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TALKIN'
BOB DYLAN BLUES
LA POSTA DI MAGGIE'S 
FARM - PARTE 70
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags.

 
 
 
 
 
 
690) Caro Michele,

ho trovato anche una bellissima serie di foto dal concerto di Trondheim.

Ecco il link:
http://www.adressa.no/kultur/bobdylan/
article.jhtml?articleID=202319

(cliccare sul link: "Se bildene fra torget")

Ciao, e buon divertimento !
Antonio G.

Bene, chi non avesse ancora visto queste foto ora è informato... Andate a vederle perchè sono molto belle (ne riporto un paio qui sotto). Grazie Antonio e ciao, 
Michele "Napoleon in rags"
ps: a proposito ma allora è una specie di mania (o forse una scommessa?)... Anche Larry con i baffi?...


 
 
 
 
691) Qualche tempo fa parlammo di una versione italiana di Series of dreams, scritta da Mimmo Lo Casciulli e Francesco De Gregori. Mino mi manda il testo che pubblico qui sotto. Napoleon.

La canzone è cantata da Mimmo Locasciulli nel suo ultimo album Il Futuro. De Gregori suona la chitarra acustica.
Nel'album ci sono anche le traduzioni sempre scritte a quattro mani di The future di Leonard Cohen e Powderfinger di Neil Young. ( In quest'ultima De Gregori canta con lo pseudonimo di Cereno Diotallevi )
Mino

Una serie di sogni 
( De Gregori-Locasciulli- Dylan )
 
 

   Solamente una serie di sogni
   e niente che diventa realtà
   tutto fermo ancorato sul fondo
   fino al punto di non muoversi più

   Pensando a niente di niente
   come quando ti svegli gridando
   e ti chiedi perchè
   niente da poter raccontare
   solamente dei sogni così

   Pensando a una serie di sogni
   senza tempo senza velocità
   e la stanza nel buio è priva d'uscita
   e la trovi soltanto se la cerchi da te

   Non c'è niente che devi collegare
   sul confine della semplicità
   niente che potrebbe passare
   l'ispezione della normalità

   Sogni che l'ombrello era chiuso
   sul sentiero lasciato per me
   e il gioco restava confuso
   alfabeto di un'altra civiltà

   In un sogno c'era sangue per terra
   in un altro nevicava in città
   in un altro correvo ed in un altro ancora
   mi sentivo costretto a salire più in là

   Non chiedevo un aiuto speciale
   non cercavo di fuggire da qui
   ero andato anche troppo lontano
   solamente pensando a dei sogni così

   Sogni che l'ombrello era chiuso
   sul sentiero preparato per me
   ed il gioco sembrava confuso
   alfabeto di un'altra civiltà


 
692) Michele ciao,
sono ancora io. Dopo aver inviato l'e-mail
ho aperto il sito e ho trovato la nuova
rubrica "DYLAN MEMORABILIA" con le
locandine promozionali.
L'idea è ottima e ben realizzata.
Includerei per estensione anche le pubblicità,
meglio se "datate", (ma non è indispensabile
tanto si stagionano da sole) che spesso
portano commenti e inviti all'acquisto
che, letti ora, col senno di poi,
risultano particolarmente interessanti.
Mi aveva spinto a inviarti la pubblicità 
di "Blood on the Tracks" (l'ho pubblicata 
tempo fa nella posta e la aggiungerò 
quanto prima in Dylan Memorabilia, Michele) soprattutto il testo che mi era apparso particolarmente contorto e superato. Quel "VIAGGIA CON  LUI CHE NON TI ROVINI!!!" come estremo accattivante invito ... (!?)
Sul retro della locandina di "Bootleg Series", 
che hai inserito, c'è la pubblicità della
compilation UNITED ARTISTS FOR THE POET. 
Te la mando.
Ti propongo un'ulteriore rubrica sulle 
copertine dedicate a Dylan.
Allo scopo te ne invio due:
La prima è del n. 1 di GONG del 1975 
(AL VETRIOLO come l'articolo di Bertoncelli 
che contiene la rivista) (TE LO DEVO MANDARE?)
L'altra di TEMPI DISPARI N. 02 del 1999. 
(Ho già inserito tutto... Per l'articolo di Bertoncelli 
manda pure... Michele).
L'aneddoto Dylan-Zappa (IN ORDINE 
RIGOROSAMENTE SOLTANTO ALFABETICO) 
è ben documentato. Frank stesso ne parla. 
Ti trasmetto il testo e la relativa fonte:
L'introduzione ovviamente è dell'autore 
che descrive quel che Zappa gli ha riferito.

... (Zappa) Parlò anche di una certa persona che, 
lo scorso Dicembre, gli aveva fatto visita a 
tarda notte:
"Ricevo un sacco di telefonate bizzarre 
e mi si presentano sull'uscio di casa i 
personaggi più strani, e stavolta mi 
suonano alla porta e quando chiedo 
“Chi è?” al citofono mi sento rispondere: 
“Sono Bob Dylan, voglio farti sentire 
le mie nuove canzoni." 
Ora, non ho mai conosciuto 
personalmente Bob Dylan e quindi 
neanche so che voce ha; perciò 
guardo lo schermo del videocitofono 
per vedere bene di chi si tratta, e 
vi vedo un tizio che, benché‚ faccia 
un freddo cane, se ne sta  lì senza 
cappotto e con la camicia aperta. 
Mando giù qualcuno a sincerarsi 
che non si tratti di qualche svitato 
alla Charles Manson, e invece è 
proprio Dylan".
Dylan venne condotto giù in studio, 
dove si sedette al pianoforte e fece 
ascoltare a Frank ben undici canzoni, 
chiedendogli poi di produrre il proprio nuovo LP.
"Poteva essere divertente", disse 
sogghignando Frank.  "insomma, era 
una cosa talmente bizzarra che secondo 
me avrei dovuto farla; lui non ha un gran 
senso dell'umorismo, ma quelle sue nuove 
canzoni sembravano belle, e pertanto 
mi sarebbe piaciuto produrle, anche 
se ovviamente sarebbe stato necessario 
fare degli aggiustamenti.  Gli dissi che 
avrebbe dovuto subappaltare le canzoni 
a Giorgio Moroder, e che Moroder 
avrebbe dovuto incidere delle tracce 
di base solo con i sintetizzatori, sulle 
quali lui avrebbe poi dovuto sovraincidere 
la voce e l'armonica".
Per Dylan, ciò sarebbe stato un po' troppo. 
Egli in seguito affermò che il progetto andò 
a monte perché‚ Frank aveva preteso 
troppi soldi e di fare uso dei propri musicisti; 
comunque siano andate le cose, non
richiamò più Frank, e il suo nuovo album,
Infidels, venne registrato con Mark Knopfler 
(che ne fu anche coproduttore) e 
Mick Taylor alla chitarra, mentre Robbie 
Shakespeare e Sly Dunbar si presero 
cura delle parti ritmiche.
FRANK ZAPPA - IL DON CHISCIOTTE 
ELETTRICO (TABAR – 1996) di  Neil Slaven
pag.284
 

Te li immagini quei due nella stessa stanza, 
e per quanto tempo? Ci pensi? Dylan nella 
famosa "UTILITY MUFFIN RESEARCH 
KITCHEN" che suona in anteprima i pezzi 
del suo nuovo disco. Avrebbe quindi suonato 
al piano ben 11 canzoni. Tre in più rispetto all'album realizzato.
Per uno sviluppo comico della 
scena penso ci sia da sbizzarrirsi
(Giorgio si riferisce alla mia idea di 
farne una strip per Zimmy, Michele). Gli spunti 
mi sembra possano essere numerosi:
l'abbigliamento di Dylan al citofono, 
nella notte, in contrasto col "freddo cane".
Manson potrebbe apparire, come fumetto, 
magari armato di coltello, nel pensiero 
di un Frank paranoico che vede attentata 
l'incolumità famigliare.
Immancabile il suggerimento di Moroder 
come esecutore delle tracce di base 
con i sintetizzatori (per associazione, 
date le imprese moroderiane, penso INFIDELS 
come possibile colonna sonora di "Nascita 
di una Nazione" di Griffith"?)
Un accenno ad astrusi aggiustamenti
proposti da Frank (qui si può calcare la 
mano) lascio a te la scelta sulla reazione 
di Bob.
Anche tu come stacanovista non scherzi. 
Sei sempre pronto a sobbarcarti nuovi impegni. 
Mi chiedo come fai. Buon lavoro.
Ciao, alla prossima.
Giorgio.
P.S.: Riguardo al concerto di Brescia 
seguirò le informazioni e ci troveremo

Ciao Giorgio e grazie di tutto,
Michele "Napoleon in rags"


 
 
693) Avete letto le nuove strips di Zimmy?
Napoleon

 
 
 
694) Ciao Michele,
Dopo l' ennesimo incepparsi di un ramo dell' Anna tree ho,pensato ad una nuova struttura per i tree che ti sottopongo in maniera sintetica dopo aver ricevuto i commenti positivi della Papera:
Gli iscritti sono organizzati secondo un vero e proprio albero con 2 generazioni di nodi, gli "intermedi" e le "foglie"; nel primo tipo si
iscrive chi è in grado di produrre velocemente copie fedeli su cd e dichiara
quante folie vuole sotto di se, nel secondo tipo si iscrive chi vuole solo ricevere il cd senza preoccuparsi di duplicare (magari non ha proprio il masterizzatore); il gestore ordina gli iscritti nella struttura man mano che
si iscrivono e gli iscritti mandano un cd vergine + busta affrancata al nodo
che li precede nella gerarchia (gli intermedi al gestore e le foglie all' intermedio dal quale dipendono).
I vantaggi sono:

1) la maggior velocità di diffusione (la foglia riceve il cd in 2 passaggi)

2) l' indipendenza dei vari percorsi dei cd sull' albero

3) lo sfruttamento delle diverse "capacità di copia" degli iscritti

4) la distribuzione delle responsabilità e la limitazione dei danni per eventuali intoppi.

5) il recupero della privacy degli iscritti

Se vuoi puoi pubblicare la proposta su Talkin' per vedere cosa ne pensano gli abitanti
Carlo

Ciao Carlo, fatto. 
A proposito, preciso per chi non è addentro alla "Vecchia fattoria"che il "Papera" con il quale ci riferiamo ad Anna è detto in senso affettuoso (lo preciso per evitare che qualcuno creda ad una nostra eventuale indelicatezza). E' lei che si è scelta questo animale quindi ormai è "La Papera"...
Del resto, tuttavia, Anna non ha raggiunto il livello di masochismo di Carlo che si è autodefinito "Il Maiale" (che, per essere appunto indelicati, potrebbe essere anche "Il Porco"... giusto Carlo?).
A proposito, non c'entra col sito, ma questa cosa degli animali mi ha fatto venire in mente un mio vecchio sogno: far passare una legge che vieti, sui giornali o nei vari telegiornali, di usare, nel commentare notizie di omicidi (figli che uccidono le madri, madri che uccidono i figli ed altre di questo tenore) espressioni come "...gli ha dato trenta coltellate con furia bestiale..." o "lo ha colpito con un martello scagliandosi su di lui con ferocia animalesca..." etc...
Non mi risulta che gli animali ragionino in termini di malvagità, cattiveria, avidità etc. quindi il paragone non calza (quelle belle qualità sono una prerogativa esclusiva degli uomini)... Perchè, dunque, continuare a tirare in ballo gli animali che uccidono solo per nutrirsi o difendersi (a meno che non siano stati addestrati a farlo da un uomo)?... Cari giornalisti, usate i termini propri...
Michele "Napoleon in rags"
 


 
695) Caro Michele,

   sono Antonio G. da Napoli, volevo fare alcune riflessioni insieme a voi
   di Maggie’s Farm sui prossimi concerti di Bob nel Bel Paese. A dispetto
   di quasi tutti gli altri show in Europa, tutti o quasi segnalati come
   sold out, i concerti in Italia credo incontreranno una maggiore
   difficoltà a raggiungere il pienone (auguriamoci di sì).
   E’ vero che le date italiane sono le ultime in ordine cronologico, ma i
   sold out per gli altri concerti europei sono stati annunciati da tempo.
   A dire la verità, e non solo quest’anno, le attività promozionali
   generalmente, per quanto riguarda i concerti del maestro, risultano
   abbastanza blande.
   A Napoli, per esempio, a parte una conferenza stampa più che altro
   tendente ad esaltare la riapertura dell’Arena Flegrea e passata quasi
   del tutto inosservata, l’evento appare ignorato: non c’è ancora un
   (dico un) manifesto che ne faccia riferimento. Conseguenza di ciò, a
   parte i miei amici più stretti, molti dei quali saranno con me al
   concerto del 26 luglio (siamo 12 , di età compresa tra 12 e 60 anni) è
   che tutti quelli a cui accenno la cosa, cadono dalle nuvole; non so
   nelle altre città cosa stia accadendo, ma all’ombra del Vesuvio a meno
   di un mese dall’evento il concerto viene del tutto ignorato. Eppure le
   esperienze pregresse in Campania sono a dir poco sconcertanti: Cava de’
   Tirreni 1989 Stadio 20.000 posti, presenti scarsi 5000; Napoli 1993
   Palapartenope 5000 posti, presenti scarsi 2000. Probabilmente il
   concerto di quest’anno si salverà proprio perchè le autorità locali,
   magari all’ultimo momento, tenderanno ad esaltare la riapertura dell’Arena.
   C’è da dire che l’anno scorso i concerti di Bob in Italia furono affollati, perciò speriamo che ciò avvenga di nuovo. Quello che non capisco, però, visto che una onesta e moderata pubblicità dell’evento non guasterebbe, come mai gli organizzatori non si danno una “smossa”.
   Circa i concerti di star popolarissime come Madonna, U2, Vasco etc, non
   si contano in numero ed in consistenza i messaggi promozionali di ogni
   tipo, è possibile che per Bob qualcosina non sia il caso di tentarla?
   Almeno far sapere che il 26 luglio a Napoli ci sarà un concerto di Dylan !!
   Comunque, a proposito, ho avuto ancora una volta la dimostrazione di
   come la vita sia “circolare”. Infatti, l’organizzazione locale del
   concerto è affidata all’Ente Mostra d’Oltremare, all’interno delle cui
   strutture è posta l’Arena Flegrea. Il presidente dell’Ente (il quale ha
   tenuto la conferenza stampa citata) è tale dott. Raffaele Cercola. Voi
   dite e questo che c’entra ? Ve lo spiego subito. Era il lontano 1973, i miei amici ed io eravamo dei baldanzosi adolescenti (16 anni ca.) tutti grandi appassionati di musica, e poiché i soldini erano pochi (anzi zero), andavamo ad ascoltare la musica a casa di un nostro compagno di
   scuola (Maurizio) che era dotato di un impianto stereo favoloso e di un
   assortimento di Lp veramente invidiabile. Tutto ciò era dovuto al proprietario dell’impianto e dei dischi che era il fratello di Maurizio ed in particolare proprio il nostro Raffaele Cercola (da noi
   soprannominato lo zio d’America). Ebbene fu proprio alla fine di
   quell’anno che a casa di Maurizio ascoltai qualcosa che mi fulminò. Era
   una musica tipicamente di frontiera con un “cicalio” ritmico di sottofondo che rendeva il suono ancora più ipnotico...”Billy don’t you turn your back on me...”.
Era la colonna sonora del film Pat
   Garret & Billy The Kid. Sono passati quasi 30 anni da allora e sono
   ancora nello stesso stato ipnotico.
   Non so Maurizio cosa stia facendo, qualche lustro fa era segnalato a
   Milano, impegnato come grafico per un etichetta discografica (alcune
   delle copertine dei dischi della Nuova Compagnia di canto Popolare
   erano sue). Cercherò di rintracciarlo per poter poi contattare il mitico fratello.
   Mi dispiace di avervi fatto una “capa tanta”. Michele ti aspettiamo a Napoli, mi raccomando !!

Un abbraccio a tutti gli amici di Maggie’s Farm.

Antonio G. da Napoli.

PS.: Michele hai notato che, per il momento, nelle prime set-list dei
concerti non manca mai Maggie’s Farm ? Che il maestro fosse stato informato ?

Ciao Antonio, per quanto riguarda il discorso "pubblicità concerti Dylan" è una cosa che sconcerta anche me e che avevo segnalato nei miei "Racconti dal Neverending tour" di qualche tempo fa.
In tutti i recenti concerti, italiani e no, di Dylan che ho visto la pubblicità era praticamente inesistente (tranne ad Amsterdam con riferimento al concerto di Rotterdam). Non so spiegarmi il motivo di tutto ciò... Cosa si dice a Brescia?... E nelle altre città italiane sedi dei prossimi concerti di Bob?... Fateci sapere...
L'importante comunque è che i concerti siano affollati al di là delle scelte promozionali... Speriamo.
Purtroppo ho paura che non riuscirò ad essere a Napoli... Vedremo...
Ciao, Michele "Napoleon in rags"


 
696) Egregio Napoleon,
viviamo tempi di "caciarra"mediatica e speriamo che a farne le spese non sia come al solito anche il caro vecchio Bob.
Ho letto tutta la rassegna stampa riguardo il sessantesimo compleanno di Mr. Bobby e credo che si siano distinti il pezzo di Avvenire e quello de il Manifesto (guarda un po' la vita...),per il resto, posso dire, si è salvato
poco.Evidentemente molti giornalisti non riescono ad uscire da quell'approccio ideologico che con Dylan fa proprio a
pugni.Che ne limita la
comprensione.Rendendo arido e vuoto l'ascolto delle sue opere.Dylan è un animo libero,che corre e cerca,prende e lascia,ruba e dona.Ho ripreso in mano dopo tempo i suoi dischi e la cosa che mi è più balzata agli
occhi è la sua retorica biblica.La sua forte intelligenza,la capacità di intuire,forse non corredata da una forza intellettuale
che è più propria di De Andrè per esempio.I suoi "quadri" sono sempre imperfetti,come fosse sempre di corsa,bruciando la strada,alla ricerca di qualche cosa.Non altro.
Si definisce un classico,l'artista che si confronta con domande eterne ed universali,degne di ogni epoca.Bob,penso
proprio lo sia.Ci ha pensato Carrera con il suo libro ad entrare nei dettagli e nel profondo
delle origini musicali e testuali in
maniera a mio parere egregia.Primo libro di un italiano di un certo spessore,lontano dalle
retoriche bislacche di partito o altro:lontano anni luce,come è sacrosanto che sia.
Il colmo della misura è stato l'articolo di Luzzato Fagiz.
Credo che tutti gli appassionati di Bob non appena al corrente che Blind Willie Mc
Tell,facesse parte della session di Infidels abbiano avuto un sussulto.Più che una canzone un'ode.Splendida.Malinconica e
struggente.Lasciata fuori per una canzonaccia bislacca ed infantile come Union of Sundown.Ha spiegato Carrera nel suo
libro i motivi di questa scelta.Quando ascoltai appena uscito l'album quella canzone pur avendo solo 14 anni mi misi a ridere.Credo che chiunque ami Dylan non abbia potuto che sorridere.Più per l'ingenua superficialità con cui ogni tanto si cimenta in cose
più grandi di lui che per altro.
Egregio Murino,il lavoro che fai per Bob è splendido.Dai la possibilità a chiunque si accosti alla musica di Bob di avere
una visione completa.Lontano da retoriche che si perdono nei tempi che furono e che per qualcuno non vogliono o non possono essere dimenticate.
Mi sono spesso chiesto se Masters of war sia una canzone di destra o di sinistra e
francamente non sò darmi una risposta.Penso sia una canzone a difesa dell'uomo e della sua dignità.
Guardo con apprensione a questi tentativi bislacchi di buttare Bobby in mezzo a questi nuovi movimenti di protesta.Che
come tutti i movimenti si arrogano l'esclusiva su ciò che è bene e ciò che è male.Spesso
animati più da buone intenzioni che da buone idee.
Mi auguro che Bob venga lasciato fuori da tutto ciò,e che il suo tour rimanga a disposizione di coloro che hanno avuto la
passione di ascoltarlo e di provare a comprenderne l'arte più a fondo di alcuni nostri fabbri con la penna in mano.
Leggeremo in questo mese ancora di teorie e contro-teorie,di manifestazioni e
contromanifestazioni,dovendo poi
constatare tra molti anni che la forza del mondo è più forte di qualsiasi movimento e di
qualsiasi potere.D'altra parte la
dignità non sta in alcuna immagine appesa in un museo nè tanto meno è stata mai fotografata da qualcuno.Riguardo le
domande sulle ingiustizie del mondo diciamo che le risposte sono sempre sfuggenti e al tempo stesso a portata di mano.
Forse per trovarle sarebbe necessario essere più consci della propria fragile condizione
umana.
Cerchiamo tutti di leggere cose rivelatrici e grandi.Ma è molto difficile su una barca che và a scossoni su un fiume impetuoso.
Andrea.

Ciao Andrea. Concordo. Soprattutto sul fatto di tentare di utilizzare Dylan per i propri tornaconto politici... Credo che Dylan non abbia mai voluto entrare in tutto questo e se lo ha fatto in parte all'inizio è stato anche per strategie discografiche probabilmente impostegli da chi voleva cavalcare l'onda delle mode per le proprie tasche. Secondo me "Another side of Bob Dylan" rivela in pieno quanto Bob ne avesse le tasche piene, con due canzoni, My Back Pages e quella che chiude l'album, dai molteplici livelli di lettura in cui Bob grida "Avete sbagliato persona!". Non sono io, quello.
Michele "Napoleon in rags"


 
 
 
697) Ciao Michele,
provo a partecipare anche io al giochino sul titolo del prossimo album di Bob... Effettivamente la lettera pubblicata dell'amico che faceva notare come stranamente Bob non ha mai usato il termine "blues" nei titoli degli album mi ha fatto riflettere... E' abbastanza strano che non l'abbia mai fatto visto che è un termine che ha usato per i titoli delle canzoni a profusione. Che sia la volta buona...?
Io però voglio puntare ancora su termini legati in qualche modo alla mente o all'animo umano...
Quindi, attenendomi alle regole, scelgo anche io tre termini e punto su
"memory", "life" e "dream"...
Spero di vincere (ma ci conto poco), comunque è divertente provarci...
Ciao, Giovanni

Ciao Giovanni,
in effetti è strano il discorso sul "blues". 
Staremo a vedere.
Nel frattempo sui newsgroup di Dylan stanno facendo il nostro stesso giochino provando ad indovinare il titolo e di recente è stata pubblicata questa mail inviata da tale Tom  che si è detto molto ben informato, da una sua amica, sul prossimo album. Ecco uno stralcio della mail secondo cui il titolo dell'album sarà:

This old world (non "Sad old world" come precedentemente riportato. Come ho appreso la cosa: non posso fare nomi - pena la perdita del lavoro della persona che mi ha dato l'informazione. Posso solo dire che questa volta la mia fonte è attendibile. Ha ascoltato l'album (...) Le canzoni riguardano soprattutto soluzioni a problemi globali. Bob ha una voce bellissima con il piano costantemente in sottofondo. Grandi liner notes sullo stile di World gone wrong (...) Un capolavoro".

Personalmente non ho mai creduto molto a queste anticipazioni che si sono sempre rivelate false (soprattutto se una mia amica avesse ascoltato tutte le canzoni dell'album mi sarei fatto dire quanto meno qualche titolo...).
Prima dell'uscita di Time Out Of Mind ad esempio su Internet tutti dicevano di sapere con sicurezza che il titolo sarebbe stato "Stormy sesason" ed abbiamo visto come è andata a finire... Vedremo se stavolta c'è del vero (io comunque non ci scommetterei...).
Invece riporto di seguito una gustosa parodia trovata sempre sul newsgroup secondo cui il titolo sarà "Dylan Does Broadway" e con una esilarante tracklist:

This just in, the new Dylan album's title and track list has been confirmed:

Title: Dylan Does Broadway

Release Date: 8/28, 
Columbia 617455 3.

Tracks:
1. If You See Her, Say Hello Dolly!
2. Obviously 5 Believers, 15 Jugglers and 76 Trombones
3. Cats! (in the well)
4. This Old Man River
5. Drugs, Amphetamines and Pearls (These Are a Few of My Favorite Things)
6. Saint Annie Get Your Gun
7. Positively 42nd Street
8. A Farewell Kiss to Me, Kate
9. Watching the Riverdance Flow
10. Let's Do the Time Out of Mind Warp Again!
11. Mr. Tambourine Man of La Mancha
12. Send in the Ragged Clowns
Total time: 45:07

From the Columbia Records press release:

He started out in folk, then pioneered folk-rock, turned country, found
Jesus and now he's landed on Broadway! That's right, everyone's favorite rocker Bob Dylan has turned his musical muse to the bright lights of
Broadway on his latest release, ``Dylan Does Broadway.''

If you've ever wanted to hear Dylan's interpretation of old standards
reworked to his liking, this new album is for you. Take this lyric from the
opening track for example: ``If you see her, say hello, Dolly! This is
Bobby, Dolly. You might have been in Tangier, but it's so nice to have you
back where you belong.''

Dylan pulls out his deepest bass voice for ``This Old Man River.'' Here's a
line: ``This Old Man River, he keeps on rolling and playing nick nack paddy
whack.''

The album closes with a touching rendition of ``Send in the Ragged Clowns'' complete with this lyric: ``Where are the ragged clowns? I wouldn't pay them any mind. It's just a car way too small for 50 clowns they are searching

Ciao Giovanni, 
Michele "Napoleon in rags"


 
698) Comunicazione di servizio. Ho perso l'indirizzo e-mail di chi mi ha mandato la seguente mail. Me lo può rimandare? Grazie. 
Michele "Napoleon in rags"

Ciao Michele, ho visto la posta del lunedì e volevo dirti che non ho ricevuto la
tua lista. Ho avuto problemi con la mia casella e-mail. Molti messaggi non mi
sono arrivati perchè avevo la posta piena. Se potessi rimandarmela te ne sarei
eternamente grato.

699) Avete letto le nuove strips di Zimmy?
Napoleon
La nuova pagina di
TALKIN' BOB DYLAN BLUES
sarà online lunedì 9/7

 
 
 
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