Talkin' Bob Dylan Blues
la posta di Maggie's Farm
parte 56

481) Ho qualche notizia su "La ballata dell'eroe" di De André che forse vi può essere utile.
Viene incisa da De André per la Karim (Kn 103) nel 1961, come retro della "Ballata del Miché".
Luigi Tenco la incide per la Ricordi nel 1962. De André la reincide nel 1968 per il "Volume 3" pubblicato dalla Bluebell. (Vedi la discografia di Luciano Ceri pubblicata in appendice a Doriano Fasoli Passaggi di tempo Edizioni Associati, Roma, 1999)

Posso aggiungere una testimonianza personale circa il rapporto con Dylan. Conversando qualche mese fa con Dori Ghezzi, Fernanda Pivano e Cesare Romana, ho naturalmente chiesto a Fernanda Pivano di parlare di Bob Dylan e dei suoi rapporti con De André. Circa l'antimilitarismo ha sostenuto che le prime composizioni di De André - e ha citato esplicitamente "La ballata dell'eroe" - sono state scritte prima di quelle di Dylan,
e comunque senza conoscerlo. Si tratta quindi di due artisti che secondo i rispettivi codici culturali si muovono in completa indipendenza, e Fabrizio questa volta anticipa Bob.

Spero di esservi stato utile.   Gianni (sto pensando al nome di fattoria, ma non è facile...)

Ciao Gianni, bene! Diamo al grande Fabrizio quel che è di Fabrizio.
Michele



 

482) Avete letto le nuove strips di Zimmy?


483) Ciao Michele,
sono Stefano Gemelli da Rovigo (ti ricordi? Mi hai spedito ormai più di tre mesi fa 3VHS con Renaldo & Clara, Don' t look back e alcuni videoclip). E' inutile che stia a scusarmi per l' imperdonabile ritardo con cui ti rispondo, prima di tutto per ringraziarti, poi per proporre ad un esperto come te qualche mio parere sui video. A mia parziale discolpa devo dire che in questi mesi mi si sono accavallati una serie di impegni (studio ed altro), la rottura del videoregistratore e l' acquisto di alcuni nuovi (per me!)cd di Bob che mi hanno completamente "assorbito". Tra l' altro volevo rivedere il materiale almeno due volte prima di lasciarmi andare in qualche commento, ma a tutt'oggi non mi  è stato possibile, e così vada per le prime impressioni...
DON' T LOOK BACK: L' ho guardato per primo perchè mi sembrava in ogni caso utile mantenere un certo ordine cronologico nel guardare i filmati.
A dire il vero per me non è stata una prima visione assoluta :alcuni anni fa sono riuscito a beccarlo a notte fonda su una TV tedesca! Era in inglese sottotitolato in tedesco (quindi puoi immaginare cosa avevo capito) e inoltre vidi solo l' ultima parte. Rivedendolo oggi, con il mio inglese un po' migliorato,e qualche conoscenza dylaniana in più, mi sono fatto un' idea un po' più chiara di che cos' è DLB. Lo trovo un' ottimo film-documenteario che ben descrive e ripropone l' atrmosfera che si respirava attorno a Dylan durante il suo tour inglese.Ne ho apprezzato soprattutto le scene più "in
presa diretta" in cui si vede cosa accade nella camera di Dylan, per esempio, con Joan e gli altri attorno mentre dialogano e scherzano tra loro; o quando Bob è in macchina con Grossmann (si scrive così?)che legge sul giornale gli articoli su di lui. Ottime anche i momenti dei concerti: in questo caso non tanto per le riprese quanto per la musica...
A onor  del vero alcuni lunghi dialoghi non sono a tutt'oggi riuscito a decifrarli (per questo voglio riguardarlo quanto prima), anche se alcune scene sono eloquenti da sole (vedi l' incontro con Donovan).
Ho almeno una domanda da farti:anche Eat the document è sullo stesso genere e stile?

Assolutamente sì... Secondo me i due documentari si equivalgono e sono molto molto simili solo che Eat the document è a colori e contiene una stratosferica versione di Ballad of a thin man come out take, forse la migliore versione di quel brano che io abbia mai sentito...

RENALDO & CLARA: Beh penso di non averci capito quasi niente: c' è qualcuno che ha compreso il significato del film alla prima visione?
In realtà, però ne sono stato positivamente affascinato: prima di tutto ho ascoltato una meravigliosa colonna sonora.Le versioni live di alcune vecchie canzoni sono semplicemente MERAVIGLIOSE:
su tutte forse "She belongs to me" e "It takes a lot to laugh...";per non parlare di alcuni pezzi che non conoscevo (forse cover?) come "People get ready".

Sì. Non è di Bob.

Puoi immaginare come sono stato contento di aver trovato la soundtrack completa del film nel CD-R preparato da Carlo  che mi è di recente arrivato... Per quanto riguarda il film in sè: un aiuto a seguirlo l' ho certamente trovato nel tuo sito leggendo la sinossi (che tra l' altro avevo trovata, simile ma meno completa e comunque in inglese, da qualche altra parte sulla rete).

Sì la mia sinossi era ripresa da quella che citi anche se la mia è lunga il triplo dal momento che ho aggiunto un mucchio di aneddoti, di dati e di riflessioni mie personali.

No, non ho trovato un senso che mi spieghi tutto il film, però è veramente un film DI Dylan: cioè credo che che lì ci sia veramente un messaggio SUO o comunque un suo punto di vista, sè stesso così come era e si sentiva in quel periodo.E' un' opera
molto personale e questo la rende un' opera d' arte.Certe scene comunque sono forse più "facili": la fuga dalla prigione o ,verso la fine, quella con Dylan, Sara (finalmente l' ho vista!) e Joan:che complesso rapporto con le donne della sua vita...!Molto belle anche le scene di interviste a gente comune sulla questione Hurricane: con in sottofondo il capolavoro e quei blocca-immagine ad effetto.

Come ho già scritto in passato io considero Renaldo and Clara un capolavoro non solo per quanto riguarda le opere di Dylan ma in assoluto. Un film geniale ancor di più se si considera l'epoca in cui è stato girato.

Infine i VIDEOCLIP: purtroppo qui, in generale, sono  rimasto un po' deluso.A quello dei
Traveling Wilburys (Handle with care) dò un sei, ma nulla più. La delusione più cocente è per Sweetheart like you: la canzone la conoscevo ed è stupenda, ma perchè rovinarla con un video del genere? Forse sono io che sono abituato ai video di oggi che sono spesso quasi dei film con delle storie sempre più complesse dietro ecc., ma questo, mi dispiace merita un 4 secco. Sia chiaro: non è che prendo per oro colato tutto quello che fa Dylan, e viceversa se c' è qualche sua produzione che non mi piace, ciò non intacca per nulla il giudizio mio complessivo su di lui e i suoi lavori.Jokerman, viceversa pur essendo un video "all' antica" mi piace molto e rispetta la canzone  (stupenda) che accompagna... Buono anche il video di Everything is broken (ma si autocita i suoi
video precedenti?Puoi spiegarmelo un poco?).

Credo semplicemente che ci fosse la necessità di realizzare un video per quella canzone e per mancanza di tempo e probabilmente di disponibilità da parte di Dylan si è optato per il riciclaggio di vecchi spezzoni filmati. La cosa paradossale è che il risultato è eccellente proprio come nel caso di Series of dreams realizzato con una tecnica simile di rimontaggio di vecchi filmati e che secondo me è un autentico capolavoro, assolutamente affascinante e suggestivo.

Disastroso a mio avviso Tight connection to my heart: non avevo mai sentito la canzone, pur conoscendone il testo e l' album di appartenenza, ma il video non ha consistenza, mi sembra che si barcameni tra donne troppo vecchie e lui che sembra  una brutta controfigura di sè stesso. Sò che mi lincerai per questo giudizio (ho appena letto i tuoi sul sito): forse, ripeto, sono troppo abituato ai moderni videoclip...(per la cronaca sono perfetti things have changed e Not dark yet...).

A me il video di Tight connection piace moltissimo ma forse anche perchè l'ho visto all'epoca e ci sono in un certo modo affezionato per una questione di nostalgia. Anche riguardandolo adesso comunque mi piace molto e lo trovo molto autoironico con un Dylan che quasi si fa beffe della sua stessa immagine.

Questi, ti ripeto, sono ancora commenti a caldo (nonstante siano passati mesi da quando li ho visti) e quindi particolarmente sensibili di variazioni.Mi piacerebbe comunque partecipare, nel mio piccolo, alla posta di Maggie' s farm per esprimere qualche mio parere in generale su Dylan, ma soprattutto per raccontare come l'ho conosciuto e perchè (a molti può sembrare strano) mi piace così tanto.
A presto, Stefano

Bene Stefano, allora alla prossima. Napoleon

484) Ciao Michele,
recentemente sul newsgroup di De André sono comparse le traduzioni di "John
Birch" e "Ballad of Ira Hayes"; te le invio col permesso di Riccardo Venturi
che le ha curate. Carlo

Ciao Carlo. Eccoli riportati qui sotto... Il testo di John Birch lo avevo già tradotto per la sezione Testi in italiano di MF ma riporto anche questo perchè probabilmente è migliore del mio. Ciao, Napoleon

Talkin' John Birch Paranoid Blues

well I was feeling low down and blue
i didn't know in the world what I was gonna do
them commies they were coming around
they were in the air
they were all over the ground
they wouldn't give me no peace

well i run down most hurriedly
and joined the john birch society
get me a secret membership card
started walking off down the road
oh biy I'm a real john bircher now
look out you commies

well we agree all with hitler's views
altough he killed six million jews
it don't matter too much if he was a fascist
al least you can't say he was a communist
that's to say like if you got a cold
take a shot of malaria

oh I was looking everywhere for them reds
I got up in the morning
looking under my bed
looked in the stove behind the door
looked in the glove department of my car
couldn't find them

well I looked underneath everything
behind the chair
looking for them reds everywhere
I even looked up my chimmey hole
looked down deep inside my toilet bowl
they got away

I was home I started to sweat
I figured they was inside my tv set
peeked behind the picture frame
got a shock from my feet right to my brain
them red caused it
I know they did them hard core ones

well I quit my job so I could work all alone
and I changed my name to sherlock holmes
follow some clues from my detective bag
I doscovered there was red stripes
in the american flag
oh betsy ross

investigated all the books in the library
ninety percent of those gotta be thrown away
investigated all the people that I knowed
ninetyeight percent of them gotta go
the other two percent are fellow birchers
just like me

now eisenhower he's a russian spy
rooselvet lincoln and that jefferson guy
to my knowledge there's just one man
that's really a true american george lincoln rockwell
I know for a fact he hates commies
because he picketed the movie exodus

well I finally started thinking straight
when I ran out of things to investigate
couldn't imagine anything else
so now you find me at home investigating myself
hope I don't find out nothing
good god

Bob Dylan
 

Bè, mi sentivo abbattuto e triste,
Non sapevo che cazzo fare al mondo.
Quei comunisti stavano per arrivare
Eran nell'aria, in terra,
Erano da tutte le parti
Non mi davan pace un secondo

Allora corsi di volata
A iscrivermi alla Società John Birch [*],
Mi diedero una tessera segreta
E me ne andai in giro per le strade.
"Minchia, ora sono un vero gionbirciano,
State attenti, comunisti."

Noi approviamo tutto quel che diceva Hitler,
Anche se ha ammazzato sei milioni di ebrei;
E non me ne frega se era un fascista,
Almeno non si può dire che era comunista.
Come dire, se hai preso il raffreddore
Fatti una puntura di malaria

Cercavo dappertutto rossi su rossi,
Mi alzavo la mattina
E guardavo sotto il letto,
Dentro la cucina, dietro la porta,
Nel portaoggetti della macchina;
Ma non ce la facevo a trovarli

Insomma guardavo sotto ogni cosa,
Dietro la sedia, cercando
I rossi dappertutto,
Guardai persino nella cappa del camino
E giù dentro al waterclose:
Eran scappati

Ero a casa e cominciai a sudar freddo
Pensando che fossero dentro la tivvù,
Diedi un'occhiata dietro al pannello
E mi presi una scossa diritta al cervello
Erano stati loro, i rossi,
Li conosco quelli duri e puri

Mi licenziai per far tutto da solo,
Cambiai il mio nome in Sherlock Holmes,
Cercavo coi trucchi della mia borsa da investigatore
Scoprii che c'eran strisce rosse
Nella bandiera Americana
Cazzo di budda

Analizzai tutti i libri della biblioteca,
Il novanta per cento era spazzatura
Investigai tutti quelli che conoscevo
Il novantotto per cento eran da buttar via
L'altro due per cento erano camerati birciani
Proprio come me

Eisenhower è una spia dei russi,
E anche Roosevelt, Lincoln e pure Jefferson
Che io sappia ce n'è uno solo
Che sia un vero americano, George Lincoln Rockwell [**]
Lui sì che odia i comunisti,
Persino al film "Exodus" ha fatto il picchettaggio [***]

Ora, alla fine, mi è apparso tutto chiaro:
Non avevo più niente da investigare.
Non sapevo più che pesci pigliare,
E ora sto qui a casa a investigare me stesso
Sperando solo di non scoprire
Che sono rosso.

(1963)
_________________________________________________

[*]
Società di estrema destra, antisemita, fortemente anticomunista,
imperialista in politica estera e reazionaria in quella interna. Fu
fondata nel 1958 prendendo il nome da John Birch, una spia americana in
Cina durante la II guerra mondiale. Nel 1961 divenne famosa per una
campagna di stampa dove sosteneva che Franklin Delano Roosevelt, Harry
Truman e Dwight Eisenhower erano stati degli agenti segreti delle
"potenze comuniste". La Società John Birch era formalmente condannata da
più o meno tutte le forze politiche USA, ma era abbastanza potente da
impedire, all'epoca, che Bob Dylan cantasse questa canzone in TV.

[**]
George Lincoln Rockwell (1918-1967) fu il fondatore del Partito Nazista
Americano (National-Socialist American Party; si noti che la sigla,
NSAP, ricorda da vicino quella del partito Nazista hitleriano, NSDAP). I
fini immediati del NSAP di Rockwell erano quelli di contrastare con
bombe e omicidi il movimento dei diritti civili ai negri. Nel 1967,
George Lincoln Rockwell fu assassinato, pare da un killer pagato dal suo
successore alla presidenza del partito. Ricordiamo che la sua figura fu
interpretata da Marlon Brando in un serial televisivo di qualche anno
fa.

[***]
Ovviamente perché è una storia di ebrei.
____________________________________________________
 

THE BALLAD OF IRA HAYES

Gather around me people, and a story I will tell
About a brave young indian -- you should remember well,
>From the tribe of Pima Indians, a proud and peaceful band,
Who farmed the Phoenix valley in Arizona land --
Down their ditches for a thousand years the spakling water rushed,
Till the white man stole their water rights and the running water
hushed
Now Ira's folks were hungry
And their farms grew crops of weeds,
But when war came, he volunteered and forgot the white man's greed.

They started up Iwo Jima hill, two hundred & fifty men,
But only twenty seven lived to walk back down again;
And when the fight was over and Old Glory raised,
Among the men who held it high was the Indian Ira Hayes.

Ira Hayes returned a hero, celebrated through the land,
He was wined and speeched and honored, eveybody shook his hand.
But he was just a Pima Indian -- no money, no crops, no chance;
At home nobody cared what Ira 'd done, and when do the Indian dance?

The Ira started drinking hard, jail often was his home,
They let him raise the flag there and lower it as you'd throw a dog a
bone
He dided runk early one morning
Alone in the land he'd fought to save,
Two inch of water in a lonely ditch was the grave for Ira Hayes.

Yes, call him drunken Ira Hayes,
But his land is still as dry
And his ghost is lying thirsty in the ditch were Ira died.
 

Peter La Farge
 

* "Ira Hayes" è una storia vera.
L'autore Peter La Farge era un nativo americano che aveva combattuto
anche lui per gli stati uniti. In Corea.
 

LA BALLATA DI IRA HAYES
Peter La Farge

Venite qui attorno a me, gente, e vi racconterò una storia
Su un giovane indiano coraggioso - e ricordatevelo bene,
Della tribù dei Pima, una tribù fiera e pacifica
Che coltivava la valle di Phoenix, in terra d'Arizona.
Dai loro fossi, per mille anni, era uscita acqua zampillante
Finché l'uomo bianco non rubò loro i diritti idrici, e l'acqua corrente
tacque.

Ora, la gente di Ira era affamata
E le loro fattorie erano in preda alle erbacce;
Ma quando arrivò la guerra, lui andò volontario e scordò l'avidità
dell'uomo bianco.
Sulla collina di Iwo Jima eran saliti duecentocinquanta uomini,
Ma solo ventisette sopravvissuti ne discesero;
E quando la battaglia ebbe fine, e fu innalzata la Old Glory [*],
Tra quelli che la tenevano alzata c'era l'indiano Ira Hayes.

Ira Hayes fece un ritorno da eroe, fu celebrato per tutto il paese,
Fu bevuto vino e si tennero discorsi in suo onore, tutti gli stringevan
la mano.
Ma era solo un indiano Pima  -- non aveva soldi, né terra, né nulla;
A nessuno a casa gliene fregava di quel che aveva fatto, e quando mai
ballano gli indiani?

Allora Ira cominciò a bere forte, spesso stava di casa in galera,
Là gli facevano alzare e abbassar la bandiera, come buttassero un osso
ad un cane;
Morì ubiraco una mattina preso,
Da solo, nella terra per la cui salvezza aveva combattuto;
Cinque centimetri d'acqua in un fosso sperduto furon la tomba
di Ira Hayes.

Si, chiamatelo Ira Hayes l'ubriacone,
Ma la sua terra è ancora secca
E il suo fantasma giace assetato nel fosso dove è morto.
____________________________________________________

[*] Così e detta la bandiera USA.



 

485) carissimo napoleon,ho letto in una vecchia sezione della posta che chiedevi notizie circa una classica ballata cantautorale italiana.Se ti serve ancora avere notizie,si tratta di una canzone di edoardo de angelis,la canzone s'intitola "una storia americana",l'ellepi "anche meglio di garibaldi",l'anno e' il 1980.spero di esserti stato
utile,complimenti per il sito,ci sentiamo.ciao!

Ciao. Non so davvero come ringraziarti. Quando ho letto la tua mail ho fatto un sobbalzo sulla sedia per la contentezza. Erano anni che avevo questo maledetto dubbio su quella canzone e grazie a te ora il mistero si è dissipato. Naturalmente cercherò subito quell'album perchè quella canzone mi piaceva veramente un casino. Ciao e grazie ancora, Michele


486) Ciao,
ho consultato con molto interesse il tuo sito su Bob Dylan....e raccolgo il
tuo invito a segnalarti altre cover di Bob Dylan non comprese nella tu
pagina !
Comincio con "Don't think twice it's all right": ne esiste una versione in
italiano, tradotta da Mogol con il titolo "E' inutile sedersi e domandarsi"
ed interpretata da Bobby Solo, che la incluse nel suo L.P. "Bobby folk" del
1969....in quest'album c'e' anche "Addio Angelina", sempre tradotta da
Mogol, che e' "Farewell Angelina".
Mogol ha anche tradotto "Mr. Tambourine man", che e' diventata "Mister
Tamburino" ed e' stata interpretata dai "Minstrels" nel 1965.....qualche
anno dopo anche Paola Turci ha cantato questa traduzione.
"L'uomo che sa" e' la versione italiana di "Masters of war", tradotta da
Rudy Assuntino e da lui cantata nel 1966 in un 45 giri.
"Via della poverta'", cioe' "Desolation row", e' stata incisa da De Andre'
nel 1974, e non nel 1975.
"Pietre", cantata da Antoine al festival di Sanremo del 1967, anche se e'
firmata solo da Ricky Gianco e Gian Pieretti, in realta' ha il testo
praticamente identico a "Rainy day women n° 12 & 35".....ed anche la musica
e' simile....(per usare un eufemismo !!).
La versione di "If not for you" di Olivia Newton-John e' del 1971 e non del
1982.
"Ai miei figli che diro'" di Adriano Pappalardo e' la versione in italiano
di "Knockin' on heavens door".
"Series of dream" e' stata tradotta da Francesco De Gregori con il titolo
"Serie di sogni", ma e' stata incisa da Mimmo Locasciulli nel suo disco "Il
futuro".
Nell'album "Murders ballads" di Nick Cave (1996) c'e' una sua versione di
"Death is not the end" eseguita con P.J. Harvey, Kelly Minongue e Shane
McGowan (dei Pogues).
"If you gotta go go now" nel 1966 e' stata incisa dai Kings in inglese nel
loro album omonimo (e non tradotta come invece "It ain't me babe" e
"Blowin'in the wind", contenute nello stesso unico L.P. del guppo veronese).
Spero di esserti stato utile !!
Salutissimi
Vito

Ciao Vito e grazie per il tuo prezioso contributo. Inserirò quanto prima i dati che hai elencato nella apposita pagina "May your song always be sung". L'unica di cui ero a conoscenza era la canzone di Antoine che però non avevo inserito perchè ufficialmente non sarebbe una cover di Dylan anche se come tu dici è praticamente uguale a Rainy Day... Al limite la citerò come curiosità.
Ciao e grazie, Michele



 

487) Sono sicuro che tanto,appena,si confermeranno le
eventuali date italiane di Dylan ci ritroveremo tutti
a seguire sotto il palco Dylan e i suoi
musicisti,comprese le scalette.
Che Dylan sta ricominciando a eseguire sempre gli stessi
brani ci sono le scalette del nuovo Tour Nipponico e
Australiano a confermarlo.Che la Band sia sempre
quella mi sembra che leggendo le varie recensioni dei
sopracitati concerti non c'e' in atto alcun
cambiamento.
Riguardo alla musica o meglio alle sonorita' non posso
dire nulla fino a quando non sentiro' qualche cosa,ma
a naso sono quasi sicuro che il sound sia sempre
quello.
Il fatto e' che secondo me Dylan sta facendo
Dylan,cioe' del pubblico poco gli importa e d'altra
parte come potrebbe soddisfare e/o accontentare  le
orecchie di tanta gente che va' ad un suo concerto!
Quindi ogni tanto si riposa lui e il suo seguito,e poi
riprende la sua strada fatta di solite set-list con
qualche variazione.
Contento lui,contenti tutti.
Forse fa' le solite songs per le nuove
generazioni?Forse le esegue perche' e'  stanco di
ripescare altre nuove songs e quindi di essere
costretto a  provarle e riprovarle,pertanto si
astiene,e rimane su quelle gia' rodate e ben
consolidate.
Una volta Joan Baez disse"....Dylan non me lo vedo
stare seduto a casa.....",e penso che questa sia la
cosa piu' significativa del perche' Dylan sta sempre
on the road,nel senso che forse per lui e' piu'
importante stare sulla strada a suonare, al di la' che
faccia piu' o meno le solite scalette al di la' del
pubblico,al di la' della critica che gli si puo'
muovere  sul  perche' o meno esegue le solite song,o
sul perche' la Band sia sempre la stessa.
Il risultato finale e' fare MUSICA!
Quindi fare musica con la solita band senza troppi
capovolgimenti ,in effetti,in tutta la sua carriera
concertistica e non ne ha fatti fin troppi,e non
finiremo mai per ringraziarlo di tutto cio'.
Certo appena inizia un nuovo Tour uno si aspetta
qualche cosa di diverso,come appunto inserire un
organo,o un  gruppo di coriste,e forse mentalmente
almeno io ancorati  ancora al passato quando ad  ogni
nuovo  Tour c'era una nuova componente musicale e non
(cambio di musicisti,di songs etc). Forse e' finito
quel tempo, dobbiamo prenderne atto, e accontentarci che venga a
visitare il nostro paese.

Stefano.

Ciao Stefano. Beh, sì... Ovviamente ci ritroveremo tutti sotto il palco di Bob al di là di qualsiasi discussione sulle setlists o sulle sue capacità di guitar player che abbiamo fatto e faremo in futuro su queste pagine. L'amore non bada ad una scaletta ripetuta o  ad un ipotetico assolo di chitarra fuori posto. Michele.


488)  Ciao Michele,
innanzitutto volevo ringraziarti per le parole gentilissime e molto gratificanti che hai riservato al mio album "Song sketches", e poi, ricollegandomi a una lettera e alla tua risposta sempre in Talking54, unirmi anch'io alla schiera di coloro che furono "convertiti al verbo dylaniano" dalla trasmissione televisiva del concerto "Hard rain" una notte di molti anni fa (per me la canzone che segnò una svolta nella mia vita fu proprio "A hard rain's..."). A proposito, sai quale credo che sia un problema
fondamentale dei dischi "live" di Bob? Proprio il fatto che lui "non si veda", intendo dire che non possa trasmettere quel carisma scenico che sempre trasmette, anche quando non fa nulla o fa cose incongrue. Penso ad esempio a una strepitosa versione di "Disease of conceit" (Londra 8.2.1990) che io ho su video e che trasferita su disco suonerebbe ugualmente travolgente ma forse anche confusa e un po' sciatta...Non credo sia un caso, del resto, che molti considerino il più bel live di Bob...il video

"Hard to handle" (anche se è sempre valido il discorso che non si capisce perché fissino su disco alcune versioni e non altre delle canzoni prescelte: in "Real live" c'è una "It ain't me, babe" non brutta, ma nulla al confronto di quella che avevo sentito a Roma in quegli stessi giorni...).
Approfitto per inviarti la mia classifica delle "dieci migliori canzoni" e dei "dieci migliori album" di Bob: taglio corto su scrupoli e difficoltà della scelta, dico solo che ho pensato a cosa farei ascoltare a una persona che non sapesse assolutamente nulla di Dylan. Per le canzoni il problema è anche: quanto considerare i testi e quanto la musica di per sé? Ho cercato di mediare:

1) Like a rolling stone
2) Just like a woman
3) It's all over now, baby blue
4) Don't think twice, it's allright
5) Most of the time
6) Ballad of a thin man
7) Sara
8) When the night comes falling from the sky (magari la versione di "Bootleg series 1-3")
9) Series of dreams
10) In the garden

E questa è la classifica degli album (che forse innescherà qualche polemica):

1) Blonde on blonde
2) Bringing it all back home
3) Highway 61 revisited
4) Desire
5) Planet waves
6) The freewheelin' Bob Dylan
7) Oh mercy
8) Slow train coming
9) Good as I been to you
10) Blood on the tracks

Concludo scommettendo sulla vittoria dell'Oscar da parte di Bob: non tanto per lui o per il valore della canzone, quanto perché prevedo una strana voglia di imbalsamazione del "mostro sacro" da parte dei giurati, sempre pronti a riconoscere la grandezza di registi, attori ecc. con buoni venti anni di ritardo ("Pat Garrett" è del 1973...)
A presto
Sandro Naglia
sandronaglia@tiscalinet.it

Ciao Sandro, le tue classifiche saranno presto conteggiate nella apposita pagina di MF. Mmm... Blood on the tracks all'ultimo posto?... Forse è per questo che dici che la tua classifica innescherà delle polemiche?... Può darsi, anche se guardando gli album che gli hai preferito non si può certo dire che lo hai fatto scavalcare da dischi minori, anzi... Per l'oscar io incrocio le dita...
Ciao, Napoleon


489) Caro Michele,

ho letto il tuo commento sulla mia lettera circa i concerti attuali di
Bob. Innanzitutto vorrei dirti di non preoccuparti dei piccolissimi
tagli operati sulla stessa dal momento che il senso di quanto volevo
intendere risulta perfettamente chiaro (ben altri sono i tentativi di
censura che appaiono all'orizzonte !!). D'altra parte non era
assolutamente mia intenzione essere offensivo, piuttosto avrei voluto
trasmettere con enfasi la mia passione per l'argomento, sottolineando
il mio disaccordo rispetto ad alcune affermazioni che non ritenevo (e
non ritengo) giuste.
Ad ogni modo i trionfi nippo-australiani confermano il fatto che le
attuali scelte in termini di set-list ed arrangiamenti risultano molto
più gradite al grande pubblico rispetto al recente passato.
Certo, anche a me piacerebbe ascoltare brani da tempo non eseguiti
(come, ad esempio, Hurricane o altri tratti da Desire). Probabilmente
Bob non se la sente di cantarli per una questione di voce (anche se
molto migliorata ultimamente); pensa alla difficoltà di raggiungere le
tonalità alte di una melodia "gitana" come One More Cup Of Coffee.
Comunque non mi dispiacerebbe affatto di vedere aggiunto qualche
componente/strumento nella band (organo/tastiere, violino) come pure
concordo sul fatto che una voce femminile potrebbe abbellire senza
dubbio il tutto. Come sempre Bob farà tutto a modo suo e chissà cosa ci
aspetta nel prossimo futuro.
Incrociamo le dita per la notte degli Oscar e a presto.

Antonio G.

Ciao Antonio. Risponderò indirettamente a questa tua lettera alla fine di questa pagina della posta in una mia replica ad una mail di Francesco che mi consente di fare il punto della situazione e soprattutto delle importanti precisazioni su un discorso che purtroppo ho visto che ha creato fraintendimenti (anche se mi sembrava di avere esposto in maniera chiara la logica delle mie scelte). Ci sentiamo più giu quindi... Ciao, Michele


490) Ciao, vedo che le discussioni sulla presunta Ossification di Dylan e la
sua capacità chitarristica stanno facendo uscire opioni molto discordi tra
di loro. Per le scalette un po’ troppo ripetitive ( soprattutto per il
calibro di Dylan) vedo che però nelle ultime uscite Australiane qualcosa
comincia a muoversi: ho notato This wheel’s on fire, seeing the realYou at
least, If you see her say hello, Highlands, Standing on the doorway che non
appaiono molto spesso e che rompono un po’ le solite che da 2 anni a
questa parte si sentono ( sempre volentieri, però!!). D’altra parte come
giustamente diceva Antonio, cos’hanno in comune le versioni 97,98 e 2000
di Cold Irons Bound? Avete mai visto un Ligabue o Vasco Rossi che cantano le
proprie canzoni così diversamente dalla versione  CD da farle sembrare
altre canzoni? Ricordo anche che in una discussione tra Dylan e Paul Simon
che si lamentava di dover sempre cantare  The sound of Silence e Mrs.
Robinson Dylan aveva replicato che quelle erano le canzoni che avrebbe voluto
sentire se fosse andato in un suo concerto.
Ovvio che a noi dylaniati che abbiamo sentito più concerti ( se siamo
stati fortunati) vorremmo scalette di canzoni mai sentite, ma un artista deve
cantare ANCHE le canzoni che il Pubblico pagante vuole sentire e dato che
Dylan di queste canzoni ne ha tantissime, trovo anche normale che le canti
lasciando meno spazio per chicche per i fans. Certo, avesse solo 2 o 3
Evergreen potrebbe cantare quelle per il pubblico e le altre fare cose come
Three Angels, Nashville Skyline rag, meet me in the morning, Alberta, canzoni
che molto raramente ha cantato e magari stravolgerle e farle brillare di
nuova luce ( vedi If dogs Run free). In sostanza: non stiamo chiedendo troppo
al nostro uomo, che in fondo ha pure quasi 60 anni? Per la sua abilità
chitarristica, sappiamo che non è un Clapton o un Robertson, ma non è
neppure scarso. Ricordiamoci che è nasce come   Chitarrarista capace, che
accompagna le parole e la melodia, non come virtuoso teso all’assolo. Sul
fatto che a volte sbaglia tonalità o usa accordature un po’ speciali (
diciamo così) mi limito a riferire quanto ha detto un suo band leader Rob
Stoner a proposito di queste critiche che, cosa non nuova, erano state
fatte da Mick Ronson suo chitarrista : “ ….Bob non fa queste cose così ,
a cazzo,  ma per tenere tutti svegli e chi questo non l’ha capito non
merita di stare sulla stessa barca”. Consideriamo che un motivo per cui si
ama Bob Dylan è il continuo rimettersi in discussione  e cambiare
qualsiasi cosa, anche quelle che sembra vadano benissimo per ammantarle di nuova
luce e qualche volta per rovinarle. L’alternativa a questo è cantarle
sempre nello stesso modo. Vogliamo questo, da Bob?  Lo amiamo per questo? E
allora possiamo capire questo Enorme artista anche quando stravolge, quando
cambia tonalità e rovina la canzone, quando cambia le parole e canta
male, perché sta cercando nuove perle, nuovi lampi di luce che magari
giacciono ancora inesplorate in canzoni noiose ( ha fatto pure quelle, Minstrel
Boy, Wigwam, They killed Him, per dire) e amarlo soprattutto per questo.
( scusate ma mi sono lasciato trascinare ….)
Ciao Daniele The Raven

Ciao "Corvo". Grazie per il tuo contributo alla discussione. Naturalmente il dibattito continua (a me comunque Minstrel Boy piace...)


491) Ciao Michele, ho trovato un articolo su Dylan e Sting, ho pensato di inviartelo...
anche se probabilmente già lo avrai letto...

Le strade del rock e quelle del cinema si sono incrociate spesso, molte volte con risultati
interessanti e particolari, molte altre con risultati da dimenticare. Però è in qualche modo simbolico che proprio all'inizio del nuovo secolo a "combattere" per la conquista di un premio Oscar per la migliore canzone ci siano proprio due stelle del rock. E non due stelle qualsiasi, ma due eccellenti rappresentanti di un modo di intendere la musica popolare e l'arte che oggi non è più molto di moda. Si, perché Bob Dylan e Sting, il grande poeta degli anni Sessanta e il raffinato ex punk degli anni Ottanta, incarnano un modo di pensare, di vivere, di esprimersi, che nel mondo del rock odierno ha poco diritto di cittadinanza, un modo di far musica che prevede ancora la creatività e la
passione al primo posto. Ed è per questo, forse, che si trovano entrambi, quest'anno, a competere un premio che in qualche modo meritano.
Tutti e due sanno scrivere dei piccoli film in forma di canzone, raccontano storie che possono essere delle acute sceneggiature per dei "corti" d'autore, entrambi hanno influenzato generazioni intere di filmakers, attori, sceneggiatori e compositori cinematografici, l'uno per le ballate acustiche, per il suo modo di raccontare l'America e il mondo, per il saper coniugare la poesia con l'arte popolare, l'altro per aver interpretato un mondo che cambiava, la contaminazione tra linguaggi e stili diversi, l'Europa della nuova ondata, che non è più nouvelle vague ma che conosce
la sofisticata arte del desiderio. Insomma, se ci si chiedesse a chi vorremmo dare l'Oscar decideremmo su due piedi di assegnarlo a Dylan, un po' per nostalgia, un po' per rispetto, poi anche perché veramente la sua è una ennesima canzone straordinaria in un repertorio che non vive nei limiti del tempo e dello spazio.

Ciao
By
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  |||||| F @ b i o ||||||
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  |         ""No time to think""             |
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                                  Free Man
      Om Namah Shivaya   - Bhole -

Ciao Fabio, manca solo la parte finale dell'articolo perchè non mi è arrivato (me ne sono accorto solo ora che l'ho messo su questa pagina). Se vuoi mandami il pezzettino mancante e lo aggiungo. Ciao.

492) Ciao Michele,

ho trovato un servizio molto interessante nel sito www.3000.it
...
prova a cercare  www.bobdylan.3000.it

Ciao
Fabio
 

Ho visto il sito www.bobdylan.3000.it e sono rimasto molto sorpreso... Come funziona la cosa? Spiegami un pò... Michele

Ed a concludere ecco la lettera di Francesco di cui parlavo prima e che mi consente di precisare un discorso che mi sembra stia dando adito ad equivoci a catena...
Visto che i punti sono diversi mi inserirò all'interno della lettera con le mie puntualizzazioni (ovviamente le mie frasi sono in blu mentre quelle di Francesco sono in rosso)


493) Ciao Michele, innanzi tutto scusa per il ritardo del cd ma ho avuto
troppo da fare ed un problema sul PC per cui ti mando direttamente la
mia copia domani mattina, falla circolare e poi rimandamela.

Ciao Francesco. OK per il cd, appena mi arriva lo giro a Carlo che curerà il tree.

guardando la posta di maggie's farm ho visto che la mia lettera e quella
di stefano hanno provocato un po' di "marasma". Ti ringrazio anche,
caro avvocato, per la "difesa" che ti sei assunto

Hai frainteso, non ti ho affatto difeso come preciso più sotto

e spero quindi ora
nella clemenza della corte! cercherò di precisare un po' il mio pensiero
riguardo ai due punti principali e poi aggiungere qualcosa in merito
alla "censura" sulle lettere.
Bene, sulle scalette penso che ci sia veramente poco da dire, basta dare
un'occhiata al sito di Olof per rendersene conto. Non ho sottomano
statistiche ecc. ma, e parlo per diretta esperienza, se vado ad uno show
e dalla prima nota so già cosa Bob sta per suonare, beh, francamente mi
deprime perchè vuol dire due cose: 1) ho visto troppi show (il che è
vero) 2) non ha più la capacità di sorprendermi come una volta (boia di
un cane, allora sto invecchiando!). Ero a Modena con un gruppetto di
amici, tra cui Nick, un amico inglese veuto apposta per il concerto di
Dylan e con lui ho fatto un giochetto. Dopo tre note indovinare la
canzone,  beh, non ci crederete ma abbiamo azzeccato il 95% del
concerto. Idem a Firenze due o tre giorni dopo, anche se è stato più
coinvolgente.

Beh sì, la penso anche io così ed è quello che più o meno ho cercato di dire io nella mia ultima lettera sull'argomento... Mi sembra che le canzoni stiano diventando più "perfette" nell'esecuzione e negli arrangiamenti ma che allo stesso tempo questi ultimi stiano diventando più prevedibili ed "omologati" oltre che un pò simili gli uni agli altri

Dylan il chitarrista: l'atteggiamento (ironico?)alla guitar hero l'ho
visto per la prima volta a modena e firenze 2000, che dire, se suonare
una nota singola dopo l'altra (plick plick) è fare un assolo o significa
"reiventare" il materiale stiamo freschi! non mi interessano i virtuosi,
mi sembrava di averlo già detto, e Bob va benissimo per me, ma secondo me è meglio che lasci perdere la solista, almeno quella elettrica perchè con l'acustica ci
sapeva fare. Secondo me a modena ha completamente rovinato LARS (madonna che
strazio!)e lo stesso, se non ricordo male ha fatto a Firenze. Mi ricordo
che Nick disse qualcosa come "butchered"...non aggiungo il commento di
mio fratello (provetto chitarrista)perchè incorrerei nella censura di
michele.
Quanto all'affermazione di Tom Petty che volevate dicesse? piuttosto ho
diversi video dove i comprimari di dylan rimangono spesso sbalorditi da
quello che fa lo zimmerman, ma non perchè faccia qualcosa di
trascendentale, tutt'altro!

Qui, circa la frase di Petty intendo, ho invece qualche dubbio e non mi sento di condividere il tuo giudizio Francesco, nel senso che non vedo cosa entrasse in tasca a Petty a dire quello che ha detto lodando le doti di Bob come guitar player... Se riteneva che Dylan non fosse capace a suonare la chitarra solista poteva tranquillamente evitare l'argomento... Invece lo sottolinea volutamente e non credo per ingraziarsi Dylan (figuriamoci se a Dylan poteva fregare qualcosa di un complimento di Petty)... Almeno questa è la mia opinione...

Ho uno show in video di dylan coi dead dell'87 e basta vedere la faccia
di Garcia per capire,... c'è il dylan più caciarone e raffazzonato che
abbia mai visto, e a giudicare dalle espressioni dei comprimari non ero
il solo a pensarla così.
Detto questo spero di avere chiarito un po' quello che intendevo dire.
Non discuto i meriti di questa band, che saranno pure molti, ma le
precedenti a me piacevano di più, un po' più di grinta secondo me non
guasterebbe e sopratutto gli arrangiamenti sono troppo simili l'uno
all'altro.
Infine un ultima nota sulla replica di Michele. Come dicevo prima ti
ringrazio per la difesa,

Chiarisco che non di difesa trattavasi come ho scritto subito (scrivevo infatti testualmente a scanso di equivoci "Non sta a me fare il difensore di Francesco che ha lanciato le "accuse" a Dylan  alle quale voi rispondete. Francesco, ovviamente ti invito a rispondere ribadendo o precisando il tuo pensiero. Personalmente devo dire..."etc etc), visto che era chiaro che spettava a te replicare eventualmente come hai fatto con questa mail. Io mi limitavo ad esprimere esclusivamente la mia opinione per chiarire dal mio punto di vista quello che io ritenevo un fraintendimento

ma sinceramente rimango perplesso riguardo al tagliare parti di lettere altrui, anche se possono risultare offensive per qualcuno. che piaccia o no questa si chiama censura e mi sembra quanto di più lontano ci possa essere dalle canzoni di Dylan (non dall'uomo e dalle sue idee che sono state a volte, secondo me, piuttosto "retrograde")

No! Qui forse hai equivocato le mie parole visto che l'ultima cosa che farei è censurare qualcosa... Io infatti parlavo di censura tra virgolette (e infatti tra virgolette avevo messo il termine) nel senso che non voglio assolutamente che la posta di MF possa diventare terreno di scontro tra dylaniani ma solo di confronto. A questo scopo come ho precisato continuerò a limare eventuali asprezze se mai ce ne saranno nelle mail che ricevo a meno che chi mi scrive non me lo vieti espressamente (ma in quel caso mi riserverei di pubblicare o meno la lettera). So che qualcuno potrebbe scambiare la cosa per arroganza da parte mia ma naturalmente così non è e spero che risulti a tutti chiaro.

Personalmente ritengo che se uno infarcisce le sue lettere
di parolacce o offese gratuite si qualifichi da solo e non ci sia
bisogno, tra adulti, di qualcuno che si prenda la briga di "ripulire" il
contenuto di una missiva, neanche se questa persona ci "ospita" sul suo
sito. Se tutto va come sembra di censura c'è ne sarà anche troppa tra un
po', non la sentite un'aria pesante in arrivo? bene, non mi sembra
proprio il caso di metterla già in pratica su un sito dedicato a quello
che ritengo, nonostante tutto e con tutte le umane contraddizioni, un
grande libertario.
 

Anche qui non vorrei si cadesse nell'equivoco... Le missive che io ho pubblicato leggermente modificate non contenevano "parolacce" o "offese gratuite" nei confronti di alcuno ma solo erano caratterizzate in alcuni punti da un tenore che poteva, se frainteso, dare adito ad interpretazioni sbagliate, almeno secondo il mio modestissimo parere... I concetti espressi non sono stati da me minimamente alterati (non farei ovviamente mai una cosa del genere) quindi io non ho censurato alcunchè.
Quanto invece al "ripulire" non sono d'accordo con te Francesco e continuerò ad eliminare frasi o termini che secondo il mio umile parere si prestano ad equivoco (ed ancor di più lo farò ovviamente se si tratterà di parolacce o insulti). Maggie's Farm è così che piaccia o no, ma non perchè io mi senta un essere superiore capace di giudicare e decidere per conto degli altri quello che si può leggere o quello che non si può leggere e nè tantomeno perchè io mi scandalizzi o ritenga che altri si possano scandalizzare per l'uso di parolacce et similia ma solo perchè curando io il sito ho dovuto fare ovviamente una scelta relativa ad una certa linea da seguire, anche nel linguaggio e nell'approccio alle discussioni. Il giorno in cui dovesse esserci un altro a curare il sito ovviamente darebbe la sua impronta anche in questo senso e sarebbe naturalmente padronissimo di modificare la mia impostazione assumendosene ovviamente tutte le responsabilità. Del resto la posta di ogni testata (e nel suo piccolo piccolo piccolissimo anche MF, in un certo qual senso, lo è, pur non essendo noi dei giornalisti e pur non essendo MF registrata  in alcun Albo) la posta di ogni testata giornalistica, dicevo, dalla più famosa a quella meno nota, ha una sua linea alla quale devono attenersi coloro che su tale testata scrivono, siano essi facenti parte della redazione o semplici lettori, "pena" la non pubblicazione dei propri scritti (e non credo che qualcuno si sognerebbe mai di parlare di censura da parte di coloro che curano tali rubriche, ma al limite solo di buon gusto o di adeguamento ad una linea editoriale che non per questo può ovviamente essere tacciata di reazionarietà o di antidemocraticità dal momento che tali regole vigono sia a Destra che a Sinistra che al Centro e sono dettate solo da ragioni di buona educazione e di stile non certo da - vade retro - ideologie politiche).
Prova a pensare, Francesco, ad esempio, al rischio che si correrebbe qualora io dovessi pubblicare integralmente come tu sostieni una lettera in cui si ricorre ad insulti nei confronti di chicchessia... Questo significherebbe automaticamente che, una volta pubblicata questa ipotetica lettera, dovrei per forza di cose pubblicare tutte quelle simili che dovessi eventualmente ricevere in seguito, per una questione di logica dovuta alla creazione di quel precedente.
Come penso tu stesso puoi capire questa cosa comporterebbe il rischio di una pericolosa ed inarrestabile escalation che rischierebbe, appunto, di far diventare la posta di Maggie's Farm una palestra dell'insulto, una sagra dell'offesa, un festival dell'ingiuria. Tanto più grave poi dal momento che, come forse avrai notato, tranne la mia persona per la quale su Maggie's Farm viene riportato interamente il nome, il cognome, l'indirizzo ed il numero di telefono oltre che l'indirizzo di posta elettronica e tranne per un altro paio di persone, il resto di coloro che scrivono a MF sono assolutamente anonimi dal momento che si limitano a firmare i propri scritti esclusivamente con il proprio nome e quindi sono immuni da qualsivoglia eventuale responsabilità per quello che affermano (e quindi anche impermeabili ad ipotetiche querele).
Inoltre, Francesco, devi tenere conto del fatto che quando non si è in casa propria non si può fare quello che si vuole ma bisogna rispettare delle regole dettate anche dalla buona educazione... E noi, appunto, NON siamo in casa nostra dal momento che siamo gentilmente ospitati da Tripod che mette a disposizione lo spazio di Maggie's Farm gratuitamente ed il minimo che noi si possa fare mi sembra sia comportarci per l'appunto in maniera educata in casa d'altri.
Se poi qualcun altro vorrà fare un sito su Dylan in cui nella pagina della posta si possa liberamente scrivere ad esempio "Dylan mi fa cagare quando suona la chitarra", oppure "Il giornalista Sempronio è un emerito stronzo che non capisce un cazzo ed ha scritto una sfilza di puttanate sull'ultimo disco di Bob" o ancora "come si è permesso quel pezzo di merda di Lucio Dalla di dire che Dylan sembrava un povero debilitato, che possa rompersi una gamba  grandissimo cazzone che non è altro e vada a farsi fottere insieme a quel frocio rottinculo di Gianni Morandi amico suo...", beh naturalmente è liberissimo di farlo ma non su Maggie's Farm. E ti assicuro Francesco che ho letto anche di peggio su Internet rispetto alle frasi ipotetiche che ho sopra riportato.
Capisci dunque dove rischieremmo di andare a finire? E non ci sarebbe modo di arrestare la cosa. MF diventerebbe il caos in cui ognuno può insultare liberamente chiunque desideri.
Il tutto quindi non per via di una mia idiosincrasia verso termini forti o parolacce o quant'altro (visto che tutto sommato qui sopra sia pur per amor di paradosso ho appunto riportato degli insulti) ma solo perchè a mio avviso non ce n'è bisogno alcuno anzi, l'eventuale uso di tali termini svilirebbe il concetto espresso da chi scrive e quello, ripeto ulteriormente a scanso di equivoci, non sarà da me mai minimamente alterato.
Questo almeno è quello che penso io... Cosa ne pensano gli altri amici dylaniani?... Ha ragione Francesco a pretendere sempre e comunque la pubblicazione integrale delle mail che ricevo quale che sia la forma utilizzata da chi scrive  o è preferibile il mio sistema atto ad operare una sorta di supervisione formale di quanto pubblicato su queste pagine? Fatemi sapere la vostra opinione di cui terrò debito conto.
Ciao Francesco, spero di averti tolto residui dubbi ingiustificati. Michele.
 
 
 

MAGGIE'S FARM

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