Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
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raccontare, emozioni da condividere, sul grande Bob o inerenti la sua musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine.
TALKIN' BOB DYLAN BLUES
LA POSTA DI MAGGIE'S FARM - PARTE 68
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags.
666) Ricevo dai Before Hendrix e volentieri pubblico:

Bob Dylan ha compiuto 60 anni.

Il personaggio come noto è sempre stato schivo e restio ad ogni forma di festeggiamenti o autocelebrazioni.

Per questo motivo i vari fans sparsi in tutto il mondo si sono dovuti
inventare un metodo alternativo per la ricorrenza.

In Italia si è scelto di puntare su un festival.

Il tutto si è svolto ad Alba (Cn) dal 24 al 27 maggio.

Artisti internazionali, famosi e non, si sono susseguiti sul palco
Piemontese per interpretare le canzoni del cantautore Americano.

Tra gli artisti più noti citiamo Mimmo Locasciulli, Jimmi Villotti
(chitarrista dei Nomadi), Massimo Bubola (autore con De Andrè e Fiorella
Mannoia), i Carlito (vincitori del premio come miglior testo all'ultimo
festival di Sanremo), gli Spagnoli Joan Vynials Trio, e soprattutto gli
Statunitensi Bucky Baxter (già chitarrista di Dylan) e Michelle Shocked.

Anche un gruppo Luinese ha partecipato alla manifestazione.

Grazie alle oramai infinite potenze d'internet, qualche ammiratore
locale aveva segnalato agli organizzatori l'esistenza di una band che da
oramai otto anni suona nelle nostre zone con molte canzoni del vecchio
Bob in repertorio.

Così i Before Hendrix sono stati invitati ed hanno ovviamente accettato
di partecipare al Festival.

Claudio Mella (chitarra), Stefano Badi (basso), Antonio Azzarito
(batteria), Marco Chemello (voce, chitarra ed armonica), e Tamara
Leporini (voce e tamburello) sono saliti sul palco domenica pomeriggio e
un po' timorosi, ma con tanta grinta hanno eseguito quattro brani
davanti al pubblico e alle telecamere Piemontesi.

Ma le emozioni non finivano lì.

Verso sera un gruppo di Torino, i Jokerman, stavano per dare forfait per
un lieve ed improvviso malore accaduto al loro cantante.

Come rinunciare ad un appuntamento tanto importante, tra l'altro atteso
da molto tempo?

A soccorrerli ci ha pensato la voce dei Before Hendrix, Marco "Zimmy"
Chemello, che da esperto Dylaniano, non ha avuto difficoltà
nell'eseguire le canzoni da loro preparate per l'occasione.

Ora i Before Hendrix tornano alla normalità già dal prossimo mercoledì
13 giugno, dove si esibiranno al sempre accogliente "Gambrinus Pub" di
Luino.


 
667) Ciao Michele, sono Toni "Albatros" e ogni tanto , impegni di lavoro permettendo , mi faccio vivo.
Sono reduce da una festicciola con una sessantina di amici dove il ns. gruppo si è esibito e
ha "prodotto" una bellissima KNOCKIN'... quindi mi sento "gasatiello".
Ancora un grande "GRANDE" per il sito (spero tu
possa concederti il bis di Brescia e partecipare anche all'evento di Udine così mi potrò complimentare
di persona).
Ehi..... ma lo sai che con interviste , posta , commenti , ecc. che stampo e porto a casa ho sostituito i libri dal comodino ???
Bene !
Ciao e a presto.

TONI Albatros

Ciao Toni,
per quanto riguarda la parte privata della tua lettera ti rispondo ovviamente privatamente... Per il resto grazie e... io invece sul comodino non ho più libri per il semplice motivo che non avrei il tempo di leggerli con il lavoro per MF... ma non mi lamento... Ad Udine mi piacerebbe esserci ma già ho "in cantiere" Montreux, La Spezia e Brescia... e magari Napoli...  vedremo! A proposito, va da sè che chiunque vada a vedere uno dei prossimi concerti di Bob è OBBLIGATO a mandarmi un racconto dal Neverending tour per la apposita sezione di MF... Quest'anno vista l'importanza della tournèe italiana dobbiamo raccontare TUTTO ma proprio TUTTO quello che avviene, da Montreux a Taormina... Se poi qualcuno farà anche delle riprese video o audio o delle foto (o - che so? - interviste a Dylan...) il mio indirizzo lo conoscete...
Ciao, Michele "Napoleon"


 
 
668) Ciao Michele,
il sito con questa nuova grafica ha anche un aspetto
estetico veramente migliore, l'unica cosa di cui forse
deficitava. Comunque volevo solo ringraziarti per i
testi prontamente pubblicati, ma quando hai detto che
"prossima pubblicazione" vuol dire "fra un giorno come
fra un anno" stavi scherzando, vero? Almeno quelli di
Blonde on Blonde cerca di pubblicarli il più
velocemente possibile, dai... Non vorrai mica farmi
rimpiangere di aver comprato Blonde on Blonde, eh?
A proposito della canzone LILY, ROSEMARY AND THE JACK OF HEARTS, quali erano i rapporti di Bob e Joan Baez con Albert Grossman, il presunto Big Jim?
Ciao.

Mmm... ho perso la firma di questa mail ma se ricordo bene era "Orc il rosso"... Ad ogni modo per i testi cercherò di intensificare le traduzioni in modo da finire l'opera entro il 3000 (se poi un certo scansafatiche di nome Leonardo che una volta mi dava una mano e che ora se ne sta in panciolle mi mandasse qualche traduzione come faceva un tempo... non sarebbe male... Il fatto è che da quando Leonardo ha collaborato all'intervista ad Alessandro Carrera si è montato la testa e mi ha detto che lo posso disturbare solo per una eventuale intervista a Dylan in persona, altrimenti nisba... vero Leo?... No, aspetta, che fai?... Metti giù quella roncola...!). 
Per quanto riguarda la domanda su Albert Grossman: egli era il manager di Joan Baez e di Bob Dylan (oltre che di un mucchio di altre star dell'epoca). Qualcuno ha voluto vedere un riferimento a lui nella canzone Lily, Rosemary and the Jack of Hearts. Egli sarebbe appunto Big Jim, "padrone della sola miniera di diamanti della città" (ovvero manager dei più grandi cantanti dell'epoca). Egli "prendeva tutto quello che voleva" ma non si "abbinava con il Jack di Cuori" (ovvero Dylan) che infatti ruppe con lui dopo qualche anno. Qualcuno vuole che la Rosemary della canzone sia Joan Baez ("...a queen without a crown..." - Joan era conosciuta come la "Regina del folk") e che Lily fosse Sara, all'epoca moglie di Bob. Quanto poi a come la vicenda raccontata nella canzone (una sorta di racconto "western") si incastri sulla vita reale dei personaggi (posto che Dylan volesse effettivamente fare riferimento ad essi) è un altro discorso...
A titolo di cronaca: alcuni vedono ancora Albert Grossman nei panni di Judas Priest nella canzone "The ballad of Frankie Lee and Judas Priest" (con Bob nei panni di Frankie Lee, ovviamente) ed ancora nella canzone "Dear Landlord" (Bob viveva all'epoca in una casa di proprietà di Grossman).
Michele "Napoleon in rags"
ps: Leonardo, stavo scherzando...


 
 
669) Ciao Michele,
ho letto la posta di mf e ho notato la stampa
promozionale di Blood on The Tracks.
Io possiedo in due copie originali (quindi potrei
mandarti per il sito) una copia di Good as I been to
You e una copia di The Royal Albert Hall Concert.
Ho anche quella di Time Out Of Mind ma e' singola. Tra l'altro non ho lo scanner... Di quest'ultima potrei farti la fotocopia a colori. Ti dico tutto cio' nel caso in cui sei magari interessato ad aprire un altra sezione nel sito con queste novita'. Non so' se hai gia' tu  questi mini-poster promo.
Stefano.

Ciao Stefano, non ho il materiale che citi. Se me lo mandi mi faresti cosa gradita e lo metterei subito sul sito. Anzi a questo punto se anche altri hanno materiale del genere e sono in grado di mandarmene anche via e-mail una copia... potremmo aprire una sezione "memorabilia"...
Michele


 
670) Ciao a tutta la Farm, e saluti a te Michele
(complimenti per la nuova veste della fattoria).
  Scrivo per riportare un notizia già nota (ma una
successiva conferma fa sempre bene). Isis, la rivista
inglese su Bob, da per certa l'uscita del Nuovo lavoro
del maestro prima della fine dell'anno (prob. fine
agosto). Come dicevo, niente di eclatante, grazie ad
expecting, a Paolo Vites, e a te Michele noi questo lo
sapevamo già. Ma io speravo che l'uscita del cd
(album) sarebbe stata più vicina (fine giugno)per
gustare e comparare le versioni dal vivo. Poi mi è
venuto in mente un capitolo del libro di Robert
Shelton, il quale racconta del periodo di Dylan
('78/79') in cui proponeva dal vivo le canzoni di
Street Legal prima che fosse pubblicato. La cosa non
mi dispiacerebbe se capitasse, mi son sempre chiesto
come avrei reagito in tal caso. Perchè ho dei dubbi?
Perchè l'ascolto di una nuova opera di Dylan per me,
come forse un pò per tutti, è un atto puro e intimo.
Dylan è riuscito in time out of mind a creare un'
atmosfera sia nei suoni che nel linguaggio che fa buio
quando è giorno che fa una fioca luce quando è notte.
Nella semplificazione del linguaggio poetico è
riuscito in qualcosa che solo in italia nei primi del
novecento si è gia incontrato, la poesia crepuscolare.
E T.O.O.M. è musica dei tempi dei tempi, e ti scuote
dentro e aspetti di esser solo per capirlo. E vorrei
esser solo anche questa volta mentre la musica pare
avvolgere la stanza, mentre poi si espande anche
silenziosa attorno, decentrandomi e lasciandomi lo
spazio per vedere.
  Ma se Dylan vorrà farmi sentire ciò che ha di nuovo da
dirmi direttamente allora ci sarà un motivo, e sono
curioso, come tutti credo. Ciao Massimouse

Ciao Massimo, non sarebbe male ascoltare qualche brano del nuovo album in anteprima... Personalmente non ho assolutamente idea di come questo nuovo album "suonerà"... Voglio dire: me lo immagino sicuramente diversissimo da Time out of mind che è un tale capolavoro che credo Dylan non voglia correre il rischio di farne una brutta copia. Che sia un album dell'ennesima svolta?... Però non riesco a capire quale svolta... Oppure un album "tanto per fare uscire qualcosa" (tipo Down in the groove o Knocked out loaded)?... Spero di no... Anzi sono sicuro che non sarà così... Sono passati oltre cinque anni da Toom e non credo che Dylan faccia uscire un album "riempitivo"... Si accettano scommesse... Come pensate che sarà questo nuovo album?... Che direzione prenderà? Sia a livello di testi che di musiche... Sarà qualcosa di assolutamente nuovo o ritornerà al passato?
Qualcuno vuole provare ad azzardare il tema generale (dubito sia ancora lo stesso di Toom)?... Magari qualche veggente vuole azzardare il titolo? (chi indovina almeno una parola del titolo - che non sia un articolo o una preposizione - avrà in "regalo" un disegno di Zimmy autografato dall'Autore... Alez, crepi l'avarizia!)
Michele "Napoleon in rags"


 
671) Curiosità: In quel boot di cui ti avevo parlato (vedi lettera di Leonardo nella scorsa pagina della posta) c'è anche "Highlands" nella quale Bob canta: "I'm listening to Annie
Lennox ..." che prende il posto di Neil Young ...
Leonardo

...di cui sono innamorato (della Lennox, parlo, non di Neil...). Grazie per la segnalazione, Leo... A proposito: una volta non volevi mandarmi i testi alternativi delle canzoni di Bob?... Potremmo anche limitarci ai singoli versi (come l'esempio che citi sopra o quello della volta scorsa da "Gotta serve somebody"...) e fare una rubrica nuova in cui si riportano fianco a fianco il verso originale ed il verso modificato... Che ne dici?... Hai tempo?...
Michele "Napoleon in rags"


 
 
672) Ecco la mia personale classifica delle "best 10 songs" di Dylan:
1) love minus zero no limit
2) just like a woman
3) tangled up in blue
4) simple twist of fate
5) like a rolling stone
6) sad eyed lady of the lowlands
7) born in time
8) forever young
9) knockin' on heaven's door
10) to ramona
A presto e "...may his song always be sung"
Paolo

Ok Paolo. Ciao, Michele "Napoleon in rags"


 
 
673) Ciao Michele.

Dopo essermi ubriacato di banalità, leggendo gli articoli sui sessanta
anni del Nostro, mi sono imbattuto nella
lettura di La voce di Bob Dylan di Alessandro Carrera. Il salto è stato
da capogiro. Ormai i giornali imitano la tv e
inseguono sempre il vip, per cui non mi sono sorpreso di trovare
l'opinione di Lino Banfi ed Enrico Beruschi, in
fondo dieci anni fa avevo letto gli auguri di Umberto Bossi per i
cinquant'anni (Epoca 12.6.91). Ma passare da
tutto questo alla lettura di espressioni del tipo "It's alright, Ma'
musicalmente non è più elaborata di Ballad of
Hollis Brown: un rudimentale recitativo pentatonico su un pedale di mi
minore con qualche incursione verso la
scala blues" (pag.59), oppure a proposito di Lay, Lady, Lay "la musica
è basata su una sorta di sognante
passacaglia di quattro accordi cromaticamente discendenti" (pag.69) è
stato tremendo. Come ha scritto Pier
Andrea Canei su Il sole 24 ore del 3 giugno, "verrebbe istintivo correre
fuori dall'aula con una qualsiasi scusa",
perché l'impressione era proprio quella di trovarsi ad una lezione
universitaria. Del resto Carrera può sfoggiare
diversi titoli accademici. Ma le citazioni sono tante (troppe?), i
riferimenti dotti anche e forse anche le sue ipotesi sulle performance a volte sembrano azzardati (vedi il commento ad It
ain't me babe a pag.105). L'esecuzione di
una canzone può dipendere da tanti fattori, anche casuali: la forma del
momento, l'entusiasmo per un nuovo
arrangiamento, la simbiosi con i musicisti, l'acustica della sala ed il
buon funzionamento dei monitor?
Naturalmente scherzo, ma i fattori tecnici non sono mai da sottovalutare. Proprio in questi giorni ho scoperto (Dylan è davvero un pozzo senza fondo) che le canzoni della prima
versione di Blood on the tracks sono state
incise con la chitarra con l'accordatura aperta; non me ne ero mai accorto ascoltandole, ma forse è questo il motivo del loro fascino. Anche la sua teoria sul Dylan anni Ottanta che
si crede una rockstar e vuole strafare, mi
sembra che faccia a pugni con quanto visto durante il tour del 1984. Chi
è stato quell'anno a Verona può
confermarlo. Per ciò che concerne il duende, non mi pare che questa sia un'idea nuovissima. Ricordo un articolo di Ivan Della Mea, proprio sui concerti di Verona del 1984, in cui
l'autore diceva di aver visto in Dylan il blues e,
citando lo stesso Dylan, affermava che il blues o lo si ha o non lo si ha ed il resto è business, riferendosi implicitamente a Carlos Santana che apriva quei concerti. Ma il vero
valore del libro, quello per cui vale la pena
leggerlo, sono le considerazioni sul linguaggio dylaniano e sull'impossibilità di tradurlo in modo tale da conservare tutti i significati che esso contiene. Sono davvero
illuminanti le affermazioni a pag.157 sul lessico di Like a rolling stone e sulle difficoltà dell'americano medio di comprendere alcune espressioni gergali.
Figuriamoci per noi italiani! Insomma sentirsi un po' ignoranti di fronte alla sapienza di un professore universitario non è grave, ma scoprire che forse non capiremo mai fino
in fondo quello che Dylan dice è
spiacevole, però fa immaginare che il valore poetico della sua opera,
grazie anche a tutti i dotti riferimenti che
Carrera cita, sia veramente grande. Mi sembra di capire che il nostro non sia mai stato uno sprovveduto, né dal punto di vista musicale, né da quello poetico. Ben vengano quindi i
colti professori che ci spiegano queste cose,
perché molti nostri critici, soprattutto quelli che scrivono sui quotidiani, non ne sono proprio capaci, come dimostra la differente interpretazione di Union sundown fatta da Carrera e da Mario Luzzato Fegiz, che in verità, a mio avviso, su Dylan non ha mai capito molto.    Ciao. Aurelio.


 
 
674) Ciao Michele,
sono Arnaldo e finalmente trovo il tempo di
scriverti,ed il motivo che ci unisce e che ci fa
parlare e` davvero molto insolito,perche` nel sito
siamo in tanti ad avere questa passione,ma spesso in
giro(lo considero un bene)ci sente come una felice
pietra che nel nostro caso...non rotola di certo!
Detto questo ti dico grazie sinceramente per il bel
lavoro che con passione e credo un po` di fatica ti
sobbarchi,ma per me e` una vera manna poter parlare di
argomenti che sembrano esterni,ma sono intimi nel
nostro crescere quotidiano.
Voglio dire che in pochi capiscono che la vera
differenza nell`ascoltare Dylan accade quando senti
che uno dei tuoi 3,4 lati ha qualcosa in comune con il
centinaio di lati che Bob possiede,ed e` li` che
scatta una molla:ascoltare musica per il gusto del
suono e` pregevole,ma crescere o comunque girare e
riflettere su se stessi e sulla vita che scorre e
sfugge grazie agli imput che la musica e le parole di
questo artista trasmettono,e` qualcosa che non si
spegne,ma ti fa ogni giorno porre mille domande
sentendo le stesse canzoni con una nuova veste.
Ho 26 anni,ascolto Bob da quando ero quindicenne per "colpa"di un professore di francese al mio liceo che mi interesso` come anima(hai presente il genere di Williams nell`attimo fuggente?)e mi consiglio',vedendo che in me a differenza di molti 15enni c`era una sorta  di matrice "anarchica"ma ancora in uno stato semiincosciente,l`ascolto di Infidels dicendomi che alcuni pezzi mi avrebbero toccato. Il primo album che comprai fu Under the red sky,molto orecchiabile con un paio di perle,ma non l`album migliore per un nuovo dylaniano soprattutto a quell`eta`,eppure il fuoco si accese,e dopo 3 mesi io
possedevo piu` album di bob del mio grande
professore,e col tempo(ma questa e` una lunga storia
che ti raccontero` se avro` il piacere di
conoscerti)questa passione e ` stata la mia prima
compagna di viaggio in questi 11 anni,perche` in bob e
nei suoi testi ho scoperto l`uomo che cambia,cresce e
non vuole invecchiare dentro,la persona scontrosa ed
insieme affettuosa,il genio che si mischia con l`odio
del genio,l`uomo di pace che si traveste da satana,e
colui che con un solo mezzo,col suo mestiere di
cantastorie ha saputo descrivere l`intero universo,noi
invece siamo troppo bravi a far molte cose,per farne
una stupendamente bene come questo meraviglioso
Handicappato!(ma sai meglio di me a chi appartengono
queste parole e cioe` a tito schipa junior,a mio
modesto parere il miglir traduttore di bob in italia)e
con queste e mille altre sfumature sto andando avanti
grazie all`esperienza che non finisce nel mito o nella
stupida emotivita` da  concerto di Vasco Rossi,e se
incontrassi bob non avrei nessuna particolare emozione
da nascondere,vorrei solo dirgli grazie per aver
resistito soprattutto a se stesso senza fare la fine
che i piu` alla fine fanno,consumando i loro anni in
uno specchio usato...
Ci sentiamo presto,se mi rispondi te ne sono
grato,cosi` potremo iniziare con te e con gli amici
del sito un bel dialogo!
Arnaldo

Ciao Arnaldo, benvenuto sulle pagine di MF. Sia benedetto il tuo professore (avessi avuto io professori così...). Il dialogo andrà naturalmente avanti: la posta di MF è qui per questo.
Michele "Napoleon in rags"


 
 
675) Ciao,
secondo te, quali sono le canzoni più orecchiabili, escludendo quelle
dal testo bellissimo ma non orecchiabili.

Grazie
aristoweb

Bella domanda. Secondo me ci sono decine e decine di pezzi di Bob musicalmente molto orecchiabili...
Album per album ecco le mie preferenze:
1) Pretty Peggy-o
2) Don't think twice, it's all right
3) When the ship comes in
4) My back pages
5) Mr. Tambourine man
6) Like a rolling stone
7) I want you
8) You ain't goin' nowhere
9) I'll be your baby tonight
10) One more night
11) Living the blues
12) If not for you e Winterlude ex-aequo
13) Knockin' on Heaven's door
14) Sarah Jane
15) On a night like this, You angel you e Forever young ex-aequo
16) Tangled up in blue
17) Hurricane, Black diamond bay e Sara ex-aequo
18) Is your love in vain?
19) Precious angel
20) Saved
21) In the summertime
22) Jokerman
23) Tight connection to my heart (Has anybody seen my love)
24) Driftin' too far from shore
25) Silvio
26) Where teardrops fall e Shooting star ex-aequo
27) Born in time e Handy dandy ex-aequo
28) Step it up and go
29) Blood in my eyes
30) Make you feel my love

Poi citerei "Abandoned love" per "Biograph" e "Paths of victory" ex-aequo con "Farewell Angelina" per "Bootleg Series Vol. 1/3


 
 
676) Ciao,
incredibile davvero "Il duetto inaspettato" che hai messo di recente con le foto della fan che salta sul palco ad Eindhoven. Chi è la fortunata? Si conosce il suo nome?...
Giovanni

Ciao Giovanni,
quando ho messo le foto me ne ero dimenticato ma la tua domanda mi ha spinto a guardare nel mio archivio... Sì, si conosce... Si chiama Liz Souissi ed è chiamata tra i dylan fans "Swiss Liz". Quella che io chiamo "olandesina volante" è in realtà svizzera e vive a Kehrsatz, in Svizzera appunto. Purtroppo non ho l'indirizzo o il telefono. Se qualcuno passa da quelle parti vada a farle visita e si faccia raccontare l'esperienza unica che ha vissuto (per quelli che non hanno letto "Il duetto inaspettato" Liz ha cantato The Times they are a-changin' con Bob saltando sul palco di Eindhoven in un concerto del 93).
Ciao, Napoleon


 
 
In conclusione un fumetto pubblicato su un vecchio numero di Linus. Me lo ha fornito "The mighty Andygy" e si tratta di "Li'l Abner" un fumetto del grande Al Capp. E' una presa in giro dei cantanti di protesta ed in particolare di Joan Baez, ma nel corso del fumetto si intravede anche Bob insieme ad altri (li riconoscete tutti?...). Fatemi sapere... Michele "Napoleon in rags"
Un piccolo antefatto di quello che era successo prima nella storia per capire le due pagine qui sotto: il bambino che vedete nella prima vignetta è il figlio di Lil' Abner ed è stato adottato da Joanie Phoanie (la tipa che si taglia le unghie nella prima vignetta e che è chiaramente una parodia di Joan Baez) la quale poi ha assunto Lil' Abner e sua moglie, i genitori del piccolo, come camerieri e si appresta a ricevere per una festa alcuni cantanti di protesta suoi colleghi...


 


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TALKIN' BOB DYLAN BLUES
sarà online lunedì 25/6

 
 
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