales Of Yankee Power), tratta da Street Legal: pensa te,
il quasi sessantenne Dylan, il "giurassico" Dylan è ancora capace
di trarre capolavori dalle brutture, o fiori dal letame, come lirizzerebbe
Fabrizio De Andrè. Giurassico…giurassico un cazzo, e si perdoni
allo scriba il francesismo. Il blues si è palesato con le nuove
Cold Irons Bound ed I Can’t Wait, inframezzate dalla sofferta
introspezione
di What Good Am I. Dopo l’inattesa (e splendida) Silvio è arrivato
il set semiacustico, con il recupero di Mr.
Tambourine Man,
A Hard Rain’s A-Gonna Fall, Tangled Up In Blue e Forever Young. Memorabile
la chiusura di Tangled
Up In Blue, durante
la quale Dylan ha impugnato l’armonica per spararci dentro un fiato che
non finiva mai. Grandi
momenti. Nel frattempo,
come da cliché, si poteva buttare via sia la scaletta data prima
del concerto alla stampa, sia
quella destinata
ai musicisti: non tornava niente. Povero Paolo Russo di Repubblica, e chi
come lui si è disinteressato
dello show dando
per scontata l’esecuzione di Desolation Row. Non ci siamo proprio, Mister
Russo. Il concerto avrebbe battuto gli ultimi rintocchi con She Belongs
To Me, Blind Willie Mc Tell ed Highway 61 Revisited, ovvero come rileggere
la Bibbia attraverso Kerouac. Ed i bis? Lovesick, Rainy Day Women n. 12
& 35 e Blowin’ In The Wind, tanto per toccare
nuove cime. Musica
d’altri tempi. Mentre il vostro cronista se ne tornava a casa, guidato
da un’autostrada lontana parente
della 61, uno
speaker ha introdotto un brano che faceva così: "E tu staje cacanno
fuori dalla tazza, munnezza". Il
parolaio radiofonico
ha definito il supplizio "una sagace canzone di protesta." L’autoradio
si è inghiottita Blood On The
Tracks, stroncando
lo sconforto. Ben Lee dixit: "Ogni volta che
nella mia vita sono stato infelice ho ascoltato Blood On
The Tracks, e
tutto è andato a posto immediatamente."
Appunto.
Andrea Scanzi
http://www.pickwick.it/cgi-bin/
webdriver?MIval=recensione&ID=2019
La
voce di Bob Dylan
"Il segreto della
voce di Dylan è il suo spazio. Dylan con canta una melodia: la abita.
Ne occupa ogni centimetro quadrato"
di Matteo Romitelli
La
domanda più oziosa che possa essere rivolta a Bob Dylan è
se egli sia davvero un poeta. Domanda ovviamente senza senso, formulata
soltanto da chi ancora si affanna a fornire la musica leggera di quella
patente di rispettabilità e nobiltà che si è già
da tempo conquistata. Non ci interessa dunque sapere se Bob Dylan possa
utilmente essere accostato a Eliot e a Pound, o se possa un giorno vincere
il Premio Nobel. Nella storia della musica, così come nella storia
del costume e della cultura, noi già sappiamo dove porre il signor
Robert Allen Zimmermann, nato il 24 maggio 1941 a Duluth, Minnesota.
Di
Dylan pensiamo di sapere tutto, ma ci sbagliamo. Conosciamo forse la sua
biografia, conosciamo le sue (più famose)
canzoni, abbiamo
ben impresse nella mente molti versi storici, alcuni concerti memorabili
e le copertine dei suoi primi
album. Ma, ad
un più attento esame, dobbiamo ammettere di conoscere ben poco di
lui. Abbiamo veramente penetrato (e penetrandolo capito) il labirinto poetico
e fabulatorio dei suoi testi fatti di slang, di correlativi oggettivi,
di rimandi veterotestamentari, di oscure sottigliezze folk e blues? Abbiamo
esplorato i dischi e i brani degli anni ’70 e ’80, così lontani
dal cliché un poco sgualcito del Dylan contestatore e ribelle? Sappiamo
della breve conversione religiosa ad un cristianesimo intransigente ed
apocalittico? Ammettiamolo: di Dylan conosciamo bene il suo "primo stile",
ma dei suoi sviluppi ulteriori molti di noi sanno poco.
Dylan
è indubbiamente un autore difficile che va studiato a fondo. Ecco
quindi un ausilio utilissimo: La voce di Bob Dylan, di Alessandro Carrera.
Non tanto una biografia, questa, quanto soprattutto un saggio obliquo,
sghembo, di taglio sulla poetica dylaniana e su alcune delle sue più
pregnanti canzoni, su alcuni momenti troppo o troppo poco noti. Muovendosi
scaltramente tra parole, versi e strofe, Carrera attua una marcatura stretta
sui testi, sui suoi significati più reconditi, sui suoi sovrassensi
più impensati. Si aprono così vasti slarghi prospettici dalla
rilettura appassionata di Visions of Johanna, di It Ain’t Me, Babe, di
una sconosciuta I’m not there (1956), dell’ovvia Like a Rolling Stone,
di All Along the Watchtower.
Soprattutto, all’analisi
testuale si affianca la disamina della voce di Dylan; lo stesso brano è
diverso ad ogni concerto,
perché
in ogni occasione Dylan lo canta in maniera differente. La sua voce entra
dunque prepotentemente in gioco, e
partecipa con
perentorietà alla ricostruzione del testo e del senso.
Titolo quindi
perfetto, quello scelto da Carrera: la voce di Bob Dylan non può
essere considerata un accidente casuale dal quale si prescinde, ma deve
far parte integrante della sua poetica, come valore aggiunto che rende
indissociabili i brani e
colui che li ha
composti e li canta. E che racconta, quasi più delle parole, la
storia di un paese e di una società.
707) Michele, ciao
Per prima cosa
saluti a Carlo di 16 anni. Benvenuto e complimenti.
Propongo un censimento
degli "under twenty" della fattoria.
Ho visto la comunicazione
per il concerto di Brescia: l'orario di incontro alle ore 17 temo sia per
me in anticipo sui miei tempi di marcia. Arriverò sicuramente molto
più tardi. Conto che ci si possa
incontrare o prima,
o subito dopo il concerto.
Nel caso tu non
sia informato ti comunico che è uscito in DVD Wonder Boy – Warner
lire 44.900
Contiene lo speciale
sulle musiche del
film: all’interno,
il video di “Things have changed” e un intervista al regista che racconta
i retroscena della collaborazione con Dylan e di come siano stati scelti
i brani della colonna
sonora.
Ti mando come
d'accordo l'articolo di Bertoncelli pubblicato sul Gong n. 1 del genn.
1975.
Avrei voluto mandartelo
scannerizzato come file di word ma la mancanza di tempo mi costringe a
inviati le pagine come immagini. La doppia pagina centrale a causa della
grandezza è tagliata.
Ciao. A presto.
Giorgio.
Ciao Giorgio e
grazie per le segnalazioni. Il pezzo di Bertoncelli l'ho già inserito.
Michele "Napoleon
in rags"
708) Per prima
cosa ti faccio i complimenti per il tuo sito che è davvero il migliore.
Dopodiché passo subito al dunque: non riesco a trovare la traduzione
della canzone "Sarah Jane" e ti chiedevo se tu potevi indicarmi
dove reperirla.
Grazie David
Ciao David provo
a tradurla io di seguito... Il dubbio è cosa sia il grande McMillan...
Forse è un riferimento al lago canadese? Qualcuno lo sa?... Mi faccia
sapere...
Napoleon
SARAH
JANE
(Arranged by Bob
Dylan)
1974 Big Sky
Music
I've got a wife
and five little children
I'm gonna take
a trip on the big McMillan
With Sarah Jane
(Sarah Jane)
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Aint nothin' to
do
But to set down
and sing
And rock about
my Sarah Jane
Whistle done blows
and the fiddler squalls
Captain gone through
hole-in-the-wall
Oh Sarah Jane
(Sarah Jane)
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Aint nothin' to
do
But to set down
and sing
And rock about
my Sarah Jane
Yankee built boats
to shoot them Rebels
My gun's steady
gonna hold it level
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Aint nothin' to
do
But to set down
and sing
And rock about
my Sarah Jane
I've got a wife
and five little children
I'm gonna take
a trip on the big McMillan
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Aint nothin' to
do
But to set down
and sing
And rock about
my Sarah Jane
SARAH JANE
Ho una moglie e
cinque bambini
piccoli
vado a fare un
viaggio sul grande McMillan
con Sarah
Jane (Sarah Jane)
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Non ho nulla da
fare
tranne che mettermi
giù e cantare
e dondolarmi con
la mia Sarah Jane
Il fischietto soffia
ed il violinista schiamazza
Il capitano è
passato dal buco nel muro
Oh Sarah Jane
(Sarah Jane)
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Non ho nulla da
fare
tranne che mettermi
giù e cantare
e dondolarmi con
la mia Sarah Jane
Lo yankee ha costruito
barche per sparare a quei Ribelli
Il mio fucile
è fermo lo tengo in orizzontale
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Non ho nulla da
fare
tranne che mettermi
giù e cantare
e dondolarmi con
la mia Sarah Jane
Ho una moglie e
cinque bambini
vado a fare un
viaggio sul grande McMillan
con Sarah
Jane (Sarah Jane)
Sarah Jane (Sarah
Jane)
Non ho nulla da
fare
tranne che mettermi
giù e cantare
e dondolarmi con
la mia Sarah Jane
709) Ciao Michele
arpe a Montreux??
Vuoi vedere che
tu Lisa ed io abbiamo avuto una allucinazione collettiva... in
effetti non abbiamo
trovato i biglietti, non siamo andati al concerto di Bob, ma abbiamo assistito
a quello di Zimmy....
Comunque le strips
di Zimmy dimostrano ancora una volta le loro capacità
profetiche e divinatorie....
A presto, Anna
Ciao Anna voglio
a questo proposito precisare che non ce l'ho con Marinella Venegoni (visto
che l'avevo già "attaccata" sul discorso Dylan/Cristiano qualche
tempo fa) ma se scrive una enormità così assurda è
segno che neanche sa chi è Bob quindi mi chiedo come faccia a giudicare
il Dylan degli album cristiani definendolo il punto più basso di
Bob e poi dire che suona l'arpa... Insomma un pò di documentazione
sarebbe d'obbligo... Se non si conosce l'artista non si scrive di lui...
Io non farei mai un sito su Manu Chao perchè nemmeno so chi è
(a proposito si scrive così?)...
Ripeto, non conosco
la Venegoni che sicuramente ha scritto cose eccellenti ma evidentemente
Dylan non fa per lei...
Se comunque leggerà
queste righe e vorrà precisare ben venga la sua replica...
Michele "Napoleon
in rags"
710) LE CANZONI
DI DYLAN MI ACCOMPAGNANO DA QUANDO, 14ENNE, CON UN AMICO ALLORA 11ENNE
(ANCORA OGGI ANCHE LUI DYLANIANO PURO) ASCOLTAVO UNA ROVINATISSIMA (GIA'
ALLORA) COPIA DI NASHVILLE
SKYLINE, REGALATAGLI
DA UN CUGINO USA.
ERA IL 1974, DI
QUELLA COPIA, NON RICORDO COME, ENTRAI IN POSSESSO, DA ALLORA, IN TUTTO
QUANTO E' SUCCESSO NELLA MIA VITA C'E' STATA SEMPRE LA
COMPAGNIA, IL
SOTTOFONDO DI UN ALBUM, DI UNA CANZONE DI BOB.
HO TUTTI I SUOI
DISCHI UFFICIALI E 5/6 BOOTLEGS (NON MI HANNO MAI ENTUSIASMATO MOLTO);
25 LIBRI CIRCA
IN ITALIANO E, PRINCIPALMENTE FOTOGRAFICI, IN INGLESE; IL FANTASTICO CD-ROM
HIGHWAY 61 INTERACTIVE; I BIGLIETTI E I PROGRAMMI DEI 6 CONCERTI AI QUALI
HO PARTECIPATO (AVIGNONE 81, ROMA 84, ROMA 87, CAVA DEI TIRRENI 89, NAPOLI
93, PISTOIA 96); LE VHS ORIGINALI 30TH ANNIVERSARY E UNPLUGGED;
MOLTISSIME FAVOLOSE
FOTO E ARTICOLI DA GIORNALI; IL MERAVIGLIOSO CARTONE PUBBLICITARIO COLUMBIA
PER IL LIVE 1966 ROYAL ALBERT HALL;
MOLTI GIORNALI
CON COPERTINE E
ARTICOLI TRA I
QUALI 4 RECENTI MOJO CON TANTO SU DI LUI, LO SPLENDIDO Q SPECIAL DELLO
SCORSO ANNO E IL RECENTE UNCUT PER I 60 ANNI; UNA SPILLA BOB DYLAN / CARLOS
SANTANA TOUR 1984, SPONSOR RETEQUATTRO (?);
LE VHS IN COPIA
DI DON'T LOOK BACK E HARD TO HANDLE CON LE AGGIUNTE PERSONALI DEL GRAMMY,
DI UNO SPECIAL RAI1 DI UN'ORA DI ANNI FA, DAL PAPA, DELLA COMPARSA A ORE
CONTATE, DEL SOLITO HARD RAIN, DELLA SONG TO WOODY AL MSG PER IL 30TH ANNIVERSARY
TRASMESSA PER FORTUNA IL GIORNO DOPO L'EVENTO DA CANALE 5 (CHE MONTO' IL
TUTTO IN MANIERA DISCUTIBILE, MA I PROBLEMI TECNICI DELLA SONY SU QUESTO
BRANO, CHE MANCA SIA SU CD CHE SU VIDEO, RAPPRESENTANO UNA DELLE GAFFE
DEL SECOLO: COME NON METTERE IN LUCE QUANTO FATTO DA DYLAN CHE INIZIO'
CON QUESTA CANZONE, RICORDANDO E RINGRAZIANDO GUTHRIE, NEL MOMENTO IN CUI
TUTTO LI' ERA PER BOB?)
DA POCO HO SCOPERTO
QUESTO SITO: INTERNET MI INTERESSAVA POCO, MI CI SONO AVVICINATO PER LA
NECESSITA' DI UN BUON PC PER I MIEI DUE BAMBINI DI 10 E 8 ANNI, HO SCOPERTO
QUESTO SPAZIO.
COMPLIMENTI MICHELE
E' ECCEZIONALE!
TRE RICHIESTE PER
LA BACHECA O PER CHI SA RISPONDERMI:
1 - CERCO VHS ORIGINALI
DON'T LOOK BACK E HARD TO HANDLE;
2 - VORREI NOTIZIE
SU EARLY DYLAN, IL LIBRO FOTOGRAFICO PUBBLICATO NEL 2000. HO GIA' BOB DYLAN
BY DANIEL KRAMER CHE E' UNO DEI 3 AUTORI; LE FOTO SONO UGUALI? QUELLE DI
FEINSTEIN E MARSHALL SONO CONOSCIUTE?
3 - VORREI SAPERE
DI PIU' SULLE CANZONI PRESENTI SUL SITO UFFICIALE E SUL FUNZIONAMENTO E
LA VALIDITA' DEL REAL PLAYER. I BRANI COMUNQUE NON SONO SCARICABILI E SI
ASCOLTANO SOLO IN LINEA?
L'ACQUISTO DEL
REAL PLAYER CONSENTE L'ASCOLTO DI QUALSIASI FORMATO REAL AUDIO E LA VISIONE
DI TUTTI I REAL VIDEO IN RETE?
LE 10 CANZONI CHE
PREFERISCO? MISSIONE IMPOSSIBILE, MEGLIO, FORSE, LE 10 CHE MI PIACCIONO
MENO.
COMUNQUE, DOPO
UNA INFINITA SERIE DI CONSIDERAZIONI SONO GIUNTO AD UNA CONCLUSIONE, CHE
MAGARI DOMANI TROVERO' ASSURDA. PRESUPPOSTI (CHE HANNO IMPOSTO SACRIFICI
PAZZESCHI):
DISTRIBUZIONE NEI
4 DECENNI, MAX 1 BRANO PER ALBUM (TANGLED UP IN BLUE E' FUORI!), BLONDE
ON BLONDE TOTALMENTE ASSENTE (MA PRIMO NELLA CLASSIFICA DEGLI ALBUM NON
SOLO DI DYLAN, MA
DELLA MUSICA DI
TUTTI I TEMPI, E MIGLIOR COPERTINA DI SEMPRE PURE!), UNA SOLA SCELTA PER
LA PRIMA FASE ACUSTICA, CADUTA SU HARD RAIN (PIU' DI BLOWIN, THE TIMES,
MASTERS E CHIMES) ANCHE PERCHE' NE ADORO LE VERSIONI LIVE NELLO SPECIAL
TV E AL BANGLADESH!
ALLORA:
1 LIKE A ROLLING STONE
2 KNOCKIN' ON HEAVEN'S DOOR
3 A HARD RAIN A-GONNA FALL
4 SIMPLE TWIST OF FATE
5 IT'S ALL OVER NOW BABY BLUE
6 MOST OF THE TIME
7 EMOTIONALLY YOURS
8 EVERY GRAIN OF SAND
9 MAKE YOU FEEL MY LOVE
10 I THREW IT ALL AWAY
DIFFICOLTA' PIU'
O MENO SIMILI PER GLI ALBUM:
1 BLONDE ON BLONDE
2 BLOOD ON THE TRACKS
3 HIGHWAY 61 REVISITED
4 INFIDELS
5 LIVE 1966 THE ROYAL ALBERT HALL CONCERT
6 OH MERCY
7 BRINGING IT ALL BACK HOME
8 TIME OUT OF MIND
9 THE FREEWHELIN' BOB DYLAN
10 BEFORE THE FLOOD
SONO NAPOLETANO,
PER LAVORO VIVO A ROMA DAL '95, A GIORNI DOVREI REALIZZARE UNA DOPPIETTA
ANZIO - NAPOLI.
A RISENTIRCI PRESTO!
ELIO GALLOTTI
Ciao Elio spero
che qualcuno ti dia le informazioni che cerchi e ti aiuti nella caccia
alle vhs originali. Volevo inserire l'annuncio nella pagina "Do you wanna
make a deal" ma mi sono accorto di non aver conservato il tuo indirizzo
e-mail da aggiungere per eventuali contatti. Se me lo rimandi inserisco
l'annuncio anche nell'apposita pagina.
Grazie per i complimenti
al sito. Se avrai materiale che ritieni interessante da pubblicare mandamelo
pure via e-mail.
711) Michele ciao,
non
siamo riusciti a trovarci a Brescia. Sono arrivato poco prima dell'inizio
del
concerto,
giusto in tempo per sedermi (e, per come sono andate le cose, non
molto
prima di rimettermi in piedi). Ti ho poi cercato alla fine.
Che
dire. Penso proprio che sia stata una serata magica. Abbiamo assistito
a
un
concerto notevole. Dylan era in gran forma. Tutti quei discorsi che si
sono
fatti, sulla voce, di come negli ultimi anni la stia usando, della
potenza
riacquistata. Beh, ne abbiamo avuto un convincente esempio. Per ora
non
riesco ad esprimere altro.
Il
pubblico era eccezionale. Davanti a me c'era un bambino di otto-nove anni
circa.
Ha resistito tutte le due ore battendo il tempo con una bottiglia di
plastica
vuota. Con lui due ragazzine sui tredici, quattordici anni. Molti
pezzi
li seguivano cantando. In uno degli intervalli ho chiesto loro come
conoscessero
quelle canzoni. Mi hanno risposto che il merito era della mamma. E la madre,
molto giovane, era seduta accanto a loro.
Li aveva accompagnati
dopo essere stata, due giorni prima, da sola, al concerto di Montreux.
(Che ne dici ?)
Alla prossima,
ciao
Giorgio.
PS.: L'ho trovato
sul "Manifesto":
"Il rock è
la mia terapia quotidiana"
Intervista a Nick
Cave
Domanda: Preferirebbe
andare a cena con Bob Dylan, Trent Reznor o Tom
Waits?
Risposta: Bob Dylan,
senza incertezze. Ma non so se a lui interesserebbe
venire a cena
con Nick Cave.
Ciao Giorgio, magari
la prossima volta sarà quella buona... tu ci sei a La Spezia?...
Ciao, Michele
712) Ciao Michele!
Sono molto contento di averti conosciuto a Brescia! Il tuo è sicuramente
il miglior sito italiano su Dylan.
Durante lo show
ho notato che
delle persone
hanno ripreso l'intero concerto dalla finestra di una vicina abitazione.
Un'appello a tutti
i dylaniani: sarebbe
possibile in qualche
modo avere
una copia della
videocassetta realizzata?
Confido nella
tua grande abilità e nei potenti mezzi di maggie's farm
incredibilmente
aumentati in questi ultimi tempi
Grazie e ciao
Davide!
Allora, anche io
ho notato ai balconi un pò di camere... Chi può aiutarci
si faccia vivo... Grazie...
Ciao Davide
713) Ciao Michele,
Ma eri tu con
la maglietta nera di Dylan che ti aggiravi tra le file di Piazza del Duomo
poco prima del concerto?
Non ti ho chiamato
perchè non ero sicuro fossi tu....
luca "spider"
Ciao Luca,
ero io sì...
Mi aggiravo alla ricerca del Principe De Gregori poco prima segnalato in
zona... L'ho individuato poco dopo e sono anche riuscito a dargli un bigliettino
con l'indirizzo del sito (quindi attenti a come parlate di lui che magari
ci sorveglia...).
Per quanto riguarda
la tua busta ti confermo che è arrivata regolarmente.
Ciao, Napoleon
714) ciao
qui abbiamo un
bel problema...un problema chiamato dylan...
forse,se la cosa
ti è possibile e se ti và,puoi darci una mano...
stiamo disperatamente
cercando 2 biglietti per il concerto che si terrà a la spezia il
20 luglio...le biglietterie di milano segnano il tutto esaurito,oppure
liquidano la faccenda con un semplice"mi spiace,ma qui avevamo solo i biglietti
per brescia!"
...purtroppo nessuno
tra noi dispone di una carta di credito...pertanto acquistarli online sarebbe
un'impresa impossibile.
non sai come fare?
dacci una mano,please!!!!! ringraziandoti
i due fratelli
dylaniati nic ed ivan ( tra l'altro iscritti al dylan tree)
p.s. se ti interessano
alcune foto inedite del menestrelo del rock,scattate al concerto di milano
dell'anno scorso,fammelo sapere!!!
Ciao boys, il vostro
annuncio è pubblicato... C'è qualcuno di La Spezia che sa
se ci sono ancora biglietti?... O qualcuno che ne ha da vendere?... Contatti
Nic ed Ivan a questo indirizzo
felicman@tiscalinet.it
Per quanto riguarda
le foto inedite di Bob... certo che dovete mandarmele... abbiamo una rubrica
proprio per questo tipo di souvenir...
Ciao da Michele
"Napoleon in rags" |