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Bob Dylan Blues la posta di Maggie's Farm parte 64 |
Napoleon in rags. |
595) Ciao Michele,
scrivo alla fattoria per chiedere e dare
informazioni. Volevo
sapere da qualcuno della fattoria
il prezzo del biglietto
del concerto di Pescara, non
m'intimorisce
il costo ma la possibilita' che si stia
seduti. Cosi' come
ad Anzio dove non ho ancora capito
perche' in uno stadio
ci sia differenza di prezzo. Mi
auguro, e se qualcuno
dovesse saperlo per favore me lo
dica, che davanti
al palco si possa stare in piedi.
Uno dei miei concerti
piu' belli l'ho visto ad Ancona
(scaletta performance
e pubblico eccezionale, ad ogni
pausa vocale o chitarristica
di Dylan su Girl from the
north country scrosciava
un applauso caldo e
commosso), ma la magia
dell'evento e' stata
infastidita dall'obbligo
di stare seduti. Il piu'
delle volte e' possibile
sviare l'obbligo (vedi a
Ferrara 96)pero' dylan
per me va goduto in piedi
almeno per meta' concerto.
Riguardo ad Anzio
vi posso far vedere il posto dove
avverra' probabilmente
il concerto. Lo stadio e' tra
Anzio e Nettuno, e
ditemi se vi sembra un posto da
poltrone/poltroni.
Ciao da MassiMouse

Ciao Massimo... Se
qualcuno ha informazioni spero ci faccia sapere.
Michele "Napoleon
in rags"
596) Ciao Michele. Se ti interessa ti mando questo articolo di Fernanda Pivano uscito sul Corriere della sera del 15 - 5 - 2001. Ciao e grazie ancora.
EVENTI
Un film
e un incontro a Milano ricordano il festival organizzato nel 1969 da Michael
Lang.
Una
celebrazione anarchica della musica e della libertà
WOODSTOCK ultimo sogno
dei beat
di FERNANDA
PIVANO
Sabato 19 maggio all'Università
Bocconi di Milano verrà proiettato il film My Generation di Barbara
Kopple che racconta il Festival di Woodstock nelle sue tre edizioni 1969,
1994 e 1999 sullo sfondo di una celebrazione anarchica della musica, della
giovinezza, della liberazione sessuale, della ribellione e del sogno di
pace e amore che ha caratterizzato l'esperienza di Woodstock. Al dibattito
che seguirà è stato invitato anche Michael Lang, l'organizzatore
dei tre Festival. Michael Lang è un gentiluomo dai modi gentili
che vive nello stato di New York, ma negli anni '60 viveva a Miami dove
aveva aperto un negozio che era diventato un punto di incontro di giovani
hippies. Per loro aveva organizzato Woodstock come concerto rock
sviluppato in festival
musicale dove i giovani potessero divertirsi senza alcuna restrizione.
Il leggendario successo
di Woodstock aveva provocato leggi che impedivano raduni di più
di 25 mila persone, dopo il milione di ragazzi che nel 1969 si era accalcato
sotto la pioggia nei prati presi in affitto a White Lake, alle falde dei
monti Catskills a una sessantina di chilometri da Woodstock.
Michael Lang aveva
sfidato le leggi e nel venticinquesimo anniversario del Festival aveva
organizzato un secondo
Woodstock nel 1994 e un terzo a Griffis Park nel 1999 per festeggiarne
il trentesimo.
Il primo di questi
Festival, quello del 1969, era stato una dichiarazione di indipendenza
della gioventù alternativa d'America degli anni '60: il loro linguaggio
era il rock, la loro
semantica era la non
violenza e la comunicazione, la loro scelta era la libertà sessuale
e i loro sogni erano quelli teorizzati da Allen Ginsberg nel suo famoso
decalogo, che parlava di liberazione a tutti i livelli (sessuale, omosessuale,
femminile, religiosa, razziale), di solidarietà con i popoli oppressi,
di rispetto ecologico.
Questi pensieri, questi
sogni animavano negli anni '60 una larga frangia libertaria di
giovani che cercavano
un bandolo per raggiungere la Libertà, fuori dal conformismo e da
quella che allora si chiamava l'American way of life. È stata questa
frangia minoritaria a
raccogliersi dal 15
al 18 agosto 1969 senza bisogno di richiami pubblicitari nei 600 acri della
fattoria di Max Yasgur a White Lake, non lontano da New York. Il terreno
era stato acquistato per 50 mila dollari dalla Woodstock Ventures, di cui
era presidente Michael Lang col socio Artie Kornfeld, insieme a John Roberts
col suo socio Joel Rosenman.
Forse neanche loro
si aspettavano che il Festival avrebbe costituito una città, non
solo, ma la terza città più popolosa dello Stato di New York,
descritta poi dai giornali più importanti d'America: per esempio
sul «New York Post» un articolo di Max Lerner aveva detto:
«Questi giovani
ribelli sono in cammino per liberarsi da uno Stile di vita che non è
il loro e trovarne uno che lo sia».
I giovani ribelli,
comunque li si volessero definire, Beat o Hippies o Figli dei Fiori, il
venerdì 17 agosto si erano accalcati sulla strada che conduceva
al Festival subito intasata e spesso avevano rinunciato ad arrivare ed
erano tornati indietro o avevano fatto a piedi 15 miglia nella pioggia
e nel fango e a pochi chilometri dal Festival avevano rinunciato a continuare;
però anche così si erano divertiti, si erano fatti nuovi
amici, avevano ballato al suono delle radio delle automobili, avevano fatto
musica sulle loro chitarre: erano felici di essere fra loro, felici di
vedere alberi e prati, felici
persino della pioggia
che rinfrescava l'aria, non protestavano anche se erano arrivati in
macchina magari dall'Ohio
senza neanche raggiungere il Festival. Lungo la strada si
vedevano tende e fuochi
da campo, macchine abbandonate nei boschi, gente che camminava, si sdraiava,
beveva, mangiava, leggeva, cantava, dormiva, faceva l'amore, guadava le
paludi, nuotava nel Leon's Lake a mezzo chilometro dal palcoscenico.
Subito i gabinetti
portatili si erano rotti e allagati, l'acqua dei sei pozzi e dei serbatoi
erainsufficiente, il cibo era finito e il traffico impediva di farne arrivare
dell'altro, la polizia dichiarava che le ambulanze non bastavano, le guardie
mediche avevano denunciato una crisi per l'uso della droga. I cento ragazzi
della Hog Farm, comune agricola, avevano diffuso l'etica dell'amore e ora
continuavano la loro azione contro «il sistema» con discorsi
hippie sulla proposta di fare l'amore e non la guerra, e sull'importanza
che ciascuno dividesse con gli altri tutto quello che aveva. In questo
clima avevano poca fortuna gli hippies politicizzati: quando il leader
attivista Abbie Hoffman era saltato sul palco e aveva dichiarato che il
festival era inutile perché il leader delle Pantere Bianche John
Sinclair era in prigione e doveva restarci nove anni e mezzo, il leader
del gruppo che stava cantando lo aveva cacciato a colpi di chitarra, mostrando
che questo era il rapporto tra il rock e la politica.
I ragazzi che non
trovavano da mangiare erano però sicuri di trovare «l'erba»:
l'erba, che si vendeva
per 15 dollari al grammo. Un sergente di polizia aveva detto: «Non
arrestiamo nessuno
per la marijuana. Se lo facessimo non ci sarebbe abbastanza spazio nelle
tre contee vicine per metterli in prigione».
I cantanti, gli artisti,
maghi nella comunicazione di quegli anni erano sempre gli stessi, incantatori
di serpenti, conquistatori dell'anima e del cuore dei ragazzi che li avevano
scelti come eroi da idolatrare. A Woodstock avevano cominciato ad esibirsi
il venerdì, mentre gli operai finivano di costruire il palco, ma
solo alle 5 del pomeriggio, quando il gruppo Sweet Water era riuscito ad
arrivare in elicottero, prelevato dall'ingorgo delle macchine. Quel primo
giorno in realtà era finito in piena notte e tutti avevano cantato
e suonato nell'infuriare della pioggia e del vento, sotto un nubifragio
che rischiava continuamente di far crollare il tendone che riparava il
palco: per esempio sul palco erano passati Melanie e Arlo Guthrie e in
piena notte Ravi Shankar e Joan Baez.
Il sabato mattina
era spuntato il sole a svegliare i 40 mila ragazzi addormentati nei campi:
al Motel Howard Johnson erano riusciti ad andare soltanto i cantanti. Lì
c'era anche Janis Joplin che flirtava su un divano con Country Joe McDonald,
che poi erano scomparsi ed erano ricomparsi sul palco col gruppo Canned
Heat: Country Joe McDonald quando era venuto il suo turno aveva offerto
a Janis la sua prima canzone e aveva sollevato l'esplosione gioiosa del
pubblico con la canzone famosa Gimme Fuck , parola super tabù in
America.
I gruppi e i solisti
si erano susseguiti, il gruppo di Boston, John Sebastian, Grace Slick,
i Grateful Dead, i Creedence Clearwater Revival, la Family Stone (unico
gruppo neo invitato a Woodstock), i The Who, i Jefferson Airplane, Joe
Cocker.
La domenica era continuata
la pioggia e la sera, col cielo sereno, si erano esibiti il gruppo Ten
Years After, The Band, il Blood Sweat and Tears e il gruppo di Chicago
seguiti da Paul Butterfield, grande interprete di blues. Verso le 4 del
mattino era toccato al gruppo Crosby-Stills-Nash and Young per la loro
prima esecuzione nazionale.
Alle 8.30 del mattino
di lunedì era comparso Jimi Hendrix e aveva concluso questo festival,
che sarebbe entrato nella storia come l'ultimo sogno di una nazione beat
o hippie, lasciando nostalgie quasi dimentiche dell'eroica fatica che era
costato.
Il dibattito e la proiezione
del film «My generation» di Barbara Kopple si svolgono sabato
19 dalle ore 15 nell'Aula Magna dell'Università Bocconi. Saranno
presenti Fernanda Pivano e Roberto Meglioli, presidente di Assomusica
597) Ciao Michele,
da mesi curioso nel
tuo sito e apprezzo il lavoro enciclopedico che stai costruendo sull'opera
e la figura del "NOSTRO".
Di te so che sei NAPOLAOSTANO,
ho capito che ami, adori, il "PRINCIPE" e so che gestisci un negozio di
fumetti.
Napoli e i napoletani
mi hanno sempre affascinato, Aosta e la sua valle (che più
volte ho visitato) mi hanno lasciato tracce indelebili, TOTO' per
me è un grande, un vero mito, uno dei pochi al quale riconosco la
funzione di "FARO" come direbbe il poeta,
I fumetti sono stati
il pane contrastato di tutta la mia infanzia e restano una delle forme
d'arte alla quale tutt'ora mi interesso cercando di restare aggiornato.
Tutto questo per dirti
che non sono poche le cose e gli interessi che ci accomunano.
Non ultimo, l'interesse
per Bob Dylan.
Con più calma
potrò esporti le mie posizioni, le idee che mi sono fatto sulla
musica, le parole di Dylan, potrei anche annoiarti raccontandoti com'è
nato "il tutto" e quando, per me, tanti, tanti anni fa.
Per ora ho bisogno
di aiuto e ti pongo due quesiti:
A) CONCERTO DI BRESCIA
La data del 10 luglio
che è un giorno feriale mi costringe a scegliere posti numerati
(impegni potrebbero costringermi ad arrivare all'ultimo minuto). Nella
mia città l'agenzia incaricata alla prevendita dispone di posti
nel SETTORE E collocato lateralmente sulla destra del palco e con file
dalla 41° alla 45°. Potresti
informarmi di possibili
prenotazioni con posti migliori? Le prevendite più vicine, Brescia
per esempio, sono gestite da negozi ed escludono la possibilità
di vendita dei biglietti per corrispondenza.
B) BOOTLEG
Come posso avere i
seguenti CD (o CDr):
THE GENUINE BOOTLEG
SERIES vol 1-3
In attesa di risposta
ti saluto rinnovandoti tutti i miei più sinceri complimenti per
tutto quanto stai facendo.
Giorgio
Ciao Giorgio, mi spiace
non poterti essere direttamente d'aiuto per Brescia... L'unica è
quella che tu telefoni a D'Alessandro e Galli che organizza il concerto
e chiedi informazioni.
http://www.dalessandroegalli.com/
Per informazioni: 0584 46477
Comunque se qualcuno
ha altre notizie ci faccia sapere...
Per "Genuine" io li
ho, se ti bastano copie su cdr fammelo sapere...
598) Hi Michele,
Grazie per la pubblicazione
della lunga e documentata intervista a “Nanda”.
Questa splendida “ARTISTA”
riesce a dare con i suoi scritti sempre splendide
emozioni.
Prima di passare a
commentare l’intervista vorrei suggerire due libri che
guarda caso hanno
allegato un CD.
·
DREAMERS EDIMAR editore lire 49.000 con scritti di “Nanda” e Cesare Fiumi
·
BEAT & BE BOP Einaudi Stile Libero/Suoni lire 29.500 di Emanuele Bevilacqua
ambedue in sintonia
con quanto, così accuratamente, “Nanda”ci ha raccontato.
Con il passare dei
giorni pensando e ripensando all’intervista alcune cose
non mi sono piaciute.
Questa soprattutto:
perché continuare a parlare di Bob Dylan come “drogato”.
Basta! Forse lo era,
lo è stato, lo è, non lo è più; affari suoi,
non
nostri. A noi interessa
la sua arte, la sua “poetry”, quello che Bob riesce
a trasmetterci. Tanti
artisti, tanti poeti hanno dato quello che hanno dato
ottenendolo a modo
loro. Ai geni ritengo sia permesso quello che ai normali
come noi, (ma noi
siamo normali? la normalità esiste?) forse non è concesso.
Mi sarebbe piaciuto
leggere ancora più parole sulla poesia di Bob, le
traduzioni italiane
dei suoi versi spesso non danno il senso delle
sfumature, per le
quali bisognerebbe avere una perfetta conoscenza della
lingua e della cultura
americana.
Mi sovviene che a
scuola le poesie erano commentate.
Penso sia nostro desiderio
continuare il colloquio con “Nanda”, se potesse
farci avere un elenco
dei suoi scritti su Dylan potremmo bearci ancora delle
sue parole, o potrebbe
per noi commentare qualche “poem” di Bob, chissà che
piacere!
Grazie “Nanda”, grazie
Maggie’s Farm, grazie Bob Dylan per darci la
possibilità
di parlare d’arte e non di canzonette.
Ti saluto
Mario Mazziol
Ciao Mario, magari
in futuro ci saranno altre conversazioni con la Pivano.
Su "Bob drogato" concordo
pienamente con te. Ciao, Michele "Napoleon in rags"
599) Caro Michele,
scrive Antonio G.
da Napoli (vecchio frequentatore del tuo sito). Sono
ritornato in Maggie's
Farm dopo un pò di tempo e ci ho messo delle ore (ieri
notte) a scavare nella
miniera di cose interessanti che si trovano nel tuo
splendido sito. Ogni
volta che mi collego (ultimamente non tanto spesso, ho
cambiato lavoro e
sono sotto il torchio)lo trovo se mai possibile ancora
migliorato. A dir
poco struggente la tua intervista a Fernanda Pivano (la
scorsi sul palco al
concerto di Dylan del 98 a Roma). In questi momenti in
cui sembra prevalere
il cinismo e l'interesse personale nel nostro paese, è
consolante "ascoltare"
la voce di una vera signora della cultura, che,
celando ancora sogni
alla sua veneranda età, ci regala tanta fiducia nel
futuro. D'altra parte
c'è sempre qualche frase di Bob, non importa quando
proferita, che trasposta
al giorno attuale, ne dipinge efficacemente la
realtà ("La
gente non agisce quasi mai in base a ciò che crede, ma fa ciò
che le conviene e
alla fine si pente").
Tuttavia, grandissime
cose ci aspettano: il 60mo compleanno di Bob ed i
concerti della prossima
estate. A tale proposito ho notato da
www.milanoconcerti.it
l'annuncio di alcuni dettagli per i concerti italiani,
soprattutto, ovviamente,
per quello partenopeo. Guarda, guarda ..... il
concerto a Napoli
si dovrebbe svolgere all'arena Flegrea presso la Mostra
d'Oltremare. Questa
è una notizia fantastica, dal momento che l'arena in
questione è
un gioiellino rimasto chiuso dal 1975 (misteri italiani).
Ricordo in quell'anno
al festival dell'Unità (un mito per i Napoletani della
mia età`: 44
anni)uno splendido concerto di Lucio Dalla. Non riesco ancora a
crederci, vi giuro
che nei miei sogni v'era la riapertura dell'arena Flegrea
in occasione di un
concerto di Dylan !!!! Purtroppo milanoconcerti non
fornisce ancora dettagli
sulle prevendite.
Comunque se i concerti
saranno confermati timbrerò senz'altro il cartellino
per quelli di Anzio
(città probabilmente scelta non a caso data l'importanza
che ha per gli Americani,
ci sarà Masters Of War ?) e naturalmente Napoli.
Saluti a te Michele e a tutti gli amici di Maggie's Farm.
Happy birthday to you,
Mr.Dylan di vero cuore da un ammiratore che ti segue
da 30 anni e più.
Antonio G.
Ciao Antonio, preciso solo che l'intervista alla Pivano non era mia ma di Benedicta "Hamster". Grazie per i complimenti che mi fanno sempre piacere e magari ci vediamo a Napoli dove mi piacerebbe fare un salto... Michele "Napoleon in rags"
600) Ciao Michele,
sono Giampiero.
Se può interessarti
ti mando questo articolo uscito sul Mattino di Napoli, nelle pagine della
cultura, il 17 maggio. Inoltre ti volevo segnalare che ho sentito sul grr
del Lazio, io vivo a Roma, la notizia del tour in Italia di Dylan e di
una sua probabilissima data ad Anzio. Tu ne sai qualcosa? Sono andato su
expecting rain, ma lì sono segnalati soltanto il luogo e i prezzi;
gli stessi dati che hai messo tu su maggie's farm. Quando hai della novità
su Anzio e su altre date limitrofe la capitale, vedi Napoli, ce lo fai
sapre. Grazie ancora di esistere.
Giampiero
Ps: Michele ti volevo
anche far sapere che in televisione sui Raisat show (visibile sui canali
satellitari di D+), ho visto ieri (16 - 5 - 2001), uno special su De Gregori
con vecchi filmati d'epoca.
In uno, per una decina
di secondi, massimo venti, il Principe era seduto al pianoforte suonava
e cantava una bellissima versione di One more cup of coffe. Non so se faranno
una replica, comunque io l'ho registrato.
Ciao Giampiero, WOW!!! De Gregori che canta One more cup of coffee??? Non è che mi duplicheresti il programma? Ti manderei una vhs all'uopo... Fammi sapere... Ciao, Michele "Napoleon in rags"
601) Ciao Michele,
Eccomi qui, finalmente
ho trovato qualche minuto per scrivere alla Fattoria!!!
Giornata tranquilla,
stranamente non sono sommerso di lavoro, mi trovo in uno stato tra il relax
e fase "REM" pre-sonno.... sarà colpa del Bonarda che ho bevuto
a pranzo?.... Cmq sono qui..... in cuffia un CD di un ragazzo che non mi
sembra affatto male, sai ha una voce che ti rimane dentro, ti trasporta,
fino a farti volare via con quel soffio di vento di cui parla....
Già, è
bravino, forse dovrei farti ascoltare qualcosa.... ;-)
Sono qui, dicevo,
e ho deciso di uscire allo scoperto.
Devi sapere che seguo
te e i ragazzi della fattoria ormai da qualche mese, rimanendo nell'ombra,
navigando tra le pagine del sito in cerca di informazioni, ascoltando suggerimenti
in trepidante attesa di news che riguardino il Nostro.
Oggi finalmente riesco
a trovare il tempo di presentarmi:
Mi chiamo Luca, 21
anni ad agosto, professione Web designer,
Dylan dipendente da
3 anni, da quando mio fratello mi fece acoltare per la prima volta Blowin'
.... un colpo di fulmine.... già..... mio fratello... un po' mi
vergogno.... perchè?
Perchè aveva
solo 14 anni!!!!! Alla faccia dei giovani che non ascoltano più
certe cose.....
Così è
avvenuto il mio incontro con il Maestro e da allora non ne posso fare a
meno!
Averlo davanti al
concerto di Milano ( per la cronaca ero tra quelli con il biglietto da
66.000 che sono stati scavalcati dalla folla impazzita comprendente mio
fratello & CO!!) è stato FANTASTICO e quasi surreale... e nonostante
il fatto che fosse il mio primo concerto si sentiva nell'aria che c'era
un'atmosfera magica, si vedeva che Bob aveva voglia, si divertiva con noi.
Aveva quel suo modo
strano di aggiustarsi i capelli che ancora oggi ricordo... e poi gente,
tanta gente, ragazzini mischiati a ragazzotti di una certa età,
ricordo un signore con i capelli bianchi in piedi sulla sua sedia che sembrava
quasi posseduto!!
Bene, mi fermo qui
altrimenti mi metto a piangere....
Ok, adesso che mi
sono presentato mi sento già meglio, x me è come essere entrato
nella famiglia.
A proposito ho pensato
che un ragnetto nella fattoria sia d'obbligo e quindi chiamatemi pure Luca
"Spider"
Vi mando un saluto.
Un bacio a tutte le
fanciulle nonchè un abbraccio virtuale a Michele che è entrato
ufficialmente nella lista dei miei idoli (4° posto a parimerito
con Alvaro Vitali!) dopo aver pubblicato questo sito.
Bye Bye
Luca "Spider"
P.S. Ci si vede a Brescia!!!
Ciao Luca, solo al
quarto posto col grande Vitali?... Spero che ai primi tre ci siano Tomas
"Er Monnezza" Milian, Edwige "L'insegnante viene a casa" Fenech e Bombolo
"Venticello", miei miti di sempre... Se non sono loro fammi sapere chi
c'è che sono curioso... Il concerto di Milano è stato uno
dei migliori cui abbia mai assistito. Quella sera Bob mi sembrava veramente
in forma... Per quanto riguarda le scrollate di capelli ti anticipo che
sta per partire una nuova classifica di Maggie's Farm relativa ai concerti
in cui Bob ha compiuto più volte il rito... Fateci sapere amici
in ascolto: qual è lo show in cui Bob si è "frullato" la
chioma per il maggior numero di volte?... (ehm... sto scherzando naturalmente...
non mandatemi niente...).
Ciao Spider e fatti
vivo (magari con le tue classifiche dylaniane... hai visitato le due pagine
relative?...), Michele "Napoleon in rags"
602) Ciao ragazzi
sono Arcangelo è tempo che non mi faccio sentire. Michele, volevo
farti i complimenti
per come stai ampliando il sito.Ricordo ancora il primo
talkin' ora siamo
al 63.Ed ora hai messo su uno dei più grandi siti su
bob.Ragazzi BOB VIENE
A NAPOLI.Non è magnifico?Colgo l'occasione per salutare
Leonardo.Chissà
se io e lui non ci incontreremo ancora per un'altra
invasione.Stavolta
giochiamo in casa.Tu verrai Michele?Fammi sapere.Io sarò anche
ad Anzio.Voglio salutare
Carlo e tutti gli altri.Sono troppo felice.Magari
suonerà Lily
rosemary and the jack of hearts (forse è troppo).
Ciao, Arcangelo
Ciao Arcangelo (niente
nome di animale?...) e bentornato; a Napoli spero proprio di esserci...
magari facciamo una riunione della vecchia guardia maggie'sfarmiana...
Ti farò sapere.
Ciao, Michele
603) Avete letto le
nuove strips di Zimmy?
Napoleon
604) Ciao Michele.
Ho finalmente i biglietti per il mio primo Dylan, dopo tanto tempo passato
ad ascoltarlo e a leggerlo senza soluzione di continuità.
Volevo con questa
mail ringraziare Carlo, Anna e Leonardo, per i loro preziosissimi cd. Credo
che nell'iniziativa del Dylan tree ci sia davvero una grande voglia di
condividere Dylan senza ritorni e guadagni, e questo è molto bello
e molto raro, persino in rete, dove molto spesso il " free " è puramente
di facciata. Grazie davvero, dunque,
se adesso ho
decine di cd di Bob live che non avrei mai immaginato di poter avere.
A parte i ringraziamenti,
volevo chiedere al guru una curiosità: la canzone Rita May è
di Dylan o è una cover ? E' una canzone molto lennoniana del periodo
beatles 63-65, sembra quasi una presa in giro di quella musica.
Ma tutta questa premessa
di mail ha solo ritardato la dolorosa enunciazione delle mie 10 canzoni
di Dylan da mettere in classifica. Premesso che per me fare una cosa del
genere è reato, mi tolgo sto dente, anche se ci metto il commento
di una riga ogni tanto.
1) Visions of Johanna
( that conquer my mind...)
2) Simple twist
of fate ( riduce la compagni di viaggio degregoriana ai minimi termini)
3) Desolation Row
( mi unisco al coro )
4) Like a rolling
stone
5) Jokerman ( ragà,
io esco pazzo a sentirlo cantare sta canzone )
6) Tangled up in blue
( certo cantata da Michele è un'altra cosa, mi dicono )
7) Up to me ( della
serie come si fa a scartare da un album una canzone del genere )
8) Most of the time
( molto U2...)
9) Slow train coming
( il massimo della collaborazione con Knopfler )
10) Don't think twice
it's allright ( in nome e per conto di tutte le canzoni della trilogia
folk )
Bene, mi hai fatto
compiere questo scempio.
Molte grazie.
Saludos, Mino
Ciao Mino, il tuo discorso
iniziale mi dà l'occasione di precisare una cosa che non mi sembra
di aver mai detto su MF. Quando anni ed anni fa ero un principiante dylaniano
ho spesso pagato e molto per chicche dylaniane (copie intendo). Quando
sono diventato un dylaniano esperto ho deciso che non avrei mai voluto
una lira che fosse una da altri dylaniani giovani per la copia di video
o boot e mi sono sempre fatto mandare esclusivamente i supporti per la
registrazione e le spese postali per l'invio. E' la mia filosofia da sempre
e non riuscirei mai a dormire la notte se pensassi di aver guadagnato dei
soldi "vendendo" Bob... ed in questa ottica si inserisce la meritoria iniziativa
di Carlo Pig (il Porcile di Maggie's Farm) che voglio lodare pubblicamente...
Rita May non è
una cover ma una canzone originale di Dylan. Magari influenzata da cose
passate... Con Bob firma il pezzo Jacques Levy visto che Rita May è
un out take di Desire l'album scritto quasi interamente da Bob (musica
e testi) con Levy (testi). E' una canzone che adoro soprattutto nella versione
live del boot "Rolling thunder revue" ed il verso I'm
gonna have to go to college 'Cause you are the book of knowledge, Rita
May è uno dei miei preferiti di Bob.
A volte è chiamata anche Rita Mae... Levy è un celebre autore
teatrale ed è famoso soprattutto per il celeberrimo "Oh Calcutta".
Mi hai fatto venire
la voglia di tradurla... eccola qui sotto:
RITA MAY
words Bob
Dylan and Jacques Levy
music Bob
Dylan
Rita May, Rita May,
You got your body in the way.
You're so damn nonchalant
But it's your mind that I want.
You got me huffin' and a-puffin',
Next to you I feel like nothin',
Rita May.
Rita May, Rita May,
How'd you ever get that way?
When do you ever see the light?
Don't you ever feel a fright?
You got me burnin' and I'm turnin'
But I know I must be learnin',
Rita May.
All my friends have told me
If I hang around with you
That I'll go blind
But I know that when you hold me
That there really must be somethin'
On your mind.
Rita May, Rita May,
Laying in a stack of hay,
Do you remember where you been?
What's that crazy place you're in?
I'm gonna have to go to college
'Cause you are the book of knowledge,
Rita May.
RITA MAY
parole Bob
Dylan e Jacques Levy
musica Bob
Dylan
Rita May, Rita May
il tuo corpo crea
guai
sei così dannatamente
disinvolta
ma è la tua
mente che io voglio
Sto ansimando e sbuffando
vicino a te mi sento
una nullità
Rita May
Rita May, Rita May
come fai a comportarti
così?
Quando infine vedrai
la luce?
Non ti spaventi mai?
Sto girando e rosolando
ma so che ho bisogno
di una lezione
Rita May
Tutti i miei amici
mi hanno detto
che se ti ronzo intorno
diventerò cieco
Ma so che quando mi
abbracci
significa che deve
esserci qualcosa
nella tua mente
Rita May, Rita May,
distesa in un mucchio
di fieno
Ti ricordi dove sei
stata?
In quale folle posto?
Devo andare al College
perchè tu sei
il libro della conoscenza
Rita May
Ciao, Michele "Napoleon in rags"
605) caro professore,
quanto tempo da quando
almeno una mia lettera infestava ogni pagina della
posta... un saluto
a tutti gli abitanti della fattoria.
Ti scrivo per annunciare
una nuova pagina del "porcile di Maggie" dove
ognuno può
pubblicare la propria lista di bootleg e consultare le altrui, al
fine di facilitare
gli scambi e la ricerca di cd e video. Chi volesse
pubblicare la propria
lista può spedirmi una e-mail all' indirizzo
ilmio.divista@infinito.it
con oggetto "lista" e l' elenco dei cd allegato in
formato txt (blocco
note di windows) in modo che sia leggero e che possa
essere pubblicato
senza essere trasformato in pagina web. Alcuni
suggerimenti per la
compilazione della lista, che dovrebbe contenere:
1) l' indirizzo al
quale volete essere contattati
2) le regole per lo
scambio e per la masterizzazione (disk-at-once, mp3,
velocità di
copia, etc.)
3) la lista dei titoli
con eventuali note sul contenuto, sulla qualità dell'
audio, sui difetti
del cd originale e su quelli della copia che si possiede,
etc.
Naturalmente, nello
spirito del porcile, è vietato lo scopo commerciale cioè
non sono accettate
le liste di chi vuole vendere cd.
La pagina delle liste
è linkata su quella principale col titolo "porcherie".
Carlo Pig
606) Ciao Michele,
Ti do la buona domenica
con questo articolo in cui Ivano Fossati fa gli auguri a Dylan.
L'articolo proviene
dal Il Secolo XIX di stamattina (prima pagina)
Ciao Antonio Cat
Giovedì l'anniversario
Il 20 luglio,giorno
del G8,sarà in concerto alla Spezia
Buon compleanno Dylan
Compie 60 anni la
voce della protesta
di
IVANO
FOSSATI
Di Bob Dylan amo l'essere
costantemente simile a se stesso.Trovo che l'estrema curiosità e
la caparbietà siano aspetti molto vicini,che finiscono col toccarsi.
C'è una caparbietà di taglio letterario e musicale altissimo,in
Dylan.
Il fatto di non aver
mai voluto rinunciare a se stesso, in maniera monolitica, mi è sempre
piaciuto. E non soltanto in lui. Ci sono artisti in cui ammiro qualcosa
di molto più alto della coerenza, qualcosa di granitico ma che ha
un significato e uno spessore forti.
Mi viene da pensare
a Dylan,a lui ai suoi 60 anni. E in Italia i viene da pensare a Francesco
De Gregori che credo abbia fatto,dentro di sé,una scelta simile.Di
essere uguale a se stesso,sempre e comunque. Una scelta che travalichi
di molto la monotonia, e che diventi qualcosa di simbolico e importante.
Un'altra considerazione.
Sull'età. Oggi,
a 60 anni,si può essere addirittura più pericolosi per i
concorrenti più giovani. Ed è così perché sono
saltate tutte le barriere, le presunte regole che governavano gli stereotipi
sull'età negli anni 50 e 60.
Ricordo benissimo
che,quando ero ragazzo io, un quarantenne era già vecchio.
Ora, un sessantenne
può essere infinitamente più innovativo di un ripetitivo
ventenne. Oggi nulla ha più senso, non esistono più le regole
di quel passato. E molti artisti italiani e internazionali suscitano un
grande interesse sui ragazzi,sugli adolescenti. Infatti sono sempre di
più i giovanissimi che s'incuriosiscono di quello che fa un artista
cinquantenne, se non
più vecchio. Non so interpretare che segno sia, né voglio
dire che è il miracolo dei nostri tempi. Potrebbe anche essere una
distorsione. E forse fra cent'anni ce ne accorgeremo. Ma per ora è
così.
Quindi, buon compleanno
Bob Dylan.
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